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Nicolò85

Scrittore
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    19
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Reputazione Forum

2

Su Nicolò85

  • Rank
    Sognatore
  • Compleanno 02/03/1985

Informazioni Profilo

  • Genere
    Uomo
  • Interessi
    Pochi.
  1. Nicolò85

    Leone Editore

    Idem
  2. Nicolò85

    Acheron Books

    settordicimila pretese unidirezionali e nessuna garanzia = pericolo.
  3. Nicolò85

    Bambini del futuro

    Vai tranquillo, in generale accetto i punti di vista altrui e non mi arrovello se qualcuno non mi capisce o se non riesco a capire io qualcuno. I pareri personali sono qualcosa di così intimo da non poter essere assolutamente giusti o assolutamente sbagliati, è semplicemente un modo diverso di vedere la stessa cosa. Non serve che ti giustifichi per avere un pensiero! Lo posso apprezzare anche se non lo condivido. 😀
  4. Nicolò85

    Bambini del futuro

    Grazie di aver letto, Floriana. Sono felice ti sia piaciuto e ti ringrazio anche per i consigli. "Un concentrato di senso", bello! 😀
  5. Nicolò85

    Bambini del futuro

    Grazie per aver letto! Mah, non credevo che in un sito di scrittori che vincono concorsi di continuo fosse così fuorviante anteporre un'informazione simile: non è forse una cosa da poco, tra di noi? Tra l'altro io stesso valuto quell'esperienza come "farlocca forse sì, forse no", dunque tranquillo: non era pubblicità. 😀 E no, non era un racconto né voleva esserlo. Più avanti forse ne pubblicherò un altro, ma non lo so poiché è un pezzo di me, e anche in quel caso non sarà un racconto. Io e i racconti brevi non andiamo d'accordo!
  6. Nicolò85

    Bambini del futuro

    Grazie di aver letto! E per risponderti... È vero, argomenti come l'uguaglianza sono difficili da affrontare e forse per questo non si può pensare di piacere a tutti. Tuttavia, temo se ne dovrebbe parlare tutti i giorni. 😀
  7. Nicolò85

    Bambini del futuro

    Grazie di aver letto! E per risponderti... Leggere è bello perché fa immaginare le situazioni che vengono lette, al lettore viene richiesto un minimo sforzo per fare propria la lettura, carpire il messaggio tra le righe e legarlo alla propria esperienza. C'è chi quei temi li ha vissuti tutti e quindi la sua esperienza riesce a fondersi (evocazione), chi solo in parte e chi, invece, non ha idea di cosa si parli. Pensa che secondo me dovevo includerne molti di più, purtroppo il concorso aveva un numero limitato di caratteri usabili. Purtroppo io e i racconti brevi non andiamo affatto d'accordo.
  8. Nicolò85

    Bambini del futuro

    Ah, dimenticavo! Grazie per aver investito un po' del tuo tempo per me. 😉
  9. Nicolò85

    Bambini del futuro

    Fortunatamente ci sono anche tante persone con cui vale la pena condividere il nostro bellissimo pianeta. Bisogna guardare il lato positivo, dicono... Certo, talvolta è difficile trovarlo, sembra sia nascosto o che proprio non ci sia, ma non bisogna perdere la speranza. Ps. Per quanto sia grande la botte, il vino buono finisce sempre troppo in fretta. 😀
  10. Nicolò85

    Bambini del futuro

    Buongiorno! Diciamo che l'hai letto cercando qualcosa che non c'era, aspettandoti qualcosa che non è arrivato poiché non era neanche stato previsto. In realtà era una riflessione, non un racconto con un capo e una coda, quindi comprendo la tua spaesatezza. "Un buon pensiero /ragionamento" è il succo del discorso: è questo ciò che è (a prescindere dal "buon"). Ma poi? Ma poi niente, lo scopriremo solo vivendo. 😀
  11. Nicolò85

    Bambini del futuro

    Con questo ho vinto un concorso. Non so se fosse farlocco, so solo che non ho pagato niente e non ci ho guadagnato niente, se non un po' d'inchiostro su un paio di pagine. Ve lo posto, spero sia di vostro gradimento e se avete qualche buon consiglio migliorativo ben venga. Alla fine si riduce tutto a un solo attimo. La preparazione può durare giorni, mesi, anni, ma l'esito è sempre relegato in pochi istanti, pochi attimi che decidono le sorti presenti e future. Ciò che ci resta è solo il passato. Il nostro futuro è deciso da terzi, da chi ci valuta, da chi pensa a se stesso e ai suoi cari e se ne sbatte di ciò che è giusto, della morale, della corretta valutazione. La vita è appesa a un filo, anzi a una serie di fili. Tutti convogliati verso un pezzo di legno che li tende e li rende degli strumenti per manovrare le persone, i governi, la giustizia, le menti... Se ti trovi nella posizione di poter giudicare qualcuno che non conosci non hai scrupoli ma se devi giudicare qualcuno che conosci allora entrano in gioco ulteriori fattori che fanno oscillare l'ago della bilancia: la giustizia vacilla, perde l’equilibrio e cade inesorabilmente, mentre affiorano le apparenze, i pareri personali e l’orgoglio di essere il burattinaio di turno. Possiedi il potere più grande del mondo: decidere il futuro di qualcuno. Basta un attimo e ciò che è giusto diventa sbagliato. Non vivevamo in un mondo libero? Quando siamo bambini ci viene spiegato che ci sono delle regole, che quando cresciamo mutano il proprio nome in legge. La propria libertà finisce dove inizia quella degli altri, ci insegnano. Iniziano già quando non sappiamo né leggere né scrivere: iniziano a prepararci a un mondo fatto di bugie velate da pesante ipocrisia. “Non si può”, e tu lo accetti: nel tuo piccolo mondo vedi i tuoi simili sottoposti alle stesse regole da rispettare. Le tue sinapsi si allineano verso un pensiero condiviso da ogni tuo simile, sai cosa puoi e cosa non puoi fare e sai che tutti devono fare come te. Crescendo scopri il velo, capisci che non siamo tutti uguali. Simili, forse, ma di certo non uguali. La verità è che le regole sono fatte per permettere una migliore gestione, per decidere chi può emergere e chi invece deve scomparire, per mantenere il potere ben saldo tra le grinfie dei pochi, i quali possono dare una definizione alla parola libertà come alla parola giustizia, annientandone il reale significato. Chi decide cosa è giusto e sbagliato? È davvero questo il mondo che vogliamo dare in eredità alle generazioni future? Forse basta pensare al proprio passato, a quando si era bambini e si dovevano rispettare regole che forse non si capivano ma che erano le stesse per tutti: ci si sentiva parte di un’unica cosa, tutti sullo stesso piano, tutti con lo stesso valore, tutti dello stesso mondo. Forse è crescere ad essere sbagliato: ci si accorge di quanto marcio è il mondo, di quanto la vita sia appesa a un filo, di quanto siamo diversi di fronte alla scritta la legge è uguale per tutti.
  12. Nicolò85

    Increspature

    Di base mi è piaciuto. Apprezzo il modo simil-poetico nella narrazione e il linguaggio non troppo ricercato ma comunque forbito. Devo però fare una critica sull'uso delle virgole. Per me sono troppe. Però, probabilmente, sono un caso a parte in quanto tendo a usarne poche e preferisco staccare le frasi con dei sani punti. La considererei una scelta stilistica ma visto che sono tenuto a dire la mia ti faccio qualche esempio: Si voltò posando le pupille larghe su quelle di Aida, le quali sembravano due gocce di petrolio cadute nel nettare ambrato diluito in lacrime di rugiada. qua... ... qua... ... e qua le toglierei e basta. qui metterei un punto dopo deserto. damascene... Dalle labbra è plurale. Però, forse, sarebbe più capibile di damasco. Una domanda: intendevi che quelle labbra erano profumate (mi pare che la rosa di Damasco sia considerata la regina delle rose per il suo profumo intenso) o ti riferivi al colore rosa chiaro?
  13. Nicolò85

    Racconto in sei parole

    Un paradosso.
  14. Nicolò85

    L'incubo del riscrivere

    Caspiterine come se piovesse... Però dai, c'è il lato buono da guardare. Te lo ricordi? Quello relegato dietro montagne di imprecazioni. Eh sì. Infatti la ri-ri-ri-riscrittura è decisamente migliore dell'originale. O magari è tutto merito delle caspiterine?
  15. Nicolò85

    L'incubo del riscrivere

    Racconto la mia esperienza... Ho iniziato un romanzo (fantascienza /horror /splatter) in prima persona... Giunto a circa metà mi sono reso conto che dovevo riscriverlo in terza, troppo complicato in prima... Dopo un po' il tempo presente mi stava angosciando, mi sentivo soffocare, così lo riscrissi al passato. Arrivato al punto dove mi ero fermato (mesi) decido che è ora di fare un bel formattone del pc, salvo tutto sulla chiavetta e avvio il processo. Caspiterina, la chiavetta dove ho salvato i file del libro è la stessa che poi ho usato per formattare il pc. Sì, "caspiterina" è un eufemismo. A quel punto i miei neuroni gridavano parole simil-caspiterina senza indugio. La mia vita era una caspiterina, i giorni si susseguivano con incessante caspiterina. Mangiavo caspiterina, respiravo caspiterina e non vi dico cosa cagavo. Mi viene in mente che mi ero inviato via mail un pdf (sì, un pdf, caspiterina) con la versione aggiornata ma ancora in prima persona, caspiterina. E vabbè, insomma bisogna rimboccarsi le maniche, caspiterina. Così presi un pacco di quaderni e un astuccio di penne all iper Lando e finii di scrivere il tutto su 12 quaderni. Sì, hai indovinato: caspiterina che scelta geniale.
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