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Alberto Tosciri

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1.839 Più unico che raro

Su Alberto Tosciri

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  • Compleanno 23/03/1958

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    Uomo
  • Provenienza
    Sardegna

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  1. Alberto Tosciri

    Unpopular opinion

    Una volta personaggi come quella che hai detto, che asseriva che tu sbagliavi, sarebbero stati chiamati con il loro vero nome di fuori di testa, e buttati a calci nel sedere nella materia che tanto adoravano senza problemi... Sarò eccessivo nel mio ragionamento, ma per tutte le disgrazie e nefandezze che subiamo bisogna andare a monte per capirne i motivi. Ostiniamoci a continuare a pensare che i tempi in cui a certe persone non era consentito di esprimere e di attuare tutto quello che gli passava per la testa fossero tempi "bui" e ostiniamoci a continuare a festeggiare le varie "libertà" acquisite. La libertà di sprofondare nella cacca, sia metaforica che reale. C'erano re, c'erano governi e c'erano eserciti che hanno lottato per impedire che il mondo si coprisse di cacca e sono stati sconfitti dai portatori e divulgatori di cacca... La cosa tragica è che osanniamo perpetuamente chi ha permesso e continua a permettere questo genere di cose. Mi si dirà che vabbè che siamo in unpopolar opinion, ma... ma... ma... Ma che? Io ci vivo nel mondo, ma non mi adeguo. Devo adeguarmi? Non mi adeguo.
  2. Alberto Tosciri

    Aforismi

    Mi dicono che la vita è esperienza, ma allora una sola vita non può bastare per capire. Mi dicono che la vita è una sola, ma nessuno lo può dimostrare. Mi dicono che il tempo non esiste, ma misurandolo da uomo sarebbe offensivo e senza senso per il Creatore che la vita limitata, sciagurata e colpevole di una sua creatura, svolta in un tempo limitato, debba scontare un inferno per una illimitata eternità. Mi dicono che la Terra rotonda naviga nello spazio, me lo dicono da 500 anni, prima mi dicevano che eravamo una tavola immobile, quieta, infinita. Gli uomini cambiano idee e concezioni, oltre alla moralità. Non dovevamo fare finta di cercare altre palle rotanti, altri mondi che non esistono nel cielo. Navigando oltre la Terra conosciuta troveremmo altre terre. Infinite. Altri uomini. Infiniti. Esperienze infinite. L’anima di un uomo per comprendere in questa Terra nella sua incarnazione materiale deve vivere profondamente. Alcuni lo capiscono, altri no. Mai. Ecco perché gli uomini si odiano. Nell’odio umano c’è l’incomprensione totale dell’uomo per sé stesso e per il divino ed è una sconfitta per Dio. Chi riesce a comprendere ha vissuto e si è perfezionato attraverso mille e mille vite. Ma allora non è più accettato come uomo dal Creatore. Ecco, quell’uomo, talvolta, perché Dio è molto esigente, quell’uomo ha diritto, può essere essere considerato Figlio di Dio, uno nella Trinità, un unico fuoco divino, che si unisce e si divide da Dio per tornare fra gli uomini e parlare con loro attraverso i segni della divinità. Ma gli uomini non hanno voluto, non sono stati in grado di capire nemmeno i segni. Un uomo per comprendere la sua vera natura deve diventare Dio. Pensieri miei.
  3. Alberto Tosciri

    Il gioco del "se fosse"

    Se fossi ricco, straricco, organizzerei delle case di riposo con stanze singole per ogni anziano, arredate come era arredata la sua casa o come preferisce. Butterei fuori tutte le varie specializzazioni di assistenza e intrattenimento che fanno fare agli anziani stupidi giochi di società e cantare stupide filastrocche da dementi con battimani e fanno finta di non vedere se qualche anziano sta male o ha altri problemi o esigenze in quel momento e metterei solo veri medici e veri infermieri, nonché veri sacerdoti per un conforto spirituale, in quanto i vecchi credono in Dio e non nell'eco sistema e nei cambiamenti climatici del cavolo... Metterei un piccolo teatro, sia in italiano che dialettale a seconda del luogo, con illustrate anche scene biografiche degli anziani che desiderano farlo, interpretate da giovani veri attori in gamba e sensibili... una piazzetta verde come in un paese, piccoli giardini e orti personali, panchine dove sedersi e parlare... e tante altre piccole grandi cose... Utopia. Se fosse possibile rivivere completamente la vita di un personaggio famoso o comunque a te caro, la vita di chi vorresti rivivere?
  4. Alberto Tosciri

    Avete una storia da tanti anni

    Ciao @Chiara torrebig Capisco la tua sensazione di "blocco" in fase di riscrittura, è una cosa normale, a me capita sempre. Tieni presente che è quasi impossibile che una prima stesura di un testo possa andare bene così come è stata scritta. Occorre intervenire e non basta una sola fase di riscrittura, spesso ne servono diverse. Nella prima fase si butta sulle pagine tutto quello che viene in mente, ma proprio tutto, come un crogiolo. Una volta finito bisogna far decantare il testo, per "dimenticare". Così si rilegge con occhi nuovi e si trovano subito imperfezioni, come refusi, frasi ridondanti, concetti uguali spiegati svariate volte eccetera. Occorre tagliare, accorciare, ripulire. È necessario quanto doloroso, ma bisogna farlo e ancora non basta. Occorre ripetere i passaggi svariate volte, spesso si scoprono anche incongruenze con la trama, con i dialoghi, i vari passaggi fra i capitoli e bisogna ricucire con pazienza. Le riscritture possono essere svariate, fino a quando ci si sente quasi, dico quasi soddisfatti, perché non lo si è mai. A volte dispiace riscrivere anche per un valore affettivo di quanto si è scritto, dalle sensazioni che hanno generato la storia, dai momenti in cui è stato scritto. In tal caso lascia la prima stesura intatta, presumo che lavori con Word, metti a fianco del titolo stesura 1, copiala e chiamala stesura 2, riscrivila e così via. Consiglio anche di cambiare i caratteri di scrittura per ogni stesura e il colore della pagina, tanto il colore pagina non esce in stampa, per avere la sensazione di lavorare su materiale nuovo, stancandosi di meno. Puoi anche affiancare le pagine per vedere le differenze, ma non te lo consiglio, perché è faticoso da leggere e ci si stanca subito. Eventualmente meglio stampare e separare le varie stesure. Un pochino più costoso come carta e toner, ma più comodo. Io correggo e aggiungo anche a penna sulle copie stampate e procedo a ulteriori stesure. Scrivere è faticoso, per quanto gratificante, anche per solo piacere personale.
  5. Alberto Tosciri

    Il gioco del "se fosse"

    Io sono più di un concetto astruso... ma vorrei tanto che qualcuno mi spiegasse perché se fotografo l'orizzonte o qualunque altra cosa con lenti Fish-eyes l'orizzonte appare curvo, mentre se fotografo con lenti normali, l'orizzonte e qualunque altra cosa appaiono piatti. Cioè, è un fatto puramente tecnico, ma su questa tecnica si fondano concetti elevati che non sto a dire per non suscitare il panico di domenica, che tutto vabbene. Il problema non è tanto un'opinione stupidella. La Nasa fotografa con le Fish-eyes la Terra dai satelliti e si vede la curvatura della Terra e anche le antenne dritte del satellite curve. Un'altra astrusità che io non comprendo, stante la mia rozza intelligenza, è il motivo per cui, analizzando sempre le foto della Nasa con Photoshop e schiarendo il cielo nero intorno alla Terra vista dalla Luna, intorno alla Terra compare un quadrato perfetto di una sfumatura di colore diverso, un ritaglio da copia e incolla. Se ci fosse la smaterializzazione della materia (c'è, ma non si dice) e tu volessi far dissolvere un edificio famoso, (o anche non famoso), quale edificio sceglieresti e dove lo faresti riapparire?
  6. Alberto Tosciri

    Autorevolezza del saggista

    @-Fabio- Secondo me sulla saggistica occorrerebbe fare anche ulteriori considerazioni. Naturalmente, oltre alla necessaria autorevolezza e competenza di chi scrive un saggio su un dato argomento, bisognerebbe anche vedere di che argomento intende trattare. Cioè, se l'argomento "è gradito" nell'attuale impostazione ideologica e globalizzata della società. Mi spiego meglio, ma senza citare autori né CE per non suscitare eventuali sgradite diatribe. Ci sono stati grandi autori francesi, boicottati innanzi tutto in Francia, dove hanno perso le cattedre nelle quali insegnavano, che hanno "osato" scrivere studi approfonditi e documentatissimi della Rivolta della Vandea durante la Rivoluzione francese. Sono stati tradotti anche in italiano, obtorto collo, con prefazioni di studiosi nostrani che si sentivano in dovere di inserire anche citazioni di altri saggi inerenti il punto di vista della Rivoluzione francese, asserendo che quest'ultima, "accusata di grandi misfatti" aveva diritto a un avvocato difensore... Ci sono poi autori italiani che hanno "osato" con tanto di documentazione scritta e fotografica dell'epoca scrivere dei fatti accaduti in Italia dopo il 1943 e fino agli anni Cinquanta... che sono stati vergognosamente boicottati, ridicolizzati e minacciati. Bene, se ci sono queste difficoltà, questi impedimenti, penso che ci sia un problema nella libertà di trattare certi argomenti. Naturalmente questo non sarà mai ammesso. Chi vuole documentarsi può sempre trovare quello che cerca ad ogni modo, anche in lingua straniera. Io molto materiale sono riuscito a trovarlo ordinandolo su internet. Il problema di una certa tipologia di saggistica riguarda anche il web, naturalmente. Conferenze importanti di studiosi e specialisti su argomenti e contro argomenti vari scarseggiano in italiano, mentre sono reperibili, seppure non in abbondanza, in inglese, tedesco e spagnolo e bisogna correre a registrali perché il giorno dopo scompaiono misteriosamente. È assurdo che su argomenti "graditi" si possa trovare una caterva di materiale di tutti i tipi, mentre su argomenti "scomodi" ci siano difficoltà, a tutti i livelli.
  7. Alberto Tosciri

    Aforismi

    Per conoscere non è necessario vedere molte cose, ma guardarne bene una sola. Giorgio Morandi
  8. Alberto Tosciri

    Barbara Steele

    Ciao @Alessandro Trocini benvenuto
  9. Alberto Tosciri

    Ciao a tutti

    Ciao@Carlo Ramba benvenuto.
  10. Alberto Tosciri

    Nuovo utente

    Ciao@Lion benvenuto
  11. Alberto Tosciri

    Ho un problema con i titoli

    Ciao @Essec91 benvenuta
  12. Alberto Tosciri

    Presentazione

    Ciao @Giuseppe Carlucci benvenuto
  13. Alberto Tosciri

    [MI129] Giochiamo: tu fai la vittima

    Ciao @mina99 Interessante e dall’aria inquietante. Strana sensazione quella che ti guardano tutti senza un motivo e con la progressiva sensazione che le cose si metteranno al peggio. L’ho provata diverse volte anchio, quando ero molto giovane e prendevo la metro a Roma, da Termini a Laurentina, ma il motivo per cui alcuni, non tutti, mi guardavano male era perché stavo in uniforme e in servizio di ronda, con al fianco due paracadutisti e avevamo pistola e manganello e la faccia poco benevola nei confronti del mondo circostante e dei “civiliin particolare, che si era propensi a considerare in svariati modi… Ma allora non esistevano cellulari, epoca fortunata, e meno problemi di adesso. Il tuo personaggio vive in un epoca indefinita, un futuro molto prossimo mi pare. La dimensione dei fatti è molto onirica e il racconto in prima persona contribuisce ancora di più a dare la dimensione del sogno. Non è dato sapere perché la gente guardi in modo accusatorio il protagonista. Ho fatto le più ardue, metafisiche e filosofiche speculazioni sul motivo, giungendo a inverosimili e pseudo mistiche conclusioni da “fumato”, tipo che sul suo volto, per il risultato di una diabolica lotteria futuristica si sia stampato il marchio di Caino, che gli uomini avrebbero dovuto evitare o isolare, ma credo che non sia politicamente corretto fare un’affermazione così paranoica, visto che oggi Caino gode di tutte le agevolazioni e immunità… Scusa, ogni tanto mi lascio andare; da quando hanno iniziato a distruggere la religione cristiana mi sono rifugiato nella patristica e nell'esicasmo… Mi piace come il personaggio, pur sentendosi innocente e anche in grado di dimostrarlo, in fondo si renda conto di poter essere colpevole. Già, ma di cosa? Forse un piccolo accenno a una colpa la si poteva mettere, anche una colpa puramente simbolica, ideologica. Ad esempio potrebbe aver urtato senza volerlo una donna o un uomo d.o.c. oppure d.o.p., come capita anche oggi nelle strade. Secondo chi urti ti linciano mediaticamente e non solo, davvero, perché è interpretato come odio… Starei delle ore a fare delle tranquille esposizioni mentre il Titanic affonda, ma ho apprezzato questa aria di inquietudine, di rivelazioni non dette e infine la catarsi finale, se così si può dire, perché ogni fine è in fondo un innalzamento, una liberazione, una rigenerazione. Quelle tre parole finali: “la gente avanza” sono terribili e bellissime allo stesso tempo. L’incubo del protagonista, in un modo o nell’altro, finirà. Mi è piaciuto. Ho notato una maturazione di stile nella tua scrittura, non che prima scrivessi male, ma ora mi sembri più pacato, ponderato nella terminologia e nelle introspezioni dei personaggi.
  14. Alberto Tosciri

    Jukebox

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