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Jesper S.

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  1. Jesper S.

    Metafora per descrivere una situazione impari?

    Certamente. Si tratta di una bambina dell'età di due anni che osserva la madre durante un abbraccio.
  2. Jesper S.

    Metafora per descrivere una situazione impari?

    Si tratta di un saggio critico a tema pedagogico, dunque non vi è una situazione "concreta". Quello delle scale era un esempio e solo adesso mi rendo conto di quanto io sia stato poco preciso nell'esposizione della domanda. Si tratta di un rapporto affettivo tra madre e figlia.
  3. Jesper S.

    Metafora per descrivere una situazione impari?

    Vi ringrazio entrambi per i commenti illuminanti. Vorrei specificare, in caso aveste altre intuizioni (che a me evidentemente sfuggono stasera), che i personaggi hanno un rapporto amoroso.
  4. Jesper S.

    Enochiano

    Da quanto so (non molto, a dire il vero), l'enochiamo è un semplice alfabeto al quale non sono attribuite proprietà alcune se non linguistiche (vedesi i due differenti modi di pronuncia). Gli esempi da te citati - Il Ciclo dell'Eredità ed Il Signore degli Anelli - sono trovate dei rispettivi autori.
  5. Jesper S.

    Metafora per descrivere una situazione impari?

    Buonasera a tutti/e, starei cercando una metafora per descrivere una situazione in cui un personaggio ne osserva un altro posto fisicamente sopra di lui. Ad esempio, X si trova al piano terra e discute con Y il quale è a metà scala per il primo piano. Grazie.
  6. Jesper S.

    Mio figlio

    Buonasera, premetto che il racconto mi è piaciuto. Ti espongo alcune considerazioni, principalmente a carattere personale, su quanto hai scritto. L'immagine, seppure evocativa, non mi ha colpito particolarmente. Anzi, l'ho trovata abbastanza stonata rispetto ad una introduzione che sembrava realistica ed oggettiva. I bambini di questa fascia d'età non sono dotati di linguaggio, ergo non chiedono. Credo d'aver capito cosa intendessi, ma non sarebbe stato meglio una costruzione del tipo: "I suoi pianti ed i suoi stilli era come richieste insistenti"? Questa donna ha partorito il bambino che aveva già cinque mesi? Prima i denti non ci sono ancora. Mi è piaciuto molto il finale, soprattutto le due frasi che chiudono il racconto. Trovo che siano toccanti ed abbiano una certa emotiva.
  7. Jesper S.

    Mi presento

    Buonasera, Sono Andrea, amante della letteratura per l'infanzia. Mi auguro di legger molte storie interessanti e ricevere qualche parere sulle mie.
  8. Jesper S.

    Stralci di storia per un cartone animato.

    Ciao a tutti/e, vorrei proporvi uno stralcio, a dire la verità, molto breve di una storia per un cartone animato che intendo realizzare. Innanzitutto vorrei fornirvi un preambolo (o una chiave di lettura se preferite): in quanto educatore presso un asilo nido, scrivo le mie storie/cartoni per un pubblico infantile di età compresa fra i primi mesi e i tre anni; storie improntate da un sotto testo pedagogico/educativo. Il seguente cartone prende spunto da due elementi: Animismo: la tendenza dei bambini a considerare la natura come animata e dotata di intenzioni. Secondo tale visione, il sole si comporta, per esempio, come un essere umano; La frase pronunciata da una bambina durante una discussione: "Tutti hanno una mamma!". Questo ha acceso la mia fantasia, ricollegandosi ad una tematica a me cara: l'identità. Ho pensato a qualcosa di apparentemente comune, ma che in realtà cela una complessità ed una unicità difficile riscontrabili in natura: il fiocco di neve. Ho antropomorfizzato l'elemento: una bambina fiocco di neve. Penso ad una bambina che, seduta su uno sfondo indefinito (immagino sia comunque legato al blu ed al cielo) ricama da se il proprio vestito simile a quello di una ballerina (classica) con i merletti come fosse proprio un fiocco di neve. Intenta seduta di fronte ad una macchina per cucire, il che mi ricorda Cenerentola, finisce il suo vestito. [Frammento centrale] La Bambina Fiocco abbandona sua Mamma Nuvola (sarebbe interessante, e devo ancora lavorarci, su come rappresentarla) per scendere sulla terra. Ho sviluppato l'idea che la tristezza, notando di non essere poi così diversa da tutti gli altri, la porti a perdere la propria leggerezza e cadere. Mi sembra un interessante richiamo a Mary Poppins: la risata che fa levitare. Cadendo, tutte le Bambine intonano una danza in stile 'Lo Schiaccianoci' perfettamente simmetrica, possibilmente inquadrata dall'alto, trasformandosi, volteggiando, in veri e proprio fiocchi in cui si nota come ciascuno sia differente dall'altro e, posandosi sul suolo di un bosco, lo dipingono di bianco. C'è ancora molto da sviluppare. Per esempio, in che tipo di casetta vive la bambina quando cuce il proprio abito? Mi ispira l'idea del contrario: come una bambina si riscalda di fronte ad focolare, così una (bambina) fatta di neve dovrebbe fare altrettanto, ma con una fonte di freddo.
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