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Almissima

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  1. Almissima

    [TW2] Perdono with benefits

    @Alba360 grazie mille
  2. Almissima

    [TW2] Perdono with benefits

    @caipiroska ma che gentile, grazie di cuore
  3. Almissima

    [TW2] Perdono with benefits

    @Poeta Zaza Mi fai venire la pelle d'oca, grazie, grazie Ce n'é, ce n'è di spazio... dipende dalla traccia che ci daranno
  4. Almissima

    Taxi writer - Off topic

    Sono un filo preoccupata...
  5. Almissima

    Taxi writer - Off topic

    In che senso @bwv582? È necessario commentarli tuttissimi? Ma ne teniamo da conto uno almeno per la pubblicazione del racconto della terza tappa?
  6. Almissima

    Taxi writer - Off topic

    Dunque, oggi mi pare sia il 3 Agosto, quindi devo tenere duro ancora 6 giorni prima di scoprire la traccia per la terza tappa. Ce la faró?
  7. Almissima

    L'ultimo settembre

    Ho trovato il tuo racconto molto bello e realistico. La lettura é molto scorrevole e gradevole. Certo é un racconto triste e malinconico, di una persona che sta facendo i conti con la vita. Ho trovato moto adeguato il linguaggio non sempre chiaro esattamente come non sono sempre chiare le idee di chi sta facendo una terapia farmacologica. Quando ho letto "plastica sulle braccia" speravo tanto che avesse un braccio rotto e fosse il giorno per levare il gesso; ma dopo le uova fritte, ho capito che così non ero. Mi é piaciuto molto l'espediente del mese di settembre per racontare tutta una vita, dai genitori malassortiti ai figli non avuti. Il tuo personaggio nonostante tutto é sereno e trae consolazione che potrebbe morire nel "suo" mese. Le pulci ti sono già state fatte e io non ho niente da aggiungere sotto questo spetto. Ammetto che il tuo personaggio mi ha conquistato e personalmente non gli avrei proibito quell'ultimo bicchiere di vino. Da ogni sua riflessione si percepisce che ha fatto pace con l'idea di fine e lentamente si sta ritirando. Mi sono anche un po' commossa vederlo così alla mercé di quest'infermiera così precisa e diligente. Complimenti
  8. Almissima

    La camminata

    @Colored Shadows Prod Grazie delle tue osservazioni: vado a dare una sfoltitina ai mi!
  9. Almissima

    La camminata

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/47949-teen-ager/?do=findComment&comment=851521 Un caldo infame mi appiccica i capelli alla fronte. Il sole mi abbaglia, ma io continuo risoluto a seguirlo passo dopo passo. È davvero atletico e dalla falcata lunga. Non c’è salita che lo rallenti e io ansimo dietro di lui che nemmeno se ne accorge. Tira sempre diritto senza girarsi nemmeno una volta. Eppure sul ghiaione dovrebbe avermi sentito: ho fatto franare mezza montagna. Non so nemmeno quante volte sono inciampato per stare al passo. Alzo gli occhi e vedo le pareti di roccia. Mi auguro che voglia fermarsi qui. Non ce la faccio a salire lassù, sono già stremato adesso. Ai piedi della prima parete si ferma e mi osserva mentre copro gli ultimi cento metri. Sono completamente sudato, il fiato l’ho lasciato a valle e mi irrita che lui si goda questo spettacolo mangiando la sua barretta. Mi sorride e appena sono abbastanza vicino mi offre la sua borraccia. “Acqua?” Gliela strappo quasi di mano e me la bevo tutta a canna. “Non si preoccupi, qui vicino c’è una sorgente e un laghetto” e mi sorride ancora gentile. In questo momento non riesco a odiarlo, sono troppo stanco, mi fa male tutto, mi tremano le mani e non so nemmeno bene cosa fare. L’educazione prende il sopravvento e gli offro una delle barrette che ho nello zaino. Mi cambio la maglietta sudata e non proferisco parola, perché la mia bocca è ancora troppo asciutta dallo sforzo di questa camminata forzata. “Non va bene adeguarsi al ritmo degli altri. Lo sa, vero?” “Lei si scopa mia moglie.” Mi guarda basito, una sorpresa genuina. “Io sono il marito della donna che lei si sbatte tutti i giovedì dalle 14.00 alle 18.00.” Mi guarda come se fossi una rara specie di animale parlante. “Lei mi ha seguito fin qui per dirmelo? Lo sapevo già.” Non me l’aspettavo una reazione così tranquilla, un’ammissione senza se né ma. Adesso dovrei arrabbiarmi, ma se urlo magari scateno una frana che ci seppellisce tutti e due, mentre il mio obiettivo è che ci rimanga solo lui. “Cosa sapeva già?” “Che mi stavo scopando sua moglie.” Questo deve essere matto come un cavallo. Si sta rollando una sigaretta in tutta tranquillità senza alcun imbarazzo e parla della relazione con mia moglie come se niente fosse. Dovrebbe avere paura, almeno preoccuparsi il minimo sindacale di essere qui isolato in compagnia del cornuto, che per quanto sfiatato è pur sempre arrabbiato. “Certo che ci deve tenere davvero tanto a sua moglie per farsi una scarpinata di questo genere senza alcun allenamento, rischiando anche un infarto a vederla così.” Mi prende anche in giro. “Guardi che il fisico ce l’ho, gioco a tennis tutti i fine settimana e il giovedì.” “Lo so. Io sono anche quello del sabato mattina e della domenica pomeriggio. Bisogna farlo spesso l’amore. Fa bene. È una questione ormonale. Per le donne poi è molto importante, ridona elasticità alla pelle, evita il prolasso dell’utero oltre a migliorare notevolmente l’umore. Non ha notato che sua moglie sorride molto di più?” Sono confuso. Questo galletto mi spiega i benefici di portarsi a letto mia moglie e io lo sto pure ad ascoltare. Sto cercando la mia rabbia, quella che ho provato quando mia moglie non era a casa una volta che ho saltato allenamento. Non era nemmeno da sua sorella o da mia madre. Nemmeno un’amica l’aveva vista. Mi ero preoccupato. Pioveva a dirotto: non che fosse successo qualcosa. Era così imbranata quella donna, incapace di prendersi cura di sé, di accendere il cervello quando necessario. Non aveva proprio idea della vita, sempre a leggere. Tutta casa e caffè con le amiche. Era un giovedì di qualche mese fa. Dal pc ho localizzato il suo telefono. Si trovava in via Mazzini al 23. Cosa ci faceva lì? Che negozi c’erano in via Mazzini? La parrucchiera? L’estetista? Ho preso l’auto e sono andato a vedere. Il 23 si trova stretto fra le vetrine di un pizza al taglio e un lavasecco. Alzando gli occhi ho visto un palazzo signorile, con i balconi dalle colonnine di pietra e in alto si intuiva un giardino pensile con i cespugli che strabordavano dal bordo. Ma che ci faceva lì mia moglie? L’ho vista uscire in tutta fretta, un taxi l’aspettava. L’ho seguita per arrivare dritto a casa. Ho aspettato 5 minuti e sono tornato anch’io come se fossi tornato dal mio allenamento. “Ciao, cara.” “Ciao, amore.” Bacio, bacio, l’ho annusata, non aveva profumi strani. “Passato bene il pomeriggio?” “Si caro, sono stata da una mia amica. Ci siamo prese il caffè e chiacchierato delle solite cose.” Mi ero sentito tranquillo. Alzo gli occhi e lo guardo bene. Non è così giovane come me lo ero immaginato, ma sempre più giovane di mia moglie. È un bell’uomo, mentre mia moglie… lasciamo perdere lei e le sue cosce cellulitiche, per non parlare della pancia che le era venuta in menopausa. Lo fisso proprio e lui ricambia lo sguardo tranquillamente, come se avesse la coscienza a posto. Inizio a sentirmi stranamente a disagio. Il mio piano era seguirlo, riempirlo di botte e abbandonarlo sofferente e ammaccato in montagna. A pensarci bene però non mi ero ancora ripreso dalla salita e lui pareva fresco come una margherita di prato. Mi stava proprio antipatico. “Allora lo ha notato o no, che sua moglie sorride di più?” incalza. Sta cercando di farmi salire la rabbia? Cosa vuole da me? Mi mangio le altre barrette senza offrigliene nemmeno una, il bastardo deve morire di stenti. “La smetta di fissarmi e dica qualcosa, almeno mi insulti! Ma le è talmente indifferente sua moglie? Se vuole scendo nei dettagli, le spiego per filo e per segno come passiamo le nostre ore a casa mia nel mio letto, perché sa io sono single quindi non dobbiamo andare in albergo. Sua moglie può dimenticarsi da me orecchini, mutandine, spargere capelli biondi per tutta la casa che non c’è nessuno a cui possa dare fastidio. Men che meno a me.” “Stronzo” ruggisco. Mi alzo di scatto e mi butto addosso a lui. Si scansa. Inciampo e frano su queste maledette pietre che fanno un male cane. Mi sanguina una mano, ma sono riuscito a salvare il viso. Meno male che i pantaloni lunghi mi hanno salvato le gambe. Ma come faccio adesso a tenere la racchetta, e non solo quella, con la mano piena di sassetti nella ferita. Mi verrà certo un’infezione. Che coglione che sono. “Prenda lo zaino e mi segua.” Si issa lo zaino in spalla e senza degnarmi di uno sguardo si avvia, manco fosse un camoscio. Mentre l’unico portatore di corna sono io. Non mi rimane altro che affrettarmi per seguirlo. Meno male che attraversa il ghiaione senza fare salite, perché mi fa male il ginocchio, un male cane. Giriamo attorno a una roccia e troviamo un laghetto dall’acqua trasparente, liscia. “Si sciacqui le mani, se non vuole che si infettino.” Arrabbiato e offeso obbedisco. Mi sento come un bambino, che ripreso dal papà, mugugnando fa ció che gli è stato detto. “Tornando a sua moglie, volevo sottolineare che non l’ho cercata io. È stata lei a venire da me.” Adesso vuol far passare la mia Barbarella per una poco di buono piena di iniziativa che va alla ricerca di uomini. Non ci posso credere. La sua sfacciataggine non ha confini. Riprendo fiato, mi asciugo le mani sui pantaloni e cerco di ricompormi. Non potendo saltargli addosso un’altra volta, cerco le parole per ferirlo, per dar fiato alla mia ira, alla mia lesa maestà. Mi esce un “Ma cosa sta dicendo. Si vergogni! Mia moglie è una donna per bene, mai e poi mai avrebbe fatto una cosa del genere.” Davvero Barbara non farebbe una cosa del genere? Magari i romanzi che legge sono pieni di sesso e passione e io non mi sono accorto che è cambiata. Anche Lady Butterfly, o come si chiama, aveva una relazione con il guardiacaccia di suo marito. Del resto, le sue amiche non si fanno problemi a tradire, lo so per esperienza personale. “Sono d’accordo con lei, Barbara è una donna fantastica, passionale e a modo. Però è venuta a cercarmi lei” Ma è proprio imbecille. Mi da ragione, non nega niente e io non so che pesci pigliare. Ero partito con l’idea di picchiarlo, insultarlo, ma il suo modo di reagire fa sembrare tanto normale che mia moglie vada a letto con lui, come se fosse un diritto. Non che Barbara sia giustificata a cercarsi un altro, in fondo tutti i sabato sera abbiamo la nostra serata romantica. Anche se spesso ho la sensazione che lei mi voglia accontentare. Non è mai stata una tigre a letto. Chissà cosa ci trova questo tizio. “Senta, io non capisco come lei possa parlare così di mia moglie. Che intenzioni ha?” “Capisco che lei si senta confuso, ma se ha piacere le racconto esattamente com’è andata.” Non mi rimane altro che annuire, non so nemmeno più bene cosa ci faccio qui. “Sono certo che lei si ricordi di Ottavia. Alta, mora, sui trent’anni, terza abbondante, occhi grigi.” “E chi se la dimentica quella puledra.” “Ecco appunto. Quella era la mia compagna prima che venisse a fare la dichiarazione dei redditi nel suo studio.” “Intendevo dire, bella ragazza, con tutto il rispetto.” “Rispetto che lei le ha dimostrato documentando fotograficamente gli amplessi consumati sulla sua scrivania.” “Ma si figuri!” “C’è anche un’sua immagine seduto in poltrona e Ottavia fra le sue ginocchia: il viso si riconosce benissimo.” In fondo se la sua ragazza era libertina, io che ci potevo fare: siamo tutti adulti e vaccinati. “Si da il caso che a un certo punto lei abbia sostituito Ottavia con Miki, sua migliore amica. Ottavia non l’ha digerito e ha contattato sua moglie con tanto di immagini a riprova dei fatti. Lei poi, caro signore, ha anche avuto la malaugurata idea di vantarsi con Ottavia delle sue precedenti conquiste mostrandole tutta la sua raccolta di figurine, cosa che ovviamente ha detto anche a sua moglie. Barbara a questo punto era disperata, conosceva solo Ottavia, sapeva che aveva un compagno e sapeva anche dove abitava. Per inciso, Ottavia è una ragazza bellissima e dolcissima, ma dire di lei che è brillante, è un’esagerazione. Barbara al contrario ha fatto quattro domande al lavasecco e già aveva un appuntamento con me.” “Come un appuntamento con lei?” “Sono fisioterapista. Barbara ha preso appuntamento millantando un fantomatico stiramento alla schiena. Alla fine della seduta, appena dopo aver pagato, composta con la borsetta sulle ginocchia, mi ha raccontato il vero motivo della sua visita. Non credevo alle mie orecchie. Ero molto arrabbiato e Barbara spaventata è scappata via. Va da sé che Ottavia non ha avuto la forza di negare l’evidenza. Ero tornato single. Ma la rabbia, la rabbia è davvero un potentissimo mezzo. Da solo in terrazza pensavo a sua moglie: triste, frustrata, offesa, annichilita, ma soprattutto sola come me. Pensavo anche a lei, a come vendicarmi, farle del male: quale modo migliore se non ricambiarla con la stessa moneta. Il giorno dopo ho richiamato sua moglie, ci siamo visti e l’ho guardata meglio. Doveva essere stata una bella donna. Il suo corpo morbido già lo conoscevo, volevo indagare la sua natura. Ci sono voluti tre pomeriggi in terrazza e qualche aperitivo di troppo che già ci rotolavamo nel letto. Ma lo sa che raramente ho incontrato donne così disinibite come sua moglie?” Sono paralizzato dallo stupore. Suona tutto così vero, così credibile. Se non si trattasse di Barbara e me, la troverei addirittura una storia divertente: il traditore che diventa tradito. Non capisco la parte della disinibizione. Barbara con me non è mai andata oltre la missionaria, non è mai stata interessata o incuriosita dalle novità a letto. Io so di essere un buon amante, me lo dicono sempre le mie e le sue amiche. Mi ricordo di Ines che quando la baciavo, mentre mia moglie si rifaceva il trucco in bagno, mi diceva sempre che come me non c’era nessuno. Effettivamente poi è sparita per dedicarsi al suo allenatore. Riesco a rimettere in moto la bocca spalancata. “Come disinibita?” “Sono quasi certo che lei non voglia sapere i dettagli, ma le voglio dire che Barbara è una donna intelligente e spiritosa, che si da letteralmente anima e corpo. Ho dovuto confessarle che me la sono portata a letto per vendetta, ma anche che mi sono perdutamente innamorato di lei.” “Ma è più vecchia di lei e poi comunque è mia moglie.” “Infatti è sua moglie e lei ci tiene tantissimo, tanto che non si è nemmeno accorto che i vestiti nell’armadio sono diminuiti, che spariscono libri e diversi altri oggetti che appartengono a Barbara. L’unica cosa che lei ha notato, è che sua moglie viene a letto con me di giovedí. Intanto noi abbiamo deciso di andare a convivere. Sua moglie si trasferisce da me, le piace da morire prendere il sole nuda in terrazzo. Non sapevamo bene come dirglielo che il suo matrimonio è finito, che vivrà da solo nel suo appartamento. Perciò sono davvero molto grato che lei abbia creato questa occasione per un confronto da uomo a uomo.” Lo guardo pietrificato mentre si rimette lo zaino in spalla. Davanti ai miei occhi mi scorrono le serate che Barbara ha passato aspettandomi con la cena pronta, l’impegno che ci ho messo per non andare negli stessi locali che frequentavo con le mie amiche, i gioielli che le ho regalato per farla sentire amata, i viaggi che abbiamo fatto assieme per renderla felice, le avevo pure regalato l’abbonamento in palestra che si rimettesse in forma. E adesso questa trama di lasciarmi per un fisioterapista che dice di amarla e se la porta a letto regolarmente? Cerco di alzarmi, si è fatto tardi. Magari lungo la strada posso dargli uno spintone, metterlo fuori combattimento quel tanto che capisca che la mia donna non la cedo così al primo venuto. Poi a casa faccio i conti con Barbara. Non siamo mica nel medioevo che vale dente per dente, occhio per occhio. A parte il fatto che adesso siamo pari, quindi io la perdono e possiamo continuare come prima, non è mica necessario buttare all’aria un matrimonio. Una fitta lancinante mi attraversa il ginocchio, la gamba cede e mi ritrovo seduto dov’ero prima. “Stia comodo, non faccia sforzi. Adesso scendo a valle e le mando i soccorsi. Passeranno due o tre ore e la vengono a prendere. Se ha fretta, può provare a chiamarli col cellulare, ogni tanto c’è copertura di rete anche qui.” Sono basito. “Ma non vorrà lasciarmi qui? Ma è matto?” Dopo quattro passi si gira “Non si preoccupi, Barbara e io la passiamo a prendere in ospedale dopo cena.”
  10. Almissima

    Teen-ager!

    Cara Befana, il diario di Martina é una piccola chicca. Da ogni parola traspare il misto di bambina un po' secchiona e un po' ribelle. Quelle bambine che disprezzano ciò che credono di non poter aver. Si sente lontano una nota di invidia nella critica alla sorella, così come si sente anche una minima soddisfazione a dover scacciare tutti questi mosconi un po' stupidi. Trovo che questo diario rispecchi in tutto e per tutto il mondo di una ragazzina alle porte dell'adolescenza, una ragazzina forse un po' pie grande della sua età grazie alla sorella maggiore che lei osserva con grande attenzione. Mi ha colpito a descrizione del "tradimento" del migliore amico, il quale invece di essere solidale con Miriana si imbambola a guardare Martina in balia dei primi sconosciuti ormoni. È bello leggere del sollievo di bambina, di sentirsi amata, di non essere adottata, di essere accettata per quello che é: un piccolo topo di biblioteca. Lo stile fresco e diretto mi riporta indietro (pur essendo io figlia unica, quindi oggetto delle mie piccole invidie erano le amichette) a quell'età, ai momenti forzati dai genitori (vedi lo shopping) per fare cose disprezzate (vedi pigiama party) che poi si rivelavano divertenti e gradevoli. Un modo per imparare che alle volte prima di opporsi mani e piedi, bisogna provarle le cose e che il mondo non e ostile come si pensa a quell'età. Ho apprezzato anche moltissimo il fatto che Martina dialoga con il suo diario come se fosse un essere vivente di un'altra specie, quindi ad esempio senza pollici, senza parenti e anche muto, ma dotato di capacità di ascolto, di grandissima pazienza e molto di parte, quella di Martina. Nonostante il fatto che tu abbia scelta la forma del diario, la trama c'é tutta, con la sua suspence, la preoccupazione e il lieto fine adeguato. In realtà mi sarebbe piaciuto leggere altre pagine di questo diario. Le pulci te le ha fatte chi mi ha preceduto. Volevo solo aggiungere il mio commento sulla questione "teen ager". Mio figlio, appena compiuti i dieci anni ha dichiarato alla sorella di 14, che adesso anche lui era teen ager con tutti i benefici, perché il suo "age" era "ten". Quindi il ragionamento di Martina ci sta tutto, perché lo ha fatto anche un bambino "vero". Spero che tu voglia ampliare questo diario che ho letto con grande piacere.
  11. Almissima

    [TW - 2] E di dolore ce n'è sempre uno nuovo

    Qui mi sa che bisogna trovare un'alternativa, sono troppo vicini. Mi piace questa scalata ai vertici del successo senza tradire le proprie idee, mi piace che dal dolore nascano cose meravigliose e liberatorie e mi piace che il cecchino sia il padre. Si legge tutto d'un fiato, Alice prende forma parola dopo parola, traspare la determinazione, la consapevolezza e la creativitá di questa donna. Ero curiosa di leggere il discorso di una portatrice di due Nobel oppure una canzone, ma tu hai fatto sparare al padre prima che ció potesse capitare e l'ho trovata un'ottima soluzione. Lo stile asciutto e scorrevole ben si addice a questa storia, che ho letto con molto piacere tutto d'un fiato. Complimenti!
  12. Almissima

    [TW-2] Como si fuera esta noche la última vez

    Questo finale mi ha commosso: é romanticissimo, una dichiarazione d'amore e di intenti! Tutto il racconto é meraviglioso, complimenti.
  13. Almissima

    Ciano

    Con un certo ritardo scopro questo racconto che mi ha proiettato nel mio passato. Anch'io ho avuto amici cosí, soprattutto la voce narrante assomiglia a quella di un mio amico. Ragazzo intelligentissimo che grazie a dio si é tirato fuori per tempo, ma non ha rinunciato a farsi le canne e a fare il guru. Il linguaggio, lo stile e il ritmo rispecchiano proprio quei tempi. Le pulci te le hanno giá fatte, quindi me le risparmio e ti faccio solo i miei complimenti. Non so nulla del tuo progetto, quindi per me il tuo racconto sta in piedi cosí, come un discorso compiuto che si sente al bar con la consapevolezza che proseguirá altrove. Grazie per il piccolo viaggio nel tempo che mi hai fatto fare.
  14. Almissima

    Taxi writer - Off topic

    Anch'io non sto piú nella pelle, muoio dalla curiositá: voglio sapere la traccia!!!!
  15. Almissima

    Taxi writer - Off topic

    Forza che mancano poche ore! Avete giá scelto il racconto da proseguire per la terza tappa oppure aspettate la traccia?
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