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  1. Per scrivere una raccolta di racconti belli, ci vuole una grande penna. È un genere narrativo molto difficile. Se arrivasse una raccolta di racconti coerente, incisiva, rappresentativa di un’epoca, la giuria li premierebbe. La qualità non si cestina. Ovviamente, questo è soltanto il mio parere.
  2. Qualche scheda la trovi in rete. Non sono minuziose, ma chiare. In sintesi, dicono: sei bravo/non sei bravo. Essere bravi non è sufficiente. Essere originali, neppure. Avere una bella storia, neanche. Premiano gli scrittori. I racconti hanno le stesse possibilità dei romanzi, di genere o non di genere. Dipende dalla scrittura.
  3. Mi sembra l’unico sistema possibile. Una prima scrematura è necessaria e un giovane lettore è in grado di fare la selezione. Su novecento manoscritti, se ne salveranno a dir tanto un centinaio. Dico così perché non c’è niente da fare: in Italia scrivere è una mania. Invece credo che le discussioni, fra i lettori professionisti, siano reali. La prova è la qualità dei libri finalisti e segnalati.
  4. Venti come i venti euro di iscrizione.
  5. I raccomandati ci saranno pure al Calvino. Ci sono dappertutto in Italia. Rimane il fatto oggettivo che i libri finalisti e segnalati, sono libri che mi sono piaciuti e molto. Sono storie che se mandate a case editrici e agenti, verrebbero cestinate soltanto per la biografia degli autori, perfetti sconosciuti. Come me.
  6. Questo spazio dovrebbe aiutare a maturare. Se hai pubblicato il tuo incipit, significa che vuoi un parere oggettivo. Anche a me non è piaciuto. Questo non significa che il tuo libro non valga niente. Bisognerebbe leggerlo tutto. Io però non lo comprerei. Non c’è niente, in quelle poche righe, che mi abbia scosso o incuriosito. Mi spiace, ma questa è la mia impressione. Se invece vuoi che menta, eccoti accontentato: il tuo incipit è bellissimo. Fa vibrare. Si intuisce una storia originale e interessante. Voglio aggiungere, da perfetto sconosciuto ma che ti capisce, che se ti stai tormentando, è un ottimo segno. Potrebbe significare che è arrivato il momento di seppellirlo, dimenticarlo e scriverne un altro con la rabbia che hai accumulato in questi anni. La scrittura rabbiosa è sincera.
  7. A me i libri del Calvino, quelli che ho letto, sono piaciuti. Non tutti. In un paio ho riconosciuto l’impronta delle scuole creative, che di creativo insegnano l’omologazione. Ma gli altri, secondo me, hanno trovato spazio soltanto grazie al Calvino. Libri particolari. Difficili. Belli. Impegnano la mente, con un linguaggio, sempre secondo me, alla portata di un lettore di media cultura. Credo che siano stati selezionati perché hanno letto le pagine di un vero scrittore. Questa è stata la mia impressione. Che poi la mafia letteraria sia riuscita ad allungare i tentacoli anche in questo premio, non mi meraviglia. Ma finché c’è uno spazio, per quanto piccolo, bisogna occuparlo con quello che c’è di più bello dentro di noi. La mafia si sconfigge così: non dandogliela mai vinta.
  8. Scusate, volevo chiedere a chi a partecipato al Calvino se è necessario allegare la sinossi al manoscritto. Grazie per la risposta.
  9. pas

    IoScrittore

    Sono d'accordo con te al cento per cento.
  10. pas

    IoScrittore

    Volevo dire che il pessimismo a volte porta fortuna.
  11. pas

    IoScrittore

    Magari sì.
  12. pas

    IoScrittore

    Ho capito.
  13. pas

    IoScrittore

    Scusa, perché hai partecipato?
  14. pas

    IoScrittore

    Un concorso è una competizione. Ci si scanna. Se non si cade nell’offensivo, possiamo serenamente confrontarci sui punti e sulle virgole. Per ingannare l’attesa.
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