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I'm sorry

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Tutti i contenuti di I'm sorry

  1. I'm sorry

    [LP13] Ti mostro il mio mostro

    Ciao @eterea libellula la tua poesia è intrigante, però è anche una sfida. La strofa iniziale e la finale combaciano bene: (bella espressione, efficace) nasce un "confronto" (una sfida) fra le due parti di un io diviso: quello distorto nello specchio (con i ricci che sembrano tentacoli, gli occhi torbidi, il viso pallido) e quello che lo guarda, o meglio "si guarda", e non ha paura di guardare "il mostro" che è sottinteso, e perciò immagino siano le paure, le inquietudini, o forse un rimorso. L'io narrante "teme" la propria anima (ha paura di avere paura? forse andava meglio la traccia 3?) ma, guardando in faccia "il mostro", cessa di temere. Più difficili le due strofe di passaggio. sembra un cupio dissolvi, quasi una autopunizione. La strofa successiva è difficile perché non si capisce il soggetto di "via sarai fatale" (cioè letteralmente: sarai la via per giungere alla morte), né chi sia "la creatura / causa mia di tanto male" (che mi ha causato tanto male?). A me la poesia sembra molto stimolante però anche un po' troppo ermetica. Ammette diverse interpretazioni, sulle quali non mi vorrei sbilanciare, prima di avere magari sentito da te se questo mio commento ti sembra pertinente e, forse, utile. Fammi sapere , ciao!
  2. I'm sorry

    [LP13 - fuori concorso] Distanti

    Ciao @Poldo qui parli di un rapporto impossibile fra due persone che si cercano, si invocano, ma non si incontrano. In mezzo c'è un abisso. Questo sembra il motivo per cui l'io narrante non sente possibile l'incontro. Però l'evento non è spiegato e non posso capire a cosa si riferisca. Il verso che mi rimane più impresso è l'ultimo: perché fa risuonare il rammarico per questo Come forma, non mi piace molto il fatto che ogni verso è chiuso da un punto alla fine. Rende la struttura "perentoria" e spezzata, che rischia di suonare un po' troppo enfatica. Qualche volta si indovina se il verso si riferisce al precedente, come pare o al successivo, come pare Però io avrei tolto quasi tutti i puntini (la fine verso è già uno stacco sufficiente). C'è comunque una gradevole musicalità: molti versi (quelli lunghi) sono decasillabi, con un ritmo ternario (tàtata); altri sono settenari o senari, ma il ritmo ternario continua a prevalere. Mi sembra anche molto bene in traccia: Ciao @Poldo
  3. I'm sorry

    Lampi di Poesia 13 Topic Ufficiale

    Ciao @Anglares io ho indicato la traccia qui ma non l'ho richiamata nel testo; posso aggiungerla sotto in un commento, oppure potresti farlo tu (oppure non importa, è già chiaro?) Ciao e grazie
  4. I'm sorry

    Lampi di Poesia 13 Topic Ufficiale

    Traccia 1
  5. I'm sorry

    Il gioco dei puntini

    gomena restata corta si arena in una secca
  6. I'm sorry

    Il gioco dei puntini

    dovete mettere tutti il grugno in una zucca?
  7. I'm sorry

    Non è la sosta

    Ciao @eterea libellula, a me piace molto andare in bicicletta, e perciò la tua poesia mi arriva come una ventata d'aria fresca. L'inizio è felice: almeno chi ama la bicicletta capisce subito, e sembra di essere già in sella. mi piace: è il privilegio del ciclista dare l'impressione di essere concentrato alla guida, e invece osservare tutto quello che c'è intorno. Qui la descrizione cede il passo alla metafora: mentre parli della bici, in realtà ti riferisci a qualcosa d'altro: soprattutto perché, a rigore, non è l'animo che è stanco, ma le gambe ecc. Qui la scena è doppia: da un lato abbiamo la ciclista che è stanca; dall'altro la poetessa che parla della stanchezza che a volte la prende. I versi per la verità si attagliano meglio alla seconda situazione (non si capisce cosa la ciclista avrebbe da perdere; il tempo potrebbe anche esserle nemico, perché se si mette a piovere, o viene sera, potrebbe essere un problema). Quindi stiamo uscendo dalla metafora, e bisogna capire che qui si parla della vita reale. Mi è un po' ostica la frase: Forse volevi accennare a un concetto molto pregnante e significativo per me; ma a me sfugge. Effettivamente accettare non trovo che sia un privilegio, ma al contrario l'ultima possibilità. è molto più chiaro, e introduce il finale: Quindi parli della vita, definendola "eterno vagare" (sia pure pedalando); nel quale vagare, se bene intendo, è talvolta concesso (io direi necessario) fermarsi ogni tanto a tirare il fiato, e magari a pensare; chi si ferma non deve avere timore di essere criticato, perché la sosta può dare le energie per ripartire; e giustamente Ora ti devo chiedere scusa perché ti ho un po' "vivisezionato" la poesia, ma solo per essere sicuro di averla capita bene. Ora la rileggo. Sì, mi ridà quel senso di freschezza iniziale, però adesso che sono passato per la stanchezza finale vedo le cose da un altro punto di vista. Tutto sommato mi piace più la parte iniziale, ad esempio quei due versi: in cui magari metterei un segno di interpunzione: Trovo un po' pesante e "sentenziosa" la parte Ma comunque mi piace il finale, e la metafora che definisce la vita come una lunga pedalata: Ciao @eterea libellula
  8. I'm sorry

    [Gioco] Catena musicale

    Ain't Misbehavin' - Stormy Weather (1943) Fats Waller
  9. I'm sorry

    Il gioco delle Consonanti

    Brava @Pincopalla Ora toccherebbe a te prima spiegarci che cavolo vuole dire (ma solo se vuoi), poi proporre un'altra frase Ciao
  10. I'm sorry

    [Gioco] Catena musicale

    Locomotion - John Coltrane
  11. I'm sorry

    Il gioco delle Consonanti

    Quel pezzettino di Terra su cui viviamo, che vista dal cielo sembra appunto quello che è, un pezzettino. Bella citazione, @Galvan , un po' triste per quelli che stanno sulla terra, un po' meglio per quelli che la guardano da lontano. In verità alla parola aiuola ci avevo pensato anch'io: una delle pochissime di 5 vocali e una sola consonante. Ora tocca a me: l’vvnt _ l’mprbbl nll’vvnbl, l plsnt n plc nl plsbl
  12. I'm sorry

    Il gioco delle Consonanti

    L'aiuola che ci fa tanto feroci (Paradiso XXII, 151)
  13. I'm sorry

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Ognuno crede di riconoscere, nelle eccezioni, particolari liceità. Hanno attenzioni mirate: intendono vantare buoni utilizzi. Zavorrano ogni gerundio; usano solenni epistemi qualora attribuibili. Tuttavia, in filosofia, ogni concetto deve riuscire nell'esplicare paradigmi logicamente. Heidegger argomentava: metafisica incentrata verso buoni utilizzi. Zoroastro opponeva grandiose ubiquità semiologiche evidenziando qualche attitudine teosofica, in fondo, o concetti demonologici. Rousseau non emise parere laudativo: «ho, ahimè, mitizzato incredibili vaccate biasimando Unamuno. Zenone osservava girini ubriachi selvaggi e quiescienti. Apuleio, titubante, interrogava filosofi oriundi, chiedendo discorsi romanzati. Nerone ... eliminato. Platone leggeva "Histōria", argomentando mille RNEPLHAMIVBUZOGUSEQATIFOCD
  14. I'm sorry

    I palloncini – Capitolo 1

    Cancellato su richiesta dell’utente
  15. I'm sorry

    I palloncini – Capitolo 1

    Caro @Galvan mi piaceva molto l'idea che potessimo parallelamente seguire lo sviluppo dei nostri due racconti; e con l'occasione confrontarci anche sulle nostre scelte stilistiche e pertinenti alle trame. Però bisognerebbe che ciascuno trovasse il tempo di leggere; altrimenti, è difficile che il mio auspicio si possa realizzare. Sulla frase ti devo ringraziare; quando scrissi questo racconto, non ero ancora pienamente avvertito delle nuove tendenze letterarie, che impongono, fra l'altro, che l'autore non si rivolga mai direttamente al lettore); tanto meno presumendo, o pretendendo, di conoscere i suoi pensieri e le sue possibili reazioni, che sono evidentemente di totale competenza del lettore stesso, e dei quali e delle quali lo scrittore non si deve mai impicciare. Perciò ti ringrazio e penso che modificherò la frase in: Stento ancora a crederci, o per meglio dire non riesco ancora ad ammettere che le cose stiano proprio così; ma la mia vita ha cominciato a cambiare... ecc. Per quanto riguarda le cinque righe in cui solo per prova hai corretto la mia punteggiatura, mi pare che dicano sostanzialmente lo stesso che dicevano le originali; il che potrebbe significare che non abbiamo una grande divergenza di vedute, quanto alla punteggiatura. In pratica hai solo normalizzato un po' il testo, modificando che voleva essere: quell'industriale, un certo Mughini; tanto per chiarire che all'epoca non lo conoscevo; e usando l'espressione un po' sbrigativa "tale Mughini" per rafforzare l'impressione. E inoltre è diverso da (è più menefreghistico). Ma per il resto, mi sembra che andiamo d'accordo. Ora mi piacerebbe che tu potessi leggere anche il seguito e dirmi se come inizio ti sembra che possa andare bene; così posso postare anche il seguito, eventualmente. Ciao e grazie
  16. I'm sorry

    Il gioco dei puntini

    .l .... .e.s. .'... ; .. .e .. ....a ..s....o il vate pensa l'ode; ma se ne resta desolato il filo perse l'amo; ma se lo trova inserito Non penso siano giuste; @Befana Profana ci dai le due nuove lettere?
  17. I'm sorry

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Ognuno crede di riconoscere, nelle eccezioni, particolari liceità. Hanno attenzioni mirate: intendono vantare buoni utilizzi. Zavorrano ogni gerundio; usano solenni epistemi qualora attribuibili. Tuttavia, in filosofia, ogni concetto deve riuscire nell'esplicare paradigmi logicamente. Heidegger argomentava: metafisica incentrata verso buoni utilizzi. Zoroastro opponeva grandiose ubiquità semiologiche evidenziando qualche attitudine teosofica, in fondo, o concetti demonologici. Rousseau non emise parere laudativo: «ho, ahimè, mitizzato incredibili vaccate biasimando Unamuno. Zenone  RNEPLHAMIVBUZOGUSEQATIFOCD
  18. I'm sorry

    Il gioco dei puntini

    Ma dài @Pincopalla , io sono appena arrivato e già te ne vuoi andare? Non sarà mica per colpa mia?
  19. I'm sorry

    Il gioco dei puntini

    Complimenti a @Befana Profana Io avevo pensato "Il portale ti fa vendere di più i peperoni", ma ovviamente era sbagliata... Sotto con la prossima"
  20. I'm sorry

    Il gioco dei puntini

    Sì scusa, è il computer che mi supera sempre in curva!
  21. I'm sorry

    Le mur des écritures - Capitolo 2

    Ciao @Galvan , questa seconda parte mi sembra anche meglio della prima. Gli indizi aumentano, e cominciano ad incrociarsi; il lettore sta già rimuginando per cercare di trovare una soluzione all'inghippo. Bene. Vedo che hai scelto di usare esclusivamente il discorso diretto. Può andare bene, però: 1) abitua il lettore a sentire tutte quelle irregolarità nella punteggiatura, che secondo me nel discorso diretto sono pienamente ammissibili, però poi crederà che siano giuste anche fuori virgolette, e non va bene; 2) qua e là produce effetti indesiderati, perché non tutto si capisce bene, oppure sembra stonato ( implica che stavano già di fronte a un computer; cosa che prima non sembrava). Io ci avrei messo anche qualche frase "descrittiva", per maggiore chiarezza (non è che avrebbe violato lo show don't tell, anzi). L'accenno alla morte della moglie mi sembra frettoloso: secondo me manca un po' di partecipazione emotiva da parte di Benini, che sarebbe semplicemente "naturale". Per il resto tutto mi pare che fili bene, è ben scritto, preciso e chiaro; a parte alcune imperfezioni che ti voglio segnalare: grazie della disponibilità. : (mancano le virgolette) Ci fosse stata mia moglie : (non è evidentissimo che sia morta; meglio:) Ci fosse ancora mia moglie the : (io preferisco la grafia) tè “Quando è successo?” : (meglio) “Oh, mi dispiace. Quando è successo?” lei le rammenta le buone maniere : (non si capisce il soggetto: la moglie?) sconcertante, nell’ultimo anno : sconcertante. Nell’ultimo anno la flebo : le flebo (non tanto quell’unica flebo, ma il trattamento a base di flebo) che qui non c’è stato : (è un po’ brusco) : che nel caso di quest’uomo ovviamente non c’è stato RISC (scheda Cadavere Non Identificato) : (sarebbe meglio che la spiegazione corrispondesse alla sigla; inoltra, aggiungere almeno una virgola alla fine, o meglio punto e virgola) cosa te fai : (svista) cosa te ne fai Rispetto la tua intenzione di scrivere per divertirti, senza badare troppo alle formalità; però fin qui la storia funziona, quindi io ti sarei grato se la volessi "mettere a posto". Ciao. PS Sto provando anch'io a pubblicare un racconto a puntate. Sarei onorato se tu me lo leggessi; così ci scambiano i nostri punti di vista sullo scrivere. Ciao
  22. I'm sorry

    Il gioco dei puntini

    Perfetto, @FranCorvo . Allora vi metto il link: Penso che @Ilaris ci sia arrivata per via della canzone del Maestro Guccini (mio idolo di gioventù!), ma ci tenevo a ricordare che il testo l'aveva copiato da Gozzano (facendo un gioco di parole, credo: Guccini - Gozzano). Però io l'ho scoperto 40 anni dopo (sul disco mica c'era scritto...), ed è stato divertente... Ah, scusa @FranCorvo , dovresti correggere: Ciao! E complimenti a @Ilaris
  23. I'm sorry

    Il gioco dei puntini

    @Ilaris @FranCorvo , per me la risposta di @Ilaris va bene; ma dipende da quanto rigide sono le regole del gioco. E' che (anche su internet) ci sono due fonti per questa frase. In una c'è il trattino, nell'altra no (e non si tratta di errore di stampa). Se dovessi decidere io, avrebbe comunque indovinato @Ilaris
  24. I'm sorry

    Il gioco dei puntini

    Oh sì: .. .e... .i. .. ..t.e .’...l. .o.-...v...: 2,5,3,2,5,1,5,3,7
  25. I'm sorry

    Il gioco dei puntini

    Ecco: Frase 13 (credo) .. .e... .i. .. ....e .’...l. ...-...v...: 2,5,3,2,5,1,5,3,7
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