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Francesco121

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  1. Francesco121

    Richieste correzione titolo di una discussione o racconto

    Grazie
  2. Francesco121

    Il rondone

    Ciao @Max Friedmon E' successo l'anno scorso. Ho trovato un uccello ferito sul marciapiede. L'ho portato ad una associazione che collabora con wwf e Lipu. L'hanno curato e poi liberato in una riserva. La volontaria quella sera mi ha spiegato che si trattava di un rondone. Non sapevo neanche che esistessero. Tante volte si imparano le cose senza andare su wikipedia. Mi disse che è della stessa famiglia delle rondini e che quel tipo di uccello se sbaglia il primo volo e cadendo si ferisce il 90% delle volte dal suolo non riesce a "ripartire". Parole della tizia. Così ho pensato al primo volo di uno di loro che , pur riuscendo alla grande grazie al vento giusto, stava rischiando di finire male. Fatta questa premessa... Il testo è coniugato al passato quindi nella mia immaginazione chi parla è lo stesso Rondone già maturo e con un un bagaglio di conoscenze ed esperienze che gli permette di conoscere anche il mondo che non gli 'appartiene' . E certo che sa cos'è la grande stella ci mancherebbe. Governa tutto l'universo animale e non . Ti sei chiesto come è possibile che un uccello sappia cosa è il sole e non come sia possibile che ci stia parlando? Sorrido. Riesce a parlare perchè è un racconto di fantasia e nella fantasia un vecchio rondone lo sa cos'è il sole. Sto immaginando me stesso che va dall'autore del Re Leone .." scusi.... Ma secondo lei... i leoni parlano ? e secondo lei ... Una scimmia può essere uno stregone che incorona l'erede successore del re della savana ? su wikipedia c'è scritto che le scimmie non hanno poteri traumaturgici. Sto cercando di immaginare un neurochirurgo che fa una critica letteraria a Frankenstein di Mary Shelley. En passant, anche il concetto di freccia è artificiale, non naturale e si riferisce a un'arma, non a un qualcosa di innocuo... sacrosanta verità ma la freccia è stata utilizzata in termini poetici un miliardo di volte penso ai miti greci che hanno ispirato queste poesie poi penso a Eros... a Fabrizio De Andrè.. Ciao vado su Wikipedia a vedere cosa è un twister finale.
  3. Francesco121

    Il rondone

    vorrei subito auto commentarmi chiedendo l'aiuto da casa. Ho scritto liberi 10 volte e libero 11 più o meno qualcuno mi aiuta a cercare una soluzione? ciao
  4. Francesco121

    Il rondone

    È una strana storia. Anzi no. Meglio dire sono strani istanti di una storia. La mia. Strani istanti di una storia che ha tutto il sapore di libertà. Tutto si può dire di me tranne che io non sia libero. O si certo, libero. Eppure… per quanto mi fossi convinto che quello spazio fosse tutto mio. Quello spazio che ai miei occhi non aveva confini. Per quanto, appunto, pensavo che fosse tutto mio e di quelli liberi come me, beh mi sbagliavo. E in quei momenti capii che, qualsiasi cosa avrei fatto in vita dovevo prestare attenzione. Allora forse tanto libero non ero. Beh comunque molto più di molti altri. Impossibile dimenticare quel giorno. La prima volta non si scorda mai. Vale anche per noi. C’erano tutte le condizioni ideali. Tutto combaciava alla perfezione. Il sole era ancora alto e un vento leggero soffiava da nord est. Era il vento giusto. Non so perché lo sapevo ma era così. Lo sapevo e basta. Forse qualcuno me lo aveva detto in qualche modo. E così, lo presi. Presi quel vento. Quel vento leggero. Quello da est. Ed è vero che è proprio quello giusto visto che, pochi metri dopo, me ne stavo perfettamente sospeso in aria come lo avessi già fatto mille volte. Funzionava. Funzionava davvero. Un mistero. Un mistero come quella forza invisibile mi spingesse in alto nonostante i miei movimenti fossero minimi. Quasi nulli. L’aria. Il vento. Galleggiare nel niente. Un mistero. Salivo. Salivo in alto. Forse troppo. Qualcosa mi diceva che stavo sbagliando, ma continuai. Sopra di me, solo il sole. Un immenso spazio senza soluzione di continuità mi divideva dalla grande stella che tutto muove. Poi ad un certo punto , l’istinto? la fortuna ? Non lo so... decisi di fermarmi. Mi opposi al vento dell’est. Spostai le mie ali in avanti, senza chiuderle del tutto. E’ fu un bene. Riuscii a stare fermo. Sospeso. E sentii un sibilo. Un fischio. Il grido di un aquila impazzita. Ma non c’era nessuna aquila. Mi girai di colpo e lo vidi. Vidi quella cosa strana. Piccola. Sottile. Brillante. Una minuscola freccia dorata che rifletteva la luce in ogni direzione. Inizialmente fui felice. Alla mia prima uscita, già un incontro emozionante. Ma poi vidi la piccola freccia dorata scontrarsi contro una delle finestre giù in basso. Vedere i mille pezzi in cui ridusse quel vetro, mi fece capire che la piccola freccia dal grido aquilino doveva essere dura come una pietra . Se non mi fossi fermato. Beh... se non mi fossi fermato, avrebbe potuto uccidermi e così riflettei sul fatto che forse non sono così libero come vogliono farmi credere di essere e che tutto quello spazio che ho a disposizione è pieno di insidie e che basta una scelta, giusta o sbagliata, e la vita può cambiare. Per sempre. Solo molto tempo dopo imparai che quegli esseri volanti non sono creature di Dio. Oh... di sicuro non lo sono. Potete giurarci. Non fanno parte della mia specie. Anzi non fanno parte di nessuna specie. Quelle frecce dorate si chiamano proiettili e uccidono gli uomini e quelli che come me hanno sempre pensato di vivere in libertà.
  5. Francesco121

    Le ragazze - Capitolo 3 - 1/4

    ciao @Kikki finalmente ho trovato il tempo di leggere . Non sono certo io a doverti ricordare che hai un ottima tecnica ed una prosa invidiabile. Brava! Non c'è nemmeno gusto a controllare se ci sono dei refusi e questo mi conforta perché non è il mio campo per quello c'è @Lauram . Però stasera la lettura non mi è piaciuta. Come al solito tocca precisare che il commento, o comunque la critica sono figli di un gusto personale e detto questo vengo al punto. Sei stata macchinosa. la lettura in alcuni punti si incastra. le descrizioni mi sembrano più che altro delle precisazioni fini a se stesse che non cambiano l'immagine nella testa del Francesco lettore ( cioè io adesso ) Maddalena è seduta sul muretto vicino al cespuglio sempreverde fuori dal distributore e dalla luce accecante dei neon .. nell'ordine ... muretto... cespuglio ( pure sempreverde -non si sa mai ci sia sfuggito- )... distributore... luce del neon: per dirci cosa ? che si alza sorride e saluta? Non so... Tolgo la cuffia rossa di lana e sento i ricci che si allargano e riprendono la loro forma naturale solleticandomi le orecchie... M..Qui ho inchiodato lasciando la striscia sull'asfalto della mia lettura. Ragazzi!» esclama appoggiandosi allo sportello dell'auto. «Sono felice che siete venuti, ho finito i preservativi.. esclama non ti serve secondo me. C'è la frase di un dialogo è chiaro che sta parlando. Se volevi dirci qualcosa sul suo timbro di voce non è questo il modo migliore. ne ho visti alcune di queste frenate 'Roberto rispose... Davide disse'.. cose così. a me non piace tanto. Poi.... Sta succedendo qualcosa.. Si capiva che stava per succedere qualcosa.. C'era un aria elettrica... Non è una situazione normale... Io non so ancora cosa succederà nel prossimo capitolo, ma ho la sensazione che succederà qualcosa... Magari poi non è così ma se lo fosse mi hai un po' anticipato la lettura. Non serve. Serve, e credimi ci sei riuscita benissimo, far percepire il nervosismo dei personaggi e elle ragazze per strada. Ciao Alla prossima.
  6. Francesco121

    Proposte & Idee (Varie)

    No no, è onesto: sarebbe molto bello scrivere per teatro. Tu hai contatti con qualche compagnia teatrale interessata? Ciao @Lizz Un mio testo drammatico è stato messo in scena da una compagnia in trentino è l'unica con cui avevo contatti dico avevo perché so che hanno avuto tante defezioni nel gruppo degli attori e quelli rimasti si sono concentrati sui testi più classici. Per me è stata una esperienza incredibile è per questo che sto cercandone ancora
  7. Francesco121

    Frenesia di un'onda

    Ciao @flambar grazie per aver letto e commentato. Sono contento che ti sia piaciuto. L'argomento malattia è sempre delicato spero di essere riuscito ad entrare in punta di piedi in un discorso cosi delicato per molte persone Purtroppo errori ce ne sono proprio tanti. Comunque grazie ciao
  8. Francesco121

    Frenesia di un'onda

    @mina99 grazie per aver letto e commentato. Quello dei refusi per me è un problema atavico è un po' come andare al liceo e portarsi la materia a settembre tutti gli anni detto questo vorrei poter spiegare alcune scelte. Toglierei "masochista", per alleggerire è fuori luogo e anche un po' sciocca, permettimi di dirlo. Non puoi alleggerire il concetto 'chemioterapia' fidati. Ma poi ... stillicidio ( goccia dopo goccia la chemio entra nelle vene ) masochista ( il masochismo è la ricerca del piacere attraverso la sofferenza . quindi cerchi la guarigione scegliendo volontariamente, perché ti fanno firmare un consenso, di soffrire- perché la chemio fa male ) non capisco cosa vuoi dire Alleggerirei però un po' dalle ripetizioni "con tutta" / "con tutto" e "sua" / "sue" : Perché? prova a recitarlo come se fossi a teatro grazie comunque per i tuoi consigli
  9. Francesco121

    Richieste correzione titolo di una discussione o racconto

    buongiorno vorrei poter correggere il mega refuso del titolo del mio racconto Frenesia di un'onda poiché per fretta ho dimenticato di mettere l'accento e, sarebbe bello se voi poteste correggere lo stesso errore anche all'interno del racconto visto che è capitato ancora grazie
  10. Francesco121

    Proposte & Idee (Varie)

    non capisco se è ironico
  11. Francesco121

    " Piroscafo Claskow"

    non mi riferivo alla istruzione. Non mi permetterei mai. Ma solo ad uno stile un po' lento ma chi ha tante cose da raccontare come te dello stile se ne deve abbastanza fregare a parer mio. Non sai quante volte qui ho iniziato a leggere storie scritte magistralmente ed alla quarta riga ho smesso. Questo per farti capire quanto hai fatto centro ciao Alla prossima.
  12. Francesco121

    Frenesia di un'onda

    Quel viaggio ad Alassio, lui non lo aveva programmato tanto tempo prima. Qualcosa era scattato dentro nel momento in cui l'oncologo aveva pronunciato "carcinoma del pancreas" . Un proiettile sparato da vicino. Da molto vicino. Morì sul colpo. Morì dentro non appena sentì quelle ultime significative parole, quelle ultime tremende parole, quelle ultime parole maledette. Stramaledette. E lui si odiò in quel preciso momento. Non odiò il medico di fronte a lui. Ma il suo corpo. Odiava il corpo che lo aveva tradito. Ed ora, sdraiato sulla poltrona con il chemioterapico che avvelenava goccia dopo goccia il suo corpo come in uno stillicidio masochista, gli erano tornati in mente i gabbiani su quella spiaggia che erano rimasti impassibili al suo passaggio. Lo avevano ignorato come la vita aveva fatto con lui. Non aveva avuto bisogno di fare ricerche. Ricordava perfettamente come il tumore del pancreas aveva ridotto il corpo di suo padre. Chiuse gli occhi e ripensò a quei giorni solitari in Liguria. In quel momento cominciò a parlare con chi sa chi nella sua fantasia. “Ricordo un cielo a metà tra il viola e la sfumatura più chiara del blu. Funereo. I piedi nudi. La sabbia umida sotto di essi. Già dopo pochi minuti quella sensazione non la sentii più. Quante volte camminai avanti e indietro su quella spiaggia in quel giorno? Non lo so. Non lo ricordo. Ricordo, invece, limpidamente , che mentre diminuiva quella sensazione di freddo, aumentavano gli interrogativi nella mia mente. Un onda andò a schiantarsi contro il bagnasciuga nel momento in cui fermai quella immagine per sempre nella mia memoria. Saltò in alto con tutta la sua schiuma, a sfidare il cielo, con tutto l’azzurro che le sue acque possedevano. Un azzurro acceso che, mi illuminò in quella giornata poco solare. Le domande che mi posi venivano da una rabbia calma. Che ossimoro del cazzo. Quella rabbia che ti monta dentro ma che vuoi tacere e attutire come la sordina fa con le corde di un pianoforte. Dietro quella onda folgorante il mare sembrava piatto. Non mi spiegavo come poteva essere possibile che, il mare, restasse così fermo quando la terra su cui si poggiava placidamente era in continuo movimento. Un po’ come il mio corpo che dentro si stava muovendo freneticamente mentre io fuori ero così calmo e la mia vita così piatta. Insomma un puro controsenso. Freneticamente, esatto. Freneticamente era la parola che mi sembrava racchiudere meglio, il tutto. Perché era così che la mia immaginazione si immaginava il cancro. Quel cancro che stava crescendo dentro di me. E che era arrivato improvvisamente proprio come un onda. Tante piccole cellule brulicanti in una accesa frenesia, appunto. Domande su domande. Continuai per ore. Passeggiando scalzo con le mani nelle tasche del pantalone di lino che tenevo arrotolato sui polpacci. C’era un buon numero di gabbiani vicino l’acqua. Sembrarono non curarsi ne’ dell’onda che si infrangeva alle loro spalle ne’ di me, che gli andavo incontro. E le piccole e numerose impronte che lasciavano sulla sabbia sembravano coincidere con il numero dei miei pensieri. Mi pareva che uno di loro avesse abbandonato il timore reverenziale nei confronti dell’uomo che ancora ero, avvicinandosi. Aveva tutta l’aria di essere un invito E allora portami via , gabbiano, Portatemi via tutti. Portami via con te. Fammi volare, Fai volare quest’uomo prima che non sia più tale. Prima che il dolore lo avvolga nelle crude torture di un malato. Nelle tremende torture del malato che non voglio essere. Del malato che non sono perché se fuori sono così calmo e piatto dentro non posso coltivare quella frenesia.
  13. Francesco121

    " Piroscafo Claskow"

    Ciao @flambar è stato un piacere leggere il tuo racconto ma andiamo per ordine Lo stile della prosa non è il mio preferito è molto scolastico con un intreccio un po',passami il termine,'vecchio'.in alcuni punti mi è parso un po'elementare ( ovviamente è una questione di gusti ) sui refusi non intervengo perché non ci capisco niente e me ne vanto Ma la cosa bella di questo racconto è che ci sono dei fatti eccome se ce ne sono Finalmente!!! Writer's dream spesso presenta racconti che in realtà non raccontano nulla se non introspezioni che hanno solo il sapore di esercizi di stile ( e questa è anche una autocritica) qui invece no questo è un racconto perché succedono cose che ti fanno venire la voglia di andare avanti anche se lo stile è un po' ruvido Quindi grazie Osservazione ; Scrivi che il comandante traccia la rotta ma mi risulta sia il lavoro dell'ufficiale di rotta Fammi sapere se ricordo male Se ti senti di usare termini tecnici fallo altrimenti non c'è gusto per chi la materia la conosce. Ah non metterei la spiegazione del termine tra parentesi Ciao non vedo l'ora di leggere un altro tuo racconto
  14. Francesco121

    " Piroscafo Claskow"

    infatti è così dipende dal porto o se ti serve ancorare ad una rada che non conosci. Serve uno esperto di quel porto specifico che conosce quel tratto di mare ,quei fondali, eccetera. ciao @bwv582
  15. Francesco121

    Proposte & Idee (Varie)

    Ciao a tutti Sarebbe bello avere un elenco di compagnie teatrali che valutano testi inediti ( come quello delle case editrici ) Di solito le compagnie amatoriali sono più coraggiose. Dopotutto si scrive anche per il teatro non solo per i libri.
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