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Alberto Tosciri

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2.073 Più unico che raro

Su Alberto Tosciri

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  • Compleanno 23/03/1958

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    Sardegna

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  1. Alberto Tosciri

    I racconti della Sesta luna - Sesto ciclo

    @Alba360 @Poeta Zaza Grazie, gentilissime.
  2. Alberto Tosciri

    I racconti della Sesta luna - Sesto ciclo

    Sinceramente non me l'aspettavo. Ti ringrazio caro @Marcello Verissimo. Ringrazio anche te. Gentilissima.
  3. Alberto Tosciri

    Catene d'autunno

    Ciao @Nightafter Innanzi tutto grazie per la tua lettura, il bellissimo commento e l'apprezzamento. Lo so, lo immaginavo, ti do ragione. Sto tentando in questi tempi, con grande fatica, di elaborare una nuova voce narrante, un punto di osservazione totalmente diverso dai soliti che si impiegano normalmente. Non è nulla di nuovo, faccio anche io miei tentativi. Non mi basta più il narratore onnisciente, la prima o la terza persona. Non so come definirla questa voce, un narratore onnisciente si, ma che non lo fa pesare, non lo rivela apertamente, non vuole dirlo. Un narratore dialogante, che potrebbe addirittura quasi intervenire, ma non interviene, che fa domande, che aspetta e vede lo svolgersi degli eventi... e tanto altro ancora. Mi sembra una buona tecnica, ma è molto difficile, faticosa da applicare; comporta dispendio di energie, di immaginazione, di rievocazione di parecchi presupposti e antefatti non tutti dati per scontati, bisogna acquisirli e inoltre comporta spesso cambiare tempi verbali di conseguenza, scindere in diverse parti la storia e i personaggi... e non ho detto tutto, perché sto ancora scoprendo. Complicato, ma amo le complicazioni. Mi è piaciuto il riferimento che hai fatto a Genesi, il riferimento a qualcosa di sacro c'è quasi sempre in quello che scrivo, intendo un sacro non proprio canonico, non proprio ufficializzato cioè. L'utopia di un'altra possibilità mi ha sempre affascinato, ma anche più di una possibilità; niente a che fare però con reincarnazioni e cose simili. Ho sempre pensato che per un'anima immortale, qualunque cosa sia, incarnata in un corpo mortale, non abbia nessun senso scontare un'eternità di inferno o paradiso, per ottanta o cento anni terrestri di colpe o di virtuosismi, ma meriti un'eternità, un'eterno presente del qui e ora di altre possibilità su piani paralleli di un unico mondo infinito. Un saluto amico mio.
  4. Alberto Tosciri

    La cadenza di Tito

    Ti ringrazio @Marcello son contento che questo racconto ti sia piaciuto. Ricordo quel tuo intervento sull'uso dei cinque sensi, io prediligo questo tipo di descrizioni, anche se non sempre riesco ad applicarlo come davvero vorrei; non è sempre facile perché se si vuole ottenere un discreto effetto quasi naturale occorre immedesimarsi completamente nella storia e nei suoi particolari e porta via molto tempo ed energie. Però ne vale la pena se uno scrittore come te apprezza e addirittura (questo è davvero troppo onore per me...) mi potrebbe portare ad esempio sull'uso di questa tecnica. Grazie ancora e tanto.
  5. Alberto Tosciri

    Catene d'autunno

    Grazie della lettura e dell'apprezzamento @Franeciao
  6. Alberto Tosciri

    Buonasera a tutti

    Ciao @Franeciao benvenuto
  7. Alberto Tosciri

    mi presento

    Benvenuta@Isflores un bel nik. in sardo sono i fiori.
  8. Alberto Tosciri

    Studio per un racconto

    Ciao @Cano Cinque righe sono un po' poche per poterne dire qualcosa. Per come la vedo io potrei vederci atmosfere e introspezioni che sono magari lontanissimi da quello che volevi mostrare tu. Appunto. Dovresti mostrare un pochino di più. Ad esempio: mi viene la curiosità di sapere a cosa sia dovuto il tanfo nella stanza. Perché è chiusa? Qualcosa si decompone? Odore di concime animale che viene dall'esterno? Le variabili sono tante, sapendo l'origine dl tanfo il lettore ha un'idea dell'ambiente. toglierei quel vagamente. Denota che può esserlo come anche non esserlo troppo, sbarazzina. Deduco che la storia non sia ambientata all'epoca del cellulare ad ogni costo. Ma può anche essere il contrario. Una cosa non molto comune, interessante. Denota un certo percorso cognitivo di Debora. Prova ad mettere qualcosa di più.
  9. Alberto Tosciri

    Catene d'autunno

    Ciao @JD WOLF Grazie per la tua lettura e commento, nonché per l'apprezzamento. Mi fa piacere che questo frammento ti sia piaciuto e per le sottigliezze che ci hai visto, molto appropriate e consone con quello che intendevo trasmettere. Qualche volta sono un po' tortuoso e lungo nelle frasi, so che ci si può perdere ma lo faccio a ragion veduta, non sempre prediligo frasi brevi e secche, talvolta amo dilungarmi; ho come l'impressione di perdere la magia, la suggestione che vorrei dare tagliando una frase di botto. Mi fa piacere che addirittura avrai piacere di leggermi ancora, come se io fossi importante... Ciao @Pincopalla Ti ringrazio per aver letto questo mio testo e per averlo gradito. Sapessi quante immagini può evocare una foglia! Me ne intendo di foglie... Sto lavorando a un altro testo dove tra altre cose ci sono pure le foglie come personaggi... Spesso le cose più umili sono anche le più belle. Grazie per i complimenti.
  10. Ciao Alberto, spero tutto bene e spero che il mio "segui" non ti dispiaccia!

     

    A presto :flower:

    Anna 

    1. Alberto Tosciri

      Alberto Tosciri

      Ciao Pincopalla... tutto bene a parte il caldo, ma ci sono abituato.

      Mi fa piacere il tuo "segui"  :)

      Ciao

      Alberto

  11. Alberto Tosciri

    Aforismi

    certo, confrontandolo con l'attualità odierna. conosceva molto bene i tedeschi, essendo stato nunzio apostolico in Baviera per 12 anni. Parlava e scriveva perfettamente il tedesco, tra l'altro. Se avesse detto qualcosa i nazisti non avrebbero rispettato la neutralità del Vaticano, le conseguenze sarebbero state catastrofiche; sarebbe successo allora quello che sta succedendo oggi nella chiesa. (con tutto che allora come oggi a molti non gliene sarebbe potuto fregare di meno). concordo in pieno. amo la pigrizia, specie ora che sono in pensione. Fammi evidenziare una sottigliezza sconosciuta ai più ma che son sicuro tu conoscerai perfettamente. Fu più deleteria per la cristianità la nunziatura di Pacelli in Germania e i suoi risultati, o la nunziatura di Roncalli in Francia e i suoi risultati? I contatti (...) francesi... di Roncalli, influenzarono il suo papato fino a indurlo al Vaticano II, annientando di fatto il giuramento antimodernista di papa PioX. E non solo quello.
  12. Alberto Tosciri

    Aforismi

    @Robert Wilhelm Mi fa piacere trovare un cattolico in questo mondo ormai impazzito. Lo sono anchio, ma non accetto la chiesa attuale, la cui scientifica distruzione è iniziata dal Vaticano II, per quanto i prodromi fossero stati presenti da sempre. Non posso accettare le idolatrie e blasfemie frutto del relativismo e pragmatismo religioso, respinti con mirabile dottrina e immensa fede dai grandi papi del passato, fino a Pio XII. Oggi hanno dato il via libera e si crede e si afferma tutto e il contrario di tutto. Non lo accetto. Chesterton diceva che sarebbe venuto un giorno che sarebbero stati attizzati fuochi per testimoniare che due più due fa quattro e che sarebbero state sguainate le spade per dimostrare che le foglie sono verdi. Quel giorno purtroppo è giunto. Nemmeno io penso che la delusione si addica a Dio. Sono io che nella mia fragilità umana sono amareggiato dal comportamento e dal tradimento verso Dio dei miei simili. Gesù perdona, perdona sempre, anche sulla Croce. Bisogna avere una grande forza interiore per risalire il Carmelo con S.Giovanni della Croce, nella notte dell'anima distratta da troppi "rumori" che conducono all'odio e alla perdizione, una grande forza per trovare il castello interiore di Santa Teresa d'Avila. Ritrovare il contatto con Dio dentro noi stessi per avere la pace. Ma non dispero. Se non in questa vita, in un altra.
  13. Alberto Tosciri

    Catene d'autunno

    commento Le foglie cadono. Ricordano. Anche per te, prigioniero. … E io ti vedo chiuso in quella cella. È insolito vedere un’autentica rassegnazione in un condannato a morte. A noi è dato farlo, nonché comprendere se l’accettazione, il pentimento, sono veri. Qualche volta possiamo aiutare. Può esserci ordinato, ma possiamo intervenire per quel sentimento che gli uomini chiamano pietà. Noi siamo pietosi. O per il giusto corso degli eventi. Interveniamo anche per altri motivi. Raramente ho provato pietà in questo attuale, provvisorio eterno presente di millenni sulla Terra. Ho un buon ricordo di quando liberai dalle catene un certo Cefa… Ma c’erano dei motivi. Che motivi dovrei avere per toglierti le catene e salvarti dal boia, uomo che ti chiami Safferth? Ti hanno accusato di tutto e non meriti nessuna clemenza, nemmeno uno sguardo. È giusto che la mannaia cali su di te. Ho potuto immergermi nella tua vita; in meno di un battito delle tue ciglia nere ho visto tutto, ho capito tutto. Però da bambino guardavi gli alberi, il cielo che si univa al mare, sognavi. Perché non hai continuato a sognare? Anche tu hai creduto che la vita impiegata per inseguire un sospiro fosse una vita persa… Non posso darti torto; talvolta ho provato a sentire il calore del sole come lo sentono gli uomini sulla loro pelle. Posso capire. Ah, ma se gli uomini sapessero davvero che cosa è il sole! Una particella in confronto al vero calore che potrebbero avere! È sufficiente che sentano il sole sulla pelle per sentirsi appagati, per sentirsi creatori! Ma ignorano chi ha riposto il calore nella loro anima; molti non sanno di averlo. Soltanto perché ti ho visto bambino, Safferth, che camminavi nudo sulla riva del mare, soltanto per quella luce che avevi allora negli occhi quando ti chiamava tua madre, solo per quello mi sono fermato un attimo di più a guardarti, dentro la tua cella bianca di calce, mentre aspetti il boia. Sapevo che quella foglia sarebbe entrata da te, volando nell’aria trasportata dal primo vento di autunno, entrando attraverso le sbarre. Non ho fatto niente per fermarla. Volevo vedere la tua reazione. Gli uomini come te, Safferth, fanno molti sbagli e ancora di più gli uomini che devono giudicarli. Vedo la foglia color della ruggine al tramonto volare sopra il tuo sguardo, fisso in alto a guardare le ombre della tua ultima sera. Ti osservo. Se tu sapessi da cosa dipende la tua vita mortale! La foglia cade sul pavimento. Per un po’ rimani immobile, ma l’hai vista. Aspetto. Ti alzi a sedere sulla tua branda. La foglia è ai tuoi piedi, ancora rischiarata dall’ultima luce del pomeriggio che riesce a entrare nella tua prigione. La guardi. Potrebbe essere la scena di uno di quei rari quadri dipinti da un pittore che aveva visto, aveva cominciato a sentire l’eternità… Ma tu cosa vedi? Voglio proprio saperlo e mi concentro su di te. Sospiri. Sorridi. Non è il sorriso di un assassino. Non più. Ma non basta. Non ancora. Insisti. Voglio che insisti. Ti chini a raccogliere la foglia con una delicatezza inusuale in quelle tue mani. La accarezzi. È la cosa più colorata che c’è in quella stanza bianca. Fai scorrere le dita lungo le venature rinsecchite sui diversi confini di colore che la morte da anche alle foglie. Vedo che sollevi con attenzione il capo, aguzzi lo sguardo interessato al colore rosso scuro. Ti ricorda il sangue? No. Ti ricorda il vino che facevi da bambino, assieme alla tua gente. E quel giallo bruciato? Il sole del mare vicino a quella ragazza alla quale non osasti mai chiedere niente. Allora eri innocente. E poi? Cos’altro vedi? Ah certo! Il cortile della tua scuola inondato di foglie d’autunno e tu con altri bambini che ci correvate in mezzo sollevandole con gioia, incuranti delle grida dei maestri. In nome di cosa hai lasciato tutto questo,Safferth, per diventare che cosa? Ah! Vedo bene che ci pensi adesso, all’ombra del boia... E quel verde cupo in cima alla foglia, quasi scuro? Il mare profondo solcato dalla nave che ti portava via dalla tua terra. Ci pensi e… avvicini la foglia sul viso, la metti di traverso a coprirti gli occhi chiusi. Immagini, credi che non ti possa vedere nessuno. Quindi non ti curi di far scorrere le tue lacrime, fino al mento. Fai bene. Hai un sussulto. Respiri con avidità l’odore della foglia, sentore di alberi, boschi, mare, paese, madre e padre. Respiri come a volerti immergere nel mondo che hai ricordato. Ora ti lasci andare sulla tua branda, la faccia in giù sopra la ruvida coperta. Piangi. Ti sei pentito? Gli uomini sanno dare molti nomi ai loro sbagli e noi li conosciamo tutti. Cosa saresti disposto a fare per rimediare alla tua vita sciagurata? Tutto? Sei sicuro? Pochi uomini possono portare un simile fardello. Vuoi davvero portarlo? Io te lo posso far portare. È nelle mie facoltà. Safferth si risvegliò nel corpo di un bambino in riva al mare. Era nudo. Non trovò strano che ai suoi piedi, nell’immensa distesa di sabbia bianca, accecante, ci fosse una foglia morta. La raccolse. Gli ricordava qualcosa. Sorrise. Guardò il mare davanti a lui, era verde scuro, piatto e infinito e si univa al cielo. Qualcuno lo stava chiamando. Una voce di donna. Sua madre.
  14. Alberto Tosciri

    La materia dei sogni

    Ciao @Massimiliano Marconi Forse è la prima volta che leggo qualcosa di tuo. Ti faccio i miei complimenti per la storia e per lo stile. Apprezzo anche l’uso dei puntini di sospensione, non sono contrario, io li uso frequentemente perché nel rappresentare taluni punti o parti del discorso non vedo perché non li si debba usare, in quanto nel parlare comune ci sono spesso interruzioni improvvise, troncature, sospiri, sospensioni… e non vedo in quale altro modo possano essere rappresentate queste espressioni. Certo, in tutte le cose non bisogna esagerare. Racconti come i tuoi vorrei trovarne più spesso, leggo molto prima di trovarne uno, non che io sia un genio, beninteso, ma spesso faccio fatica a leggere tanti testi che sembrano provenire tutti da un'unica matrice, sia per quanto riguarda la trama che l’introspezione dei personaggi. Praticamente sono tanti testi diversi che dicono tutti la stessa cosa. Nel tuo testo invece no, si può ancora sognare e addirittura qualcuno può raccogliere anche i sogni. Bellissima storia. Raccogliere i sogni con l’ordito di un tessuto, cercarne l’universalità, l’archetipo universale come direbbe Jung, e al contempo cercare la singolarità di questi sogni, la diversità tipica di ogni essere umano. È un compito che sembra quasi avere del sacro, del divino, come pure il volerli catalogare. Per quale scopo? Non è dato sapere, non lo hai specificato. I motivi potrebbero essere molteplici. Il tuo testo, secondo me, merita molto di essere approfondito, sia nei significati che nell’introspezione dei personaggi, nonché nelle descrizioni ambientali, che potrebbero fondersi magistralmente nella contestualizzazione generale, di per sé suggestiva e misteriosa. Ma sopratutto apprezzo molto la tua originalità, richiamata si dal verso di Shakespeare, ma sviluppata originalmente. E poi io sono molto sensibile quando si fanno riferimenti al passato, che oggi si vuole cancellare, dimenticare. È stato un vero piacere leggerti, grazie per aver scritto e postato questa bella storia.
  15. Alberto Tosciri

    Aforismi

    Forse Dio, rimasto deluso nel constatare che l'uomo avesse preferito estendere il suo pensiero solo nel mondo materiale, ignorando la divinità, rimase ancora più deluso nel rendersi conto che non era bastato nemmeno che Lui assumesse forma umana, di carne e di sangue, per tentare di farsi comprendere nel mondo materiale. E del resto, che senso avrebbe per la divinità tentare di far comprendere l'eterno presente dell'immortalità, del qui e ora, a uomini che si sono autodefiniti sapiens con l'orgogliosa certezza e fierezza di discendere dalle scimmie?
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