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Alberto T.

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Su Alberto T.

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  • Compleanno 23/03/1958

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  • Genere
    Uomo
  • Provenienza
    Sardegna

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  1. Altro che inverno dello spirito... almeno si poteva sperare nel ritorno della primavera...  Una buona parte dell'umanità si trova nella notte più demenziale, nell'esaltazione più convinta dell'idiozia, della crudeltà, dell'orrore puro  portato a livello di ideologia delle libertà... Il risultato di aver permesso alla  variegata feccia di dirigere uomini, stati e religioni...

  2. Alberto T.

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  4. Alberto T.

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  5. Alberto T.

    Il gioco del "se fosse"

    Pane carasau bagnato in acqua, formaggio con i vermi, fichi secchi e mezzo litro di vino nero frizzante. Anche più di mezzo litro, se è di quello buono. Meglio della Coca Cola e dei popcorn... Se tu fossi un abito di un'altra epoca, che abito saresti?
  6. Alberto T.

    Il gioco del "se fosse"

    Va bene Pico della Mirandola, da ammirare la sua Mnemonica, va bene Giordano Bruno, anche se era un iconoclasta fuori di sé, va bene Macchiavelli, pure se teorizzava l'impossibile in politica... Ma Martin Luther... anche se hanno messo la sua statua in Vaticano, dicendo che va "capito" e "rivalutato", Martin Luther lascialo arrostire all'inferno dove, per il male che ha fatto alla civiltà occidentale, di cui era indegno figlio, spero senta il fuoco vivo addosso per l'eternità...
  7. Alberto T.

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  8. Alberto T.

    Il gioco del "se fosse"

    Io sì. Anche perché cominciai a scrivere con una Olivetti Lettera 32 all'età di dieci anni, quando mio padre mi faceva usare quella del suo ufficio, in una caserma dei Carabinieri, quando andavo a fargli compagnia nei pomeriggi d'estate che era di piantone... Poi me la sono ritrovata, l'Olivetti Lettera 32, nel mio ufficio quando ero sergente furiere e sapevo usarla già bene. Oltre a scrivere le schede nominative dei soldati, licenze, domande, turni di servizio, rapporti ed elenchi vari cominciavo già a copiare alcuni miei appunti scritti a mano. Rigorosamente con un foglio doppio, sempre, come mi aveva insegnato mio padre, affinché il battere dei tasti non danneggiasse il tamburo. Ho due vecchie macchine da scrivere a casa, perfettamente funzionanti, fra le quali una è la mitica Olivetti Lettera 32, che mio padre si era comprato alla fine, ed era velocissimo nello scrivere, usava tutte e dieci le dita, mentre io solo sei... Ma non le uso più, troppi ricordi. Comunque, per i molti che non lo sanno, scrivere in quel modo era molto più gratificante. Se non altro non si era schiavi di uno schermo e di tutto ciò che comporta. Eri libero. Io vivo in un posto dove non c'è niente, niente di quello ai quali sono abituati tutti quelli che non vivono qui e che vedo tutti i giorni in veste da turisti della domenica in giro con il naso e la bocca in aria, perché non hanno mai visto un cielo azzurro, un mare azzurro, montagne di granito bianco, vegetazione mediterranea, sole a picco, acqua pura, pane buonissimo, carne squisita, frutta e verdura sana e buona, non frutta mediterranea made in Olanda dei supermercati... un mare talmente limpido che se ti immergi con la maschera ti vengono le vertigini, tanto è forte l'impressione di galleggiare nel vuoto... pace e serenità inoltre, che non guastano E non gli basta. Si annoiano. Lontani dalle comodità sotto casa. Niente centri commerciali, niente ospedali vicini (per i casi gravi viene l'elicottero...), niente pub, niente discoteche, nada de nada e quel poco che c'è è fatto male, scimmiottando il peggio del "continente"... Per me il divertimentificio sono tutte le cose indispensabili agli altri, talmente normali da considerarle geneticamente acquisite, tanto da disprezzare e irridere quelli come me che non le hanno e che per me sono solo inutili chimere delle quali non sento la mancanza e non voglio usufruirne.... Se fosse possibile vivere per un giorno in un luogo del Rinascimento italiano con una macchina fotografica, quali eventi o personaggi immortaleresti? Se potessi infine sviluppare delle gigantografie di quelle foto, avendo il necessario, come le presenteresti alle persone dell'epoca? Diresti che sei un grande artista o cos'altro? (Scusate la lungaggine quasi d traccia MI... . Potete anche rispondere con un monosillabo, visto il caldo...)
  9. Alberto T.

    Il gioco del "se fosse"

    Fortezza Bastiani, Deserto dei Tartari di Buzzati... e non vorrei cambiare mai . Non perderei niente. Se è vero, come è vero, che la realtà si fonda sulla memoria, sentiresti il bisogno di recuperare qualche vaga conoscenza di base per capire, vagamente, le motivazioni dell'oggi, o va tutto bene così nel divertimentificio del momento? (Scusate se non sono spiritoso. Se annoio ditemelo... )
  10. Alberto T.

    Il gioco del "se fosse"

    Io mi farei uccidere per NON essere nessuno di quei sciagurati, deleteri, volgari, beceri, osceni, ignoranti, gretti, squallidi... e chi più ne ha più ne metta di quella schifosissima era del pseudofilm, purtroppo rispecchiante la mentalità e la cultura italiana di allora e, da quello che vedo, anche di oggi, peggiorata notevolmente. Se ti dicessero che il mondo finirà fra un mese, per qualunque motivo, e non c'è niente da fare, manco la salvezza sulla Luna o su Marte perché le fasce di Van Allen non possono essere superate da niente e nessuno oltre l'atmosfera, qualunque balla dicano i telegiornali e gli astro astronauti che galleggiano in tv... in parole povere: come vivresti quest'ultimo mese? (Spero non vedendo i film pecorecci italiani degli anni Settanta - Ottanta)
  11. Alberto T.

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  12. Alberto T.

    Il gioco del "se fosse"

    Sarei più curioso io di conoscerlo, ma non credo che si sarebbe accorto della mia modesta persona... era imperatore del Regno di Sicilia... ma mi sarebbe piaciuto parlare con Federico II di Svevia, Stupor mundi. Era molto avanti rispetto ai suoi tempi e pur essendo cristiano non badò mai alle esortazioni di vari papi che lo esortavano a unirsi ai cristiani per le Crociate. Fu scomunicato tre volte e poi riabilitato, alla fine si recò a Gerusalemme con le insegne dei cristiani, ma andò a parlare personalmente con i comandanti arabi, parlando perfettamente l'arabo, parlava sei lingue oltre alla sua, il tedesco, il francese, il latino, il greco e il siciliano. Non combatté contro gli Arabi, anzi, ottenne diplomaticamente la corona di Gerusalemme. Nel suo regno convivevano pacificamente cristiani, ebrei e musulmani, Palermo la capitale era una città cosmopolita. A Salerno c'era una scuola di medicina araba all'avanguardia che addirittura curava certe malattie con delle muffe, antesignane degli antibiotici... Avrei molto da dire ma dico solo che contro un uomo così aperto che auspicava una società assolutamente libera e priva di pregiudizi sia razziali che religiosi, la chiesa oscurantista, che lo vedeva come il demonio, le tentò tutte per farlo fuori, addirittura organizzando una parodia di crociata occidentale contro di lui... Allora come oggi gli spiriti liberi davano fastidio... Mi pare di capirlo, lo ammiro anche perché suo figlio Enzo sposò Adelasia di Torres vedova di un Visconti giudice di Gallura e di Torres e Federico nominò il figlio re di Sardegna... subito scomunicato dal papa per questo, poi per alterne vicende non se ne fece nulla... Peccato. La storia della Sardegna sarebbe stata molto diversa... Mi pare di capirlo anche perché mi rendo conto che parlando l'arabo, da occidentale, aveva superato tutti gli stupidi pregiudizi verso quella civiltà e si era reso conto che si poteva convivere in pace e prosperità. La stessa cosa successe a me, (ma non avevo influenza sulla storia ) quando da giovane imparai l'arabo per lavoro e vissi in Medio Oriente. Mi si aprì davvero un altro mondo e cambiai il mio pensiero. Una cosa che mi accomuna con Federico II di Svevia... (esagero eh, non prendetemi sul serio... ) Se tu potessi sostituirti a un uomo o una donna famosi, attori, re, presidenti, artisti, eccetera che si sono sposati, con grande clamore mediatico, di chi vorresti prendere il posto e perché?
  13. Alberto T.

    Se il sole facesse poca luce?

    Ciao @arbok Ho visto che questo è il tuo primo messaggio, quindi non ti sei presentato ufficialmente nella sezione apposita... fallo appena possibile, lo Staff ti fornirà eventuali precisazioni e ti avviserà, se non lo farai... Il tuo quesito per un fantasy è intrigante, pur nella sua semplicità. Potresti spaziare in una Terra alternativa, parallela, multidimensionale o infinita come l'ipotesi della Terra Piatta, cioè nuove terre all'infinito oltre la fascia di ghiaccio dell'Antardide dove magari, chissà, la luce del sole giunge più debole o più forte, addirittura regolabile... con tutte le implicazioni fantasy conseguenti...
  14. Alberto T.

    Uomo come ho inteso diventare

    Ciao @andrea werner mondazzi Una idea originale. Alla fine sono rimasto spiazzato, dico la verità, non mi aspettavo una rivelazione e un finale del genere. Nella prima parte si ha l’impressione di sentire il lamento di un figlio qualunque che ha da recriminare contro il padre mascalzone che ha sedotto e abbandonato la madre che ha messo incinta, abbandonando poi la donna e il bambino al loro destino. Ma questo padre appare sempre, misteriosamente presente, tanto che il figlio si lamenta di come la possa pensare o disinteressarsi delle azioni che si trova a compiere, una volta diventato grande. Questo padre da l’impressione di essere un pezzo grosso che sorveglia tutto e comunque da lontano. Poi subentra questo strano personaggio di Peppe, che si assume il compito di fare da padre al figlio e vivere con la madre senza toccarla mai. A questo punto la vera situazione mi è apparsa quasi subito e man mano che leggevo ne ottenevo conferma. Per quanto io creda che esistano anche al giorno d’oggi uomini che seguono la strada di S. Giuseppe. Gli antichi padri della chiesa ti avrebbero sommerso di lettere accusandoti di eresia, io non me ne intendo, ma a mio parere nel tuo racconto manca un particolare non irrilevante, per quanto tortuoso, che se messo in luce ne farebbe risaltare alcune crepe strutturali, non tanto di forma, perché scritto bene, ma sotto forma di esposizione del punto di vista del figlio, base fondamentale che renderebbe incomprensibile e inattuabile il suo pensiero e il suo comportamento “ribelle”. Il figlio non potrà mai fare un “dispetto” al padre in quanto, se male non ho capito, sono “loro”… la Trinità, tre persone distinte ma una sola, un solo pensiero. Misteri della religione cristiana cattolica; S. Agostino dibatté lungamente a tal proposito nel De Trinitate e con chi si discostava dall’ortodossia accettata allora. Una fiamma, un fuoco sono una cosa sola. Possiamo ricavarne un’altra fiamma e allontanarla dalla prima e una terza fiamma e allontanarla… ma sono lo stesso fuoco, la stessa sostanza e si comporteranno sempre allo stesso modo, qualunque cosa accada. Quindi il Figlio è la stessa persona del Padre e viceversa. Non possono andare in contrasto tra di loro, per quanto il figlio si lamenti talvolta nei confronti del padre. Sono una sola natura. Il figlio non può umiliare il padre facendosi sputare addosso e uccidere dagli uomini; doveva farlo come estrema dimostrazione dell’amore di Dio e della sua disponibilità verso l’umanità, disponibilità a creare una nuova alleanza con l’uomo, dopo quella mosaica, con la quale voleva trasmettere lo Spirito e liberare l’uomo dal peccato. L’uomo, allora come oggi, credeva solo alle cose tangibili, reali. Cosa c’era di più reale di un’autentica morte e di una autentica, unica resurrezione per capire che non poteva essere il gioco di un mago? Una cosa che poteva vedersi e toccarsi e trasmettere e da lì cambiare il proprio pensiero… Un’idea originale la tua, lo ripeto, e su un argomento e un epoca che amo, ma non è facile credere alla ribellione del Figlio di Dio… Dio che si ribella a sé stesso…
  15. Alberto T.

    Il gioco del "se fosse"

    Dico così perché ho conosciuto persone che al solo pensiero di indossare una divisa, a prescindere da quale e dai motivi, si facevano venire l'orticaria...
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