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Anima Ribelle

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  1. Anima Ribelle

    Selpublishing e Partita Iva

    Senza offesa per nessuno, ma ti consiglio la lettura di questo topic: "Assodato" non direi, visto che non c'è uno stralcio di legge o di sentenza. Quelle su "Youtube" sono solo interpretazioni, per non dire opinioni. Certo, sono pur sempre commercialisti, ma posso trovarti altri commercialisti che interpretano la questione in maniera diversa, per non dire opposta. Come quando vai da un medico e ti dice una cosa e ti consiglia un farmaco, poi vai da un altro medico e ti dice una cosa del tutto diversa, ti dice che quel farmaco non va bene e te ne consiglia un altro. Fino a quando il self-publishing non verrà regolamentato con leggi precise, si naviga a vista e trattandosi di sfruttamento economico dell'opera, faccio ancora fatica a capire a cosa possa servire consigliare la p.iva (quale poi, quella per l'e-commerce? e cosa vendi, che il selfpublisher non vende nulla, non ha fatturato) se non per un tornaconto personale. E non è un caso che ogni commercialista che si espone poi ti lascia il suo bigliettino da visita. Prendono 100€ (minimo) per una consulenza, e con 1000 consulenze fanno.... per non parlare dei costi che si prendono per gestire una ditta individuale con p.iva. Non sto dicendo che abbiano torto, sto solo dicendo che l'inquadratura fiscale del selfpublishing è ancora tutta da definire e non è detto che la soluzione "meno sbagliata" sia soltanto una.
  2. Anima Ribelle

    Questioni fiscali (Partita Iva) e strategia di vendita

    Sì intendo, ma quello che voglio farti capire è che puoi sbatterti nel cercare di trovare una soluzione, ma quella soluzione non c’è, altrimenti sarebbe già spuntata fuori. In parole povere si tratta solo di avvicinarsi alla soluzione “meno sbagliata”, ma non è detto che sarà quella giusta, proprio perché, come dici tu, ci potrebbe essere l’interesse dall’alto di provare a trarne profitto. Oltretutto, teniamo presente – e questo è fondamentale! – che qui nessuno sta cercando di nascondere nulla, che le tasse sul SP si pagano, anche sui classici diritti d’autore, c’è il 20% sul 75% del guadagno da versare di IRPEF. E non sono proprio noccioline. Su 10000€ se ne vanno 1500€ in tasse. Paradossalmente con una p.iva in regime forfettario pagheresti molto meno. Molti (anche il dottor Allievi la cita in uno dei suoi video riguardo il codice ATECO da adottare) stanno usando quella per l’e-commerce, dove hai un coefficiente di reddittività al 40% che è una manna dal cielo, e in più puoi rientrare nel regime forfettario al 5% per i primi 5 anni rispettando determinati requisiti. Questo significa che su 10000€ vai a pagare di imposta sostitutiva solo 200€, rispetto ai 1500€ con diritti d’autore. Inoltre, dal secondo anno di attività, per il calcolo dell’imposta sostitutiva, al reddito imponibile, potrai “sottrarre” anche i contributi pagati nell’anno così da “abbassare” ulteriormente l’ammontare su cui calcola l’imposta. E coloro che adottano il Regime forfettario e versano i contributi alla Gestione Artigiani e Commercianti, hanno la possibilità di richiedere la riduzione del 35% dei contributi da versare, in questo caso non pagherebbero i canonici € 3.800 di contributi bensì € 2.470. Soldi che comunque “investi” in un fine pensionistico. Succo del discorso: aprire la p.iva potrebbe, paradossalmente, risultare anche “conveniente”, ma non è detto che sia la soluzione giusta. Visto che di partite iva ne esistono diverse e nessuna parla esplicitamente di Self Publishing. Quindi potresti sceglierne una, pagare le tasse, pensare di essere tranquillo/a e un giorno ti arriva l’avviso col postino, perché qualcuno dall’alto ti dice che hai scelto l’inquadratura sbagliata. Capisci il paradosso? Proprio perché non c’è nemmeno uno straccio di normativa. Quindi, nel provare di “evitare” rischi di metterti in un casotto ancora più grosso. Chi ci guadagna, alla fine, sono i "lumani" commercialisti, non è un caso infatti, che tutti quelli che si espongono dichiarano che c'è necessità di p.iva e alla fine, ti lasciano il loro "biglietto da visita". Io non so dove sia la verità, come te sto provando a capire da un anno, ma alla fine sono arrivato alla conclusione che non c'è nulla da capire
  3. Anima Ribelle

    Questioni fiscali (Partita Iva) e strategia di vendita

    Certo, è una proposta molto interessante. Io nel mio piccolo ho cercato di contattare parechi "luminari" del Web, e con il dott. Allievi (quello del video) ho avuto uno scambio di vedute interessanti. Pensa che ho pure il mio, di commercialista e in più ho pagato di tasca mia consulenze di altri commercialisti "esperti" per capirne di più. Il risultato? Che più chiedi e maggiore è la confusione che si viene a creare, proprio perché lo spazio lasciato all'interpretazione è enorme. E, se da un lato questo è un male, perché genera confusione, dall'altro può essere un bene. Infatti, semmai qualcuno dovesse venire a bussarti alla porta e contestarti qualcosa, tu e il tuo avvocato e commercialista, avrete mille appigli sui quali fare leva. Perché ripeto, è una situazione che fa acqua da tutte le parti. Quindi a rimetterci "il piccolo" dipende, di certo non la si vive bene questa situazione, ma stai pur certo che questo vale per tante altre professioni. In questo paese la certezza non ce l'avrai mai, e tantomeno, ora come ora, nel SP. Questo per dire che puoi intervistarne mille e ognuno dirà la sua, quindi avrai milla strade diverse. Oppure ne intervisti mille e 900 dicono la stessa cosa, ma poi arriva una direttiva dal governo e scopri che tutti e 900 erano in errore. E di conseguenza a rischio sanzione. Si naviga molto a vista e molti seguono quello che fanno altri commercialisti. Insomma, non vedo tutta questa "sicurezza". Ieri ho aperto anche questa discussione --> Come Aprire La Partita IVA Per Fare Self-Publishing Su Amazon (e non solo) Vedremo se arriverà qualche risposta interessante ed esauriente ;-) Chiunque sa qualcosa, è il benvenuto!
  4. Salve, Vorrei che questa discussione NON diventasse un confronto sul fatto se si debba avere o meno una partita IVA per fare del Self-Publishing. Ci sono già centinaia di discussioni in merito, sia sul web che su questo forum. Vorrei, invece, analizzare la questione per coloro che per SCELTA decidono di avviare una ditta individuale per fare del Self-Publishing. Come ben sappiamo, non esiste una legislazione chiara in questi termini, quindi si naviga molto a vista e sorgono alcune domande. Le mie domande in tal senso, sono principalmente due: 1. Quale codice ATECO bisogna adottare per inquadrare la propria attività? 2. Questione fatturazione. Come si fa ad emettere fattura se ciò che viene percepito – almeno su Amazon - sono dei bonifici esteri, quindi non c’è vendita diretta di beni e non viene elargito nessun servizio? Sul web ho letto alcune info sull’utilizzare il registro dei corrispettivi o emettere auto-fattura sugli importi percepiti. Mentre per il codice ATECO, i “luminari” commercialisti del web indicano di utilizzare quello generico per l’E-commerce, ovvero il codice “47.91.10” - Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotto effettuato via internet. Purtroppo regna molta confusione, compresa quella di inquadrare a norma di legge e fiscale un’attività emergente come il Self-Publishing. Se qualcuno di voi vuole offrire delle informazioni e/o esperienze, sarà il benvenuto oltre ad offrire una grossa mano alla comunità. Buona giornata.
  5. Anima Ribelle

    Recensioni

    Per esperienza posso dirti che Amazon ogni tanto fa una gran bella pulizia, sia di recensioni farlocche che di account. Chi vuole costruirsi una reputazione vera, non può mai scendere a certi giochetti di poco conto.
  6. Buongiorno a tutti, Ho un account privato su KDP e ho iniziato a pubblicare da un profilo di tipo persona fisica. Vorrei trasformare il mio in account aziendale, cambiando quindi IBAN e intestazione all'occorrenza, quindi invece di Nome Cognome inserirei la ragione sociale e P.IVA . L'azienda sarebbe sempre di mia proprietà. Qualcuno di voi l’ha già fatto e sa se è fattibile su KDP?
  7. Anima Ribelle

    Questioni fiscali (Partita Iva) e strategia di vendita

    Sì a mio avviso non ha un senso logico, perché la logica vuole che se una piattaforma di self-publishing viene considerata come semplice “distributore” in linea di logica lo siano anche tutte le altre, Streetlib compresa. Parere mio ovviamente. E lo stesso vale dal punto di vista fiscale, perché quelli che pubblicano con Amazon NON EVADONO le tasse, semplicemente le vanno a pagare in fase di dichiarazione dei redditi, e il lordo diventerà un netto tassato. Mente chi pubblica con una piattaforma italiana va a dichiarare un netto. Detto questo, se un publisher che pubblica su Amazon viene considerato alla stregua di uno che fa attività d’impresa, perché Amazon non è editore (e su questo ho dei seri dubbi, visto che c’è dello sfruttamento economico dell’opera) allora attività d’impresa la fa anche chi pubblica con StreetLib,YCP,Google Play Libri o qualsivoglia piattaforma di self publishing. Parere mio ovviamente, magari ho detto io delle scemenze.
  8. Anima Ribelle

    Questioni fiscali (Partita Iva) e strategia di vendita

    Che io sappia, il self-publishing funziona sempre allo stesso modo, quello che vale per Amazon vale per StreetLib, come anche YCP o Google Play Libri. Funzionano tutti con lo sfruttamento economico dell'opera. L'unica differenza, credo, che le aziende italiane lavorano con la ritenuta d'acconto, mentre quelle estere ti versano il lordo.
  9. Anima Ribelle

    Questioni fiscali (Partita Iva) e strategia di vendita

    Partiamo dal presupposto che quando non ci sono delle leggi che regolano alla perfezione un'attività, allora si naviga a vista e più che prendere la decisione giusta, si tratta di prendere quella meno sbagliata. Ammettiamo il caso che un autore voglia decidere di aprire una p.iva... bene, a chi e cosa fattura, se lui riceve soltanto delle royalties? Dovrebbe trasformare il suo profilo e di conseguenza l'inquadramento e diventare un'impresa, ma i ricavi sarebbero comunque delle royalties? Quindi avremmo il paradosso dei paradossi: ovvero un’impresa, che però non produce ricavi d’impresa. E chi glielo spiega all'AdE che, sempre paradossalmente, potrebbe dirti che tu non sei un'impresa. Perché il rischio c'è. Gli introiti sono delle pure e semplici royalties, che nulla hanno a che vedere con l’attività d’impresa! E allora viene da chiedersi... siete sicuri che possa essere questo l'inquadramento giusto??
  10. Anima Ribelle

    Questioni fiscali (Partita Iva) e strategia di vendita

    In aggiunta citerei anche il commento di Roberto Tortora (trovato a questo link: https://www.prontointerventotasse.it/vendere-ebook-partita-iva-o-diritti-dautore/) nel quale asserisce: Questo per dire che è impensabile che Amazon (ma anche altre piattaforme di self-publishing che non vengono mai citate ma che operano allo stesso modo) possano riprodurre e commercializzare il VOSTRO libro se non c'è un contratto firmato nel quale avviene la cessione dei diritti d'autore. Ora, non so se possano essere definiti come "editori" ma non sono nemmeno solo dei semplici distributori, visto che, appunto, "producono" quello che poi è il prodotto che "loro" vendono. Conosco self-publishers seguiti da commecialisti che da anni dichiarano i loro guadagni senz alcuna p.iva.
  11. Anima Ribelle

    730 precompilato Royalty Amazon

    E cosa sarebbero? Oltretutto, la distribuzione la fanno anche YCP, Streetlib e tutte le piattaforme di Self-Publishing.
  12. Anima Ribelle

    Questioni fiscali (Partita Iva) e strategia di vendita

    Che poi, si tira in ballo spesso solo Amazon KDP, ma il discorso vale per tutte le piattaforme di Self-Publishing, visto che tutte, per l'appunto, fungono da distributori. Solo che quelle italiane come YCP versano la ritenuta d'acconto, cosa non fattibile per le aziende locate all'estero come Amazon KDP (che voglio ricordare, non è lo store di Amazon, sono due cose distinte, con sedi differenti!)
  13. Anima Ribelle

    Questioni fiscali (Partita Iva) e strategia di vendita

    Se può esserti d'aiuto, io ho preferito affidare tutta la situazione ad un commercialista che, dopo aver studiato attentamente il contratto sottoscritto con Amazon KDP (che non è lo store di Amazon, sono due cose differenti!) ha concluso dicendomi che la partita IVA non è necessaria, trattandosi in effetti di compensi provenienti dallo sfruttamento del diritto d'autore. In caso contrario, senza concessione, nessuno potrebbe riprodurre, commerciare e distribuire la tua opera.
  14. Anima Ribelle

    Questioni fiscali (Partita Iva) e strategia di vendita

    Un dubbio che è venuto anche a me e ti posto una risposta che a mio avviso è quella che collima meglio anche con il contratto firmato con KDP... la risposta è tratta da questo articolo: https://www.prontointerventotasse.it/vendere-ebook-partita-iva-o-diritti-dautore/ (nell'area commenti) Gentile SB, purtroppo ciò che Lei afferma corrisponde al vero: diversi colleghi sostengono quanto da Lei riportato. Personalmente, come evincibile dall’articolo, sono saldo all’idea che Amazon riconosca Royalties e che il reddito prodotto derivi da Diritto d’Autore. Il Diritto d’Autore, infatti, è composto dal Diritto Morale (inalienabile, ovvero strettamente personale non cedibile) e dal Diritto Patrimoniale (cedibile a terzi). Quest’ultimo corrisponde al diritto di sfruttamento economico dell’opera e può manifestarsi in modi differenti (ad esempio la riproduzione o la distribuzione dell’opera stessa). Proprio nel contratto di Amazon che Lei cita, all’art. 5.5, si legge come i diritti che l’autore cede alla piattaforma (in cambio di Royalties) siano proprio quelli di cui al Diritto Patrimoniale (inequivocabilmente correlati al Diritto d’Autore), per citarne alcuni “commerciare, trasmettere, distribuire, vendere…”. Ciò che si legge al seguente art. 6 è riconducibile, invece, al Diritto Morale, ovvero al diritto personale non cedibile a terzi, che chiaramente Amazon conferma essere solo dell’autore. Per concludere, con chiare parole, personalmente non ho dubbi nell’inquadrare i proventi derivanti da Amazon KDP come Diritto d’Autore, in quanto vi è una chiara cessione dei diritti di sfruttamento economico dell’opera. Cordiali saluti RT
  15. Anima Ribelle

    La mia esperienza con Amazon KDP

    Il cartaceo del mio libro risulta "non disponibile" dal 21 di marzo. Situazione comprensibile, per quello che tutti noi stiamo vivendo. Non condivisibile invece, a mio avviso, la scelta di Amazon KDP di rendere alcuni libri di alcuni self-publishers come disponibili, mentre altri come "non disponibili". Francamente questa scelta non l'ho proprio capita. L'ho interpellati personalmente più volte e mi hanno detto esplicitamente che non sanno quando questa situazione si risolverà. Potrebbe durare anche un altro mese. Staremo a vedere.
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