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Spidocchiatore

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  1. Spidocchiatore

    [MI 139] Hello Kitty, goodbay Matteo

    Simpatico, il post sbronza lo hai descritto perfetto, è proprio come ci si sente, senso di colpa annesso Forse Matteo è caduto nel water? O è ancora nella doccia? Rimango come tutti in attesa che ci sveli l'arcano. Bel racconto, complimenti.
  2. Spidocchiatore

    [MI 139] Il crollo d'un idolo

    Bello, un dramma raccontato con simpatia. Luca, se ho ben capito, è stato il suo primo e unico uomo, e mentre lei velava di fantasia e romanticismo il loro rapporto, sin dalla prima volta in auto, lui ricambiava con cinismo e tradimenti, fino a lasciarla del tutto, preferendole un'altra. Il crollo della fede, tanto forte da indurla a ponderare l'idea del suicidio, non è solo quella nutrita sinora nei confronti di Joris, né del marito; ben più doloroso è perdere la fede in se stessa, scoprendo di aver vissuto un'intera vita ingannandosi, indorando le pillole, vedendo il bello e il romantico anche la dove non c'era. Il finale è tristissimo, ancor più del suicidio mancato; ricade nel medesimo errore, rimandando ulteriormente l'inevitabile futuro in cui, prima o poi, dovrà fare i conti con la realtà. Ben scritto e originale, complimenti.
  3. Spidocchiatore

    [MI 139] È passata oltre…

    Bella storia, in cui è davvero molto facile immedesimarsi; abbiamo tutte avuto una Ersilia cui attingere notizie in merito a quei dubbi che assillano la pubertà. Probabilmente avrei evitato alcune ripetizioni, ad esempio ribadire tutte le volte "le tre voci", ma sono dettagli di poco conto del tutto soggettivi, nel complesso la lettura fila a meraviglia, si legge volentieri. Complimenti.
  4. Spidocchiatore

    [MI 139] Ecco, io verrò a te in una folta nuvola

    Non c'è niente di più triste e straziante che il prendere atto di aver ingannato se stessi per tutta la vita; diventarne coscienti quando ormai è troppo tardi per rimediare è una tragedia nella tragedia. Davvero un bel racconto, complimenti.
  5. Spidocchiatore

    [MI 139] Non era la stessa cosa

    Bello, ben scritto e personaggi inquadratissimi; fa capire che in fondo, i seminaristi, sono solo ragazzi come tutti gli altri, con le stesse emozioni e sentimenti, solo che forse pretendono troppo da se stessi, e non tutti riescono ad arrivare fino alla fine del percorso. Personalmente trovo barbara la pratica del celibato ecclesiastico, non vedo cosa potrebbe togliere a un prete avere una vita normale. Bel racconto, complimenti.
  6. Spidocchiatore

    [MI 139] Come un rubinetto rotto

    Bello, suggestivo, per certi versi straziante; sembra di assistere per quasi tutto il racconto alla fine di un matrimonio e ci si aspetta da un momento all'altro che lei urli "Non ti amo più, è finita!" Invece poi quel finale a sorpresa che lascia senza fiato, e ti costringe a riconsiderare tutta la storia con altre chiavi di lettura. Mi è molto piaciuto, complimenti.
  7. Spidocchiatore

    [MI 139] Forse una luce in fondo

    Simpaticissimo e ben scritto, bravo, davvero alto il livello di questo MI.
  8. Spidocchiatore

    [MI 139] Un ridente paesino

    Simpatico, divertente, spassoso, leggero e per di più ben scritto. Brava, complimenti.
  9. Spidocchiatore

    [MI 139] Dio è nudo

    Meglio di no, tutti e due aspiranti scrittori, sappiamo entrambi come andrebbe a finire. Poi per una settimana, che esagerato che sei... teologicamente parlando, s'intende!
  10. Spidocchiatore

    [MI 139] Dio salva il cane, il cane salva il suo dio

    Ciao @apazienza, mi sbaglierò, come sovente faccio, ma io l'attinenza alla traccia la vedo eccome: il randagio, dapprima senza credo, in balia del fato, scopre il suo Dio, l'umano, potente fino al punto di garantirgli un pasto ogni giorno, ma soprattutto amore, quello finora sconosciuto. Poi scopre che il suo Dio non è uno, onnipotente e invincibile, ma sono tanti gli umani, e non tutti hanno lo stesso cuore; per tanto la sua fede decade, in merito alla razza umana, mentre permane l'amore, tra singoli, da fratello a fratello. Ho molto apprezzato leggere una storia attraverso gli occhi di un cane, è raro; mi verrebbe da dire, in quanto conosco bene l'argomento, essendo nient'altro che una bestia tra le bestie, fiera di esserlo, che anzi è troppo poco: un cane vede assai più di ciò che hai descritto, pensa e ragiona molto più a fondo, soffre e gioisce con più enfasi, e quando ringhia fino a sbavarsi... oh quando ringhia un cane, c'è da farsela addosso, molto di più di come hai descritto. Ma criticarti ciò, sarebbe come trovare una fontanella sgorgante in pieno deserto, e lamentarsi che il flusso dell'acqua non è regolare, capisci cosa intendo? C'è qualche svista, già segnalata, e qualche altra sfuggita, ma lo stile narrativo lascia ben intravedere la capacità di correggere ogni cosa da te. Brava, per l'idea innanzi tutto, e per la capacità canina di zittire quei bulli.
  11. Spidocchiatore

    [MI 139] Dio è nudo

    Ecco, fermo restando che assumo e rispetto il tuo "per oggi è tutto!" Con tanto di punto esclamativo che, da uno scrittore del tuo calibro la dice lunga, credo sia proprio il nocciolo della questione: essere disposti a ponderare "qualcosa di diverso", ovvero disimparare tutto ciò che ci è stato falsamente propinato per secoli, prima di essere in grado di vedere un barlume di verità oltre la menzogna, ("barlume" non è a caso, vista la modica e controversa mole di fonti cui attingere). Le seconde due domande che poni sono state più che ampliamene disquisite e sopperite: c'è chi sostiene che siamo qui per imparare, per diventare "degni", dotati di libero arbitrio per dimostrare le nostre "scelte", quanto evoluti siamo nel "non nuocere al prossimo", così da (sempre si creda nella sopravvivenza dell'animo oltre il corpo) tornare a far parte di quell'Uno, coscienza primordiale e universale, di cui, seppur dimentichi, facciamo parte, rispondenti a una legge soltanto: quella della natura, della matematica, univalente alla musica, alla fisica, al tutto. Ti chiedo infinitamente scusa, Ottimo, o se preferisci Massimo, (ugualmente umili entrambi, noto ) ma mi becchi nel pieno di studi approfonditi in merito, da perfetta curiosa, antireligiosa e rognosa. Rimane il fatto che il tuo racconto è ottimo, è massimo, questo nessuno te lo può togliere, nemmeno Dio. Figuriamoci io.
  12. Spidocchiatore

    [MI 139] Dio è nudo

    Sì, l'ho capito che non viene detta apposta, sono tonta ma non così tanto, non a caso ti ho dato del sadico come ho capito che il racconto è in parte autobiografico, l'ho letto nei commenti precedenti, ma non hai idea di quanto ti son grata per avermi rivelato la domanda: grazie! Non ci avrei dormito stanotte. Ovviamente non conosco la risposta, nessuno la conosce, né Gesù la conosceva (come ha più volte detto), né Barbelo venuta qui prima di lui, né Jahvè, quell'impostore propinatoci come Dio per secoli, ma il discorso è molto vasto, a me in questo contesto interessava solo la domanda di un bambino, nuda e semplice, capace di vedere e chiedersi ciò che a noi adulti sfugge, per abuso di paraocchi sovrapposti.
  13. Spidocchiatore

    [MI 139] Dio è nudo

    Ciao @Ottimo Massimo Bè qui siamo ad altissimi livelli, non solo in quanto a tecnica, e a un non indifferente talento narrativo, ma proprio in quanto a conoscenza approfondita dell’argomento che si tratta. “Dio è nudo” è più che geniale, è vero! Qualunque altra cosa avrebbe potuto dire Italo guardando Gesù in croce: è ferito, è morto, è triste, ma dicendo “è nudo” dimostra di averlo visto per davvero; che gran peccato che poi, crescendo, non sia riuscito più a vederlo con quella stessa semplicità di cuore, e che non abbia udito la risposta, perché probabilmente si aspettava di sentirla nelle orecchie, a mezzo di una voce; che fosse già dentro di lui quella risposta, appena un attimo dopo aver posto la domanda? “Quando vi spoglierete senza provare vergogna, e vi toglierete gli abiti e li deporrete ai vostri piedi come i bambini e li calpesterete. Allora vedrete il Figlio dell'Essere Vivente e non avrete paura.” Dice Gesù, stando all’apocrifo di Tommaso, per dirne una; ma c’è tutta una filosofia sul nudo di Dio, talmente evidente da sembrare nascosto. Non sono una fanatica religiosa se è quello che stai pensando tutt’altro! Ora però mi tocca smettere i panni da pseudo-aspirante-scrittrice-critica-saputa per rivestire i miei abituali da lettrice mediocre: ho letto tutti i commenti qui sopra, ma è mai possibile che sono l’unica a non aver capito e a chiedersi quale fosse la domanda? So bene che non è rilevante ai fini della comprensione del testo e della sua morale, però che diamine, lasciatelo dire: sei un sadico!
  14. Spidocchiatore

    [MI139] Il bagno di sopra

    Ciao @Almissima Mi associo ai meritati complimenti che hai già ricevuto, benché ho trovato questo racconto tutt’altro che ironico, anzi al contrario, straziante e commovente. Reputo la vecchiaia una delle cose più tristi al mondo, figli e nipoti troppo spesso egoisti, non sanno calarsi nei panni del “caro”; sapessero farlo, come lo hai fatto tu, a nessun costo permetterebbero che Ninì passi quel poco che le resta da vivere in un ospizio. Strapparla via dalla sua casa, dai suoi ricordi, dal suo letto, dalla sua vita, è un po’ come sradicare una pianta e illudersi che resti viva: non seccherà all’istante, ovvio, ma sarà morta mentre respira ancora. Un piccolo lieto fine nel dramma, rincuora un minimo dall’angoscia accumulata fino alle ultime due righe, se non altro adesso ha la badante e può restare a casa sua, anche se Giulio non la parla più, visto che adesso scorre l’acqua, e lei piange, perché dopo tutto parlare con lui, era la cosa più bella. Bravissima, complimenti.
  15. Spidocchiatore

    [MI 139] Il rubinetto di Visnu

    Ciao @fkafka, Bella storia, suggestiva e coinvolgente, quel sentiero sembra di attraversarlo in vivo, ci si aspetta da un momento all’altro qualcosa di sorprendente e fantastico, infatti non deludi le aspettative, con la pietra nascosta. La statua l’hai descritta così bene che pur senza la foto e senza conoscerla l’avrei vista allo stesso modo. Piccole sviste dovute alla fretta ti son già state segnalate, non le ripeto, solo sottolineo che alcune frasi sono troppo lunghe, non si riesce a leggerle d’un fiato, se non di corsa, è un vero peccato non poterle assaporare appieno. Complimenti.
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