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Wanderer

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  1. Wanderer

    E se ognuno di noi pagasse una quota, il forum sarebbe salvo?

    Non ho fatto il conto, ma di almeno quattro (Niko, Miss Ribston, Marcello, Black) il nome e cognome è (o era) in firma con qualche link visibile a tutti, di altri (come Kikki) si trovano pubblicazioni nella sezione "i nostri libri". Tu invece non hai mai messo firme legate alla tua persona, almeno da quando frequento il forum, e non ho visto riferimenti alle tue pubblicazioni. In un'occasione hai scritto di aver pubblicato qualcosa con Tunué, ed ero persino curioso, ma non ho trovato nulla di auto-promozionale al riguardo. Devi quindi ammettere che sei uno staffer alquanto atipico
  2. Wanderer

    E se ognuno di noi pagasse una quota, il forum sarebbe salvo?

    A parte che il nick equivale a uno pseudonimo, su cui si può fondare un' "immagine" pubblica, credo che su questo aspetto puoi parlare più a titolo personale, dato che sei forse l'unico di cui non ho letto nome e cognome, nemmeno attraverso link o altro. E comunque "ritorno d'immagine" è un peccato veniale. In generale, non condivido questa idea ecumenica secondo cui, se qualcuno fa qualcosa da "volontario" (o da "missionario"), allora sia più disinteressato e scevro da pregiudizi ideologici di quanto lo siano altri. La storia depone più per il contrario. Per il resto, in questa situazione di vuoto di potere, in cui non si capisce più chi può fare cosa, mi sorge un interrogativo: dato che in previsione della trasformazione del forum in "archivio" vorrei rimuovere il mio account e i miei contenuti, c'è qualcosa che posso fare per farmi seriamente bannare, per evitare l'incombenza di dover mandare una email a Borè?
  3. Wanderer

    E se ognuno di noi pagasse una quota, il forum sarebbe salvo?

    Dimentichi un piccolo particolare: una cosa è la crescita del 300% dell'utenza del WD, un'altra è la crescita del fatturato dell'azienda, che non è una Onlus... quanti di questi 300% hanno acquistato servizi dell'azienda? In fondo, non c'era alcuna vetrina promozionale di Youcanprint, che era sullo stesso piano degli altri suoi stessi concorrenti. In parte, è lodevole il fatto che non abbiano "calcato la mano", che non abbiano inserito banner, e che abbiano voluto mantenere - seppur per ragioni aziendali - una parziale autonomia del WD rispetto all'azienda. Ma una certa linea editoriale sottotraccia c'era. Evidentemente, si pensava che "targettizzando" il forum più sugli esordienti e sui piccoli editori, e "instradando" gli esordienti su certe strade piuttosto che altre, se ne beneficiava l'azienda. Forse a un certo punto si sono accorti che, per ragioni complesse che non conosciamo, la cosa non era così automatica, o comunque non c'era un ritorno sufficiente e proporzionale alla crescita del forum, che ne giustificasse l'investimento di tempo e risorse.
  4. Wanderer

    E se ognuno di noi pagasse una quota, il forum sarebbe salvo?

    Io il marchio editoriale non lo escluderei, perché spesso i marchi - i contenitori - sono più forti dei contenuti, e "Writer's Dream" è un marchio noto, che ha assunto un potenziale valore di mercato anche al netto dei suoi stessi contenuti. Ma anche fosse come dici, magari restano proprietari proprio per impedirne che ne siano proprietari altri, e che possano diventare concorrenza. Anzi, magari si sono accorti che - già nella stessa forma attuale - il forum contiene elementi di "concorrenza interna", o contraddizioni sul piano delle strategie di marcato. Resta da capire quali fossero i motivi iniziali che li hanno indotti a comprare, e quali progetti avessero, che poi non si sono realizzati, o forse solo in parte. Si tratta di un evento raro (io una volta l'ho visto!), ma non lo definirei fantascienza. Sicuramente non poteva aspettarselo un utente... ma forse qualche staffer poteva averne sentore nei suoi rapporti, diretti o indiretti, con l'azienda.
  5. Wanderer

    E se ognuno di noi pagasse una quota, il forum sarebbe salvo?

    Io non lo trovo così incomprensibile: evidentemente, in base ai loro calcoli, se il WD passasse in altre mani, potrebbe sottrarre loro un rilevante bacino di utenza, tanto da non essere conveniente la vendita, almeno per il momento. Inoltre, mantenendo il marchio, potrebbero sempre decidere di trasformarlo in qualcos'altro, un domani. Chissà, forse un marchio editoriale? Magari vogliono prendersi del tempo per decidere e capire meglio cosa farne: è un loro diritto. Piuttosto, io mi stupisco che tanti utenti siano così stupiti, dato che era noto che il forum era un "bene" di proprietà di un'azienda, e non era una comunità autogestita. Gli staffer facevano questo lavoro su base volontaria, a quanto sappiamo, e la cosa è in sé encomiabile, anche se comunque ne avevano un qualche ritorno d'immagine. Ma che ci fossero elementi di "linea editoriale" mi sembra innegabile, dato che il WD apparteneva - e apparterrà - ad una società che vende servizi editoriali. Il punto allora è questo: sapendo tutti che il WD era di proprietà di un'azienda - e quindi dalle sorti incerte, così come purtroppo sono incerte le ragioni del mercato - non si potevano già da anni cominciare a gettare le basi per una nuova comunità? Si doveva attendere il fulmine a ciel sereno, calato dall'alto?
  6. Wanderer

    Non perdiamoci di vista

    Ciao @TuSìCheVale, io attualmente (poi chissà) sono soltanto sul forum di Ultima Pagina. Magari se viene anche @Andrea D'Angelo ci facciamo una chiacchierata Covid-free sulla media editoria
  7. Wanderer

    E se ognuno di noi pagasse una quota, il forum sarebbe salvo?

    Essendo un autore di poesia, sarei curioso di conoscere la tua "fusione tra metrica e significante", ma se non sarai (anche) nel forum di UP temo non la conoscerò a breve. A parte questo, sulla questione del forum io la vedo così: se qualcuno ha una propria comunità su Facebook, perché non dovrebbe avere un account Twitter? Sono piattaforme diverse, con approcci un po' diversi, politiche un po' divergenti, ma si possono adottare entrambe. A mio avviso, il fatto che questa fosse una "comunità unica" è vero solo fino a un certo punto. Secondo me, c'erano più comunità all'interno di un'unica meta-comunità, ovvero di un'unica piattaforma. Infatti, non c'è dubbio che ci fossero interessi divergenti, e questo ha portato alla formazione di "gruppi" di operatori editoriali, di autori, di editori, di self-publisher, e a conseguenti scontri in cui ogni categoria difendeva i propri interessi, non sempre giovando a una causa comune (che agli esordi del WD era la battaglia contro la EAP, mentre poi è diventata più indefinita...).
  8. Wanderer

    E se ognuno di noi pagasse una quota, il forum sarebbe salvo?

    Ma converrai che 12 anni fa era un altro mondo e, forse, anche un altro forum... Intendevo dire che, se negli ultimi anni ha manutenuto questo semi-monopolio, aumentando anche il suo bacino d'utenza, forse è anche grazie a chi reggeva i fili... ora qualcuno ha deciso di recidere questi stessi fili: avrà le sue buone ragioni, che naturalmente possono non essere buone ragioni per altri, che avevano altre ragioni nell'esistenza di questo forum.
  9. Wanderer

    E se ognuno di noi pagasse una quota, il forum sarebbe salvo?

    Ma anche ammesso che il pensiero unico e la piattaforma unica siano cose positive, e anche ammesso che per ipotesi le due piattaforme si unissero... chi può impedire che qualcun altro ne fondi una terza? Il WD finora ha avuto il quasi-monopolio, nel bene e nel male, ma forse questo è dipeso proprio dal fatto che ci fosse una realtà aziendale a sostenerlo. Venendo meno la quale, mi sembra poco realistico che un nuovo forum possa riuscire ad avere il quasi-monopolio del bacino d'utenza dell'attuale WD, che comprende autori esordienti, autori un poco più navigati, piccolo-medi editori, editor freelance, operatori editoriali a vario titolo...
  10. Wanderer

    E se ognuno di noi pagasse una quota, il forum sarebbe salvo?

    Rispetto la tua opinione, e non vorrei riprendere questa polemica, ma forse ti sei perso qualche puntata. Io non riconosco a qualcuno la facoltà di impedirmi di esprimere le mie legittime opinioni, se espresse in modo argomentato e rispettoso, come ho sempre fatto. Per come la vedo, il regolamento di un forum dovrebbe servire a garantire il funzionamento fisiologico di una comunità, cosa che comprende il suo pluralismo, non a consentire arbitri di "moderazione" e posizioni di vantaggio dialettico degli staffer sui non-staffer. Gli staffer di un forum non dovrebbero avvantaggiarsi della loro posizione per ottenere ragione esulando dalle dinamiche di un sano dibattito fondato su argomenti, non dovrebbero mai essere - né dare l'impressione di essere - al di sopra del regolamento, e non dovrebbero sconfinare da esso nell'esercizio delle loro funzioni. Invece, non solo la mia sospensione è stata preceduta da alcune immotivate polemiche nei miei confronti, ma è stata anche applicata senza alcuna effettiva infrazione del regolamento (che infatti non è stata indicata) in forme pretestuose. Di fatto, il mio ban è servito soprattutto per rispondermi in altri thread senza darmi la possibilità di replica, ovvero per "correggere" alcune mie legittime e ben argomentate posizioni sull'editoria, poco gradite ad alcuni, possibilmente perché non portavano acqua a certi mulini. Dunque, a prescindere dal fatto che il forum sarà chiuso, non avrei mai potuto restare all'interno di una comunità in cui percepisco che non viene garantito uno scambio di opinioni ricco e aperto. La considero una perdita del mio tempo. Da questo punto di vista, sono persino grato a chi mi ha sospeso, perché in questo mese di assenza dal forum ho impiegato bene il mio tempo, ho scritto, mandato proposte e ricevuto buone risposte. Nessun rancore verso nessuno, quindi. Mi auguro che il nuovo forum dello staff, non avendo una politica aziendale e una linea editoriale, riuscirà ad essere più pluralista e farà tesoro anche di alcune critiche. In ogni caso, considero il fatto che ci siano due forum - o anche più di due - un'ulteriore garanzia di pluralismo, e non escudo a priori che mi possa iscrivere a entrambi, come hanno fatto alcuni. Buona continuazione anche a te!
  11. Wanderer

    E se ognuno di noi pagasse una quota, il forum sarebbe salvo?

    Capisco le ragioni sentimentali, e la mia in ogni caso non voleva essere una critica personale. Buona fortuna anche a te
  12. Wanderer

    E se ognuno di noi pagasse una quota, il forum sarebbe salvo?

    Sono uno degli ultimi arrivati, quindi non ho avuto il tempo di affezionarmi al forum come altri utenti storici, anche se già ai tempi di Linda lo seguivo da semplice lettore. In questo forum ho avuto scambi interessanti, conosciuto persone stimolanti, imparato alcune cose, e insegnato qualche altra. Tuttavia, mi dispiace muovere una voce critica, ma sulla gestione del forum avrei qualcosa da ridire. Anche se il forum non fosse stato chiuso, sarei stato intenzionato a richiedere la cancellazione del mio account e dei miei contenuti, seppur a malincuore. Non entro troppo nel merito, e non voglio sostenere che la gestione abbia qualcosa a che fare con la chiusura del forum. Eppure, da semplice osservatore, oltre che da utente, io percepivo da mesi un’aria di crisi e di nervosismo. Percepivo alcune dinamiche “di gruppo” non troppo edificanti, percepivo poco fair play e, soprattutto, un'eccessiva posizione di svantaggio dialettico dei non-staffer rispetto agli staffer. Dal mio punto di vista, un forum sulla scrittura, molto prima di insegnare trovare un editore, e a pubblicare opere in Self-publishing, dovrebbe servire a ragionare bene, a pensare con la propria testa, e a confrontarsi in modo onesto e rispettoso. Invece, ho avuto l’impressione che la funzione principale del WD fosse diventata quella di indirizzare i “neofiti” su certe strade e non altre. Quando poi si arriva a bannare per un mese un utente – come è accaduto a me - senza alcuna infrazione del regolamento, ma soltanto per la “lesa maestà” di criticare alcune politiche del forum, oltre che per l'avere opinioni sull’editoria difformi rispetto a quelle dello staff, allora l’impressione è che il WD non fosse più un luogo di confronto libero, aperto e utile a tutti, come era un tempo, ma che avesse un certo “target” e una certa linea editoriale. Non posso sapere in che termini questa linea editoriale provenisse "dall'alto" o meno, ma la mia impressione è proprio che, su alcune cose, si procedeva troppo per dogmi e per verità calate dall'alto. In ogni caso, la presenza di una linea editoriale spiega perché, alla fine, prevalgono le ragioni aziendali. Non posso biasimare l’azienda proprietaria del WD per la scelta che ha preso, perché è normale che un’azienda faccia le proprie valutazioni di tipo economico, anche se sarei curioso di capire a quale scopo abbiano acquisito il WD nel 2015, e cosa avessero pensato di farne. Peccato, comunque, perché alle origini il forum è stato uno strumento molto utile per gli scrittori esordienti, e questo è innegabile. A questo proposito, trovo quasi surreale lo spunto di questo thread: un forum all'origine nato per aiutare gli scrittori a difendersi dall'editoria a pagamento... finisce con la proposta del "forum a pagamento". Un epilogo piuttosto triste. Io passerò al forum di Linda, sperando in un ritorno alle origini, e in un luogo di confronto aperto e utile a tutti. Buona continuazione, ovunque voi siate.
  13. Wanderer

    La nave di Teseo

    @L'antipatico A me è capitata la stessa cosa con Sellerio, se può consolarti. Non c’è nulla di personale, si tratta di forme di scortesia aziendale elevate a sistema. Lo posso capire con una CE che ha una lunga storia, come quella citata, ma La Nave di Teseo in fondo è nata l’altroieri. Il problema è che è nata da operazioni di palazzo, rivalità politico-economiche tra grandi gruppi, grandi autori e direttori editoriali, ovvero in seguito all’acquisizione di Rcs Libri da parte del gruppo Mondadori. È per questo che è nata già adulta, anzi “vecchia”, con grossi budget e tutto già pianificato, con una serie di autori di spicco (quasi tutti di una certa parte politica) arruolati sin dall'inizio. Ricordo quando era appena nata, e avevano aperto una pagina Facebook. La gente faceva domande, chiedeva informazioni di vario genere, e zero risposte. Per la serie: noi siamo nati major, andiamo in libreria con il prossimo bestseller di Umberto Eco per sfidare “Mondazzoli”, e ce ne freghiamo delle public relations con la gente comune. Questi altolocati signori, tuttavia, ogni tanto si dovrebbero ricordare che i lettori non piovono dal cielo, e dipendono anche dalla fiducia che un marchio editoriale ispira nella gente comune. Io pur facente parte del loro ipotetico "target" non ho mai comprato un loro libro, perché il marchio non mi ispira nulla di positivo. Hanno appena pubblicato un libro su James Dean, che mi potrebbe interessare. Ma non lo comprerò, perché non intendo finanziare questo modo di concepire e fare editoria.
  14. Wanderer

    Nutrimenti

    Wikipedia è una comunità internazionale che non è "governata" dall'alto, e i criteri sono noti a tutti. Chiunque può aggiungere, modificare, correggere, basandosi sulle fonti e sul "consensus gentium", come ho fatto io stesso in alcune voci. Se hai trovato delle "boiate" in qualche voce, puoi contribuire a correggerle tu stessa, dato che Wikipedia è utile a tutti. Gli indirizzi ip di chi modifica le voci sono registrati e visibili, e ciascuno si assume la responsabilità dei contribuiti. In quanto a Nutrimenti, le dimensioni sono di una media CE indipendente, magari più piccola di altre medie, ma non di un piccolo editore. La cosa non è così indifferente, perché si tratta chiaramente di una CE che ha la facoltà economica necessaria per assumersi pienamente il rischio d'impresa delle opere che pubblica, che pubblica soltanto opere in cui crede al 100%, e che acquisisce abitualmente diritti dall'estero, avendo in catalogo autori stranieri di peso, compresi premi Pulitzer. Questo la rende poco adatta per gran parte degli esordienti, soprattutto perché, come ricordato da qualcuno, non pubblica letteratura di genere. Nei prossimi giorni comunque manderò loro una proposta, e spero di poter dare qualche testimonianza più diretta. Chiuso il semi-OT.
  15. Wanderer

    La nave di Teseo

    A me sembra una CE nata vecchia nell'anima, snob per vocazione, oltre che alquanto politicizzata. Non è una media CE indipendente, ma una major fondata su grossi nomi e grossi capitali (e che controlla anche i marchi Baldini+Castoldi e Oblomov Edizioni). Io non vedo alcuna "ribellione" né alcuna possibilità per gli esordienti, e nemmeno per i non esordienti, che non possano contare su grossi titoli, grossi premi, grossi agenti, grossi numeri social, grosse conoscenze, in proporzione variabile. A parte questo, però, lasciatemelo dire: il fatto che sia in "da testare" è un po' imbarazzante, non per NdV, ma per il WD. Capisco le mancate risposte alle email e quello che volete... ma in alcuni casi non c'è proprio nulla da testare.
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