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Giallo_F

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  1. Giallo_F

    Rossini editore

    Ciao, oltre a internet dove si può trovare il tuo libro? voglio dire, in quali librerie fisiche e in quali circuiti? hai verificato tu stesso o era presente sul contratto? Grazie
  2. Giallo_F

    Lorem Ipsum

    Ma una domanda. A quanti hanno detto di si? Apprezzo comunque che ti rispondono esattamente nel periodo prescelto.
  3. Io sto frequentando la Holden ma non ho l'impressione che a termine corso ti diano dei contatti o ti raccomandano ad editori. Probabilmente vige la regola di chi é più ruffiano vince, ma con alcuni rischi... Se l'insegnante non é disposto appari solo meschino. Forniscono consigli su CE e come pubblicarsi ma nulla di più .
  4. Giallo_F

    R. Vivian Literary Agency

    allora dovrebbe togliere dal sito quella dicitura, è fuorviante
  5. Giallo_F

    R. Vivian Literary Agency

    Non hai sollecitato?
  6. Giallo_F

    R. Vivian Literary Agency

    Buongiorno a tutti, ho mandato già da qualche settimana il mio manoscritto visto che sul sito dell'agenzia è specificato "in ogni caso sarà comunicato un responso all'autore" (o una frase simile ma con solito significato). Volevo gentilmente sapere, risponde veramente a tutti? Grazie
  7. Giallo_F

    Riferimenti a fatti/cose/persone reali

    Grazie mille Spero in una risposta in merito...
  8. Giallo_F

    Riferimenti a fatti/cose/persone reali

    Ciao a tutti, ho cercato qua e là se fosse già stata aperta una discussione inerente a questo argomento ma non l'ho trovata per cui espongo il mio dubbio. Sono alle prese con un nuovo romanzo e senza spoilerare troppo volevo gentilmente sapere da voi se all'interno di un libro possono essere presenti marchi registrati. Non intendo la classica Coca Cola o il McDonald ma anche nomi di applicazioni famose, nomi di scuole veramente esistenti etc. Grazie mileee
  9. Giallo_F

    Ceccacci literary agency

    Si beh la speranza è l'ultima a morire... ma chi vive sperando???
  10. Giallo_F

    Ceccacci literary agency

    @Elegiac Insomma si fa prima a scrivere un altro romanzo
  11. Giallo_F

    Ceccacci literary agency

    Buongiorno a tutti! Qualcuno è riuscito a mandare il manoscritto ieri? essendo il primo del mese in teoria gli invii spontanei erano aperti. Io il mio l'ho mandato e per ora non ho ricevuto nessuna mail di rifiuto.
  12. Il treno davanti al mare Manarola, Cinque Terre. In quel pomeriggio quasi dʼestate arrivò da lì la chiamata a cui seguì la partenza del nostro gruppo di volontari, a bordo dellʼambulanza. Le Cinque Terre sono luoghi meravigliosi, offrono paesaggi che sono stati celebrati da grandi scrittori, pittori, musicisti. I versi di Montale, e prima Dante, Petrarca, Boccaccio, e ancora Cervantes e DʼAnnunzio; e poi così tanti meravigliosi testi di canzoni che dipingono luoghi ed emozioni vissute, da Bindi, a De André, Endrigo e Luigi Tenco, e poi alcune tra le splendide opere pittoriche del movimento dei Macchiaioli. Dalla fine degli anni 90 nella lista dei luoghi patrimonio dellʼumanità UNESCO, questi territori straordinari raccontano storie antiche e moderne attraverso scorci indimenticabili, e parlano di una terra incredibile, stretta tra mare e collina, che ha saputo nei secoli lasciare una forte impronta e diventare protagonista nel luminoso fronte delle eccellenze storico-culturali, naturalistiche ed enogastronomiche italiane. Mai ti aspetteresti dunque di poter associare un luogo così incantevole ad un accadimento che può rimanere nella memoria come fortemente traumatico. In fondo però, è parte del lavoro che svolge il volontario, trovarsi di fronte ad immagini forti e in situazioni delicate, di pericolo, nelle quali cʼè qualcuno da far calmare e da rassicurare, qualcuno da soccorrere e a cui dare speranza, tutto questo è normale amministrazione per chi svolge questa attività. Ci sono casi però, come quello raccontato in questo capitolo, in cui la gravità dellʼevento va decisamente oltre ogni immaginazione. Siamo a bordo dellʼambulanza, come dicevo, per un codice rosso presso la stazione di Manarola. Era la metà di giugno del 2018, giornate calde e una brezza tesa, e nel tardo pomeriggio ci dirigiamo lì con alcuni colleghi di attività per affrontare un soccorso molto delicato: una persona travolta sui binari da un treno merci. Ci viene comunicato dalla centrale operativa che sono già sul posto le forze dellʼordine. In circa venti minuti, che non sono molto considerando la distanza tra il luogo dellʼaccaduto e La Spezia, arriviamo dunque a destinazione. Ovviamente a seconda dei codici indicati dalla centrale, e della gravità dunque ipotizzabile interpretando quanto ci viene comunicato, chi è alla guida della vettura di soccorso sa gestire al meglio la velocità, sempre allʼinterno delle regole del Codice della Strada e sempre muovendosi con attenzione e con la massima cautela, ma diciamo che se la chiamata ci trasmette informazioni che danno a intendere che sia necessaria una certa fretta, il team a bordo farà certamente in modo di essere ancor più rapido e performante per garantire un soccorso il più possibile tempestivo, oltre che ovviamente accurato nelle modalità. Ecco, lʼaccuratezza è una caratteristica importante per chi decide di intraprendere questo tipo di attività. Penso di ritrovarmi molto nella definizione di “persona dedita allʼaccuratezza”, e questo non per darmi delle arie, perché poi nella vita e nelle cose che si fanno, prima o poi e in qualche modo, tutti possiamo fare degli errori o renderci conto che quella determinata cosa la potremo far meglio la prossima volta, però diciamo che tra gli aggettivi che mi si addicono, quello di essere una persona “accurata” nelle cose che fa corrisponde nella sostanza e nella forma a verità. In tutti gli ambienti condivisi col prossimo ci sono regole di buona convivenza, regole che attengono al rispetto dellʼaltro e di ciò che si fa, nel caso di una associazione di volontariato attiva nellʼambito del soccorso il senso di responsabilità chiaramente è ancora più sentito, sia individualmente che a livello di comunità e di partecipazione. E questo aiuta molto, in varie direzioni, perché respirare e condividere una certa serenità in un ambiente nel quale spesso ci si può trovare ad avere a che fare con emozioni forti e con la necessità di una solida tenuta psicologica, diventa decisamente importante. La serenità ed il rispetto aumentano, se possibile, di valore. Lʼatmosfera che troviamo una volta giunti con lʼambulanza nella stazione di Manarola è a dir poco surreale: turisti italiani e stranieri, ambienti affollati, come ovvio considerando la stagione ed il fine settimana, ma regna un anomalo assordante silenzio. Lʼimmagine visiva sembra davvero non corrispondere a quella che, se si trattasse di un film, verrebbe definita come colonna sonora e dialoghi. Ci facciamo dunque largo tra le persone, domandando dove fosse il ferito, per raggiungerlo in fretta, per provare a restituire speranza ad una situazione che sembra essere decisamente disperata, almeno stando al tono della chiamata e alle facce che ci troviamo di fronte, così attonite e (alcune) decisamente scioccate. Qualcuno prova a dissuaderci dal proseguire; turisti stranieri e viaggiatori italiani che ci suggeriscono chiaramente di evitare che il nostro sguardo arrivi fin là, perché a quanto dicono la scena è terribile, raccapricciante. Ma anche in questi casi, anche quando sai che potrai trovarti a dover tenere testa ad emozioni insostenibili, a visioni traumatizzanti, devi andare. A meno che non ci sia un pericolo imminente, devi andare. E quindi si va. La scena è atroce, disumana. La figura umana sulla scena dellʼincidente quasi non è codificabile come tale, a causa della immane gravità dellʼimpatto. Possiamo avere tanti tipi di vite, tanti tipi di problemi da risolvere, di sogni da realizzare, e purtroppo anche tanti tipi di morte; e alcuni modi di morire, a cui talvolta ci può capitare di assistere, come in questo caso, sono i peggiori in assoluto. È impossibile immaginare cosa ci si possa trovare davanti quando si ha a che fare con un incidente simile, sono situazioni che metterebbero alla prova chiunque. Dʼaltra parte essere un volontario è anche questo, significa accettare di trovarsi ad avere a che fare con ogni possibile tipologia di incidente, malori, conseguenze di colluttazioni, significa offrire il proprio aiuto a chiunque sia coinvolto in qualcosa di simile. Eravamo in quattro, due ragazze e due ragazzi, la più grande di noi al volante. Arrivavamo dal pronto soccorso perché avevamo portato unʼaltra persona, e durante il viaggio ci siamo confrontati tra di noi perplessi da ciò che poteva essere successo. Ti fai domande, paranoie, ansie, poi inizi a ragionare e dici: cosa potrò mai fare? Se la persona non ce lʼha fatta dovrò farmene una ragione, se invece magari la persona è riuscita a sopravvivere, qualunque sia la menomazione con cui dover fare i conti, in qualche modo andrà comunque bene. Lʼimpatto visivo alla fine fa meno impressione del pensiero e del dubbio. Come spesso accade nel mondo delle cose immaginate e di quelle reali con cui alla fine entriamo in contatto, tangibili e visibili, finché pensi a cosa ti troverai davanti può assalirti lʼansia e forse anche lʼangoscia, ma nel momento in cui superi il primo secondo di normale sconvolgimento e sconcerto, non puoi fare altro che constatare la realtà, che in genere essendo finita e definita, non è mai comunque così spaventosa come lʼimmaginazione. Magari è più inquietante, sul momento, ma ha una sua forma, specifica e netta. Cʼerano organi un poʼ ovunque, sparsi lì dove la persona investita è stata ritrovata. Una ragazza ha domandato se quello che vedeva fosse un polmone. Io credo che quando si svolge unʼattività come questa si tende a sviluppare una sorta di autoprotezione: lʼessere umano ha mille risvolti, il nostro cervello mille risorse. Non riusciamo a comprendere consapevolmente quanto la nostra mente sia in grado di gestire e organizzare degli stati di “emergenza”, eppure è evidente che sia così. Voglio dire, comʼè possibile che io i miei compagni di ambulanza in una situazione come questa abbiamo riscontrato una maggiore ansia e un maggiore disagio nella prima parte del soccorso, cioè quando siamo stati chiamati, molto più che non dopo essere giunti sul posto ed aver affrontato una visione così tosta? La spiegazione alla fine è semplice: si entra in quello che potremmo definire il nostro personalissimo ed individuale codice rosso psicologico. Cʼè unʼemotività a cui bisogna dare una risposta, cʼè un costrutto psicoemotivo e un lavoro che lʼinconscio svolge alle spalle della nostra consapevolezza. Ecco, io credo che alla fine le reazioni che ci troviamo ad avere in questo genere di situazioni siano invece comprensibili e decisamente logiche, per quanto possa fare impressione ad un ascoltatore esterno il fatto di sapere che una volta entrati in contatto con questa tragica situazione avvenuta, possa esserci da parte di un gruppo di volontari un atteggiamento allʼapparenza leggero, superficiale nelle reazioni o addirittura ironico (certamente non in questo caso, ma capita) negli scambi tra di noi. Si tratta di strumenti, armi assolutamente legittime senza le quali attività come queste non si potrebbero emotivamente tollerare. Dopo la compilazione del “foglio di viaggio” - così si chiama in gergo tecnico il documento che riguarda il soccorso effettuato da quellʼambulanza in quel giorno e orario ed in quel luogo - e lʼinserimento del “ codice nero“, simbolo che non lascia purtroppo spazio ad alcuna forma di speranza, siamo rientrati in sede, con lo spirito di chi è pienamente consapevole del fatto che purtroppo non si potesse fare altro che riscontrare la realtà. La grande gioia di fare il volontario sta nel fatto di poter aiutare il prossimo; lʼaltra faccia di questa luna così luminosa è rappresentata dal rischio di non avere il magico potere di salvare chiunque, in qualunque situazione. È bene ricordarlo, a se stessi, ogni volta che ce nʼè bisogno. Perché se si trascura questo aspetto cʼè il rischio di lasciare spazio a rischiose contorsioni psicologiche che, nella mente di un volontario, possono farsi strada e provocare piccole o grandi forme di fragilità psicologica incompatibili con questo percorso. Bisogna esserci, lucidamente, fare sempre del proprio meglio, ma anche rispettare determinati confini di azione e di pensiero, assicurando in questo modo a se stessi e alle persone con cui si interagisce quella necessaria serenità di fondo che consente ai volontari di portare avanti con il massimo delle energie questa meravigliosa missione. Continua...
  13. Federico, giovane ragazzo che ha deciso di intraprendere la strada del soccorso e del volontariato, decide di raccontarsi e raccontare agli altri ciò che spesso non si vede. Una realtà intensa, incidenti e malori che coinvolgono anche bambini e ragazzi. Esperienze tanto vere quanto talvolta cruenti, descritte dal punto di vista emotivo del protagonista, in base a ciò che ha provato al momento, trovandosi di fronte a situazioni difficili.
  14. Giallo_F

    Mi presento!

    Ciao! grazie mille... sono nuovo non ho ancora capito bene, dove posso promuovere il libro qui? non trovo la sezione Grazie mille
  15. Giallo_F

    La Scuola Holden di Baricco

    Aggiungo che ho sentito anche personalmente ex studenti e quasi (ripeto quasi) tutti mi hanno restituito feedback positivi... c'è chi è diventato poi un social media mangaer o chi ha scritto qualche libro o chi semplicemente è restato chi era. Nessun ragazzo è diventato famosissimo e skillatissimo (da quanto mi hanno fatto intendere)
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