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Marcello

Supercritico
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Tutti i contenuti di Marcello

  1. Marcello

    Veleno - Andrea Ferrari

  2. Marcello

    Veleno - Andrea Ferrari

    Bella copertina, Andrea!
  3. Marcello

    Le ripetizioni: sempre errori da eliminare?

    e non per nulla metà dei miei clienti fuggono, quando comunico loro il tempo che stimo necessario per editare il romanzo. Una volta ho voluto fare una prova per vedere quanto guadagnavo all'ora: capitolo da editare a pc e cronometro a destra del monitor; quando ho tirato le somme ho pensato che avrei dovuto fare l'idraulico o il carrozziere.
  4. Marcello

    Le ripetizioni: sempre errori da eliminare?

    la rima la fa il traduttore, Hemingway scriveva in inglese. Ma anche il testo la versione originale non farebbe testo : in inglese le ripetizioni non vengono percepite come fastidiose. Perché in inglese no e in italiano sì? Non lo so, ma è così: prendi un romanzo nella lingua di Albione in inglese dove George fa otto cose diverse in quattro righe e troverai otto George. Nella narrativa contemporanea italiana non è così: sarà una moda, sarà che viene percepita come povertà linguistica dell'autore (e molto spesso è vero, ahimè), rimane il fatto che gli editori sono assai poco propensi a pubblicare romanzi pieni di ripetizioni. E gli editor, compreso il poveraccio il cui collo è soggetto alle ire di @Silverwillow , volenti o nolenti devono adeguarsi. Questo a livello di informazione generale, ma ovviamente c'è caso e caso. Tralasciando le situazioni in cui la ripetizione è voluta per creare un particolare effetto, negli altri casi si cerca di lavorare sui sinonimi, sui pronomi e le particelle pronominali, sulla struttura della frase. Il tutto però deve essere guidato dal buon senso: se la variante risulta artificiosa o innaturale, come in certi esempi che avete fatto, allora è molto meglio ripetere il vocabolo. Per me, e con questo ti tolgo ogni speranza di entrare in possesso di un manuale del genere, ciò che conta alla fine è il ritmo della frase e la sua scorrevolezza. Quando ho dei dubbi, e mi capita spesso, rileggo a voce alta il passaggio originale e quello che ho editato, per "sentire" quale suona meglio; non di rado mi accorgo che il mio intervento non ha migliorato il testo e cerco una terza via. Se non la trovo ritorno alla frase originale. Molto spesso è proprio strutturando il periodo in altro modo, sempre nel rispetto dello stile dell'autore (questo è fondamentale), che si ottengono i risultati migliori, piuttosto che nella ricerca di improbabili sinonimi. Se sto parlando di un cavallo, volerlo trasformare in "equino" per non ripetere il vocabolo creerebbe l'effetto che @AdStr stigmatizzava giustamente qui: Quanto a questo esempio: no, davvero. Qui si crea un'ambiguità bella e buona: italiano e muratore nella fattispecie non hanno alcuna funzione distintiva. Se proprio non c'è altro modo di condurre il dialogo, esistono sempre dei correlativi da alternare ai nomi propri: il primo... il secondo...; l'uno... l'altro.
  5. Marcello

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Ricominciare non è problematico. L'handicap attuale mitiga il verso, benché uno zeugma orribile guasti universalmente significati esemplari. Qualunque anagramma terrificante, invece, fomenta orpelli  RNEPLHAMIVBUZOGUSEQATIFOCD
  6. Marcello

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Ricominciare non è problematico. L'handicap attuale mitiga il verso, benché uno zeugma orribile guasti universalmente significati esemplari. Qualunque anagramma terrificante, invece,  RNEPLHAMIVBUZOGUSEQATIFOCD
  7. Marcello

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Ricominciare non è problematico. L'handicap attuale mitiga il verso, benché uno zeugma orribile guasti universalmente significati esemplari. Qualunque anagramma  RNEPLHAMIVBUZOGUSEQATIFOCD
  8. Marcello

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Ricominciare non è problematico. L'handicap attuale mitiga il verso, benché uno zeugma orribile guasti universalmente significati esemplari.  RNEPLHAMIVBUZOGUSEQATIFOCD
  9. Marcello

    Mezzogiorno d'inchiostro 144 – Off topic

    Vade retro, stai lontana da me!
  10. Marcello

    La sorprendente semantica dello strafalcione

    be', qui è facile da capire: nei lavori di ristrutturazione era compresa una fontana in giardino.
  11. evita, queste descrizioni sono terribili. Descrivi il personaggio nella tua testa fino all'ultimo neo, poi apri un file "Personaggi" e butta tutto lì dentro. Passa al romanzo: nel momento in cui entra in scena scegli dal file due o tre elementi caratteristici che lo identifichino visivamente o che comunque permettano al lettore di crearsi una prima immagine del personaggio. Gli altri, quelli importanti, li aggiungerai poi, facendoli emergere da una battuta di dialogo o da un'azione che compie in scena (e probabilmente a fine romanzo scoprirai che metà dei dettagli non sono stati usati, vuol dire che erano superflui). "Poi" non vuol dire dopo cento pagine: se il lettore si è immaginato un energumeno dalla criniera leonina e a metà romanzo scoprirà che è un tipo mingherlino e completamente calvo è probabile che il libro voli fuori dalla finestra. Il tuo personaggio è un elegantone? Non descrivere le impunture e i bottoni della giacca, il fazzoletto che esce dal taschino, i gemelli ai polsini della camicia... Di' che veste un completo sartoriale o che è agghindato come fosse a un matrimonio (dipende dallo stile del romanzo, ovviamente, se usare un tono "serioso" o più colloquiale), poi magari mentre prende in mano un quotidiano spunteranno i gemelli d'oro, sempre se ha senso che appaiano. ... Veniva don Ferdinando, giallo, allampanato, un vero fantasma... (Giovanni Verga).
  12. Marcello

    La sorprendente semantica dello strafalcione

    lo vuole, ma solo quando è di petto.
  13. Marcello

    La sorprendente semantica dello strafalcione

    Nemmeno a me, ho smesso di intrecciare i diti quando mangio lo sgombro piuttosto che il salmone .
  14. Ovviamente io mi riferivo a libri fisicamente disponibili in casa editrice, quindi non in ristampa, esauriti o, ancor peggio, fuori catalogo. Niente nomi, si capisce benissimo di chi parli (compresa forse la libreria, per me che ho prestato servizio militare in quella città, sempre se ho indovinato). Probabilmente sei rientrato nel secondo caso; se tu li avessi ordinati a un piccolo libraio indipendente – libraio vero, ce ne sono ancora in circolazione, anche se sempre più rari – sono quasi certo che di quei sei almeno quattro ti sarebbero arrivati, forse tutti. Ci sono anche altri casi (anche se non penso sia quello dei tuoi ordini) in cui il libro tarda ad arrivare o non arriva proprio. Uno, sempre più comune in questi tempi così disgraziati per il commercio e per quello librario in particolare, dipende dai rapporti commerciali tra libraio e distributore. Se il libraio ha della fatture non pagate presso il distributore la prima forma di rivalsa che subisce è la chiusura del conto (una procedura che i grandi distributori sono i primi ad adottare, a volte anche per cifre irrisorie), che gli impedisce di ordinare libri e lo costringe spesso a inventare scuse con il cliente. Con tutto ciò, la distribuzione è il grande male dell'editoria italiana: accorciarne la filiera è l'unica soluzione per ridare fiato al sistema, ma questo è già un altro discorso.
  15. Non è così, sai: la stragrande maggioranza delle case editrici, piccole e piccolissime comprese, ha un rapporto di collaborazione con Fastbook, il che significa che il libraio può dire in tempo reale al cliente se il titolo è disponibile fisicamente nei magazzini di Fastbook e, in quel caso, prenotarlo immediatamente solo schiacciando un tasto: il libro sarà consegnato in libreria al massimo in quarantotto ore, isole comprese (Covid permettendo, s'intende). Se il libro non è presente nei loro magazzini (nel momento in cui scrivo sono presenti a magazzino 234.307 titoli, puoi vedere l'aggiornamento qui), il libraio lo può ordinare per il cliente e dovrebbe riceverlo nel giro di qualche giorno (qui dipende dalla solerzia con cui la casa editrice provvederà alla spedizione a Fastbook). In molte librerie ti diranno che il libro non è ordinabile: questo dipende 1. dal libraio che non vuole impazzire oppure 2. dal fatto che è una libreria di catena che utilizza solamente il programma gestionale che gli viene fornito dal suo franchisor, che può essere lentissimo a evadere gli ordini fuori dal suo circuito. Nel secondo caso il bravo libraio aggira i vincoli, ordinando quei titoli fuori dal sistema distributivo dell'azienda concessionaria, come fa, o dovrebbe fare, qualsiasi libraio indipendente. la distribuzione è importante, sì, ma spesso sopravvalutata; la promozione (quella libraria, non quella dei social) lo è di più: è tramite quella che il libraio verrà convinto ad acquistare il libro e tu lo potrai trovare a scaffale, senza doverlo ordinare.
  16. Marcello

    Penna e Spada - Il topic per le votazioni

    Come era stato già annunciato, apriamo questo topic che serve a esprimere i voti di ogni sfida. Votate 1 se intendete premiare il campione in carica; votate X se ritenete che i racconti si equivalgano; votate 2 se intendete premiare lo sfidante. Soltanto i voti qui, grazie.
  17. Marcello

    Scacco matto

    Non esiste "il pedone dell'alfiere", pedone e alfiere sono due pezzi diversi. idem come sopra: pedone e re sono due pezzi diversi, non esiste il pedone del re. E i quadrati della scacchiera non si chiamano "caselle", bensì "case". Perché scrivere di cose che non si conoscono senza documentarsi ?
  18. Marcello

    Durate della "leva" nella seconda guerra mondiale

    Ecco, @Alberto Tosciri , gli stavo proprio per aggiungere di rivolgersi a te...
  19. Marcello

    Durate della "leva" nella seconda guerra mondiale

    Hai consultato questa pagina, in particolare il paragrafo: Il regime fascista e la seconda guerra mondiale? Ci sono informazioni abbastanza dettagliate, con la distinzione tra Esercito e Marina.
  20. Marcello

    Mezzogiorno d'inchiostro 144 – Off topic

    Ai picchetti lo danno a 6, infatti, dicono che rompe in retta d'arrivo.
  21. Marcello

    Mezzogiorno d'inchiostro 144 – Off topic

    Sì, è così. L'altro giorno origliavo alla porta della stanza dei contest e ho sentito @AdStr e @Miss Ribston che ne parlavano – non è un mistero che ormai in staff decidono tutto loro due – e hanno stabilito di assegnare venti punti al vincitore dell'ultima tappa, anziché i soliti cinque. Solo in caso sia uno staffer, però: mi raccomando, non dirlo a @Edu, sai quanto la mena dopo quello lì.
  22. Marcello

    Mezzogiorno d'inchiostro 144 – Off topic

    Dai, neanche in Pennsylavania...
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