Vai al contenuto

leonreno83

Scrittore
  • Numero contenuti

    40
  • Iscritto

  • Ultima visita

Reputazione Forum

12

Su leonreno83

  • Rank
    Sognatore

Informazioni Profilo

  • Genere
    Uomo
  • Provenienza
    Macerata

Visite recenti

Il blocco dei visitatori recenti è disabilitato e non viene mostrato ad altri utenti.

  1. leonreno83

    Mi diletto col dialetto

    ABSDMQILOPZRTNCFGUVE Trosomarì: rosmarino in marchigiano Tocca alla N
  2. leonreno83

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    Ho iniziato ad inviare dei racconti e personalmente ho scelto un approccio a metà, ovvero non li mando a una sola rivista alla volta, ma nemmeno a troppe. Seleziono ovviamente in base a cosa accettano e a come lo richiedono, ma anche all'idea di professionalità e di aggiornamento o trascuratezza che mi danno i loro siti e i loro post e via dicendo. Alla fine bene o male si ottiene un numero accettabile di riviste senza bisogno di spammare Oltretutto presumo che ogni tanto comunichino anche tra loro (la stessa Crack ha una pagina sul sito coi link alle altre riviste) e non si farebbe una gran bella figura a mandare a tutto il mondo
  3. leonreno83

    Cosa state leggendo?

    Finito L'esorcista. Stile asciutto, senza fronzoli, horror inquietante, ben scritto. Il film è piuttosto fedele, non ho notato differenze macroscopiche, ho avuto solo la percezione che, in proporzione alla durata, l'arrivo di Padre Merrin avvenga un po' dopo nel libro rispetto al film. La notte scorsa qui vicino c'è stato un terremoto di 3.6, niente di particolare, ma mi ha fatto tremare il letto. Nonostante avessi finito L'esorcista da poco tempo, il primo pensiero è stato comunque il terremoto Ormai nelle Marche abbiamo dovuto farci il callo
  4. leonreno83

    Riviste che pubblicano inediti di esordienti

    Avrei una domanda. Sfogliando i vari siti delle riviste indicate vedo che si parla spesso in generale di "inediti" e in un caso viene chiaramente esplicitato che non vogliono che un racconto mandato a loro venga inviato (inviato, non pubblicato) anche ad altre riviste. Ora, comprendo il ragionamento (si rischia che un lettore di riviste trovi lo stesso racconto da più parti), ma visto che, da quanto capisco, non di rado i rifiuti arrivano dopo mesi e, in qualche caso, nemmeno arrivano, solitamente come è corretto muoversi se si ha dei racconti da proporre e si è individuata una discreta rosa di riviste adatte?
  5. leonreno83

    Unpopular opinion

    Le ragazze bassine sono le più sexy...
  6. leonreno83

    Padre - Capitolo 1

    @Ilaris mi scordo sempre di taggare
  7. leonreno83

    Padre - Capitolo 1

    Gli snellimenti sono interessanti, io stesso preferisco uno stile asciutto. Ti rispondo a un paio di cose: - Sullo scrollare la testa appena sveglia hai ragione. Diciamo che l'avevo inteso come quello scrollare di testa vigoroso di chi è confuso - Il nomignolo Padre l'ho scelto perché definisce una simpatica riverenza fuori epoca. Chiamandolo così lei gli esprime rispetto ma in maniera leggera e ironica. Per spiegarmi meglio, l'ispirazione mi è venuta da una mia ex collega che usava chiamare ironicamente la mamma Madre, scimmiottando Jean-Claude di Sensualità a Corte Grazie mille per consigli e osservazioni, e ti invito a leggere anche i capitoli successivi se ti va, mi sarebbe utilissimo!
  8. leonreno83

    Ossa

    Così sembra funzionare meglio In realtà però dici che la rondella è di ferro. Scusa se ti ho costretto a rispiegare quanto detto nei commenti precedenti, è che quando scrivo un'opinione non leggo in alto, per non farmi influenzare (un po' come quando mandi qualcosa che hai scritto a persone che conosci, ognuno ti dice la sua senza sapere cos'hanno detto gli altri) e perché trovo utile per l'autore che percepisca quando una certa cosa gli viene fatta notare diverse volte. Però nel complesso la vicenda continua a non filarmi al 100%, provo a spiegarmi. Il colpevole è il padre, che se ho capito bene ha seppellito i cadaveri nella proprietà di Tomei (se erano così tanti strano però che Tomei non l'avesse mai beccato sul fatto o che non avesse mai scoperto nulla o che qualche animale randagio non avesse mai tirato fuori qualche osso facendo affiorare i resti) e ha aggiunto la rondella dell'orologio, del quale si era appropriato in qualche modo dopo la morte del proprietario. Se ha fatto questo evidentemente quell'orologio doveva essere una caratteristica di Tomei conosciuta da tutti. Ma se questo orologio era così ben riconoscibile perché l'ha tenuto? Se l'ha preso apposta per usarlo come ulteriore indizio per incastrare Tomei, io al posto suo, per sicurezza, dopo aver lasciato la rondella me ne sarei disfatto. Posso capire che lasciare l'intero orologio lì non fosse verosimile perché perdere una piccola rondella ci sta ma non accorgersi che ti è caduto tutto l'orologio è poco credibile, però non vedo perché tenerlo. A voler essere pignoli può esserci, perché no, il rischio che quell'orologio salti fuori, magari perché il bambino lo tiene sempre indosso essendo l'ultimo regalo di suo padre, e che qualcuno possa riconoscerlo.
  9. leonreno83

    Consigli di lettura

    Salve! Sono in cerca di titoli horror che trattino la possessione demoniaca con un approccio asciutto e al limite del documentaristico, stile "L'esorcista", che sto già leggendo. Non mi interessano spettacolarizzazioni alla Constantine, per intenderci. Consigli? Grazie
  10. leonreno83

    Cosa state leggendo?

    Al momento sto leggendo "L'arte di costruire un romanzo" di Elizabeth George per motivi didattici. Niente di rivoluzionario ma è comunque utile conoscere le tecniche dei grandi autori, poi in un secondo momento si valuta se fanno per te o meno. Inoltre, per interesse ma anche per la tematica, ho iniziato "L'esorcista". Mi trovo alle prime avvisaglie di possessione, per ora posso dire che il film è stato abbastanza fedele.
  11. leonreno83

    Padre - Capitolo 4 - FINALE

    "PADRE" Capitolo 1 - LA PARTENZA Capitolo 2 - IL CAMMINO (parte 1 di 3) Capitolo 2 - IL CAMMINO (parte 2 di 3) Capitolo 2 - IL CAMMINO (parte 3 di 3) Capitolo 3 - IL RISVEGLIO CAPITOLO 4 - IL RITORNO (FINALE) 24 Settembre 2020, ore 8.00 Il periodo più brutto della vita di Giny non accennava a terminare. Non aveva più quelle incontrollabili crisi di pianto dei primi tempi dopo la scomparsa del padre, che la provavano fino a farle venire dei forti mal di stomaco. La disperazione, però, sembrava aver lasciato il posto all'apatia. Ogni tanto aveva provato a riprendere qualche libro in mano, ma non riusciva a concentrarsi abbastanza per poter studiare e il suo percorso all'università si era fermato. La madre soffriva quanto lei e nessuna delle due pareva avere sufficiente forza da essere un sostegno per l'altra, così anche il loro rapporto si era raffreddato un po'. A Giny dispiaceva molto, ma non sapeva come evitarlo. Aveva solo voglia di stare sola. Quella mattina, quattro mesi dopo, aprì gli occhi per caso alla stessa ora di quel maledetto giorno, quando a svegliarla fu la chiamata dall'ospedale. Quell'ultima passeggiata era stata così viva e reale che tuttora quasi rifiutava di ammettere che non fosse mai avvenuta. Ma non aveva trovato nessuna foto nel cellulare. Forse era per questo che non aveva mai detto niente. Si vergognava. Aveva paura di essere impazzita, di quella pazzia che non si rende conto di se stessa. All'improvviso scosse la testa e prese la decisione. Tornerò da lui. Si alzò e si preparò. - Giny percorreva gli ultimi metri che la separavano dalla meta, da quel posto in cui, fino a quel momento, non aveva più avuto la voglia né la forza di tornare. Ogni tappa di quella camminata le ricordava qualcosa di suo padre di lei insieme, ma era più concentrata sull'arrivo, sul posto dove quattro mesi prima lo aveva lasciato. O voleva credere che fosse stato così. Giunse nello spiazzo che era quasi mezzogiorno. C'era un solo escursionista, che proprio in quel momento si incamminava verso le Cascate Nascoste. Avanzò, del tutto sola, nella piccola radura. Stese l'asciugamano sotto un albero, vicino alla staccionata di legno. Era partita senza pensare troppo a cosa aspettarsi. Probabilmente nulla. Aveva agito d'impulso credendo che le sarebbe servito, non preoccupandosi del resto. Tirò fuori un paio di panini. Prese il powerbank e lo attaccò al suo lettore musicale, che si era scaricato una decina di minuti prima. Mentre mangiava, si guardò intorno: non arrivava nessuno, la fontanella in fondo continuava a scrosciare senza sosta e un vento leggero faceva rumoreggiare le fronde degli alberi. Poi si sdraiò, chiuse gli occhi e fece ciò che aveva sempre fatto quando andava lì con suo padre: si lasciò andare al silenzio e alla pace. Resterò qui, si disse. Resterò qui finché non accade qualcosa. Il pensiero le sembrò assurdo e logico insieme. Si cullava nell'irrazionalità, convinta che prima o poi avrebbe capito, che quel giorno sarebbe scesa dall'Eremo sapendo cosa avrebbe fatto della sua vita. Non c'è nessuno. È come l'altra volta. Riaccadrà. Rimase sdraiata per oltre un'ora. Respirò regolarmente e non mosse alcun muscolo. Poi riaprì gli occhi. Erano umidi di lacrime. Il cielo rimaneva chiaro. Non si era fatto notte in pochi attimi. Non erano apparsi fantasmi di uomini morti quarant'anni prima. Nessun Padre Pietro. E Nessun Padre. Si sentì piccola e sciocca. Una bambina sperduta che si era intestardita a credere nelle favole, che fosse tutto vero, che avrebbe potuto passare dal mondo reale a quello dei sogni solo perché lo desiderava così tanto. Le lacrime iniziarono a scendere sulle guance. Si girò su un fianco e, per alcuni minuti, pianse. Poi si rialzò e raccolse le sue cose. Sbatté e piegò l'asciugamano, riponendolo per ultimo. Si mise lo zaino in spalla e fece per muoversi verso il ritorno, quando si ricordò del lettore musicale. Posò di nuovo lo zaino a terra e lo tirò fuori, staccandolo dal powerbank. Mise gli auricolari e lo accese. La canzone che suonava era quella interrotta quando si era scaricato? Le sembrava di no. Giny riconobbe all'istante la melodia e le parole che uscivano dalle cuffiette. Il cuore le balzò quasi fuori dal corpo. Now I have heard a hundred violins crying And I, I have seen a hundred white doves flying But nothing is as beautiful as when she believes When she believes... in me Nulla è così bello come quando lei crede in me. When she believes di Ben Harper. La prima Lezione. In fondo era così che l'aveva sempre aiutata, no? Alla fine, quel qualcosa che stava aspettando lassù era arrivato. Suo padre era ancora lì con lei. All'Eremo, nella canzone, nella passeggiata. Ovunque. Tutto ciò che le aveva lasciato gli avrebbe permesso di non abbandonarla mai più. Prima di incamminarsi verso la discesa e verso una nuova vita, Giny chiuse gli occhi. Erano ancora umidi ma, dopo tanto tempo, sorrise.
  12. leonreno83

    Ossa

    C'è questa similitudine che non mi ha convinto, perché prende un elemento reale (vena dentro macchie e croste), lo paragona ad altro (fiume carsico) ma poi seguita tornando all'elemento reale (strato di cute), quando a mio parere dopo il "come" si dovrebbe continuare con l'elemento di paragone. Per intenderci qualcosa tipo "come un fiume carsico che si tuffa nel sottosuolo e riemerge tra le rocce". Tra l'altro la scelta del fiume carsico la trovo azzeccata. Da amante di thriller e horror ho apprezzato la trama e il tipo di segreto che nascondeva il padre. Sono però in dubbio se ho capito bene o meno il finale riguardo l'orologio. È dell'orologio del padre la rondella, o non c'è alcuna relazione? Lo chiedo perché poi si dice che la rondella era dell'orologio di Tomei, già morto prima del padre. Erano quindi colpevoli entrambi e complici?
  13. leonreno83

    Padre - Capitolo 3

    "PADRE" Capitolo 1 - LA PARTENZA Capitolo 2 - IL CAMMINO (parte 1 di 3) Capitolo 2 - IL CAMMINO (parte 2 di 3) Capitolo 2 - IL CAMMINO (parte 3 di 3) CAPITOLO 3 - IL RISVEGLIO 24 maggio 2020, ore 08:00 Giny si svegliò di soprassalto. Aprì gli occhi e si guardò intorno. Ho sognato, pensò in preda a un'istantanea confusione. Ho sognato tutto. Eppure è successo, mi ha chiamato e siamo andati lì e... Il suo cellulare stava squillando. Mi sta chiamando. È lui. Allungò la mano e lo afferrò. Sul display non c'era Padre, bensì un numero sconosciuto, molto corto. "Pronto?" "Buongiorno, qui è l'ospedale di Macerata. Sono il dottor Poli dal reparto Covid. Lei è Eugenia Nardone, figlia di Salvatore, ricoverato qui?" "Ricoverato?" Scrollò violentemente la testa e fece un respiro profondo. Il mondo reale la travolse di colpo. Non c'era stato nessun Infernaccio. Suo padre aveva contratto il virus ed era stato portato in ospedale qualche giorno prima. "Si... mi scusi. Si, sono io. Come sta mio padre? Si sta riprendendo?" "Signorina, suo padre è peggiorato durante la notte. Ha avuto una crisi respiratoria. Non so come dirglielo... Purtroppo non c'è più." In un attimo nella mente di Giny si alternarono mille interpretazioni di Non c'è più. Irrazionali, ridicole, disperate. Nessuna di queste resse quando provò ad aggrapparsi. Scivolavano via. Alla fine provò con la passeggiata che credeva di aver appena vissuto ma, quando la afferrò col pensiero, anche questa cedette. E così cadde. Svenne per lo shock, scivolando dal letto e urtando il pavimento con un fianco. CONTINUA...
  14. leonreno83

    Mi chiamavano pazzo

    Mi fa piacere esserti stato d'aiuto, anzi poco dopo aver postato mi sono reso conto che sono stato anche un po' idiota perché ti ho indicato i numeri di riga ma, a seconda del dispositivo da dove leggi e della risoluzione, le righe cambiano
  15. leonreno83

    Dolcetto o scherzetto?

    Ciao! A me è piaciuto abbastanza. Letterariamente non è la perfezione ma essendo rivolto all'infanzia non è la priorità. C'è semplicità sia nella storia che nei dialoghi che nei personaggi e una giusta dose di fantasia. Un po' rielaborata e sistemata non sfigurerebbe in una raccolta di fiabe per bimbi. Tra l'altro io coi vari "Ti racconto", "I raccontastorie", le "Fiabe sonore" ecc. ci sono cresciuto, ho passato ore e ore a seguire le favole in cassetta col fascicolo illustrato Personalmente ho una reazione, nei confronti delle scene di bambini che fanno i capricci, che non saprei bene definire. Forse un contrasto tra il pensiero che non siano stato educati bene e quello che in fondo sono solo bambini.
×