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Virgilio Lang

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  1. Virgilio Lang

    Neurokiller - Capitolo 1 Parte 1

    Crepi il lupo ! In effetti sarebbe una buona soluzione ampliare alcune cose ... solo che arriverei ad un tomo di cinquecento pagine che potrebbe divenire pesante. Poi, forse sbaglio, ma proporre da autore sconosciuto un'opera così lunga sarebbe ancora più difficile. Comunque ho cominciato il secondo romanzo di quella che dovrebbe diventare una trilogia, visto che di cose da aggiungere ne ho ancora parecchie !
  2. Virgilio Lang

    Neurokiller - Capitolo 1 Parte 1

    Ciao @m.q.s., mi dispiace sia andato perso il commento elaborato: ero molto curioso !, comunque è vero che c'è molta carne al fuoco nelle prime pagine e ce n'è ancora tanta altra nelle seguenti, ma non so se sia troppa perché quello che comincio a descrivere all'inizio è solo una piccola parte che approfondisco in seguito. Rileggerò meglio per vedere se sia il caso di "diluirlo", a me sinceramente piace così. Il romanzo l'ho finito, per circa 320 pagine in formato word, adesso lo sto lasciando raffreddare un po' per poi rileggerlo l'ultima volta e darmi da fare per proporlo in giro. Grazie per il commento e grazie anche a @Daria Mele
  3. Virgilio Lang

    Neurokiller - Capitolo 1 Parte 2

    Riguardo alla storia hai colto le tematiche fondamentali :-)!
  4. Virgilio Lang

    Neurokiller - Capitolo 1 Parte 2

    Ciao@Davide Kissos grazie di aver letto il mio scritto! I tuoi consigli sono utilissimi, mi trovo praticamente d'accordo con tutte le tue considerazioni, vado a rivedere il testo per sistemarlo meglio. Alcuni sono semplici errori ortografici o di battitura, le altre cose importanti da rivedere. Ti cito l'unica che, come dici, è in effetti un riferimento a qualcosa che verrà svelata dopo: Qui mi aspetto che questo tentativo sia avvenuto in una delle scene precedenti (e che non lo posso ancora capire). Ti ringrazio dell'intervento, ti auguro buone letture e scritture! A presto
  5. Virgilio Lang

    Neurokiller - Capitolo 1 Parte 2

    Ciao @Soir Bleue ti ringrazio di aver letto il mio brano, prendo come utili alcuni suggerimenti, come il non stereotipare i personaggi, anche se ti assicuro che nel proseguire della narrazione il carattere del protagonista verrà fuori in tutte le sue sfaccettature, almeno così è nelle mie intenzioni. Altre cose non mi trovano d'accordo, come non mi pare che usare questa forma verbale presupponga che succede ogni volta, infatti non ho scritto "ogni volta". Oppure i termini di derivazione inglese che possono non piacerti ma sono una scelta soggettiva, anche io tengo tanto alla lingua italiana ma non sono esterofobo. Comunque qui siamo nel gusto personale e definire "veramente orribile" la scelta di un termine mi pare eccessivo. Qui, premesso che il mio è un romanzo anche distopico, quindi non la ritengo una pecca, anzi, ma non capisco come un termine di origine greca, "Polis", possa essere più distopico di "Urbe" che invece è di origine latina, neanche fosse stato un altro inglesismo. Oltre al gusto personale nella scelta di un nome considera che "Urbe" richiama nello specifico la città di Roma, mentre Polis nell'antica Grecia, è un termine generico per indicare la Città-Stato, e Latina, nel mio romanzo, è proprio quello: una città che è divenuta uno Stato. Per quanto riguarda la Tesla, si tratta di un'automobile particolare: la produce Elon Musk, capo della SpaceX che si occupa anche dei viaggi sulla Luna e su Marte per conto della NASA. La sua vettura personale l'ha lasciata verso Marte con un manichino vestito da astronauta a bordo e "Man from Mars" di David Bowie nell'autoradio, è importante che ci sia proprio quell'auto nel romanzo.
  6. Virgilio Lang

    Neurokiller - Capitolo 1 Parte 2

    Ciao @Gil Parzi , grazie del commento e dei consigli, li trovo utilissimi e azzeccati. Sono molto contento ti sia piaciuto il mio scritto. A presto Saluti!
  7. Virgilio Lang

    Neurokiller - Capitolo 1 Parte 2

    Commento Neurokiller Capitolo 1.2 Virgilio attese, seduto per terra, davanti il letto sfatto dove la sagoma lasciata dal cadavere portato via emanava l’odore tagliente del sangue. Fumò una sigaretta e bevve metà del contenuto della sua fiaschetta portatile: whisky irlandese preso allo spaccio della Milizia. Passata mezz’ora si affacciò alla finestra accertandosi che fossero andati via tutti, poi prese la custodia vuota della Synapsys Corporation e i trecento Conius, li mise in tasca e si guardò attorno un’ultima volta: era tutto a posto. Uscì, applicò i sigilli alla porta d’ingresso e si allontanò a bordo della sua Tesla X13. Prima di tornare a casa si fermò davanti il vecchio mercato annonario abbandonato, sapeva che riparato dell’atrio prospicente il portone d’entrata sigillato, dormiva un senzatetto, con il suo carrello pieno di vestiti e oggetti rimediate dalla spazzatura. Prese dal cassetto del cruscotto la Glock 936, una pistola molto diffusa ma non la sua preferita. Lui aveva una Glock 121, un gioiello di precisione per cui aveva risparmiato molto prima di poterla acquistare e registrare come arma d’ordinanza alla Milizia, ma ne era valsa la pena. Scese dall’auto, avvicinatosi gli diede due leggeri colpi sulla spalla: dormiva, non c’era rischio di svegliarlo. Prese un maglione puzzolente ed infeltrito dal carrello e ci avvolse i trecento Conius, poi lo rimise al suo posto, mise nel carrello anche un pacchetto di sigarette, nuovo, ancora da scartare, e la pistola. Risalito in macchina raggiunse Via Cicerone e fu a casa. Era mattina, aveva a disposizione un paio d’ore di sonno prima di essere di nuovo al Dipartimento per i risultati dell’autopsia. Mentre saliva le scale l’anziana signora Dotmann lo salutò col suo sorriso cordiale e la voce sottile, lui rispose con la solita cortesia ed attese che lei gli dedicasse qualche parola, come faceva sempre. - Anche stanotte abbiamo finito tardi, signor Lang? Oppure è il giorno che non le basta? Magari il tempo fosse come desideriamo, o forse non sapremmo cosa farcene, così abituati a farci comandare da lui. - Lo guardò con malinconia, l’esile figura ancora più piccola rannicchiata sulla borsa a cercare le chiavi di casa. Parlare con lei era sempre una piccola fuga dalla normalità. Alla signora Dotmann piaceva discorrere di cose poco pratiche e molto profonde. Virgilio l’aveva in simpatia, sentimento che provava per pochi, forse per nessuno. - Sarebbe già molto capire se il tempo non passa mai o se non ne abbiamo abbastanza per fare quello che vogliamo. Se decidessimo noi non avremmo più scuse e sarebbe tutto più difficile. Sarebbe insopportabile accorgersi di essere responsabili di noi stessi. - È un piacere parlare con lei, signor Lang. Posso chiederle una cortesia? Ho problemi con l’androide di casa: si spegne di continuo, non interpreta i comandi vocali, spesso rimane ore a lavare i piatti, sempre lo stesso piatto se non ce ne sono altri. Sono sicura che lei sa come ripristinarlo. - Posso provare, signora. Dev’essere un problema al sistema operativo, ma ho bisogno di vederlo. - Quando ha un po’ di tempo sarei lieta di invitarla per un the. - Certo, la verrò a trovare, allora. - Virgilio si allungò verso le scale. La signora Dotmann era riuscita trovare le chiavi e la porta si aprì lasciando filtrare il tepore della casa, misto all’odore di minestra già pronta per il pranzo. - Grazie, signor Lang, lei è una persona gentilissima. Le auguro una buona giornata, allora. Abbia cura di sé. - Buona giornata anche a lei signora Dotmann. A presto. L’appartamento di Virgilio era in un gran disordine, come al solito. Aprì la cassaforte, sistemò le tre fiale di Neurosys nella custodia che aveva recuperato e la richiuse. Si mise a letto senza cenare, non ne aveva voglia. Trovava conforto nel silenzio del suo appartamento, nel buio appena rischiarato dalle luci lontane della strada. Gli piaceva non sentire alcun rumore, alcuna voce. Soltanto lui e l’idea di aver portato a casa un altro po’ del suo tesoro. Al momento di prendere sonno i pensieri gli si accavallavano disordinatamente nella testa. Sperava di aver rimediato agli errori commessi e si riprometteva di fare di meglio in futuro. La mattina seguente avrebbe trovato il solito numero eccessivo di esseri umani al Dipartimento della Milizia e se ne sentì un poco in ansia. Poi dormì appena tre ore prima di svegliarsi per tornare al lavoro. Guardando la strada oltre il parabrezza della Tesla X13, Virgilio osservava il suo quartiere. Il Vecchio Villaggio Trieste era sempre più in degrado. Le strade erano dissestate, i locali che erano stati negozi, ristoranti, officine e tanto altro, avevano le vecchie saracinesche sbarrate, o murate, sporche e ammuffite che andavano a cancellarsi nei colori confusi dei lunghi muri scrostati. Le abitazioni erano abbandonate per metà, pochi umani erano rimasti e molti androidi di serie inferiore, il ceto sociale più basso. Era il vecchio centro storico: la circonvallazione, il Piccarello e il Villaggio Trieste, altre zone del centro, come il quartiere Isonzo, la zona dello Stadio Francioni e alcune di cui non si ricordavano più neanche i nomi, erano state bonificate, rase al suolo, per far spazio ad avioporti e centri di alimentazione. Lui era affezionato al suo vecchio quartiere, che gli permetteva di avere esigui rapporti sociali: a parte la signora Dotmann, non aveva occasione di parlare con altri umani e gli androidi salutavano per educazione dialogando solo se interpellati. Non cercava persone con cui condividere il tempo libero, che era poco e preferiva occupare da solo, senza distrazioni. Il Dipartimento della Milizia sorgeva nel quartiere Q47, l’attuale centro nevralgico della città, popolato da uffici, attività commerciali e abitazioni di lusso i cui residenti erano uomini benestanti dotati di androidi evoluti. La viabilità era garantita da strade perfette, la sicurezza dalla costante presenza delle forze dell’ordine. Delle originarie abitazioni di modeste dimensioni rimaneva poco: svettavano alti grattacieli dalle forme più diverse, uno skyline mozzafiato ammirabile da lontano, fin dalle valli romane e dal golfo di Gaeta. Chi si avvicinava alla Polis ne poteva ammirare la grandezza molto prima di essere sul posto. L’edificio del Dipartimento della Milizia era tra i più alti, solido e massiccio, ovale, assomigliava ad un ananas meccanica, con le finestre ad oblo che ne riempivano la superficie. Virgilio parcheggiò al terzo livello sotterraneo, al posto riservato di detective della sezione omicidi e salì in ascensore fino al settimo livello, dove c’era la sua postazione nell’open space dedicato. Odiava quello spazio aperto che opprimeva la sua indole solitaria ed asociale. Quella promiscuità di persone che parlavano tra di loro anche quando non era necessario, per salutarsi e dire cose inutili, gli era insopportabile. Se avesse potuto li avrebbe costretti a parlare solo per scambiarsi le necessarie informazioni sulle attività lavorative e basta. Accese il computer e Gavinus gli rivolse subito la parola della postazione davanti alla sua, tra di loro c’era solo un sottile divisorio di plastica rifinito in alluminio, e i monitor dei computer. Potevano guardarsi in faccia e parlare quando volevano, per Virgilio era faticoso da accettare. Gavinus era lì da quattro anni, ed era riuscito, giorno dopo giorno, a prendere confidenza con lui, non molta, certo, ma sempre più di chiunque altro. Virgilio si era dovuto rassegnare alla sua presenza, e al fatto che per lui fosse difficile restare in silenzio per molto tempo.
  8. Virgilio Lang

    Crisi di Civiltà - Pt.1

    Ciao @Nightafter Magari scriverò cose già dette ma anche io preferisco non leggere i commenti precedenti, mi scuso in anticipo se ci sono ripetizioni. La storia è molto interessante e coinvolgente. Merito di una buona esposizione, di un ritmo azzeccato che mi ha fatto capire quello che sta succedendo al momento giusto (alla fine li narcotizza, vero?). Mi piace la caratterizzazione dei personaggi efficace e non prolissa: l’ingenuità dei ragazzi e l’amarezza del protagonista vengono fuori con naturalezza: non hai detto come sono ma lo hai mostrato tramite le loro parole e i loro comportamenti. Mostri padronanza della scrittura: hai uno stile ricco, elegante e non eccessivo, si legge con piacere. Qualche piccolo appunto di grammatica e sintassi, premesso che non sono certo un esperto, te lo segno: toglierei il mai mi sembra superfluo "Se ne fregava" stona un po' con lo stile complessivo, metterei una forma più elegante oppure lo toglierei proprio: ha già detto che non aveva importanza. Ha già sottolineato che sono una coppia, toglierei "due" suona male, magari "si era ammalata senza scampo" oppure "una malattia che non lasciava speranza", e toglierei comunque uno tra "speranza" e "scampo": mi sembra una ripetizione. mi suona incompleto, magari "servivano solo per grandi scorte" oppure "bastavano solo" "nutrirsi", semplice refuso. Sembra che il water sia rosso, magari "il water che diveniva rosso di sangue" è più corretto. "compiere" non mi suona bene, magari un altro verbo o anche soltanto "fare" mi sembra meglio. Mi trovo, volendo partecipare a questa interessantissima community, a cercare di dare suggerimenti a chi ne sa più di me: è una bella sfida! Una bella storia ben scritta, che mi ha preso fin dalle prime righe, non mi resta di leggere gli altri capitoli. A presto
  9. Virgilio Lang

    Neurokiller - Capitolo 1 Parte 1

    Ciao @Daaaargh, grazie del tuo commento. Mi fa piacere che la storia ti sia interessata. Trovo interessante che mi dici di svelare le cose più lentamente mentre in precedenza mi è stato suggerito di spiegarle di più. Ognuno vede a propria maniera, posso assicurarti, comunque, che ancora hai letto ben poco: nel proseguire della storia le cose descritte verranno molto approfondite e ci saranno colpi di scena! La mia intenzione è proprio quella di svelare le cose mano a mano, sperando di scrivere un buon thriller. Per quanto riguarda i nomi in latino non sono decisamente d'accordo: credo che proprio noi italiani, custodi di una lingua bellissima figlia del latino, altrettanto bello, possiamo apprezzarne e dobbiamo divulgarne la bellezza. Anche a me piacciono gli inglesismi ma non voglio che l'Italia divenga una colonia culturale, non ne abbiamo bisogno. Poi, nello specifico, ho immaginato una società futura ancor più multietnica, di conseguenza la popolazione ha le origini più disparate e i termini di origini linguistiche diverse. Tra l'altro ricordo di aver sentito il termine Milizia e Centurioni anche in film di fantascienza americani, in effetti non si inventa mai niente di nuovo e il caro vecchio latino fa ancora scuola, anche tra gli yankies ;-) Il riferimento a Blade Runner mi fa molto piacere, grazie!!!
  10. Virgilio Lang

    Neurokiller - Capitolo 1 Parte 1

    Ciao @AndC Grazie della recensione e degli utilissimi consigli. Sono contento che nell'insieme la storia ti sia piaciuta. Riguardo l'indicazione di descrivere maggiormente la situazione ci sto pensando: l'intenzione è quella di mostrare le cose lungo la storia, non tutte assieme, per rendere più accattivante il thriller, ma devo rendermi conto se invece la scrittura ne risente, forse pubblicando il seguito potrai consigliarmi di nuovo! Degli altri accorgimenti che mi hai suggerito alcuni li ho corretti subito, rendendomi conto degli errori grossolani, altri mi hanno fatto migliorare parecchio la stesura del testo, tipo questo: oppure l'incipit che adesso funziona molto meglio: Alla prossima e grazie ancora!
  11. Virgilio Lang

    Neurokiller - Capitolo 1 Parte 1

    Ciao Annalisa. Grazie dei tuoi suggerimenti e del tuo apprezzamento, mi ha fatto molto piacere.Sì, toglierò alcune virgole penso sia meglio, purtroppo in passato usavo molti punti e adesso li ho sostituiti con troppe virgole, devo trovare il giusto mezzo Non ho visto l'"Io Robot" che mi dici ma mi fa piacere che il mio scritto risvegli in te piacevoli ricordi, sicuramente sono debitore dell'omonimo scritto di Asimov, uno dei miei scrittori preferiti. La trama e l'ambientazione. I Miliziani e la Polis sono ispirati dell'antico Impero Romano: penso che la storia abbia sempre da insegnarci e farci riflettere sull'attualità. Così la grande guerra d'Europa, che ha portato all'ordinamento della Polis, deriva da una pestilenza pangemica che avevo pensato prima che succedesse tutto quello che stiamo purtroppo vivendo ora. E i neuroni artificiali sono prodotti da un'azienda farmaceutica che controlla il mercato globale e la sorte dei popoli. Gli androidi ci fanno riflettere sul significato dell'essere e il libero arbitrio. Ho letto tanta filosofia e tanti quotidiani prima di darmi alla fantascienza e spero che tutti questi pensieri, tanti, riuscirò a esprimerli tra androidi e città future. Grazie ancora per aver letto il mio scritto.
  12. Virgilio Lang

    L'Uomo Giraffa (parte I)

    Ciao, Sì, molte cose si capiranno meglio andando avanti nella lettura ed è importante che tu sia riuscito, per quanto mi riguarda, a catturare l'attenzione con una scrittura di qualità. Per il mio dubbio riguardo la frase l'avrei scritta così: Diceva giusto mio padre, possiamo tollerare tutto ma solo quello che ci riguarda è importante per noi. Più che altro è il concetto di fondo che forse mi sfugge. Comunque sto cercando l'ago nel pagliaio. Funziona, e leggerò sicuramente i prossimi capitoli. A presto!
  13. Virgilio Lang

    Neurokiller - Capitolo 1 Parte 1

    commento Neurokiller Capitolo 1.1 La vittima era stata colpita da tre colpi di pistola, uno allo sterno, uno alla spalla sinistra, e il terzo, quello fatale, in fronte, esattamente al centro. Tre colpi esplosi da circa due metri. Era riverso sul letto, vestito, gli occhi chiusi, come dormisse. La camera da letto dove venne trovato il cadavere di Matteo Polegus, cardiologo di fama, era in disordine, avevano frugato dappertutto. Virgilio era arrivato subito, aveva fatto tardi la sera prima, al pub a bere una birra col collega Gavinus, un evento che avrebbe preferito evitare, ma aveva rimandato troppe volte e alla fine, per non essere scortese, aveva ceduto, anche se avrebbe preferito restare a casa a guardare un film ed andare a dormire presto come al solito. Non voleva che Gavinus ci rimanesse male, doveva avere buoni rapporti con lui, sarebbe tornato utile in seguito. L’avevano svegliato alle tre di notte ma c’era abituato, essere detective della Dipartimento della Milizia Urbana di Latina Polis Primis significava avere molto lavoro, poco tempo per svolgerlo vista la quantità di reati commessi, e non essere pagato abbastanza per quello che faceva. Guadagnava quanto un qualsiasi impiegato, cioè poco per le sue esigenze e per i suoi meriti, aveva risolto già sette casi di omicidio nel primo semestre, nessuno aveva un rendimento migliore del suo nella Milizia. Latina Polis Primis, dopo la Grande Guerra del 2245 era una delle tre Polis Primarie degli Stati Uniti d’Europa che si dividevano il vecchio continente nelle rispettive aree di competenza. La Polis aveva da anni superato i dieci milioni di abitanti e un quorum-sales, cioè un volume di movimentazione economica annua superiore ai tre miliardi di Conius, la moneta che aveva sostituito dopo centoventi anni il disastroso euro. A Latina Polis Primis, detta anche brevemente LPP, aveva sede la Synapsys Corporation Ltd, azienda farmaceutica produttrice di impianti biomeccanici per l'uomo, i loro settori di ricerca erano arrivati a risultati eccezionali, epocali per il genere umano: la creazione dei neuroni sintetici. Con quelli generati in laboratorio, molto più efficienti e di durata pressoché illimitata, si potevano sostituire i neuroni danneggiati dell’organismo. La Synapsys Corporation dopo aver creato per anni protesi perfette per ogni arto, muscolo, osso o tessuto era arrivato all’organo più prezioso e complesso: il cervello. Anche la mente diveniva riparabile e assemblabile. Il sogno dell’immortalità sembrava raggiunto, al costo di sembrare sempre più una copia di sé stessi, dove l’originale si perdeva di vista. Che fosse quella copia, o la copia di una copia, a spingersi verso l’eterno, oltre il tempo, e non l’individuo, che volendo sconfiggere la morte aveva dato inizio a tutto, non sembrava avere importanza, rimaneva solo un inquietante dubbio di sottofondo per chi voleva cercare il pelo nell’uovo. Raggiungere l’immortalità non era semplice: i neuroni artificiali erano di facile uso, poteva impiantarseli chiunque seguendo il manuale d’istruzioni, e sostituivano automaticamente quelli danneggiati, ma erano cari e pochi potevano permettersi di acquistarli. Erano un bene di lusso e, come sempre nella storia dell’umanità, i più ricchi potevano permettersi una vita lunga e salutare, eterna se si fossero potuto prevenire anche morti accidentali o violente, come quella di Matteo Polegus. Il proiettile di una pistola spappolava facilmente anche i neuroni artificiali. Nella cassaforte mancavano proprio quelli: Virgilio aveva trovato l’inconfondibile involucro viola e nero della Synapsys Corporation, quello contenente le fiale di Neurosys, il composto che generava i neuroni artificiali, vuoto, sotto tre mazzette da cento Conius, che erano rimaste lì, senza destare l’interesse dei colpevoli. Nella cassaforte c’era il terminale di connessione telematica che permetteva di accedere alla rete globale ed effettuare ogni genere di operazione, e ne teneva traccia. Inserì la sua chiave Codex, il documento di sintesi personale che, nel suo caso, aveva i diritti di accesso e operativi di detective della Milizia, e avviò lo scarico dei dati che durò pochi secondi. Il tecnico della scientifica tornò da lui per dirgli che i colpi non potevano essere stati esplosi da una distanza minore di due metri, altrimenti la loro potenza avrebbe permesso ai proiettili di oltrepassare il corpo, invece i proiettili erano ancora tutti lì dentro. Lui lo sapeva, non era un tecnico balistico ma aveva l’esperienza necessaria, acquisita sul campo, per riconoscere quelle cose con un’occhiata, senza averne la dimostrazione scientifica, sapendolo e basta. Lo lasciò parlare, si vedeva che gli piaceva il suo lavoro e aveva bisogno di dimostrarlo a qualcuno, che fosse il miglior detective della Polis tanto meglio. Aggiunse che in tarda mattinata, dopo l’autopsia, gli avrebbe potuto dire il tipo di arma e molte altre cose utili all'indagine. Virgilio lo ringraziò e rimase ad osservarlo mentre lui, e altri tre agenti, finivano i rilievi del caso, prendendo misure, cercando nei mobili, esaminando finestre, porte, e ogni altro oggetto. Poi li accompagnò assicurandogli che avrebbe messo lui i sigilli all'appartamento: sarebbe stato compito loro ma a lui piaceva rimanere solo nel luogo del delitto per raccogliere quelle informazioni che spesso erano determinanti nella soluzione del caso. Non era una procedura corretta ma lo lasciavano fare: il suo intuito era eccezionale ed aveva bisogno di essere lasciato libero, a costo di infrangere le regole.
  14. Virgilio Lang

    L'Uomo Giraffa (parte I)

    Aggiungo un paio di osservazioni: Lo stile lo trovo scorrevole, chiaro ed incisivo. La trama originale. I contenuti avvincenti e sono curioso di come verranno sviluppati. Il personaggio principale è ben sviluppato, l’altro l’avrei approfondito di più … ma muore subito, pazienza. Nel complesso ottimo lavoro!
  15. Virgilio Lang

    L'Uomo Giraffa (parte I)

    Io ci provo a dare il mio contributo. Premesso che magari non sono così bravo per correggerti: il tuo scritto è di grande qualità. Hai un modo di scrivere agile e accattivante, mai pesante e le descrizioni sono complete e mai ridondanti. La storia è affascinante e disincantata. L'incipit è bello ma l'avrei fatto un po' più lungo prima di arrivare alla caduta dal sesto piano. mi piace il ritmo e i tempi per descrivere tutto nella maniera migliore. Questa mi sembra poco chiara. Avrei speso qualche battuta in più prima di arrivare al punto del discorso: mi sembra troppo precipitoso. In sostanza mi è piaciuto moltissimo e non vedo l'ora di leggerne il seguito. Complimenti! Mi scuso se ho magari ho dato poche indicazioni utili, per me anche analizzare un testo è una cosa nuova, devo imparare e spero i prossimi interventi siano sempre migliori. Un saluto a tutti e grazie a Johnny per lo splendido testo.
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