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Aleksej

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  1. Aleksej

    Lettera trecentocinquantesima

    Ciao Midnight Children, hai azzeccato su de De André mi ha fatto molto piacere. E' una lettera che ho messo in versi, non è nata come poesia. Mi è stato risposto che è una brutta immagine e che non devo dire queste cose. Io le faccio, alla fine, non le dico, e muoio con la speranza che la mia testa davvero parli e che lei pianga invece di tirarle un calcio. A presto, e grazie.
  2. Aleksej

    Lettera trecentocinquantesima

    Grazie Hearts, ti sento vicina buona serata!.
  3. Aleksej

    Lettera trecentocinquantesima

    Commento (Lettera vera ad Angela. Uso il forum come una sorta di segnalibro, per una volta. Chissà che un giorno qualcuno non pianga per me. Lettera messa in versi). Mi taglierei la testa e se potessi te la porterei, e lei ti direbbe: «Hai visto cos’hanno fatto le mie mani, per te? scegli ora! scegli colui che non puoi più avere!» e poi, il corpo cadrebbe esanime sul suolo, e la testa rotolerebbe sino ai tuoi piedi impietosi. Non so, forse le tireresti un calcio. Ti amo.
  4. Aleksej

    Rincorsa

    Chiara, molto chiara. Triste, più che chiara. Chiara e triste. bel verso, ma non lo condivido, dà un qual certo senso di soffocamento. Lo apprezzo molto in poesia ma devo dire che mi fa sentire in prigione, e io che, diciamo, ci vivo in una prigione non posso certo dire che sia un verso felice. Ma è molto bello aldilà di questo!. La poesia, incentrata su qualcosa di perduto, o magari, mai esistito (illusione delle illusioni) o, cosa che credo di più: "sogni non realizzati", per la qual cosa, ahimè, mi sento affine, nonostante sia molto triste, è piacevole e lascia un senso molto bello di libertà che ristora. A rileggerti!.
  5. Aleksej

    Lo sai?

    Ciao Gilles, ti ringrazio per l'accorto e preciso commento
  6. Aleksej

    Lo schiavo erudito

    Commento Una storia in tre sonetti in endecasillabi di cui l'ultimo caudato... La poesia dovrebbe essere metricamente perfetta, eccettuato il penultimo verso dell'ultimo sonetto segnalatomi come anomalo, ma metricamente idoneo. (E' tratto dal mio ultimo libro). I (ABBA ABBA CDE CED) Quello schiavo erudito indubbiamente fu un giovanotto in forze che per fame un giorno se ne andò per il reame in cerca d’un mestiere promettente; allora un Duca avaro, inconcludente, assueto a soddisfare le sue brame si interessò al fanciullo e ordì le trame per prenderlo al suo séguito; il demente accetta di buon grado (è pure grato) e la mattina dopo è nel palazzo del Duca, e il suo lavoro viene esposto da chi nelle cucine ha lavorato per molto tempo e poi lasciò quel posto perché fedele al Duca di ‛Sto Cazzo. II (ABBA ABBA CDE DCE) Il giovanotto è in gamba per il Duca: fa tutto, riesce in tutto, sbaglia poco, non arde in lui quel singolare fuoco che a prodigarsi in lodi assidue induca ma è bravo e si richiede che conduca la sua persona bene ad ogni gioco, e in breve tempo è divenuto cuoco e in meno ancora consigliere; il Duca lo tiene di gran conto e nel ducato corre la voce che vi sia uno “schiavo” intraprendente e onesto; e il tempo passa; il regno, come al solito, sia ignavo soltanto per vecchiezza è ormai cambiato e la sua voce anziché balda è lassa. III (ABBA ABBA CDE DCE eFF) Il bravo servo di quel gran ducato ha ben servito questo mondo, e adesso è a casa propria; ma non è lo stesso. Dal Duca venne ieri congedato. Un tempo (addietro), il servo affezionato che aveva svolto ligio ed indefesso l’incarico assegnatogli era fesso ché al termine del ruolo era crollato nella disperazione; ma lo schiavo “di adesso”, molto bene distingueva la differenza fra colui che viene (e qui d’essersi illuso rimpiangeva, fors’anche d’essere rimasto bravo) amato e a chi sian messe le catene; ma ad ora si sa bene: rimane povero lo schiavo del reame pagato a peso d'oro o aduso al rame.
  7. Aleksej

    Saluto

    Simpaticissimo preambolo. Bellissimo verso. La poesia mi è molto cara, quasi l'avessi potuta scrivere io. Mi rispecchio nel suo tema, soprattutto negli ultimi versi: "Problematico e infelice", già... rinnegato, dunque. Fai bene ad andarne fiero!. Ben scritta, composta, chiara ed essenziale. Mi è piaciuta molto!
  8. Aleksej

    Sognai

    Ciao Nanni, io lo interpreto come un momento di rabbia del tutto lecita, e non di follia. Purtroppo non posso condividerla appieno, ho quasi la sensazione di trovarmi nel tuo sogno per valide ragioni... quasi... è una brutta sensazione. Ciao.
  9. Aleksej

    Uno scontro rivoltante

    Commento Un vecchietto spingeva un carretto, lo spingeva e spingeva e dentro c’erano mattoni, i mattoni con cui avrebbe colpito alla testa un giovanotto che si era rotto, rotto dell’ipocrisia che sgozza e porta via; allora, un giorno, un fidato amico (un conoscente del cazzo) bussò alla porta del giovanotto che si era rotto, e gli disse: – Fuggi! o verranno a ucciderti! – il giovanotto che si era rotto non fuggì, rimase aspettando, severo. Suonò, la mezzanotte di un giorno di unanime consapevolezza, e il vecchietto che spingeva il carretto prese un mattone e lo scagliò sulla porta di casa del giovanotto che si era rotto, finché, mattone dopo mattone, non ruppe la porta, allora, ecco che vide il giovanotto che si era rotto e che disse: – Buon vecchietto, perché spingete quel carretto pieno di mattoni duri? Perché avete sfondato la mia porta? – il vecchietto che spingeva il carretto eiettando litri di bava incandescente riuscì a formulare: – Giudicave è peccato! – il giovanotto che si era rotto perdonò sicuramente l’ignoranza della gente, ma al vecchietto che spingeva il carretto rispose chiaro e tondo: – Voi, forse, non sapete cosa ierlaltro avvenne, ma un mio coetaneo mi disse che due più due fa tre, e che un vecchietto che spingeva il carretto sarebbe qui giunto per convincermi con le cattive di tutto ciò, e, scusate, se ve lo dico – (qui il vecchietto preparava diretto, il mattone con cui avrebbe almeno stordito il buono a nulla, e sbavava all’idea che qualcuno potesse ridere, complice) – ma ad essere sinceri si paga sempre – ecco che lo colpì un mattone e il giovanotto che si era rotto cadde, con la testa insanguinata e un buco al centro della fronte, quando il vecchietto che spingeva il carretto, soddisfatto si avvicinò, vide molte cicatrici sulla testa del giovanotto che si era rotto, segno che ne aveva prese molte, ma a quel punto il suo disprezzo gli gonfiò il petto e la bava gli schizzò fin sul colletto della camicia, poi, il vecchietto che spingeva il carretto se ne andò lontano più che poté dal giovanotto che si era rotto e… – Hai fatto bene! – gli dissero tutti quanti gli amici, e hai fatto centro! – ma lui, fu sempre impassibile, perché era un uomo umile, mentre il giovanotto che si era rotto divenne il pagliaccio del paesello dove tutto era bello dove tutto era lindo, e splendevano le stelle e il suo sangue era veleno.
  10. Aleksej

    Sognai

    Io interpreto così: ti danno molta noia i giudizi, poiché quel dito parla chiaro: è lì per giudicare, o almeno in procinto a farlo, non importa, c'è e va tolto... Il problema è che alla fine l'uccello è volato via, ma il dito è rimasto, strano... Poi il dito diventa un pene, il pene, il "tuo" pene che vorresti circoncidere, e che poi diventa un dito indice che si erge dritto dal centro della fronte della donna dei tuoi sogni. Ancora più strano, dà effettivamente noia quel dito, neanche a me piace. Però, per quanto sgradevole, a volte quel dito potrebbe servire per ricordare... ricordare, che bella parola!. Io quel dito me lo sono visto puntare tante volte, da donne e uomini, a volte era più grosso a volte meno, a volte più affilato a volte più arrotondato, ma mai nessuno, CAZZO, gli ha fatto la predica!.
  11. Aleksej

    Bianca carta

    Scusate: mi sono reso conto di essere stato combattuto nel commentare, alfine formulando due pareri completamente discordi... mi ritiro dunque per formulare il verdetto .
  12. Aleksej

    Bianca carta

    Sono partito con questo commento iniziale poi ricredendomi. Solo tu puoi farlo, scrivere poesie non è inchiostrare completamente un foglio di carta, come dimostrano tanti poeti affermati che con poche parole sono riusciti ad esaltare l'uomo. questo è un mio pensiero incompleto. Secondo me è relativo all'individuo. questo è un mio pensiero completo. Un'occhiata superficiale non basta mai per poter giudicare... quando due amici fanno un patto eterno non si tagliano le vene ma bastano due/tre gocce di sangue per sigillarlo: così è per la poesia, bastano poche parole, a volte, quando esse siano sincere e ricercate nel profondo della propria persona, per sigillare il "legame" (scusa, non mi viene la parola giusta) o proseguire per la retta via. In definitiva: non condivido affatto la tua poesia, ma vi vedo un benevolo spunto per rafforzare il tuo stesso legame con la poesia. Dà un po' noia, sinceramente parlando, che tu critichi e poi ti contraddici. Ma in te parla la delusione, l'amarezza, la nostalgia, forse. Il problema è che tu fai lo stesso. E lo dici anche. E forse è proprio questo che mi fa ragionare sulla tua poesia. Inoltre, la tua poesia non è propriamente un'opera, ma uno studio sulla poesia contemporanea con l'ammissione della propria impotenza, quasi tu dicessi: "Il mondo è in degrado e io lo incoraggio, lo assisto e definisco". Sei complice del tuo dolore, dunque. Non dimostri altro che bravura nell'essere succinto (conciso) e nel trasformare piccole pietre in pietre che sembrino quasi volti: i pensieri in frasi che evocano immagini?. Dimostraci tu cosa sia la vera poesia. Non fidarti, però, della magrezza di un albero spoglio: esso è essenziale quanto un albero dalle fronde in fiore. Non è una provocazione, la mia. Parlando sinceramente, ravviso un errore nella tua poesia giudicante qualcosa e quindi quel qualcuno che a quel qualcosa abbia dato vita, lo stesso che ho forse fatto io anni addietro, e lo dico solo perché secondo me sarebbe bello che tu ti ricredessi (lungi dall'essere una pretesa questo mio semplice desiderio). Non si può confrontare un autore con un altro, decidere se un autore ci piaccia e se un altro no sì, allo stesso modo non si deve fare un confronto fra due diversi stili... una poesia è un sentimento apprezzabile, probabilmente, nei più dei casi, non dev'essere una critica a un'altra poesia... ma se tu sai tutto ciò, e ne convieni, vuol dire che non c'è niente di più vano delle tue parole messe in versi... @ Nanni: Io non ci vedo nessun futuro parto in questa poesia che si "autovanifica"... anche se scritta adeguatamente. Ciao.
  13. Aleksej

    Dopo averti conosciuto

    Quoto PoetAstro, la poesia non risulta scontata per come l'hai disposta, più melodiosa. Sul termine preso in considerazione invece sono discorde: si sente la stonatura, è un termine improprio nel contesto, proprio perché, come hai ammesso, scritta in fretta. Io non avevo scritto ciò nel mio commento perché per me scontato... ma dato che gli altri lo hanno notato voglio precisare il mio parere...
  14. Aleksej

    Acconsentire

    Ciao a presto...
  15. Aleksej

    Futuro

    Apprezzo personalmente molto che tu a diciassette anni scriva già sonetti, stanne certo. E poi, davvero, anche se il numero delle sillabe non coincide fai bene a scrivere. Il tema è profondo e a me è piaciuto molto!. Buona giornata!.
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