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CB85

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  1. Mi sembra che non sia stato detto ma è un classico per ragazzi secondo me imperdibile: Il giornalino di Giamburrasca (Vamba). Molto bello anche 'il diario di Adriane Mole di 13 anni e 3/4" DI MIcheal Ende mi permetto di consigliare anche i due libri su Jim Bottone, li ho letti da bambina e ne ho un ricordo meraviglioso.
  2. CB85

    Print on demand senza farlo sapere e altro

    Senza farlo sapere a chi? all'autore? Nel caso tu intenda questo: non si può. La prima tiratura o la specifica che sia POD deve essere chiaramente indicato nel contratto. Se invece parli dei lettori non penso ci siano problemi: moltissimi dei libri pubblicati su Amazon sono POD e spesso i tempi di consegna non sono neanche tanto lunghi.
  3. CB85

    possibilità di pubblicazione tesi

    Ti hanno chiesto copia della tesi per la lettura? Ti hanno parlato di formato/tempi di pubblicazione? Costi eventuali che tu dovresti sostenere? Eventuali iniziative successive a cui tu potresti partecipare in qualità di esperta?
  4. un utente del wd che ha venduto più di 10.000 copie da autopubblicato poi ha ripubblicato il suo romanzo con RIzzoli.
  5. Ok. Allora sarò stata molto fortunata io che ho trovato una piccola casa editrice che . ha fatto editing (leggero) . ha fatto copertina e impaginazione molto belle . rendiconta e paga le royalties dalla prima copia . mi ha fatto un contratto di due anni . mi mette a disposizione copie autore a prezzo super scontato (nessuna pressione per comprarle) . ha promosso il mio romanzo online come poteva. Tutte queste cose, unite al fatto di sentire che loro credono nel mio lavoro, mi fa dire che per me questa esperienza è meglio di un self publishing.
  6. su questo non sono d'accordo. le persone non dell'ambiente, secondo me, percepiranno il fatto di avere una casa editrice (se free) alle spalle come una garanzia, qualcuno che ha giudicato buono quel testo e ha deciso di investire poco o tanto per pubblicarlo.
  7. probabilmente io vengo da una esperienza felice con una piccola casa editrice. la mia copertina mi piace tantissimo. il cartaceo (300 pagine) costa 13 euro, l'ebook 2,99, detto questo, anche con una casa editrice piccola c'è da sbattersi parecchio in prima persona per la promozione. innegabile.
  8. My two cents: il self publishing ha senso se uno è già abbastanza esperto e navigato nell'ambiente (soprt per quel che riguarda la parte commerciale). Se uno, come me, non ha mezza idea di niente sicuramente una piccola casa editrice è meglio perchè ti sgrava di un sacco di questioni (es: editing, impaginazione, copertina, promozione iniziale, prezzo di copertina, ebook, etc).
  9. CB85

    Una proposta di condivisione

    io sto utilizzando queste postazioni del bookcrossing per 'spacciare' alcune copie del mio romanzo che non sono più vendibili perchè si erano bagnate durante il trasporto (ovviamente il corriere mi ha risarcito). Sono un po' imbarcate ma sono comunque in buono stato. Mi fa piacere che arrivino comunque a qualcuno.
  10. Sinceramente penso che solo le grandi case editrici mandino qualche copia cartacea dei loro romanzi per le recensioni. Ma sono nuova dell'ambiente, magari mi sbaglio di grosso.
  11. Ricordiamo anche che esistono gli ebook che (in questo contesto) sono a costo 0. Quindi non trovo molto sensata la domanda "quante copie?" perché non è un problema di copie. È un problema di tempo/contatti/visibilità. Difficile che pubblichino una pagina di giornale intera con intervista e copertina del libro, se io non sono nessuno. Cmq di questo lavoro (di inviare il romanzo per recensioni) ne ha fatto una parte la mia casa editrice all'uscita e una parte io, inviando l'ebook in pdf ad altri blog (parliamo di qualche decina di contatti).
  12. Io non la vivo così. Scrivere credo che sia la cosa più pericolosa che faccio, dal punto di vista dell'espormi. Perchè, pur essendo un romanzo di fiction, traspaiono il mio pensiero e la mia sensibiltà su tanti temi... I giorni prima dell'uscita del mio romanzo continuavano a frullarmi in testa pensieri del tipo 'Ma sei impazzita? Ma perché hai pensato di pubblicarlo? Ora tutti ti vedranno 'nuda'.' Ti dirò, la sensazione era che fosse una messa a nudo più radicale, più profonda e quindi più pericolosa che non presentarmi spogliata nell'atrio del mio luogo di lavoro. Parlare in pubblico è una cosa che ho imparato con il tempo. Da ragazzina, la prima volta che dovetti farlo, alla fine mi chiesero se avevo l'asma, da tanto ero in affanno mentre parlavo... Poi, all'università ho fatto un sacco di esami orali e anche nel mio percorso post laurea, avevo un professore che ci faceva parlare spesso in pubblico, in congressi o cose del genere. Molti colleghi l'hanno vissuto come un calvario, per me invece progressivamente è andata sempre meglio. Ad oggi, se devo parlare in pubblico della mia materia professionale, ho zero problemi. Parlare del mio romanzo è, ovviamente, un po' più complicato, perché il tema è personale, ma è anche più bello. Spero di rifarlo presto!
  13. Io per ora ne ho fatte solo due e devo dire che è stato bello. Ero in ansia prima ma poi, durante la presentazione, ero sciolta e vedevo che il pubblico sembrava sveglio e mi fa piacere parlare del mio romanzo...alla fine entrambe le presentazioni mi sembrano venute bene. Alcuni amici si sono anche complimentati per come avevo 'tenuto banco'!
  14. CB85

    Betta La Talpa

    Colgo l'occasione anche qui per ringraziare della recensione spaziale fatta al mio romanzo. Grazie, grazie, grazie
  15. CB85

    Malattie che rendono l'alcol letale??

    la mia tesi di laurea era sulle porfirie, malattie genetiche che alterano la sintesi dell'eme. Alcune forme possono dare problemi gravi in caso di assunzione di alcol. http://www.fosan.it/notiziario/38_digiuno_alcool_porfiria.html
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