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butch

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    Italia, Abruzzo

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  1. butch

    Redenzione del cattivo

    A me non dispiace e non mi pare troppo poco plausibile. Diciamo che se l'addossarsi la colpa fosse l'esito finale di un percorso graduale maturato nel corso della trama allora probabilmente mi sembrerebbe un epilogo più interessante e avvincente. Una redenzione che sappia manifestarsi tramite piccoli segnali che si dipanano con sottigliezza e regolarità con buon anticipo sull'omicidio di D. La sfida è rendere quest'esito sorprendente eppure giustificato, e non sarà facile... ma se la posta in gioco è un bel momento narrativo, io ci proverei.
  2. butch

    Quanto un rifiuto può scoraggiarci?

    Non c'è di che! Ma se il tuo entusiasmo deriva dal piacere di scrivere, di migliorare, e di ricevere buone critiche, nessuno potrà smorzartelo. Bisogna liberarsi prima possibile dell'idea che per essere felici si debba per forza fare il botto. Siamo tutti drogati dal concetto che il successo sia la chiave della felicità, ma allora... tutti noi che non ne abbiamo (non in quei termini, almeno, o non ancora) dovremmo essere dei depressi! Mi sembra chiaro che non tutti quelli che hanno successo sono felici, e non tutti quelli che non hanno successo siano disperati. A volte mi rode un po' avere tra le mani un libro che sta piacendo un sacco e un resoconto delle vendite ridicolo, ma poi mi dico: Ok, magari posso godermi questa fase in cui conosco praticamente di persona l'80% dei miei lettori, e tanti di questi mi stanno dando spontaneamente i loro feedback... tutto questo ha un valore (che è ben più di un bel bonifico dalla casa editrice a fine anno), e quando si ha successo è molto più difficile mantenere questa vicinanza con il proprio pubblico. Ogni fase ha i suoi lati positivi, e di certo uno scrittore ha abbastanza fantasia per trovarli. Bene. ORA COMPRATE TUTTI IL MIO LIBRO, DANNAZIONE.
  3. butch

    Quanto un rifiuto può scoraggiarci?

    Il rifiuto fa parte della quotidianità. Solo chi non si mette mai in gioco non riceve rifiuti. Ci sono giorni che ti sembra che tutto il mondo ti stia caldamente suggerendo di smetterla con la scrittura, ma ce ne sono altri in cui qualche piccola sopresa positiva ti dà la forza necessaria per continuare. Io non ho ancora imparato a gestire del tutto questi alti e bassi, ma so che per un esordiente il panorama è questo, e tranne casi particolari c'è poco da fare. So anche che rispetto a un anno fa ora ho una base, seppur piccola, di potenziali lettori del mio secondo libro, ed è così che si cresce. Fa' che le delusioni si trasformino anche solo per un attimo nella rabbia di voler dimostrare a tutti quel che vali... incanalala nella tua perseveranza e continua come e meglio di prima. E anche se non trovi un editore il tuo libro esiste, l'hai scritto tu, e non sono poi tanti a poter dire di essere riusciti a fare lo stesso.
  4. butch

    Ho fatto una cavolata

    Usa uno pseudonimo!
  5. butch

    Tutelare il proprio romanzo

    La storia dei processi ci insegna che ogni sentenza è ribaltabile, anche di fronte a evidenze specifiche e incontrovertibili. Figuriamoci nell'aleatorio regno della fantasia. Basterebbe modificare qualche elemento. E chi ci dice, d'altronde, che la nostra trama non è identica a un romanzo sudanese del 1956? Possiamo essere certi che nessuno abbia mai scritto qualcosa di simile, dopo duemila anni di letteratura? Tutto e il contrario di tutto è dimostrabile in tribunale, basta avere gli avvocati migliori...
  6. butch

    Tutelare il proprio romanzo

    Ma poi veramente ci illudiamo di essere originali a tal punto da essere plagiati da una casa editrice che, nella peggiore delle ipotesi, riceve centinaia di manoscritti all'anno? Io ne farei quasi un vanto (prima di rosicare e comunque chiamare un avvocato ;-) )
  7. butch

    Tutelare il proprio romanzo

    Se è una grossa casa editrice a plagiarti non è detto che si debba arrivare alla causa in tribunale. Ci può essere anche un accordo tra le parti, più conveniente per entrambi. Per l'autore, che quei soldi lì con una casa editrice piccola non li vedrebbe mai, e per la casa editrice grande, che con due spicci (dal suo punto di vista) si evita qualunque problema.
  8. butch

    Tutelare il proprio romanzo

    Io mi tutelo con Patamu, ma non perché io abbia paura di essere vittima di plagio. Diciamo che avere un numero di registrazione e una marcatura temporale dà agli invii un'aria più professionale.
  9. butch

    Cosa state leggendo?

    Sono a pag. 189 di "Per chi suona la campana" di Hemingway.
  10. butch

    Argento Vivo Edizioni

    Johnny World io non sto difendendo nessuno, sto solo dicendo di provare a sentirli direttamente. In assenza di una loro risposta è difficile capire cosa sia successo. Magari hanno la migliore giustificazione del mondo, magari no, ma se non vengono interpellati diventa un processo alle intenzioni. Poi fai tu.
  11. butch

    Argento Vivo Edizioni

    Io ho pubblicato con loro e mi sono trovato bene. Posso immaginare però che il Covid abbia condizionato pesantemente tutti i programmi editoriali. Non è una situazione di normale amministrazione, e non avrei motivo di pensare male solo per il mancato rispetto di un elenco online che magari non è stato aggiornato. Provate a sentirli direttamente, credo sia meglio che fare congetture.
  12. Anche io ho votato no, grossomodo per gli stessi motivi già elencati negli altri commenti. Invece sarei interessato a una disamina estremamente dettagliata dei contratti editoriali, per capire con cognizione di causa cosa è lecito accettare e su cosa si può invece contrattare, anche e soprattutto distinguendo tra case editrici piccole, medie e grandi, e tra autori esordienti e non. Una guida ragionata e suffragata magari da statistiche e testimonianze di addetti ai lavori. Sarebbe uno strumento prezioso per chi è alle prime armi e non solo.
  13. butch

    Cosa state leggendo?

    Ho finitonun saggiondi Mario Tozzi su "L'Italia intatta" e ho iniziato "L'uomo che guardava passare i treni", di Georges Simenon. E mi piace molto.
  14. butch

    L'incubo di scrivere un romanzo

    Oltre a tutti questi consigli, a giudicare dalle tue domande, sento di poter aggiungere il mio: leggi qualche manuale di scrittura. Ti aiuterà a capire come evitare di arrivare a pagina 200 per poi scoprire che il tuo romanzo è da buttare. Ci sono dei momenti in cui ci si blocca e bisogna rivedere alcuni passaggi precedenti, e ritoccare qua e la per mantenere la coerenza o altre caratteristiche importanti, e questo ci può stare. Un buon manuale però ti aiuta a porti le giuste domande PRIMA di iniziare a scrivere, e di verificare la correttezza di tutto man mano che scrivi. Ci sono manuali di tutti i tipi e ci sono delle discussioni anche qua su WD dedicate proprio a questo. Inutile che ti dica che scrivere un romanzo non è una passeggiata: lo scoprirai da sola. Il mio consiglio vuole aiutarti a capire che è difficile per tutti, non solo per gli esordienti, ma è altrettanto vero che i momenti difficili non possono e non devono essere la norma. Bisogna anche divertirsi, altrimenti diventa davvero frustrante.
  15. butch

    L'incubo dell'aspirante... baby

    Penso proprio di si! Ma io non mi preoccuperei troppo di bruciare un esordio. Di solito la posta in gioco è abbastanza misera, e poi se c'è qualcuno che deve preoccuparsi della qualità (oltre te, che però hai la scusante dell'età) è il tuo futuro editore. Se poi stai pensando all'autopubblicazione allora è un altro discorso... ma certamente avrai qualcuno di fidato al quale chiedere un parere. Oppure prova col premio Calvino, che valuta con estrema serietà tutti i concorrenti (ai quali manda anche una scheda di valutazione), e anche se costa un po', è meno di quanto spenderesti per avere il parere di un addetto ai lavori.
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