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Alberto T.

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Alberto T. ha vinto il 24 agosto 2017

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1.627 Più unico che raro

Su Alberto T.

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  • Compleanno 23/03/1958

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    Sardegna

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  1. Alberto T.

    Richieste cancellazioni Racconti e Poesie

    @Niko Grazie.
  2. Alberto T.

    Richieste cancellazioni Racconti e Poesie

    Buonasera. Chiedo gentilmente allo Staff la cancellazione di questi racconti. Mi scuso al contempo se ne metto troppi ogni volta, causando perdita di tempo e/o comprensibili fastidi. Ce ne sono tanti altri ancora, chiedo con cortesia di portare pazienza; cercherò di diluire le richieste nel corso dei prossimo giorni. Grazie. [MI 86] Sole morente [MI 85] Non lo aveva chiamato nessuno [MI 82] L'ordine delle cose [MI 81] Exurge Domine! [MI80] Fiesta de su camminu [MI 79] Ancora oggi... [MI 75] Progetto Sieg heil [MI 74] Non temerò alcun male [MI 73] Le avanguardie dell'apocalisse [MI 72] Tutti fanno magie [MI 69] Muori con calma Valentino [MI 67] Discussioni epocali [MI 61] Il ballo di Santo Baingiu [MI 60] Un incontro a Céline Haute [MI 59 - Fuori concorso] Gabriela Zoppetta
  3. Ciao. Ti cercavo ma non ti trovavo. Non trovo più neanche la sezione "messaggi". Puoi aiutarmi?

     

    1. Alberto T.

      Alberto T.

      Ti ho risposto in MP

  4. Alberto T.

    Richieste cancellazioni Racconti e Poesie

    Racconti cancellati. Grazie @ElleryQ
  5. Alberto T.

    Richieste cancellazioni Racconti e Poesie

    Buongiorno. Chiedo gentilmente allo Staff la cancellazione di questi racconti. Grazie. [MI 109] Io nemico [MI 107] Uomini persi [MI106] Ciao ragazzo, adieu Fräulein! [MI 105-OL] Generazione Antartide [MI104] Il settimo guardiano [MI103] Scusate il ritardo. Vi voglio bene. [MI 102] Viva il re [MI 101] Quaranta minuti di libertà [MI 98] Anche nel mio mondo [MI 95] Non chiedere [MI93] Chiamatemi Dismas [MI 92] Perchè piangi pà [MI91] Niente avrete [MI88] Voci in mezzo al destino [MI 87] Neve che torna
  6. Alberto T.

    Richieste cancellazioni Racconti e Poesie

    @ElleryQ Grazie.
  7. Alberto T.

    Richieste cancellazioni Racconti e Poesie

    Buonasera. Chiedo gentilmente allo Staff la cancellazione di questi racconti. Grazie. [MI 111] Storia al crepuscolo [MI 113] L' VIII° trionfo [MI 116] Cronache dal Quarto Vuoto [MI 118] Inizi di crepuscolo [MI 119] Storia di una promessa
  8. Alberto T.

    Unpopular opinion

    Io lo sapevo anche prima; ho studiato il tedesco da solo fin da bambino e poi da grande mi hanno corretto i nipoti tedeschi... Capisco anche e scrivo pur con qualche errore, lo spagnolo senza averlo studiato. Ho parlato spesso con spagnoli e latino americani... Discorso quasi fluido... Ma dalle mie parti siamo stati spagnoli per 400 anni, sono rimaste moltissime tracce che si respirano ancora... Ma niente titoli. Da grande ho dovuto imparare l'arabo in scuole militari in Italia e all'estero e ho anche insegnato italiano in Giordania, ai cadetti dell'esercito. Una vita fa. Bei tempi. Mio punto di orgoglio è sempre stato l'incarico, una ventina di anni fa, di esaminare persone importanti italiane che dovevano andare a lavorare nelle ambasciate in Medio Oriente e che sentendomi parlare erano convinte che io fossi arabo e nemmeno vedendomi con l'uniforme dell'esercito italiano si convincevano che io fossi italiano. Tendevo a essere abbronzato anche d'inverno...
  9. Alberto T.

    Unpopular opinion

    Argomentazione molto originale. Apprezzo che hai correttamente messo maiuscolo il soggetto, come esige la grammatica tedesca, e l'uso della dieresi nella seconda vocale. Scommetto che prima di poco fa non lo sapevi...
  10. Alberto T.

    Unpopular opinion

    Gioisco
  11. Alberto T.

    Aforismi

    "Chi evoca la dittatura in tempi di democrazia offende i martiri di tutti i totalitarismi: quelli di Hitler e di Pol Pot, di Stalin e della Spagna di Franco, di Tito, del fascismo, del Portogallo di Salazar, i desaparecidos argentini, gli studenti cinesi, i vietnamiti e i coreani del nord, le vittime cilene e di tutte le teocrazie islamiche o non islamiche, i martiri di Cuba e di quei Paesi del Sudamerica, dell'Asia e dell'Africa dove la libertà è morta. Alcuni fra questi erano poeti, commediografi, romanzieri. E hanno narrato e raccontato, con l'ombra della morte alle spalle, la tragica realtà delle dittature. Non avevano giornalisti ad ascoltarli, ma giustizieri. È troppo facile, e terribilmente vile, fare gli antifascisti senza fascismo." — Antonino Zichichi
  12. Alberto T.

    Unpopular opinion

    @Edu @SeeEmilyPlay Risponderò a entrambi, dico che avete ragione anche voi, non per niente scrivo qui in Opinioni Impopolari (scusate se lo scrivo in corsivo italiano) in quanto le mie opinioni tendono naturalmente a essere impopolari... e lasciatemi dire che ne sono contento. Se non ricevessi nessuna critica... vorrebbe dire che passo inosservato perché equiparabile alla maggioranza e questo io non lo vorrei... Capisco. Io ho un altro schema mentale invece; lo riassumo per comodità, perché sono cose noiose... Partiamo dal presupposto, che io considero folle e ridicolo, che l'effetto Butterfly sia vero, come da definizione canonica: "locuzione presente in fisica nella teoria del caos. Si ritiene che piccole variazioni nelle condizioni iniziali producano grandi variazioni nel comportamento a lungo termine del sistema" . Questo per me non è possibile, in quanto non si può tornare indietro nel nostro tempo e nel nostro piano ma si può fare su un altro piano, ammesso che ci si arrivi, che non c'entra niente con il nostro. Quindi se torno indietro nel tempo di un milione di anni e schiaccio una farfalla, questo fatto non influirà sulla formazione dei regni e delle religioni come le conosco io, perché avrà influito su un altro piano. E i piani sono infiniti. Idem per il paradosso del nonno, povero nonno, che se lo ammazzo non esisto io... ma io esisto su un altro piano, semmai non esisterò in "quel" piano... e così via... Cosa c'entrano 'ste cose redatte in maniera elementare? Siamo uomini di mondo, come diceva il principe De Curtis, Totò. Cosa è che fin dall'alba dei tempi ha creato guerra, soprusi, ladrocinii, genocidi religiosi e politici? La fame di denaro e di sesso, ieri come oggi e sempre. Perché i re si facevano la guerra? Brama di potere, di territori, di donne degli altri, a cominciare da Paride che rapì Elena e scoppiò la guerra di Troia, ma anche dapprima. Tagliata democraticamente la testa ai re i loro sostituiti, la feccia proveniente dal popolo, non essendo nobili e ricchi e volendolo diventare, ricchi almeno perché nobili si nasce non si diventa e anche loro, per fame di denaro e fame arretrata geneticamente, si son dati a rubare, invadere, minacciare, fare la guerra. Fomentatori di guerra. Non parliamo del sesso. Depravazioni ce ne sono sempre state, non scopriamo l'acqua calda oggi ma almeno una volta c'era la concezione del lecito e dell'illecito, del buono e dell'abominio. Si faceva come oggi, ma almeno se venivi scoperto la pagavi. Ipocritamente. Ma pagavi. Oggi c'è la concezione che non si deve dire abominio e qualunque cosa, qualunque atteggiamento sessuale è sdoganato. Immaginiamo, ma non tanto, perché già ci siamo, una società dove tutte le perversioni siano ammesse, concesse e incoraggiate, che società ne viene fuori? Quella di oggi. Bene. A me non piace, ma considero giusto che ognuno pratichi i suoi gusti sessuali in tutte le sue sfumature fino al cannibalismo e all'approccio con animali, perché ci sono dei teorici che predicano queste cose e hanno pure spazio nei social, e nella cultura, anziché essere presi a calci e buttati in una porcilaia... Ma è giusto che ci siano queste persone. Ho detto scambisti per nominare solo una categoria di questo campionario, non ce l'ho con loro, che per ripristinare il "rapporto" con il partner si danno ad altri partner e poi vanno al ristorante e si fanno i selfie... Non è un comportamento biasimabile, ma ci mancherebbe, sono delle coppie bellissime e hanno dei figli adorabili che hanno un ottimo esempio dai loro genitori e ne verranno persone degnissime... Solo che, nel mio sogno impossibile e impopolare, vorrei che queste persone, tutti gli sdoganati sessuali per non tediare troppo, assieme alla feccia al comando fomentatrice di guerre in vece dei re di una volta, vorrei che abitassero fianco a fianco in un unica grande, grandissima regione, cinta da un muro alto cinquanta metri, senza porte, dentro il quale si autogestiscano da soli, in piena libertà di sbranarsi fra di loro, senza rompere le scatole a quelli come me, che vivrebbero nella loro beata ignoranza e arretratezza facendo a meno di tutte le loro conquiste sociali, dall'altra parte del muro. Non mi pare di voler fare del male a nessuno, nicht wahr?
  13. Alberto T.

    Unpopular opinion

    Da ragazzino comprai un libro che aveva sulla copertina immagini del Settecento. Pensavo fossero favole. Invece era un libro del marchese De Sade. Confesso di averlo letto seppure non tutto, perché a un certo punto mi sentii male fisicamente, ebbi gli incubi e mi venne la febbre. Non riuscivo a capacitarmi, farmi una ragione di tante oscene atrocità. Un giorno andai in cortile, feci a pezzi il libro, lo cosparsi di alcol e gli misi fuoco. Subito dopo mi sentii meglio. È stata l'unica volta in vita mia che ho dato fuoco a un libro. Anche io, come @EryLuna ho la fobia dei rumori forti. Mi viene da trasalire a ogni rumore improvviso che non mi aspetto. Sono sempre stato allergico ai rumori, non sono mai andato in cura, non avendo la possibilità di elargire costose parcelle e comunque ripudio l'idea di dover pagare una persona per curarmi o parlarmi, perché lo ritengo ingiusto. Ma penso che non abbia giovato a questa situazione, qualunque cosa sia, un fatto che mi accadde negli anni Novanta, durante un'esercitazione militare. Io e il mio reparto eravamo di pattuglia in un luogo deserto e ci passò sulla testa, letteralmente, un tornado che volava a bassissima quota. Potei vedere le sagome del pilota e del navigatore. Ma il rumore fu come il preludio della fine del mondo, ci buttò tutti a terra e io ebbi l'impressione che la mia anima si staccasse dal corpo. Penso di non essermi mai più ripreso da allora. Uno dei miei desideri è questo: che tutti gli amanti e i fomentatori di rivolte, guerre, capovolgimenti sociali, sessuali e quant'altro, inclusi gli scambisti, i cannibali e i vampiri in giacca e cravatta, siano costretti a vivere in una regione abitata esclusivamente da loro simili, mentre le persone normali possano vivere solo fra persone normali. Senza possibilità di comunicazione, non ne vedo il motivo. Naturalmente ognuno è libero di andare dove vuole, ma una volta che ha scelto deve rimare lì. Per un semplice motivo: in tal modo, gli appartenenti alla prima categoria sono liberi di violentarsi, scannarsi e divorarsi fra di loro, senza rompere le scatole ai pacifici. Mi sembra un ragionamento equo. Quando me ne vengono in mente altre ve le dico...
  14. Alberto T.

    Aforismi

    @Ragno Il coraggio della disfatta; ormai è come combattere contro i mulini a vento.
  15. Alberto T.

    Come evitare una violenza di gruppo.

    Se ho capito bene la ragazza è stata filmata in atteggiamenti osé e ora quelli che vogliono violentarla sono fra gli autori del filmato? La storia potrebbe vertere su questo fatto e la ragazza sarebbe nelle mani dei suoi coetanei che minaccerebbero la divulgazione del filmato se lei non si assoggettasse alla violenza di gruppo? Se le cose stanno così un ottimo modo per vendicarsi sarebbe di rivolgersi alla polizia, ma bisogna vedere l'ambiente, la mentalità della ragazza, perché non tutte ci arrivano. Ma mettiamo che la ragazza in questione si confidi con un amica che ha un ragazzo nella polizia o nei carabinieri. Questa amica ne parla al suo ragazzo che a questo punto vuole conoscere la ricattata, ma senza palesarsi e piano piano le inculca l'idea di rivolgersi alle forze dell'ordine. Potrebbe essere plausibile, tra l'altro avresti spunto per scrivere innumerevoli interessanti capitoli di questi incontri e dialoghi, introspezioni personali, descrizioni ambientali. Poi la ricattata (la chiamo così non avendo un nome) scopre che il ragazzo della sua amica è un poliziotto e viene presa dal panico. (Potrebbe vederlo in divisa mentre è di servizio, sarebbe una scena ottima, se ben descritta...) A questo punto tutto è possibile. Si sente tradita, tende a nascondersi, capita nelle mani dei coetanei che tentano di violentarla (se già non l'hanno fatto come prezzo del riscatto). Sparisce dalla circolazione. La sua amica e il suo ragazzo poliziotto la cercano. Il poliziotto avvisa il suo comando. A questo punto, tramite cellule telefoniche i colleghi irrompono nel luogo dove sta per consumarsi la violenza (o peggio) e arrestano tutti. Detta così è un po' frettolosa e non so se risponde alle tue esigenze di rappresentazione. Sicuramente ci sono colpi di scena e la ragazza ricattata imparerebbe, forse, a chiedere aiuto ai "grandi" quando si trova in pericolo... Poi non abbiamo citato genitori, la scuola, professori che intuiscono e si voltano dall'altra parte, profittatori... le altre amiche... c'è da fare una sostanziosa costruzione, uno spaccato di vita dei giorni nostri in una delle nostre aree metropolitane o di provincia. A seconda delle ambientazioni cambiano i vari parametri. Prova a darmi qualche particolare in più sull'ambientazione...
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