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Mello

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  1. Mello

    L'incubo del riscrivere

    Grazie @Horselover Fat e @dyskolos ormai è andata così; prossima volta sicuro ogni tot farò una revisione (e giuro che non partirò alla garibaldina presa dalla foga del momento!) in modo da arrivare alla fine un po' meno a caspiterina (come dice il nostro amico più su)
  2. Mello

    Mondo Post-Apocalittico: Virus vegetale

    Ti dirò, la quarantena secondo me ha tirato fuori la voglia di scrivere molte storie similari. Anche io ne ho scritta una quindi ora come ora non so quanto sia una buona idea, magari ti conviene aspettare un po'. Comunque a mio modesto parere tutto è ispirato già a qualcos'altro. Scrivere cose originali cioè su tematiche proprio originali non credo sia facilissimo. Molto sta nel come si sviluppa la trama e i personaggi. A me personalmente più che la trama in sè (certo ho sempre le mie preferenze e una trama troppo piatta senza suspense no) attirano molto i personaggi ben strutturati che facciano affezionare subito il lettore. Ci metti qualche elemento che tenga col fiato sospeso e poi mi puoi raccontare anche la storia della bella addormentata nel bosco io sono lo stesso felice
  3. Mello

    L'incubo di scrivere un romanzo

    Questa discussione avrei dovuto trovarla a ottobre dell’anno scorso, quando cioè ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo (tra l’altro grazie di cuore a tutti per i preziosi consigli! Ho appena fatto una domanda in un altro topic che ha trovato risposta proprio qui!) Io posso riportarti la mia umile esperienza: mi sono buttata più o meno a capofitto, presa dall’euforia del momento, avendo giusto una scaletta striminzita. Scrivi, scrivi, scrivi... sono arrivata ad un certo punto che non sapevo più nemmeno di cosa stavo parlando fra un po’ quindi mi son dovuta fermare per impostare un po’ tutto per benino. Ma questo mi ha fatto perdere una marea di tempo e quando poi ho ripreso il filo della storia... non mi ricordavo più niente! (poi io ho una memoria che povera me) Si tratta di una storia fantasy, quindi ho dovuto delineare geograficamente il mondo, gli abitanti, l’impostazione generale politica, economica, religiosa e via discorrendo. Poi i personaggi. Quantomeno a grandi linee inizialmente perché sono d’accordo con @Silverwillow i personaggi maturano nella tua testa mano a mano che progredisce la storia e fanno cose. Mi sono ritrovata con un personaggio che inizialmente doveva essere una mera comparsa o poco più, comunque molto marginale, invece si è sviluppato talmente tanto da essere diventato incredibilmente uno dei miei preferiti e di conseguenza gli ho dato molto più spazio nella storia. Quindi le cose che hai programmato spesso deragliano ed è giusto così vuol dire che c’è una sana evoluzione, però prepararsi al meglio è fondamentale. Io ho perso veramente tanto tempo, avrei dovuto impostare tutto prima. Ma anche io ero fan del “bisogna scrivere di getto quando si ha l’ispirazione” che in parte può essere anche vero, ma ci vuole metodo altrimenti ti ritrovi davvero ad aver scritto 200 pagine da demolire poi quasi completamente perché non ti torna più niente. Tornassi indietro farei tutto il lavoro di world building prima, traccerei anche se in linea di massima tutti i personaggi (almeno descrizioni fisiche e accenni caratteriali), farei una scaletta più sostanziosa per evitare il più possibile incongruenze e buchi di trama. E soprattutto stabilirei sin dall’inizio quali informazioni scrivere e quali tenere per me (su questo mi sono impappinata assai duramente). invece ho avuto fretta di scrivere e mi sono trovata nei casini poi. per quanto riguarda la paura di fallire, beh penso che ce l’abbiamo un po’ tutti, ma credo che non sia il momento questo di affrontarla; prima pensiamo ad arrivare alla fine, il tempo per aver paura lasciamocelo per più in qua. Come si suol dire: un matto alla volta
  4. Mello

    L'incubo del riscrivere

    Approdo qui, in preda all'incubo del riscrivere. Premetto che è la prima volta che mi cimento nella stesura di un romanzo vero e proprio, quindi avrò fatto ventimila errori di cui almeno la metà avrei potuto evitarli se mi fossi fermata a ragionarci un attimo prima. Se la prima stesura mi era sembrata già un'impresa, adesso mi viene direttamente da piangere Dopo i primi momenti di panico (e tralasciando ogni perplessità sull'aver davvero scritto certe boiate da scuole elementari ) ho letto i vostri consigli e sto procedendo con una riscrittura focalizzandomi su un aspetto alla volta. Ed è senz'altro il modo migliore. Però ugualmente mi trovo in difficoltà a ricordarmi cosa ho scritto. Mi spiego meglio: nella mia testa e nei miei appunti è tutto ben definito e congruente, ma siccome non amo molto gli spiegoni ficcati a paginate per toglierseli di mezzo subito (si tratta di una storia fantasy, quindi potete immaginare) preferisco spalmare le informazioni necessarie in modo omogeneo nella trama senza ingolfare il tutto con noiose spiegazioni. Quindi mi ritrovo a non sapere più cosa diamine ho già scritto su un dato argomento. Ora mi sto appuntando capitolo per capitolo dove spiego roba, ma così mi pare di perdere ancora di più i capo Forse ho sbagliato fin dall'inizio, sono andata avanti senza mai riprendere in mano i capitoli precedenti (guardando giusto un paio di cose che mi servivano) per non perdere il filo ed arrivare in fondo (e dicendo: sì tanto poi lo sistemo dopo!) e adesso mi trovo un testo un po' troppo ingarbugliato, ripetitivo in certi punti, carente in altri e faticoso da sistemare. Ho idea che mi serviranno veramente molte riletture e dovrò cambiare parecchi pezzi se non proprio interi capitoli. Quindi mi chiedo, a futura memoria: non sarebbe meglio affrontare la riscrittura già prima della fine della prima stesura, che so, ogni tot capitoli? In modo da arrivare alle revisioni dopo già avvantaggiati su certi aspetti?
  5. Mello

    Capitoli e spezzoni

    Eh mi pare un bel problema. Mi piaceva l'ida di @dyskolosfacendoli partire dalla fine che si incontrano e si raccontano le rispettive storie. Il protagonista indiscusso sarebbe Luigi, con Gianni che interviene a spezzare la storia. A quel punto non si tratterebbe di fare un capitolo ciascuno, ma verrebbe un racconto lineare, però così facendo che Gianni passi un po' in secondo piano è inevitabile. E poi probabilmente dovresti riscrivere intere parti e non so se lo vorresti fare. Oppure dividi il libro in tre parti. La prima con Luigi, la seconda con Gianni e la terza dove si incontrano.
  6. Mello

    Programma per associazione di parole

    Un sito così proprio per associazione non saprei, ma se vai su Virgilio sinonimi e contrari delle volte ti tira fuori delle perle che neanche t'immagini!!
  7. Mello

    come allungare il brodo?

    Io direi di sì, sarebbe interessante, a patto che non sia tirata fuori davvero come il jolly solo nel momento in cui fa comodo... tipo 20 capitoli di lui, 20 di lei e 3 dell'amica che salta fuori dal nulla e nel nulla ritorna fino a che non serve di nuovo.
  8. Mello

    Dividere il libro

    Grazie @Parole nel cassetto per la risposta, che non trovo affatto cattiva, ma direi realista. Credo che tu abbia perfettamente ragione su tutto. Infatti è la prima volta che mi cimento nella stesura di un romanzo vero e proprio e nonostante abbia già la storia fino alla fine, mi sono dovuta scontrare col fatto che, mancandomi principalmente l’esperienza, non è per niente facile svilupparla degnamente andrò avanti e vedremo che succederà! Speriamo in bene
  9. Mello

    Dividere il libro

    Ciao a tutti, mi riallaccio a questa discussione, che più o meno riflette il mio quesito, per non aprirne una nuova. In breve, sto scrivendo un romanzo, nato come un racconto abbastanza autoconclusivo (o meglio, che lasciava un finale aperto per uno nuovo, che comunque avrei avuto l'intezione di scrivere), ma si è sviluppato in un modo che mi trovo nella necessità di doverlo dividere in tre parti. Tenendo in considerazione che in sei mesi ho buttato giù solo la prima parte (ancora nemmeno conclusa nella prima stesura, mi ci vorrà un altro mesetto penso), il mio dubbio è: come meglio procedere? Mi spiego: è meglio che mi concentri sulla prima parte, da eventualmente poi sottoporre un giorno a qualche CE per vedere se magari può interessare la storia (e quindi farmi subito un'idea se sia meglio continuare o finirla per sempre), oppure me ne frego vado avanti e scrivo ogni cosa fino alla fine e mando poi (eventualmente, sempre s'intende) tutto il malloppazzo (fra dieci anni probabilmente visto i miei tempi )? Perchè se è vero che se una CE si vede arrivare uno scritto che non ha conclusione storce il naso, penso che lo farebbe anche nel caso si trovasse davanti alla storia infinita, soprattuto se scritta da un perfetto signor nessuno e magari manco la legge, cestinando subito oppure semplicemente non piace. Io sarei anche per andare avanti e vedere poi che ne sarà di me, non ho grosse pretese e certo c'è sempre l'autopubblicazione, ma nemmeno vorrei trovarmi ad averci creduto e sgobbato come un somarello per mesi, mesi e mesi, notti insonni, azzeramento o quasi vita sociale, per poi finire in una bolla di sapone senza nemmeno avere cominciato, ecco. Ho bisogno di una dritta grazie a chi mi vorrà rispondere.
  10. Mello

    Innamorarsi del proprio romanzo

    Che verità. Comunque vero anche che purtroppo è un genere ritenuto un po' bambinesco... secondo me oggi spaccato in due tra boiate per adolescenti e beautiful coi draghi. Ho un po' questa impressione (almeno dai riscontri con conoscenti).
  11. Mello

    Hello everyone!

    Ciao Benvenuta! che bella cosa averlo portato avanti così a lungo, nonostante le pause, comunque necessarie, visto il tipo di storia
  12. Mello

    Ciao a tutti!

    Ciao Marco, benvenuto. Anche io come te semplice appassionata di scrittura, approddata qui per curiosità, iscritta perchè rimasta davvero colpita dalla qualità del forum. E se son rose, come si suol dire, roseranno fioriranno
  13. Mello

    Innamorarsi del proprio romanzo

    @Nopanich In passato ho provato a scrivere altre cose, anche su tematiche più realistiche, gialli, vita vissuta, ma le ho lasciate sempre tutte incompiute dal momento che dopo un po’ perdevo interesse. Ho il grande difetto che ne penso troppe tutte insieme ed inevitabilmente finisco con l’abbandonare un sacco di progetti, anche quelli che inizialmente mi avevano entusiasmato. Ma nel fantasy ho trovato il mio sbocco (almeno per ora poi non si sa mai dove mi porterà il cuore ); è la prima volta che ho sviluppato un’idea fino in fondo e mi sta appassionando ogni giorno di più. È un genere, penso, che, se sei un tipo abbastanza creativo, non può venirti a noia tanto presto.
  14. Mello

    Ciao a tutti!

    Ciao Valeria, benvenuta!
  15. Mello

    Innamorarsi del proprio romanzo

    ohiohi i nomi... pur scrivendo una storia fantasy, per quelli dei personaggi alla fine me ne sono fregata: se esistono già pace (soprattutto se sono nomi di uso "comune"; per dire un Frodo mai e poi mai). Già quando ho cambiato nome ad uno dei persoaggi principali sono andata nel panico, continuando a chiamarlo alla vecchia maniera per settimane Ma la cosa che mi ha deluso di più è stata dopo due mesi scoprire, googolandolo per curiosità, che il mondo che stavo creando esisteva già con lo stesso preciso nome. Io così ok, adesso controllo sempre prima
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