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MarcusFabius

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  1. MarcusFabius

    Case editrici SAGGISTICA

    Ecco, a LEG ci avevo pensato, e infatti l'ho anche cercata qui sul forum ma non la trovo: possibile che sia in quelle a pagamento, o da testare, o archiviate? 21 Editore temo che voglia solo grandi nomi (nel senso della saggistica, quindi docenti o ricercatori universitari). Salerno ovviamente neanche da pensarci, è la Mondadori della saggistica. Mursia non sapevo esistesse ancora, ora guardo, così come Editori Riuniti. L'altra non la conosco, ora cerco.
  2. MarcusFabius

    Case editrici SAGGISTICA

    A Mimesis ci avevo pensato, ma poi ho visto - altrove, non qui - che a volte chiedono contributi. Io scrivo principalmente di Storia, ma non disdegno Letteratura e Arte.
  3. MarcusFabius

    Case editrici SAGGISTICA

    Oh bene, speravo ci fosse un topic del genere: ero lì lì per aprirlo ma per fortuna l'ho visto. Anche io faccio la stessa domanda, specificando che scrivo saggistica divulgativa. Come titoli accademici infatti ho solo una laurea, ma non dottorato né specializzazione. Questo non vuol dire che non sia bravo a scrivere saggistica, anzi penso proprio di esserlo (alla discussione della tesi mi hanno fatto i complimenti per la scrittura, dicendo "Erano anni che non vedevamo una tesi scritta così bene). E' ovvio che, come nella narrativa, non punto a CE di gran nome. Ma, come nella narrativa, non vorrei pagare per pubblicare (primo perché lo trovo sbagliato, secondo perché anche volendo i soldi non li ho).
  4. MarcusFabius

    Armando Curcio Editore

    Buongiorno a tutti, avrei una domanda su questo Editore. Su Linkedin ho visto, qualche tempo fa, un loro annuncio di ricerca collaboratori. Ho compilato il form dedicato e oggi mi è arrivata comunicazione per partecipare alla prova preselettiva (che si svolgerà online, non so se causa pandemia o se si è sempre svolta così). Volevo chiedere se qualcuno ha esperienze di contatti lavorativi con loro, o se magari ha partecipato in passato alle selezioni. Supponendo di passare le prove (non è affatto detto, ovviamente), in che realtà verrei a trovarmi ? Nel senso, dato che sono un nome noto nel panorama editoriale (a prescindere dal fatto che siano EAP, cosa che non sapevo ma che in questo momento non mi interessa), fanno onore alla loro fama? E' effettivamente meritata? Varrebbe la pena sperare di essere assunti da loro? In caso di "vittoria" potrei accettare tranquillamente?
  5. MarcusFabius

    Scuola Holden, ottimo trampolino di lancio, ma solo per ricchi.

    Ecco, per tornare a parlare della Holden. Ai tempi dei corsi annuali, dunque pre-Master, insieme a me e a Paolo Giordano c'era una signorina che, come tutti noi, scriveva i suoi bravi raccontini. Poi è diventata sempre più amica del nostro insegnante - di cui ovviamente non farò il nome - fino a fidanzarcisi. E, guarda caso, da illustre sconosciuta è passata nel giro di pochi anni a pubblicare con CE molto, molto importanti. Al momento ha già all'attivo 3 romanzi. Confesso di non averli mai letti, perché a parte tutto è un genere che non mi attira. Ma converrete con me che qualche dubbio è legittimo.
  6. MarcusFabius

    L'orfanotrofio delle idee

    Contribuisco volentieri a questo progetto. Tanti anni fa, per eventi lavorativi che mi sono accaduti, avevo sviluppato un odio viscerale per una persona, il mio capo di allora. Dato che ovviamente non potevo ucciderlo nella vita reale, ho iniziato a scrivere un romanzo giallo - genere che io di solito aborro - in cui il mio alter ego letterario (un professore fallito, che vive in un appartamento minuscolo e disordinato, pieno di debiti perché deve soddisfare i continui capricci della fidanzata, Soraya, ragazza bellissima ma stupida i cui massimi interessi sono shopping e cellulare) ugualmente odia il suo capo, Direttore di una celebre scuola privata dove basta pagare per prendere un diploma. Il professore è stato visto e sentito più volte minacciare il Direttore, e quando questi muore i sospetti convergono fatalmente su di lui, che però è del tutto innocente. Qualcuno è arrivato prima. Per scagionarsi il professore ricorre all'aiuto di un detective privato, ex-commissario di polizia costretto alle dimissioni perché si rifiutò di insabbiare inchieste su alcuni potenti personaggi. Questo detective, che lavora con la sua assistente e segretaria (ex-poliziotta al suo comando che, quando lui lasciò la polizia, decise di seguirlo: per semplice ammirazione, non c'è mai stato nulla tra loro), ha però una particolarità. E' Buddhista. E nelle indagini adotta l'approccio riflessivo basato appunto sul Buddhismo. Si presenta come una sorta di bonzo, di santone. Il suo ufficio è pieno di incenso, tappeti, immagini sacre. Ma questo apparato nasconde una mente fine, attenta, acuta.
  7. MarcusFabius

    Romanzo preistorico

    Il secondo è il celebre romanzo di Roy Lewis, che sfrutta l'ambientazione preistorica per fare satira sul presente. E' molto divertente ma non può essere preso come modello per una ricostruzione dell'epoca. Consiglierei piuttosto i citati "libri di Ayla", ovvero La Saga dei Figli della Terra, di Jean M. Auel. Si tratta di ben sei romanzi, molto lunghi e spessi ma scorrevolissimi (ad eccezione degli ultimi due). Ne fu tratto anche un film, Cro-Magnon. Sono ottimi per osservare il lavoro di ricerca fatto a monte dall'autrice, che però - specie appunto negli ultimi due libri - se ne compiace un po' troppo e inserisce tantissimi particolari anche minuti. Tra l'altro, ma qui si esula dal discorso strettamente preistorico, contengono alcune scene di sesso scritte veramente molto bene (come noto sono un po' la bestia nera di tutti gli scrittori). Un altro romanzo che consiglio è Il Popolo del Lupo, edito dalla Nord. Qui si narra molto bene la penuria di cibo, la fatica della caccia, i rigori del clima.
  8. MarcusFabius

    Scuola Holden, ottimo trampolino di lancio, ma solo per ricchi.

    Io ho frequentato la Holden per molti anni. Prima alcuni corsi annuali con varie formule (2005 - 2008) e poi il biennio di Master (2009 - 2011). I corsi annuali me li sono pagati io, per il biennio invece ho dovuto chiedere i soldi a mio padre, che fortunatamente può. Non sono ricchissimo di famiglia, non ho la villa in collina né la barca a vela, ma ce la caviamo. La mia esperienza risale a quando era ancora nella vecchia sede, con pochi allievi (60 all'anno). Ora invece è diventata una realtà molto più grande e articolata, e si occupa di storytelling in tutti i suoi aspetti (ultimamente ad esempio sono molto richiesti i corsi per le aziende). Proprio durante il primo anno dei corsi singoli sono stato compagno di classe nientemeno che di Paolo Giordano, citato in apertura di questa discussione. Il libro era già pronto, praticamente è venuto a chiedere qualche consiglio e l'ha parzialmente modificato (ai tempi ci fece leggere la prima versione). Per quel che mi ricordo, non è stato alla Holden che ha avuto i contatti della Mondadori, anche perché appunto si trattava solo di un corso breve,: e nei corsi brevi non compare mai nessun nome di rilievo. Quanto a me, evidentemente per mia incapacità, non ho mai ottenuto contatti importanti. L'unico che poteva avere un senso era un editor di Rizzoli, ma l'ho perso: un po' perché come al solito non avevo niente di pronto (ho già detto della mia tendenza a non finire i romanzi che comincio a scrivere) e un po' perché poco dopo c'è stata la fusione con Mondadori e non so che fine abbia fatto questa persona (di cui ahimè non ricordo nemmeno il nome). Non so come sia la mentalità di oggi, ma ai tempi ebbi la seguente impressione: "Chi scrive bestsellers è un imbrattacarte, noi puntiamo al Premio Nobel". La frase è mia, ma sintetizza quello che era il pensiero di allora. Per i docenti della Holden - alcuni scrittori effettivamente preparati, come Giorgio Vasta e Davide Longo, altri del tutto improvvisati che non si capisce dove li abbiano pescati - autori come Stephen King erano semplici scribacchini. Preferivano vendere poche copie ma pubblicare un romanzo perfetto. cesellato, un capolavoro di scrittura. Così si sentivano a posto con la coscienza. (pensandoci ora, forse in parte avevano ragione: chi aveva mai sentito nominare Herta Muller o Patrick Modiano prima che vincessero il Nobel ?) Ho sicuramente imparato parecchie cose, che forse già sapevo ma che lì hanno ricevuto una sistemazione organica. Nulla comunque che una qualunque buona altra scuola di scrittura non potesse dare. Insistono molto - ma immagino anche gli altri - sull' "artigianato": ti insegnano a usare "i ferri del mestiere" e a confezionare una storia che funzioni dal punto di vista strutturale. Il resto, ovvero il talento e la fantasia, dipendono dal singolo.
  9. MarcusFabius

    Romanzo preistorico

    Fondamentalmente devi ricordare una cosa: all'epoca era tutto nuovo. Quindi sentimenti come la meraviglia, la curiosità, lo stupore sicuramente avevano un grande spazio. Inoltre l'ambiente naturale all'epoca era ancora intoccato, praticamente vergine: gli uomini primitivi erano assai pochi, e impattavano pochissimo sulle risorse naturali. C'erano distese di foreste dove oggi non c'è neanche più un albero (Pianura Padana e Costa Est degli Stati Uniti), e anche i profili delle coste erano leggermente diversi. Durante le glaciazioni poi il livello del mare era più basso, e il ghiaccio ricopriva interamente terre e mari oggi distanti (es. le Isole Britanniche e la Scandinavia). Un errore da NON fare è pensare che le persone vivessero nelle caverne: chiamarli "uomini delle caverne" è infatti fuorviante. Le caverne erano usate per i riti religiosi - ecco il perché delle pitture rupestri - o come riparo temporaneo, magari per l'inverno o per una stagione di caccia, ma non ci sono evidenze archeologiche di una loro occupazione stabile, da parte di gruppi numerosi, per generazioni. Ricorda poi che gli esseri umani si spostavano, scoprendo sempre nuovi territori. I movimenti migratori partono dal triangolo Europa/Africa/Medio Oriente e arrivano successivamente in Asia, Oceania e America (in quest'ordine). Il passaggio in America è stato possibile quando lo stretto di Bering era ghiacciato e quindi superabile a piedi (all'epoca non esistevano ancora le conoscenze relative alla navigazione).
  10. MarcusFabius

    Sette, Santoni e movimenti religiosi distruttivi.

    Ho molti libri messi da parte sull'argomento, che intendo approfondire per motivi non strettamente narrativi. Te li elenco: Andrea Molle, I nuovi movimenti religiosi Enzo Pace, Le sette Mario Cardano, Nicola Pannofino, Piccole apostasie. Il congedo dai nuovi movimenti religiosi Flavia Piccinini, Nella setta
  11. MarcusFabius

    Come impostare una bibliografia?

    Mah, sinceramente non ho mai visto una bibliografia al fondo di un romanzo storico. Devi farla per te, ed è buona norma sapere come si scrive, ma non sei obbligato a pubblicarla. Ti può bastare magari una pagina in cui mostrare le fonti più importanti, quelle conosciute anche dal grande pubblico (faccio per dire: Cicerone, Clausewitz, Platone, Dante).
  12. MarcusFabius

    Giappone

    Sembra troppo facile rispondere "manga" e "anime", quindi non lo farò (ma ce ne sono molti ambientati oggi, mica tutti sono fantasiosi e immaginifici). Ti consiglierei due romanzi: Milena Michiko, Il signor Cravatta ; Sayaka Murata, La ragazza del Convenience Store.
  13. MarcusFabius

    Società distopica e comportamenti dei personaggi

    Se per droga intendi sostanze psicotrope è un conto, ma in realtà qualsiasi cosa presa in dosi eccessive diventa una droga. I social network, lo stesso Internet sono una droga: in Giappone e negli USA esistono luoghi di rehab dedicati agli adolescenti che non si staccano mai dal cellulare. E possiamo anche citare tutti coloro che fanno binge watching di serie tv. Io amo molto le distopie, e concordo sul fatto che a ogni periodo della nostra storia recente corrisponda una certa visione di un futuro distopico. Un tema sempreverde è il crollo degli USA (da La strada di McCarthy a The Walking Dead) e in generale della società occidentale. Ormai sorpassato è invece il tema della paura nucleare, dell'annientamento atomico: lo si può usare come premessa, per ideare una società lontana molti anni o secoli nel futuro, ma non come sfondo diretto della narrazione. Riguardo alle droghe, potresti per esempio (mi viene in mente adesso, quindi prendila come un'idea venuta così) immaginare un mondo in cui le forze dell'ordine hanno rinunciato a contrastare lo spaccio di stupefacenti, e le organizzazioni criminali li vendono ormai impunemente: questo potrebbe causare un aumento esponenziale della domanda, e portare a un mondo in cui la droga sia considerata normale, comune, come oggi avere il cellulare (e chi non accetta di drogarsi sia visto male).
  14. MarcusFabius

    Il declino degli e-reader?

    Fermo restando che, come dico sempre "Sono nato con la carta e voglio morire con la carta", l'e-reader ha cambiato la vita non solo a me, ma a tutta la mia famiglia. Io, mio padre e mia madre abbiamo tutti un Kobo. Mio padre ha addirittura abbandonato del tutto il cartaceo (ma questo rientra nella sua più generale pigrizia perché dice che i libri pesano !). Comunque ora legge molto più di prima, e già era un buon lettore. Mia madre ha sempre viaggiato molto per lavoro, e negli ultimi anni di servizio il Kobo è stato indispensabile. Quanto a me, lo uso per leggere narrativa e per "saggiare la saggistica": se poi il saggio mi interessa - come nel caso del recente Dante di Barbero - provvedo all'acquisto del cartaceo. L'ho persino fatto comprare a mia cugina e suo marito, che leggono interminabili saghe poliziesche (Katy Reichs) e storiche (Wilbur Smith) e anche a loro ha cambiato la vita. Adesso ne hanno uno per uno. Sul tablet leggo solo i fumetti, di cui sono un grande fan. Il cellulare meno lo uso e meglio sto, e maledizione a chi lo ha inventato. Cabine telefoniche e telefoni fissi facevano così tanto schifo ? Riguardo al discorso del declino degli e-reader, non penso che ci sarà. Ma non ci sarà neanche un'evoluzione. La tecnologia è arrivata al capolinea, e ad ammetterlo sono gli stessi creatori. Di più non si potrà fare.
  15. MarcusFabius

    ibs

    Acquisto su IBS dal lontano 2009. Amazon è proprio l''ultima risorsa. Compro solo cartaceo e ho quasi sempre trovato tutto quello che cercavo, compresi i titoli usati o fuori catalogo. Su alcuni titoli anche nuovi o recenti però ho notato che i tempi di consegna sono più lunghi del normale (da 5 a 10 giorni lavorativi) e una volta mi è capitato che, ad ordine già effettuato, dopo qualche giorno è arrivato l'avviso che il titolo non era più disponibile. Non ci ho rimesso i soldi, questo no, però mi ha lasciato l'amaro in bocca.
  16. MarcusFabius

    Gruppo Editoriale Armenia

    Io ho amato molto questa Casa Editrice perché mi ha fatto scoprire - ero ancora un pulcino - una delle più belle saghe fantasy mai lette, quella di Dragonlance. Purtroppo dopo aver tradotto molti volumi della suddetta saga si sono fermati, oltretutto all'inizio di una nuova trilogia di cui è uscito solo il primo volume. L'inizio della saga era stato tradotto anche da Mondadori - parlo sempre di ere geologiche fa - poi devono aver venduto i diritti ad Armenia. Ora, lasciare a metà i lettori non mi sembra un bel comportamento. Io posso leggere in inglese, ma chi non può come fa ? Ovvio che non sono i soli, la stessa Mondadori traduce libri a caso, e che intervengono motivi economici (se una saga non vende più la traduzione si ferma), però è il caso che mi brucia di più.
  17. MarcusFabius

    Crocetti Editore

    Scusate, la Crocetti esiste ancora come marchio ? Lo chiedo perché un tempo pubblicava letteratura neo-greca, io ho molti loro libri e sono appassionato del genere (invito chi non lo conoscesse a scoprirlo, la letteratura greca moderna non è solo Kavafis o Petros Markaris, che restano comunque dei giganti). Fino a qualche anno fa avevano un loro stand al Salone del Libro di Torino, in posizione centrale, poi sono spariti di colpo.
  18. MarcusFabius

    Historica

    Io ho partecipato al concorso "Racconti dal Piemonte" per il 2020, ho inviato un racconto e qualche tempo dopo mi hanno contattato per informarmi di essere stato selezionato. Nella stessa e-mail mi hanno chiesto, a mia totale scelta, se ero interessato ad acquistare copie dell'antologia a prezzo scontato. Io l'avrei anche fatto, ma le mie tasche erano e sono vuote, dunque non ho potuto dare seguito a questa operazione finanziaria. Non so dunque se il racconto sia stato pubblicato, ma spero di sì, e in ogni caso hanno specificato - ed è stato confermato anche qui in precedenti interventi - che i diritti rimangono dell'autore. Penso comunque di acquistare autonomamente una copia dell'antologia, perché mi interessa il tema (vedo che ce n'è una per regione...beh, a ognuno la sua!)
  19. MarcusFabius

    [Editor] Franco Forte

    Ho letto con interesse tutti i messaggi, e ringrazio chi ha avuto delle esperienze dirette con Franco Forte. Che preveda un incontro a quattr'occhi, lungo e approfondito, è una bella cosa, un po' meno che dia appuntamento in un bar. I costi sono per me insostenibili in questo momento, ma potrei comunque farci un pensiero. Più volte infatti entro sul suo sito e medito se scrivergli per mandargli qualcosa. Ovvio che non punto alla Mondadori, mi andrebbe già bene essere pubblicato con Delos. Tutto fa curriculum. A proposito di Delos, tempo fa ho acquistato molti degli e-book scritti da lui, sia quelli sulle tecniche di narrazione sia soprattutto i due dedicati alle Agenzie Letterarie e ai Premi Letterari. Riguardo questi due, volevo chiedere se qualcun altro li ha letti, se giudica corrette e attendibili le indicazioni fornite e se si è rivolto ad Agenzie o ha partecipato a Premi tra quelli che vengono esaminati nei libri.
  20. MarcusFabius

    Mimesis Edizioni

    Ah vedi, non lo sapevo. Sono qui da due giorni e ho già imparato una cosa nuova. Quanto al resto, sai dirmi qualcosa di più su questa CE ? Io vorrei proporre loro un testo di saggistica "minore", come quelli dell'autore che ho contattato e che hanno avuto sia una pubblicazione cartacea che in e-book - almeno stando al loro sito e a IBS. In un caso come questo, chiedono contributo ?
  21. MarcusFabius

    Mimesis Edizioni

    Scusate, siete sicuri che sia in tutto o in parte a pagamento ? Un'altra fonte online, che pure presenta delle liste divise per tipologia, la inserisce in quelle free. (non so se sia conforme al regolamento inserire il link, probabilmente no quindi mi astengo). Inoltre ho contattato in questi giorni un loro autore, di cui sto leggendo i libri, per farmi dire come pubblicare con loro, e mi ha già anche risposto: se fossero stati EAP penso che me l'avrebbe detto. Ancora, vedo che in una delle loro collane, quella dedicata all'Archeologia, nel comitato scientifico figura una docente della mia università: persona che io ovviamente conosco, studiosa seria e preparata, che non penso avrebbe accettato di far parte di un'EAP.
  22. MarcusFabius

    21 Editore

    Buonasera a tutti, volevo chiedere se questa Casa Editrice valuta opere di esordienti nel campo della saggistica. La collana che mi interesserebbe, chiamata Aspettando i barbari, è diretta dal professor Giusto Traina. Per chi non lo conoscesse, si tratta di uno dei più importanti storici italiani, docente di Storia Romana e autore di numerose pubblicazioni. La collana vanta già tantissimi titoli, con vari argomenti, epoche e luoghi. Io vorrei proporre un progetto, ma sono un ricercatore indipendente, non afferente ad alcuna Università, e la mia unica opera scientifica è la tesi di laurea. Non so se in mezzo a "cotanto senno", come direbbe il padre Dante, potrei mai venir considerato. Vorrei inoltre sapere se è possibile proporsi come traduttore. Grazie.
  23. MarcusFabius

    Il grande Meaulnes, Alain-Fournier

    Ho incontrato questo romanzo per la prima volta alle scuole medie, ce lo fece leggere la professoressa di francese. In francese, naturalmente. Non ci capii molto, perché non sono mai stato portato per la lingua dei nostri cugini d'Oltralpe. Qualche anno fa l'ho riletto, finalmente in italiano. Non ci ho capito niente lo stesso. Inizia anche bene, ma da un certo punto in poi vira sull'immaginifico, sull'onirico, sull'allegorico. Trovo inspiegabile che compaia quasi sempre nelle classiche liste dei "100 libri da avere nella propria biblioteca" che periodicamente vengono stilate.
  24. MarcusFabius

    Walden, vita nei boschi - Thoreau, Henry David

    Il "Walden" è uno di quei libri che vengono spesso citati ma poco letti. Come noto, è diventato la Bibbia degli ambientalisti, perché propugna il ritorno alla Natura. Thoreau sarebbe stato un antesignano di Christopher McCandless (immagino sappiate chi fu). Peccato che la casetta sul lago, tuttora esistente e visitabile, si trovi ad appena venti minuti a piedi dalla cittadina di Concord, dove Thoreau viveva e dove - nei soli due anni che passò nella capanna - tornava almeno una volta a settimana. Il Thoreau migliore è secondo me quello de "La Disobbedienza Civile".
  25. MarcusFabius

    Omero - Iliade, Odissea

    Da laureato in Lettere Classiche e ancor oggi immerso nel mondo antico non posso che confermare l'amore assoluto per le vicende narrate da Omero. Ricordo che alle scuole elementari veniva la maestra di un'altra classe a leggerci una versione in prosa e per ragazzi. Questo una volta alla settimana. E io nei giorni tra un incontro e l'altro andavo a sbirciare di nascosto il libro per vedere come proseguiva la storia. Praticamente un "binge watching" ante litteram. Da bambino amavo Achille, poi mi è diventato progressivamente più antipatico e gli ho preferito Odisseo. Tra le Divinità ho sempre, comunque, dovunque e tuttora preferito Atena, Dea della Sapienza e della Battaglia Eroica. Mi piace sempre tanto quando le suona ad Ares, Dio della Guerra violento e sanguinario. Sono invece dovuto arrivare fino all'università per scoprire che nella coppia di amanti formata da Achille e Patroclo (il cui rapporto mi è sempre stato chiaro, sebbene gli insegnanti delle scuole precedenti non vi si soffermassero) il più giovane e imberbe è proprio Achille, mentre Patroclo è quello più maturo ed esperto. Quando il professore di Letteratura Greca l'ha spiegato, a momenti cadevo dalla sedia. Posseggo ovviamente le opere di Monti e Pindemonte - giustissimo, come ha fatto qualcuno nei contributi di dieci anni fa, considerarle opere a sé stanti - e per la lettura e studio normali mi appoggio alla traduzione di Rosa Calzecchi Onesti. Riguardo la ricezione dei poemi nell'epoca presente, io credo che bisognerebbe presentarli non più come un unicum, enfatizzando ancora e sempre il loro ruolo di capostipiti della letteratura occidentale. Il fatto è che bisognerebbe smetterla di parlare di letteratura solo occidentale. Le altre culture - quella cinese, quella indiana, persino quella sumero-babilonese con l'Epopea di Gilgamesh - possiedono anch'esse poemi epici, pari per bellezza e persino superiori per complessità. Sarebbe ora di iniziare a fare un discorso globale anche nella Letteratura, come in parte sta già avvenendo per la Storia (da qualche anno si stanno affermando gli studi della cosidetta World History).
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