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Thorns

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Thorns ha vinto il 29 ottobre 2012

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    Zucca vuota
  • Compleanno 10/11/1986

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  • Genere
    Maschio
  • Provenienza
    Prigione di Spine

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  1. Thorns

    [MI44 - Fuori Concorso] Cataclisma.

    Ciao Lynnett! Grazie per averlo letto... cinque volte? Non l'ho riletto cinque volte nemmeno io Grazie Non lo so ma non ce lo vedo a dire "chessò". Mi sembra stoni col carattere del personaggio e col suo reegistro. Non so. Secondo me, invece, l'apparente incoereza fa parte del suo carattere, del suo essere un tipo strambo e un po' imprevedibile Ripetizione: troppi "porci" in troppe poche righe. Vero Qui mi sembra un controsenso: se Tolomeo è l'unico mago rimasto, come mai anche Aggriporcus è magico e addirittura il suo maestro? Ho formulato male la frase In realtà il maestro intendeva che Tolomeo non meriterebbe di rimanere l'unico mago al mondo. E per questo - vorrebbe sottindendere - non ha nessuna intenzione di andare all'altro mondo, cosa che Tolomeo era convinto avesse già fatto da tempo. Grazie per la segnalazione, sistemerò Anche questo mi è sembrato abbastanza fuori luogo. Io gliel'avrei fatto dire con un altro tono e con un altro registro: una frase così pacata in mezzo a due che sono sulla strada per una rissa o sarebbe stata ignorata o sarebbe stata il NOS per i concorrenti e avrebbero iniziato a darsele direttamente. Come prima... Ho reso il tono di Quacky volutamente annoiato. Il comportamento dei due maghi è un po' stupido e la noia del cane vuole sottolineare questa stupidità. Forse è vero però che sarebbe servito ben altro per distoglierli dalla loro zuffa. Però in effetti anche il racconto è pervaso da una certa stupidità di fondo, quindi forse ci sta Intendevi ravvivò? Comunque è un'espressione che eviterei, mi fa venire gli incubi personalmente. No no, intendevo proprio ravviò "Ravviare" è un altro modo per dire "sistemare", quando ci si riferisce ai capelli. Qui hai perfettamente ragione. Il passaggio in cui Tolomeo riveste il maestro con la magia dev'essere andato perduto in uno dei tentativi (per niente riusciti) di guadagnare battute. Però che strano, ero convinto di averlo lasciato al suo posto. O forse nella fretta della stesura ho solo pensato di scriverlo Sono contento che il racconto ti sia piaciuto. Mi sono divertito molto a scriverlo, ma non sempre purtroppo al divertimento in fase di stesura corrisponde un racconto decente. Dal tuo commento e da quelli delle ragazze che ti hanno preceduto, sembra che stavolta sia andata bene Grazie ancora
  2. Thorns

    Mezzogiorno d'Inchiostro n.44

    Bravissimi Nja e Nanni, complimenti! Ma siete stati bravi tutti! Mentre leggevo i vari racconti ho ringraziato più volte la mia lentezza nello scrivere, mi sarei trovato in seria difficoltà a dover scegliere tre racconti da votare Ringrazio Queffe, Uno Qualunque e Marcello per i prompt stimolanti - e in modo particolare Uno per aver sbloccato la mia vena creativa dopo troppi mesi di nulla assoluto
  3. Thorns

    [MI 44] Mai per sempre

    Chi mi ha preceduto ha già analizzato i pregi del tuo racconto. Quindi mi limito a complimentarmi con te per essere riuscita a bilanciare perfettamente ogni aspetto del racconto - cosa già non facile di per sé, e resa ancora più ostica dai limiti di tempo e di spazio che un Mezzogiorno d'Inchiostro impone. Bravissima
  4. Thorns

    [MI44] Vita di campagna

    L'oritteropo del Writer's Dream non delude mai L'unica cosa che posso obiettare è che la soluzione del mistero arriva presto, considerando la brevità del testo: dopo la rivelazione della natura di Carlo mancano ancora una decina di righe alla conclusione. Ma immagino sia una cosa voluta, e che tu abbia preferito dedicare il finale all'atmosfera generale e a riprendere ancora il senso di silenzio e di vacuità del mondo in cui il protagonista è confinato. Bravo, Nanni. Davvero un bel racconto.
  5. Thorns

    [MI 44] Quant'è bella giovinezza, che si fugge tuttavia.

    Lettura dolorosa. Tremendo il contrasto tra le due parti e i due punti di vista - reso ancora più forte dalla realizzazione che la prima parte inquadrasse non un bimbo, ma l'aguzzino (cosa che in un primo momento non avervo realizzato). Sei riuscito a mostrare bene l'atrocità della faccenda, e anch'io non posso che complimentarmi per il coraggio avuto nell'affrontare un argomento così scabroso. Però. Forse inizio a essere stanco io, perché ho dovuto rileggere il testo per afferrare certe cose, tra cui appunto l'identità del personaggio punto di vista nella prima scena. E poi mi chiedo com'è che i poliziotti siano riusciti a piazzare le microcamere senza entrare nell'appartamento e quindi senza vedere i bambini rapiti, legati eccetera. A parte queste considerazioni, il racconto è ben scritto e suscita le emozioni che ti eri posto di suscitare
  6. Thorns

    [MI 44] I want to be forever young

    Ok, mi hai strappato un sorriso con l'approccio meta-letterario Mi sono immaginato te che non sapevi che pesci pigliare con il prompt e hai deciso di delegare l'onere di farsi venire un'idea al tuo personaggio Genio La cosa negativa, a mio parere, è che una volta passato il divertimento per la trovata, il racconto in sé prende una strada un po' troppo seriosa, fino al passaggio con il prof che gli si siede accanto eccetera, che mi ricordato atmosfere alla Attimo Fuggente e che al momento della lettura non mi sono parse adatte al gioco letterario che hai intrapreso nell'incipit. O forse sono io che ho scambiato il gioco letterario con lo scherzo letterario. Insomma, avrei sperato in qualcosa di più scanzonato, mentre mi sono trovato un racconto che cercava di essere profondo, non riuscendoci al 100%. Nota positiva sullo stile, la chiarezza e la precisione, che ti hanno già fatto notare gli altri commentatori. Mi è piaciuto molto questo passaggio: "Il ricordo mi attraversò a tradimento, Lara. La bellissima Lara. Sua figlia. Che avevo sfogliato come un libro e poi dimenticato." Mi piace sia per la sottile scelta di parole, che per la sfumatura non del tutto positiva data al protagonista, aggiungendo così profondità alla storia. In conclusione: una prova positiva che non sono riuscito ad apprezzare appieno a causa di mie personali aspettative. (Maledette aspettative )
  7. Thorns

    [MI44 - Fuori Concorso] Cataclisma.

    @ Ginevra. Essere paragonato a Tiferet, anche se indirettamente, è un complimento davvero grosso per me. Quindi ti ringrazio moltissimo. E sono felice di non averti portata a scappare a gambe levate da qualsiasi cosa con addosso l'etichetta "fantasy" e di averti anzi incuriosito. Anche questo è un grosso complimento. @ Francys. Grazie anche a te per i complimenti! Per quanto riguarda il finale... Beh. Potrei dire che l'essermi trovato alle undici meno venti con il racconto ancora a metà non ha di certo giovato. Ma il problema principale è che il prompt presentava delle problematiche che minavano la coerenza del mondo in cui viveva Tolomeo e che andavano affrontate - cosa che sono riuscito a fare solo parzialmente. In particolare mi riferisco alla disparità tra la grandezza del potere di Tolomeo e il fatto che nessuno riconoscesse le sue opere come vera magia. Di qui l'introduzione del maestro Agripporcus, che richiedeva spazio. Avrei dovuto rendere meglio il tutto, ma pazienza, insomma Quanto al «No. Non ancora», penso che malgrado la megalomania di Tolomeo, lui non sia una persona cattiva. Non sarebbe mai arrivato a distruggere davvero la città che ha scelto per trascorrere la sua esistenza. Ma non lo avrebbe mai ammesso, e di certo non con il suo maestro. Tra il non essere in grado di distruggere una città e ammettere di non volerlo fare per amore della stessa, la seconda opzione indicherebbe una debolezza maggiore, perciò... Ok, mi sono dilungato troppo Ti ringrazio ancora, corro a leggere il tuo racconto
  8. Thorns

    [MI44] Voglio rimanere giovane

    Ok, in questo momento mi sento un perfetto idiota. Mentre leggevo avevo avuto la sensazione che potesse trattarsi di un testo autobiografico. Ma no, mi sono detto, è dovuto solo alla bravura della ragazza. Ti chiedo perdono se sono stato indelicato. La mia solita mancanza di tatto si è manifestata ancora una volta Per il resto ti rinnovo i miei complimenti. Spero di esserci al prossimo MI e di meritare il tuo apprezzamento
  9. Thorns

    [MI44] Voglio rimanere giovane

    Auch. Racconto semplice e lineare, ma doloroso. Trasmette la sofferenza della voce narrante, fa proprie del lettore le sue angosce e le sue paure, non solo per via dei fatti narrati ma anche per il tono sommesso e sofferto col quale vengono presentati. Inquietudine che si accumula piano piano e che esplode in quella frase del finale: Ora qualche commento sparso. Bello. Non sono sicuro se mi piaccia o meno. Da una parte è un'espressione evocativa. Mi fa quasi pensare alla malattia che trasfroma la donna in una gorgone, il cui sguardo tramuta in pietra. Ma se lo leggo in modo diverso mi fa pensare al grande Mazinga o qualcosa del genere e mi si spezza tutta la tensione Qui ripeti l'immagine degli occhi lampeggianti. Meglio tenene solo una. In conclusione, giudizio molto positivo .
  10. Thorns

    Mezzogiorno d'Inchiostro n.44

    Ok, meno male. Perché ho appena pubblicato Ho superato anche gli 8000 caratteri ma il regolamento dice che c'è un margine di tolleranza, e quello non l'ho superato
  11. Thorns

    [MI44 - Fuori Concorso] Cataclisma.

    Ho sforato di brutto, ma tanto sono fuori concorso Non scrivevo una parola da sei mesi, quindi perdonate eventuali castronerie prompt di mezzogiorno. Commento: http://www.writersdream.org/forum/topic/21369-mi44il-pi%C3%B9-grande-numero-di-magia-che-sia-mai-stato-fatto/?p=373313 «Un altro uragano del cazzo, secondo loro! vero Quacky?» Il cane abbaiò verso la TV, poi addentò il papero di pezza, fermo tra le zampe, e continuò a martoriarlo, sbatacchiandolo a destra e sinistra e ringhiando quanto poteva. «Credono di farmi fesso, ma prima o poi si accorgeranno di Tolomeo Grant! E’ sicuro!» Intimò al mondo, oppure al silenzio del suo loft. Poi, afferrò una ciotola e un piatto, e starnutì su entrambi, uno via l’altro: nella ciotola di Quackenbush apparve una poltiglia di manzo con riso, carote, e purea di carrube agli ultrasuoni. Nel suo piatto spuntò un enorme cupcake ricoperto da una montagna spiraleggiante di panna montata. Tolomeo lo azzannò con ferocia. «Meraviglia» disse riemergendo dalla panna col viso imbiancato e la bocca piena. «Capolavoro». Gli occhi gli scintillarono per l’eccitazione. «Stavolta vedranno, Quacky. Stavolta non potranno far finta di niente». Quackenbush emise un ringhio soffocato e tornò a ingozzarsi con la sua poltiglia. «Avrei dovuto lasciare che quella maledetta Unipalla cadesse sulle loro testacce vuote. Come se un uragano potesse davvero smuovere novemila libre di acciaio in quel modo. Su, le ho fatto fare il giro panoramico di Manhattan. Vincerebbero ogni campionato di idiozia, questi. «Beh, stavolta farò qualcosa di insuperabile. Chessò, potrei far sollevare le sottane alla Statua della Libertà! Non mi è mai piaciuta quella stronza spocchiosa. Sai che facce farebbero. Nah, penserebbero di sicuro a qualche trovata pubblicitaria. «Vediamo». Lasciò il cupcake a galleggiare a mezz’aria, e nella mano che lo aveva sostenuto comparve un’agenda, la copertina sgualcita dalle notti passate a consultarla. Passò un dito sulla lista di meraviglie compiute e da compiere. «Invasione di serpenti velenosi nelle toilette di Wall Street. Fatto. Ti ricordi? Non c’è stato modo di togliere dalla testa di quei fattoni che si fosse trattato di un’allucinazione collettiva dovuta all’uso di cocaina. Porci ottusi che non sono altro». «Trasformare in bestie fantastiche l’intera popolazione dello Zoo del Bronx. Fatto. E con gli stessi miserevoli risultati. «Nevicata di escrementi su Times Square. Fatto. Questi porci nella merda ci sguazzano, figurarsi». Richiuse l’agenda disgustato e se la lanciò alle spalle. «Era dai tempi di Agripporcus che non mi sentivo così umiliato». Rimase per qualche secondo a fissare lo skyline della città oltre le vetrate. Poi si ripulì il viso dalla panna con un gesto della mano e piombò su Quackenbush. Il cane agitò le zampette in aria, torcendo il corpo cicciotto, gli occhi rivolti in uno sguardo nostalgico alla ciotola mezza piena. «E non ti azzardare a sganciarne una delle tue o stasera niente dessert pre-nanna, va bene?» Il cane uggiolò e si afflosciò come una borsa dell’acqua calda. «L’ultima cosa di cui ho bisogno è che si scateni un cataclisma olfattivo dei tuoi». Il mago si immobilizzò, fulminato da un pensiero. Sentì gli occhietti nocciola dello Shar Pei obeso su di lui. «Oh, sì, invece. È proprio di questo che ho bisogno. Di un cataclisma». Un uggiolio prolungato da parte della palla di lardo dagli occhi spalancati. «Su, Quacky. Si va a Manhattan a far cacare sotto qualche mortale». Il mago strizzò gli occhi. Quando li riaprì si trovavano nell’aria notturna carica di umidità. «Quale punto di osservazione migliore della cima dell’Empire State Building per ammirare la fine di questa città di pidocchi altezzosi? «Un’esplosione qua, un’esplosione là e via il nuovo World Trade Center. Vedrai Quacky che fuochi d’artificio. Poi leverò la tunica alla baldracca coronata e quando tutti i nostri cari compatrioti avranno visto le sue vergogne in diretta TV, le farò saltare la testa. Naturalmente terrò il Crysler Building per il gran finale. Lo ficcherò nell’asfalto a testa in giù come un’enorme supposta in stile Art Dèco nel didietro della nostra meravigliosa civiltà. Con una simile terapia, vuoi che la gente non spalanchi gli occhi di stupore?» ridacchiò. «Tu che dici?» Quackenbush lo fissò per qualche secondo, come stordito, la lingua di solito ballonzolante ora congelata. Poi prese a dimenarsi così forte che Tolomeo perse la presa e il cane precipitò per l’altezza di mezzo pilone di ancoraggio. Tolomeo si materializzò ai piedi del pilone e afferrò il cagnaccio per il collare. Quackenbush non la smetteva di dimenarsi. «Si può sapere cos’hai, bestiaccia della malora?» Quackenbush snudò i denti in un ringhio. Con quel musetto ciccioso, nemmeno una vecchietta tremolante sul suo deambulatore si sarebbe sentita minacciata. «Cos’è, all’improvviso trovi più meritevoli le vite di questi sorci di città che il tuo dessert alla mousse di frutti esotici e occhi di capra?» Quacky abbaiò. «Vuoi proprio che ti riporti a casa e ti metta in castigo per i prossimi due mesi?» In risposta ottenne uno scatto della mascella del cane, ma Tolomeo fu più veloce e ritrasse la mano per tempo. «E va bene. Te la sei voluta tu». Fece per strizzare gli occhi, ma in quel momento Quackenbush si torse per aria, appeso com’era al collare, e piantò di denti nel braccio del mago. Tolomeo strabuzzò gli occhi. Il suo strillo spezzato a metà dalla smaterializzazione riecheggiò in lontananza come se appartenesse a qualcun altro. Lasciò andare il cane e cadde in una pozza di fango in mezzo agli alberi. Un attimo dopo il cagnaccio gli piombò addosso ringhiante e bavoso. «Lo sapevo, maledetto figlio di una strega lebbrosa!» Spinse via il cane con una pedata. Quello rotolò nell’erba e ritornò all’attacco. «Ora ti spurgo io, bestiaccia». Tolomeo inspirò l’aria frizzantina e cacciò lo starnuto più fragoroso che avessero prodotto i suoi polmoni. Quackenbush fu sbalzato all’indietro e piombò a terra, immobile. Tolomeo rimase a fissarlo, gli occhi arrossati dai capillari spezzati e il respiro affannoso. «Vieni fuori, straccione di un incantatore da strada che non sei altro». Quackenbush non diede segno di vita. Poi il ventre pieno si gonfiò ulteriormente e uno sbuffo d’aria pestilenziale si riversò fuori dal suo deretano canino in una nuvoletta verdastra. Che turbinò e si concentrò nella forma di un vecchio nudo e gobboso e tossicchiante. «Agripporcus». «Chi altri ti aspettavi?» «Ora mi spiego l’origine del puzzo di cloaca nelle esalazioni del povero Quacky». «Non sei cambiato di una virgola. Il solito pazzoide egocentrico, vedo. Far saltare in aria New York City! E ti aspettavi che potessi crepare in pace e lasciare il mondo nelle mani di un simile mentecatto? Non sei degno di essere mio allievo. Tanto meno di essere l’unico mago rimasto. Già lo sapevo ma ho voluto comunque metterti alla prova. Niente, tu continui a non pensare ad altro che alla conquista del mondo e a pavoneggiarti davanti ai mortali». «Ma non eri tu che usavi il tuo sacro dono per guadagnarti i favori delle donnine di strada?» Il vecchio arrossì. «Questa è un’altra storia». «Beh, hai posseduto il mio cane, quindi ora ti sistemo». Tolomeo si scrocchiò le dita. Il vecchio assunse una posa da vecchio maestro di arti marziali, facendo dondolare le pudenda raggrinzite. «Al mio tre, vecchio, lascerai questo mondo per sempre. Uno. Due…» Uno strombettio sub-addominale fece vibrare la notte. I due maghi si voltarono, infastiditi. Quackenbush scosse la testa e con un balzo si rimise sulle quattro zampe. «Ancora con queste schermaglie da mocciosi?» disse. Sbuffò facendo tremolare le innumerevoli pieghe della pelle. «Perché invece non ce ne andiamo da Mario. Fa delle pizze agli occhi di capra da leccarsi i baffi». I due maghi si scambiarono uno sguardo. Un brontolio sommesso si sollevò dallo stomaco del vecchio, che si strinse nelle spalle. «Ora che ci penso non ho nemmeno finito il mio cupcake» disse Tolomeo. «Ho bisogno di energie per far saltare la città. E il tuo vecchio culo rinsecchito». Il vecchio si grattò una natica. «Non te lo lascerò fare. Ma forse è meglio riparlarne dopo cena». Tolomeo si ravviò i capelli. «Però copriti, in quello stato pietoso mi fai passare l'appetito». S'incamminarono per Central Park, in direzione di Little Italy. «Bluffavi sul far saltare la città, vero? Per farmi uscire allo scoperto». «Certo». «Non hai abbastanza potere per farlo». «No. Non ancora».
  12. Thorns

    Mezzogiorno d'Inchiostro n.44

    Domandina. Dato che non sono in gara, posso anche sforare il limite di 7500 caratteri, vero?
  13. Thorns

    Mezzogiorno d'Inchiostro n.44

    Farò così, grazie!
  14. Thorns

    Mezzogiorno d'Inchiostro n.44

    Mi arrendo. Ho finito il racconto, ma ho perso un sacco di tempo per tagliarlo e ho ancora un paio di centinaia di caratteri di troppo. Succede quando si inizia a scrivere per un MI alle 20.30 passate Mi dispiace anche perché ho visto che avete quasi tutti optato per il prompt di mezzanotte. Pazienza, posterò il racconto domani con calma Leggerò comunque gli altri racconti e proverò a commentarli. In bocca al lupo a tutti
  15. Thorns

    Mezzogiorno d'Inchiostro n.44

    Riuscirò a finire il racconto, rivederlo, commentare qualcosa e postare tutto senza dimenticare qualche punto fondamentale del regoalmento il tutto in un'ora e mezza?
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