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Midgardsormr

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Tutti i contenuti di Midgardsormr

  1. Midgardsormr

    Parabola savanologica

    Chiunque tu sia, grazie. Questa è la storia migliore che abbia letto da mesi a questa parte. Anche perché comunque ho letto gran poco. Magari se mi impegnavo di più trovavo qualcosa di meglio... ma probabilmente no. Non so perché ma mi sono immaginato Giovanni e sua madre con accento napoletano. Forse per quel "c'è un casino di pazzi" a inizio pezzo. Bel lavoro.
  2. Midgardsormr

    Mid è il mio nome

    Ciao a tutti. Che strano ripresentarsi qui dopo tanto tempo. Ma è giusto, il sito è cambiato tantissimo, e dovrò imparare tutto daccapo. Probabilmente la maggior parte di voi non si ricorda di me. Mi chiam(an)o Mid, sono stato utente del forum per quattro anni prima di scomparire. Life happens. Sono tornato, non so per quanto: ultimamente sono volubile e le mie intenzioni sono mutevoli. Potrei star qui per altri quattro anni, oppure potrei andarmene di nuovo nel giro di due giorni. Amo il fantastico e le storie ben scritte. La mia pignoleria per la forma è proverbiale, e vi farà venire l'ulcera. (Ri)abituatevi. Sono un musicista mancato e un gran giocatore, soprattutto di giochi da tavolo, di ruolo, e strategici. Sono fuggito dall'Italia perché non mi voleva, e ora vivo in Irlanda, dove lavoro nell'IT. Ero un nipponista, ma il mio giapponese è molto arrugginito. Be', chissene. Ringrazio chiunque abbia letto fin qui. Bíodh lá maith agat, buona giornata a tutti.
  3. Midgardsormr

    Mid è il mio nome

    A te! Buona giornata, buona lettura e buona scrittura!
  4. Midgardsormr

    Ruggine

    Piacevole. Il finale è un po' "telefonato", probabilmente perché durante il racconto hai calcato talmente la mano su "acqua" e "fare ruggine" che non ci si poteva aspettare qualcosa di diverso (anche se, lo ammetto, fino alla fine ho sperato in un colpo di scena). Piccolo appunto. "Fare scienza" mi sembra un'espressione così distaccata, impersonale e generica rispetto al resto del racconto, basato tutto sulle debolezze e i fallimenti della protagonista, che mi sembra quasi stonare nel testo. Avrei preferito qualcosa di più personale: cosa studia esattamente questo personaggio? Forse è solo una mia impressione, ma questa frase mi sembra un'occasione mancata, soprattutto in un breve racconto come questo, in cui ogni spazio per definire i personaggi dovrebbe essere sfruttato. A parte questo, un buon racconto. A rileggerti.
  5. Midgardsormr

    Mid è il mio nome

    E come dimenticarlo? Ho passato ore e ore in questo forum. Vedo tanti volti nuovi, ma fa molto piacere vedere anche alcuni della vecchia guardia.
  6. Midgardsormr

    Mid è il mio nome

    Grazie Unius! È passato davvero tanto tempo (il tuo avatar era Adso, all'epoca... mi sento vecchio ).
  7. Midgardsormr

    Notte prima del volo

    Tutto sommato una buona pagina di impressioni. Come detto altrove non vado matto per questo genere di racconti "senza trama", ma la tua scrittura è abbastanza fluida e si lascia leggere con piacere. Una sola nota, poco importante e di carattere prettamente tecnico, riguarda gli accenti. Spesso usi accenti acuti e gravi indistintamente, ma non è corretto. Alcuni esempi: Sono errori sistematici nel testo e non riesco a capire a cosa siano dovuti, perché in certi casi usi l'accento giusto e in altri no (ci sono anche parole accentate quando l'accento non ci andrebbe, e altre che vorrebbero l'accento ma non ce l'hanno). In ogni caso volevo segnalartelo, e se dovesse esserti utile qui sotto puoi trovare un riferimento alla grammatica relativo all'uso degli accenti: http://www.treccani.it/enciclopedia/acuto-o-grave-accento_(La-grammatica-italiana)/ Se usi Office/LibreOffice/OpenOffice tutte le parole in questione dovrebbero essere evidenziate dal correttore automatico. In ogni caso un pezzo piacevole, e un buon esercizio di scrittura. A rileggerti.
  8. Midgardsormr

    Un saluto a tutti i sognatori

    Benvenuta!
  9. Midgardsormr

    Carbone e Diamanti - Il Funerale

    Non ho tempo di lasciare un commento esaustivo ma... Uao. Complimenti per la scrittura. Scorrevole, incisiva, energica al punto giusto, fatti salvi i rilievi che ti hanno già fatto notare. Ma si tratta di roba da correzione di bozze, niente più. Se devo essere sincero al 100%, questo genere di racconti in cui trama e sviluppo lasciano spazio a impressioni e schizzi di vita non sono il mio pane. Ma nonostante tutto mentirei se dicessi che non mi è piaciuto. Di nuovo complimenti. Spero di poter leggere altri tuoi scritti, magari più lunghi o strutturati. Alla prossima.
  10. Midgardsormr

    Mid è il mio nome

    Grazie @bwv582 (gran bel nick... e gran bel pezzo! ). La firma nemmeno la ricordavo, temo sia lì da qualche anno, se è contraria al regolamento la rimuovo immantinente. In ogni caso non aspettarti granché, ho studiato pianoforte e composizione, ma al contrario di te non ho preso il diploma in nessuna delle due materie. Ci si legge in giro.
  11. Midgardsormr

    [MI 116 - fuori concorso] Incontro diplomatico

    Commento lampo giusto per riprendere un po' la mano, sono anni che non lo faccio. Quindi non garantisco sulla qualità del mio intervento. Discreta atmosfera, intrigante l'idea di usare personaggi storici in un fantasy. Altri hanno già detto molto per quanto riguarda la forma, e io mi ritrovo particolarmente nei commenti di AndC. Trovo che ci siano alcuni problemi di registro nel frammento: alcune parole suonano troppo auliche o desuete, altre troppo comuni e colloquiali. Per fare un esempio, io non userei mai "atro" nella stessa scena con "far saltare il tetto" o "a colpo d'occhio". Ci sono alcuni di questi contrasti che mi risultano indigesti. Questione di gusti, forse. Non sono molti, ma sufficienti a farmi alzare il sopracciglio. E come dei piccoli graffi su un vinile di musica classica, sono sufficienti a distrarmi e a non farmi godere appieno il tuo pezzo. Un altro appunto che vorrei fare riguarda la scelta delle parole. Per esempio: Impreciso. Il messaggio passa comunque, ma il termine usato non è dei più adatti: "vocabolo" si usa in ambito linguistico per indicare un elemento lessicale autonomo. Si tratta di un tecnicismo, e stona in un racconto fantasy, come se Gandalf si mettesse a parlare di etologia ne "Il Signore degli Anelli". Per quanto simile nel significato, "vocabolo" non è sinonimo di "parola" e si usa in un ambito differente. Altro esempio: "Scolpire" è un verbo difficilmente riferibile al metallo, perché significa letteralmente "lavorare un materiale asportandone parti per ricavare figure, incisioni o scritte". Il metallo non si "scolpisce", ma si "modella", specie se si tratta di un'armatura che talvolta non viene scalfita neppure dai colpi di un'arma. A meno che essa non sia costituita di un materiale simile alla pietra o al legno (e non mi risulta da questo frammento), "scolpire" non è il termine adatto. Ci sono una decina di scelte lessicali analoghe a queste, nel racconto. Come detto, il messaggio passa comunque ma i termini utilizzati sono imprecisi, e possono rovinare l'esperienza dei lettori più esigenti (come me... sì, sono pignolo e me ve vanto ). Infine una nota sullo stile. Ognuno ha il proprio modo di scrivere, e non esiste uno stile "corretto". Tutto sommato la prosa di questo estratto mi sembra piacevole alla lettura, nonostante quanto segnalato da me e dagli altri. L'unico limite, secondo me, è che esagera con gli aggettivi nella descrizione. Alla comparsa di Aeda ci sono ben 6 sinonimi di "nero" nel giro di 4 proposizioni: "nera", "scura", "atra", "buie", "tetre", "cupi". C'è di che compilare un dizionario... L'abbondanza di aggettivi e apposizioni si ritrova in quella che sembra quasi la cifra stilistica del testo, ovvero gli aggettivi usati in coppia nelle descrizioni: Se a questo aggiungiamo che, a esclusione del discorso diretto, i sostantivi del racconto sono quasi sempre accompagnati da un aggettivo, un'apposizione o un complemento di specificazione, arriviamo a uno stile eminentemente descrittivo che però risulta anche molto statico e pesante. Personalmente non ho problemi a leggere alcune pagine scritte in questo stile, ma se il racconto fosse stato lungo il triplo forse non sarei riuscito a terminarlo. Con questo non voglio dire che il racconto è scritto male, nient'affatto. Credo solo che alcune parti potrebbero trarre vantaggio da una sfoltita generale. Ecco, questo è quanto. Spero possa esserti utile. Ribadisco che il testo è valido, e ha secondo me solo bisogno di un po' di editing. Spero di poter leggere altri frammenti ambientati in questo tuo mondo.
  12. Midgardsormr

    Mid è il mio nome

    Grazie!
  13. Midgardsormr

    Show don't tell

    "Mostra, non raccontare". Chiunque abbia velleità scrittevoli qui al WD non può non conoscere questa massima, che spesso è anche una regola da seguire durante la stesura dei propri lavori. Insomma, quando si scrive l'ideale sarebbe "drammatizzare" e proporre al lettore una scena in modo che sia questi a farsi un'idea della situazione, dei sentimenti e del carattere dei personaggi. Senza bisogno di intervento diretto del narratore. Ma siamo sicuri che sia proprio l'ideale? Apro il topic proprio per sollevare un dibattito in merito. Quasi sempre sento dire (e dico anch'io) che una scena "raccontata" è meno efficace della stessa scena "mostrata". Ma è sempre così? Io vorrei spezzare una lancia a favore del tanto bistrattato "tell". Senza voler nulla togliere ai meriti del "mostrare", spesso leggo recensioni e commenti in cui il "raccontare" è da evitare semplicemente perché non è "mostrare", in maniera molto dogmatica. Del tipo: siccome questa scena non è mostrata, allora non va bene. Lasciando perdere gli eccessi, che sono comunque da evitare nell'uno e nell'altro senso, io trovo che questo atteggiamento sia un po' troppo radicale per i miei gusti. Pensiamo a quali capolavori della letteratura non seguono in maniera omogenea questo principio dello "show don't tell". Letteratura moderna, post anni '50, quando cioè il principio era già stato esposto e universalmente riconosciuto. Uno su tutti, che è forse l'esponente del principio "tell, don't show": Cent'anni di solitudine. Nel quale le scene mostrate si contano sulle dita di una mano. Voi cosa ne pensate? Siete del partito del "mostrare ad ogni costo"? Trovereste assurdo lavorare su un progetto (romanzo o racconto che sia) basato principalmente sul "tell"? A voi la parola.
  14. Midgardsormr

    Il profumo - Patrick Suskind

    Dedicato a chi è stufo di leggere (e scrivere) i soliti romanzi dove il senso predominante è la vista. Grenouille nasce nel quartiere più puzzolente della Parigi del XVIII secolo; è un "genio", e se non è passato alla storia come Napoleone o Saint Just è solo perché il suo campo è stato quello etereo e impalpabile degli odori, come ci dice l'autore. Grenouille bambino è inquietante: le sue balie non lo vogliono, i suoi tutori ne hanno ribrezzo, i suoi coetanei lo evitano. Il motivo di questo disgusto è che Grenouille non ha odore. Fin dall'infanzia, poi, mostra di avere un fiuto straordinario che gli permette di "osservare il mondo col naso", così come gli uomini lo osservano con gli occhi. Anzi, più in profondità, perché gli odori spesso arrivano dove la luce non può. Dopo varie traversie Grenouille finisce per farsi assumere nella prestigiosa profumeria Baldini, dove apprende che il suo talento può diventare arte... Per chi legge da "autore": esempio perfetto di originalità, e di grande lavoro di documentazione. Per tutti gli altri: un libro che, si può dire, si legge tutto d'un... fiato Presenta solo un punto un po' ostico e lento, a metà romanzo circa (la parentesi montana di Grenouille). Il resto della storia scorre che è un piacere. Da leggere, se non altro "per conoscenza".
  15. Midgardsormr

    Asimov, Isaac

    Ho notato che non c'è una discussione aperta su uno dei miei autori preferiti... molto male! Vabbe', sarò buono, la apro io. Non credo sia un autore che necessiti di presentazioni. Asimov è Asimov, ed è uno dei maggiori scrittori di fantascienza (ma non solo) del secolo scorso. A mio avviso quello più capace di lavorare su entrambi gli elementi della parola che definisce il genere, l'immaginazione del "fanta-" e il rigore della "-scienza". Dite la vostra, riempite di passione questo topic.
  16. Midgardsormr

    Creep Advisor (scadenza 31/03/2015)

    Un'iniziativa di Escrivere.com, per brevi racconti horror (12mila-35mila caratteri), ambientati in luoghi reali di cui si conoscono miti o leggende popolari. L'obiettivo è di realizzare una specie di "guida turistica dell'orrore". È possibile partecipare al concorso inviando fino a 2 racconti. I racconti possono anche essere corredati da foto e/o illustrazioni. I racconti selezionati verranno pubblicati in un'antologia distribuita gratuitamente. Qui il bando completo del concorso: http://escrivere.com/groups/collaborazioni/forum/topic/bando-completo-di-creep-advisor/
  17. Midgardsormr

    Pagamento dell'autore dalla millesima copia in poi

    Quel contratto sembra la versione editoriale di stage che vengono offerti da molte aziende ai neolaureati: lavora (gratis) per noi, in cambio avrai un'esperienza da aggiungere al curriculum. Nel frattempo quelle aziende si arricchiscono con manodopera spesso volenterosa, motivata e soprattutto a costo zero. Un'esperienza da curriculum NON È un compenso. Prova a dire ai tuoi amici di andare in un supermercato, e poi alla cassa proporre una cosa del tipo: "guardate, vi pagherò solo quando supererò i mille euro di spesa. Nel frattempo voi potrete dire di avermi conosciuto, e che io ho fatto la spesa da voi!" L'idea che la casa editrice debba essere la prima a guadagnare è sbagliato, perché non sta guadagnando sul suo lavoro ma alle spalle di quegli autori e collaboratori che verrebbero pagati dopo. Come dire che una fabbrica assume operai, ma comincerà a pagare gli stipendi solo se il prodotto sarà arrivato a una certa soglia di vendite. Non esiste.
  18. Midgardsormr

    Ebook e musica, questo matrimonio s'ha da fare?

    In questi giorni ho pensato un po' a quest'idea, e ogni volta che ci pensavo mi dicevo che tutto sommato non era male. Però ogni volta sentivo che mancava "qualcosa". Oggi ho capito cos'è il "qualcosa" che mi mancava, e sono passato a buttare giù i miei pensieri. Moltissimi hanno risposto che l'idea non era male, ma che la musica doveva essere adatta al testo. Un po' come la colonna sonora di un film. Però, al contrario del film, la lettura è personale. Mi spiego. Il film è un prodotto finito. Comunque, è "più finito" rispetto a un romanzo. La mediazione tra pellicola e fruitore è minima. Un romanzo ha bisogno di passare attraverso la lettura. C'è uno strato di mezzo che lo rende poco adatto all'accompagnamento di una colonna sonora, perché anche la colonna sonora è immediata, mentre il romanzo non lo è. La dimostrazione più semplice riguarda il tempo di lettura. Anche a voler scrivere un pezzo apposito per una scena thrilling, per esempio, la resa non sarà mai come quella di un film: alcuni leggeranno la scena d'un fiato, magari "lasciando indietro" la colonna sonora. Altri invece, abituati a leggere lentamente, saranno solo a metà scena quando la musica terminerà. Insomma, proprio per il fatto che esiste una differenza tra l'immediatezza della musica e la mediazione della lettura, un romanzo non riuscirà mai ad amalgamarsi completamente a un'eventuale colonna sonora. Si, lo so, ho scritto da cani ma spero comunque di aver reso il concetto. Diverso sarebbe invece il discorso per concept album ispirati alle vicende di un romanzo. Però in quel caso la lettura e l'ascolto non dovrebbero essere concomitanti. Semplicemente per il lettore la musica diventerebbe un'estensione del romanzo quando non sta leggendo. Similmente a quanto detto da elphie.
  19. Midgardsormr

    Ebook e musica, questo matrimonio s'ha da fare?

    Rispondo anch'io al sondaggio, e come chi mi ha preceduto dico B. Ma, come Tagliacarte ha precisato, non sarei disposto a pagare un sovrapprezzo per la "colonna sonora". Quindi se per esempio l'ebook "liscio" costasse 4€ e l'ebook "colonnato" 6€, opterei per quello liscio. Il fatto è che con i supporti puramente digitali (come ebook e tracce mp3) secondo me l'accostamento è poco azzeccato. L'utente finale tendenzialmente usa questi due formati proprio perché "sa cosa vuole". Se volesse solo l'album, comprerebbe solo quello, magari su iTunes. Se volesse solo il romanzo, comprerebbe solo quello, magari da Amazon. Il "digitale" è un formato che di per sé dà molta libertà al fruitore, molto più dei formati fisici come libri e CD. Quindi qualsiasi accostamento tra diversi formati potrebbe risultare forzato (ed essere visto solo come una scusa per alzare il prezzo). Proprio per questo motivo, se decideste di portare avanti l'idea, il mio personalissimo consiglio sarebbe di lasciare all'utente la decisione finale, con tre diversi "pacchetti": ebook, mp3, ebook+mp3. In questo modo resterebbe intatta la libertà di scelta dell'utente finale. Altrimenti il rischio è quello che talvolta mi è capitato di vedere in libreria, ovvero che l'unica edizione disponibile di un testo è in versione "super-brossura-sburro-pawa-da-100-euri", e l'acquistavano solo i collezionisti.
  20. Midgardsormr

    Personaggio trans: credibilità, errori da evitare

    Sefora, ti aiuterei più che volentieri ma non ne conosco nessuno così approfonditamente da sapere le cose che ci chiedi... La mia unica conoscenza trans lavora come cameriere in pizzeria. Sul lavoro gli permettono di usare la divisa femminile, ma non so se gliel'abbiano concesso i proprietari o se sia permesso per legge. Peraltro, non so neppure se abbia cambiato sesso o meno. L'ho visto di tanto in tanto fuori da un locale della mia città che è un famoso ritrovo per la comunità LGBT. Ho scambiato due chiacchiere in pizzeria, qualche tempo fa, è lì che mi ha detto di essere trans. Sembra una persona chiusa. Ho notato che non parla molto con i suoi colleghi, ma forse è un'impressione che ho avuto solo dopo che ho saputo della sua condizione. Più di questo non ti so dire, purtroppo.
  21. Midgardsormr

    La rapidità e l'esposizione

    Allora la questione è più semplice, e posso risponderti senza troppi giri di parole. Sì, io come lettore e come (aspirante) scrittore apprezzo molto la rapidità così come l'hai esemplificata nel tuo primo post. A prescindere dal mezzo con cui l'autore la trasmette.
  22. Midgardsormr

    Romanzo troppo breve

    Non è male come idea, non ci avevo pensato. Da mettere anche questa nella lista delle possibilità.
  23. Midgardsormr

    La rapidità e l'esposizione

    Io capisco il tuo punto di vista. La tua riflessione sul dualismo (chiamiamolo così) tra scenicità ed esposizione è interessante. Ma secondo me è un po' fine a sé stessa. Con questo non voglio sminuire il tuo pensiero, sia chiaro. Solo che secondo me si tratta di un "non problema". La questione dei gusti "lettore moderno", che pure esiste a livello di tendenza come hai giustamente precisato, è comunque incentrata su un concetto astratto che è poco riconducibile al lavoro di ciascuno scrittore o aspirante tale, in quanto ognuno di noi è terribilmente "concreto" durante la stesura delle proprie idee. Ognuno di noi sceglierà la scenicità o l'esposizione in base al proprio gusto personale e alle proprie esigenze narrative. E poco male se questo andrà contro la tendenza del lettore moderno. Se Manzoni avesse scritto per quello che all'epoca era il "lettore moderno", probabilmente non avrebbe ambientato i Promessi Sposi nel Seicento, non sarebbe andato a sciacquare i panni in Arno, né avrebbe infarcito il testo di tutti quei passaggi che a scuola ci parevano così noiosi. Se Garcia Marquez avesse scritto per quello che era il "lettore moderno" degli anni '60, avrebbe inserito nel testo riferimenti politici allora molto di moda, e probabilmente Macondo non avrebbe avuto quel tocco magico che la sua prosa è riuscita a conferirgli. Spesso gli autori più grandi vanno contro la tendenza del loro pubblico di riferimento. Eppure riescono comunque a piacere. Anzi, il più delle volte emergono proprio grazie a questo contrasto. Ma è mia convinzione che non cerchino appositamente il "contrasto" per emergere: semplicemente si adeguano, e adeguano il loro stile al messaggio che vogliono comunicare e alle premesse narrative che costruiscono. Insomma, non si fanno problemi su ciò che è "di tendenza" in quel momento: scrivono quello che vogliono, nel modo in cui lo vogliono. La "tendenza" diventa una questione da affrontare solo se si cerca il successo commerciale. Ma in quel caso dovremmo parlare della differenza tra ciò che il lettore vuole veramente e ciò che invece gli editori gli fanno credere che voglia. E finiremmo un tantino OT.
  24. Midgardsormr

    La rapidità e l'esposizione

    La risposta, secondo me, sta nella tua ultima domanda. Non esiste il "lettore moderno", come concetto astratto. Ma esistono i lettori, tanti piccoli lettori concreti, ognuno dei quali con le sue preferenze e le sue idiosincrasie. Peraltro lo stesso "lettore concreto" può, in un determinato periodo della sua vita, preferire l'esposizione alla scenicità per poi cambiare idea. Chi glielo impedisce? Non solo: un lettore può apprezzare l'una e l'altra tecnica nello stesso momento in determinate opere, e disprezzarle in altre. Prendo come esempio il "lettore concreto" che conosco meglio: me stesso. Tendenzialmente apprezzo la scenicità. Purché porti "ciccia" alla narrazione. Mi annoiano terribilmente certi autori moderni che sotto il dictat dello "show, don't tell" mi mostrano persino le scene in cui il protagonista va al cesso per pisciare. Di contro se scritte bene certe scene mi tengono incollato al testo (vedi le "Cronache del ghiaccio e del fuoco" di Martin). Allo stesso tempo però non posso dire di disprezzare l'esposizione. Probabilmente il mio romanzo preferito è proprio "Cent'anni di solitudine". E anche un altro romanzo in cui l'esposizione la fa da padrone è nella mia top ten, ed è quello da cui avevo tratto il mio nickname quando mi ero iscritto qui, ovvero "I figli della mezzanotte" di Rushdie. Esistono però romanzi in cui l'esposizione mi ha annoiato. Per esempio "Il fiume della vita" di Farmer, che ha una bellissima idea di fondo ma la cui narrazione mi è risultata così ostica da farmi decidere di non continuare la lettura della saga. Insomma, non esiste un "valore" da trasmettere. Esistono solo opere scritte bene, e altre scritte meno bene. Io leggo le prime e cerco di evitare le seconde, indipendentemente dalla tecnica narrativa utilizzata.
  25. Midgardsormr

    Romanzo troppo breve

    *************** Riesumo questa discussione perché ho un problema simile a quello che Daniele aveva esposto un paio d'anni fa. Stavo scrivendo per il contest di Penne Matte. Il mio doveva essere un racconto di massimo 20mila caratteri, come da regolamento, e andava pubblicato sul loro "social-sito" per partecipare al contest. Solo che dopo pochi giorni di scrittura ho notato che l'idea aveva del potenziale, e l'ho ampliata. Il testo non può più partecipare al contest, poiché ormai supera abbondantemente il limite consientito (sono a 35mila, ma devo aggiungere altro materiale, quindi direi che a fine stesura arriverà a 40-45mila battute). Non è un racconto, ma non è neppure un romanzo. Diciamo che è una "novella". Però mi sta piacendo, e volevo pubblicarla perché anche altri potessero leggerla. Non spedirò mai la novella a una CE per ottenere la pubblicazione in cartaceo, però credo che nel mercato degli ebook potrei trovare una collocazione accettabile. E quindi volevo chiedere un parere a voi su come comportarmi. Le mie idee sono principalmente due: 1) autopubblicazione; 2) ricerca di una CE che pubblichi esclusivamente in digitale, anche testi brevi (per esempio la Nativi Digitali ha una collana per opere di 70mila battute o meno). Entrambe le soluzioni hanno i loro pro e i loro contro. L'autopubblicazione mi consente una maggiore libertà. Potrei anche decidere di distribuire la novella gratuitamente, per esempio. La CE, di contro, mi consentirebbe di avere un lavoro professionale dal punto di vista dell'editing e dell'ebook. Voi cosa mi consigliereste? In alternativa, avreste altre idee oltre alle due che mi sono venute in mente? Grazie a tutti.
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