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*Alessia*

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  1. *Alessia*

    Il Bosco

    Grazie a tutti per aver letto il mio brano e commentato. Mi sono accorta dei molti errori che ho commesso e ora spero di poter migliorare. Con questo testo ho voluto sperimentare un'idea che mi era venuta in mente tempo fa, ma come vedo, non sono riuscita a trasmetterla. Di nuovo grazie. A presto!
  2. *Alessia*

    Il Bosco

    ignorate questa discussione, scusate mi sono accorta di aver postato il racconto troppo in piccolo solo dopo.
  3. *Alessia*

    Il Bosco

    Ecco il link del commento: Tutte le finestre della casa sono sbarrate da inferiate di ferro. I precedenti padroni avevano un’innaturale paura dei ladri e quando l’edificio è stato venduto il nuovo proprietario ha deciso di lasciare le inferiate al loro posto, ignorando le lamentele della moglie. Ora l’uomo è uscito per lavoro e la donna è sola in casa. Il pavimento e le pareti del bagno sono rivestite da lucide mattonelle verdi, una gradazione più scura simile al muschio copre il pavimento, mentre il verde dell’erba di primavera attecchisce sui muri. La vasca è stata riempita di acqua calda, la donna ha lasciato i vestiti a terra ed è pronta per immergersi. Una stanza bianca la cui ampiezza è risaltata dalla mancanza di mobili. L’aria è immobile, in attesa. Una figura incappucciata si avvicina alla casa. Una lama brilla nel buio. Il respiro lento e silenzioso contrasta con il battito del cuore, frenetico e assordante. Un quadrato di tela grezza è appeso al centro di una delle pareti. La sottile cornice di legno è dipinta di nero, il colore degli abissi più profondi e ignoti dell’inferno. L’assassino penetra nella casa attraverso la porta principale lasciata sbadatamente aperta. Lascia impronte bagnate sulle mattonelle del pavimento, piccole pozzanghere che si asciugano al sole dopo una tempesta. Sale di soppiatto le scale e alle sue orecchie giunge il suono argentino della voce della sua vittima. Sta canticchiando un’aria di Bocelli. La figura nera abbassa lentamente il cappuccio scoprendo le dolci forme di una donna ancora giovane dagli occhi di ghiaccio. I capelli corvini stretti da un elastico, non li vuole sporcare. Apre di scatto la porta del bagno irrompendo all’interno. La canzone si interrompe a metà di una strofa e la donna nella vasca lancia un grido di sorpresa tentando di coprire con le braccia il corpo nudo. L’assassino si avventa con un balzo sulla sua vittima. La lama trancia di netto la giugulare della donna. Una fontanella di sangue zampilla dalla carotide recisa, soffocando l’ultimo singulto della vittima. Il sangue continua a sgorgare lento e fluente come lava che esce dalla bocca di un vulcano scivolando lenta verso le pendici. Uno schizzo di liquido rosso colpisce la tela, violando la purezza della stoffa tirata, come uno schiaffo colpisce all’improvviso una guancia impreparata a ricevere il colpo. Dalla cornice comincia a riversarsi altro liquido rosso che finisce per coprire l’intera tela, soffocando il bianco e creando una macchia di colore nella stanza. Il sangue scivola sul pavimento intaccando il verde delle mattonelle ed espandendosi come una goccia di vino versata sulla tavola. La parte inferiore della tela si tinge di un verde intenso molto acceso e la linea di demarcazione tra i due colori, circa a un terzo della lunghezza, sbiadisce ritornando alla sfumatura originale. Vortici di verde più scuro fiorisco sulla tela, creando l’effetto di erba piegata dal vento. La brezza della sera si intensifica spazzando via le nuvole e rivelando una pallida luna. Le sbarre alle finestre ora illuminate proiettano lunghe ombre sottili sul pavimento macchiato di sangue. Strisce verticali nere scivolano sulla superficie della tela dirompendo prepotentemente sul rosso e sul verde. Nella parte superiore le ombre si diramano assottigliandosi sempre più, creando un bosco di alberi secchi che tendono i loro rami scheletrici verso il cielo vermiglio. Compiuto il suo lavoro, l’assassino lascia la casa abbandonando il corpo nudo della sua vittima a galleggiare nella vasca dall’acqua ormai fredda. Il sangue sul pavimento e sulle pareti comincia a rapprendersi perdendo la sua lucentezza e diventando quasi nero. Due macchie di rosso scuro appaiono al centro del bosco, allungandosi fino a formare due vestitini da bambina. Gambe elisi sbucano dall’orlo degli abiti e i piedini affondano nell’erba. Le piccole mani diafane si stringono in una morsa che all’occhio superficiale appare delicata e gentile come solo le bambine sanno fare, mentre un occhio più attento noterà che piccole venuzze affiorano dalla manina che avvolge e che le dita dell’altra sono schiacciata le une contro le altre. Gli occhi della ragazzina di destra sono di un azzurro quasi trasparente e i suoi capelli neri come pece sono stretti da un elastico. Due trecce dorate scendono sulle spalle della bambina a sinistra e nei suoi occhi scuri c’è sofferenza. La stanza non è più spoglia. Il quadro è completo. Consigli e critiche saranno ben accettati, vi ringrazio già da ora.
  4. *Alessia*

    Il Bosco

    Ecco il link del commento: Tutte le finestre della casa sono sbarrate da inferiate di ferro. I precedenti padroni avevano un’innaturale paura dei ladri e quando l’edificio è stato venduto il nuovo proprietario ha deciso di lasciare le inferiate al loro posto, ignorando le lamentele della moglie. Ora l’uomo è uscito per lavoro e la donna è sola in casa. Il pavimento e le pareti del bagno sono rivestite da lucide mattonelle verdi, una gradazione più scura simile al muschio copre il pavimento, mentre il verde dell’erba di primavera attecchisce sui muri. La vasca è stata riempita di acqua calda, la donna ha lasciato i vestiti a terra ed è pronta per immergersi. Una stanza bianca la cui ampiezza è risaltata dalla mancanza di mobili. L’aria è immobile, in attesa. Una figura incappucciata si avvicina alla casa. Una lama brilla nel buio. Il respiro lento e silenzioso contrasta con il battito del cuore, frenetico e assordante. Un quadrato di tela grezza è appeso al centro di una delle pareti. La sottile cornice di legno è dipinta di nero, il colore degli abissi più profondi e ignoti dell’inferno. L’assassino penetra nella casa attraverso la porta principale lasciata sbadatamente aperta. Lascia impronte bagnate sulle mattonelle del pavimento, piccole pozzanghere che si asciugano al sole dopo una tempesta. Sale di soppiatto le scale e alle sue orecchie giunge il suono argentino della voce della sua vittima. Sta canticchiando un’aria di Bocelli. La figura nera abbassa lentamente il cappuccio scoprendo le dolci forme di una donna ancora giovane dagli occhi di ghiaccio. I capelli corvini stretti da un elastico, non li vuole sporcare. Apre di scatto la porta del bagno irrompendo all’interno. La canzone si interrompe a metà di una strofa e la donna nella vasca lancia un grido di sorpresa tentando di coprire con le braccia il corpo nudo. L’assassino si avventa con un balzo sulla sua vittima. La lama trancia di netto la giugulare della donna. Una fontanella di sangue zampilla dalla carotide recisa, soffocando l’ultimo singulto della vittima. Il sangue continua a sgorgare lento e fluente come lava che esce dalla bocca di un vulcano scivolando lenta verso le pendici. Uno schizzo di liquido rosso colpisce la tela, violando la purezza della stoffa tirata, come uno schiaffo colpisce all’improvviso una guancia impreparata a ricevere il colpo. Dalla cornice comincia a riversarsi altro liquido rosso che finisce per coprire l’intera tela, soffocando il bianco e creando una macchia di colore nella stanza. Il sangue scivola sul pavimento intaccando il verde delle mattonelle ed espandendosi come una goccia di vino versata sulla tavola. La parte inferiore della tela si tinge di un verde intenso molto acceso e la linea di demarcazione tra i due colori, circa a un terzo della lunghezza, sbiadisce ritornando alla sfumatura originale. Vortici di verde più scuro fiorisco sulla tela, creando l’effetto di erba piegata dal vento. La brezza della sera si intensifica spazzando via le nuvole e rivelando una pallida luna. Le sbarre alle finestre ora illuminate proiettano lunghe ombre sottili sul pavimento macchiato di sangue. Strisce verticali nere scivolano sulla superficie della tela dirompendo prepotentemente sul rosso e sul verde. Nella parte superiore le ombre si diramano assottigliandosi sempre più, creando un bosco di alberi secchi che tendono i loro rami scheletrici verso il cielo vermiglio. Compiuto il suo lavoro, l’assassino lascia la casa abbandonando il corpo nudo della sua vittima a galleggiare nella vasca dall’acqua ormai fredda. Il sangue sul pavimento e sulle pareti comincia a rapprendersi perdendo la sua lucentezza e diventando quasi nero. Due macchie di rosso scuro appaiono al centro del bosco, allungandosi fino a formare due vestitini da bambina. Gambe elisi sbucano dall’orlo degli abiti e i piedini affondano nell’erba. Le piccole mani diafane si stringono in una morsa che all’occhio superficiale appare delicata e gentile come solo le bambine sanno fare, mentre un occhio più attento noterà che piccole venuzze affiorano dalla manina che avvolge e che le dita dell’altra sono schiacciata le une contro le altre. Gli occhi della ragazzina di destra sono di un azzurro quasi trasparente e i suoi capelli neri come pece sono stretti da un elastico. Due trecce dorate scendono sulle spalle della bambina a sinistra e nei suoi occhi scuri c’è sofferenza. La stanza non è più spoglia. Il quadro è completo. Consigli e critiche saranno ben accettati, vi ringrazio già da ora.
  5. *Alessia*

    Così Così

    Il testo è scorrevole e ben scritto. Forse bisognerebbe arricchire la descrizione di Kikka, magari con un episodio che metta in mostra le due caratteristiche. Bella la descrizione della vita quotidiana, ma credo che il prologo dovrebbe catapultarti più nella storia, io questo utilizzerei proprio come inizio del racconto. Ciao!
  6. *Alessia*

    Salve a tutti!

    Grazie a tutti per il benvenuto!
  7. *Alessia*

    Salve a tutti!

    Grazie a tutti per il benvenuto!
  8. *Alessia*

    Salve a tutti!

    Ciao, mi chiamo Alessia e sono una ragazza di diassette anni che fra poco ritornerà sui banchi di scuola del Liceo Scientifico di Ravenna. Dopo il diploma vorrei iscrivermi a alla facoltà di Medicina, ma di questi tempi è piuttosto dura, quindi forse se non passerò il test di ingresso ripiegherò su Lettere. Ho vari interessi che spaziano dall'arte alla musica, dallo sport alla letteratura, ma la mia vera passione fin da piccola è stata la lettura. Per anni ho letto fantasy, poi un giorno ho scoperto che esistevano altri generi di narrativa e mi sono tuffata nei romanzi, principalmente di genere horror, ma anche romanzi storici, di avventura o semplicemente storie di vita. Da qualche anno a questa parte mi sono cimentata nella scrittura di racconti e pensieri e a poco a poco è maturata l'idea di un romanzo mio. Ora è in elaborazione, so che un giorno lo finirò e anche se non riuscissi a pubblicarlo sarà comunque un traguardo personale che sono riuscita a tagliare. Però le aspirazioni ci sono. Su questo forum spero di raccogliere consigli utili che mi consentano di migliorare la mia scrittura e mi aiutino a mettere in ordine tutte le idea che vorticano nella mia mente impazienti di trovare il loro posto. Mi unisco a voi ora, scrittori, aspiranti e sognatori, al mutare della marea.
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