Vai al contenuto

Unius

Supercritico
  • Numero contenuti

    7.022
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni vinti

    18

Unius ha vinto il 24 agosto 2017

Unius ha inserito il contenuto più apprezzato di quel giorno!

Reputazione Forum

1.562 Più unico che raro

Su Unius

  • Rank
    Supercritico
  • Compleanno 23 marzo

Informazioni Profilo

  • Provenienza
    Sardegna
  • Interessi
    Camminare sulle rive del mare d'inverno.
    La delusione e una struggente nostalgia mi accompagnano.
    Ho scordato come si cammina sull'acqua.

Visite recenti

16.232 visite nel profilo
  1. Unius

    Mezzogiorno d'inchiostro 118 Off Topic

    Io scrivo come una volta...
  2. Unius

    Mezzogiorno d'Inchiostro 117 - Topic Ufficiale

    Anche nel Conte di Montecristo, Le mie Prigioni, Papillon, Il Deserto dei Tartari, L' uomo di Alcatraz... c'erano ambientazioni con uno spazio molto "chiuso"...
  3. Unius

    Ben trovati

    @Zenidem Ciao e benvenuto al WD anche da parte mia
  4. Unius

    Mezzogiorno d'Inchiostro 117 - Topic Ufficiale

    Mi complimento anche io con @AdStr e @M.T.
  5. Purtroppo devo chiudere il tuo testo, perché pur avendo effettuato un commento a un altro scritto e messo il link, ti sei totalmente dimenticato che nei racconti a capitoli ogni testo non deve superare gli 8000 caratteri. Il tuo ne ha ben 34631. Devi suddividerlo in capitoli di 8000 caratteri l'uno per pubblicarlo in questa sezione. Rileggi il regolamento a questo proposito qui e per contare i caratteri fai riferimento al contatore qui
  6. Unius

    [MI 117] La parola scritta

    @Thea Ciao. A me piacciono le storie ambientate nel 1945 e dintorni… Ne ho scritto diverse. Io non demonizzo un’epoca con il senno di poi… dovrei farlo per tutto allora, anche per la tanto decantata Rivoluzione Francese, della quale i più ignorano stragi e genocidi commessi a partire dalla Francia stessa, in Vandea, da parte di chi non ne voleva sapere della loro libertà illuminista… Certo che il 1945 evoca tristi ricordi in una parte degli italiani, almeno di quelli come me che hanno sentito raccontare quell’epoca da chi l’aveva vissuta in prima persona. Ma al giorno d’oggi tutti i ricordi stanno andando scientemente al macero quindi ben venga ogni tanto qualche storia come la tua, basata su fatti reali e romanzata quel tanto per non uscire dai binari. Non esistono duri e puri a senso unico, non sappiamo quali siano state le motivazioni che indussero nonna Iside a denunciare i suoi compagni partigiani ai tedeschi nonostante lei, a quanto è dato sapere, non fosse stata costretta a denunciarli in quanto sottoposta ad arresto e tortura. Rimane questa curiosità, ma d’altronde forse è meglio così. È necessario, io credo, sapere che non tutti, indipendentemente dalla parte in cui stavano e dalle motivazioni, si diedero anima e corpo alla loro causa. Gli eroi e i martiri stanno da tutte le parti, questo non si può negare, per quanto non si tenti di divulgarlo. Sono storie che andrebbero approfondite. Nel tuo testo si spendono molte parole iniziali per rappresentare l’eredità e la passione per la scrittura della protagonista, che secondo me potevano essere ridotte e passate in secondo piano per illustrare meglio l’introspezione dei personaggi. La fermezza e l’indignazione del vecchio partigiano sono molto toccanti e tipici. Uno come lui può mostrarsi indignato ogni giorno per quello che ha dovuto subire; è sicuro di essere ascoltato, di essere nel giusto. Non altrettanto possono fare i suoi coetanei ancora vivi, quelli che stavano dalla parte “sbagliata”, perché sarebbero zittiti quando non di peggio, a prescindere. La storia si dovrebbe trattare in tutte le sue varie sfaccettature (santo cielo: assomiglia a faccetta nera…). Ho apprezzato lo spoiler dove citi i due ragazzi martiri della Resistenza, Roberto di Ferro e Filippo Illuminato. I loro coetanei Rolando Rivi e Giuseppina Ghersi raramente hanno questa possibilità. La parola giovinezza non mi suscita particolari nostalgie, se non per il suo bellissimo significato letterale. Perché a questo punto non potremmo più nominare nemmeno la primavera, da sempre abbinata alla giovinezza e non solo dai “mostri”.
  7. Unius

    Cosa sei bwana?

    Beh un testo messo sul WD, ma anche su altri forum di letteratura si deve togliere se un giorno lo si vuole pubblicare con una Casa Editrice che vuole l'esclusiva, è la regola delle Case editrici e mi sembra giusto. Se questo racconto ti piace e dici che vuoi stamparlo per leggerlo in compagnia privatamente fai pure, anche io stampo qualche racconto di altri per leggerlo con comodo a casa, che a una certa età uno si stanca a stare attaccato al computer... però magari non fare volantini da mandare in giro... sono tempi strani questi...
  8. Unius

    Mezzogiorno d'inchiostro 117 - Off Topic

    @Ghigo Non c'è problema, se ti è piaciuto anche il mio tema, quando hai tempo e con calma puoi scrivere un testo postandolo come fuori concorso... ci farò una visita...
  9. Unius

    [MI 117] La Faccia

    Questa è una cosa che mi fa davvero piacere... che i commenti possano essere utili oltre che per un giudizio sul testo scritto, soggettivo, anche per poter riflettere su sé stessi...
  10. Unius

    Ciao a tutti

    @albertus Ciao e benvenuto al WD. Anche io mi chiamo Alberto, anche io di nascita piemontese, nella Granda... ma sono sardo... A risentirci...
  11. Unius

    [MI 117] Il dono del rigagnolo

    @simone volponi No, la tua scrittura non mi scandalizza, non equipara le follie di Voltaire o De Sade… E poi non immagini quanti conturbamenti maggiori si provano, quelli si disturbanti, a leggere certi scritti di mistici o il Cantico dei Cantici nel chiuso cortile soleggiato di un seminario cattolico preconciliare… In questo tuo mondo vige qualche legge arcaica o fuori di testa per rinchiudere una bambina di nove anni tutta la vita… Ma anche questo è successo in effetti. Inutile immaginare la sua colpa: poteva essere considerata una strega o figlia del diavolo o di qualche nobilotto debosciato, che poi sarebbe stata la stessa cosa… Anche in questo tema “claustrale” (ci ho provato a introdurre termini tabù o “parolacce” in questo mondo globalizzato e gli eccitanti risultati mi attirano, avendo io diverse perturbazioni…) ho notato con piacere la capacità di vedere le cose che non si possono vedere, che molti non riescono a vedere, di sentire le cose che non si possono sentire, per incapacità congenita nella maggior parte dell’umanità post nucleare. Sicuramente hai i tuoi motivi per una descrizione del genere; ho apprezzato molto il rigagnolo perché nella sua ancestrale oscenità (è un complimento, non pensare che io sia un bigotto…), può essere figlio sia dell’inferno che dell’Eden (scopri per chi tifo notando dove metto la maiuscola…). Ma poco importa se i risultati sono il rifiorire dell’ottuagenaria Linda, la sua “rinascita” con tanto di sprizzanti attributi lattei, come un quadro di Venere o Giunone nel siglo de oro in Spagna. Il risultato finale è comunque esaltante in quella cella, come una penetrazione, mi si perdoni il termine, di un fascio di luce divina, conducendo e ricordando a tutti noi, in un ultima blasfema ed eretica analisi, alla vera e propria, auspicata rinascita della carne. Rinascita della carne che per i più corrisponde alla possibilità di uscite per una pizzata con gli amici, con annesso e connesso tutto il resto dopo… Ok. Mi è piaciuto.
  12. Unius

    [MI 117] La Faccia

    @Hello1431 Ho apprezzato l’introspezione del tuo personaggio, le cose che vede nella solitudine della sua cella. Nel mio pensiero ci sono uomini che, indipendentemente dalle loro azioni, riescono a vedere “oltre” un muro dentro il quale possono essere reclusi. Quello che vedono può servire a nobilitarli, come accade al tuo personaggio. Ci sono uomini invece, che nonostante la loro apparente integrazione nel mondo, non resisterebbero un paio di giorni in un luogo chiuso, non riuscendo a capire che l’uomo non è fatto esclusivamente per il suo prossimo, per la condivisione a tutti i costi, ma anche per sé stesso. E dentro di sé può riuscire a trovare risorse inaspettate per vivere, anche in situazioni estreme, senza aspettarsi o pretendere l’aiuto dei suoi simili, famiglia, parenti, amici, conoscenti, società… Alcune delle immagini che hai messo all’interno della cella, le costruzioni di fantasia, di mondi e situazioni attraverso le macchie sulle pareti, le sensazioni dei rumori esterni, che concatenano ulteriori pensieri e immagini, sono molto belle e denotano attenzione e comprensione di particolari all’apparenza insignificanti, che ai più sfuggono e non pensano nemmeno che possano esistere. Sono queste le cose che permettono a molti uomini di andare avanti in situazioni drammatiche, qualunque sia il loro destino o la loro colpa, nel bene e nel male.
  13. Unius

    [MI 117] Per un momento

    @AdStr È un po’, facendo i debiti distinguo, l’eterna storia di Caino e Abele o del figliol prodigo al limite. Ne so qualcosa per via diretta… Ma è sempre stato così. Più un figlio ne combina di tutti i colori, più fa danni, si allontana, più è benvoluto dalla madre, è una cosa naturale, che lo rimpiange e lo cerca sempre, apparentemente incurante dell’altro figlio che magari le è rimasto vicino… Arturo più che fare la vittima e lamentarsi, perché è sbagliato questo atteggiamento, non servirà mai a nulla, dovrebbe assumere una sana e irriverente aria scanzonata nei confronti di Diego, perché quest’ultimo, ma tutti i Dieghi del mondo, sanno benissimo di essere sempre i preferiti, proprio per il loro comportamento “anomalo” Ci sarebbe molto da dire a questo punto, ma questa è una delle forze che contribuisce a farli andare avanti, nonostante tutto. L’unica cosa che potrebbe smuoverli, sbilanciarli dalla loro tenebrosa sicumera sarebbe, al loro ritorno a casa, in qualunque circostanza, essere accolti da una clamorosa e molto irriverente risata da parte di tutti gli Arturi del mondo. Arrabbiarsi, recriminare, rivendicare e ricordare non serve a niente con Diego o chi per lui. Piaciuta l’introspezione, l’ambientazione e il linguaggio, molto evocativo.
  14. Unius

    [MI 117] Cjan e i savoiardi

    @paolati Oh... risentire il friulano, che capivo bene, ma parlavo poco... (a detta di chi sente la mia voce, ancora oggi mi è rimasto un accento "strano", del nord est... che però non è veneto e non sanno identificare bene... ). Mi ha fatto venire le lacrime agli occhi dalla nostalgia, ricordando la mia giovinezza trascorsa tra Remanzâs e Udin... per non parlare di tutto il circondario... Vorrei tanto tornare a rivedere quei posti e quelle genti, ma ho paura di non reggere l'emozione... Il tuo simpaticissimo Cjan e i personaggi che lo circondano mi avevano già colpito anche nei precedenti testi... Nei tuoi scritti c'è tutto il modo di vedere le cose, la praticità, l'arguzia sottile e definitiva di esprimersi, l'esperienza di genti abituate da sempre a fare da sole e per il meglio, senza lasciarsi influenzare o condizionare da altri, persone o luoghi estranei, assolutamente fuori dal loro unico, esclusivo mondo... Scritto molto bene per me, coinvolto anche da quel pochino di conoscenza che ho e che mi ha fatto vedere bene persone e ambienti che descrivi. Ti consiglio di raccogliere gli episodi di Cjan e di farne un gustoso romanzo... Mandi...
  15. Unius

    Hello ;)

    @Hello1431 Ciao e benvenuta al WD... finalmente ce l'hai fatta a iscriverti... Ho visto che hai inserito un testo in MI 117, a ogni buon conto, per muoverti al meglio nel forum dai anche un'occhiata alla discussione di benvenuto. Buona permanenza.
×