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Accademia della scrittura

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Commenti sul profilo risposto da Accademia della scrittura

  1. Sul blog dell'Accademia della scrittura, gli editoriali dedicati ai consigli per aspiranti scrittori.

    L'articolo della settimana scorsa era dedicato a "Cose da non fare dopo aver finito di scrivere un libro".

     

    Caro Scrittore, avevo promesso di scrivere un articolo sulle agenzie letterarie, ma ho pensato di fare un passo indietro. Ci sono, infatti, alcune cose che vorrei spiegarti prima di continuare a darti suggerimenti su come muoverti nel mondo dell’editoria. 

     

    L’input a scrivere questo articolo mi è arrivato grazie a un messaggio ricevuto qualche giorno fa su Messanger. Siccome non è il primo, ho deciso di dare una risposta collettiva. 

     

    Cose da non fare! 

     

    Certamente, caro Scrittore, ora che hai finito di scrivere il tuo libro sentirai il bisogno di rivolgerti a qualcuno che nel mercato editoriale ci bazzica da tempo. Magari stai pensando di aprire i tuoi account social, scorrere la lista dei contatti e trovare lo scrittore navigato a cui chiedere aiuto. Ti esorto a non farlo. Chiudi i social e fermati. 

     

    Le persone a cui stai per scrivere sono state al tuo posto e, nella maggior parte dei casi, nessuno ha dato loro una mano. Ce l’hanno fatta da soli e sai perché? Le loro opere erano meritevoli di pubblicazione (indipendentemente dal tuo gusto personale), inoltre, si sono dati un gran da fare per raggiungere l’editore giusto o l’agente letterario adeguato. 

     

    Certo, ci sono le eccezioni, i casi rari, gli illuminati dal fascio di luce divino che avevano già un piede nell’Olimpo, ma questo è un altro discorso e tu evidentemente non fai parte della cerchia. Mettiti l’anima in pace, gli “illuminati” sono perlopiù inaccessibili e difficilmente leggeranno il tuo messaggio. Lo elimineranno senza aprirlo e la tua bocca si riempirà di quel senso di amarezza che ti spingerà a non comprare i loro libri solo perché non si sono degnati di accogliere la tua richiesta. A questo punto l’insoddisfazione schizzerà alle stelle e inizierai a formulare pensieri negativi che rischieranno di demotivarti. Se vuoi fare lo scrittore, non puoi permettertelo.

     

    Gli altri autori, invece, quelli con i piedi ancora attaccati al terreno che si relazionano ai propri lettori in tono amichevole, dandoti la sensazione di essere parte di un sistema condiviso, di fronte al tuo messaggio storceranno il naso. Sì, lo faranno, te lo assicuro. Magari risponderanno (aggiungeranno qualche emoticon divertente, una faccina che sorride oppure un cuore), giusto per educazione, ma non risolveranno il tuo problema. La verità è che non possono. 

     

    L’autore non è uno strumento

     

    Devi sapere, caro Scrittore, che gli autori difficilmente hanno voce in capitolo, le case editrici sono aziende e come tali hanno del personale preposto allo scouting. L’autore pertanto non è un veicolo utile.

    Devi lottare e sgomitare per farti notare. Quindi, sii coscienzioso e abbi rispetto per chi non conosci. È vero che i social network hanno azzerato le distanze, ma questo non significa che sei in confidenza con tutti coloro che hanno accettato la tua richiesta  di “amicizia” e, soprattutto, l’invadenza non è mai un buon punto di partenza.

     

    Per continuare a leggere l'articolo, clicca qui.

     

    Se avete domande, non esitate a contattarci.

     

    Alla prossima!

     

    Il team.

    1. mercy

      mercy

      @Accademia della scrittura, grazie per l'interessante articolo! 

      Mi permetto di segnalarvi la sezione del forum in cui (se volete, ovviamente) potete aprire una nuova discussione dedicata al vostro blog, così che i link siano sempre facilmente consultabili. 

      link al "blog tour"

      Buon lavoro! :)

    2. Accademia della scrittura

      Accademia della scrittura

      Grazie @mercy. Sicuramente usufruiremo di questa possibilità. Stiamo ancora cercando di orientarci nel forum, i tuoi consigli sono sempre ben accetti :-) 

  2. Sul blog dell'Accademia della scrittura, gli editoriali dedicati ai consigli per aspiranti scrittori.

    L'articolo della settimana scorsa era dedicato a "Cosa fare dopo aver finito di scrivere un libro".

     

    Caro scrittore, adesso tutto dipende dalle tue aspettative. Ci sono diverse strade che puoi intraprendere, ma prima di imbarcarti in qualsivoglia avventura, devi capire perché hai deciso di scrivere quel libro. Se si tratta di un percorso personale di crescita, scritto sotto forma di diario oppure è il racconto della tua vita, probabilmente vorrai conservarlo per i posteri, quindi non aspiri alla pubblicazione. Ora dirai: «Ma come, ho una vita interessantissima e le mie gesta meritano di essere conosciute in tutto il mondo». Forse, ma non è così che funzionano le cose in editoria. 

     

    Le autobiografie intasano letteralmente le caselle di posta degli editori, soprattutto negli ultimi anni. Molti di questi scritti però sono il prodotto di un ego smisurato e spesso finiscono nel cestino. Quindi prima di inviare in valutazione il tuo testo autobiografico, domandati perché un editore dovrebbe pubblicare la tua storia e che tipo di messaggio vuoi trasmettere. Soprattutto per quale motivo i lettori dovrebbero scegliere il tuo libro rispetto ad altri testi di persone che hanno dato un contributo effettivo alla società? Non sto dicendo che la tua vita non sia altrettanto interessante, ma devi capire che per essere preso in considerazione, il tuo racconto deve essere forte e deve inserirsi in un mercato fortemente competitivo. L’autocritica è uno strumento prezioso, che tu sia un’aspirante scrittore o un autore navigato, la spavalderia è sempre controproducente. Pondera prima di agire. 

     

    Va detto però che la scrittura autobiografica è il metodo migliore per imparare a conoscersi, oltre ad essere un ottimo strumento di autoanalisi. Quindi, se ti fa stare bene, ti esorto a scrivere il più possibile. 

     

    Vuoi pubblicare il tuo romanzo con una casa editrice?

     

    Se il tuo sogno è vedere il tuo romanzo tra gli scaffali della libreria, il discorso cambia e le alternative si moltiplicano. Attenzione però, prima di formulare l’intenzione di inviare il testo in valutazione e cliccare sul tasto “invio”, devi tenere conto del fatto che, soprattutto se si tratta della tua opera prima, hai bisogno di un parere oggettivo. 

     

    Ti consiglio di non rivolgerti al vicino di casa, alla maestra delle elementari o all’insegnante di italiano, scrivere un libro non è un compendio di grammatica. Non basta produrre un buon testo con una sintassi impeccabile (certo, serve, ed è bene non dare per scontato la forma), esistono delle regole che solo chi bazzica tra gli scaffali di cui sopra, conosce. Rivolgiti a un lettore forte, ovvero a un beta reader che saprà indicarti gli aspetti positivi e negativi del tuo testo. E non fidarti dell’opinione del tuo compagno, dei genitori o dell’amico del cuore, il loro parere sarà inevitabilmente condizionato dal fattore emotivo. Ti serve un feedback onesto e devi essere pronto ad accogliere le critiche. Per migliorare bisogna saper ascoltare!

     

    Prima cosa, di che genere si tratta?

     

    Fatte queste doverose premesse e prese le dovute precauzioni, vediamo insieme quali possono essere le tue prossime mosse. Dunque, hai scritto un libro e sogni di pubblicarlo. Bene, di che genere si tratta? È un fantasy, un thriller, un romanzo di formazione, uno storico, un romance, una contaminazione o chi più ne ha più ne metta?

     

    Per continuare a leggere l'articolo, clicca qui.

     

    Se avete domande, non esitate a scriverci.

     

    Grazie

    Il team

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