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Ezio Bruno

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  1. Ezio Bruno

    Mi diletto col dialetto

    ABSDMQILOPZRTNCFGUVE siciliano zammara: l'incredibile fioritura dell'agave americana, pianta aliena che ha trovato in Sicilia un habitat ideale. L'infiorescenza viene prodotta ogni 4-5 anni, è lunga fino a 11 metri e h un diametro che può raggiungere i 25 centimetri. Lo stress causato dalla fioritura normalmente provoca l'avvizzimento e la morte della pianta. https://it.wikipedia.org/wiki/Agave_(botanica)#/media/File:Agave002.jpg
  2. Ezio Bruno

    Mi diletto col dialetto

    ABSDMQILOPZRTNCFGUVE alcune parole in siciliano, che però è una lingua e non un dialetto Immu = gobba Ibbìsu = gesso o solfato di calcio, cfr. latino gypsum Iattu = gatto iri (ma anche ghiri)= andare
  3. Ezio Bruno

    Sondaggio - e relativo dibattito - sugli scrittori amatoriali

    Rispondo anch'io a questo simpatico questionario/seduta psicanalitica. 1. Hai mai tentato di farti pubblicazione/Pensi di farlo in futuro? Se no, come mai non ti interessa? Finora ho pubblicato solo articoli scientifici e qualche pezzo sui giornali o sul mio blog. Adesso sto scrivendo un romanzo. Quando avrò finito cercherò di pubblicarlo. 2. Dove trovi lo spirito per scrivere ed essere costante (se lo sei)? Qualche volta sento che qualcosa deve essere scritto e allora la scrivo. Costante? Magari, faccio un altro lavoro, mi piace molto leggere, adoro il cinema... Devo trovare il tempo, e non sempre è facile. 3. A cosa saresti disposto a rinunciare per diventare uno scrittore? Bisognerebbe capire cosa vuol dire "scrittore". Sono soltanto uno che scrive, per il momento. Rinunciare? Ché per scrivere si devono fare i fioretti. A volte rinuncio a un po' di sonno. 4. Come, se e quando provi a migliorarti? In questo momento spendo molto tempo a documentarmi su quello che scrivo. Leggo molto. Ma i miei autori preferiti, Omero e Hemingway, credo non abbiano mai seguito un corso di scrittura creativa. 5. A chi mostri ciò che scrivi? a- amici b- familiari c- conoscenti d- a nessuno e- altro e- A tutti. Credo di dover imparare da tutti. Da un pescatore sull'uso della nassa o da uno "young adult" per capire se gliene frega qualcosa di quello che ho scritto. 6. Con che animo reagisci alle critiche? a- ci resto male b- mi fanno piacere, le critiche fanno crescere! c- le accetto solo se sono costruttive Mi preoccupo di più se non mi muovono critiche. Vuol dire che non mi sono spiegato bene. 7. Ti piace leggere? Se sì, quando tempo dedichi alla lettura? Mi piace moltissimo e leggo continuamente, anche per lavoro. Se la domanda si riferisce alla letteratura, leggo tanto e rileggo spesso. 8. Cosa leggi? Omero, Steinbeck, Hemingway, Calvino, Pavese, Freud, Marx, Kafka, Abbott, Pirandello, Dante, Boccaccio, Poe, Lovecraft, Tolkien, de Sade, Platone... Devo continuare? E poi saggi, del mio campo (fisica, chimica) ma anche di altri (archeologia, antropologia, etologia, biologia). 9. Leggi gli "amatori" come te? Quali pensi che siano i loro limiti più evidenti? Se sono amici, sì, cerco di aiutarli. Ogni tanto mi capita anche di leggere cose interessanti. 10. Nella lettura prediligi solo alcuni generi letterari oppure leggi indipendentemente dalle tue preferenze? Amo la fantascienza e l'horror, ma sono un lettore onnivoro. 11. E tra le cose che scrivi? Per ora scrivo un romanzo storico, anzi preistorico. Il genere storico è intrigante, soprattutto quando l'autore riesce a pensare con la testa dei suoi personaggi, cosa purtroppo infrequente. Odio i romanzi storici i cui personaggi pensano con idee di oggi... 12. Hai un metodo di scrittura? a- no, mi lascio guidare dall'ispirazione b- sì, preparo sempre bozze e seguo delle scalette c- dipende da cosa scrivo d- altro d- Cerco di pensare con la test dei miei personaggi. A volte, quando mi viene un'idea prendo un appunto. Mi aiuto anche con schemini e alberi genealogici. E soprattutto rileggo. 13. Quali pensi siano i pregi e i limiti della tua scrittura? Riflettono i miei pregi e i miei difetti, che poi sono una cosa sola: rifletto molto e sono di poche parole. Quando riesco ad azzeccare le parole giuste spero di essere efficace. 14. La cosa che trovi più difficile quando scrivi? a- grammatica b- trovare l'ispirazione c- caratterizzazione dei personaggi d- scrivere qualcosa di originale e- scrivere dialoghi credibili f- altro f o meglio "non d". Non riesco a scrivere qualcosa che non sia originale, così spesso temo di essere fin troppo originale. 15- Quando scrivi utilizzi un linguaggio ricercato o no? Cerco di utilizzare un linguaggio adatto. Lo scrittore dovrebbe usare il più possibile il linguaggio dei suoi personaggi. 16- Quali sono le tue influenze letterarie? Tantissime, troppe per provare ad elencarle. 17- Pensi di essere sufficientemente informato sui meccanismi del mondo editoriale? a- quanto basta b- no, ma non mi interessa c- so tutto ciò che c'è da sapere d- altro a. 18 - Cosa significa scrivere per te? Significa mettere sulla carta una cosa che mi frulla nella testa e mi chiede di uscirne fuori. 19 - Conosci e frequenti piattaforme per il self publishing? Conosco, ma non me ne curo molto. Se non dovessi esser capace di convincere un editore a pubblicarmi, forse sarebbe meglio smettere di scrivere. 20 - Nel self, attualmente operano scrittori che investono su sé stessi per farsi conoscere al grande pubblico: alcuni hanno discrete capacità letterarie e si propongono con una certa professionalità, ad altri piacerebbe fare lo stesso ma non hanno la maturità necessaria, quindi propongono opere troppo grezze, infine ci sono quelli che vi si dedicano senza alcuna serietà, giusto per vedere "l'effetto che fa". Trovi che questa contaminazione di esperti e meno esperti sia nociva al settore o, in qualche modo, magari nel medio lungo periodo, potrebbe persino giovare?  L'inflazione raramente è un buona cosa. Troppe parole fanno fracasso.
  4. Ezio Bruno

    Mi diletto col dialetto

    ABSDMQILOPZRTNCFGUVE Acqua, siciliano Acqua davanti e bentu darreti [letteralmente: acqua davanti e vento dietro] Come per una nave che sta salpando e spinta dal vento si allontanerà veloce. Si dice a persona che ci è fastidiosa, augurandole di sparire rapidamente dalla nostra vista Acqua di mali cristiani [ [letteralmente: acqua delle persone cattive] Pioggia intensissima
  5. Ezio Bruno

    Mi diletto col dialetto

    Sei della provincia di Reggio Calabria? E' molto simile al siciliano
  6. Ezio Bruno

    Mi diletto col dialetto

    ABSDMQILOPZRTNCFGUVE Zuriùsu, siciliano, aggettivo onomatopeico. Lo si dice di un formaggio fresco scadente che zurìa, fa uno strano rumore, sui denti
  7. Ezio Bruno

    Mi diletto col dialetto

    ABSDMQILOPZRTNCFGUVE Oggiallannu, siciliano, avverbio. Letteralmente "oggi è [passato] un anno", l'anno scorso
  8. Ezio Bruno

    Mi diletto col dialetto

    @dyskolos bravo anche tu
  9. Ezio Bruno

    Mi diletto col dialetto

    Bravissima, "a scrittura".
  10. Ezio Bruno

    Mi diletto col dialetto

    Il genere comunque è giusto. L'indovinello era di mio nonno, classe 1889, la cioccolata allora era una rarità esotica. Piuttosto avrebbero usato le mandorle tostate. Dài che ce la puoi fare... è uno dei soggetti di cui più si parla in questo forum...
  11. Ezio Bruno

    Mi diletto col dialetto

    @dyskolos acqua, o coma diciamo a Missina, iacqua
  12. Ezio Bruno

    Mi diletto col dialetto

    Ehm, l'avevo scritta, è ianca=bianca, ma anche macelleria
  13. Ezio Bruno

    Mi diletto col dialetto

    ABSDMQILOPZRTNCFGUVE Indovinello siciliano Ianca la chiana nira a semenza lu mastru ca la fa sempri ci pensa [Bianca la pianura, nera la semente, colui che la fa sempre ci pensa] "Mastru", che qui ho reso con "colui", letteralmente "maestro" è un artigiano esperto nel suo mestiere oppure un appellativo con il quale ci si rivolge ad una persona anziana, degna di rispetto.
  14. @SeeEmilyPlay, ci sono tanti precedenti di romanzi preistorici e ce ne sono di belli e di brutti. Persino Mark Twain vi si è cimentato (Il diario di Adamo e Eva), un evergreen del genere sono i bellissimi Flintstone di Hannah e Barbera, un tempo noti come gli Antenati. Più recentemente Jean Aouel, con il ciclo I figli della Terra, ha avuto un grosso successo commerciale. C'è un film del 2008 di Roland Emmerich (10000 a.C.), anche se non mi è piaciuto affatto. Naturalmente, non c'è l'inflazione, come per i generi oggi imperanti, ma non mi pare si tratti di un tema inusitato. Indubbiamente il soggetto è difficile, ma per quanto sia il mio primo romanzo non si tratta del mio primo scritto e sono abituato a correre i miei rischi. Anzi, li trovo necessari, come il pepe in una buona carbonara. Sono sicuro che molti editori storceranno il muso quando si ritroveranno tra le mani il manoscritto e lo getteranno nel cestino senza degnarlo neppure di un'occhiata, ma penso anche che forse qualcuno di essi lo leggerà e come me troverà questo tema inusitato e intrigante.
  15. Prima di pensarci vorrei finire di scriverlo. Tu hai d suggerirmi qualche editore?
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