Vai al contenuto

Sunday Times

Scrittore
  • Numero contenuti

    97
  • Iscritto

  • Ultima visita

Tutti i contenuti di Sunday Times

  1. Sunday Times

    Laura Lepri Scritture

    Ho avuto modo di servirmi di questa agenzia. Ho prima valutato il sito, dove non veniva specificato, cosa che ho saputo dopo da altri, confermata dall'evidenza dei fatti, che la signora Lepri non legge i testi, ma si avvale di uno, o a questo punto credo più plausibile, più gruppi di lettura. Poi ho avuto un colloquio con la stessa, la disponibilità fatta persona. La scheda di lettura conteneva qualche valutazione preziosa per me che non avevo fatto leggere a nessuno il manoscritto, e avevo bisogno di un riscontro professionale su un punto specifico, ma anche diversi "sfondoni". Alcune indicazioni sullo stile erano lasciate a metà, per cui non si capiva quanto le caratteristiche indicate fossero un bene o un male, allo stato dei fatti, nè come portarle avanti e soprattutto come o quanto correggerle. La cosa grave era però ciò che indicava l'assenza di lettura o l'assoluta mancanza di capire cosa si legge, stretta parente di quanto sopra. Si osservava una mancanza di informazioni su un argomento, quando ve ne era una intera pagina. Non ci si era accorti di un passaggio chiave della trama, così si perdeva poi il filo. In merito a questo ho fatto leggere il passaggio a persone comuni, che hanno capito benissimo quello che all'Agenzia era sfuggito. Ci si lamentava infine dello svolgimento stesso della trama, perchè ad un personaggio finale era riservato poco spazio in confronto agli altri. Capisco potesse essere piaciuto, ma se per esigenze narrative, deve comparire a due terzi del libro, necessariamente avrà meno spazio. Quando mi sono accorta : uno, di non poter usare che una sola delle osservazioni fatte perchè le altre erano monche che il testo non era stato letto bene o a salti che non si capiva cosa era successo e che il risultato era dannatamente inferiore a quanto sbandierato per telefono, ho cercato di avere un secondo colloquio, porte sbarrate ho scritto una lettera dettagliando i passaggi, ma, nessuna risposta Certo che se ad oggi io dovessi mandare un manoscritto alla prestigiosa CE milanese per cui la signora opera la selezione dei manoscritti, avrei problemi a farlo. Non mi sentirei tranquilla. Così come forse ne avrei se mandando un manoscritto all'agenzia letteraria che si rifà a lei, a lei personalmente per le valutazioni finali, se incerta sul da farsi e contasse sul suo parere per decidere. Questo succede quando i salotti prendono il posto del semplice lavoro di lettura. A mio parere. Non si può delegare più di tanto, e quando qualcosa di inceppa bisogna anche assumersene le responsabilità. E pensare che poi tutto questo costa anche di più di quanto poi ho scoperto si paga facendosi fare una scheda in realtà molto diverse.
  2. Sunday Times

    Torneo IoScrittore 2021 [8/04/2021]

    Come si fa a rispondere a una domanda precisa con "non hai capito"? Cosa non ho capito? Che tanti non hanno vere idee, ma scopiazzano in qua e là? Io veramente non ho nessuna paura, mi riferisco semplicemnete a uno stato di fatto che espone le opere al rischio di plagio. Casomai sei tu a non sapere niente di me, e a quello che mi spinge a parlare. Poi non ho ancora avuto modo di avere una spiegazione su quello che affermava un'utente del foruma, @Arya Stark, dicendo che aveva avuto una pessima esperienza in questo torneo. La tua risposta lascia il tempo che trova, è generica. Si basa sulle tue supposizioni. Quando un'opera è pubbicata è tutelata, quando non lo è no. Molto semplicemnete. Io ho semplicemente osservato che in questo caso facendo leggere la propria opera ad altri scrittori, cosa anomala, perchè i gruppi di lettura sono fatti da lettori, quando ancora non è tutelata se non da un pallido diritto d'autore, si corrono dei rischi. Rispondermi dicendo che tanto nè io nè te siamo dei geni passibili di plagio non è una risposta, è un'opinione. Per molti versi dibattibile, primo per quello che non sai cosa gli altri partecipanti possano giudicare appetibile di copia.
  3. Sunday Times

    Icaro Talentagency

    ho visto che c'è un vecchio indirizzo mail: icarotalent@gmail.com la pagina facebook è praticamente ferma al 2014, con un'aggiunta del 2018, ma quello che non capisco è la CE David and Mattahus, un vero mistero. Stranamente non si trova il sito, i libri ci sono solo su ibs, e sono anche diversi. Poi se si insiste si approda su un sito generico con lo stesso nome dove c'è anche un serzio di editoria, che però ha all'attivo solo la stampa di due libri che non provo nemmeno a descrivere. E questa sarebbe la ce con cui la Icaro ha sempre avuto un rapporto privilegiato. Ne esistevano due con lo stesso nome? oppure una con due facce e in questo caso perchè? se poi i libri che si trovano solo ibs non sono riferibili ad un sito vero e proprio quello che mi chiedo è: come si può capire la promozione e la distribuzione di questa ce che tra l'altro qua nessuno sembra conoscere ( e non mi stupisco ) ?
  4. Sunday Times

    Torneo IoScrittore 2021 [8/04/2021]

    Ma cosa mi dici della tranquillità della tutela dell'opera? Mi sembra di aver letto che esiste solo durante il torneo, dopo ogni cosa che è stata letta e non era, e mi sembra che per regolamento non possa esserlo, tutelata da contratto di pubblicazione, dalla mente di chi l'ha letta può finire ovunque... no? Avevo letto di un utente che a questo riguardo credo aveva avuto una pessima esperienza, ma non si è più collegata a wd e quindi non so cosa le sia successo esattamente. Cosa mi sapete dire esattamemte sui rischi di plagio indiretto, quello che non si può nemmeno perseguire, che non fa il copia e incolla ma riprende le idee e la struttura di un libro, cosa riprovevole ma non perseguibile?
  5. Sunday Times

    Edelweiss

    Mi scuso per l'ennesima nota di persona che non ha avuto un'esperienza diretta con questa agenzia, che credo non avverrà per le seguenti ragioni che espongo perchè mi sembrano dati di fatto che sono sfuggiti all'analisi generale, meritevoli di essere considerati. Credo che avvalorino le osservazioni di Wanderer. C'è il marchio No Eap e poi un link che porta ad una pagina separata di lettura manoscritti inediti, che viene consigliata caldamente specie nel caso vengano inviati a CE a pagamento. Questo è un modo di dare un tacito asssenso a questa forma di realtà, di accettarla come ormai facente parte del gioco. Oltre a ciò, questa agenzia non da nessuna possibilità di rappresentanza inviando gratuitamente una sinossi dell'opera. Bisogna comunque pagare per essere presi in considerazione, cosa che altre molto più famose non fanno, lasciando questo tipo di spiraglio aperto. Credo che le chat dovrebbero servire anche a fare valutazioni del genere, ogni cosa che serva ad avere un'idea generale della situazione. La capacità di analisi, mi permetto di farvi osservare, è importante, anche per affrontare quelle che poi diventano le "esperienze dirette". Qui siamo davanti a una contraddizione bella e buona, non so se è questa che poi ha originato la scissione dell'agenzia, perchè l'altra cosa strana è che un'agenzia giovane, con un parco clienti relativo, dopo poco si divida, scindendo forze e potenzialità. Osservando una tale situazione io quindi terrei questa ozpzione dopo altre, perchè non mi sembrerebbe molto limpida, tutto qua. Quindi, dato che il mio intervento si basa su un link del loro sito che non è stato considerato, spero non vogliate considerarlo OT.
  6. Sunday Times

    Giulio Perrone editore

    In un vecchio articolo Filippo La Porta, saggista e critico letterario, includeva Perrone nella lista delle piccole CE che sono sempre disponibili per gli esordienti di qualità. Testuali parole "se un autore vale trova sempre qualcuno che lo pubblica: se non sono i grandi marchi c'è la collana Nichel di M/x, o Evasioni di G/i, poi c'è F/i, c'è Perrone, C/o, P/d.." ( ho tagliato i nomi altrimenti avreste tagliato il post ) Oggi non si può mandare niente a M/x e se si scrive per avere informazioni nemmeno rispondono. G/i riordina la collana dice che pubblica solo chi conosce, Perrone, dopo tutta questa discussione, sembrerebbe aver sviluppato una seconda personalità... Comunque la premessa penso sia sempre valida, se un autore vale trova qualcuno che lo pubblica. Magari di questi tempi bisogna stare più attenti a chi.
  7. Sunday Times

    Mondadori

    Credo che finora non abbiamo considerato l'aspetto internazionale della letteratura per ragazzi, dove l'immaginario è molto spinto e viaggia veloce, più veloce che nelle collane di narrativa classiche. Esempio veloce: molti anni fa presentai delle storie illustrate ad una piccola e prestigiosa Ce, il cui direttore editoriale mi disse che in realtà non accettavano più autori nostrani, in quanto si limitavano a tradurre opere già edite all'estero. È un caso limite, ma con il tempo se ne sono aggiunti altri, spesso si fa prima a riempire un posto libero in una collana con un titolo di punta preso altrove pagando dei diritti che cercando testi da rivedere e combinare con le giuste tavole. Naturalmente ci sono sempre molte CE che lo fanno e bene, per fortuna, quello che voglio dire è che quando alla Mondadori Ragazzi valutano inediti non possiamo sapere quali riferimenti globali hanno davanti, o devono tenere presenti, il mercato per i ragazzi ora è più che mai esteso, in virtù di cinema, video giochi e cose così. Questa per me è una possibile risposta al punto uno. Poi dato che la speranza è l'ultima a morire :-) si continua a cercare nel panorama nostrano, e ogni tanto si trova, proprio ogni tanto, sì, come dimostra questa discussione. Anche perchè trovare un autore da vendere all'estero non è male per una CE che si occupa di ragazzi. Punto due.
  8. Allora stavamo parlando di due cose diverse, l'espressione vero scrittore è stata fuorviante, dato che un vero scrittore non farebbe mai cose come scrivere per moda, per farsi bello e così via, non avevo capito. É per questo che ci sono decine di migliaia di manoscritti da leggere, quante volte lo abbiamo detto.. Tutti che vogliono fare gli allenatori, i masterchef e gli scrittori. Non so poi cos'altro, immagino la lista sia lunga. Fare è una cosa, essere è un po' diverso. In genere richiede tempo e impegno e dei lettori.. che non sono poi tanti. In genere sempre gli stessi. Perchè mai leggere visto che si può direttamente scrivere?
  9. Quoto tutto quello che hai scritto, ma questo ultimo punto non lo capisco. Posso capire che per alcuni sia difficile avere chiaro sin da subito la motivazione, ma nel caso che invece lo sia, e che gli altri requisiti da te elencati siano presenti, allora automaticamente si è fuori dall'essere un 'vero' scrittore solo perchè c'è una visione chiara del proprio intento? come si fa a dire chi è un vero scrittore? sono tanti i lettori . Nemmeno di scrittori, di quello veri intendo, ce ne sarà un solo tipo, dato che prima di tutto gli scrittori sono donne e uomini con diversi approcci di vita e differenti caratteristiche, soprattutto interiori. Non penso si possa fare un identikit del vero scrittore, come non penso ci sia la vera ricetta dello scrivere. Ognuno lo fa a modo suo, con la propria onestà, la propria interiorità, perfetta per lei/lui. Ricordo alcune bellissime interveste di America tra le righe, di Fançois Busnel, dove molti dei grandi scrittori parlavano ampiamente delle loro motivazioni e di tutto quello che riguardava il loro lavoro. Io do per scontato che quei grandi scrittori fossero anche dei veri scrittori. Un vero scrittore intercetta il movimento della società, degli altri uomini, ma non per questo ne è inconsapevole credo, anzi. Non penso che questo lo renda più o meno grande, semplicemente trovo impossibile che esserne inconsapevole sia un requisito quasi formale. Poi può capitare che quello che scrive per qualcuno assuma anche altri significati, ma questo capita spesso leggendo qualcosa scritto da altri. Nessuno avrà dalla stessa pagina la medesima impressione. In più bisogna tenere conto che se si ha un rapporto abbastanza profondo con quello che si scrive, il significato si diversifica andando avanti ed è proprio scrivendo che emergono le motivazioni più profonde. É lo stesso atto di scrivere che penetra la superficie.
  10. Sunday Times

    Edizioni Il Ciliegio

    ps Comunque fonti dirette sarebbero preferibili. Possibile che di tutti quelli che ci hanno lavorato e sono intervenuti nella chat, nessuno possa intervenire direttamente per dare informazioni aggiornate di prima mano? Se nessuno si fa avanti e c'è solo una testimoninaza indiretta, rettifico, un dubbio rimane..
  11. Sunday Times

    Divergenze Edizioni

    Divergenze di nome e divergenze di fatto. Quando si sceglie un nome...
  12. Cosa intendi per "grande salto"? quello che ti porta fuori dal grande fratello o quello che ti ci porta dentro? In effetti io non sto dicendo che sia semplice. Affatto. E sia chiaro che non intendo dare lezioni a nessuno, osservo solo quelli che ad oggi sono i risultati. Mi rendo conto che sia comunque una battaglia. Dico solo che se fossi uno di quei generali preferirei combatterla giocando, come fate voi a monte della presenza in libreria, preparando il mio pubblico e accettando di pagare uno scotto pur di tenere la mia libertà e la mia identità. Che sono poi quelle cose che servono a fare, messe insieme, una identità nazionale di editoria. Correggimi se sbaglio.
  13. E perché ? Non è l'unico modo di essere presenti nelle librerie, e comunque se essere presenti " in tutte " apre la porta al baratro del fallimento, forse meglio riconsiderarne le implicazioni. Se diventa un capestro meglio decidere di esserlo meno e cambiare distributore. Si è sempre liberi di scegliere, in questo senso, mi pare. Non ho parlato del ritiro una tantum di un autore, ma di un sistema. Tempo fa ho letto la testimonianaza di un addetto ai lavori che spiegava chiaramente come certe CE sopravvivano grazie ai continui finanziamenti per la stampa dei titoli, di cui hanno bisogno perchè le tariffe di un distributore in particolare sono esose, specie per il ritiro degli invenduti, che ovviamente ci saranno, dato che lo stesso obbliga a un minimo di stampa esagerato. Non avendo i soldi per coprire le spese del fallimento del primo titolo se ne stampa un altro a copertura, per chiedere un nuovo finanziamento, andando avanti fino al crac. Chiaro così? Quindi continuo a farmi la domanda del perchè essere presenti in tutte le librerie se/quando non avendone la possibilità. Forse non avevo specificato bene. Ma ora forse, se c'è, posso avere una risposta più completa. Non saprei quale possa essere, la logica fa pensare che si faccia così per continuare il solito sistema, perchè interromperlo costringerebbe a rivedere tutto e ad ammettere non un punto oscuro, ma un vero e proprio vortice aspiratutto.
  14. In effetti secondo me l'accusa non regge. Regge solo nel caso di editori deboli, in un contesto con editori sani e lettori forti questo discorso non sarebbe nemmeno iniziato. Qui casomai è l'inverso, è chi si autopubblica che si accolla tutti gli oneri che prima erano nascosti, ma decide di farli emergere e di occuarsene in prima persona, così nessuno gli verrà a dire che deve pagarlo dopo l'ennesima copia perchè non si incassa, o cose di questo tipo. Verificherà di persona. Forse se non ci fossero una serie di magagne tutti questi fai da te esisterebbero in maniera minore, posto che la tendenza di farsi le cose da soli è una conseguenza di mezzi che abbiamo. La tesi della concorrenza non si può applicare, credo, a rigor di logica, perchè riguarda un solo titolo e non l'intera attività, ed essendo chi fa self l'autore, ha la potestà di decidere sul modo di veicolare al meglio quanto da lui prodotto. Inoltre dato che in molti casi si assiste a percentuali non pagate, genericamente parlando gli autori avrebbero diritto a operare in modo da poter controllare direttamente che perlomeno queste arrivino loro. Facendo un discorso di contesto, si capisce che un autore sia motivato a pubblicare autonomamente per controllare direttamente dei passaggi che altrove sono spesso nebulosi, e in questi termini risulta veramente difficile poter applicare una "accusa" di concorrenza sleale. É casomai l'intera situazione che lo è. Non bisognerebbe confondere gli autori che fanno self per senso di autonomia, per essere più liberi di veicolare un messaggio che altrimenti sarebbe censurato, da quelli che lo fanno per pubblicare ad ogni costo, o per vanità, perchè credo che tra queste due categorie ci sia lo stesso rapporto esistente tra CE affidabili e CE stamperine. Solo che al momento non credo che il mercato sia ancora pronto a fare questa distinzione, e si parla ancora di concorrenza sleale.
  15. Non ho trovato niente di aggressivo nel tono del nostro amico Spock, che peraltro è l'immagine della non aggressività. Difficile immaginare Spock che aggredisce qualcuno o che perde la pazienza, per non dire impossibile. Piuttosto lo volevo ringraziare per l'inusuale mole di osservazioni pertinenti che ci ha elargito, e soprattutto per l'andamento logico, sempre costante, tenuto nel suo discorrere. Cosa alquanto rara. Riprendendo invece un vecchio post di qualche pagina fa di Riccardo Zanello sulla concorrenza sleale verso le CE, direi che considerare il self su Amazon il nemico è limitante. Le CE si sono ritrovate a subire quello che hanno fatto alle librerie. Quando Internet non esisteva i libri bisognava per forza andarseli a comprare in libreria e sono state le librerie a costruire le fortune delle CE, eppure anche allora, se si voleva, si poteva ordinare per posta da catalogo. Poi è successo che si potesse ordinare dal loro sito con il 5, 10 o anche 15% di sconto. Quindi perchè le CE si lamentano che lo stesso strumento che da anni loro usano a discapito delle librerie venga usato da Amazon "contro" di loro? Chi la fa l'aspetti. Posso capire che viviamo in un era di consumo, e tutto va in vetrina, ma questa vetrina onnipresente finirà per mangiare ogni differenza e ogni peculiarità e restringere le libertà dove c'erano semplici e onesti lavori. Provate a chiedere a un libraio se riceve più danno da Amazon o dagli ordini che vengono fatti on line dai siti delle CE e dalle varie piattaforme dove quest emandano i libri per promozione e vendita. I libri cartacei sono una parte di quello che Amazon vende, i kindle le CE non li trattano, perlomeno è una concorrenza creativa che non consuma altra carta. Per quel che ne so, e potrei anche sbagliare, un problema più grosso della famigerata concorrenza di Amazon sono i resi, quindi la distribuzione, o meglio un certo tipo di distribuzione. Capiamoci bene: nessuno costringe le persone a comprare tutto su Amazon se non la pigrizia e il non chiedersi cosa consegue alle loro azioni. Però non posso dire cosa costringa una CE ad usare un distributore che la obbliga a stampare 2000 copie di un titolo che non venderà, per cui si esporrà con le banche, per rientrare della cui perdita dovrà poi stampare un altro titolo. Forse è per questo che in certi casi si stampano nuovi improbabili titoli? Dopo essere venuta a conoscenza di questa perversa dinamica che strozza le CE e porta al fallimento, me lo sono chiesta. Comparato a questo giochino al massacro, mi pare che le poche e meditate copie che uno scrittore sano di mente e responsabile delle proprie azioni decidesse di stampare in self, dopo aver pianificato i vari passaggi, non sarebbero questo grande danno al mondo dell'editoria. É anche giusto potersi misurare con le proprie capacità, ad ogni livello. Quello che conta a mio avviso non è il self o la CE, ma il modo di lavorare. Se un lavoro è impostato bene può fruttare e lo farà, più o meno. Faccio anche notare che al momento questo metro di giudizio non è il parametro più seguito, il parametro è generalmente quello di fare mercato, ma senza dare qualità, senza nemmeno cercarla veramente. Per cercarla la qualità bisognrebbe sapere cosa è, altrimenti non la si riconosce. La prova è che insieme al proliferare di editori - come diceva il dottor Spock oggi è più facile porsi come tali - cresce il numero di quelli stamperini, anche sotto mentite spoglie. Qui c'è dell'eccedenza, come per i resi. Cioè, editori che vogliono ad ogni costo continuare pubblicare senza qualità di lavoro e autori che vogliono essere pubblicati senza i requisiti. Così nascono dei "sottolivelli" di CE e di quel self che qualcuno diceva non vorrebbe mai leggere. Per questo il paragone lo farei solo tra prodotti di diversa qualità, prodotti più o meno responsabili, che è un po' la cosa che apre, come diceva Niko, la strada verso il futuro.
  16. Sunday Times

    Edizioni Il Ciliegio

    Grazie, ora il dubbio è chiarito. Non ti cito con il nome intero perchè non mi riesce.
  17. Sunday Times

    Edizioni Il Ciliegio

    Non avevo pensato a un OT, a me era sembrata una semplice domanda sulla CE di cui si stava parlando. Certe volte ci vorrebbe un traduttore, a quanto pare, per capire cosa gli altri vogliono dire o cosa gli altri possono capire. Comunque il risultato non cambia: chissà come questa CE si comporta con il pagamento dei diritti. Grazie.
  18. Sunday Times

    Edizioni Il Ciliegio

    Non mi sembra la risposta adeguata. La domanda era più che legittima, non a caso è di norma evasa nelle altre chat sulle CE. Io avrei letto volentieri risposte a riguardo, che è anche uno dei motivi per cui queste chat specifiche sono state ideate. Sono archivi di consultazione, se si comincia a non far arrivare dati, è come perdere pezzi. Dovreste rettificare, altrimenti non ci si capisce. Grazie.
  19. Sunday Times

    Chiusura del Forum

    Sei scusata.. potrebbe essere il sottotitolo del nuovo WD. Misery non è morta..
  20. Sunday Times

    Battute squallide

    Poesia OT, decisamente OT, ma in tema con il calendario Auguri a voi leggiadri leggitori leggendari. nel bosco a Natale il Tasso alcolico sale la principessa Li è sola alza il Cane della pistola un gran bel pezzo di ciocco - lata ... è quasi ora della Messa in piega di mezzanotte tutti arrivano a frotte invitati vicini e l'ontani, cipressi, querce e altri rami. arriva anche il principe ernesto su una quattro cavalli, su presto! prima che la notte finisca e l'indice di gradi-mento scolorisca in un mattino freddo come un collo di bottiglia.
  21. Sunday Times

    Petizione delle CE al Consiglio dei Ministri

    Due giorni fa è stata chiusa una discussione sul peso che gli acquisti di Natale che avrebbero potuto avere sulla sopravvivenza delle piccole CE, anche perchè il tema era vago. Avevo postato un intervento che auspicava qualche idea da parte delle CE, qualcosa che somigliasse a quella avuta dall'albegatrice che un giorno a settimana mette a disposizione le cucine e la sala del suo albergo ad un ristoratore che non può, per i limiti imposti, servire la cena nel suo ristorante. Per me questa era una creatività speciale, unità ad altruismo. Uno scambio proficuo. Mi auguravo interventi simili in editoria, pur non avendo idea di come potessero essere fatti. Penso di aver trovato quello di cui parlavo. In quello stesso momento si stava preparando una petizione da parte di alcune CE, diretta al Presidente del Consiglio, che non chiede sovvenzioni, ma uno scambio. Soldi in cambio di libri. Leggete la parte finale e se vi convince andate a firmare su change.org. Oltre a dire naturalmente quello che ne pensate. Grazie. " Perciò, a fronte di queste gravi perdite, onde scongiurare la chiusura di tante realtà editoriali sorte e costruite con la fatica e il sudore di ogni giorno, le chiediamo di ottenere il giusto ristoro economico attraverso il finanziamento a fondo perduto di almeno 2000 euro. A fronte di questo impegno economico le offriamo un valore equivalente in libri tratti dai nostri rispettivi cataloghi da destinare a famiglie in quarantena, enti e strutture che Lei vorrà indicarci al fine di alleggerire il disagio che tanti italiani si trovano a vivere nella quotidianità dell’isolamento e ribadire in questo modo il valore del libro come veicolo di comunicazione e cura. Confidiamo, signor Presidente, nella Sua comprensione e nella celerità del provvedimentoche sia da ristoro per i lettori, per il mondo dell’editoria e per tutti coloro che ruotano intorno a esso. Un cordiale saluto e augurio di salute e prosperità." Salvatore Principe - Diogene Edizioni Mario Marotta - Valtrend Ottavio Mauriello - inKnot Edizioni Aldo Putignano - Homo Scrivens Rosario Esposito La Rossa - Marotta & Cafiero Francesco D’Amato - D’Amato Editore Stefano Pirone - Pidgin Edizioni Giulio Visciano - ALT!COMICS Claudia Cioffi - Edizioni Primavera Antonio Esposito - Edizioni Mea
  22. Sunday Times

    Petizione delle CE al Consiglio dei Ministri

    Senza contare che in questo modo molte persone che altrimenti non l'avrebbero mai fatto potrebbero conoscere cosa pubblicano delle piccole CE. Dalla conoscenza nasce la frequentazione e magari questo potrebbe portare a una diversa considerazione di questo mercato. É il classico caso in cui da un male può nascere un bene. Tutto dipende da come si guardano le cose. Una cosa cambia a seconda di come la si guarda. comunque alla fine un link riesco a metterlo http://chng.it/F69vmfdWwL
  23. Sunday Times

    Petizione delle CE al Consiglio dei Ministri

    Al momento non versiamo niente, tutto va nelle manovre di bilancio che però saranno ripagate con una parte dei soldi che arriveranno dagli stanziamenti europei. Oltre a questo credo che ci sia un deficit maggiore consentito proprio per questo motivo. Poi se non si attivano una serie di iniziative di questo tipo, semplicemente, la rete sociale ed economica, non ce la fa. É un momento in cui diventa diffcile di poter disporre liberamente delle cose, la libertà del singolo è anche la libertà di continuare a stare in un sistema in cui la solidarietà funziona. Certo busogna scegliere bene cosa fare e valutare con criterio, non è che si possono varare tante iniziative così, solo per far vedere che ci si dà da fare.
  24. Sunday Times

    Petizione delle CE al Consiglio dei Ministri

    In realtà non credo si tratti di spendere personalmente qualcosa. I libri sono per le persone in quarantena, forse per quelle che hanno meno possibilità aggiungo io ma è solo un'idea, per enti e strutture come ospedali o associazioni di vario tipo. Il governo sceglierebbe le associazioni, non tanto le persone. Quello che è noto è il beneficiario, e in questo periodo si può anche pensare di continuare a comprare il libro che si è scelto per la persona che si è scelta e allo stesso tempo di appoggiare un acquisto al buio. Visto che non siamo nel periodo di sempre, che le persone non hanno quello che avevano prima, e potrebbero magari non averlo più. Acquisti straordinari per tempi straordinari. Del resto l'anima della beneficenza, anche se questa non lo è fino in fondo dato che presuppone uno scambio, è mettere i soldi dove ce n'è bisogno, dove viene chiesto. Oltre a questo, dato che sono in arrivo 209 miliardi di fondi, magari tutti gli sforamenti di bilancio potranno essere ripagati da quelli.
  25. Sunday Times

    Petizione delle CE al Consiglio dei Ministri

    Ti assicuro che è stata presentata, al momento saranno credo a quasi 3.500 firme. Prova a cercare con: Sostegno all'Editoria per crisi COVID-19 oppure Salvatore Principe via Change.org, è lui che l'ha presentata.
×