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Brutus

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Risposte risposto da Brutus


  1. Il 12/10/2020 alle 18:33, Annabel ha scritto:

    Uno che ha scritto un buon libro

    Proprio qui sta il busillis...

     

    Il 12/10/2020 alle 18:33, Annabel ha scritto:

    sento troppo spesso il dispiacere di tanti aspiranti scrittori,

    ...aspiranti scrittori non significa di per sé buoni scrittori. Troppo indulgenti con sé stessi o compiaciuti dal definirsi artisti per guardare con sufficiente critica e umiltà al proprio operato, va da sé che se uno è appena appena bravetto le CE lo notano. Poi se uno non è interessato può benissimo usare il selfpublishing, ma ritengo che passare attraverso le forche caudine del mondo editoriale serva perlomeno a farsi le ossa e capire quanto vale la propria opera, fermo restando che ci si rivolga a persone serie.

    Una volta fatta l'esperienza nulla toglie di poter scegliere il self, strada validissima, per carità, ma non usiamola come facile scorciatoia o scusante.

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  2. Forse vado OT ma volevo fare una considerazione su quanto detto da @Befana Profana sulla legge di sostegno ideata in Francia.

    C'è una cosa che mi ha sempre infastidito in Italia: la legge sul cinema e gli aiuti al teatro. Perché queste due forme d'arte hanno sovvenzioni a dir poco notevolissime mentre altre come scrittura, fumetto, musica ricevono briciole?

    Cosa c'è di diverso?

    Forse gli agganci e gli intrallazzi?


  3. Il 7/10/2020 alle 16:47, mutantboy ha scritto:

    sottolineando numerosi punti positivi e apprezzando il lavoro, altre che invece l'hanno stroncato citando difetti molto precisi, senza possibilità di rimedio.

    verifica prima di tutto se i collimano i punti discordanti, poi magari chi ti ha proposto la pubblicazione ha valorizzato la trama considerando gli altri difetti rimediabili dall'editing, mentre chi ti ha stroncato considera quegli stessi difetti troppo marcati, dipende molto da cosa è stato messo in evidenza.

    Rimane il fatto che il giudizio è dato da persone diverse con gusti diversi, tutto è possibile.

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  4. @TuSìCheVale grazie per l'accorata difesa, hai espresso perfettamente quello che intendevo dire.

    @Ace felice di averti frainteso...in realtà mi sono sciroppato tutta la discussione, molto interessante. Credevo di averti risposto con quella dicotomia sul tipo di scrittore. Tra editoria tradizionale e Self è un a questione irrisolvibile, o, forse non c'è nessuna questione, in realtà. Si tratta di capire come si pone un autore di fronte alla propria opera. C'è chi si costruisce la casa da zero, ma occorrono competenze e tempo infiniti, chi la fa costruire e si limita a dipingere i muri e riparare i rubinetti, e chi non alza neanche un dito per spolverare. Tutti e tre ameranno allo stesso modo la loro casa, è solo una questione di scelte. 

    Se sei giovane probabilmente hai il tempo dalla tua, se sei vecchio hai la maturità, quindi o sei giovane/vecchio allo stesso tempo o ti devi adeguare a quello che offre il mercato.

    11 ore fa, Ace ha scritto:

    consapevolezza commisurata a un senso di responsabilità che come autore magari non comprendi.

    Non capisco questo passaggio. Significa che me ne frego della qualità dei miei scritti o cosa?

    Perché è proprio il contrario. Perché è principalmente un discorso di serietà. In passato, in un settore parallelo, ho avuto modo di conoscere molti aspiranti artisti, la maggioranza si sopravalutava, molti non si sapevano gestire o erano pigri, solo pochi sono stati in grado di guardare alle loro opere con occhio critico, guarda caso quelli che poi sono riusciti a farne una professione. Serietà, maturità, esperienza (età?), chiamala come vuoi ma di quello si tratta.

    Sia chiaro che parlo sempre della categoria "Artigiani" dello scrivere o, se preferisci, gli scrittori di genere.

    Se invece parliamo più strettamente di contenuto, di messaggio intrinseco all'opera, diventa davvero difficile valutarne la qualità, su questo sono perfettamente d'accordo. E' una questione talmente personale! Io, per esempio, nella mia assoluta ignoranza, non riesco a leggere i classici. Ci ho provato, lo giuro, so che sarebbe utilissimo alla mia crescita, ma non li digerisco, che ci posso fare? Eppure sono sicuro che siano testi validissimi, se sono riusciti a passare (loro sì) alla storia.

    • Confuso 2

  5. 3 ore fa, Ace ha scritto:

    cos’è per ognuno di noi ’sto benedetto romanzo? Il mezzo [comunicazione] oppure il fine [vendere]? A me pare un quesito che non si può eludere e le percentuali di voto lo confermano. La questione appare così centrale che, a seguire, di domande me ne sono fatte altre, tutte legate al tema votato dai più:

     

    I romanzi che scriviamo sono buoni oppure no? D’accordo, a volte sono buoni. Ce l’hanno detto gli editori, attori e tecnici della filiera hanno dato il loro assenso, abbiamo ricevuto offerte di pubblicazione ecc.

     

    Ma sono buoni quanto?

     

    Che ne sarà di loro da qui a trenta/cinquanta/cent’anni?

     

    3 ore fa, Ace ha scritto:

    la domanda è seria: i nostri scritti che contributo danno/hanno dato/daranno alla letteratura, che sia alta oppure di genere?

     

    Come autori siamo di un qualche contributo alla comunità?

     

    È vero o no che l’unico romanzo degno e necessario è quello che aggiunge qualcosa a ciò che finora è stato scritto dai grandi del passato?

    Francamente mi sembrano domande un tantino pretenziose.

    Per passare alla storia si sta prima a far fuori uno statista a caso.

    Personalmente ritengo sufficiente il contributo che le mie opere (non ho mai pubblicato nulla, per ora) hanno dato a me, nella soddisfazione di scriverle, e a quella decina di beta readers che le hanno lette e ne hanno tratto piacere, svago o semplicemente hanno permesso loro di non pensare ad altro. E tanto mi basta. E non si tratta di umiltà o autocommiserazione, è semplice pragmatismo. Se poi la mia platea si allargherà, tanto di guadagnato.

    Detto questo credo che chiunque faccia arte si divida in due categorie ben distinte: chi vuole comunicare qualcosa e chi prova piacere nel cimentarsi in quella arte. Ci sono musicisti, pittori scrittori che sentono la necessità attraverso le loro opere di dire qualcosa alla comunità, ci sono musicisti, pittori, scrittori a cui non interessa tutto ciò, che si "accontentano" di soddisfare loro stessi e chi gradisce la loro arte. Chiamateli artigiani, se volete, ma molti di loro sono eccellenze nel loro campo, virtuosi del violino, del pennello o della tastiera, senza quel fuoco sacro di dover per forza passare alla storia.

    Il mezzo e il fine, per costoro, sono la stessa cosa, riuscire a campare facendo la cosa che più piace e soddisfa il nostro ego. Tutto qui. Onestamente io credo che questo sia il sogno di molti di noi, non l'immortalità.

    Scusate il discorso terra terra, ma mi pare fosse necessario puntualizzarlo.

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  6. Ho cominciato a scrivere il quarto romanzo giallo di una serie, ormai rodata. Anche per me è un periodo un po' così. Dopo aver concluso il terzo mi sono fiondato subito sul successivo, ma mi sono accorto che l'automatismo con cui affronto la trama mi stava portando alla noia. Ho perfino pensato di lasciar perdere e buttarmi su qualcosa di nuovo (non mancano le idee) ma temevo di perdere troppo tempo in documentazione e studio e perciò alla fine sono tornato sui miei passi e ora provo a farmi passare questa sensazione di "obbligo" nel dover continuare. Tra l'altro sto aspettando una risposta da una CE per la pubblicazione, cosa che immagino, se va a buon fine, mi porterà via il poco tempo da dedicare alla scrittura.

    E poi è cominciato il campionato...:)


  7. Pordenonelegge 2020

    Festa del libro con gli autori

    Quando: dal 16 al 20 settembre 2020

    Dove:Pordenone e provincia

    Sito: pordenonelegge.it

     

    Quest'anno purtroppo a causa covid i vari incontri hanno posti limitati (e già tutti esauriti), c'è però la lodevole iniziativa di pordenoneleggeTV che permetterà anche a chi non è al festival di vedere molti incontri con autori di alto livello.

    • Grazie 2

  8. @butch ciao, 

    quello della Grimaldi è un ottimo manuale di scrittura. Sul sito della Audino, nella pagina proprio di "Delitti e castighi" puoi trovare delle schede in Pdf scaricabili gratuitamente, molto utili per farsi un'idea di come funziona un'indagine in Italia.

    Comunque, per esperienza, se resti sul generico non dovresti incappare in grossi errori, se poi riesci a far leggere i tuoi scritti a un appartenente alle forze dell'ordine tanto meglio.

    • Mi piace 1

  9. 3 ore fa, Marcello ha scritto:

    un bambino di quattro anni.

    Sei ottimista! Allarga pure ai bambini delle elementari e ragazzi delle medie...

    Comunque mi accodo a quanto detto da @Marcello , certe castronerie non le ho mai lette neanche io. Poi, che nello scrivere si segua più come suona una frase rispetto al seguire pedissequamente la grammatica ci sta, non lo trovo grave, alle volte è la parola usata che stona. "Adesso" suona molto peggio che "ora", ad esempio.


  10. A mio avviso difficilmente un romanzo può arrivare ad essere una copia di qualcosa di già scritto, certo nel fantasy incappare in idee vecchie è più facile ma stile, ambientazione e variabili renderanno comunque "unica" l'opera, non mi preoccuperei troppo, visto appunto che a lavorare di fantasia qualcosa di proprio ci si mette sempre.

    Concordo con @leopard sul fatto che ci sono generi tecnicamente sempre uguali e generi obbligati a una minima originalità, resta il fatto, ad esempio, che nel giallo se la trama non è un problema lo sono molto spesso i personaggi. Riuscire a creare qualcosa che non ricalchi lo stereotipo del detective, poliziotto, indagatore dell'incubo è praticamente impossibile!

    Quindi ogni genere ha le sue problematiche specifiche.


  11. 17 ore fa, Marcello ha scritto:

    perché? Se a vendere le partite è il capitano della Fidelis Trieste anziché della Triestina (mi perdonino i triestini...) cosa cambia?

    perché (forse non l'ho detto prima) essendo il quarto di una serie che finora è stata perfettamente aderente alla realtà mi "scoccia" cominciare a inventare adesso. Mi sa che forse è meglio che cambio trama, le idee non mancano per fortuna.


  12. Salve a tutti,

    ho un problema tecnico con il nuovo romanzo che vado a cominciare. Verte, tra le altre cose, su partite truccate di squadre di calcio italiane minori, diciamo da terza serie, Lega Pro o Serie C, come preferite chiamarle. Ovviamente è tutta fantasia ma non posso certo usare i nomi di squadre vere (o no?) e inserirle in un quadro da calcioscommesse/calciopoli, quindi mi ritrovo a dovermi inventare nomi di squadre inesistenti ma che risultino geograficamente plausibili e verosimili, non proprio il massimo quando il contesto è perfettamente aderente alla realtà. Non vorrei che la trama perdesse credibilità a causa di ciò. Suggerimenti?


  13. @Rogas ciao, più che poco plausibile la tua trama ha bisogno di dilatare i tempi per permettere al cattivo di redimersi. Se, per esempio, per scoprire la colpevolezza della moglie gli inquirenti ci mettessero mesi allora il marito (già a conoscenza del fatto) avrebbe modo di elaborare la cosa. Lo stesso vale per il recupero psicologico del bambino, volendoci anche qui dei mesi, il padre potrebbe riflettere nel frattempo sul suo comportamento precedente.

    Si tratta quindi, secondo me, di bilanciare attentamente le tempistiche del cambiamento per non farlo apparire troppo frettoloso.

    Buona scrittura.


  14. @Gualduccig ciao, per quello che ne so innanzitutto Vice Questore e Commissario coincidono come ruolo, in pratica il vecchio commissario non esiste più, ora si chiama Vice Questore (vedi Schiavone di Manzini).

    Le sezioni che tu dici non credo siano subordinate alla Squadra Mobile, ma la compongono a seconda dell'importanza della Questura di riferimento. Per esempio Milano di sicuro avrà varie sezioni specifiche per ogni genere di reato mentre Pordenone avrà una sola sezione che si occupa di tutto, dipende dalla grandezza della città insomma.

    Inoltre è bene tenere presente che il Questore è si il superiore delle varie figure di poliziotto che tu citi, ma nulla ha a che vedere con l'attività investigativa che fa invece capo al magistrato responsabile delle indagini a cui devono dare conto i suddetti. Procuratore, sostituto o aggiunto che sia.

    Comunque in rete si riesce a farsi un'idea abbastanza chiara di come funziona la Polizia, altrimenti leggi qualche giallo recente di ambientazione italiana...buona scrittura!


  15. @leopard ciao, secondo me hai due possibilità. Retrodatarlo all'inverno 2019 cestinando quanto scritto riguardo maggio o continuare postdatando al 2021, ma non avendo la sfera di cristallo non sappiamo come sarà la situazione tra un anno. Altrimenti se non hai riferimenti e sviluppi già consolidati nel romanzo precedente della serie ambientalo prima di quello già scritto.

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  16. Ciao @Evilelf , non è che la tua paura è solo insicurezza?

    Uno scrittore un minimo allenato dovrebbe capire se una storia funziona, o perlomeno non dovrebbe avere dubbi dopo 20 capitoli... 

    A meno che tu non sia un adolescente immaturo o un individuo con ego smisurato, dovresti essere in grado di analizzare obiettivamente i tuoi scritti.

    La lettura da parte di un amico o conoscente è un ottimo consiglio. Per una prima impressione è più che sufficiente, non è necessario rivolgersi a uno del settore. Io ho fatto così ed è stato molto utile. Chiaramente sapevo a chi davo in pasto i miei romanzi e quindi sapevo anche da chi potevano provenire consigli utili. Ciò non toglie che anche l'apprezzamento di un lettore comune ti fa capire di non aver scritto proprio una schifezza.


  17. @Shiki Ryougi

    Il 6/6/2020 alle 21:51, Shiki Ryougi ha scritto:

    mi rendo conto che sono poco incline a "piegarmi" alle autorità e avrei problemi a rendere un lavoro qualcosa che per me è libertà creativa

    Scusa la franchezza, ma se non cominci a considerare scrittura e disegno come un lavoro non ha nemmeno senso provarci.

     

    Ho amici talentuosi nel disegno che sono riusciti a renderla una professione non perché bravi a disegnare ma perché il loro approccio mentale era estremamente professionale molto prima di farne un occupazione retribuita. Ho conosciuto ragazzi dall'enorme talento artistico incapaci di gestirsi con serietà e pertanto mai in grado di sfondare.

    Questa è la differenza fondamentale nel cercare una via d'uscita creativa all'ordinario. Anche se sono solo degli hobby bisogna sempre metterci impegno, costanza e determinazione oltre a una buona dose di umiltà e autocritica. Sono caratteristiche fondamentali nella vita di tutti i giorni, per persone che tutti i giorni affrontano un lavoro che certo non le soddisfa, o una situazione familiare/sentimentale che non è quello che sognavano, ciò non toglie che bisogna metterci l'anima nelle cose che fai. Concludi quello che hai cominciato, ingegneria apre molte porte, cercati quella che più ti aggrada, prova, sperimenta e continua a coltivare le tue passioni, ma con passione!

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