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Wanderer

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    Sono appassionato di musica, libri e tarocchi. Vuoi lette le carte o vuoi imparare a leggerle? Contattami! :)

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  1. Wanderer

    L'Ora esatta

  2. Wanderer

    Non perdiamoci di vista

    Ciao @TuSìCheVale, io attualmente (poi chissà) sono soltanto sul forum di Ultima Pagina. Magari se viene anche @Andrea D'Angelo ci facciamo una chiacchierata Covid-free sulla media editoria
  3. Wanderer

    La nave di Teseo

    @L'antipatico A me è capitata la stessa cosa con Sellerio, se può consolarti. Non c’è nulla di personale, si tratta di forme di scortesia aziendale elevate a sistema. Lo posso capire con una CE che ha una lunga storia, come quella citata, ma La Nave di Teseo in fondo è nata l’altroieri. Il problema è che è nata da operazioni di palazzo, rivalità politico-economiche tra grandi gruppi, grandi autori e direttori editoriali, ovvero in seguito all’acquisizione di Rcs Libri da parte del gruppo Mondadori. È per questo che è nata già adulta, anzi “vecchia”, con grossi budget e tutto già pianificato, con una serie di autori di spicco (quasi tutti di una certa parte politica) arruolati sin dall'inizio. Ricordo quando era appena nata, e avevano aperto una pagina Facebook. La gente faceva domande, chiedeva informazioni di vario genere, e zero risposte. Per la serie: noi siamo nati major, andiamo in libreria con il prossimo bestseller di Umberto Eco per sfidare “Mondazzoli”, e ce ne freghiamo delle public relations con la gente comune. Questi altolocati signori, tuttavia, ogni tanto si dovrebbero ricordare che i lettori non piovono dal cielo, e dipendono anche dalla fiducia che un marchio editoriale ispira nella gente comune. Io pur facente parte del loro ipotetico "target" non ho mai comprato un loro libro, perché il marchio non mi ispira nulla di positivo. Hanno appena pubblicato un libro su James Dean, che mi potrebbe interessare. Ma non lo comprerò, perché non intendo finanziare questo modo di concepire e fare editoria.
  4. Wanderer

    Nutrimenti

    Wikipedia è una comunità internazionale che non è "governata" dall'alto, e i criteri sono noti a tutti. Chiunque può aggiungere, modificare, correggere, basandosi sulle fonti e sul "consensus gentium", come ho fatto io stesso in alcune voci. Se hai trovato delle "boiate" in qualche voce, puoi contribuire a correggerle tu stessa, dato che Wikipedia è utile a tutti. Gli indirizzi ip di chi modifica le voci sono registrati e visibili, e ciascuno si assume la responsabilità dei contribuiti. In quanto a Nutrimenti, le dimensioni sono di una media CE indipendente, magari più piccola di altre medie, ma non di un piccolo editore. La cosa non è così indifferente, perché si tratta chiaramente di una CE che ha la facoltà economica necessaria per assumersi pienamente il rischio d'impresa delle opere che pubblica, che pubblica soltanto opere in cui crede al 100%, e che acquisisce abitualmente diritti dall'estero, avendo in catalogo autori stranieri di peso, compresi premi Pulitzer. Questo la rende poco adatta per gran parte degli esordienti, soprattutto perché, come ricordato da qualcuno, non pubblica letteratura di genere. Nei prossimi giorni comunque manderò loro una proposta, e spero di poter dare qualche testimonianza più diretta. Chiuso il semi-OT.
  5. Wanderer

    La nave di Teseo

    A me sembra una CE nata vecchia nell'anima, snob per vocazione, oltre che alquanto politicizzata. Non è una media CE indipendente, ma una major fondata su grossi nomi e grossi capitali (e che controlla anche i marchi Baldini+Castoldi e Oblomov Edizioni). Io non vedo alcuna "ribellione" né alcuna possibilità per gli esordienti, e nemmeno per i non esordienti, che non possano contare su grossi titoli, grossi premi, grossi agenti, grossi numeri social, grosse conoscenze, in proporzione variabile. A parte questo, però, lasciatemelo dire: il fatto che sia in "da testare" è un po' imbarazzante, non per NdV, ma per il WD. Capisco le mancate risposte alle email e quello che volete... ma in alcuni casi non c'è proprio nulla da testare.
  6. Wanderer

    "Osservatorio sulla Qualità dell'Editoria"

    Ho anche io delle serie perplessità al riguardo. Mi sembra strano però che qualcuno paghi un dominio a vuoto, così per gioco. Sarei quasi tentato di mandare una mail per capire meglio... ma non credo lo farò.
  7. Wanderer

    "Osservatorio sulla Qualità dell'Editoria"

    Ieri mi sono imbattuto in questa pagina: https://www.oquedit.it/ Qualcuno li conosce? Non so quanto siano attendibili, e quali siano i criteri adottati, però... non mi sembrano poi così lontani dalla realtà.
  8. Wanderer

    Dimmi che opera... e ti dirò che editore

    Però potrebbe essere anche il contrario: proprio perché sono ambiti più specifici, magari ci potrebbero essere alcuni più esperti del settore. Sono d'accordo... ma dato che la posizione di Marcello era - mi sembra - quella di voler chiudere il thread, non credo che questo sia un incentivo a un'elevata frequentazione...
  9. Wanderer

    Nutrimenti

    Wiki è attendibile nella misura in cui richiede le fonti. Le voci in cui le fonti mancano, o che non vengono considerate enciclopediche, sono contrassegnate su Wiki come poco attendibili, o possono essere rimosse. Fai la prova tu stessa a inserire una voce su Pincopallino Editore, e vediamo quanti giorni dura... Nutrimenti non è né grossa né piccola ma, al di là delle dimensioni, è una delle CE più autorevoli e quotate che ci siano sul mercato. Quindi, in effetti, la questione della sua "dimensione" diventa abbastanza secondaria. La vera questione, semmai, è come riuscire a pubblicare con loro. Se poi l'obiettivo è "ridimensionare" la portata di alcune CE affermate, ed equipararle ai vari Pincopallini Editori, francamente non capisco a chi giova... o forse sì.
  10. Wanderer

    Dimmi che opera... e ti dirò che editore

    A me non pare: almeno il 15% scrive anche (o soltanto) poesia. Ci sono altri che scrivono narrativa, ma racconti e non romanzi. Hai elencato una serie di sotto-sotto generi della narrativa. Esistono anche poesia, filosofia, saggistica, storia, libri illustrati, e altro. E spesso c'è l'esigenza di trovare un editore mirato, senza perdere mesi o anni in una ricerca. Se qualcuno qui cerca un editore per uno di questi generi, chiaramente, gli risponderà qualcuno più esperto nel campo, quindi non vedo il rischio che altri "mandino in vacca" il thread (che poi, stroncarlo in partenza per timore che gli utenti lo mandino in vacca... mi sembra un po' una contraddizione). Ok.
  11. Wanderer

    Dimmi che opera... e ti dirò che editore

    @Marcello Io non sono così sicuro che andrebbe così: perché mettere la mani avanti? Non mi pare che nei thread "Case editrici saggistica" o "Libri illustrati per adulti", in cui c'erano richieste del genere, sia andata così. E perché andare a parare sempre nel fantasy? Su certi generi e sotto-generi, non c'è una particolare esigenza di trovare un editore mirato (sia perché sono tantissimi, sia perché sono facilmente individuabili). Per altri generi, invece, non si può negare che l'esigenza ci sia, specialmente se sono generi meno trattati nel forum.
  12. Wanderer

    Meglio una piccola CE o il selfpublishing?

    Questo è il punto: il passaggio avviene sulla base della compravendita di un prodotto editoriale di consumo - di solito appartenente a certi generi - e non perché all'autore sia riconosciuta una dignità artistica, un percorso letterario. E infatti, non è infrequente che l'autore sia soltanto sfruttato dalla major per un breve tempo, e poi cestinato, tornando nell'anonimato. Poi per carità, ci può essere anche "entertainment" di qualità, così come c'è cinema hollywoodiano di qualità... ma così come non metterei sullo stesso piano i film di Orson Welles e i film dei supereroi Marvel, non metterei sullo stesso piano Tolkien (che è letteratura d'arte, non "entertainment") e i suoi emuli moderni. Comunque, siamo abbastanza off-topic, dato che il quesito non riguardava il rapporto tra Self e grandi CE... bensì la scelta tra Self e piccole (che a volte mi sembra una scelta tra la padella e la brace).
  13. Wanderer

    Dimmi che opera... e ti dirò che editore

    @Marcello Le liste sono utilissime per avere testimonianze sui singoli editori, ma le CE nel forum sono fin troppe, e spesso non si sa come orientarsi, come dimostra il fatto che alcuni utenti inviano decine di proposte, senza sapere bene a chi e perché, e poi magari questo disorientamento diventa pure oggetto di discussione nel forum. D'altro canto, ci sono utenti che hanno l'esigenza di inviare proposte mirate, e aprono thread dedicati per chiedere consigli ad altri utenti una CE di saggistica, o che pubblica un certo genere di narrativa. Quindi, se non altro, un thread come questo può evitare la proliferazione di altri thread, e che sono spesso dispersivi. Infine, può essere anche un modo per far conoscere altre CE, magari ancora assenti nelle stesse liste. Comunque: non potrebbe servirsi del thread soltanto chi lo ritiene utile? Chi lo ritiene inutile, può sempre non usarlo... o sbaglio?
  14. Wanderer

    Meglio una piccola CE o il selfpublishing?

    @Lizina Non conosco il caso in questione, ma anche Sperling&Kupfer risponde alle stesse logiche di Mondadori, in quanto marchio Mondadori. Il fatto che queste major peschino nel Self - solo ed esclusivamente con l'occhio ai numeri, al libro da ombrellone per la prossima estate - non prova l'eccellenza del Self, prova soltanto la decadenza dell'editoria nella nostra epoca, che si è ridotta ad essere una cassa di risonanza della società di massa, incapace di produrre autentiche opere letterarie da tramandare ai posteri. Per quanto riguarda N&C e il cosiddetto "ciarpame"... io non usavo quel termine per N&C, anche se effettivamente mi è capitato di pensarlo. Quello che ho affermato è che, al netto dei classici, pubblica libri che rientrano nella più categoria "entertainment" che in quella "arte letteraria". E questo mi sembra un dato di fatto, a prescindere dal "ciarpame" o meno. (scusate il messaggio ripetuto)
  15. Wanderer

    Meglio una piccola CE o il selfpublishing?

    Nel Self, per uno che vende 10.000 copie, ce ne sono 10.000 che ne vendono a stento una. Per il resto, Rizzoli ormai è soltanto un marchio commerciale di Mondadori, la "casa degli italiani", con cui potenzialmente chiunque può pubblicare (ha pubblicato persino mio zio). Basta avere i contatti giusti, e soprattutto i numeri giusti. Quando fa scouting, questo tipo di editoria pesca e raccatta un po' dappertutto, a seconda di come tira il vento: blogger, cuochi, tronisti, calciatori, influencer, youtuber, instagrammer, self-publisher... c'è posto per tutti! Se qualcuno considera un gran successo trovarsi in compagnia di un simile circo equestre... de gustibus. Non ho mai sentito - magari mi è sfuggito - che qualcuno dal Self sia approdato a Marsilio, ad Adelphi, a Fazi, a Minimum fax, a Neri Pozza, a Marcos y Marcos, a Sellerio. Ovvero, il passaggio dal Self-publishing a CE di qualità - ancor prima che di quantità - è virtualmente inesistente.
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