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Aliquis

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  1. Aliquis

    Più ricco dell'univero

    (Ps. non riuscivo a modificare il post, comunque volevo avvisare che per gli amanti del genere l'ebook attualmente è offerto gratuitamente su Amazon. Fatemi sapere che ne pensate!) (Magari ci scappa pure una bella recensione )
  2. Aliquis

    Più ricco dell’universo

    Se può interessare, attualmente in promo gratuita su Amazon. Scaricatelo, leggetelo e ditemi che ne pensate (Magari magari ci scappa pure una recensione )
  3. Aliquis

    Più ricco dell'univero

    Dunque, eccomi alla mercè di ogni buon critico... #così dicendo si nascose a lato del portatile, lontano dall'occhio silenzioso della webcam integrata Immagine di copertina: Titolo: Più ricco dell'universo. Autore: Barone Trappist Collana: (nessuna) Casa editrice: (Amazon KDP?) ASIN: B07X8QQJPS Data di pubblicazione: 3 Settembre 2019 Prezzo: 2,99 € Genere: Fantascientifico Pagine: 61 Quarta di copertina o estratto del libro: Giovani senza futuro, desideri infranti, falsità mascherate da sogni utopici. In un futuro come il nostro trova ancora posto la ricchezza individuale? Questa è la storia di un uomo che riuscì a trovare la sua risposta seguendo i propri sogni. In questa autobiografia l'autore spiega come riuscì a diventare il più ricco dell’intero universo. Buona lettura alla guida per la ricchezza del Barone Trappist. Link all'acquisto: Amazon
  4. Giovani senza futuro, desideri infranti, falsità mascherate da sogni utopici. In un futuro come il nostro trova ancora posto la ricchezza individuale? Questa è la storia di un uomo che riuscì a trovare la sua risposta seguendo i propri sogni. In questa autobiografia l'autore spiega come riuscì a diventare il più ricco dell’intero universo. Buona lettura alla guida per la ricchezza del Barone Trappist.
  5. Aliquis

    Il gioco del Vocabolario Fantastico

    Xolofobia: angosciosa paura prettamente europea. Successivamente all'arrivo dei conquistadores nel Nuovo Mondo, gli aztechi del dio Xolotl, armarono pesantemente i propri cani da battaglia. Gli xolo guerrilleros. I sopravvissuti, seppur vincitori nel nuovo mondo, al ritorno in Europa cominciarono ad accusare vertigini e senso di confusione. I sintomi si aggravavano principalmente a notte fonda quando, in preda agli incubi, i malcapatitati cominciavano a delirari nel sonno. Successivamente la patologia fù ben inquadrata e l'eziologia spiegata. A quanto pare la vista di quei orrendi cani da battaglia (gli xolo) lasciò un marchio indelebile nelle menti degli europei. KGUCJROXEZPBDQALIHVTMWFNSY
  6. Aliquis

    Omero nel Baltico

    Come dice @Alberto T. sulla teoria Shakespeariana del Florio (o chissà chi altro) emigrato in inghilterra e arrotondato il proprio cognome all'idioma locale (sferra lanza, sferza lancia, ecc...). Per la questione omerica credo che ci siano comunque incongruenze più grosse, a parte l'anacronismo storico, anche la geografia omerica non combacierebbe... cominciando proprio dalla città di Troia, l'Ilio, che si trova in Turchia. Senza contare altre città propriamente greche come Aulide o l'antichissima Crisa. Senza contare che tutta l'Illiade è comunque impregnata di cultura e costume greco... insomma davvero non credo ripeto, oltre all'anacronismo che già è gran cosa, che una teoria del genere possa davvero portare a sè abbastanza elementi per sovvertire la storia come la conosciamo. Si potrebbe fare leva solamente forse su Itaca, ma anche quella sarebbe una forzatura. Potrebbe essere utile anche ricordare che Omero "scrive" attorno al IX secolo a.C e la "fantomatica" guerra di troia circa nel 1200 a.C. cinquanta anni più, cinquanta meno. Mentre i popoli Norreni, o meglio i popoli germanici settentrionali, del popolo Daner (antenati dei Danesi) e dei Sweonas (antenati della Svezia) sappiamo che la loro cultura è nettamente più successiva. La cultura non esattamente basata sulla polis (descritta in Illiade e Odissea) e dai costumi decisamente diversi. Insomma credo quasi per certo che non ci sia nemmeno la coerenza storica. Io espongo pure la mia
  7. Aliquis

    Un piccolo passo per l'uomo

    hai ragione! L'avevo anche letto... Grazie @bwv582
  8. Aliquis

    Un piccolo passo per l'uomo

    Adesso sono io che concordo con te @bwv582 Sia per questa frase che per la Buona Domenica Grazie!
  9. Aliquis

    Un piccolo passo per l'uomo

    Grazie @Lauram dei tuoi consigli. In effetti hai ragione su tutto, la velocità con cui ho esposto le vicende confonde un pò. La verità è che scrissi questo pezzettino un mesetto fa, ora sono al sesto capitolo e il protagonista nel frattempo è cresciuto, pensa che si trova su di un pianeta extrasolare. Il "Credetemi" devo necessariamente eliminarlo, è la conseguenza logica dello scrivere di getto. Insomma questa è l'idea di una storiella ai confini dell'universo Grazie infinite dei consigli ne farò tesoro. Ps. il tizio lavorò per un mese e mezzo in azienda, e non fù pagato. Sai com'è quando si è ancora giovani, entusiasti per le novità e illusi dalle aspettative, no?
  10. Aliquis

    Mi presento

    Ciao Delphine! Anch'io sono nuovo di giornata da queste parti. Tanta fortuna anche a te, aspetto di leggere qualcosa di tuo.
  11. Aliquis

    Un piccolo passo per l'uomo

    commento Ci provo. Ecco un frammento, una sorta di incipit ad una storia che sto scrivendo. Tratta di disoccupazione giovanile, di lavoro e sacrificio, di errori e amori. Ma un'unico sogno e una guida sul "diventare più ricchi dell'universo!" Ps. anche questo incipit è ancora in lavorazione, devo aggiungere ancora qualcosa, ma intanto leggetemi un pò! “Più lontano andrai e più soldi guadagnerai” cit. La madre. Me lo ripeteva spesso. Almeno una volta al giorno fin dall’asilo. “Più lontano andrai e più soldi guadagnerai.” Finiti gli studi scolastici ci ho provato. Sono andato per un periodo in città e ho fatto di tutto. L’imbianchino, in panetteria, ho venduto arance, ho riprodotto dipinti d’autore, ho sparso volantini, compravendita, marketing, ho lavorato per un mese e mezzo anche in azienda. Non mi hanno mai pagato. A dirla tutta all’inizio mi sono pure sentito felice quando appresi del loro fallimento. Ma questo non importa. Ritornai a casa poco dopo, con più spese che risparmi. Evidentemente non ero andato troppo lontano! Lo stesso anno avevo intrapreso gli studi universitari. Promisi a me stesso che al termine sarai andato lontano. Il tempo passò, troppo velocemente. Finiti gli studi andai il più lontano possibile. Quel mattino mi alzai all’alba, salutai mia madre e con la prima partenza del giorno partii. Non ci pensai su, lo feci e basta. La sera stessa arrivai a destinazione. Con me avevo appena appena 200 euro. Nel cambio di valuta ci persi una manciata di euro ma mi dissero che comunque lo stile di vita non è caro nel posto. Di questo non me ne curai troppo, l’adrenalina mi assaliva i nervi. Ricordo ancora la sensazione come se fosse successo tutto ieri. Presi in affitto un ostello a 50v. per cinque giorni. Mi ero imposto di trovare il lavoro in quattro. Ero appena appena uno stupido e, cosa ancor più grave, non l’avevo ancora capito. Non sapevo il perché allora, ma il biglietto di sola andata per una persona era gratuito. Ne approfittai e non potevo più tornare indietro. Nel primo periodo ho pensato di aver firmato la mia condanna a morte con quel biglietto. Eppure, nonostante le mie esperienze, non mi pento di alcunché. Da quel posto ebbe inizio una sequenza di eventi. La cosa eccezionale era che quegli eventi dipesero solo ed esclusivamente da me. Credetemi se vi dico che già questa è ricchezza. Si perché quegli eventi, buoni o brutti che furono, fecero di me l’uomo che sono oggi. L’uomo più ricco dell’universo! Ps. Eppure quello stupido era sbarcato sulla Luna.
  12. Aliquis

    virgole e possibili alternative

    Tizio ha visto quel film decine di volte, ma, a quanto ricorda, non ci sono buchi di trama come invece sostiene Caio. Tizio vide il film decine di volte e a quanto ricorda non ci sono buchi di trama e Caio dice tutt'altro. Tizio ha visto e rivisto quel film e a quanto ricorda non ci sono buchi di trama come invece sostiene Caio. Tizio conosce a memoria quel maledetto film e non ha trovato buchi nella trama come invece sostiene Caio. Caio ha il brutto vizio di discutere su tutto quello che dice Tizio e questo non è un buco nella trama. Caio era innamorato di Sempronia ma decine di volte Tizio... ha visto con lei quel dannato film. Da quel momento Caio mette in discussione tutto quello che dice Tizio. Credo si possa giocare sul testo per trovare la musicalità più corretta di una frase. C'è anche da considerare che ognuno di noi ha anche il proprio modo di leggere. Però penso che la melodia mediana, tra scrittore e lettore, si trovi a partire dalle parole. In fin dei conti la punteggiatura serve al cervello, quello che colpisce al cuore sono le parole. (va bene... va bene... citazione da sbruffone, lo riconosco :)
  13. Aliquis

    L'ultimo momento

    Non sono bravo a dare consigli di scrittura. Mi è piaciuto davvero tanto. Anche a me piace scrivere in quel modo. Posso dirti cosa avrei sistemato in una veloce revisione, nient'altro. Vedi un pò come ti suona. La vidi. La vidi per ultima quel giorno. Il mio ultimo giorno. Io ero lì e lei era lì. Non sarebbe dovuta venire. Sarebbe stato semplice. Doloroso, semplice. Vidi i suoi occhi annebbiati dal rancore. Le iridi rigonfie per l'aceto. Sapeva d'aceto, quel poco d’aria che respiravo. Oppure mi porto dietro l’odore del liquido di raffreddamento. Uno non ci pensa mai agli aspetti tecnici. No, no, non ci pensa mai agli aspetti tecnici uno. Soprattutto quando ti stanno per friggere il cervello a 20.000 volt. Sogghignavo compulsivamente tra un pensiero e l'altro. Strinsi forte il freddo acciaio di quella sedia; le nocche sbiancarono e io ero pronto. Anzi, quasi pronto, lei era lì! Dovevo dirglielo! I suoi, bambini... dovevo dirglielo! Lo sussurrai. E ancora mi riecheggia, tra la poltiglia. In quella che una volta chiamo testa. - Non li ho uccisi io.  La vidi. La vidi avvicinarsi impercettibilmente. Le labbra incresparsi appena. Gli occhi più limpidi che mai. La vidi. Vidi il diavolo sorridere. - Oh, lo so - disse. Buio. (E qui o finisce ogni cosa oppure il tizio sopravvivrà in qualche modo per raccontarlo. In tal modo si spiegherebbe lo stile e, a mio modesto parere, risulterebbe ancora più figo di quanto già non lo sia. Magari aggiungendo alla fine: adesso la mia memoria è all'interno di questo programma, non provo nulla. Mi circondano soltanto i miei pensieri, bit e pensieri. Eccetera eccetera. Ma questa è la mia follia che parla.)
  14. Aliquis

    Toc toc

    "E' permesso?" Chiese umilmente, dopo esser entrato. Saluto l'intera comunità, e mi presento. Sono qualcuno che da piccolo è stato un ribelle. Uno che scrive sopra le esperienze. O meglio, che plasma con fantasia le proprie esperienze. Per poi scrivere. Ho conosciuto questa comunità da poco, cercando un modo per pubblicare efficentemente su KDP. Che dire, mi ha complito la comunità. Ed eccomi col cappello in mano e un pò di rossore in faccia. Sono un tantino timido, sopratutto quando scrivo una lettera di presentazione. Si perchè potrei scrivere sulla formazione degli astri, sull'arte di ridipingere le zebre o ancora, sentite questa, il sincretismo oriente/occidente, tra egizi e greci del primo millennio a.C. Ma le lettere di presentazione... non c'è cosa più difficile che entrare per la prima volta in un posto e sentirsi già a proprio agio. Bisogna essere bastardi dentro. Ah ho letto il regolamento, tutto chiaro, farò del mio meglio. Ho anche letto il topic d'ingresso, quello con la chiocchiola digitale. Chissà se un domani ci infileranno anche qualche animale più grosso nelle nostre tastiere. Spero non un cat! Va bene, mi sono fatto prendere la mano, chiedo umilmente scusa. Non ho mai imparato a presentarmi diversamente, neanche di persona sapete? Sono un intreccio di aneddoti vivente! Adesso comincio a sentire la pesantezza di questa presentazione, concludo qui, promesso. Ringrazio gli autori della comunità per questa strabrilliante idea; ogni singolo lettore e scrittore, che continuano a manter in vita il dono di Thot; chiunque leggerà questo post per la pazienza - i latini ci videro lontano, infatti pazienza non per nulla sta per "patire".
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