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Brutus

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  1. Brutus

    [MI 132] Novembre 2003

    Traccia di mezzanotte: bagnato. NOVEMBRE 2003 Martina guardava fuori dalla finestra quella distesa d’acqua così estranea a lei, almeno quanto la stanza in cui si trovava in quel momento. Le persone che l’avevano accolta insieme a sua madre le conosceva solo di vista. Si sentiva a disagio a dir poco. Pensava alla sua cameretta, alle sue cose, all’appartamento in cui viveva fino a poche ore prima, come doveva essere, così vuoto e privo di vita. A Martina pareva di sentire la tristezza di quelle pareti che tanto calore le avevano trasmesso in quegli anni. Non poteva non sentirsi giù di morale in quella situazione assurda. Sicuramente anche sua madre lo era anche se cercava di nasconderlo. Perlomeno il loro appartamento era al terzo piano e non era stato invaso dall’acqua. Solo la loro cantina semivuota era andata sotto, ma non conteneva niente di valore. Chissà come si dovevano sentire quelle persone che avevano perso ogni cosa. Quella famiglia albanese del piano terra, l’anziana dirimpettaia di questi ultimi poi, quanti ricordi aveva dovuto lasciare della sua lunga vita? Poverina, l’acqua le avrebbe rovinato tutto ciò a cui teneva. Una lacrima le rigò la guancia dalla pelle liscia di sedicenne. Una mano si posò lieve sulla sua spalla. “Stai tranquilla si tratta solo di un paio di giorni poi il fiume si ritirerà nel suo alveo e potrai ritornare a casa.” L’uomo cercava di consolarla, convinto che bastasse qualche parola per spegnere quello che sentiva. Ma lei non aveva versato quella lacrima né per la sua casa, né per la famiglia albanese o per l’anziana. L’alluvione dei giorni precedenti aveva trovato impreparati tutti loro, mai il fiume che scorreva lento e placido tra le case aveva raggiunto un livello di allarme così alto. Alla fine quella sera era uscito dal suo letto, rompendo gli argini, come un gigante fino ad allora addormentato, inondando strade, piazze, parcheggi, case vecchie e nuove, senza riguardo per nessuno: vecchi o bambini, poveri o ricchi; tutti avevano dovuto subire la sua forza, la sua invadenza di ospite indesiderato. Ma quello che era peggio per Martina era che il fiume con la sua azione muscolare aveva diviso in due la città, impedendo alle persone di valicarne le acque se non con un lunghissimo giro tramite l’autostrada sopraelevata. Ma lei sedicenne come avrebbe potuto fare? Non aveva né la macchina né la patente! Sentiva un bisogno fisico di attraversare quella distesa silente che la teneva bloccata. Voleva correre su quelle acque. Voleva correre dal suo Ruben, abbracciarlo forte, stringerlo a sé, dirgli quanto lo amava. Invece non avrebbe più potuto farlo per molti mesi. Ruben sarebbe partito il mattino dopo per il servizio di leva volontario. Lontano da lei. Un’altra lacrima le solcò il viso, strinse i pugni, non voleva lasciarsi andare così in casa di estranei. Restò lì alla finestra a guardare quell’acqua ormai nera nel buio della notte, così tranquilla eppure così potente.
  2. Brutus

    [MI 132] Novembre 2003

    @Garrula grazie per il tuo commento. La frase sulla tristezza effettivamente non mi è riuscita bene. Invece non sono d'accordo sulle frasi fatte: secondo me vanno usate il giusto senza abusarne ma anche senza evitarle come la peste confezionando dannose acrobazie stilistiche. Mi fa piacere aver azzeccato il nome del moroso!
  3. Brutus

    [MI 132] Novembre 2003

    @Kuno Grazie per le segnalazioni. Gli spiegoni sono proprio quello che cerco di evitare. In fondo la parte che tu citi sono tre frasi di cui solo la prima descrittiva. Le altre volevano più far arrivare l'effetto del fiume sulla vita delle persone. Ruben come ho già detto DEVE arrivare alla fine, per quella mia fissa dei finali.
  4. Brutus

    [MI 132] Novembre 2003

    @Macleo Grazie!
  5. Brutus

    [MI 132] Novembre 2003

    @Kikki Grazie per il commento. Forse ho dato troppo per scontato che il lettore sapesse cosa succede durante un esondazione. Non volevo essere noioso spiegando troppi antefatti, credo che al lettore vada lasciato lo spazio di pensare altrimenti lo trattiamo come un bambinetto a cui spiegare ogni cosa (odio gli spiegoni). Comunque per chiarezza se abiti in un condominio in cui è allagato il piano terra anche se stai al terzo piano devi essere evacuato in quanto non raggiungibile in caso di emergenza: se ti senti male come fa l'ambulanza ad arrivare? Inoltre manca l'elettricità e l'acqua potabile non è garantita. Ho cercato di farlo trasparire dalla frase consolatoria dell'uomo. Ciò che mi premeva era fissare il punto sull'attimo, sul momento assurdo e irreale che stava vivendo la ragazza, poi ho un debole per i finali a sorpresa quindi ho cercato di sviare il lettore e lasciato a Ruben solo l'ultima parte. Per quanto riguarda la lunghezza del testo ho un difetto congenito che mi porto dietro dall'esperienza fatta come autore di fumetti: sono ipersintetico.
  6. Brutus

    [MI 132] Novembre 2003

    @Ghigo Si, fortunatamente la mia abitazione era a un centinaio di metri da dove è arrivata l'acqua, ma ti assicuro che comunque è stata un esperienza scioccante e irreale. Dalla sera alla mattina ci siamo trovati questo muro d'acqua, placido ma insormontabile. Ti garantisco che era davvero impossibile passare da una parte all'altra. Si era costretti a prendere l'autostrada fino al paese vicino per poi tornare indietro dalle strade normali. P.S.: quarantanove anni.
  7. Brutus

    [MI 132] Novembre 2003

    @Ghigo nella fretta mi sono fidato della mia memoria e ho cannato l'anno: esondazione del fiume Noncello a Pordenone, novembre 2002!
  8. Brutus

    Mezzogiorno d'Inchiostro 132 - Topic Ufficiale

    Traccia di mezzanotte. Scusate!
  9. Brutus

    [MI 132] Novembre 2003

    Spero di aver fatto tutto correttamente. Sono piuttosto impedito a livello informatico! Abbiate pazienza, imparerò prima o poi!
  10. Brutus

    I gabbiani si guardano i piedi

    @Plop Stories Al posto di ampia userei "grande" e suona meglio "piccoli animali", "Di piccola taglia" fa molto documentario. "conquistò lo scoglio" andrebbe cambiato in "salì sullo scoglio" se vuoi rimanere fedele al testo descrittivo. "delle esplosioni delle onde" non va, meglio "dall'infrangersi delle onde". "piccole protuberanze a livello" toglierei "a livello, vedi "piccola taglia". "gli fece allergia" lo sostituirei con "non fece che aumentare l'irritazione". Per il resto l'immagine del gabbiano rimane quella che colpisce, non ripeto quello che già hanno detto altri, peccato non svilupparla. Il testo è, immagino volutamente, descrittivo, senza che affiorino le emozioni del protagonista, a mio parere troppo relegato sullo sfondo. Anche il ritmo temporale ne risente. Bella la sequenza dei giorni, ma manca un crescendo che porti al finale. Troppo piatto davvero. Giusto partire da considerazioni materiali come la pesca e il fuoco passando poco alla volta a sentimenti ed emozioni. Il finale francamente è in calando, non ci sono sorprese o colpi di scena ma una semplice evoluzione. Cerchi di salvarti con l'ultima frase sulla libertà ma è tardi, andava strutturata prima, secondo me, preparando il lettore e ampliando quello che intendevi trasmettere. In generale il brano risulta troppo asciutto e sintetico per dare il tempo a chi legge di entrare nel racconto. Un respiro più ampio ci stava benissimo. Spero di esserti stato di aiuto e non esserci andato giù pesante, ma sono di natura ipercritico, perdonami, anche per la mia totale inettitudine informatica.
  11. Brutus

    Database della Polizia: notizia di persona suicida

    Se è un poliziotto in attività e l'indagine si svolge ai nostri tempi può consultare tutti i database a disposizione. Lo SDI (Sistema di indagine) è il principale e permette di controllare tutto ciò che è passato attraverso le forze di polizia, anche un semplice controllo della stradale, figuriamoci un suicidio, incrociando tutti i dati possibili. L'unica cosa da tenere conto è che non può farlo a titolo personale in quanto per accedervi ognuno deve usare le proprie credenziali, giustificando la consultazione con l'indagine che sta seguendo.
  12. Brutus

    Salve a tutti.

    Salve a tutti. Spero prima di tutto di trovare il tempo di navigare a fondo in questo bel sito. Sono prima di tutto un buon lettore, quasi esclusivamente di gialli, polizieschi, thriller, con sporadiche incursioni nella storie e nella geopolitica. Ho un breve passato come autore di fumetti a livello amatoriale e un presente come scrittore di gialli per puro piacere personale. A presto!
  13. Brutus

    Salve a tutti.

    Grazie a tutti, ho già cominciato a navigare il vostro mare...davvero molte cose da leggere e imparare. Spero presto di sottoporvi qualcosa di mio, intanto leggo voi.
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