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Midgardsormr

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  1. Midgardsormr

    Dietro la Porta (parte 1)

    @Nevermind, non preoccuparti per il limite di caratteri, i lettori del WD conoscono bene i limiti della suddivisione e chi passa di qui per leggere è comunque paziente. Prime impressioni: sembra essere un fantasy, o un new-weird. Come incipit è abbastanza "standard", ma sembra ben realizzato e interessante. Un primo appunto tipografico. Quando si usano i trattini per aprire i dialoghi, non bisogna chiuderli con il trattino a meno che il discorso diretto non sia seguito nel paragrafo da altro testo. Quindi non: bensì: Se il testo continua dopo la battuta in discorso diretto, invece, è corretto mettere il trattino come già hai fatto. Tuttavia non andrebbero chiusi con punti fermi, ma con virgole. Infine, in questo spezzone andrebbero i due punti e non la virgola: Comunque si tratta di dettagli. Non è un grosso problema. Vorrei leggere il resto prima di dare ulteriori giudizi. Come hai detto anche tu, c'è ancora poca carne al fuoco qui. A rileggerti.
  2. Midgardsormr

    Drake's Equation: ch.1 Prologo

    @DragonAether Ho lasciato passare un po' di tempo prima di commentare, perché sinceramente pensavo si trattasse di un errore: il pezzo che hai postato è davvero cortissimo. Si può tuttavia effettuare una prima brevissima analisi già qui. Errore grammaticale, mi pare. È possibile omettere il verbo ausiliare in un'enumerazione quando tutti i verbi hanno lo stesso ausiliare del primo verbo utilizzato (in questo caso, "fare"). L'ausiliare di "fare" è "avere", ma "ascendere", nella forma intransitiva usata qui, ha come ausiliare "essere" ("io sono asceso" e non "io ho asceso"). È pertanto scorretto omettere l'ausiliare in questa enumerazione. La forma corretta dovrebbe essere: Altro appunto: non mi risulta che Giasone abbia mai passato le Colonne d'Ercole. I miei studi sulla mitologia greca e romana risalgono a qualche anno fa, quindi potrei aver perso qualcosa per strada, ma mi risulta che Giasone nelle Argonautiche di Apollonio Rodio (e in tutti i miti collegati) non sia mai andato verso ovest e le Colonne d'Ercole, ma verso est e la Colchide (nei pressi del Caucaso, oltre il Mar Nero). Il più famoso esploratore "mitologico" ad aver passato le Colonne d'Ercole è stato Ulisse, come menzionato anche nella Divina Commedia. Altro non posso dire, vista la brevità di questo prologo. Le poche frasi qui presenti sembra siano scorrevoli e piacevoli da leggere, ma vorrei poter aver sotto gli occhi qualcosa di più corposo prima di dare un giudizio in proposito. Alla prossima.
  3. Midgardsormr

    Il divieto

    @cynthia collu Mi è molto difficile commentare lucidamente questo pezzo. Sembra essere la storia di una sconfitta, una di quelle sconfitte che uno poi si porta dietro per tutta la vita. Non mi dilungherò, perché dal punto di vista tecnico sembri sapere il fatto tuo, e dal punto di vista emotivo credo tu abbia saputo dosare con sapienza la giusta quantità di detto-non detto per suscitare nel lettore le sensazioni che volevi trasmettere. Due sole cose. Primo: ho avvertito un certo distacco dai personaggi. E se per alcuni, come Lucia e Gianni, può essere stata una scelta stilistica, diventa un po' strano quando parliamo di Roberto o Francesca. Per Roberto in fondo potrebbe anche starci, dal momento che praticamente viene solo menzionato, o accennato di sfuggita, ma per Francesca... non so, è la protagonista, mi sarebbe piaciuto poter entrare di più nei suoi pensieri. Hai chiaramente assunto il suo punto di vista, ma il più delle volte non traspare nessuna emozione, e il POV sembra più una scusa per descrivere le sue azioni in soggettiva. Può darsi tu abbia coscientemente deciso per questa sorta di "focalizzazione interna limitata", ma forse, visto il tema, Francesca si sarebbe potuta lasciare andare emotivamente in due-tre circostanze: giusto brevi frasi prima di riprendere il controllo. Un'emozione trasmessa direttamente al lettore, non solo la descrizione dei suoi movimenti nella speranza che il lettore colga il suo stato d'animo. Secondo: la trama è abbastanza chiara, essendo un racconto piuttosto semplice, ma ho dovuto rileggere due volte per associare ciascun nome al suo ruolo-volto. Francesca, Lucia, Roberto, Pietro, Gianni, Marina. E perfino Nico e Tina. Sono un sacco di nomi per un racconto così breve, e molti di questi personaggi fungono solo da comparse. L'uso dei nomi aggiunge realismo, ma a mio avviso può confondere il lettore (specie chi, come me, fa fatica a ricordarli). Almeno due, Marina e Pietro, potrebbero essere facilmente eliminati senza che il racconto perda efficacia, secondo me. In ogni caso si tratta di annotazioni minori, puramente stilistiche, e in quanto tali assolutamente personali. Bel lavoro, davvero. A rileggerti.
  4. Midgardsormr

    Banished from Death - Prologo - Secondo paragrafo [4/4]

    E me lo dici così? Io pensavo avessi ancora un paio di capitoli nel cassetto. Certo che sì. Mi farebbe piacere avere un'idea della storia, se hai già una sinossi o anche solo delle idee buttate giù. I presupposti per una trama interessante ci sono tutti. Hai lasciato praticamente tutte le domande senza risposta, in questi primi paragrafi. Nemmeno la prima stagione di Lost... Aspetto un tuo MP allora, quando vorrai!
  5. Midgardsormr

    Banished from Death - Prologo - Secondo paragrafo [4/4]

    Eccomi qui di nuovo, @The_Butcher_of_Blaviken. Dunque. Sembra ci siano alcuni refusi ed errori, ti segnalo quelli che ho trovato: - "adii" > "addii" - "davanti la porta" > "davanti alla porta" (questo tecnicamente non è scorretto, ma è arcaico e stona col registro usato nel resto del pezzo) - "10 anni" > in un testo discorsivo (come un racconto) i numeri andrebbero sempre scritti per esteso > "dieci anni" - ...in realtà ce n'era un altro, ma non riesco più a trovarlo. Per quanto riguarda la scena, mi è piaciuta molto la tua "regia" (anche se la scrittura mi sembra ancora un po' troppo manieristica). Tuttavia la descrizione dell'incendio mi è parsa poco realistica. Parto dicendo che non sono un esperto, quindi non prendere per oro colato quello che dico. La descrizione di quanto accade fino quando il padre apre la porta della stanza di Nathan è perfetta, quella è la dinamica tipica di molti incendi domestici. Quanto accade nella stanza, però, credo sia impreciso. Primo: non hai descritto nessun flashover. Non so se per dimenticanza o per scelta. Quando la temperatura di una stanza aumenta molto a causa di un incendio, specie quando le fiamme hanno già raggiunto il soffitto, in pochi secondi la temperatura sale improvvisamente al punto che molti materiali (tra cui la carta e la stoffa) cominciano a entrare in autocombustione, diventando nuovi focolai, e la pelle si ustiona senza nemmeno entrare in contatto diretto col fuoco. In questa scena suppongo che Nathan indossasse qualcosa, quindi mi aspettavo che i suoi vestiti prendessero fuoco. E la temperatura del flashover può uccidere direttamente, o far perdere quantomeno i sensi. Quello del flashover tuttavia non è un elemento indispensabile nella descrizione, e non sempre accade, quindi ci sta che tu l'abbia ignorato. Per darti un'idea, questo video dimostra gli effetti di un flashover. Se vuoi vedere gli effetti sulle persone, cerca video dell'incendio dello stadio di Bredford del 1985 (occhio, ci sono immagini forti). Secondo, e un po' più rilevante: quando "i due Nathan" rompono la finestra, manca il backdraft (o fiammata di ritorno, in italiano). Cosa che invece avevi descritto abbastanza bene quando la porta della camera si apriva. Quando un incendio avviene in un luogo chiuso, come la stanza di questa scena, il fuoco consuma rapidamente tutto l'ossigeno presente, calando leggermente d'intensità - in gergo tecnico, "combustione asfittica" - ma lasciando molti fumi incombusti. Se si reintroduce ossigeno all'improvviso, per esempio spalancando una porta o, come in questo caso, rompendo la finestra, la combustione riprende istantaneamente con effetti esplosivi perché il fuoco si alimenta anche dei fumi. In questo caso tu hai descritto che il letto aveva già preso fuoco per intero, così come la libreria. Si tratta di molto combustibile per una stanza sola, ovvero un fuoco particolarmente grande, quindi mi aspetto che l'ossigeno presente nell'ambiente sia scarso: una finestra aperta in vasistas non può alimentare tutte quelle fiamme, e anche il resto della casa sta bruciando quindi suppongo che dalla porta della stanza non arrivi ossigeno. Se così fosse, nel momento in cui la finestra è stata rotta l'incendio della stanza sarebbe dovuto esplodere in un backdraft, probabilmente investendo il piccolo Nathan e magari scaraventandolo fuori dalla finestra. L'intensità del backdraft dipende da quanto asfittica era la combustione, e si può comunque immaginare che dalla finestra passasse abbastanza aria, ma un minimo di fiammata di ritorno, in quelle condizioni, dovrebbe esserci comunque. Puoi trovare un esempio di backdraft qui (e capirai cosa intendo quando parlo di "effetti esplosivi" ). Ovviamente quello è un caso particolare, visto che in quel caso il backdraft si origina in un luogo completamente chiuso (il solaio), mentre nel tuo caso c'è comunque un minimo di ossigeno nella stanza quando Nathan rompe la finestra. Terzo e ultimo punto, che dipende direttamente dal secondo: passi per il Nathan adulto (che non mi pare si trovi lì in maniera completamente "fisica"), ma in quelle condizioni come fa il bambino a respirare? Non è tanto una questione di fumo, quanto di mancanza di ossigeno. Il fatto che si rialzi dopo essere stato ustionato dalla coperta di pile può passare. Il fatto che sia ancora cosciente con una simile carenza di ossigeno lo trovo molto difficile da credere. Però ci potrebbero essere dei motivi narrativi dietro questa "super-resistenza" di Nathan, quindi molto dipende da come si svilupperà la storia in seguito. In fondo è sci-fi/fantasy, quindi potrebbe starci. A parte le imprecisioni riguardo l'incendio, la scena mi è piaciuta molto. Estremamente cinematografica, come di consueto. E il finale mi ha catturato... ora voglio sapere come va a finire. A rileggerti.
  6. Midgardsormr

    Uomini a orologeria [parte 8 (finale)]

    @The_Butcher_of_Blaviken, grazie per il commento e per aver letto tutto il racconto. Concordo con te su tutte le critiche. Ci sarà un bel lavoro da fare per ri-caratterizzare i personaggi. Ramona ha problemi, me li avete sottolineati per bene. Secondo me anche Mattia meriterebbe una caratterizzazione migliore, perché adesso mi sembra un po' piatto. Ora devo solo trovare la spinta per riprendere in mano il racconto, ho un nuovo prologo ma il resto proprio non viene... Sono contento che ti sia piaciuta la scrittura, visto che la ritengo una delle poche cose da salvare in questo racconto. Cercherò di renderla un po' più graffiante magari, perché mi è sempre parsa un po' debole, eccezion fatta per certi dialoghi di cui sono abbastanza soddisfatto. A rileggerti.
  7. Midgardsormr

    Uomini a orologeria [parte 1]

    @angedolc, @Adorabile Becky, grazie a entrambi per i commenti. Terrò conto delle vostre osservazioni (visto che sto riscrivendo il racconto). In realtà ce l'ha appesa al collo. Se non si nota vuol dire che non ho descritto bene la scena, dovrò sistemarla. E con questo siamo a due commenti a riguardo... OK, va riscritta, ho capito. Grazie ancora per le segnalazioni, spero che anche le parti seguenti vi piacciano.
  8. Midgardsormr

    Non dovevi vedere - Era meglio non vedere

    Questo è chiarissimo. Il problema, come ho detto, è che non è naturale, sembra molto forzato. Nessuna persona parla così a lungo, senza interruzioni, con uno sconosciuto (di cui non si è neppure sicuri sia all'ascolto), dopo un'aggressione, e scendendo così tanto nei dettagli. Voglio dire, a che serve dare nome e cognome a uno sconosciuto? Non è neppure necessario per scagionarsi... Semplicemente non è molto realistico. Quello sembra un discorso fatto davanti alla scrivania di un poliziotto dopo essere stato arrestato. Non un rapido tentativo di giustificarsi.
  9. Midgardsormr

    Uomini a orologeria [parte 6]

    In realtà volevo far passare l'idea che l'Avvocato fosse all'antica, e fosse contrario alle relazioni pre-matrimoniali. Per tutti gli altri appunti, direi che le tue indicazioni mi torneranno utili per riscrivere il pezzo. Tutti i lettori precedenti mi hanno già detto che il racconto sembra essere stato "tagliato male", e che molto si perde per questo motivo. Vorrà dire che proverò a lavorare su una versione più lunga. Probabilmente il "romanzo" avrà anche qualche scena d'azione, in modo da essere ancor più accostabile al noir: mano a mano che postavo qui questa versione, mi sono reso conto che manca completamente di ritmo. Grazie ancora per i consigli.
  10. Midgardsormr

    Banished from Death - Prologo - Secondo paragrafo [3/4]

    Entrmbe le strategie possono avere pro e contro. Io personalmente ritengo che se un racconto è ambientato nel periodo X e nella cultura Y, tutti i nomi e riferimenti dovrebbero essere quelli originali di X e Y. Come sai sono pignolo (ma dai... ). Per esempio, posso essere d'accordo a "svecchiare" il linguaggio di un romanzo ambientato nel Rinascimento: se nella storia tutti i dialoghi avessero la lingua del Boccaccio sarebbero pesanti. Ma in un dialogo tra toscani del '500 non mi puoi inserire "Ci vediamo domani, OK?" perché "OK" è un termine nato negli USA e relativamente recente. Se la storia è americana, voglio che i nomi e riferimenti siano americani. Altrimenti dovresti rinominare anche i protagonisti: Natan (versione italiana dall'originale ebraico) e Sara. E comunque sappi che gli adattamenti li ho sempre e cordialmente detestati: ho a casa un Conte di Montecristo, ma faccio fatica a leggerlo per via di "Edmondo Dantes", "Massimiliano Morrel" e "Gerardo Villefort". Se è così, direi che non è affatto male. Le espressioni e il linguaggio sono accettabili, sono gli scambi di battute tra i due a essere un po' forzati, come a voler inserire per forza un "ping pong" di interventi, ognuno legato al precedente. Nei dialoghi quotidiani questo non sempre avviene. Vado a commentare il tuo intervento al mio racconto, allora. Alla prossima.
  11. Midgardsormr

    Non dovevi vedere - Era meglio non vedere

    @angedolc, commento rapidamente questo tuo incipit. Impressioni personali: non male, ma se devo essere sincero non mi ha preso. Ci sono alcuni elementi che hanno lavorato "contro" la mia empatia di lettore. Proverò a spiegarmi parlando delle questioni più tecniche. Dal punto di vista linguistico non c'è molto da dire. La scrittura è scorrevole, e tutto sommato piacevole. Manca forse un po' di personalità: non ci sono immagini "forti" che restano impresse, non riesco a leggere una tua "firma". Diciamo che è una buona prosa, ma molto standard, come se avessi paura di esporti troppo. In ogni caso non ho notato grossi problemi. Un refuso/errore: "fermo immagine" non richiede il trattino. Dal punto di vista tecnico-narrativo c'è qualcosa in più da sottolineare, ed è probabilmente qui che mi hai perso. Primo: il Punto-di-Vista principale di questo episodio, Marco, sembra più una comparsa che il protagonista. Tanto che non si percepisce la minima caratterizzazione: chi è? Che lavoro fa? Qual è il suo carattere? Che ci faceva lì con la macchina fotografica? Perché non ha portato con sé il cellulare? Il secondo personaggio di questo spezzone, Ermes, ha una caratterizzazione migliore... ed è una cosa su cui dovresti riflettere. Forse con il proseguimento della storia acquisisce maggior personalità, ma per ora è davvero troppo piatto. In ogni caso questo è un peccato veniale. Secondo punto, e molto più grave: lo "spiegone" di Ermes nella fabbrica è assolutamente gratuito, e risulta innaturale. OK, ho capito che il suo scopo era quello di discolparsi... ma nessuna persona pronuncerebbe un "sermone" così lungo, senza interruzioni, a un perfetto sconosciuto (e senza nemmeno essere sicuri che lo sconosciuto fosse ancora lì!), dopo aver commesso un reato. Potrei capire qualche frase spezzata e poco coerente, tipo: "Lei non ha idea... quella donna era un mostro... intendo dire, un vero mostro... ho visto le sue braccia da insetto. Insetto! Capisce? E nostro figlio... non ci voglio nemmeno pensare! Ho DOVUTO farlo!" Ma raccontare in quella maniera è innaturale e forzato. Si capisce che tu, da autore, stai cercando di "forzare" queste informazioni al lettore. Tu racconteresti di cosa accade durante gli "orgasmi" a una persona che non conosci? O del fatto che ti fai seguire da uno psichiatra? Soprattutto questo secondo punto mi ha fatto storcere un po' il naso. Se fossi riuscito a trasmettermi le informazioni in maniera più naturale probabilmente il pezzo mi sarebbe piaciuto. Non è necessario a questo punto della storia che il lettore sappia tutti quesi dettagli: basta sapere che Ermes aveva un mostruoso motivo per uccidere sua moglie. Sarebbe stato sufficiente per dare spinta all'episodio. I dettagli li avresti potuti proporre più avanti. Spero di non essere stato troppo duro. L'idea ha del potenziale, e la tua scrittura è buona. Se riuscissi a garantire maggior naturalezza ai tuoi personaggi potrebbe venirne fuori una buona storia. A rileggerti.
  12. Midgardsormr

    Banished from Death - Prologo - Secondo paragrafo [3/4]

    Eccoti qui, finalmente, @The_Butcher_of_Blaviken. Ti aspettavo al varco. Sono un po' di fretta, ma non potevo certo non commentare. Tecnicamente ci sono due punti che non mi convincono. Ricordi quando ti dicevo che era pericoloso scrivere basandosi su una cultura diversa? Ecco, qui abbiamo un esempio. Potrei sbagliarmi, ma mi risulta che l'anime Lady Oscar non sia stato trasmesso negli USA fino agli anni 2000, e comunque non sulle TV commerciali. Come detto potrei sbagliarmi, ma ti converrebbe controllare, se non l'hai già fatto. Se ti riferisci al manga, quello dovrebbe essere stato distribuito negli anni '80 o '90, ma anche quello con bassissima diffusione. In ogni caso il nome "Lady Oscar" è tipico dell'adattamento italiano e sudamericano, non di quello anglosassone, dove l'opera è conosciuta come The Rose of Versailles (dall'originale giapponese) e dove il titolo "lady" non compare mai (nel fumetto e nell'anime viene chiamata al massimo "madamoiselle Oscar", se ricordo bene). Inoltre l'influenza culturale dell'opera è infinitesimale nel mondo anglosassone: mentre in Italia un qualsiasi adulto saprebbe riconoscere quantomeno il nome "Lady Oscar", negli USA la stragrande maggioranza della popolazione non avrebbe la più pallida idea. Inserire un riferimento così esplicito qui, sulla bocca dei due bambini, risulta quantomeno "fuori contesto". Può esserci una spiegazione narrativa per cui questi due bambini americani conoscono così bene il nome "latinizzato" di un'opera quasi sconosciuta negli USA, ma sembrerebbe comunque una forzatura. Non sono sicuro al 100% di questa osservazione, ma quantomeno varrebbe la pena verificare. Passato remoto, poi presente, poi di nuovo passato. Io l'ho interpretato come se il Nate "adulto" non volesse vedere Serah andarsene. Ma stona tantissimo. Se escludi le rotture della quarta parete, non mi pare tu abbia usato il presente narrativo fino a questo momento. E questa non sembra essere una rottura della parete. Per quanto riguarda i personaggi, devo purtroppo ammettere che Nate e Serah risultano poco credibili. Geni precoci ce ne sono, ma "tuttologi" no, specialmente a quell'età. OK, appassionati di Kant, Freud, letteratura e filosofia in genere... ma il bosone di Higgs? Richiede conoscenze di fisica avanzata, e per quanto precoce il cervello umano ha pur sempre dei limiti, se non altro dovuti al tempo impiegato per maturare certe esperienze. Se studi filosofia non puoi specializzarti in fisica. Non nel mondo moderno, almeno. Mozart a 6 anni era un genio dal punto di vista linguistico e musicale, ma culturalmente non era più avanti dei suoi coetanei. Pico della Mirandola era praticamente un "tuttologo", ma le sue conoscenze si limitavano per lo più alle lettere, e quello che conosceva delle "scienze dure" era limitato alla matematica del XV secolo. Poca roba, di certo nemmeno lontanamente paragonabile alla "fisica nucleare" dei nostri giorni. Non voglio sindacare le tue scelte per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi, ma di sicuro due bambini così rendono molto difficile la "sospensione dell'incredulità" necessaria per andare avanti in un romanzo fantasy/sci-fi come questo. Ciò detto, il passaggio mi è comunque piaciuto. Un po' forzati i dialoghi, ma nessun problema insormontabile, necessitano giusto di qualche colpetto di lima. Attendo di leggere il seguito. Alla prossima.
  13. Midgardsormr

    Uomini a orologeria [parte 8 (finale)]

    @Mattia Alari e @mercy, grazie mille per i vostri commenti e per il tempo che mi avete dedicato. Avevo tanti dubbi su questo racconto, e molte delle vostre annotazioni li hanno confermati. I problemi che avete evidenziato sono problemi che avevo notato anch'io, almeno in parte. L'unica cosa che salverei di questo lavoro, per ora, è lo stile e la scrittura. E anche lì, come avete già notato, c'è ancora da lavorare. Farò tesoro delle vostre segnalazioni. Sono contento tuttavia che sia riuscito a trasmettere alcune idee, come il voler giocare con gli stereotipi. Quando però lo riscriverò in forma di romanzo penso che arricchirò un po' le psicologie dei personaggi. Non ho fiducia che le mie capacità narrative possano reggere il gioco degli stereotipi più a lungo di quanto ho fatto qui (e anche qui, come avete visto, il gioco crolla miseramente nel finale). Grazie ancora.
  14. Midgardsormr

    Uomini a orologeria [parte 4]

    @The_Butcher_of_Blaviken Grazie per il commento approfondito. Purtroppo hai ragione quasi su tutto. Questo segmento è, insieme all'incipit e al finale, quello che mi convince meno. Devo andarci pesante con la lima. Rispondo solo a questo: Mattia non è il tipo di persona che lascia la sua chiave a qualcun altro, tutto lì. Paranoia, come sottolinea Ramona più avanti. Anche qui, il problema è che ho tagliato un po' l'idea originale. Nella versione "lunga" Mattia aveva una lunga conversazione in carcere con la Mesto, e la sentiva molto affine a sé (e a Flaminia). Da qui l'analogia: se Mattia non se la sente, sarebbe stato difficile anche per la Mesto. Ovviamente questa analogia si perde molto in questa versione, al punto che forse dovrei rivedere questa frase. @Mattia Alari Grazie mille per tutti i tuoi commenti. Ho visto che ci stai dando dentro, e non voglio interromperti. Ti risponderò per bene una volta che avrai finito i tuoi interventi.
  15. Midgardsormr

    Uomini a orologeria [parte 8 (finale)]

    Come anticipato ad alcuni dei miei lettori, scriverò qui le "spiegazioni" che non sono state inserite nella versione attuale del racconto. La storia è ucronica, ambientata in un parallelo dell'Italia fine anni '80, in cui un gruppo di persone (il "Partito") detiene il potere da una quarantina d'anni in una sorta di dittatura "soft". Il Partito impone, per i cittadini e tutti i residenti, l'installazione di un "meccanismo a orologeria" al raggiungimento della maggiore età, al fine di "responsabilizzare" gli individui e di far loro apprezzare appieno il valore del tempo che vivono. I modelli installati dipendono per lo più dall'allineamento di una determinata famiglia o gruppo agli ideali del Partito (es. ai figli di oppositori al partito vengono installati modelli scomodi o addirittura invalidanti, mentre i modelli migliori e meno invadenti sono riservati agli appartenenti al Partito stesso), o dal loro grado di "responsabilità". La "responsabilità" garantisce migliori posizioni di lavoro e una serie di altri vantaggi nella vita quotidiana. Dal momento che la "responsabilizzazione" è uno degli obiettivi del Programma "Uomini a Orologeria", perdere la chiave o chiederne duplicati diventa un problema: non solo economico (le chiavi vengono rilasciate a costi esorbitanti), ma anche sociale, dal momento che chi chiede duplicati perde "punti responsabilità". Questo il contesto. Come potrete immaginare, visto il finale, ho voluto evitare di costruire tutta questa architettura per tenere in piedi quello che era solo una sorta di "scherzo" letterario. Motivo per cui ho anche deciso che la forma "romanzo" non sarebbe stata adatta: credo che qualsiasi lettore, dopo essere arrivato al finale sorbendosi centinaia di pagine, potrebbe sentirsi preso in giro. Discorso diverso per la forma "racconto lungo", dove il finale diventa più accettabile perché il lettore non ha investito troppo tempo. Nella versione lunga sarebbero dovuti comparire altri personaggi: i genitori di Rosalia Mesto (con il padre esponente del Partito che ha ripudiato la figlia perché fuggita con Coloni prima del matrimonio, a 17 anni; motivo per cui la Mesto si ritrova con uno dei peggiori modelli di "meccanismi" in circolazione); altri colleghi di Mattia; una serie di personaggi coinvolti nel caso Coloni, che Mattia passa al setaccio durante la sua inchiesta; alcuni amici di Ramona, tra cui un funzionario del Ministero delle Chiavi e dei Meccanismi; e infine i genitori di Flaminia. --- Spero che i lettori del WD sappiano darmi un'indicazione. Ho pubblicato qui questo racconto nella speranza di capire se effettivamente può funzionare in questa forma, o se è necessario ampliarlo e farlo diventare un romanzo. Oppure se sarebbe meglio lasciar perdere del tutto. Grazie a tutti coloro che si prenderanno la briga di rispondere.
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