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José Quirce

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  1. José Quirce

    College Green

    Ciao @Miss Ribston e complimenti, ho terminato la lettura di College Green proprio dieci minuti fa. Il prodotto è ben realizzato, la trama scorre e non è mai scontata, e in più sono appassionato di storia e del Settecento, quindi posso confermare che durante la lettura si riescono a immaginare perfettamente gli abiti, i colori, i luoghi e "l'aria" del tempo come in un film dai costumi realistici. Bellissimo, poi, l'intreccio tra la storia e la Storia, ben cucito grazie all'utilizzo delle fonti storiche dell'epoca (peraltro giustamente riportate nel testo). Che altro aggiungere? Mi unisco alla lista di chi attende il prossimo... e grazie per la bella lettura!
  2. José Quirce

    Ferrari Editore

    @ivalibri Purtroppo hai ragione, è così che funziona, però in questo caso non si trattava di saggistica "eccessivamente scientifica" ma di un libro per tutti i palati... pazienza!
  3. José Quirce

    Meligrana Editore

    L'editore Giuseppe Meligrana mi è sembrato molto cordiale e disponibile, a me ha addirittura risposto nello stesso giorno, e ha sottoposto il testo ai redattori in meno di una decina di giorni. Non avendo concluso la trattativa non abbiamo parlato dell'eventuale aspetto economico, quindi non posso aggiungere notizie utili in tal senso.
  4. José Quirce

    Ferrari Editore

    @TuSìCheVale naturalmente non intendevo - né potevo - smentire quanto qui si dice della casa editrice: infatti non mi è stato chiesto un centesimo, e anche in precedenza e in generale la CE mi aveva fatto una bella impressione (altrimenti non mi ci sarei rivolto). Dico solo che è un po' strano - e ciò varrebbe anche per qualsiasi altro editore - che una CE free si preoccupi di chi finanzierebbe la pubblicazione (da qui si deduce che il problema non sarebbero l'argomento o la qualità del testo, nel qual caso non avrei avuto nulla da obiettare). Insomma mi sembra un po' un controsenso. Per quanto riguarda l'aspetto comunicativo, in generale sono d'accordissimo con te, però se prima mi rispondi subito e poi non mi rispondi più dopo oltre un mese, io lo prendo come un "no" (pur senza "grazie") e lo accetto garbatamente senza insistere. Nulla contro la qualità di questa CE, e nulla contro chi giustamente mi dice "no", però mi è parsa una situazione un po' strana, ecco.
  5. José Quirce

    Rubbettino

    Quindi, ricapitolando: io dico il falso e la mia esperienza non va presa come verità assoluta, mentre invece la Sua esperienza (lavorativa) è verità assoluta e Vangelo, bene. Chiedo scusa per l'off topic e mi prendo volentieri un meritatissimo richiamo da parte degli amministratori - sperando che sia equamente distribuito - ma non posso non rispondere a un simile ragionamento pubblico, peraltro scaturito da un palese (e forse neanche disinteressato) travisamento delle mie parole.
  6. José Quirce

    Rubbettino

    @Avv.Lenti sono d'accordo quasi su tutto, ma ripeto: bisogna considerare, tra i tanti fattori, anche il genere letterario. Inoltre, la serietà di un editore a pagamento non si misura dalla quantità di soldi richiesti, come i più sprovveduti potrebbero pensare. È normale che molti autori, scrivendo romanzi, sognino il successo; per me non è così, né potrebbe esserlo, visto appunto il genere di cui mi occupo, per questo - a certe condizioni e dopo attente valutazioni - troverei normale acquistare delle copie: altrimenti, quanto dovrebbe spendere un editore non della mia città per presentare un mio libro? Tornando in topic, nella fattispecie, si tratta di un editore a 360° che non si occupa solo di università: sarebbe stato importante pubblicare anche un saggio o un romanzo. E riguardo alla mia frase citata, mi permetto di rilanciare: siamo sicuri che tutti gli editori free siano sempre e realmente free? E vogliamo parlare di quanti autori pagano/acquistano ma si vergognano di ammetterlo pensando così di sentirsi più importanti?
  7. José Quirce

    Leonida Edizioni

    Mi hanno appena detto che per il 2020 hanno già completato la programmazione e non possono prendere in considerazione testi per la pubblicazione.
  8. José Quirce

    Ferrari Editore

    @Stevesteve Il sito attualmente funziona. A me hanno risposto dopo nemmeno due giorni dall'invio del dattiloscritto (una ricerca storica), chiedendomi un po' perplessi come pensassi di divulgare il libro, trattandosi di un argomento particolare che in genere viene pubblicato "attraverso progetti" (cit.), tradotto: chiedendomi se avessi dei finanziatori. Ho risposto, ma poi non ho più ricevuto alcuna loro risposta, quindi deduco che il prodotto non fosse di loro interesse (libro di storia calabrese - casa editrice calabrese: ma tant'è). Ovviamente non mi hanno chiesto soldi né acquisto copie (peraltro non potendo sapere che a certe condizioni sarei stato disposto ad accettare), ma mi/vi chiedo: che senso ha dire di non chiedere soldi o altro, se poi si scarta a priori un autore che non garantisca un finanziamento istituzionale a priori? Un editore ha tutta la libertà - e ci mancherebbe - di scegliere cosa pubblicare, ma con tutto il rispetto per altri generi letterari, non mi si dica che i romanzi o le poesie di respiro locale vengano pubblicati senza alcun contributo oltre a essere proposti in un paio di eventi promozionali, perché sarebbe offensivo crederlo nella maggior parte dei casi. Dicotutto ciò solo per mettere in guardia altri aspiranti, dato che per fortuna per le mie proposte ho avuto altri riscontri; ovviamente sarei felice di essere smentito...
  9. José Quirce

    Fratelli Frilli

    A me hanno risposto, con molto garbo ed educazione, dopo nemmeno due settimane dall'invio di un mio dattiloscritto. Risposta negativa perché, com'era prevedibile, non si trattava di un genere da loro trattato, ma la risposta è stata rapida, gentile e motivata. Quindi @leopard forse ancora non hanno letto il tuo testo, o forse - come ti auguro - interessa loro e stanno prendendo il giusto tempo per valutarlo. In bocca al lupo!
  10. José Quirce

    Rubbettino

    Anch'io abito a pochi chilometri da Rubbettino e posso confermare che è uno degli editori meridionali più seri e conosciuti in Italia, anche in ambito accademico, insomma decisamente un editore di respiro nazionale e non locale. Per questo motivo, anche stando a quanto detto nei post precedenti circa la loro rinnovata selettività, sono orgoglioso del fatto che una mia ricerca di storia locale sia stata da loro considerata degna di pubblicazione. Ma essendo io una sorta di esordiente, e non essendo né ricco né un accademico (si legga più avanti), ho dovuto con molto dispiacere rifiutare la loro proposta, che prevedeva sì un certo esborso (al di fuori delle mie possibilità, ma questo dipende da persona a persona), ma era comunque una cifra teoricamente sostenibile e anche più bassa di quelle richieste da alcune editrici - pseudo "scientifiche" e non - di rilievo nazionale. Il mio ambito di scrittura è molto particolare, quindi i miei giudizi sono sempre relativi, però bisogna anche considerare che in certi generi e con certi editori il dover acquistare delle copie non è assolutamente una bestemmia (specie tenendo conto che oggi come oggi quasi nessun editore non lo richiede, non dimentichiamolo). Purtroppo ho rifiutato, ma essere pubblicato da loro mi avrebbe "battezzato ufficialmente" come storico e magari schiuso le porte di una carriera accademica, per cui una richiesta di acquisto di 200 copie non mi sembra niente di eclatante. Ilproblema - a mio avviso ben più grave - è che in Italia i libri "tecnici" di storia, specialmente di storia locale, vengono largamente finanziati da enti pubblici, associazioni culturali, facoltà universitarie, eccetera, insomma con tanti soldi pubblici ma non sempre con altrettanta selezione, e ciò taglia fuori i numerosi ricercatori indipendenti (e parlo dei moltissimi più bravi e preparati di me) che in questo modo, essendo letteralmente indipendenti e non potendo quindi contare su qualcuno che paghi la pubblicazione, si ritrovano a dover pubblicare le loro ricerche coi propri soldi mentre con le stesse proprie tasse (spesso) si finanziano le ricerche altrui o (ancor più spesso) libri di poesie in dialetto o di racconti del nonno. Perdonate la piccola polemica, ma mi serviva sia per chiarire la situazione, sia perché il "pagamento" dipende anche dal genere letterario e dall'editore.
  11. José Quirce

    Giuliano Ladolfi

    Io attualmente sono in fase di "contrattazione", a breve saprò dare qualche dettaglio in più. Buon anno!
  12. José Quirce

    Santelli Editore

    Grazie mille
  13. José Quirce

    Santelli Editore

    Nella fattispecie, potresti dirci - sempre se si può - qual è la percentuale applicata su 30 copie e su che prezzo di copertina? O se c'è una scala di sconti predefinita? Sarebbe interessante conoscere a priori questo dato per poter scegliere la casa editrice: a parità di condizioni e di percentuali, sarebbe più conveniente acquistare volontariamente il numero di copie che realmente ci serve (ad es. 60) piuttosto che acquistare da contratto con altro editore un numero di copie che poi ci resteranno sul groppone (ad es. 200).
  14. José Quirce

    Santelli Editore

    Con quale percentuale di sconto?
  15. José Quirce

    Guida editori

    Riporto la mia recente esperienza con questa casa editrice. Nel giro di una decina di giorni ho inviato il manoscritto e ricevuto una proposta contrattuale, che peraltro non rispecchia nemmeno tutto quanto indicato in una delle email precedenti (dove ad esempio si parlava di dividere al 50% le spese di stampa, forse era una mail automatica). Sintetizzo i punti salienti: - durata del contratto: 5 anni - l'editore richiede 1500€ "come contributo unico alle spese di stampa" - l'editore si riserva la scelta delle caratteristiche editoriali, della tiratura e del prezzo di copertina - all'autore vanno dieci copie omaggio, più uno sconto del 30% sull'acquisto di eventuali altre copie - "l'editore si impegna a distribuire l'opera nelle librerie quando richiesto dai librai" oltre che online - la correzione della bozza è a carico dell'autore - i diritti spettanti all'autore sono pari all'8% al netto dell'iva sulle copie vendute oltre la 150ª, ecc. ecc. Insomma si tratta di 1500€ per avere dieci copie, e stop, dato che tutto il resto o è ignoto o si commenta da sé. Chiedere un prezzo fisso, indipendentemente dalle quantità e dalle caratteristiche dell'eventuale prodotto, è un contributo tout court, non un contributo per la stampa. Peccato, mi sembrava una casa editrice abbastanza seria: teoricamente io non sarei totalmente contrario all'editoria a pagamento (dipende dai casi), ma c'è modo e modo.
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