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Gianpaolo Tulli

Scrittore
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  • Compleanno 17/01/2002

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    Letteratura e Storia

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  1. Gianpaolo Tulli

    Euridice

    Uno oceano/ un oceano Solo oggi mi accorgo dei miei errori ortografici
  2. Gianpaolo Tulli

    Strofa 20ª

    Ciao @Stefano Verrengia Le tue qualità di critico letterario vanno oltre ogni mia aspettativa, di cosa può spogliarsi la ragione umana quando dal giudizio trae il conflitto ? Prospettiva o percezione. Questo mi fa pensare e questo non mi fa pensare: bla bla bla. Il puro e vero pensiero attribuisce all'immaginario il presupposto di cogliere aspetti che non sono noti al semplice lettore. Questa definizione che tu insisti di dimostrare lascia che il tuo differire sia ben calibrato; questa è soltanto una modesta obiezione contro lo scempio della poesia moderna; ma non può ricadere il torto quando il torto è una diversità di un altro essere pensante. Molto pensante Tra bella espressione e noiosissima espressione. Cos'è per te il cantore delle cose belle ? Non voglio dubitare del tuo sapere e neppure della tua sete naturale di conoscenze. Cos'è che trovi nel verso, in tutta la sua intensità evocativa, lasci al lettore o al poetucolo la grottesca e animata intimità del Frog ! Solito cliché di una letteratura stagnante e statica Il germoglio è la nemesi, la trasfigurazione di un volto femminile, la trasfigurazione di un volto segnato dalla morte. In questo componimento tanto demolito quanto ricco di corrispondenze, si insinua la morte e la visione. La visione è la fata, una visione quasi pre-morte più vicina ad una assunzione elevata di oppioidi che a un quadro per bancarelle. La fata verde dei poète maudit ti è nota, quella creatura che appare quando il poeta, sotto effetto di allucinogeni chiama lo spirito arcano degli sciamani, ricerca il non detto, traccia e cade, afferra squarci non distinti o distinti d'eternità A rileggerti <<Vero>> feci io <<l'Amontillado>> eh, eh, eh, <<l'Amontillado>> La Botte di Amontillado, E.A. Poe
  3. Spinsi l'ultima pietra al suo posto e lo murai...

     

    In Pace Requiescat 

  4. Quant'è bella giovinezza, | che si fugge tuttavia! | chi vuol esser lieto, sia: | di doman non c'è certezza. 

    (Lorenzo de' Medici)

  5. Gianpaolo Tulli

    Strofa 20ª

    Ciao @Nerio La tua critica per me è stata una rivelazione, una critica inaspettata. Devo imparare dagli altri poeti mi si dice, imparare a comprendermi o comprendermi a imparare, fai te. A scuola mi annoiavo leggendo Pascoli, lo trovavo astruso e unico : un padre del simbolismo che avevo creduto decadentista, il nido familiare e la perdita dei valori mi affascinava. I miei professori erano molto severi riguardo la metrica e lo svolgimento dei temi, io sotto il banco avevo Kerouac, esattamente Mexico City Blues e un altro libro Le Fleur du Mal di Baudelaire. Il mio professore di seconda media trovava quel tipo di poesia oscura, e se talvolta nominavo Bukowski e Dylan Thomas lui mi obbligava a riscrivere alla lavagna i sonetti di Foscolo. Cogliere questa bellezza onirica mi fa pensare a due pittori: William Turner e William Blake. Due William, un Blake poeta e un Blake pittore. Anche in Blake l'incorporeo diventa umano, e anche in Turner il sogno diventa luce. Misterioso ed ermetico credo sia un ottimo riferimento, anche se preferisco definire la mia poesia un incubo dalle forme di un angelo, qualcosa di vagamente sentito nell'opera di Doré. Perdonami per aver nominato tutti questi autori; quando lessi per la prima volta la poesia di Arthur Rimbaud Sensazione trovai tutte le parole per dire: questa è la voce di un qualche Dio. La mia poesia è un chiaro riferimento, una ricerca continua di questi versi eterni di Arthur Rimbaud. D’estate, a calpestare per i sentieri andrò, dentro il grano che punge, l’erba tenera a sera. Sognando, la freschezza ai piedi sentirò, lascerò che mi bagni la testa nuda il vento. Il dramma rafforza e rinvigorisce il contenuto del componimento intero. Perché non narriamo l'amore ? Perché l'amore come la morte miete molte più vittime. L' ombra della morte rappresenta un viaggio quasi viscerale nei recessi del mio paese dove la morte e l'insensataggine sono la linfa della collettività. Ho voluto celare l'immagine mostrando l'onnipossente slancio dell'oblio di ogni cosa. Le sere silenti sono le sere ove gli spettri afferrano le ombre, gettando nelle tombe gli avanzi della nostra conoscenza proibita. Non trovi questa calma apparente un po' illusoria, e questo distacco salvifico, tu cosa vedi oltre questo, al di là di questo ? Ti ringrazio @Nerio Una critica esaustiva, precisa, meticolosa Fumo solo Backwoods (splash) (uoh)(ah) Scherzo
  6. Gianpaolo Tulli

    A Elena

    @Milarepa La facoltà primaria che accomuna qualsiasi essere umano è la paura. Un poeta deve generare un fiore danzante con i suoi variopinti colori che sprigionano tutta l'infiorescenza di un abisso insondabile. Questo legame dècadent ci riconduce alle opere di Baudelaire, Rimbaud, Mallarmé. Tutto frutto dell'ingegno di Poe, la poesia di Poe mi rappresenta più di tutti : il corvo posato sul busto di Pallade. Elena è un ombra di tante donne decedute giovani, il ricordo di una morte prematura, di un fiore gettato in una tomba fredda. Solo gli angeli cedono alla verità, questa verità si riflette sul male di vivere e sulla morte di Elena. La vita è male... Leggendo questo invisibile dal visibile ci induce a non varcare certi confini remoti. Per questo incontriamo Ulisse nel canto XXVI della divina commedia, giunto all'inferno fra i consiglieri fraudolenti nel VIII cerchio. Ulisse narra che dopo aver lasciato la dimora di Circe non volle tornare coi suoi compagni a Itaca, ma si mise in mare aperto affrontando un avventuroso viaggio. Giunto con la sua nave allo stretto di Gibilterra, limite delle terre conosciute, aveva rivolto ai compagni una orazion picciola per indurli a oltrepassare le colonne d'Ercole ed esplorare il mondo sanza gente. Il folle volo nell'emisfero australe, completamente invaso dalle acque, era durato circa cinque mesi, finché la nave era giunta in vista del monte del Purgatorio. A quel punto si era levata una terribile tempesta, che aveva investito la nave di Ulisse e l'aveva fatta colare a picco, causando la morte dell'eroe e di tutti i suoi compagni. @Milarepa Il segreto della poesia è di concedere alla poesia una netta distinzione tra lo spleen et idèal , unione imperativa per la creazione. Credo che la poesia greca sia l'esempio della verità suprema, assoluta, armoniosa: il bello come elevazione ancestrale di un incubo biblico del pittore William Turner. Questa è l'analisi della mia poesia visionaria. Ti ringrazio per le acute osservazioni dei miei versi dopotutto criptici Fumo solo Backwoods (splash)
  7. Gianpaolo Tulli

    Lettera di un poeta sconosciuto

    @Fraudolente È un frammento scritto di getto, non sono stato attento alle correzioni, alla forma, al contenuto. Ti ringrazio per essere stato sincero
  8. Gianpaolo Tulli

    Lettera di un poeta sconosciuto

    Errore di battitura
  9. Gianpaolo Tulli

    Lettera di un poeta sconosciuto

    Perduta nelle droghe, nelle fantasie, nelle vaghe illusioni
  10. Gianpaolo Tulli

    Lettera di un poeta sconosciuto

    Mia cara Marienne, ho sognato per molto tempo sogni che mai mi sarei reso conto di vedere e per molto tempo, per molto tempo ancora, resterò per settimane in un totale stato d'inerzia paralizzante aspettando con entusiasmo una tua improvvisa chiamata. Nelle nostre ultime conversazioni mi è parso noto con mio relativo stupore, che qualcosa stia germogliando nel tuo cuore giovane. Qualcuno ti ha ferita lasciandoti ferite così sanguinolenti che mai nessuno plasmerà: perché sei ancora più bella quando sfiorisci come le rose in autunno sanno fare. Con quei petali caduti conserverai ogni tua lacrima e proprio quella lacrima scivolerà sulle tue guance di miele, proprio quella lacrima. Ti immagino distesa sul tuo letto profumato, nel tiepido candore delle coperte stirate, nel dorato e immacolato fiume di baci mai dati: baci limpidi come sorgenti d'acqua cristallina. Le tue labbra un'anfora per gli angeli più giovani, intorno al tuo nido d'acque correnti affonderanno la bocca, negli altissimi cieli dei tuoi occhi malinconici si specchieranno favolosi questi leggiadri cherubini dell'amore. Una parola che esprime tanta bellezza non c'è, sei tu il sogno nutrito di luce e di luce eterna è il tuo ultimo sorriso. Come da un'ombra, rapita la mia giovinezza, perduta nella droghe, nelle fantasie, nelle vaghe illusioni. Passeranno senza inquietudini queste notti solitarie, solo con tutti questi spettri e tu dove sei ? dove sei grande taciturna ? Mio incanto fiorito, cos'è questa misera vita paragonata agli elevati pendii dell'eternità. Non sei felice di sorridere alla morte ? hai amato troppo per raggiungere queste rive notturne, hai amato ancor di più per essere così sensibile alla poesia, alla pittura, agli antichi decoramenti neoclassici; eri un'energica pittrice senza tela e mai più potrai tingerla di questi tetri colori. Marienne sono morto quanto te, la mia anima è sfinita, ho trascorso innumerevoli anni negli abissi, senza aver amato. Ho sfiorato le tenebre più remote ove una figura impercettibile mi disperdeva nei più orridi recessi della società, forse per rimanerci per sempre, per sempre. Non posso trascurare la mia solitudine, donami un po' della tua morte, lascia che la tua voce armoniosa fluisca rendendo meno desti i pensieri più tristi, lasciami l'ultimo brandello del tuo cuore intatto mia cara Marienne. Ogni istante senza di te mi tortura, un poeta soffrirà più degli altri diceva Alda Merini. Un poeta si rende poeta solo nel sacrificio più estremo, ed io sono pronto a lacerarmi, a consumarmi, per un volere più nobile, per un dovere di narratore delle cose belle. Ti prego sii sincera mio incanto dagli occhi di fata, mia musa fra le muse. Ps: Ho conservato un anello per te. È un grazioso anello stile impero: 1815-1840, spero possa piacerti. Mi è stato commissionato un lavoro di modesta retribuzione, dovrò scrivere un sonetto e un ode. Allora sarai tu la mia musa ? Dimmi si o no, sarò lieto lo stesso di una sola parola scritta da te, anche se scritta per un tuo dolore, non importa. Le tue labbra poserai sulle mie inebriandomi quando la malattia finirà. Ti saluto dolcissima... Dai passi leggiadri, avvolta nella tunica greca con ghirlande di viole più in fiori del tuo viso diafano, pallido, bianco. G.T.
  11. Gianpaolo Tulli

    Interludio

    @davidep Questi paesaggi cittadini, queste descrizioni accurate, estatiche, bagliori di tempo, la prosa scorre con le sue forme armoniose e piacevoli. Una lettura dove l’ombra di nuvole sfuggevoli e beffarde, come i sogni di prima mattina ritraggono il vero, il bello, l'assoluto. Questo cantico accompagna il pomeriggio e l'estate, ma il giorno che tornerai non scatenerà l'improvvisa reazione del lettore. Frammento quasi profetico, il viaggio verso l'ideale. Credo sia il più riuscito, il riposo e il risveglio, la contemplazione delle vette glabre, il passato e anche i desideri dimenticati. Tuttavia la memoria resta il passo più bello di questo breve e intenso frammento. Quella sorta di malinconia segnata dalla pioggia poiché il canto lo rende ancora più musicale. Parliamo dell'inverno, della fuliggine, i comignoli, la muffa. Si ode decadenza e incanto come un fuoco che divora il lettore. La bravura richiede uno spirto di osservazione acuto e meticoloso. Al suo paesaggio di forme e colori nuovi, molto apprezzati, ma perché parlare degli uomini quando l'urlo della natura lacera ancor di più il lettore. Deduco che questo frammento sia un ritratto della provincia e dell'amore nella selvaggia provincia forse sbaglio ? Più che uno scrittore sono un poeta e averti letto mi ha condotto a scoprire come la prosa possa essere musicale quanto la poesia. A rileggerti ps: Dimentica la parola, sii musicale. Molti frammenti racchiudono pur sempre un fiore ancora non sbocciato. Complimenti
  12. Gianpaolo Tulli

    Salmo dei Contemplatori di Stelle

    @Angelo Panunzio Amo questi due versi mi trasportano in una visione onirica. Queste anime celesti che si abbandonano al chiarore divino Bel componimento. A rileggerti Ciao Ciao
  13. Gianpaolo Tulli

    Ars poetica - laboratorio compositivo

    In cosa consiste questo laboratorio compositivo
  14. Gianpaolo Tulli

    Strofa 20ª

    Quando nasce un poeta tutta la terra trema e mai più sarà come prima. (Ralph Waldo Emerson) I In un lucente mattino in fiore quando la tetra alba ricopriva i verdi campi, nei suoi vasti recessi al di là di infiniti raggi purpurei, un sole nel grano tiepido sorgeva. II Di bruma era il suo letto piumato, che dalle ali dorate fiumi limpidi e piccole chiome avanzava, nell'alba. III I rami secchi leggermente inclinati sulle colline aspre, allo zeffiro armoniosa danza di spighe. IV Nelle notti serene morirò calpestando la mia terra fredda: germoglio nelle tue labbra di fata silente delle sere più silenti, nelle sere.
  15. Gianpaolo Tulli

    [LP 6] Anime Salve

    @Johnny P il poeta diventa per sua facoltà un critico, e per sua stupidità un poeta. Tienimi stretto le sere d'estate, quando guardinga è la luna nel cielo, e ascolta il freddo di queste mie mani che ti accarezza dolcemente il viso. Nelle sere d'estate collochi dei ricordi vividi ? Non c'è qualcosa di interrotto in questi versi ? Quale verso slega l'ordine della poesia ? Conta la forma non il contenuto, il verso ritrae un paesaggio estivo e remoto, qualcosa di appena percettibile, qualcosa che fluisce con la parola. Si parla di scogliere siderali, ma l'espressione in sé non mi riconduce al bello. Pare la descrizione accurata di una bella vista, la bella vista intrisa tutta di doppi legami che non vado a smascherare. Sembra che l'autrice o l'autore parli di tristezza e di rimpianto ed è questo sapere che non riesco ad apprezzare. Poi il tempo che rovina non rovina, il tempo muore, forse è scritta per qualcuno che non è stato amato. È che manca la chiave per la terza porta: il segreto, nessuna poesia deve essere scritta, celato è il significato. Credo nella proporzione tra armonia e sillabe, la metrica come metronomo e il suono come misura. In questo componimento si va alla ricerca della casualità, tutto è casuale e poco disposto, dare voce al proprio io richiede un sforzo di pensieri, e in questa poesia il raziocinio non manca. Manca la prospettiva per dire: questa parola è sconosciuta e deve esserla sconosciuta come è sconosciuto il tempo nella poesia stessa. Molti legami sono l'effetto di altri, ma se dividiamo il legame che spezza l'incertezza e il rimpianto cosa abbiamo ? Una rispettata putredine di significati. Profondamente mi rimane un dubbio, cosa significa conservare l'amore ormai perso ? Sono sicuro che l'amore non esiste ma chi non ama perde un terzo della sua vita, tu cosa vedi. Ciao, Ciao L’anima nasce vecchia e diventa giovane: ecco la commedia della vita. Il corpo nasce giovane e diventa vecchio: ecco la tragedia della vita. Oscar Wilde
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