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Galvan

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  1. Galvan

    Proverbi modificati e surrealmente reinterpretati.

    @Poeta Zaza vedi, Zaza... avevi avuto accesso al piano surreale, individuando la risposta: "P.S.: e io che mi dicevo: l'unico proverbio che conosco è quello dei nodi che non tutti vengono al pettine; quale altro proverbio c'è?" infatti l'altro è... non tutti i mali vengono per nuocere.
  2. Galvan

    Proverbi modificati e surrealmente reinterpretati.

    @Poeta Zaza I "nodi" sono le speculazioni finanziarie... che passano attraverso i "denti rotti" dei controlli (magari rotti da qualcuno...). L'aspetto surreale è la coincidenza tra "l'evasione" e l'abitudine quotidiana di pettinarsi... quasi fosse un rito magico! Il cappello serve a supportare-giustificare la reinterpretazione surreale... Provare per cedere...
  3. Galvan

    Proverbi modificati e surrealmente reinterpretati.

    @Alba360 te la do buona! Infatti il proverbio modificato diventa: Non tutti i nodi vengono al pettine da cui il raccontino (surreale... chi si ostinerebbe a usar un pettine sdentato se non producesse un risultato..?) grazie a te e @*Antares* ... alla prossima e se volete provarci anche voi, benvenuti!
  4. Galvan

    Proverbi modificati e surrealmente reinterpretati.

    @*Antares* non proprio ma abbastanza vicino ... un buco è qualcosa che manca ma non è dolce, non è pasticcino che quando giunge la bocca spalanca
  5. Galvan

    Proverbi modificati e surrealmente reinterpretati.

    Le speculazioni finanziarie di D. per quanto investigate dagli organismi di controllo riuscivano sempre, inspiegabilmente, a farla franca. Tutti i contatti e i luoghi che abitava e frequentava, sorvegliati in cerca di prove per incastrarlo, non portarono a nulla. Eccetto la bizzarra abitudine di D. di pettinarsi usando sempre e solo un suo vecchio pettine... a cui mancavano un terzo dei denti. Qual'è il proverbio ?
  6. Galvan

    Le mur des écritures – Capitolo 4

    Il ragazzo fu fatto sedere sul sedile anteriore accanto all’autista mentre l’altro passeggero, accomodato sul divano posteriore, non scese dall’auto e per tutto il viaggio non disse una parola. Pur avendo solo diciassette anni e nessuna esperienza del mondo “esterno”, se non quella acquisita dai racconti del personale e le lezioni dei professori del collegio, Gerald intuì subito che “la prova” era già cominciata e che ogni suo comportamento sarebbe stato valutato. Così si trattenne da ogni gesto e parola, non indugiando, nonostante l’attirassero come magneti, sui panorami che vedeva per la prima volta. Non aveva la minima idea di quanto sarebbe durato il viaggio e certamente non l’avrebbe domandato; dopo un paio d’ore raggiunsero la periferia della città e si inoltrarono all’interno. Gerald si accorse che la guida dell’autista cambiò, senza dipendere dalle strade urbane e il (poco) traffico… adesso seguiva uno schema di rallentamenti sin quasi a fermarsi e successive accelerazioni. Prontamente, prestando la massima attenzione cercò di collegare quel procedere con dei riferimenti esterni: cartelli, case, colori ecc. pronunciandoli a mente come dovesse mandare a memoria una poesia. Dopo una ventina di minuti riconobbe la strada da cui iniziarono e poi la seguente. Senza ombra di dubbio l’auto ripercorreva il medesimo itinerario e il ragazzo fu certo che il silente osservatore alle spalle avesse registrato la sua sorpresa. Ma Gerald non perse che qualche secondo e quasi recitandolo riprese lo schema che aveva elaborato nel primo “giro”: … rallenta, fine strada, cartello stradale, gira destra, accelera, sinistra alberi… correggendolo nel caso e rafforzando i collegamenti visuali. Al termine del secondo giro l’auto prese una strada diversa e in capo a una decina di minuti raggiunse la sua destinazione finale, un edificio all’interno di una piccola area recintata. L’autista scese ad aprirgli la portiera e una persona arrivata nel frattempo lo accolse prendendo le sue due valigie. Mentre camminavano all’interno della costruzione il suo accompagnatore gli chiese se avesse delle necessità e all’annuire gli indicò una toilette e il numero di una stanza in un corridoio, dove avrebbe sistemato le sue cose, aggiungendo di far con comodo e che sarebbe tornato a prenderlo dopo un paio d’ore. All’interno del bagno la prima cosa che fece fu di aprire il suo notes e trascriverci lo schema che aveva elaborato. Poi, trovata la stanza la aprì… c’erano quattro letti con un proprio comodino dotato di un piccolo abatjour, delle capienti mensole dove riporre le valige e un unico tavolo con delle sedie. Non essendoci oltre ai suoi altri bagagli né effetti personali, sistemato l’unico letto fornito di biancheria, si sedette al tavolo dove l’attendeva una tazza con una bevanda calda e una fetta di dolce. Quello fu il pranzo e quando l’uomo ritornò lo condusse in un’aula dove una decina di persone di differenti età, nessuno giovane quanto lui, seguiva una lezione di francese, una lingua che assieme al russo stava studiando con ottimi risultati. L’insegnante, dialogando con lui, si stupì dell’inusuale livello di padronanza grammaticale, pur se la pronuncia si doveva migliorare. Trascorse due ore di lezione l’accompagnatore lo ricondusse nella camera assegnata: non erano che le cinque pomeridiane e sul tavolo una bottiglia d’acqua ed uno striminzito panino sostituivano la tazza e il dolce precedente. Gerald, sicuro che lo stavano mettendo alla prova, scommise (purtroppo vincendo) che quella non fosse la merenda, bensì tutta la sua cena. Scoperto il gioco, se si può dir così, si dedicò alla propria disciplina fisica con lunghi esercizi a terra, dopodiché non ritenne di dover attendere qualcuno per andare nel bagno e lavarsi. Al ritorno riposò per un po' e infine mangiò quel simulacro di panino lasciandone, nonostante la fame, un terzo. Poi si rimise a studiare, riscrivendo dapprima la lezione di francese del pomeriggio e poi ritornando agli appunti sul percorso dell’auto, che rilesse sino ad impadronirsene del tutto, come una poesia che non si dimentica. Poco prima di coricarsi notò che l’insolita collocazione dello specchio ad uso comune copriva ogni angolo della stanza e non era appeso, facendo corpo unico con la parete. Spenta la luce sorrise… chi lo stava osservando poteva anche chiuder bottega, l’avessero tenuto lì quanto volevano non avrebbe ceduto di un millimetro. La mattina seguente, condotto in refettorio, pur potendo scegliere cosa mangiare non cercò di recuperare la mancanza di cibo, servendosi una quantità “normale” e aumentando solo il caffelatte, zuccherato abbondantemente. Dopo aver preso posto in un tavolo libero, altre due persone si accomodarono a loro volta. Una, di mezz’età, gli gettò di tanto in tanto qualche rapido sguardo, apparentemente più interessata al vassoio ben fornito, mentre l’altra, sui trent’anni, ad un punto gli rivolse la parola. “Devi essere arrivato da poco, è la prima volta che ti vedo… mi chiamo Hans, da dove vieni?” Se era un’altra prova avveniva su un altro fronte e ignorare del tutto l’approccio avrebbe dato segno d’insicurezza, così rispose ironicamente e vagamente. “Dalla stanza per gli ospiti, suppongo… sono Gerald e sì, è la mia prima colazione.” L’interlocutore, capendo che non ne avrebbe ricavato alcuna informazione a parte il nome, cercò di portare il colloquio sulle sensazioni. “Qui si sta bene, nonostante le apparenze… si lavora sodo ma la soddisfazione di servire la Patria compensa il nostro impegno.” Gerald preparò in un istante la frase per chiudere l’inutile dialogo. “Lavorare non mi pesa e se posso esser utile non mi tiro indietro, il resto non mi riguarda. Buona colazione.” Hans accennò un “altrettanto” ma non riuscì a dissimulare l’occhiata al terzo commensale, che rimase impassibile, mentre Gerald che se ne accorse lo trafisse dandoglielo a vedere, muovendo un po’ la testa verso di lui e ritornando prontamente alla sua bevanda. Ritornò in camera e non avendo avuto alcuna indicazione stava per riprendere lo studio quando bussarono alla porta. Quasi senza attendere risposta entrò l’uomo che venne a prenderlo al collegio, questa volta facendo sentire la sua voce. “Gerald, adesso andremo a fare un altro viaggio… so che non hai mangiato a sufficienza, qualcuno ha voluto saggiare il tuo carattere, come ti sei certamente accorto, vero?” “Sono l’ultimo arrivato e vorrei rimanere… non mi spaventano le difficoltà.” “Bravo, vedrai che un posto lo troveremo… conosciamo il tuo talento per le lingue e la cura per mantenerti in forma. Dobbiamo sfruttare al meglio le capacità di ognuno per il bene della nazione, ogni nostra debolezza può scatenare la guerra. Il mio nome è Rutger.” Uscirono e nel parcheggio si accomodarono negli stessi posti dell’auto del giorno prima. Il solito autista si diresse alla periferia della città, nella strada da cui iniziò quello strano percorso e, raggiuntala, si fermò. “Ieri partendo da qui per due volte abbiamo seguito lo stesso itinerario; oggi lo rifaremo seguendo le tue indicazioni e verificheremo se, come hanno scritto i tuoi insegnanti, possiedi davvero una memoria straordinaria. Sei pronto?” – disse Rutger. A Gerard brillarono gli occhi, aveva l’occasione di dimostrare le sue capacità e nella sua mente la mappa che aveva elaborato si sovrappose perfettamente a quella reale. “Sì… avanti sino alla terza strada a destra, rallentare, svoltare, accelerare fino all’insegna del fornaio sulla sinistra …” L’autista trattenne a stento la sorpresa per le indicazioni così chiare. Man mano il percorso si snodò senza alcun errore né esitazione sin l’ultima posta. Al termine anche Rutger si accorse di quella strana luce negli occhi di Gerald; pur avendo selezionato centinaia di persone nessuna lo impressionò come quel ragazzo… forse aveva trovato la persona che cercavano.
  7. Galvan

    L’incontro

    @niccat13 Ho letto l'incipit e per questa volta mi conformo alle indicazioni riguardanti i commenti. velocemente (toglierei possibile). (forse) questa percezione alterata andrebbe descritta meglio (forse) un pò ridondante, considerato che subito dopo ne parli ancora: alla ricerca di un regalo Unirei le due frasi: Mi occupo di grafica pubblicitaria e a detta di molti sono brava, però il regalo non l’avevo ancora trovato e mi ci voleva un caffè per ritrovare lo spirito giusto. il personaggio desidera un caffè, trova un bar e colà incontra un conoscente, la costruzione non mi pare ben riuscita. Toglierei/cambierei uno dei due sottolineati. ... come una cavalletta, dai lunghi capelli neri e il profilo sinuoso cambierei con: mise in mostra se due azioni sono incerte (credo,forse) è poco plausibile sia certa la terza (aver soffocato) che ne consegue. uno dei due è di troppo è il secondo istante in tre righe e riconduce al primo quando il personaggio esce dal bar. Due ripetizioni anche riguardo la vita. Poi mi sedetti su una panchina e piansi. Dopo le pulci i dolci... mi pare d'aver capito che il mondo del personaggio principale è piccolo... casualmente incontra Tommaso, con cui ha una relazione, in compagnia di un'altra donna, incinta per giunta. L'impatto è sufficiente per farle crollare addosso quel suo piccolo mondo. Apprezzato: "il mese che di solito percorro in fretta"; "donna esile come una cavalletta" e la pancia a punta come il pungiglione d'una vespa (... il negativo nel positivo). Concordo, questo è il punto che risalta maggiormente. Avverti se continua, brava.
  8. Galvan

    Il gioco delle Metamorfosi del Logos

    @Befana Profana Ci son quelli che arrivano primi, secondi e terzi quelli che non arrivano mai quelli che non hanno bisogno d'arrivare ché dovunque sono, sono al mare... scrivendo, parlando oppur a giocare con le parole che ci danno vita e che seppur finisce... appunto, la partita ce ne sta un'altra perchè c'è sempre una parola che tra tutte è la preferita, semplicemente grazie per l'onor che m'hai dato giocando la partita.
  9. Galvan

    Il gioco delle Metamorfosi del Logos

    Habemus triumphantes! Nous avons enfin le gagnant! @Poeta Zaza (In seguito commenti & riflessioni)
  10. Galvan

    Il gioco delle Metamorfosi del Logos

    @Poeta Zaza tue-> tu-e sono 2 sillabe, sorry... dovendo riformulare avresti un vantaggio di posizione (che ti permetterebbe di chiudere e vincere a fronte di un errore) non accettabile in fin di gioco... ritengo equa una riformulazione con una frase di 8 lettere...
  11. Galvan

    Il gioco delle Metamorfosi del Logos

    Sequenza delle metamorfosi (-> da ricopiare con la classifica aggiornata)  A–aggiungere-inserire D-dividere S-sostituire T-togliere U-unire 40- Lotte partono senza pari, da chi A-chi S-Ba>pa 41- Che lotte partono da sentenza pari!  A-ten S- chi>che 42- Poche lotte, pare, partono da sentenza A-Po S-ri>re 43- Sì, poche lotte, pare, partono da sentenze A-sì S-za>ze 44 - Anche da sentenze partono lotterie? Pare, sì. A-rie. S-po>an 45- Anche sentenze ripartono lotterie? Pare, sì. A-ri T-da 46- Sì, dare sentenze anche se ripartono lotterie! A-se S-pa>da 47- Che lotterie! Se date sentenze, ripartono, sì. S-re>te T-an 48-Che lotterie! Sedate sentenze, ripartono. T-sì U-Se-da 49-Che sentenze sudate... ripartono le lotterie! A-le S-se>su 50- Su, date sentenze, che ripartano le lotterie! D- su-date S-to>ta 51- Date sentenze ché non ripartano le lotterie! A-non T-Su 52- Date sentenze ché non partano mille lotterie! A-mil T-ri 53- Date sentenze ché contano mille lotterie? S-par>con T-non 54- Da te sentenze sinché contano mille lotterie. A-sin D>da-te 55- Sinché da mille lotterie spuntano sentenze. S-con>spun T-te 56- Sinché scattano mille sentenze: lotterie. S-spun>scat T-da 57- Son lotterie sinché scattano le sentenze A-son T-mil 58- Son lotte sinché non scattano le sentenze A-non T-rie 59-Son lotte sinché le utenze scattano. S-sen>u T-non 60-Fan lotte sinché le utenze ti scattano A- ti S-son>fan 61- Si fan lotte sinché le utenze ti scartano. A-si. S-scat-scar 62- Perché per le utenze si fan lotte? Ti scartano. A-per S-sin>Per 63-Sì, scartano perchè per le utenze si fanno lotte. A-no S-ti>sì Classifica: Poeta Zaza punti 17 Befana Profana punti 17 Galvan punti 17
  12. Galvan

    Il gioco del "se fosse"

    ... conoscere il vincitore del miglior gioco in circolazione sul web e su WD... se tu fossi una virgola, dove ti metteresti?
  13. Galvan

    Il gioco delle Metamorfosi del Logos

    Sequenza delle metamorfosi (-> da ricopiare con la classifica aggiornata)  A–aggiungere-inserire D-dividere S-sostituire T-togliere U-unire 40- Lotte partono senza pari, da chi A-chi S-Ba>pa 41- Che lotte partono da sentenza pari!  A-ten S- chi>che 42- Poche lotte, pare, partono da sentenza A-Po S-ri>re 43- Sì, poche lotte, pare, partono da sentenze A-sì S-za>ze 44 - Anche da sentenze partono lotterie? Pare, sì. A-rie. S-po>an 45- Anche sentenze ripartono lotterie? Pare, sì. A-ri T-da 46- Sì, dare sentenze anche se ripartono lotterie! A-se S-pa>da 47- Che lotterie! Se date sentenze, ripartono, sì. S-re>te T-an 48-Che lotterie! Sedate sentenze, ripartono. T-sì U-Se-da 49-Che sentenze sudate... ripartono le lotterie! A-le S-se>su 50- Su, date sentenze, che ripartano le lotterie! D- su-date S-to>ta 51- Date sentenze ché non ripartano le lotterie! A-non T-Su 52- Date sentenze ché non partano mille lotterie! A-mil T-ri 53- Date sentenze ché contano mille lotterie? S-par>con T-non 54- Da te sentenze sinché contano mille lotterie. A-sin D>da-te 55- Sinché da mille lotterie spuntano sentenze. S-con>spun T-te 56- Sinché scattano mille sentenze: lotterie. S-spun>scat T-da 57- Son lotterie sinché scattano le sentenze A-son T-mil 58- Son lotte sinché non scattano le sentenze A-non T-rie 59-Son lotte sinché le utenze scattano. S-sen>u T-non 60-Fan lotte sinché le utenze ti scattano A- ti S-son>fan   Classifica: Poeta Zaza punti 16 Befana Profana punti 16 Galvan punti 16 acc... se ne sono accorte... va beh, si barrava un pochino (brave!)
  14. Galvan

    Il gioco delle Metamorfosi del Logos

    Sequenza delle metamorfosi (-> da ricopiare con la classifica aggiornata)  A–aggiungere-inserire D-dividere S-sostituire T-togliere U-unire 40- Lotte partono senza pari, da chi A-chi S-Ba>pa 41- Che lotte partono da sentenza pari!  A-ten S- chi>che 42- Poche lotte, pare, partono da sentenza A-Po S-ri>re 43- Sì, poche lotte, pare, partono da sentenze A-sì S-za>ze 44 - Anche da sentenze partono lotterie? Pare, sì. A-rie. S-po>an 45- Anche sentenze ripartono lotterie? Pare, sì. A-ri T-da 46- Sì, dare sentenze anche se ripartono lotterie! A-se S-pa>da 47- Che lotterie! Se date sentenze, ripartono, sì. S-re>te T-an 48-Che lotterie! Sedate sentenze, ripartono. T-sì U-Se-da 49-Che sentenze sudate... ripartono le lotterie! A-le S-se>su 50- Su, date sentenze, che ripartano le lotterie! D- su-date S-to>ta 51- Date sentenze ché non ripartano le lotterie! A-non T-Su 52- Date sentenze ché non partano mille lotterie! A-mil T-ri 53- Date sentenze ché contano mille lotterie? S-par>con T-non 54- Da te sentenze sinché contano mille lotterie. A-sin D>da-te 55- Sinché da mille lotterie spuntano sentenze. S-con>spun T-te 56- Sinché scattano mille sentenze: lotterie. S-spun>scat T-da 57- Son lotterie sinché scattano le sentenze A-son T-mil 58- Son lotte sinché non scattano le sentenze A-non T-rie 59-Son lotte sinché le utenze scattano. S-sen>u T-non 60-Son lotte sinché le utenze ti bastano A- ti S-scat>bas   Classifica: Poeta Zaza punti 16 Befana Profana punti 16 Galvan punti 16 @Poeta Zaza ... che vuoi che sia, si gioca!
  15. Galvan

    Il gioco delle Metamorfosi del Logos

    Sequenza delle metamorfosi (-> da ricopiare con la classifica aggiornata)  A–aggiungere-inserire D-dividere S-sostituire T-togliere U-unire 40- Lotte partono senza pari, da chi A-chi S-Ba>pa 41- Che lotte partono da sentenza pari!  A-ten S- chi>che 42- Poche lotte, pare, partono da sentenza A-Po S-ri>re 43- Sì, poche lotte, pare, partono da sentenze A-sì S-za>ze 44 - Anche da sentenze partono lotterie? Pare, sì. A-rie. S-po>an 45- Anche sentenze ripartono lotterie? Pare, sì. A-ri T-da 46- Sì, dare sentenze anche se ripartono lotterie! A-se S-pa>da 47- Che lotterie! Se date sentenze, ripartono, sì. S-re>te T-an 48-Che lotterie! Sedate sentenze, ripartono. T-sì U-Se-da 49-Che sentenze sudate... ripartono le lotterie! A-le S-se>su 50- Su, date sentenze, che ripartano le lotterie! D- su-date S-to>ta 51- Date sentenze ché non ripartano le lotterie! A-non T-Su 52- Date sentenze ché non partano mille lotterie! A-mil T-ri 53- Date sentenze ché contano mille lotterie? S-par>con T-non 54- Da te sentenze sinché contano mille lotterie. A-sin D>da-te 55- Sinché da mille lotterie spuntano sentenze. S-con>spun T-te 56- Sinché scattano mille sentenze: lotterie. S-spun>scat T-da 57- Son lotterie sinché scattano le sentenze A-son T-mil   Classifica: Poeta Zaza punti 15 Befana Profana punti 15 Galvan punti 15 ( suggerisco, per non cader preda della disperazione o sequestrati da qualche lockdown telematico... di portar avanti il numero di lettere sino a 8 e poi, come dicevo, ce la giochiamo... ).
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