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silvana.turi

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89 visite nel profilo
  1. silvana.turi

    La fiamma

    Grazie infinite per l'attenzione... ho paura di sbagliare ad inserire gli appunti, comunque ringrazio tutti veramente di cuore perchè i vostri consigli sono provvidenziali. Condivido pienamente e sono feliceeeee. Riprenderò il racconto ampliandolo. Grazie
  2. silvana.turi

    La fiamma

    Stefano ti ringrazio infinitamente, concordo perfettamente, sono come un uccello implume e accetto di buon grado tutto ciò che hai scritto e che mi hanno aiutato a riprendere in mano questo aforisma...GRAZIEEEEEEE
  3. silvana.turi

    La fiamma

    Grazieeee Floriana...
  4. silvana.turi

    La fiamma

  5. silvana.turi

    Mi presento

    Lo spero anch'io. Ma abbiate comprensione, mi muovo con difficoltà e il tempo è poco, ma l troverò.
  6. silvana.turi

    Mi presento

    @Folgorabile Letto tutto, grazie. Devo fare qualcos'altro?
  7. silvana.turi

    Mi presento

    Sono appassionata di scrittura-lettura. Mi presento con una metafora: sono una creatura strana, una via di mezzo fra la potenza di un leone e la trasparenza di una farfalla in volo, leggera come una piuma. Nessuno può fermarmi nella mia operosità. Puoi solo tenermi impalpabile sul palmo della mano e guardarmi. Pochi istanti e basta.
  8. silvana.turi

    La fiamma

    Una candela ci divide e un tavolo con due sedie di velluto blu, l’uno di fronte all’altra. La musica di un piano bar attutisce i rumori stonati. La fiamma si muove come un’onda del mare, un microfono animato dalla voglia di sapere. Appoggio una mano sul tavolo e accarezzo un lembo di tovaglia. Lui la vede, la raccoglie fra le sue e vi soffia dentro il suo alito caldo, per rianimarla. Mi stupisco e mi commuovo. Lui se ne accorge e inciampa dentro le sue stesse parole. - Non te ne andare, non ora... Mentre mi avvicino, scuoto un poco la testa, il mio è un no, ma tiepido. La fiamma si muove nell’oscurità della stanza. Le pareti sono carta assorbente: curiose come spie, vogliono sapere di più di questa storia; alzo gli occhi, Michele ha il naso gonfio d’aria, la fronte increspata da molti perché. Le labbra sono nascoste da una nuova barba grigia. Con esitazione raccoglie anche l’altra mano fra le sue, le accarezza insieme, l’incavo trasmette l’idea di un possibile ritorno a casa; loro si lasciano andare in modo irragionevole. Una parola, uno sguardo che fugge. Un senso di colpa mai detto. Evito di guardarlo, capirebbe che non dico la verità; sto rivestendo le parole di fumo, di sicuro non appartengono alla nostra storia di un tempo. Sento un’urgenza: la verità, dirgli la verità subito, e il mio petto si scuote dentro; prendo un respiro profondo e inizio.... - Ti ricordi di Alino?
  9. silvana.turi

    Cara Lei

    Il titolo è originale, mi piace "Cara Lei", sembra una persona lontana e invece è dentro, tutta dentro in un colloquio alternato. Non ho trovato errori grammaticali, né sintattici Lo stile è scorrevole, ti mette direttamente in contatto con il mondo della protagonista. Bel racconto intimista, scorrevole e sintetico nello stesso tempo: ricco d'immagini, di sguardi nascosti, di sguardi svelati. E' lei che parla che si riconosce, si prende per mano e si guarda, si ascolta, si incoraggia. E nel momento stesso che lo afferma, che decide di uscire, fa pace con quella parte di lei più cara, più femminile, più sicura. Sono i quattro elementi che la seguono, il vento che le accarezza il viso, aria, aria, respiro; i piedi ben piantati in terra, un rossetto le infuoca le labbra, gli occhi sono umidi dall'emozione. Sussurra piano "cara, cara Lei..." E' quel di più che le risuona dentro e che la rappresenta in pieno: nessuno può amare l'altro senza prima amare fortemente se stesso. L'unico appunto, questa frase mi sembra superflua.
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