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Aurocastro

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  1. principessag.jpg

    Titolo: La Principessa delle Tenebre

    Autore: Stefano Lanciotti

    Editore: Rebel Yell, 2012

    Genere: Fantasy

    Prezzo: 2,49€

    Pagine: 286

    Sito dell'autore: www.stefanolanciotti.it

    Dalla quarta di copertina:

    Con il ritorno dell'erede della Linea di Sangue, gli equilibri su Nocturnia sono stati definitivamente sconvolti.

    Le Confraternite danno una caccia spietata a Diana e al suo mentore Lynerus, per ucciderla prima che la ragazza recuperi l'Eclissi, nascosta nelle Paludi dei Negromanti, e riesca a controllare il Potere Oscuro.

    Nel frattempo Tom dovrà recuperare il Varco sottrattogli da Rordu e decidere se il suo destino é di tornare sulla Terra oppure rimanere e aiutare Diana a divenire quello che i popoli di Nocturnia attendono da secoli.

    La Principessa delle Tenebre.

    Per acquistare su Amazon: https://www.amazon.it/dp/B006XW0OVY

    Per acquistare su iTunes: http://itunes.apple....4656?mt=11&uo=4

    Note:

    La Principessa delle Tenebre è il secondo romanzo della trilogia di Nocturnia. Sfruttando il solo passaparola ha venduto 2500 copie da gennaio a oggi sul solo iTunes (più qualche centinaio su Amazon) e continua a vendere dalle 5 alle 10 copie al giorno. Chi avesse la curiosità di vedere la classifica aggiornata dei libri più venduti su iTunes, può guardare qui

    La copertina originale è stata disegnata dall'artista italiano Mattia Sarti.

    Booktrailer:


  2. Scusate, mi ero dimenticato di "chiudere" la mia esperienza.. Allora il 2 luglio (cioè circa 2 mesi e mezzo dopo la spedizione del romanzo) ho ricevuto questa mail:

    "Gent.mo ,

    Abbiamo letto con attenzione la sua proposta e siamo spiacenti di comunicarle che non rientra nel profilo di opera che ci vediamo capaci di rappresentare. Le posso assicurare che il libro c'è, anche se immagino che lo saprà da solo,visto il successo in digitale, ma credo che io non posso esserle utile. Poiché questa decisione risponde a un criterio di analisi e gusto del tutto personali e soggettivi, la invito a contattare altre agenzie.

    Ringraziandola per la fiducia accordataci,

    un cordiale saluto,

    sm"

    Detto questo, però, posso confermare l'ottima impressione di professionalità che mi ha dato in ogni scambio di mail.


  3. Forse non hai capito il punto. Io ho fatto TUTTO il possibile per farmi dare l'autorizzazione e sono DISPOSTO A PAGARE per avere l'immagine (che tra l'altro mi sono dovuto sbattere per capire che era sua, perchè non avevo cercato Royo su Google, ma un'immagine con certe caratteristiche). Che succede a una radio che trasmette un musicista che non è tutelato dalla SIAE? Cerca di avvertirlo e comunque è pronta a pagarlo quando gli verrà chiesto, ma non è che non lo trasmette. E' interesse dell'artista che la sua immagine venga usata per guadagnare e non è certo colpa mia se il suo agente non mi risponde. Io credo che non sia un problema di autorizzazione, visto che è un uso commerciale e non illegale, ma di pagamento. Che io sono disposto a corrispondere.

    Comunque tutto questo è nato a causa di un consiglio (evidentemente azzardato) da parte del mio precedente agente letterario. Mi informo meglio.


  4. Allora, premesso che mi comincia a dare un po' fastidio che si parli di me per cose che poco hanno a che fare con la mia scrittura, che probabilmente oggi verrò di nuovo ripreso per aver risposto "troppo presto" e che una copertina in un ebook ha un'importanza molto ma molto inferiore a quella che riveste in un libro cartaceo, visto che nell'ebook la parte fondamentale è la possibilità di leggere GRATIS una parte sostanziale del testo, le cose stanno così: io ho cercato negli archivi SIAE e Royo non era presente (peraltro oggi non c'è più nemmeno l'elenco o meglio c'è ma è vuoto http://www.siae.it/d...lati.pdf?866451). Allora ho contattato la SIAE stessa e ho ricevuto la seguente risposta:

    Cristiana Galante
    (tel. 06 59902922 - fax 06 59902028)
    Gentile signor Lanciotti,
    se l’artista è morto da più di 70 anni il repertorio dello stesso è di pubblico dominio, le opere possono quindi essere utilizzate senza chiedere preventiva autorizzazione.
    Se l’artista è vivente ovvero è morto da meno di 70 anni dovrete contattare l’artista o i suoi aventi diritto per richiedere l’autorizzazione.
    Resto a disposizione per ogni altro chiarimento.
    Cordiali saluti.
    Cristiana Galante
    tel 06.59902992
    fax 06.59902028

    Da:
    Stefano Lanciotti [mailto:stefano.lanciotti@kyneste.com]

    Inviato:
    mercoledì 14 gennaio 2009 12.09

    A:
    Artivisive.Olaf@siae.it

    Oggetto:
    Utilizzo di una immagine per la copertina di un libro.
    Vorrei sapere come mi devo comportare per poter usare un'immagine che riproduce l'opera di un artista spagnolo (Luis Royo) che non appare nell'elenco degli autori tutelati dalla SIAE. Grazie
    Cordiali saluti
    Stefano Lanciotti

    Avuta questa risposa ho scritto all'agente di Royo:

    Da:
    Stefano Lanciotti

    Inviato:
    mercoledì 14 gennaio 2009 16.24

    A:
    'siglesias@normaeditorial.com'

    Oggetto:
    Cover for a book
    Dear madam,
    I would like to use one of Luis Royo's images as a cover for a book that I am going to publish. I asked to the Italian society that protects the author copyright (SIAE), but they told me that he is not among their authors. How can I do to use his image and pay the copyright?
    Best regards
    Stefano Lanciotti

    Non ho mai ricevuto risposta. Siccome credo che sia giusto pagare per l'uso dell'immagine (esistono precise tabelle che ne regolano il costo), quando e se mi verrà chiesto da chi ne ha diritto di corrispondere il compenso, sarò pronto a farlo.

    E ora per cortesia, vi prego di commentare quanto scrivo, se la cosa lontanamente vi interessa. Questo romanzo ha venduto 1300 copie sul solo iTunes. Vi interessa? Sposta i vostri pensieri preconcetti sugli ebook? Vi fa rosicare? Di questo mi piaceerebbe discutere, sennò non pubblico più nulla su questo forum e amici come prima. Non credo che nessuno sentirà la mia mancanza.


  5. principessag.jpg

    Titolo: La Principessa delle Tenebre

    Autore: Stefano Lanciotti

    Editore: Rebel Yell, 2012

    Genere: Fantasy

    Prezzo: 1,99€

    Pagine: 286

    Sito dell'autore: www.stefanolanciotti.it

    Dalla quarta di copertina:

    Con il ritorno dell'erede della Linea di Sangue, gli equilibri su Nocturnia sono stati definitivamente sconvolti.

    Le Confraternite danno una caccia spietata a Diana e al suo mentore Lynerus, per ucciderla prima che la ragazza recuperi l'Eclissi, nascosta nelle Paludi dei Negromanti, e riesca a controllare il Potere Oscuro.

    Nel frattempo Tom dovrà recuperare il Varco sottrattogli da Rordu e decidere se il suo destino é di tornare sulla Terra oppure rimanere e aiutare Diana a divenire quello che i popoli di Nocturnia attendono da secoli.

    La Principessa delle Tenebre.

    Per acquistare su Amazon: https://www.amazon.it/dp/B006XW0OVY

    Per acquistare su iTunes: http://itunes.apple....4656?mt=11&uo=4

    Note:

    La Principessa delle Tenebre è il secondo romanzo della trilogia di Nocturnia. Sfruttnado il solo passaparola ha venduto 1300 copie da gennaio a oggi sul solo iTunes (più qualche centinaio su Amazon) e continua a vendere dalle 5 alle 10 copie al giorno.

    Booktrailer:


  6. In realtà non si tratta di autopubblicazione, pur essendo partito con quell'idea. Assieme ad altri scrittori indipendenti abbiamo creato un'etichetta "Rebel Yell", che pubblica e pubblicherà oltre me anche altri scrittori validi. Il portale www.scrittorindipendenti.com è il nostro punto di aggregazione e il luogo dove si fa la selezione degli autori interessanti per il progetto.

    Il mio pensiero è stato solo uno: sono convinto di scrivere meglio di tanti autori che ho avuto la (s)ventura di leggere e credo che se questo non è vero me lo debba dire il lettore finale, non l'agente prezzolato o l'editore incapace. Detto questo sono giunto alla conclusione che in mancanza di possibilità di sfruttare pubblicità o notorietà pregressa l'unico modo di farmi conoscere era di regalare un intero romanzo, per poi sfruttare la "scia" dell'impressione positiva per vendere a un prezzo equo gli altri. Questo è possibile solo con gli ebook. Il fatto che, come tu fai notare, la cosa sta avendo successo credo che sia la dimostrazione evidente che nell'editoria italiana pochi hanno idea di quello che succederà a breve, cioè una rivoluzione come quella della musica mp3. Io sarò pronto e con me gli autori di Rebel Yell.

    A tal proposito ecco la classifica dei primi 30 più venduti su iTunes in Italia la scorsa settimana:

    itunes10maggio2012.jpg


  7. Ah, ovviamente. Mi ero dimenticato le prime dieci pagine del romanzo:

    1

    Maryland, Usa

    Una sola stanza era ancora illuminata. L'unica persona presente si alzò dalla scrivania infilando con noncuranza le mani nelle tasche del camice. Si avviò verso lo schedario e consultò una cartella che estrasse con calma, mentre con la coda dell'occhio controllava la telecamera. Un ronzio appena percepibile accompagnava i suoi movimenti, che seguivano quelli dell'uomo con un solo istante di ritardo. I sensori le permettevano di individuare e trasmettere alla struttura di sicurezza qualsiasi cosa accadesse. Se fosse stato necessario anche al buio, grazie all'infrarosso.

    L'uomo uscì dalla stanza, accompagnato dallo sguardo elettronico delle telecamere nel corridoio. I laboratori di ricerca della Future Nanotech Corp. erano più sorvegliati del caveau della Federal Reserve, e a ragione. Il ricercatore entrò in un grande ambiente e si fermò di fronte a una vetrina, all’interno della quale erano contenute una dozzina di provette, ciascuna piena a metà di liquido trasparente.

    Prese il proprio badge di identificazione, lo infilò in una fessura e digitò il codice segreto. La vetrina si sbloccò con uno scatto e lui l'aprì. Prese varie provette l'una dopo l'altra, osservandole in controluce. La quarta sembrò scivolargli di mano e lui l'afferrò al volo prima che cadesse a terra. In realtà un rapido movimento gli aveva permesso di sostituirla con una che teneva nella manica del camice.

    Ogni volta un trucco diverso. Poi continuò il suo falso giro di controllo. Un'ombra che si stagliò improvvisa davanti a lui lo immobilizzò. Ci volle qualche istante prima che capisse che era solo la luce del faro esterno che, muovendosi lentamente lungo tutta la parete dell'edificio, era penetrata dalla finestra e aveva creato un gioco di ombre cinesi. In altre circostanze avrebbe sorriso di quel gioco di parole quanto mai azzeccato.

    Spense le luci e uscì dal laboratorio. Due porte di sicurezza lo separavano dall'uscita della Future Nanotech, dove lo salutarono quattro guardie armate. Rispose con un cenno e prese la macchina dal parcheggio. Superò il primo controllo, percorse un centinaio di metri e si fermò alla seconda sbarra.

    La guardia era nuova, non l'aveva mai visto prima. Questo significava un controllo più accurato. Mostrò all'uomo il suo tesserino e un documento personale. Questi si ritirò nella guardiola per controllare i dati inserendoli nel computer. Fece un ultimo riscontro tra la foto sul documento e il suo viso, poi fece un saluto militare e sollevò la sbarra.

    Con un sospiro di sollievo, l'uomo guidò con calma lungo i viali alberati che circondavano gli edifici. La procedura prevedeva che lui seguisse un lento itinerario casuale, ma con molte svolte. Doveva controllare se era seguito, nel qual caso avrebbe dovuto semplicemente recarsi a casa e liberarsi del contenuto della provetta in un lavandino.

    Un'auto in lontananza sembrò fare la sua stessa strada per un po' di tempo, ma quando stava per deviare il suo percorso e tornare verso casa, la macchina svoltò in una strada laterale e sparì dalla sua vista. Decise di continuare.

    "È l'ultima consegna" continuava a ripetersi. Ogni volta che sottraeva un campione la cosa si faceva più rischiosa. Forse era la sua immaginazione, ma gli sguardi dei colleghi sembravano ogni giorno più sospettosi e le domande più curiose e insistenti. Era sicuro che nessuno sapesse. Ma in qualunque caso i suoi committenti avrebbero dovuto trovare un altro modo per ottenere quello che volevano.

    Dopo una mezz'ora di giri per le strade deserte, decise che anche quella volta era andata bene. Si fermò di fronte a un palo della luce con accanto a un cestino della spazzatura. Prese un giornale che aveva comprato la mattina precedente proprio per quel motivo. Ne sfilò qualche pagina e l'appallottolò. Vi mise il campione dentro e gettò tutto dentro il cestino. Non si guardò attorno.

    Con un sospiro avviò l'automobile e si allontanò.

    2

    Pechino, Repubblica Popolare Cinese

    Una spessa lastra di vetro separava la camera asettica dalle due persone che ne osservavano l'interno con interesse. Erano irriconoscibili, protette per precauzione da una tuta a tenuta stagna e una maschera collegata a delle piccole bombole. Era meglio non rischiare.

    Al di là del vetro c'era quella che sembrava a tutti gli effetti una camera d'ospedale in un reparto di terapia intensiva. Il fatto inusuale era che fosse ricavata in un sotterraneo isolato nel complesso del Ministero della Sicurezza dello Stato della Repubblica Popolare Cinese. In particolare sotto gli uffici della Seconda Sezione, quella che si dedicava ai servizi di intelligence estera.

    Il dottor Hu e il Generale Chen erano immobili da quasi un'ora. Osservavano l'agonia di un uomo il cui corpo, devastato da una malattia che aveva lasciato orrende tracce sulla sua pelle, era a malapena coperto da un lenzuolo inzuppato dei suoi umori. Il tremolare incerto dei grafici nei numerosi monitor sopra la testa del malato si bloccò all'improvviso. Le linee verdi divennero rette parallele mentre una serie di luci lampeggianti si accendevano da entrambi i lati della lastra di vetro che divideva l'ambiente.

    I due si guardarono e il generale Chen annuì. Il dottore si inchinò con deferenza e si diresse verso una porta. Passarono per la camera di compensazione e una voce sintetica li avvertì che stavano per essere sterilizzati. Nonostante la maschera trasparente, entrambi chiusero gli occhi quando un getto bianco li investì dall'alto. Dopo qualche minuto la visibilità tornò normale e i due sentirono il rumore della porta di uscita della camera che si sbloccava.

    Uscirono senza dirsi una parola e si sfilarono le tute.

    - Sono molto soddisfatto, dottor Hu. - Disse il generale senza cambiare espressione. - Mi assicura che è stato fatto di tutto per cercare di salvare la cavia?

    - Tutto quello che la scienza medica è in grado di fare. - Il dottore fece un nuovo inchino. - Abbiamo usato anche farmaci che, ufficialmente, non esistono. Non c'è cura per Nemesis.

    Fece una pausa, come per considerare le parole che stava per pronunciare.

    - Quando sarà possibile avere altri campioni su cui fare ulteriori esperimenti? - Chiese Hu.

    Gli occhi sottili del generale si strinsero fino a sembrare delle fessure. Il dottore si rese conto che forse aveva osato troppo.

    - Queste informazioni sono segreto militare. - Sibilò Chen con voce tagliente. - Stia sicuro che quando il Partito avrà necessità della sua collaborazione ci ricorderemo della sua abilità.

    Lo scrutò con espressione indecifrabile.

    - E della sua discrezione. - Concluse.

    Il dottor Hu si affrettò a inchinarsi una terza volta, più profondamente delle altre due. Il generale si girò e se ne andò senza aggiungere una parola. Percorrendo i corridoi deserti accompagnato solo dal suono attutito dei suoi passi Chen cercò di riflettere sull'intera questione. Il dottore aveva messo il dito sulla piaga: nonostante gli incredibili risultati ottenuti nel trasformare in Nemesis i campioni trafugati dai laboratori della Future Nanotech non erano riusciti a riprodurlo. Una frustrazione che ora, alla luce di quello che aveva visto, diveniva insopportabile.

    Entrò nell'ascensore che lo attendeva alla fine del corridoio. Posizionò l'occhio destro all'altezza di una fessura sulla parete e nello stesso momento appoggiò il pollice su una piastra di metallo lucente. Due sottili raggi laser passarono avanti e indietro analizzando la sua retina e l'impronta digitale. Dopo un istante le porte si chiusero con un leggero sbuffo alle sue spalle, mentre al suo fianco appariva una pulsantiera. Premette il tasto più in alto e attese di essere portato al piano.

    Stava cercando qualche alternativa all'unica strategia che aveva in mente, ma non ne vedeva. La tecnologia era matura, lo dimostrava il fatto che, nonostante non la padroneggiassero affatto, avevano ottenuto ben più di quanto osassero sperare quando erano giunti i primi campioni.

    Bussò discretamente a una porta senza alcuna targa all'esterno e attese lo scatto che la sbloccò. Fece un ultimo punto della situazione e si impose la calma, poi entrò nella stanza. La luce che filtrava dalla grande finestra gli impediva di scorgere i tratti della persona che era seduta al tavolo di cristallo, dalla parte opposta dell'ambiente. Si produsse in un profondo inchino e attese di essere invitato a parlare.

    - Compagno Ministro. - Esordì cauto. - Sono venuto a riferirle del progetto Nemesis.

    Prese il silenzio del suo interlocutore come un invito a continuare.

    - Il progetto è nato qualche mese fa nell'ambito del processo di infiltrazione dei laboratori di ricerca avanzata americani.

    Il governo cinese aveva dato un grande impulso a quel tipo di intelligence negli ultimi anni.

    - Un nostro informatore è riuscito a trafugare degli appunti e un campione di Genesis dai laboratori della Future Nanotech. - Il Ministro aggrottò la fronte, e Chen si affrettò a entrare nel dettaglio. - Si tratta del frutto delle ricerche del professor John Liang e della sua équipe. Bio-nanotecnologia applicata alla medicina, studi ai limiti della fantascienza che gli hanno consentito di realizzare nanomacchine da iniettare nel corpo dei malati.

    Attese un lieve cenno del capo del Ministro per proseguire.

    - Gli appunti si rivelarono poco utili, perché il professore è molto geloso dei suoi studi e non condivide quasi nulla con i suoi collaboratori. Quello che ne deducemmo fu che le ricerche erano in fase poco più che embrionale. Il campione sembrava altrettanto poco utile ai nostri scopi, per cui ci siamo limitati a passarlo ai laboratori del Ministero.

    Il Ministro socchiuse gli occhi. Doveva arrivare al punto prima di perdere la sua attenzione.

    - Ci dimenticammo della cosa fino a che un nostro ricercatore riuscì a modificare il programma interno alle nanomacchine e trasformare Genesis in un qualcosa di molto simile a un virus. Lo chiamammo Nemesis e la faccenda tornò a essere di grande interesse per il mio dipartimento. Scoprimmo che poteva essere attivato a tempo, rimanendo inerte fino a quando si desiderava, per poi scatenarsi e uccidere l'ospite umano in poche ore.

    - Avete cercato di capire se esiste una cura? - Chiese il Ministro, finalmente attento.

    - Abbiamo iniettato Nemesis su un prigioniero politico condannato a morte. - Rispose Chen, annuendo. - La cavia è morta in pochissimo tempo. Nessuna cura conosciuta è riuscita a salvarlo.

    - Cos'è dunque che la cruccia, compagno Generale? - Chiese il Ministro, appoggiando le mani sulla superficie di cristallo del tavolo.

    - Il problema è che siamo riusciti a ottenere pochi campioni, ma soprattutto che non riusciamo a riprodurre Nemesis e neppure Genesis, la sua matrice originaria. - Chen chinò il capo, come se sentisse quello come un suo fallimento personale. - Non si tratta di tecnologia, ma del genio di un uomo che non condivide le sue conoscenze con nessuno, neppure i suoi collaboratori più fidati. E ora anche chi ci procurava i campioni…

    - Continui, compagno Generale. - Lo sollecitò il ministro. Immaginava quello che poteva essere successo al loro informatore. Era difficile che la loro sopravvivenza fosse lunga, per un motivo o per l'altro.

    - Gli appunti che siamo riusciti ad ottenere sono impossibili da comprendere. Liang ha un'intelligenza superiore e neppure i nostri scienziati migliori riescono a interpretarli. Eppure, se siamo riusciti a ottenere un'arma della potenza di Nemesis quasi per caso, posso solo immaginare cosa potremmo fare con gli studi e le realizzazioni del professore.

    - Cosa suggerisce, dunque? – Nonostante il tono del Ministro fosse piatto, Chen colse un leggero calo di temperatura nella sua voce.

    - Dovremmo rapire Liang e costringerlo a lavorare con noi. - Rispose Chen, comprendendo l'enormità della sua affermazione.

    - Lei si rende conto che se gli Stati Uniti dovessero sospettare di noi, il rapimento verrà interpretato come un'azione di guerra?

    Non alzò il tono della voce, ma nonostante tutto fece rabbrividire Chen che annuì.

    - Nonostante i suoi studi siano Top Secret, Liang ha attorno a sé una sorveglianza personale non molto stretta. - Disse il generale. - È possibile che gli americani lo considerino ancora una speculazione teorica e che non sappiano che Genesis, opportunamente modificato, possa avere già da oggi dei terribili effetti pratici. E poi non ci dimentichiamo che il progetto è nato come una panacea per tutti i mali, non come arma finale.

    Il Ministro si alzò e si mise a guardare fuori della finestra, dando le spalle al generale.

    - Chi conosce un po' la medicina. - Rifletté ad alta voce, quasi con se stesso. - Sa che ci sono veleni che in opportuni dosaggi sono delle cure e dei farmaci il cui eccesso può uccidere.

    Poi all'improvviso si girò, cambiando discorso.

    - Non sottovaluti gli americani, mai. Sono degli impulsivi e possono sembrare dei bifolchi ignoranti a chi ha una storia millenaria, come noi. Ma nonostante tutti i loro difetti dominano il mondo da un secolo. Se vogliamo prendere il loro posto non dobbiamo mai pensare che siano più stupidi di noi.

    Seguì un lungo silenzio.

    - Ha la mia autorizzazione. - Disse alla fine. - Non me ne faccia pentire.


  8. nemesisg.jpg

    Titolo: Nemesis

    Autore: Stefano Lanciotti Editore: Rebel Yell, 2011

    Genere: Thriller

    Prezzo: 1,99€

    Pagine: 293

    Sito dell'autore: www.stefanolanciotti.it

    Dalla quarta di copertina:

    Sara Kohn è una tigre.

    O meglio lo è stata, quando era nel Mossad e il suo nome di battaglia era Nemmera (Femmina di Tigre in ebraico). Ora è solo un animale ferito in cerca di vendetta: due anni fa si è ritrovata all’improvviso tradita dai suoi superiori mentre era in missione sotto copertura, stuprata e abbandonata in punto di morte sul ciglio di una strada. È sopravvissuta, ma ha abbandonato l’Istituto, che era stata la sua famiglia fino ad allora. Si è nascosta dal mondo, cercando l’oblio nell’alcol.

    Dopo l’avventura che l’ha portata a salvare Robert Lombardi e suo figlio Pete e a sventare il piano denominato Phönix, le rimane solo una cosa da fare per ritrovare la pace: trovare e uccidere il Vecchio, la causa di tutte le sue sofferenze. L’istinto le suggerisce che è ancora vivo e continua a tramare nell’ombra contro Israele. Per farlo, la donna si troverà invischiata in una faccenda molto più grande di lei, fino all’orlo di una guerra tra Stati Uniti e Cina, causata dal rapimento di uno scienziato esperto in nanotecnologia e dal furto del risultato dei suoi esperimenti, l’arma batteriologica definitiva. Nemesis.

    Per acquistare su Amazon: https://www.amazon.it/dp/B006YBPYTG

    Per acquistare su iTunes: http://itunes.apple....bn9788890635526

    Note:

    Nemesis è un thriller con la stessa protagonista del romanzo gratuito "Phönix", Sara Kohn. Senza alcun tipo di pubblicità o recensione (se lo cercate su Google, sembra che non esista), Nemesis ha venduto 1250 copie da dicembre a oggi sul solo iTunes e continua a vendere dalle 5 alle 10 copie al giorno.

    Booktrailer:

    Questo è il booktrailer di Phönix, ma introduce al personaggio e alla serie.

    http://www.youtube.com/watch?v=-SakRzqBH8Q


  9. Una domanda: la lettura dei manoscritti è a pagamento?

    Assolutamente no. Io ho seguito l'iter suggerito nel suo sito, inviando sinossi e prime pagine tramite un form. Lei mi ha poi contattato invitandomi a mandarle il cartaceo. D'altra parte sul sito non si fa accenno da nessuna parte a compensi per lettura (peraltro neppure per la rappresentazione).


  10. Ciao! Io avevo già letto i tuoi libri e infatti ti avevo inserito nella nostra classifica dei 100 esordienti da leggere e quindi da consigliare, qui :li:

    http://www.writersdr...e/page__st__20u

    Ti faccio i miei complimenti!

    Beh, grazie mille! Mi ero dimenticato di inserire le prime pagine del romanzo (in effetti fate prima a scaricarvelo tutto gratis, ma per i più pigri :asd: )

    L'incenso consuma lieve liberando un profumo dolce e persistente. Le fiammelle dei ceri ondeggiano cogliendo un refolo di vento infilatosi nella stanza attraverso fessure invisibili. Solo, l'uomo al centro del circolo alza le mani senza staccare gli occhi dalle pagine consunte dell'antico tomo che torreggia sul leggio di fronte a lui. Intona un canto in una lingua stridente che non sembra fatta per la voce umana.

    Attorno a lui ombra. Solo quel danzare irregolare delle fiammelle. Solo strane forme mobili sul suo viso. Le pareti della stanza indistinguibili. La sua voce che echeggia come dal profondo di una caverna oscura.

    Poi, d'un tratto, l'oscurità sembra addensarsi alle sue spalle, ma l'uomo è troppo assorto per accorgersene. I suoi occhi intenti a seguire i segni sulle pagine ingiallite, le sue orecchie immerse nell'ascolto della nenia. Il grumo di ombra si infittisce e comincia a prendere forma. Lentamente. Ora incombe.

    Le fiammelle tremolano sempre più intanto che l'oscurità, come nutrendosene, inghiotte a poco a poco i rari raggi di luce. Un attimo. Sospeso. L'uomo ha un'improvvisa percezione. Sgrana gli occhi. Una pressione oscura. Alle spalle. Sta costringendo la luce all'interno del circolo. Sudore sulla fronte. Fermo. Restare fermo. Una folata di vento, improvvisa, si impossessa della pagina che ora volteggia, con beffarda lentezza. Occhi sgranati. La salmodia si incrina. Silenzio.

    Uno

    Thomas Travers pigiò il tabacco nel fornelletto della pipa. Era seduto sul divano, ma non riusciva a trovare una posizione comoda, come se si sentisse un estraneo in casa sua. Sbuffò una boccata di fumo denso. Di fronte a lui, appoggiate sulla cappa del caminetto, immagini trascorse di una felicità che non riusciva neppure a ricordare. Si vedeva prendere la laurea, accompagnare una splendida donna all'altare, tenere in braccio una bambina dal viso rosato. Non riusciva a riconoscersi.

    Quando la sottile barriera di fumo si diradò, intravide la moglie che lo osservava appoggiata allo stipite della porta, l'espressione a metà strada tra il dolore e il compatimento. Le valige che aveva appoggiato a terra testimoniavano che aveva finito di raccogliere le sue cose ed era pronta ad andarsene.

    - Ho preso tutto, credo. - Gli disse, tentando di mantenere un'espressione serena. - Hai firmato i fogli che ti ho dato?

    - Kathrin… Kate - Si corresse. Lei lo rimproverava sempre di usare il suo nome per intero solo per dirle cose noiose. - Tu lo sai che io non sono d'accordo.

    - Tom, non ricominciamo. - Gli si avvicinò e si sedette sul divano. Abbastanza distante da non poter essere raggiunta da una carezza, notò lui. - Ne abbiamo parlato fino allo sfinimento e non abbiamo trovato un'altra soluzione. Anche per me questo è un momento doloroso, ma non c'è altra via se vogliamo tentare di ricostruire una vita dalle macerie che ci circondano da due anni.

    Tom annuì, suo malgrado. La vita si era dimostrata arida come una tempesta di sabbia. Il loro matrimonio aveva cominciato a sbriciolarsi con la morte di Aileen, un fagottino di appena qualche chilo, portato via da un male più grande di lei. Il dolore aveva scavato un cratere nel suo petto e una trincea tra di loro. Il rapporto avrebbe potuto rinsaldarsi, certo. Si era detto mille volte che avrebbero potuto riprovarci. Invece era andato in frantumi.

    Si alzò a fatica dal divano, come se sulle sue spalle gravasse l'intero peso di una famiglia che si stava dissolvendo. Raggiunse il tavolo dove erano posati i documenti che attestavano in termini burocratici la fine di tutto. Afferrò la penna. Ecco, ora era finita. Kate li prese e appoggiò la bella mano affusolata sulla sua in un ultimo gesto di affetto, seppellendo così in via definitiva l'amore di una vita. Si allontanò senza aggiungere altro.

    Tom aprì una vetrinetta, tirò fuori una bottiglia di bourbon senza curarsi di prendere anche un bicchiere e si lasciò cadere di nuovo sul divano. La pipa si era spenta sul posacenere e il buon profumo di prima si era trasformato in uno sgradevole lezzo di bruciato.

    Sembrava la storia della sua vita.

    ***

    Il suono del telefono trafisse i timpani di Thomas Travers. Allungò la mano per afferrare la cornetta ma, nella nebbia di un risveglio arrivato troppo presto, brancolò a vuoto fino a che non fece cadere a terra la bottiglia di bourbon vuota e un paio di libri appoggiati sul tavolino accanto al divano.

    - Pronto?

    - Ciao Tom. - Una voce familiare, intrisa di stanchezza quasi quanto la sua. E di preoccupazione, sembrava.

    - Adrian. - Mormorò riconoscendolo. - È proprio vero che la polizia di Washington D.C. non dorme mai.

    - Sono le due del pomeriggio, Tom. - Gli disse Adrian Bennett - E io ho un maledetto bisogno del tuo aiuto.

    - Kate è andata via ieri. - Il ricordo gli riaprì una ferita più dolorosa dell'emicrania che gli stava spaccando in due la testa. - Non credo di essere in grado di aiutare nessuno, nemmeno me stesso.

    - Sì, Nancy me lo ha detto… Ti siamo vicini, Tom. - Fece una pausa. Si sentiva che l'amico era in forte imbarazzo. - Non ti dimenticare mai che…

    - Sì, sì… Lo terrò a mente. - Tagliò corto.

    - Tom, ti prego di credermi. Non ti disturberei se non avessi davvero bisogno del tuo aiuto. C'è stato un delitto… bizzarro, non so come altro definirlo. E il Procuratore Distrettuale mi sta con il fiato sul collo perché ha una maledetta paura che gli costi il rinnovo della carica.

    Quel termine, bizzarro, penetrò attraverso l'emicrania e andò a solleticargli la curiosità.

    - Che vuoi dire? - Sospirò. Forse se si fosse distratto avrebbe allontanato i pensieri che lo angosciavano.

    - Sylvester Blake era sbarrato all'interno di casa sua ed è morto nel bel mezzo di quello che sembra un rituale magico in piena regola.

    - Causa della morte? -

    - Sono in attesa dei risultati dell'autopsia, ma il medico legale era sbalordito.

    - Perché?

    - Pare che il sangue dell'uomo fosse denso come resina. È come se gli fosse andato in ebollizione... Una morte atroce.

    ***

    Thomas Travers si portò stancamente in bagno per darsi una rinfrescata. Lo specchio gli restituì un'immagine di sé peggiore di quella che ricordava. Le borse sotto gli occhi certo non miglioravano il suo volto pallido e i capelli più lunghi del solito erano ormai più grigi che neri. Decise di ignorare il suo aspetto. Si rase soltanto, tentando di non tagliare la sua pelle troppo secca. Poi uscì.

    Fuori trovò ad aspettarlo il tardo autunno uggioso che lì, a North Bethesda, appena fuori Washington, arrivava sin dai primi di ottobre. Era carico di pioggia e foriero del gelo invernale che stava per piombare dal Canada. Si strinse il bavero e si diresse verso la Chevrolet parcheggiata in mezzo al vialetto di ingresso della villetta monofamiliare. Entrò nella vettura e partì in direzione della Capitale.

    Il rado traffico della cittadina presto si intensificò e all'altezza dell'inizio di Connecticut Avenue cominciò a scorrere talmente lento da sembrare quasi gelatinoso. Percorse a passo d'uomo la lunga arteria per qualche chilometro. Prima di impantanarsi in maniera definitiva l'abbandonò dirigendosi verso George Avenue, che tagliava in due la zona residenziale a nord della città.

    Fermò la macchina di fronte a una bella villetta circondata da un giardino molto curato. C'erano solo un paio di auto della polizia parcheggiate davanti, a testimonianza del fatto che ormai il grosso delle rilevazioni era stato fatto. Anche i curiosi erano già andati via.

    Si chinò per superare la fascia gialla con su scritto "POLICE LINE - DO NOT CROSS" e fece un cenno col capo al poliziotto di guardia. O'Brian - così gli pareva si chiamasse - si sfiorò il cappello in un abbozzo di saluto militare.

    - L'ispettore Bennett è dentro? - Chiese dando una prima occhiata all'ingresso. Il poliziotto annuì.

    La casa si presentava piuttosto ben arredata e tenuta. Famiglia borghese. Lo colpì la gran quantità di libri. Ce n'erano centinaia allineati su librerie e scaffali. Si fermò a dare un'occhiata a qualche dorso di copertina. A differenza dei poliziotti, un criminologo, soprattutto se come lui specializzato in occultismo, considera sempre illuminante sapere cosa leggono le vittime.

    Economia, antropologia, sociologia, storia… Di tutto. Afferrò un libro a caso e lo aprì. Lo ripose di lì a poco, quando vide Adrian Bennett fare capolino nella stanza. Il suo volto tondo era più pallido del solito e sull'ampia stempiatura luccicava qualche goccia di sudore. L'ispettore si diresse verso di lui, caracollando sulle gambette corte che sembravano mettere in crisi l'equilibrio del busto, dominato dallo stomaco imponente.

    - Ti ringrazio per essere venuto, Tom. - Gli disse stringendogli la mano.

    - Dov'è stato trovato il cadavere?

    - Nello studio, seguimi. - Si avviò lungo il corridoio e si fermò all'altezza di una pesante porta di legno massiccio.

    Tom lo raggiunse e si affacciò. Lo studio era molto diverso dal resto della casa e sembrava in qualche modo l'ambiente più vissuto. C'era una grande scrivania coperta di carte e di libri e due librerie colme all'inverosimile. Ma quello che lo colpì era lo spazio al centro della stanza, ottenuto probabilmente spostando di lato la scrivania. A terra c'era disegnata la sagoma del corpo ormai asportato, ma la scena era ben più complessa.

    Accanto alle poche linee che descrivevano la posizione dove era stato trovato il cadavere di Blake c'era tracciato un circolo del diametro approssimativo di un paio di metri. All'interno del circolo era stata disegnata una stella a cinque punte, ai cui vertici erano stati posti dei tozzi ceri color fuliggine, un paio dei quali ora giacevano rovesciati di fianco. Un forte profumo di incenso proveniva da un braciere ormai spento.

    Tra l'entrata e il circolo era stato posto un pesante leggio di legno massiccio, completamente ricoperto di una fitta ragnatela di simboli. Il piano del leggio era vuoto.

    - A parte la rilevazione delle impronte e l'asportazione del corpo, tutto è rimasto come era. - Gli disse Bennett.

    L'ispettore prese una cartellina appoggiata su un ripiano e gliela porse. Conteneva dei fogli con i primi risultati dei rilievi effettuati e alcune foto. Tom cominciò a studiare le immagini. Il cadavere di Blake era stato trovato riverso a terra a faccia in giù, le sue braccia erano allargate e le sue mani sembravano artigliare il pavimento, quasi avesse voluto scavare con le unghie la fuga dalla morte. La foto successiva era un primo piano del volto: Blake aveva gli occhi spalancati e un'espressione di terrore scavata nei lineamenti.

    - Cristo! - Si lasciò sfuggire. - Siete sicuri che non ci fosse nessun altro dentro lo studio?

    - Porta sbarrata dall'interno. Abbiamo dovuto sfondarla per entrare. - Adrian indicò un pesante chiavistello rotto. - E comunque non è stata trovata alcuna impronta che non fosse di Blake.

    - Avete capito cosa ha provocato l'addensamento del sangue? - Tom sfilò una lente di ingrandimento dalla tasca e cominciò a osservare con cura le immagini. - È la prima volta che sento parlare di un fenomeno del genere.

    - Anche il nostro coroner, se ti può consolare. - Adrian Bennett scosse la testa. - Siamo ancora in attesa dei risultati dell'autopsia, ma l'ho visto in grande difficoltà… E ti assicuro che è uno che ne ha viste di tutti i colori. Pare che il sangue sia entrato in ebollizione provocando la sua coagulazione immediata. Ma come puoi notare il corpo non è stato esposto ad alcuna fonte di calore. La pelle è intatta e non ustionata.

    Tom diede una rapida occhiata ai risultati dei rilievi. Poi si avvicinò al cerchio tracciato a terra, non prima di essersi infilato un paio di guanti in lattice.

    - Un pentacolo. - Disse quasi a se stesso. - Sembrerebbe un rituale di evocazione.

    - Sul leggio non c'era nulla? - Chiese poi piazzandosi al centro del circolo per tentare di ricostruire la posizione di Blake.

    - No, niente. Perché?

    - Mmm… - Tom continuò a guardarsi intorno, perplesso. - Sembra che Blake fosse intento in un rituale di evocazione. Vedi, il cerchio con la stella a cinque punte, il pentacolo, forma una sorta di barriera. Tiene all'esterno l'essere evocato e impedisce che esso si ribelli all'evocatore e lo aggredisca.

    - E tu credi veramente che…

    - Adrian, non ti sto dicendo che qui dentro sia avvenuta veramente un'evocazione. Diciamo che ci sono tutti gli elementi per così dire "classici" di un rituale di questo tipo. - Un attimo di sospensione. - Tutti... tranne uno.

    - Quale?

    - Il libro. A cosa serve un leggio posto davanti a un Circolo, se non a sostenere il libro con le formule?

    - Mh... Questo farebbe pensare che non fosse solo nello studio e che qualcuno l'abbia sottratto. Però sarebbe l'unico indizio in questo senso: i rilievi finora sembrano indicare il contrario.

    - Non lo metto in dubbio. Tu hai chiesto il mio parere e io te lo sto dando. Sta a te trarre le conclusioni finali.

    Uscì dal circolo e cominciò a dare un'occhiata ai testi sugli scaffali. Qui la selezione era decisamente diversa. Trattati di Cabala, Demonologia, Magia Nera in edizioni antiche e moderne e in almeno cinque lingue diverse. Ne prese alcuni. Su diversi retrocopertina c'era stampigliata la scritta "Rose's Antique Books", seguita da un indirizzo di Georgetown.

    Gli cadde lo sguardo sul tavolino. Un diario aperto e spostato di lato.

    - Hai già dato un'occhiata a questo? - Chiese prendendolo in mano.

    - Credo sia pane per i tuoi denti. A parte qualche pagina qua e là, sembra scritto in una lingua che non ho mai visto.

    In effetti la parte centrale del diario era scritta in una lingua strana, che non assomigliava a nessuna che avesse mai visto prima. C'erano due parole che l'aprivano, quasi fossero un titolo.

    Sirbenet Xe

    Per il resto solo le primissime pagine erano in inglese oltre all'ultima, che aveva la data del giorno prima:

    Tutto è pronto, ma io lo sono? Non ho alternative e questo non mi aiuta neppure un po'. Ho studiato per mesi, ma mi sembra di essere come uno studente al suo primo esame. Mi sto per confrontare con un mondo che conosco appena e le cui leggi mi sfuggono. Ma non ho scelta, temo per la vita di Diana.

    Le parole enigmatiche si interrompevano così, senza aggiungere alcun particolare che potesse aiutarlo.

    - Hai un'idea di chi sia questa Diana?

    - Blake ha una nipote della quale ha ottenuto la custodia. - Bennett prese i suoi appunti per consultarli. - È stata affidata alle sue cure alla morte della madre, avvenuta immediatamente dopo la sua nascita.

    L'ispettore gli allungò una foto che aveva probabilmente sfilato da qualche cornice. Diana era una bella ragazza mora con la pelle molto chiara e dei luminosi occhi neri. Doveva avere meno di quindici anni.

    - L'avete già interrogata?

    - Non sappiamo dove sia in questo momento. - Sospirò Bennett. - A scuola dicono che si era sentita poco bene e che, visto che non riuscivano a mettersi in contatto con lo zio, l'hanno fatta riaccompagnare a casa. L'ultimo a vederla è stato l'autista dello scuolabus verso le undici di questa mattina. Il suo identikit è stato diramato a tutte le pattuglie.

    Tom si guardò attorno con aria vagamente spaesata. L'amico attese qualche istante.

    - Stai cominciando a farti un'idea di quello che può essere successo?

    - Mah, in genere in casi di questo tipo si tratta di persone disturbate, gente che legge una mezza dozzina di libri di magia nera e poi decide di imitare quello che ha letto. Però queste messe sataniche presentano rituali rozzi, inconsistenti. Quanto alle vittime, sono dei malcapitati e basta, gente che finisce uccisa con un coltello, con un colpo in testa, per strangolamento...

    - ...non sembrerebbe questo il caso...

    - Infatti. Peraltro non c'è traccia di violenza… Hai pensato a un veleno?

    - Non di tipo conosciuto, almeno stando ai primi rilievi. Comunque le analisi tossicologiche sono ancora in corso.

    - ...magari una malattia rara.

    - Dio lo volesse. - Sospirò Bennet. - In quel caso l'indagine sarebbe chiusa ancor prima di iniziare. Il Procuratore me ne sarebbe grato.

    Tom fece per ribattere qualcosa, ma tacque. Non condivideva la fretta di Adrian Bennet di archiviare il caso. Due poliziotti fecero capolino e chiamarono l'ispettore. Tom si attardò ancora qualche minuto nello studio, poi si infilò il diario in tasca e si diresse verso il salotto.

    - Vado visitare questa libreria antiquaria, vediamo se riesco ad avere qualche informazione utile. -

    L'ispettore Bennet gli rivolse solo un vago cenno di assenso.


  11. extenebrisg.jpg

    Titolo: Ex Tenebris

    Autore: Stefano Lanciotti Editore: Rebel Yell, 2011

    Genere: Fantasy

    Prezzo: gratuito

    Pagine: 293

    Sito dell'autore: www.stefanolanciotti.it

    Dalla quarta di copertina:

    Nocturnia.

    Un mondo dove il Potere Oscuro ha eclissato il sole e tre Confraternite magiche si combattono in una guerra senza tregua. Un mondo lontanissimo dal nostro, eppure solo un Varco la divide dalla Terra, dove il mago Lynerus ha portato in salvo l’ultima erede della dinastia regnante e i Sigilli, i tre grimori che contengono il Sapere Perduto.

    Thomas Travers, un collaboratore della polizia di Washington D.C., indagando su un bizzarro delitto incrocia la sua strada con quella di Diana, una ragazza fragile nella quale il potere magico sta crescendo come un cancro maligno. Per salvarla e permetterle di reclamare il trono di Nocturnia, dovrà affrontare esseri che non sono di questo mondo e che provengono da oltre il Varco.

    Dalle tenebre.

    Scarica il libro in pdf qui

    Scarica il libro per iPad qui

    Scarica il libro per Kindle qui

    Note:

    Ex Tenebris è il primo romanzo della trilogia di Nocturnia e, per motivi promozionali, ho deciso di pubblicarlo in forma gratuita sullo store Apple, mentre su Amazon costa 0.99 € (Amazon non consente il download gratuito). Con mia grande sorpresa è stato scaricato da oltre 15.000 persone in meno di 5 mesi, lanciando i romanzi successivi, che sono stati acquistati da circa 1500 persone e continuano a vendere una decina di copie al giorno.

    Booktrailer:


  12. Benvenuto al WD

    Perché esperienze deludenti? Tutti editori a pagamento? O editori free dai quali ti aspettavi molto di più?

    Sarebbe interessante tu condividessi queste esperienze e perplessità ;)

    Diciamo che sono capitato qui per cercare info e dunque ho fatto una presentazione un po' sbrigativa, non ritenendo che la mia storia personale interessasse, anche perchè (immagino) simile a quella di molti altri.

    Comunque, brevemente: sono stato sotto contratto con 3 diversi agenti letterari.

    Il primo alla fine degli anni novanta e l'esperienza è stata traumatizzante: professionalità zero e una panzana dietro l'altra (mi convinse a fare addirittura la sceneggiatura per presentarlo a non so chi nel mondo del cinema). Alla fine una lettera a chiudere il rapporto senza nemmeno il dettaglio di quanto aveva fatto.

    La seconda verso il 2006 e in questo caso la titolare carpì completamente la mia buona fede (ma sono io che devo essere facile ad abbindolare). Dopo 2 anni e 3 (si tre) romanzi editati e sotto contratto, approdo alla pubblicazione con un editore piccolo, che mi chiede l'acquisto di 50 copie e non distribuisce il libro da nessuna parte. Risultato: circa 300 copie (il computo non lo conosco con precisione) TUTTE vendute da me ad amici, parenti, colleghi e altre persone caritatevoli. Rescindo il contratto quando mi rendo conto che in 3 anni e tante piccoli (e grandi) investimenti avevo speso 7.000 (dicansi settemila) euro.

    La terza è più recente e l'unica a essersi rivelata almeno onesta, mi ha tenuto sotto contratto per un anno (senza chiedere soldi, alla fine anche i sassi imparano), ma mi ha scaricato a settembre: il mercato si contrae, gli editori non investono sugli esordienti e via dicendo.

    Ora, però, che per puro caso mi sono buttato sugli ebook (e con grande soddisfazione in termini di vendite), sto tentando di nuovo di capire se posso accedere dalla porta principale al mondo del libro stampato (che a molti pare l'unico tale da darti dignità di scrittore). Magari vantando l'inaspettato successo ottenuto con il libri fatti di bit.


  13. [Attenzione: questa discussione NON nasce per commentare

    il modo in cui si può inviare un manoscritto a Silvia Meucci!]

     

    Descrizione: valutazione manoscritti e rappresentanza autori
    Costi (se previsti): servizio gratuito, ma la selezione avviene mediante un form aperto dalla mezzanotte del 1° di ogni mese e che si chiude in pochissimi minuti (le prime 10 proposte). Tutte quelle proposte correttamente inserite ricevono immediatamente una mail automatica di conferma. Si prega di non insistere via mail, se non si riesce a entrare tra le proposte del mese.
    Sito web: http://meucciagency.com/

    Facebook: https://www.facebook.com/silvia.meucci.92
    Esperienza personale (se esistente): Ciao a tutti. Dopo essere stato "bruciato" dall'esperienza con due agenzie letterarie, mi sto di nuovo guardando in giro e ho contattato la suddetta Silvia Meucci tramite il suo sito e lei mi ha chiesto di mandarle l'intero romanzo che le proponevo. Siccome mi sembra, a ora, un atteggiamento professionale da agente di stampo anglosassone, ma non ne so nulla in più, vorrei sapere se qualcuno la conosce.


  14. Mi chiamo Stefano e adoro scrivere. Ho anche pubblicato vari romanzi, ma faccio (ovviamente) tutt'altro per sbarcare il lunario nella vita. Sono qui soprattutto per raccogliere pareri e info su agenzie ed editori, perchè le mie esperienze precedenti sono state tutte deludenti, per un motivo o per l'altro.

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