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Ilaris

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  1. Ilaris

    [TW-2] Imperfezioni

    Grazie @Alba360 , sono contenta che ti sia piaciuto Buon proseguimento col contest!
  2. Ilaris

    Le schede di lettura del Premio Italo Calvino

    Ho ricevuto la scheda di lettura. Senza infamia e senza lode, sia il loro giudizio nei confronti del mio lavoro, che il mio giudizio nei confronti della loro scheda. Posso dire che, nella nostra condizione di reciproca parità, io e il PIC ci siamo incrociati per un breve attimo e salutati senza attrito Un consiglio ai futuri partecipanti: eliminate ogni singolo refuso prima di spedire, per carità
  3. Ilaris

    L'armadio delle scarpe di Marcella

    Ciao @Mirkos91 Passaggio veloce solo per dirti che l'ho letto con piacere e con la voglia di leggerne ancora. Questo per me significa, molto semplicemente, che la penna c'è. Aspetto altri frammenti
  4. Ilaris

    [TW-2] Imperfezioni

    @bwv582 Grazie di aver condiviso questa bellissima immagine e dell'apprezzamento Come ho scritto in risposta a Rhomer la cosa a cui tenevo di più nel continuare il suo racconto era la coerenza, se l'ho manifestata anche nello stile (e se sta bene anche a @Rhomer ) mi fa ancora più piacere! @RobinK Grazie mille anche a te per l'apprezzamento e per aver colto appieno quello che ho voluto trasmettere. Mi piace la tua idea per un seguito Buona continuazione e buon contest a entrambi!
  5. Ilaris

    Penna e Spada - Il topic per le votazioni

    Commentati entrambi Voto: X
  6. Ilaris

    [Sfida 32] Holly

    Ciao @mercy qualche pulce, parere personale, se non servono butta via! Holly. La prima volta che l’ho incontrata era una sera come questa, benedetta dal vento fresco della Baia. Mi suona meglio perché la virgola dopo il nome a inizio frase è più da vocativo: Holly, la prima volta che ti ho incontrata... Qualunque cosa fosse, sapone, talco o lozione sulla sua pelle, aveva un odore struggente, Mi stona che spari al pugile senza un apparente perché. Il pugile ha un’arma in mano e gliela sta puntando addosso? Andrebbe chiarito. Se Mike uccide perché vuole proteggere Holly e farla fuggire coi soldi, scopre (o ha la conferma) dopo, nell'ingresso, che ci sono dollari in giro. Farei ammazzare prima il tipo nell’ingresso coi soldi e poi il pugile. Si vede che hai studiato molto per scrivere questo racconto, ci sono molti topoi del genere, forse troppi. Il risultato è tutt’altro che spiacevole (e dimostra la tua bravura) ma soffre di tecnicismo, come se (e qua ti do la mia impressione personale, vale come il due di coppe) nello scrivere il racconto non ti fossi focalizzata sul protagonista, ma sulla parte da fargli recitare. Il rosa latita, perché per definizione l’ammore avrebbe voluto il lieto fine, con Holly e Mike, ad esempio, che si godono insieme i soldi. A rileggerti
  7. Ilaris

    Le schede di lettura del Premio Italo Calvino

    Io a suo tempo ho ricevuto un parere molto positivo sulla storia, incoraggiata l'ho riutilizzata per un altro concorso e lì mi hanno letteralmente massacrata (per la storia!) Quest'anno ancora niente. Sono curiosa anch'io.
  8. Ilaris

    [Sfida 32] You can't always get what you want

    Ciao @Ton Ti lascio qualche appunto, parere personale, se non servono butta via! Hai voluto richiamare l'incipit di Lolita? Più corretto, secondo me: "Lei entra decisa, esile stelo flessuoso ondeggiante tra gli spasmi della brezza mattutina." Qui non ho capito subito a chi si rivolgeva, né che la prima persona narrante è quella del fioraio e non quella del poliziotto. L'ho capito da una tua risposta a un commento. Questo pezzo, in quanto a stile, è moolto hardboiled... Anche se è inverosimile che in dodici anni non sia successo niente (basta un solo poliziotto tuttofare in zona, a questo punto) Visto che sta sempre lì, avrebbe più senso se dicesse qualcosa del tipo "perché non ci dici chi è, così la finiamo una volta per tutte?” La storia non è male ma (perdona la franchezza, non odiarmi) i cambi non comprensibili del narratore, nessuna tag di dialogo, o abbastanza elementi che facciano capire chi è che parla e a chi, durante la lettura mi hanno estromessa dallo svolgimento dei fatti (avendo capito solo in seguito) e non me l’hanno fatta apprezzare fino in fondo. Il tema hardboiled secondo me è centrato solo in parte, ma potrei sbagliarmi! A rileggerti
  9. Ilaris

    [TW-2] Imperfezioni

    @Rhomer Meno male che lo sviluppo “razionale” ti è piaciuto… temevo lo fosse un po’ troppo. Non ho capito subito il tuo racconto, alla prima lettura, ma poi ci ho visto tanti significati e mi sembrava tutto lì, tra le righe, visioni ed elementi reali. Quando mi è venuta l’idea per spiegarlo l’ho riletto alla luce di quello che avevo immaginato e mi è sembrato che ci fosse della coerenza, la cosa che a cui tenevo di più nella continuazione. Mi fa piacere che tu l’abbia apprezzato, stile compreso, e ne sono lusingata. Buona continuazione per il contest anche a te! @H3c70r @Silverwillow @Colored Shadows Prod grazie a tutti per il passaggio, per l'apprezzamento e per i complimenti... sono contenta di non aver rovinato il racconto di Rhomer, e di averne fatto una continuazione che avete trovato plausibile! Buon continuazione per il contest
  10. Ilaris

    [TW-2] Vedova nera

    Ciao @Rhomer Innanzitutto sono stracontenta che il mio racconto ti abbia ispirato. Tra tutte le continuazioni che avevo immaginato l’attrazione fisica tra Emma e la dea mancava e, leggendoti, non mi spiego perché non l’avessi prevista… Gli elementi per lo sviluppo che ne hai fatto ci sono tutti: il fatto che Emma abbia solo relazioni mordi e fuggi con gli uomini potrebbe anche indicare che è attratta dalle donne e non sapeva di esserlo, perché no? Dopo aver saputo della cattiveria subita, era inebetita e non aveva la forza di reagire. La dea (dea, bella ragazza o strega, speravo di aver lasciato aperte varie possibilità) non solo ha preso in mano la situazione per confortarla e aiutarla nella vendetta, ma ha guidato con poteri soprannaturali la sua mano (il suo intero corpo a mezzo di fili) affinché la compisse da sé… originale e ben condotto! La deriva consapevole e soddisfatta di Emma è la conseguenza che la dea si aspettava, non aveva bisogno di chiederle se fosse d’accordo. Insomma trovo lo sviluppo estremamente coerente, piacevole e originale, con in più la tua impronta e le tue atmosfere particolari e visionarie, nel pieno spirito del contest. Ogni autore mette del suo, è questo l'aspetto divertente. Mi frullano in testa tanti scenari possibili per la tappa finale. Per quanto riguarda lo stile, ti segnalo solo questa frase in cui, parere personale, se inserisci "la sua mano" si spiegherebbe meglio il terrore. Complimenti sinceri!
  11. Ilaris

    [TW-2] Imperfezioni

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/48375-lettere-a-mio-padre/?do=findComment&comment=849703 Racconto sviluppato: https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/48213-tw-1-petricore/?do=findComment&comment=846911 “No, no, no!” Giulio è accucciato in un angolo della stanza, con la testa incassata nelle spalle, gli occhi serrati e le mani a coprire le orecchie. Non vuole, non deve sentire. Non può fare nulla per aiutarla. La donna si è messa a urlare quando i primi colpi dal cielo hanno cominciato a schiantarsi sul terreno sollevando detriti, poi il clangore ha sovrastato le sue grida e ogni altro suono, in un crescendo che ancora perdura. La pioggia non nutre. Evapora a contatto con le lamiere, con le spire metalliche, con gli alberi ghermiti dalle raffiche di vento. La terra pulsa dal suo interno, si solleva in onde. Il leviatano si è risvegliato e sta salendo dagli abissi. Il mondo è caos. Giulio conosce quella furia. Mai come ora ha temuto e desiderato al tempo stesso che non si plachi finché ogni singola vestigia, già corrosa dal fuoco del suo stesso marciume, non sarà stata divelta. La ruggine ammanta e divora case e templi, rei e innocenti, perché nessuna stirpe possa generare nuove stirpi col seme contaminato dell’uomo. Il fragore è cessato. Non è rimasto nient’altro che un debole ronzio nelle orecchie. Giulio aguzza i sensi. È finita troppo presto, pensa. In Dio è rimasta della misericordia, o forse per oggi è solo stanco di distruggere. Uno squarcio si apre nella memoria. Si rivede bambino, seduto composto in un banco dell’oratorio. Un venticello si insinua dalla finestra aperta, rapisce i suoi pensieri e li porta oltre le mura impregnate di incenso e parole grevi, fino al campetto dove sarebbe bello correre e gridare e inzaccherare i calzoni e la camicia buona; gli soffia sulla nuca rasata di fresco e agita le pagine del libro di catechismo, gliele volta una ad una, fino a fermarsi sull’immagine di Dio. Il bambino abbassa gli occhi sulla pagina. Tutto è luce, in quell’immagine: i raggi obliqui del sole, la veste, la barba, il cielo, il candore delle mani rivolte verso il creato coi palmi aperti. Mani troppo grandi per quella figura scarna. Il bambino inclina la testa e le osserva, stupito e un po’ scandalizzato. Conclude che chi le ha disegnate non è un somaro. Se le ha messe così in un libro importante, il sussidiario del catechismo, deve averlo fatto di proposito. Le mani di Dio sono imperfette! Il catechista batte sul banco con la bacchetta e lo riscuote dalle sue fantasticherie. Gli occhietti scuri lo guardano fisso. Sembrano volergli entrare nella testa per carpirgli quella incredibile scoperta. E ancora delle mani, in quello squarcio, troppo piccole per un corpo pingue. In quello stesso oratorio dove una finestra chiusa che non fa passare alcuna frescura, il dolore, la testa e le braccia premute sul banco e il cigolio del cancelletto arrugginito mosso solo dal vento non sono imperfezioni nella favola della punizione per gli empi e della salvezza degli innocenti. Sono l'annuncio della decadenza. Nella stanza è sceso il buio. Giulio accende l’interruttore. Nel disordine misurato della casa gli oggetti occupano i loro spazi stabiliti dalle abitudini. La ruggine che ricopre la sedia di Elena si dilegua e scompare sotto lo sguardo dell’uomo. Quella sedia odora già di assenza. Quel suo modo di guardarlo e sorridere, di allungare le mani sul tavolo per stringergli le sue mentre parlava, il fiume di parole che lo incantava… Elena lo faceva ridere, un tempo. Dopo l’incidente tutto è cambiato. Da allora negli occhi della donna non c’è stato amore, ma compassione. Giulio seleziona e scompone i ricordi, li ripone in posti sicuri della memoria affinché non possano riemergere se non quando sarà lui a volerlo. Nella sua mente deve esserci solo il riflesso di Dio. Elena è quasi perplessa. Non ha mai visto la madre in quello stato di beatitudine. La donna, più che sorridere, sembra avere una paresi facciale. Cammina su e giù per la camera, le braccia sottili e il corpo ingobbito per avvolgere e proteggere il suo primo nipote. Non riesce a distogliere lo sguardo da quell’esserino. Ogni tanto alza gli occhi verso la figlia e si sforza di mostrarle un po’ di disappunto, che però non intacca di un millimetro la felicità. «Ha fame» dice a Elena. In un niente il neonato è passato da una smorfia al pianto, con tutto il fiato dei polmoni. La neomamma allunga le braccia, lo accoglie su di sé e lo sistema impacciata sul seno gonfio. Lo avvicina alla bocca di Massimo che subito vi si attacca, avido. «Sta bevendo troppo in fretta» dice, allarmata. Le sembra che stia ingurgitando senza prendere un respiro. Sta per staccarlo ma proprio in quel momento il poppante fa una pausa, esausto. La fa sorridere. La madre si siede sul ciglio del letto. Sospira. Non ha mai visto Elena così bella e in salute. «Tesoro, ascoltami. Lo sai che puoi restare da me tutto il tempo che vuoi. Ma intanto, chiamalo. Devi avere pazienza, con quello che ha passato.» Elena scuote piano la testa, perché quel rimprovero dimostra la saggezza di chi non sa tutto. Le ha mentito dicendole che Giulio non era in casa quando le sono cominciate le doglie; le ha taciuto che è stata soccorsa da degli estranei, per strada, mentre suo marito vigliaccamente la “consegnava” al “Dio della ruggine”. Non le ha mai detto che da quando si è risvegliato dal coma non sta risalendo passo dopo passo dal limbo, come tutti credono, ma sta invece precipitando sempre più in una assurda pazzia. «Ti prego, mamma, non insistere. Giulio non è pronto per vedere il figlio. Deve prima risolvere i suoi problemi. Quali che siano, deve lasciarsi aiutare.» Elena non dirà mai al suo piccolo che ha dovuto scegliergli il nome da sola.
  12. Ilaris

    Lettere a mio padre

    Ciao @GiuliaShumaniTutanka ti lascio le mie impressioni personali di lettrice, se non servono butta via! è stata già fatta notare l'ambiguità dell'ambientazione Perché "queste" lettere e non una? Ci sono degli stacchi temporali tra l'una e l'altra, ma vengono scritte tutte insieme. Toglierei "mi ricordo" che fa pensare a un fatto passeggero o di scarsa importanza, e non a tutto quello che ha a che fare col divorzio dei genitori, che lascia un segno pesante stonano a mio avviso col registro scelto Addirittura... qui da lettore alzo le antenne in attesa di uno sviluppo ancora più grave Al padre è stato tolto il diritto di vedere la figlia o si tratta di un abbandono da parte dell'uno o dell'altra? Ne andrebbe fatto un accenno Qui perdo il nesso con la storia. Se un padre è un violento che picchia le donne in presenza della figlia, se le fa credere di aver lasciato vivisezionare il cane per godere della sua sofferenza, quando la ragazza (giustamente) finisce dallo psicologo, mi aspetto che quest'ultimo non parli di età mentale di una cinquantenne a causa di una "situazione genitoriale" questo invece è plausibile Nonostante qualche incongruenza, il tuo racconto mi ha catturata fino alla fine. Mi ha lasciato la sensazione che l'escamotage delle "micro lettere" (che non mi entusiasmano dal punto di vista della struttura del racconto) alla fine abbiano un senso stilistico e funzionale. Scritte da una giovane donna, nella loro infantilità (già questo dice molto), destrutturano i suoi problemi caratteriali e il suo percorso contraddittorio e travagliato di crescita: il senso di abbandono, gli attacchi di panico, l’attaccamento morboso a un padre alcolizzato e violento (anche se solo psicologicamente nei confronti della figlia ), il tatuaggio indelebile e il fatto che non abbia pianto alla notizia della sua morte. A rileggerti!
  13. Ilaris

    Taxi writer - Topic ufficiale

    @Anglares Domanda stupida, chiedo venia: il titolo della seconda tappa deve essere nuovo con un richiamo al titolo del racconto ripreso dalla prima tappa, o non serve, visto che ci sarà il link?
  14. Ilaris

    Il gioco del Testo Alfabetico

    Ho ancora molte idee: vorrei biografare umili zitelle oppure grandi ussari, se esistono. Qualora assolvessi tematiche idealistiche, fantasticando ovazioni, credo dedicherei revisioni nitide e particolareggiate, leggermente hamsuniane, a manoscritti inediti. Verosimilmente brucerei uno zibaldone o glorificherei un sermone  RNEPLHAMIVBUZOGUSEQATIFOCD
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