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T.D.J. Baw

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  1. T.D.J. Baw

    Caminante, No Hay Camino

    Grazie della gentilezza e dell'invito @Silverwillow: svolterò l'angolo e vi raggiungerò riconoscente. Eh... vedo che hai colto il mio punto debole: è il mio il limite... il limite delle idee riguardate troppe volte senza confrontarsi con altri. Per questo aver trovato voi è un buon inizio (Dvrò cercare di limitarmi per non sembrare molesto)
  2. T.D.J. Baw

    Caminante, No Hay Camino

    Beh, che dire di me: sono in viaggio e approdato qui... e durerà poco Ringrazio lo staff per l'invito a presentarmi (forse se ne pentirà) e saluto tutte le persone che da molto prima di me (o da poco prima di me) partecipano e danno vita a questo forum. Domanda: hi visto in fase di iscrizione che Writer's Dream chiuderà a febbraio. Ho avuto le traveggole? Una nuova speranza (anche se non sono Skywalker e nemmeno di primo pelo) Cosa mi ha spinto a iscrivermi: il confronto reale, orizzontale, con altri scrittori e lettori - di ogni genere. Penso sia il terreno reale su cui, una volta pubblicati, i testi (con le loro storie, i temi, la lingua e la voce dell'autore) dovranno raccontare, essere messi alla prova, raccogliere consensi e critiche, perciò sono qui per migliorare il mio percorso autoriale e la qualità del mio mondo letterario (una parola un po' altisonante per quello che creo). Chi è il mio lettore? Una questione che nell'epoca degli instant book e del digital marketing diventa una pietra miliare. Nelle guide di personal branding e di self-publishing si raccomanda di creare un identikit del lettore, della buyer persona (perché i prestiti linguistici oggi si sprecano). Non è una novità assoluta, certo, i generi letterari servono da sempre de-finire (recintare in confini) e orientare (come ogni categorizzazione d'altro canto). Ora io mi scontro con delle commistioni nell'anima - perché assomiglio a Barney Panofsky - dovute a quello che ho vissuto. A quanti mi dicono "importi una direzione, un filone, un tono riconoscibile" e a quelli che si raccomando "annusa il mercato, oggi vanno i gialli, le storie sentimentali", io rispondo con una pletora di dubbi (e confido in Bertrand Russell): Come si fa - da autore, intendo, non da editore - a mettere sempre insieme autenticità e mercato editoriale (che dovrebbe essere lo specchio delle richieste dei lettori)? A chi spetta far incontrare la voce di un autore al giusto lettore o al lettore che sta cercando qualcosa di nuovo e che potrebbe apprezzarla? Quanto è importante incontrare i lettori prima di concludere una storia? Se sì, in che modo può avvenire senza svelare troppo della storia per non privare i lettori del piacere di leggerla? In conlcusione AAA Cercarsi lettori per affinare, sviluppare, rivoltare e migliorare. Scrivo in genere storie dove ci scappano dei morti e si ride dei generi più disparati: Black Comedy (Breton direbbe humor noir, noi umorismo nero... alla Philip Roth, Lenny Bruce, ma anche David Mamet, i Fratelli Coen e Tarantino) Fantasy Umoristico (come l'inarrivabile Terry Pratchett o Michael Logan) Thriller/Drama non saprei come definirli, ma esiste un'indagine, uno sguardo critico e sarcastico sulle consuetudini e in questo genere, una storia sulla diversità. A prestissimo, T.D.J. Baw P.S. - Il titolo del post è ovviamente un omaggio ad Antonio Machado
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