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BeatriceG

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  1. BeatriceG

    Diffamazione in un romanzo

    @L'antipatico Non è paranoia. Parlando di sputtanamento sui social (dove volevo scrivere in modo sobrio solo cose vere e supportate da prove), il mio avvocato mi ha sconsigliato di scrivere alcunché. Credo sia questione di cavilli: se io dopo un anno dal licenziamento attendo ancora 1000 euro dall'azienda, scrivendo la cosa così com'è e avendo le prove che dimostrano il fatto, ci può stare che non rischi nulla; ma se scrivessi "L'azienda Taldeitali non paga i suoi ex collaboratori" potrebbe essere diffamazione in quanto è un'affermazione molto generica e, dato che 3 persone su 200 sono state pagate, potrebbero dire che ho scritto qualcosa di non veritiero e lesivo. Nel dubbio, l'avvocato mi dice che non vale la pena rischiare. Il caso del romanzo (che devo ancora iniziare a scrivere) è diverso, dato che ho cambiato molti elementi; però più di una persona mi ha detto che se l'azienda si riconosce nella descrizione potrei rischiare qualcosa. Non si tratta della descrizione del lavoro in un bar, dove potenzialmente quasi tutti i bar italiani potrebbero riconoscersi; era un lavoro dove si faceva una cosa particolare, quasi unica in Italia, quindi, per quanto la possa cambiare, chi conosce l'azienda capirà che si tratta di loro. @Edmund Duke "Descrivere" è un termine ambiguo, in questi casi. Ti potrei dire che -nella realtà- per dei mesi non hanno pulito il bagno. E' diffamazione? Non ho prove, non ho foto, non mi ricordo per quanti mesi... Se vai sulla loro pagina Facebook e scrivi "Ci ho lavorato nel Duemilaqualcosa e per mesi non hanno pulito i locali" secondo me rischi. In un romanzo inventato, dove cambio mille cose, se ci inserisco un bagno zozzo, spererei di non rischiare nulla...
  2. BeatriceG

    Diffamazione in un romanzo

    Ho lavorato 2 anni per un'azienda e vorrei che il protagonista del mio prossimo romanzo facesse più o meno il lavoro che facevo io. Ho pensato ad alcune differenze per cercare di evitare una denuncia, ma un minimo di riconoscibilità ci deve essere, sennò non ha senso. Il lavoro reale era in radio, nel romanzo sarà in una TV regionale; nella realtà c'erano centinaia di collaboratori part-time, nel libro saranno 4-5 soli, full time, con contratto a tempo determinato; cambieranno anche i nomi, le caratteristiche fisiche dei capi, gli orari lavorativi, i rapporti tra colleghi... Nella realtà si tratta di una SRL che lavora per varie radio, nel libro il protagonista sarebbe dipendente del canale televisivo. Le differenze come vedete sono tante, rimarrebbe quasi uguale solo lo svolgimento effettivo del lavoro. Rischio qualcosa lo stesso? E rischio in teoria o anche nella pratica? Intendo dire: se il libro venisse pubblicato da una piccola CE e vendesse al massimo qualche centinaio di copie, difficilmente finirebbe nelle mani dei miei ex capi; quindi il rischio effettivo sarebbe piuttosto basso... o sbaglio?
  3. BeatriceG

    Vale la pena di inviare qualcosa in periodo di coronavirus?

    @jacopa Del Gado Io non mi ero posta il problema di inviare durante il coronavirus (parlo di invio alle CE, però, non alle agenzie) e ho iniziato a proporre il mio romanzo a fine marzo. Ho ricevuto diverse risposte, tra cui 3 proposte free. Leggendo il tuo ultimo messaggio, però, vedo questa parola terribile: ferie... Cercare un'agenzia adesso è assurdo? O le ferie "vere" nel mondo dell'editoria sono solo ad agosto?
  4. @Riccardo Zanello Pur non avendo ancora molta esperienza nel settore editoriale, il tuo commento mi torna; mi tornava un po' meno la posizione di un'altra persona. Questa persona ha ricevuto delle insistenze nell'acquisto, io no. Anzi, questa persona ha ricevuto insistenze dopo aver firmato il contratto, io non ho mai firmato nessun contratto, quindi non posso sapere se le 3 CE da me citate spingano all'acquisto oppure no. Novellina o meno, rimango quindi della mia idea che non ci sia nulla di male se un editore fa lo sconto all'autore (se poi fa pressione per acquistare, il problema è la pressione, non lo sconto di per sè).
  5. @TuSìCheVale 1 e 2 le avevo già escluse da sola, infatti nel post originale ho scritto che stavo quasi per firmare con 3. Più che spulciare, si tratta di aspettare :-) Ho spulciato abbastanza mesi fa, di ogni casa editrice a cui ho spedito ho controllato sito, discussioni qui su WD e pagina Facebook. Ne ho controllate anche molte altre, ma se c'era qualcosa che non mi convinceva, non inviavo. Solo che, come dicevamo con cheguevara qualche commento sopra, alcune magagne le scopri solo dopo aver letto il contratto (per esempio, non sapevo che 1 non pagasse le royalties in denaro prima di ricevere la proposta con annesso contratto). Ho cercato di informarmi il più possibile, ma, ovviamente, non tutti dicono tutto. Hai ragione, 3 ricorda molto il self publishing, tant'è che sul sito l'editore si definisce "un'alternativa al self publishing e all'editoria tradizionale" (io lo definirei "incrocio" più che "alternativa"): anche in questo caso, per esempio, questa affermazione sul sito della CE è apparsa dopo che avevo già inviato il mio romanzo, perché hanno aggiornato il sito qualche giorno fa. @AndC 3 fa editing (non so quanto accurato, ma data la grande mole di testi pubblicati temo non sia proprio certosino), correzione bozze, copertina e qualcosina a livello pubblicitario, non è proprio un self publishing, ma non è nemmeno un editore tradizionale (ovviamente prima di inviare non sapevo tutto ciò). Un punto lo hai colto (probabilmente lo hanno colto un po' tutti ): devo schiarirmi le idee io per prima. Comunque ho deciso di aspettare; tengo davvero al mio testo e penso si meriti una proposta migliore. Senza arroganza, ma con tanto affetto.
  6. Io non sono sul piede di guerra, mi dispiace che tu abbia frainteso il mio tono. Sono da qualche mese qui su WD e ci passo del tempo tutti i giorni; qui ho trovato le case editrici free (o presunte tali) a cui ho spedito. Ci ho passato ore e ore e, fidati, la mia visione del mondo dell'editoria non è affatto semplicistica. Però non mi sono mai imbattuta in conversazioni dove si diceva che gli editori che offrono copie scontate agli autori fossero disoneste o EAP mascherate, quindi vorrei capire meglio questo punto. Senza considerare che alcune magagne si scoprono solo leggendo i contratti, dopo aver ricevuto la proposta, le CE non le spiattellano sul loro sito internet, quindi qualche brutta sorpresa si scopre indipendentemente dalle ore passate ad informarsi che -ti ripeto- nel mio caso sono state davvero tante (giorni, se le sommi). Non ho mai detto che la 2 è una casa editrice seria e che fa proposte interessanti per gli autori: ho detto che fa l'editing. Tutto qui.
  7. Non è che volessi realmente un elenco... Ma quindi chi fa lo sconto sulle copie vendute (in modo facoltativo) all'autore viene visto come un editore non serio? E' una questione che mi incuriosisce, perché non avevo la percezione che questa cosa dello sconto potesse essere un campanello d'allarme. Comunque tutte e 3 queste case editrici fanno editing; la 2 addirittura fa un editing profondo, come hanno scritto qui su WD alcune persone che hanno pubblicato con loro.
  8. Se tu definisci queste case editrici "EAP travestite da free", mi sai dire quali sono le case editrici veramente free? Solo le big e le medie? Mi sembra un punto di vista un po' estremo.
  9. Credo molto nel mio testo e sono sicura che si meriti qualcosa di meglio di queste 3 proposte; c'è comunque una vocina nel mio cervello che dice "Ok, però se non ti dovessero arrivare altre proposte?". Proverò a farla tacere. @cheguevara Non è chiaro quanto sia il "netto". Al telefono mi hanno fatto questo esempio: "un libro venduto a 10 euro potrebbe avere 6 euro di spese dietro, dei 4 euro restanti, 2 vanno a te e 2 vanno a noi". Ma le parole dette al telefono se le porta via il vento... Non capisco però che problema ci sia a vendere copie scontate agli autori, soprattutto se esordienti. Sicuramente è una cosa che non interessa ad Ammaniti -per fare un nome a caso- ma se io voglio comprare qualche copia per regalarla ai parenti, per esempio, mi sembra il minimo che la casa editrice me le venda scontate. Trovi che la cosa possa spingere l'autore stesso a comprare varie copie del suo libro, quindi in un certo senso a "lucrare" sull'autore? Per me la prima è sì, la seconda è no (al massimo un "ni"). E' comunque una vendita facoltativa. @dyskolos Ahahah, tranquillo, non ho problemi a dire che ho 32 anni. Troppo vecchia? Sto facendo ricerche per iniziare il secondo romanzo, comunque.
  10. @Whispering Wind La tua risposta è stata pubblicata proprio mentre scrivevo a Bambola che la 1 non è free nemmeno dal mio punto di vista Però secondo l'editore sì... anzi, è proprio un accanito critico dell'editoria a pagamento! Mah... Doppia personalità? Invece la 2 perché non la consideri free? Non è un contratto favorevole per l'autore, ma non si deve tirare fuori un euro, né acquistare copie.
  11. @unacasanellospazio Probabilmente la fretta un po' caratterizza gli esordienti e tu hai imparato sulla tua pelle che a volte è meglio aspettare. Io sento una fortissima voglia di pubblicare (se non ricordo male, ho iniziato a scrivere il romanzo nel 2017), ma razionalmente so che pubblicare qualche mese in più avanti non mi cambierà la vita in peggio. Avrei tanto bisogno di una soddisfazione, di una gioia, di una bella notizia in questo periodo, ma anche pubblicare con una CE free che pubblica quasi tutti non è che sia una grande soddisfazione. Per quanto riguarda il sapersi vendere, sono piccole CE, quindi sia pubblicando con loro che pubblicando in self la promozione starebbe a me, ma non è un problema, anzi. @Bambola Anche secondo me non si può ritenere free, ma l'editore si sente un paladino contro l'editoria a pagamento (forse pensa che gli editori a pagamento siano solo quelli che chiedono 3000 euro e allora lui si sente "buono"). Ho inviato a tante CE, molte delle quali hanno indicato 6 mesi come tempo di valutazione, quindi arriviamo intorno a settembre. Anche per questo forse vale la pena aspettare.
  12. Sono un'esordiente che cerca disperatamente un equilibrio tra il rimanere umile e il credere fortemente nel testo che ha scritto. L'ho proposto a varie CE a partire da fine marzo e ho ricevuto (insieme a qualche rifiuto e a qualche rifiuto con complimenti) 3 proposte da CE free (con acquisto copie facoltativo). 1) [Già rifiutata] Royalties del 6% pagate solo se vendi almeno 300 copie (pagate in libri, non in denaro!), obbligo di pagare la tessera dell'Associazione culturale legata all'editore. Acquisto copie col 30% di sconto. 2) Acquisto copie col 20% di sconto solo se riesci a vendere almeno 50 copie, royalties del 10% che almeno 3 persone qui su WD sostengono di non aver mai ricevuto. Presenza al Salone del libro di Torino. 3) Distribuzione solo su Amazon, cartaceo print on demand, acquisto copie col 50% di sconto, di guadagno l'autore prende il 50% sul prezzo di copertina TOLTE LE SPESE. Quasi impossibile arrivare in libreria (e mi dice un'amica che lavora in una grande catena che non possono tenere in conto vendita eventuali copie da me comprate). Sono stata seriamente vicina a firmare il contratto della 3, ma adesso sono assalita dai dubbi. So benissimo che il self publishing non è sempre e solo il contentino di chi non riesce a farsi pubblicare, ma personalmente puntavo a pubblicare con una CE free anche perché mi piaceva l'idea che qualcuno credesse nel mio lavoro (pur consapevole che con il self guadagnerei molto di più); purtroppo, da quel che vedo su internet, mi pare che 3 pubblichi un po' di tutto, anche lavori non proprio eccelsi... Hanno poco rischio, quindi probabilmente non fanno una selezione così stringente... E poter acquistare il libro solo su Amazon mi sembra un po' limitante. Dato che non sono passati nemmeno 3 mesi dall'invio, mi conviene aspettare per vedere se arriva qualche proposta migliore (col rischio di perdere queste)? Magari fare anche un tentativo con delle Agenzie letterarie?
  13. BeatriceG

    Il foglio

    L'editore ha valutato con attenzione e molto apprezzato il mio romanzo d'esordio, ma dopo aver letto il contratto ho deciso di rifiutare. Ho avuto un paio di proposte decisamente migliori e ho optato per una di queste. Non critico le scelte altrui, ma personalmente non mi entusiasma l'idea di pubblicare solo per il gusto di farlo, senza guadagnare nemmeno 50 centesimi sul mio lavoro.
  14. BeatriceG

    Echos Edizioni

    @Ngannafoddi Il sito non esiste più! La casa editrice, invece? Boh!
  15. BeatriceG

    IoScrittore

    @Annacel Greta Thunberg, Italia, acqua. Se è il tuo lo riconosci per forza!
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