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Franco Iannarelli

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Tutti i contenuti di Franco Iannarelli

  1. Franco Iannarelli

    Riguardo il fantasy... Vorrei vostri pareri

    Ok Vale, hai attentamente riletto il post di Donkey e, credo sia sottinteso, anche il mio. Mi permetto solo di puntualizzare questi punti sfuggititi: ...e la mia premessa: Riguardo questo... ...mi sta bene, sono d'accordo anche io che bisogna leggere tonnellate di libri. Ma rimango dell'opinione che è molto utile studiare anche i punti salienti dei film campioni di incasso Opinioni. Io invece l'accetto, sono convinto che dietro Twilight e 50 sfumature ci siano autori appassionati Non lo accetti, mi sta bene, sei libera. Io invece l'accetto e li nominerò come esempi per qualsiasi altro utente passi di qui e sia interessato a come scrivere romanzi genere Twilight o 50 sfumature. Opinioni. Io invece ambisco a scrivere romanzi di successo come Twilight, come lo potrebbe ambire qualche altro utente Opinioni III, la vendetta: ho visto Avatar non in 3D e mi è piaciuto lo stesso. Sono convinto che il suo successo non dipenda dal 3D ma dal fatto che è un ottimo film, sapientemente realizzato e narrato con eccellenza. E poco tempo fa ho visto The Avengers. Il 3D mi ha fantasticato, non rotto, e dal pienone che c'era son certo che non abbia rotto neanche agli altri spettatori
  2. Franco Iannarelli

    Il Scritore

    Forte questo Balasso! Non lo conoscevo ma sono andato a vedere anche altri video e l'ho trovato sublime!
  3. Franco Iannarelli

    Riguardo il fantasy... Vorrei vostri pareri

    Ah, Damaris, adesso niente storie ti prendi un bel baciotto di ringraziamento sulla guancia! Ma non perché mi hai dato (parzialmente) ragione, ma perché mi hai tolto da quella brutta sensazione di non essere capito e di essere guardato come un mezzo citrullo. Con il tuo pensiero mi ci trovo del tutto d'accordo e in particolare mi è piaciuto molto questo concetto con la metafora dei mattoncini (che posso accostare al concetto degli "elementi di base" di cui ho parlato) e il discorso di affinare le proprie armi narrative, che è simile a quello che avevo scritto nel primo post...
  4. Franco Iannarelli

    Riguardo il fantasy... Vorrei vostri pareri

    Mi sto preoccupando, davvero, sto temendo di essere affetto da una qualche forma di dislessia inversa per cui credo di essermi spiegato fiasco, ma vengo capito fischi. Sto parlando di narrazione, Vale, non di bella scrittura. E dove ho scritto di studiare le sceneggiature? Ho parlato di estrapolare gli elementi di narrazione dai film. Estrapolare, provo a utilizzare quest'altra parola intendendo: tirare fuori dalle storie dei film gli elementi base della narrazione (che possono appartenere a qualsiasi narrazione) ripuliti quindi dalle caratteristiche di quel preciso film. L'elemento che ho scritto in questo esempio: una razza minacciata da un'altra razza. E' un elemento narrativo, o no? E viene utilizzato non solo in tanti altri generi di film ma anche in tanti altri romanzi e racconti, giusto? Allora, se si sta parlando di narrazione, che c'entra che un film è differente da un romanzo e sono imparagonabili, se si sta facendo luce sul fatto che entrambi possono (e il più delle volte utilizzano) gli stessi elementi di base, universali della narrazione? E anche qui, Memory, mi citi ma non mi leggi Farlo lui o farlo noi non dovrebbe poi essere troppo diverso. Lo aiuterebbe comunque. Cioè l'ho scritto (credevo chiaramente) di non analizzare il film nello specifico. Ho scritto "non i punti caratteristici, precipui del film, ma quelli più paradigmatici". Per paradigmatici intendo, ancora una volta, 'sti cavoli di elementi di base, universali ecc. E' come se dicessi: prendete fragole, mele, uva, banane, mandarini e traetene lo zucchero di base. Così dicendo crederei di essere chiaro che quello su cui sto dicendo la mia è lo zucchero, non i singoli mela, banane fragole e altra frutta varia... Ma mi sento come se parlassi di zucchero e voi mi ribatteste qualcosa come "...ma la fragola non è un frutto!". Davvero, mi sento così! Sul fatto che per me è importante (in questo caso, cioè il caso di voler scovare gli ingredienti che fanno di una storia una storia molto apprezzata dal pubblico) studiare film che hanno avuto successo di botteghino, non so in che altro modo spiegarlo. Ci rinuncio e stiamo a pace. ...e ridagli a voler analizzare Avatar! e fallo, Memory, che vuoi da me? Anzi lo leggerò volentieri e con interesse, e sono d'accordo con te che potrebbe essere utile anche a Donkey e agli altri amici che lo leggeranno
  5. Franco Iannarelli

    Riguardo il fantasy... Vorrei vostri pareri

    Piuttosto Memory, abbi pazienza, ma da quando stiamo parlando di critica cinematografica e di qualità delle opere? A meno che io non abbia capito male, l'amico Donkey18 in sostanza ci chiedeva come poter fare per rendere più efficace la sua narrazione Io ho provato a dargli qualche consiglio tra cui il vedersi qualche film. Ora, se l'obiettivo è trovare gli spunti per svilupparsi una capacità narrativa che sia più coinvolgente per un maggior numero di persone (per il pubblico, diciamo), che film andrei a cercare? Un mattone di regista polacco morto suicida - narrazione fantastica, profondissima e intelligente - incasso del film: 2 euro ? Penso di no, giusto? Mi vado a cercare i film che più sono stati apprezzati dal pubblico per cercare di capire cosa li rende così efficaci. Poco importa in questo caso che il film non ci piaccia o che abbia uno spessore narrativo di una cartina per sigarette: stiamo cercando le chiavi di volta della narrazione coinvolgente... chiavi che tra l'altro da sole non bastano, bisogna anche saperle utilizzare, e beato chi lo sa fare!
  6. Franco Iannarelli

    Riguardo il fantasy... Vorrei vostri pareri

    Acci, brutto modo di festeggiare la mia nomina a sostenitore, mi dispiace. Vi confesso che stasera sono particolarmente nervoso (per motivi personali) e questo, mio malgrado, ha facilitato il salto della mosca sul mio naso. Ma vabbe', dai, ritiro davvero il mio ultimo commento, mi scuso, e per quello che mi riguarda possiamo tranquillamente continuare a discutere in questo topic che è interessante e non voglio rovinare. Ok? Facciamo pace?
  7. Franco Iannarelli

    Riguardo il fantasy... Vorrei vostri pareri

    Ho riletto i miei post ed è proprio vero, ho scritto un sacco di sciocchezze! Come ho fatto a non accorgermene prima? Hai pienamente ragione tu, Lem, e anche tu, Memory! Non dar retta a quello che ti ho consigliato, Donkey, ritratto tutto! E non prendere come materia di studio Avatar (un film che attualmente ha incassato di più nella storia del cinema e che è diventato cult) quel cialtrone di James Cameron ha voluto fare di testa sua ed ecco che cagata di film ha fatto! E quell'altro cagone di Robert Rodat (nomination all'oscar come migliore sceneggiatura per Salvate il soldato Ryan) avrebbe dovuto consultare Lem, prima, invece anche lui ha fatto di testa sua e ecco che è uscita fuori un'altra cagata di film!
  8. Franco Iannarelli

    Riguardo il fantasy... Vorrei vostri pareri

    "Il viaggio dell'eroe" di Chris Vogler, che oltretutto è abbastanza breve come libro. E' stato scritto basandosi sull'Eroe dai mille volti di Campbell, proprio come guida di riferimento per chi produce opere di intrattenimento come romanzi d'evasione e film. I paradigmi sono tutti lì, e non si corre il rischio di annotare cose sbagliate. Sarebbe come il cuoco che dicesse: " Che mi metto a perdere tempo a cucinare la pasta al forno? La trovo già bella pronta, precotta, al supermercato!". Questo "Il viaggio dell'eroe" è sicuramente un libro da leggere (e lo andrò a cercare, mi interessa) ma leggerlo non è sicuramente l'unica cosa da fare perché "tanto sta tutto lì e non si corre il rischio di annotare cose sbagliate". Ti piace la "pappa fatta", Lem? A me no: piace sporcarmi le mani Oddio, tutte le storie si basano sul contrasto. Non è fisicamente possibile neanche cominciare a scrivere una storia senza creare uno stato d'equilibrio iniziale che viene alterato dal contrasto di cui vuole parlare l'autore, e la storia finisce quando il contrasto si risolve. Il contrasto è l'effetto che si crea nell'adiacenza fra due elementi di caratteristiche opposte: buio/luce, bianco/nero, gioia/tristezza, velocità/lentezza...Intendi dire, Lem, che questi contrasti sono automatici e spontanei in qualunque storia si scriva? Che non esistono trame che appaiono grigie, piatte, monotone perché prive di contrasti? Non può essere, no? Imparare a inserirli e a non trascurarli è importante. Poi il come saperli inserire è tutto un altro grosso discorso, ma adesso si sta cercando di discutere su come migliorare il proprio scrivere, non sulla teoria dell'inserimento dei contrasti in una trama Eh no, dammi retta, non è così: sia film che racconti inefficaci, lo sono anche perché gli autori hanno trascurato di inserire degli elementi fondamentali. L'ho riscontrato personalmente, sia studiando dei film sia paragonando dei romanzi di autori sconosciuti con dei romanzi di successo. Che è importante COME una storia viene narrata (come vengono inseriti questi ormai famosi elementi) sono d'accordissimo, come non potrei esserlo, è lapalissiano. Ma nel mio post mi sono limitato a dare un paio di pratici consigli all'amico Donkey18 su come poter fare per migliorare il suo scrivere, non certo per redigere un trattato su COME scrivere una storia e avere il successo di Tolkien ("COME" di cui tra l'altro non ne so nulla). Qui non ho capito cosa intendi. Il contrasto può essre blando come in un romanzo della Austen ma catturare benissimo, e può essere pieno di spari ed esplosioni come in salvate il soldato Ryan, e far sbadigliare lo stesso (sorry, ma per me rientra ampiamente tra i film cagata, oltretutto storicamente inattendibile). Personaggi opachi e poco lineari in che senso? Per me se un personaggio è poco lineare diventa più interessante. Per 'opaco' non capisco cosa intendi, forse delineato male? Personaggi opachi e "troppo" lineari, non "poco" lineari. Opaco nel senso che non è vivido né vivo, lineare nel senso che è piatto, scontato. Faccio un esempio: "... Bruntgrum era un barbuto nano delle Montagne Ferrose. Molto forte per la sua bassa statura, sapeva maneggiare l'ascia da guerra con la stessa abilità e potenza con cui maneggiava il martello sull'incudine. A differenza dei suoi confratelli, non amava l'habitat naturale dei nani che erano le miniere nel ventre delle Montagne Ferrose, ma prediligeva avventurarsi nel più entusiasmante mondo di superficie..." "... Bruntgrum era un nano delle Montagne Ferrose, ma ad osservarlo bene si notavano delle caratteristiche fisiche differenti da quelle tipiche nanesche. Era infatti un meticcio, sua madre era un'elfa dei boschi che fu catturata e imprigionata dal padre di Bruntgrum che la violentò ingravidandola di lui. Quando Bruntgrum era ancora piccolo, sua madre, esasperata dal disprezzo dei nani, fuggì e non se ne seppe più nulla. Bruntgrum mai cessò di amarla e cercarla, ma crebbe covando odio e risentimento per la razza dei nani, che lo considerava un piccolo bastardo. Un giorno anche lui fuggì dalle miniere delle Montagne Ferrose, ma nel mondo di superficie continuò a trovare lo stesso disprezzo per la sua razza meticcia. "Mezzosangue" lo chiamavano con spregio..." La seconda narrazione è più vivida, più intrigante, e il personaggio risulta meno lineare a differenza della prima, in cui la descrizione è del tutto didascalica e priva di coinvolgimenti. Tra l'altro, si nota che nella seconda narrazione si è utilizzato l'elemento del contrasto/antagonismo, che infatti non è automatico, bisogna sapere di doverlo inserire. Per di più, sforzandosi di ottenere dei personaggi più vivi e vividi (quindi non opachi e lineari) si facilita la nascita di altre idee che possono andare a tessere delle sotto-trame molto intriganti (nella seconda narrazione la storia di Bruntgrum apre molteplici e varie possibilità di sviluppi, e i lettori si sentono più coinvolti e cominciano a chiedersi che cosa mai accadrà)
  9. Franco Iannarelli

    Riguardo il fantasy... Vorrei vostri pareri

    La questione è trovare quel punto in cui hai quella lacuna che ti fa narrare la storia in maniera poco avvincente e poco coinvolgente (questo credo di aver capito sia il tuo problema, non ho avuto modo di leggerti). Probabilmente scrivi con corretta tecnica grammaticale (più o meno spontaneamente) ma con una blanda tecnica narrativa (qui è certo che scrivi spontaneamente, senza utilizzare tecniche e regole della narrazione). Ora, c'è chi riesce naturalmente a narrare in maniera da catturare e coinvolgere il lettore. Chi non ha questa dote innata, può apprenderla studiando manuali e saggi a riguardo. Questo è quindi quello che ti consiglierei: studiare un po' di libri sull'argomento "tecnica di narrazione" così da riempire quella lacuna che ti causa lo scrivere in maniera poco avvincente. Una volta apprese le nozioni, le regole e le leggi di base della narrazione avvincente, potrai utilizzarle come uno strumento per modellare, sgrossare, affinare, intagliare la tua narrazione di modo che il più possibile sia ficcante per il lettore. Quei due tre gradini di qualità che vorresti salire, sono convinto che saranno assicurati. Altro consiglio: guarda i film. I film sono ottimi per cercare di capire i segreti della narrazione avvincente, perché sono storie condensate in circa 100 minuti. Mettiti davanti a un film (un film che avrai scelto tra i più famosi) anzichè con le pop corn con carta e penna, e annotati tutti gli "ingredienti", gli elementi che fanno da tasselli, da fulcro della storia. Non i punti caratteristici, precipui del film, ma quelli più paradigmatici. Per esempio con Avatar, non annoterai l'elemento "una razza aliena di un pianeta lontano dalla Terra", ma scriverai l'elemento "una pacifica razza è minacciata da un'altra razza". Questo perché il successo della narrazione di Avatar non è dovuta agli elementi precipui del film Avatar, quanto anche dal sapiente uso di elementi universali, che andrebbero bene in qualsiasi altro tipo di film. Questo elemento della razza pacifica minacciata da un'altra razza, è uno di quei numerosissimi ingredienti che fanno sì che lo spettatore (o il lettore) rimangono irresistibilmente coinvolti. Se prendiamo per esempio un film di tutt'altro genere tipo "Salvate Il Soldato Ryan", troveremo che questo elemento di esempio è di nuovo presente quasi nella stessa maniera (ma concettualmente identico): c'è una "razza" (in questo caso gli alleati) minacciati da un'altra "razza" (i tedeschi nazisti). Sempre per esempio, è facile trovare in molti film l'elemento "contrasto/antagonismo fra personaggi nettamente delineati". Questo ingrediente è come il sale, lo si mette dappertutto e, se sapientemente dosato e amalgamato con i moltissimi altri elementi, è di sicuro successo. Quando invece i personaggi risultano opachi e troppo lineari, anche se fossero in antagonismo il contrasto che ne deriva sarebbe troppo blando, e non catturerebbero il lettore/spettatore. Ritornando al discorso, quindi vedresti tutti questi film che hanno avuto successo, e annoteresti tutti quegli elementi che fanno da fulcro alle narrazioni (scoprirai che molti film diversi tra loro hanno gli stessi o quasi tutti gli stessi elementi). Dopo di che, passa a vedere dei film-cagata, film che hanno fatto flop, e di nuovo annotati gli elementi della narrazione che scopri esserci o (stavolta) non esserci o che ci sono ma non sono stati elaborati a sufficienza. Infine paragona gli elenchi di elementi dei film famosi con quelli dei film cagata, studiali, e acquisirai un'esperienza e una sapienza su dei "segreti" di narrazione che anche se potrebbero non bastare a farti scrittore di successo, sicuramente ti porterà a salire quei famosi due tre gradini di qualità
  10. Franco Iannarelli

    Prostituzione, sfruttamento, regolarizzazione, legalizzazione

    Lem, ok, certamente utilizziamo il termine "legale" a sproposito. E' che in pratica, in Italia, non è che sia esattamente legale la prostituzione, ma è che non è illegale. A riguardo, la politica italiana è: "facciamo finta che la prostituzione non esista". Comunque, non è regolamentata, questo è poco ma sicuro, e al posto di scrivere "legalizzare" dovremmo appunto scrivere "regolamentare"
  11. Franco Iannarelli

    L'umano dietro la luce

    beh, a me sembra che stai bene. Ma non che stai bene con gli occhiali o senza, ma che stai bene perché sei carina!
  12. Franco Iannarelli

    Ti va di farti intervistare?

    In realtà siamo cresciuti traendo emozioni leggendo su carta. Semplicemente, ci siamo abituati. Ma basta che ci abituassimo a trarre emozioni leggendo su supporto digitale che la carta perderebbe qualsiasi "avvincentità". Infatti è così che sta andando
  13. Franco Iannarelli

    Prostituzione, sfruttamento, regolarizzazione, legalizzazione

    Questo sarebbe il problema? Di chi? Per me è il problema è di questo ipotetico padre di famiglia che non ha fatto pace con il suo cervello. Non è il problema dell'ipotetica figlia che abbia scelto di fare come lavoro la prostituta. Se fossi uno psichiatra, interverrei immediatamente sul padre, non sulla figlia. I miei valori morali non si basano su quello che eventualmente potrebbero fare e pensare gli altri. Ma su quello che io riscontro fa vivere bene un'altra persona. Qualsiasi persona compresa la mia (ipotetica nel caso mio) figlia. O dovremmo abolire la prostituzione perché ci son padri di famiglia che vanno a puttane ma non tollererebbero facciano quel mestiere la propria figlia?
  14. Franco Iannarelli

    Prostituzione, sfruttamento, regolarizzazione, legalizzazione

    Tanto per cercare di capire, Unius (ho un concetto universale diametralmente opposto al tuo, premetto). A me piace andare con le prostitute. Per me è come chiamare un muratore o un idraulico per farmi fare un lavoro di cui ho necessità: loro mi fanno il loro libero preventivo di spese, io accetto e pago, ottenendo il lavoro di cui ho necessità. Per le prostitute per me è lo stesso: ho una necessità, loro con il proprio lavoro possono soddisfarmela. Mi fanno liberamente il preventivo, accetto (se mi sta bene) e mi fanno il lavoro. Dov'è il problema? Se l'idraulico o il muratore per farmi il lavoro sfruttassero manodopera minorile, questo è sbagliato, perché le mie necessità vanno a influire con il benessere di altre persone (in questo caso bambini). Ma se io mi allieto con una prostituta. Sto bene. La pago con gioia. Lei pagherà le tasse. E' maggiorenne e ha liberamente scelto di fare quel lavoro: Dov'è il problema?
  15. Franco Iannarelli

    Prostituzione, sfruttamento, regolarizzazione, legalizzazione

    Una ragazza una volta mi disse: "...meno male che non sono finita a fare la donna delle pulizie!". Per lei sarebbe stato un degrado essere costretta a fare quello di lavoro, non la prostituta (lavoro che le fa guadagnare dai 6000 agli 8000 euro al mese, in piena libertà di non andare un giorno a lavoro, per esempio, o di scegliersi i clienti con cui stare). Tutto cambia a secondo dei punti di vista, mi capite? Lei compativa le donne che facevano le pulizie! Ora, qual è il punto di vista da cui si giudica negativo il mestiere della prostituzione? 1) Lo sfruttamento? La schiavizzazione delle prostitute ecc.? Ma allora è questo, il problema, non la prostituzione! E' sulla criminalità che bisognerebbe intervenire, non sull'attività! E' come se (quando un tempo gli operai delle fabbriche venivano sfruttati) si ritenesse illegale il lavoro dell'operaio perché costretti a lavorare per 14 ore senza indennizzi, ferie pagate ecc. 2) Il fatto che chi esercita il lavoro di prostituzione inevitabilmente si trova a doversi intrattenere con persone sgradevoli? Ma fa parte dei rovesci della medaglia di molti lavori, e io ne so qualcosa avendo fatto l'idraulico (quando c'era da sostituire una tazza schifosa, lo dovevo fare e basta) o quando ho lavorato come operaio di manutenzione di pompe di pozzi e di...fogne, e ho detto tutto. 3) La prostituzione non è morale? Ma la morale è astratta, non è assoluta, cambia e si stravolge con le epoche e da zona in zona. Per di più è un valore privato che non può essere imposto, non è democratico tradurlo in una legge uguale per tutti. Ti piacerebbe fare il lavoro di prostituzione? Sei libero di farlo Non ti piace la prostituzione? Non la fai Qual è il problema?
  16. Franco Iannarelli

    Vi trasferireste in un altro paese o siete patriottici?

    Personalmente il patriottismo è un sentimento di cui difetto parecchio. Avessi qualche possibilità e soprattutto molta meno pigrizia (e conoscessi l'inglese!) mi trasferirei volentieri in un altro paese europeo o addirittura in qualche nazione degli Stati Uniti. Tra l'altro sento spesso che in molte nazioni (anche nella vicinissima Francia) ci sarebbe una maggiore meritocrazia, una maggiore attenzione verso artisti e creativi che verrebbero guardati con più estimazione che qui in Italia, dove è ancora diffusa la concezione per cui se vuoi fare lo scrittore, disegnatore o musicista ti rispondono: "Che?! ma vai a lavorare!"
  17. Franco Iannarelli

    Drawer's Dream

    Bel panneggio, Panzer! Qui c'è uno studio dietro, non posso sbagliarmi, ve'?
  18. Franco Iannarelli

    Coniugazione dei verbi: sto impazzendo

    ... Eh?
  19. Franco Iannarelli

    Coniugazione dei verbi: sto impazzendo

    Riporto in sequenza i ragionamenti che sto facendo fino a dove non mi tornano. Allora: "Se io fossi fuoco, arderei il mondo" Questo è un modello di coniugazione dei verbi corretta. "Fossi" è il congiuntivo, "arderei" il condizionale. "Lo faresti solo se tu fossi capace" Anche questa è una forma corretta, con il "faresti" condizionale e il "fossi" congiuntivo. Da qui è facile sapere perché sono sbagliate frasi che cominciano come: "Se sarei promosso..." "Se voi sareste capaci..." Che correttamente vanno invece scritte con i congiuntivi: "Se fossi promosso..." "Se voi foste capaci..." Perché le frasi stanno esprimendo una condizione, quindi ci vuole sempre il congiuntivo + il condizionale: "Se fossi promosso sarei contento" (sarei contento a condizione che fossi promosso) "Se voi foste capaci lo fareste" (lo fareste a condizione che foste capaci). Ci siamo? Ci siamo. Se queste ultime frasi non esprimono una condizione ma un dubbio, la corretta coniugazione del verbo STAVOLTA è il solo condizionale: "Non so se sarei promosso" (stavolta se si scrive "fossi" è uno strafalcione) "Non so se voi sareste capaci" (stavolta l'errore sarebbe stato l'aver scritto "foste capaci"). Ci siamo? Ci siamo. Ma arriviamo al dilemma: Facciamo finta che hai parcheggiato la macchina in doppia fila e al ritorno, dopo aver fatto la spesa, trovi un tizio in borghese che sta segnandosi i numeri della tua targa. Essendo tu persona ammodo e dall'italiano corretto, non gli gridi: "Aho! ma chi ca**o sei?! Che ca**o stai a fa'?!" Ma affabilmente gli enunci con una corretta coniugazione: "Se tu fossi un vigile, mi staresti facendo una multa". Nella forma dubitativa, però, seguendo le regole che prima ho esposto, non utilizzerete il congiuntivo ma il condizionale: "Non so se tu saresti un vigile" ("saresti", in condizionale) oppure più sinteticamente: "Non so chi tu saresti" Ma ecco il punto che non mi torna e mi sta facendo diventare matto: perché, perché porca miseria, si dice invece: " Non so chi tu SIA"? "Sia" è congiuntivo, non condizionale! Perché qui dovrebbe essere corretto e invece (come sopra) dovrebbe essere corretto il condizionale?
  20. Franco Iannarelli

    Coniugazione dei verbi: sto impazzendo

    Si! Sto facendo altre prove e sembra proprio debba essere la regola del "dubbio vago" e del "dubbio di scelta": Caso 1 Allora, amore, vuoi sposarmi o no? Mah...Non saprei, cara...Io ci tengo alla fedeltà ma tu come mai sei uscita con Torquato? E allora? Non ho capito cosa vorresti dire! (condizionale: il dubbio è circoscritto entro due ipotesi: la donna ha tradito o non ha tradito il suo compagno) Caso 2 Allora, amore, vuoi sposarmi o no? Mah...Non saprei, cara...Il Gatto con gli stivali non aveva certo l'elicottero. E quando piove l'acqua se 'nfonna e va E allora? Non ho capito cosa tu voglia dire (qui invece sarebbe giusto il congiuntivo perché il dubbio è vario e generico su che cosa voglia dire il compagno della ragazza)
  21. Franco Iannarelli

    Coniugazione dei verbi: sto impazzendo

    mmmh...in effetti, Nanni, mi stai dando da pensare...Quindi: congiuntivo se è una cosa vaga o generica, condizionale se è una cosa di dubbi su un numero definito di scelte. Quindi provo a inventarmi un esempio: A teatro uno sconosciuto chiede a un attore: "Sai cosa devo fare?" E l'attore risponde: "E che ne so? Non so chi tu sia" (congiuntivo perché è un dubbio su una cosa generica e vaga) Caso 2 Nello stesso teatro un attore chiede all'altro attore: "Sai cosa devo fare?" E l'attore risponde: "E che ne so? Non so chi tu saresti" (in questo caso c'è invece il condizionale perché il dubbio è quale dei personaggi l'attore interpreterà) Sembra che funzioni la regola, Nanni!
  22. Franco Iannarelli

    Coniugazione dei verbi: sto impazzendo

    E io, amico mio Nanni, ancora non sono riuscito a vedere uno sprazzo di luce chiarificatrice. Faccio un altro esempio: dialogo 1) forma corretta Caro, nostro figlio si è chiuso in cameretta con la sua amica. Non so proprio cosa stiano facendo lì dentro da un'ora! E cosa starebbero facendo secondo te? Piuttosto, se uscissimo e li lasciassimo soli? dialogo 2) forma scorretta Caro, nostro figlio si è chiuso in cameretta con la sua amica. Non so proprio cosa starebbero facendo lì dentro da un'ora! E cosa stiano facendo secondo te? Piuttosto, se usciremmo e li lasceremmo soli? Lo so che il dialogo con i verbi corretti è il primo, ma mi chiedo: perché? E me lo chiedo perché temo che se continuassi a scrivere a "orecchio", senza conoscere bene le regole, potrei incappare in degli orripilanti strafalcioni verbali o stare ore e ore ad arrovellarmi sul dubbio di come scrivere un periodo
  23. Franco Iannarelli

    Coniugazione dei verbi: sto impazzendo

    Hai ragione, Ice, mi sto talmente intrippando co' 'sti verbi che non riesco a spiegarmi ! A parte la stranezza della frase "Se tu fossi un vigile, mi staresti facendo una multa", coniugativamente è giusta no? Ecco: quello che io mi sto chiedendo è quando è giusto utilizzare il congiuntivo e quando il condizionale. Esattamente vorrei sapere qual è la regola, la logica per utilizzare correttamente l'uno o l'altro. Non so chi tu sia suona meglio anche a me rispetto a non so chi saresti. Ma perché si può domandare: Chi saresti tu? (con il condizionale). Si potrebbe pensare che nelle interrogative vada il condizionale invece del congiuntivo, ma allora perché si dice: E se invece andassimo al mare? (con il congiuntivo). E perché queste due frasi (almeno a me) sembra siano entrambi corrette? Non so cosa tu voglia dire Non so cosa tu vorresti dire
  24. Franco Iannarelli

    Konbanwa! (buonasera!)

    beh, Miyuki, anche io sono interessantissimo ma non è che sono in fermento, anzi ristagno nella mia pigrizia
  25. Franco Iannarelli

    Konbanwa! (buonasera!)

    Ma che bella presentazione e che interessante personalità! " ...terrorizzata da Ayame..." Ah ah! questa frase mi ha fatto proprio ridere! Lei non è poi così terribile... forse... comunque nominiamola poco, non sia mai dovesse adirarsi! La persona in foto sei tu, Miyuki?
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