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Ottimo Massimo

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  1. Ottimo Massimo

    Acero e Acciaio (di Paolo Santaniello)

    Buon solstizio invernale a tutti i lettori! Ne approfitto per lasciare un estratto "a tema" dal mio libro #aceroeacciaio "Nel giorno più breve, nella stagione in cui l’imbrunire arriva presto, Paul era andato via e il sole era tramontato con lui. Non c’era più la luce, come fosse sparita dal mondo intero. Non c'era più il colore. Era il solstizio invernale, il giorno più buio dell’anno. Anche nel caldo sud della Francia esiste un momento nel quale vince l’oscurità."
  2. Ottimo Massimo

    Acero e Acciaio (di Paolo Santaniello)

    «Di sabato e di domenica, poi, i cancelli del manicomio si aprivano al pubblico, a pagamento. Proprio così: i signori dabbene pagavano, come turisti, per entrare in quel mondo agghiacciante, spinti dal gusto morboso di assaggiare l’orrore. Per i gentiluomini di Londra era uno spasso vedere le stranezze dei disturbati: la donna che crede di essere una scimmia; il demente che farfuglia girando in cerchio, andando a sbattere più e più volte contro il muro, sempre nello stesso punto; l’omone gigantesco con la faccia storta che parla un linguaggio incomprensibile. I curiosi spettatori ridevano alle stramberie di quelle creature grottesche. A volte, perché no, si facevano guidare nella visita da qualche dottore, che si profondeva in presentazioni meglio di un imbonitore da circo. Già: era meglio del circo, quello spettacolo. Una dannatissima mostra dell’orrido per la platea dei “normali” benestanti che potevano permettersi il prezzo del biglietto: era, dopo le donazioni di parenti e benefattori, la principale entrata economica dell’istituto.» #aceroeacciaio Il "Bedlam" (oggi Bethlem Royal Hospital, un normale ospedale) era il più famoso degli istituti di sanità mentale inglesi d'epoca vittoriana. Per antonomasia, la parola bedlam diventò d'uso comune col significato di "caos", "bolgia", "follia". #aceroeacciaio
  3. Ottimo Massimo

    Acero e Acciaio (di Paolo Santaniello)

    Approfitto di un'altra citazione del mio romanzo per rispolverare il celebre caso di Burke&Hare, la più strana coppia di assassini seriali dell'Ottocento. O viceversa! #aceroeacciaio «Signorina Sheila» l’ammonì l’agente «se non la smettete di saltellare qua e là, quell’ombrello che tenete in mano non servirà a nulla: vostro zio si sta bagnando tutto!» Pioveva più forte. Cecilia si tenne più vicina al gruppo, non sembrava per niente a disagio a contatto con il braccio di Wensley. Per alcuni secondi la ragazza non disse niente, poi trovò un nuovo argomento di conversazione. «Wensley, che cosa significa “burking”?» domandò. «Posso dirglielo, sir?» Wensley aveva deciso di chiedere il permesso, perché non era un argomento del tutto adatto a una giovinetta. Il baronetto fece un cenno d’indifferenza. «È un modo di uccidere, signorina. Per soffocamento. S’immobilizza la vittima e si comprime il torace, tenendo bocca e naso serrati con la mano.» «E voi credete che sia morta in quel modo, la cameriera?» «Non aveva segni di strangolamento ma qualche livido sul naso e sulla guancia. E poi quei segni alle caviglie. Secondo me la volevano immobilizzare in due, per non farla gridare, ma hanno finito per toglierle l’aria e questo è bastato per farla morire.» «In due... come Burke e Hare, giusto Wensley?» s’intromise sir Roger. «Non perdete occasione di dimostrare la vostra erudizione... congratulazioni, sir!» «Burke e Hare» spiegò sir Roger alla nipote «erano due assassini scozzesi che uccidevano persone a caso e ne vendevano i cadaveri ai medici per le lezioni di anatomia; si dice che ricevessero dieci sterline a corpo. Uccidevano con quel sistema lì, perciò burking.» «Uccidevano persone a caso? Per vendere i corpi a dieci sterline? Qui davvero qualcuno direbbe che leggi troppi romanzi, zio!» «Non è un romanzo. È successo sul serio, negli anni Venti a Edimburgo» terminò Wensley, lapidario.
  4. Ottimo Massimo

    Acero e Acciaio (di Paolo Santaniello)

    La tintura d'oppio in foto, di antichissima invenzione è sempre stata uno dei protagonisti dei gialli ambientati nell'Ottocento grazie alla sua proprietà di essere usata sia come analgesico-stupefacente sia come veleno. «Laudano. Lo conosci bene, vero? Tu e mio padre ne avete visto e contrabbandato a bastimenti di questa roba. Poche gocce e non senti più dolore. Qualche altra goccia e ti farà dormire. Un poco in più e dormirai per sempre.» #aceroeacciaio
  5. Ottimo Massimo

    Vox Libri

    Il mio primo libro è uscito in questi giorni e mi hanno prontamente contattato con (credo) il messaggio standard. Ho subito chiesto se si paga e quali siano i loro prezzi. Sono in attesa della risposta.
  6. Ottimo Massimo

    Acero e Acciaio (di Paolo Santaniello)

    Acero e Acciaio di Paolo Santaniello (Aporema Edizioni) ISBN Versione Cartacea 978-88-32144-66-6 ISBN Versione Ebook 978-88-32144-76-5 novembre 2020 13,90€ cartaceo Romanzo storico, 300 pagine ------------------------- Anno 1888. Tra la Francia della Belle Époque e la Londra vittoriana, s’intersecano le vicende di sette personaggi, all’inseguimento di un violino Stradivari: un geniale ma squattrinato pittore che sogna i tropici, un collezionista idealista che vuole a tutti i costi riscattare la memoria del maestro, un’eterogenea banda di delinquenti improvvisati che tenta il colpo della vita, un giovane poliziotto di Scotland Yard dal fiuto eccezionale, un eccentrico aristocratico con la passione per gli enigmi investigativi e la nipote, adolescente ribelle. Le loro storie ruotano intorno alla ricerca del leggendario violino, detto "Il Messia", che sembra avere la maledizione di sfuggire sempre a chi più lo desidera. ---------------------------- Link di acquisto (versione cartacea): Sito della casa editrice (Aporema) Sito internazionale (Amazon) Pagina dell'autore (Facebook)
  7. Ottimo Massimo

    Aporema Edizioni

    Ho pubblicato con Aporema senza dover pagare nessun editing. Al contrario, ho ricevuto gratuitamente un buon editing, anche se può considerarsi solo "di rifinitura", che mi ha fatto crescere molto. In realtà la pretesa di "manoscritto già editato" non nasconde la richiesta di un pagamento di editing o altro, ma si potrebbe tradurre in: "se il vostro libro ha bisogno di troppo lavoro strutturale, non ce lo possiamo permettere". Il che è più che legittimo per un piccolo editore. Anzi, per essere una casa editrice piccola, io ritengo che sia una delle più serie. La selezione a monte e l'editing di rifinitura che offre, per nulla banale, ne sono la garanzia. I trucchi per chiedere soldi sono ben altri, e ne ho sperimentati con altri editori, tutto un altro atteggiamento, in verità. Nulla a che vedere con questa politica. Non si può certo paragonarla alle CE doppio binario! Suggerisco di non distorcere il significato di "già editato". Io ho dichiarato che il mio manoscritto NON era editato (la verità)... e mica mi hanno respinto o chiesto di pagare un editing! Ciò che contava era solo che fosse sufficientemente ben revisionato da consentire a loro di editarlo senza dover riscrivere tutto da capo. La logica è quella della "qualità sostenibile" non dello spillar quattrini!
  8. Ottimo Massimo

    Mezzogiorno d’inchiostro 142 - Off topic

    Ciao! Sì, mi piacerebbe molto tornare a partecipare a questo gioco bellissimo ma ultimamente sono preso da un mucchio di impegni che mi assorbono. Appena posso sarò di nuovo nella polvere insieme a voi!
  9. Ottimo Massimo

    Aporema Edizioni

    Ho firmato con lui un contratto quest'estate e oggi sono nel pieno della fase di editing, un'esperienza che trovo a dir poco entusiasmante. Ho capito che puntava dritto alla qualità fin dall'inizio: quando, dopo aver letto il mio primo estratto, mi ha spiegato per filo e per segno cosa gli era piaciuto e cosa invece proprio non andava. Invece di rispondere sì o no, mi ha risposto investendo sull'autore. Questo mi ha impressionato molto positivamente. Ho pensato che valeva la pena impegnarsi e lavorare sui consigli ricevuti. Al tentativo successivo, ha accettato il mio romanzo (un altro), ci siamo sentiti per telefono e siamo entrati subito in sintonia. Evento raro: io sono uno che non va d'accordo quasi con nessuno. Invece... un idillio. Una casa editrice di grande serietà e professionalità, che non fa solo business ma, nel suo piccolo, fa letteratura nel senso più costruttivo della parola. Mi sa che così ce ne sono pochi in Italia. Grazie! Ho voluto aspettare qualche mese prima di riferire la mia esperienza per essere sicuro che gli elogi sperticati che avevo intenzione di profondere non fossero esagerati.
  10. Ottimo Massimo

    Porto Seguro Editore

    Vi risulta che abbiano chiuso gli invii? Oggi ho provato a inviare un manoscritto, ma il server di posta elettronica mi risponde "casella piena".
  11. Ottimo Massimo

    Graus

    Ecco la mia esperienza: Invio il romanzo, lo leggono, dicono che è molto bello e vogliono pubblicarlo: mi inviano per e-mail una scheda di valutazione con elogi. Per telefono l'editore mi chiede di incontrarci, chiedo di visionare prima una bozza di contratto. Sulla bozza di contratto è previsto l'obbligo di acquistare "000" copie a prezzo pieno. Le condizioni mi stanno bene, per prudenza domando se ciò significhi effettivamente che non c'è obbligo di acquisto. Mi risponde che un minimo di copie devo acquistarle, invece: 50-80, per un totale di 700-1000€
  12. Ottimo Massimo

    [MI 139] Dio è nudo

    Sì, in pieno. Chiaramente la ricchezza di elementi "inutili" deriva proprio da quello. Ci sarebbero gli spunti per dare un ruolo rilevante anche a quegli elementi, ma chiaramente la brevità del racconto non lo permette, anzi ci sono già troppe cose dentro. In effetti dunque sarebbe meglio togliere, o "spersonalizzare", come tu suggerisci, le pistole che non sparano. Grazie dell'osservazione!
  13. Ottimo Massimo

    [MI 139] Dio è nudo

    Era una battuta scherzosa. Se hai voglia di parlare di teologia, sto ben volentieri qui con te a farlo per una settimana. Il mio nickname è a sua volta una presa in giro autoironica, spiegata fin dal mio primo post di presentazioni: la citazione del "Barone Rampante" di Calvino. Non è certo arroganza, non fraintendermi! Anzi, mi piace penso più il punto di vista del bambino... che a domande semplici pretende risposte semplici e non dottorali.
  14. Ottimo Massimo

    [MI 139] Dio è nudo

    Infatti nel racconto non viene detto, perché altrimenti si finisce a parlare di teologia. Invece il soggetto della narrazione è un altro: la molla che ti fa perdere o mettere in discussione la fede. Che poi tale fede sia sincera, ben riposta, o che la domanda sia legittima... sono discorsi filosofici. Certo, sarebbe interessante riflettere sul fatto che una domanda così "semplice" da poter essere posta da un bambino, sia poi in un certo senso insolubile per chiunque. Un'altra domanda semplice e insolubile, che qualche bambino ha posto a capi religiosi vari, senza ricevere risposta, riguarda la teodicea. "Perché esiste il male?" Oppure "Perché Dio non impedisce il male?". Sono veramente domande in grado di far perdere la fede anche a un bambino, secondo me la perdita della fede è un momento di crescita fondamentale, che tutti dovrebbero affrontarla. Per poi, magari, ritrovarla o cambiare idea, o trovare qualcosa di diverso. Se c'è un messaggio è quello di affrontare i propri dubbi, piuttosto che evitare le domande scomode per non dover mettere in discussione le proprie convinzioni. E con le disquisizioni teologiche, per oggi è tutto!
  15. Ottimo Massimo

    [MI 139] Dio è nudo

    Non viene detto, apposta. Se avessi voluto attenermi alla "verità storica" (il racconto è in parte autobiografico) non sarei stato creduto. La domanda originale del bambino era "Dio, se tu hai creato tutto, chi ha creato te?" Sì, più che contorta direi pesante. Lo è diventata perchè... fa parte del gioco. Diciamo che è un po' una presa in giro del momento di solennità che sta per essere messo in discussione.
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