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Edoardo Angeloni

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  1. Edoardo Angeloni

    Ecce Homo - (Sintesi)

    Caro Sinbad, salvaguardiamo Mallarmé da ulteriori stronzate che non merita, ma nel frattempo Kafka rischia la facile ironia "robe di kakka". Vorrei andare a a vedere Cettola qualunque. Ho visto un recital sulla Merini, hai ragione tu , sono freddo. Tutto il meglio se lo piglia lo yuppie, ma il difensore della Causa quanto conta per il suo silenzio? Il papa attuale giustifica tutto quello che può dimenticare domani, Ratzinger era di cultura. Epstein nasconde con la sua morte i segreti di Clinton? Alla stampa che gliene frega, che un ala di calcio di serie C se ne va in A perché lo va vedere Castagner invece che Del Neri?
  2. Edoardo Angeloni

    Ecce Homo - (Sintesi)

    Mallarmé e Rimbaud non li rinnego assolutamente, si studino agli esami di maturità! Mi piace "Occidentalis karma" per la sua carica innovativa post-moderna. Effettivamente quello che tu affermi coglie una nota di ipocrisia nel mio giudizio su Baudelaire e Merini. O.K. Rien va plus. Insomma, alla fine uno segue le scelte che gli sono naturali. O, come dice Vasco, i conti ognuno paga comunque i suoi. Meglio la parte di un Sanguineti che quella di un barbone.
  3. Edoardo Angeloni

    Ecce Homo - (Sintesi)

    Quindi secondo te, caro Zerco, il campo del nulla è l'incerto ed il soggettivo. Invece ti interessa di più l'oggettivo. E' un Roland Barthes reversibile e rovesciabile. Nei miei brani cogli che l'incerto supera il certo. Mi fa piacere tutto questo. L'eccesso del digitale fa rimpiangere il senso di vuoto di fronte alla pagina bianca.
  4. Edoardo Angeloni

    Ecce Homo - (Sintesi)

    Optando come frame per il San Remo di Occidentalis karma e del rompiballe che se sbaglia è fuori, i giapponesi costruiscono la tecnologia fuzzy per il divertimento di venderci Nagatomo? Gli ebrei invertono la rotta pro o contro il loro destino? Rimbaud rischia di diventare un caso serio. Confrontianolo con Baudelaire nel Gatto: "Genio del luogo e spirito natio", potrebbe essere una fata o un dio. In "Armonia della sera" riassume i suoi ricordi più importanti con il verso: "malinconico valzer. delirante languore". "Sul balcone" è più o meno sullo stesso tema riferendosi alla "madre delle memorie". C'è un'analisi del fame suddetto: potere locale forte, potere statale debole. L'algebra prevale sulla geometria, ma anche il modello fisico è sufficientemente coerente. Ecce homo migliore di ecce bombo. I simboli eccedono la funzione degli spazi. Non siamo alla frutta perché c'è lancillotto-vanderlein. Ada Merini continuerebbe in "Da questi occhi" che "togliere a me che ho fatto rete intorno" condurrebbe alla stoltezza. In un altra poesia dice che la parte del suo dolore va goduta sola fra molti amici, mentre la gioia che fa parte del vino va bevuta insieme. In "Nozze romane" parla di una formula interpretativa dell'animo.
  5. Edoardo Angeloni

    Ecce Homo - (Sintesi)

    Mallarmé era un gradito commensale, ma anche il braccio destro della Restaurazione. Sarebbe sbagliato definirlo un cacasotto, ma uno stronzo forse sì, alla Trapattoni. Grandi al suo livelo sono Alfieri , ma anche Antonioni che girò un bellissimo film sulla Cina post-comunista. Oggi un Rimbaud potrebbe essere un Ribery, certo che anche la nazionale francese comincia ad essere piena di giocatori di colori mentre negli anni 80 e 90 c'era anche qualche bianco. I tifosi dell'Inter cominciarono a storcere il naso con Angloma. Come dice Venditti, Nietsche e Marx si davano la mano. Oggi potrebbero essere gli equivalenti di Renzi e Minnitti. Gli ebrei come creano il dio-computer lo distruggono, con la stessa ironia del mito di Abramo e Isacco (Kieerkegaard)
  6. Edoardo Angeloni

    Ecce Homo - (Sintesi)

    Qualcuno potrebbe avere motivo a intromettersi in tutto ciò, Chi si auto-aggiorna e rischia di finire nella merda reale assomiglia al comico Albanese. Ma poi il cittadino ha il diritto di dire basta. Qualcosa o è un "qualcosa" o è sempre la stessa merda, e il passato ce lo dovremmo poter scordare. Una mia indubbia colpa è che preferisco la vecchia kodak all'indigestione del digitale.
  7. Edoardo Angeloni

    Ecce Homo - (Sintesi)

    Il discorso ha lo stesso interesse anche se la merda non è metaforica, ma reale. Mallarmé potrebbe anche essere interpretato secondo il fatto che il diritto alla privacy del bagno se non è un lusso lo potrebbe diventare. Allo stesso modo Alfieri si auto-aggiorna e il cinese si compra la toilette. Rimbaud a questo punto potrebbe scegliere quali cazzi suoi farsi. Il punto di vista di Nietsche è una sottile linea di confine che senza queste norme il primo rompipalle si sentirebbe in diritto di poter attraversare.
  8. Conosciamo tutti o quasi David Edgar Wallace come il grande scrittore americano morto recentemente in età giovanile. Se la sua narrazione è certamente apprezzabile, non lo è meno il suo contributo di critico. Infinite Jest è un'opera lunghissima ed appassionante, un romanzo a tema. Cito volentieri la bella critica di Luca Briasco in Americana : "Continuatore ed erede della migliore tradizione post-moderna, ne ha offerto una versione aggiornata all'epoca del televisivo e di internet, riproducendo nei suoi torrenziali romanzi e racconti l'estetica dello zapping e il soffocante plenum informatico"(pag. 169). Poco più venti Briasco riconosce l'ambivalenza che caratterizza questo enorme lavoro di Wallace:"Benché tutti i recensori abbiano riconosciuto il talento dell'autore non sono mancate le accuse di solipsismo e di auto-compiacimento , il rimprovero di chi percepisce in quest'opera gigantesca un eccesso che danneggia e compromette la qualità della satira" Mc Inerney condivide che Wallace abbia avuto talento, ma si lamenta della lunghezza del testo. Michico Kakutani parla di "un vasto compendio enciclopedico di tutto ciò che, a quanto pare, è passato per la mente di Wallace". E' un libro innanzitutto sulla crisi dei rapporti tradizionali, travolti e quasi annullati dallo strapotere delle relazioni virtuali. Lo stile con frasi molto lunghe e prive di punteggiatura rimanda al Saramago di L'assedio a Lisbona . Come Saramago e Borges, Wallace entra a pieno titolo nei paradossi dell'auto-referenzialità. Esamina con fredda lucidità i meandri del pensiero virtuale e non si sottrae ad una cinica auto-analisi. Gli interessi sono i soliti (il cinema, il tennis), ma è chiaro che i rapporti tradizionali sono stati sostituiti da un nuovo tipo di comunicazione. Egli cerca con sottile ironia un filo logico in quello che sarebbe da giudicare un contesto assurdo. Un altro volume enorme e grandioso di Wallace è The Pale King . La storia è quella della vita di un impiegato , ormai ridotta al ripetersi di vuoti formalismi, incapaci di dare un senso alle persone che gravitano attorno a questi uffici. Rispetto all'altro libro, è meno ossessiva la ricerca stilistica di una scrittura neutra, ma sono descritte in modo lucido ed obiettivo le carenze della società post-moderna. L'assenza timbrica di Infinite Jest , riproducendo atmosfere kafkiane, conferisce al contesto un tono surreale. Le parole hanno un suono che è alla ricerca del tono giusto: il senso del discorso, cercando se stesso, riesce a trovare qualcosa di positivo . Leggiamo in Infinite Jest : "Una volta che la donna disse che era venuta dove effettivamente era venuta, egli avrebbe voluto prendere a calci l'intero sistema. Gli capitava che sarebbe voluto scomparire in un buco nero, dove trovare un supporto a qualcosa dentro di lui" In The Pale King l'autore invece scrive: "Egli poteva vedere l'uomo col vestito ed un grigio cappello rimanere senza emozioni, appoggiandosi con il braccio e guardando verso il lato opposto, dove piccole forme situate su sedie da campo stavano qui in riga in modo da indicare linee d'acqua". Lo stile ossessivo e ripetitivo del primo caso diventa nel secondo caso formalmente più elaborato. Infatti nel secondo caso il rapporto Dentro-Fuori è completamente invertito: se inizialmente la dinamica aveva un ruolo soprattutto interno, poi la scrittura riproduce in modo accurato ed esigente le pieghe del reale. Consideriamo per un attimo il Wallace critico e saggista di Di carne e nulla del 2012. In La retorica e il melodramma matematico ricorda che molti romanzieri hanno attinto a piene mani , traendone ispirazione, al Teorema di Fermat e ai risultati sui primi". Egli scrive a pag. 34: "Può darsi che la matematica non sia riconosciuta come un'arte, proprio perché ha bisogno di tanto allenamento e tanta pratica per poterne apprezzare l'estetica." . Che egli sia un profondo conoscitore della matematica si evince anche a pag. 49: "E' importante rendersi conto che nessuna di queste omissioni conterebbe davvero senza la scelta di un collegamento così stretto tra teoria dei numeri e realtà dei personaggi storici" E' una frase tratta da Zio Petros è la Congettura di Goldbach . Il protagonista è Petros , il quale aumenta continuamente la sua alienazione. Non si tratta di leggere in modo errato il Teorema di incompletezza di Godel, è il suo stesso solipsismo a decretarne il fallimento (come uomo e matematico) alla stregua del Satana di Milton. Wallace dice a pag. 99 in Futuri narrativi e vistosamente giovani : "Come in tanta narrativa, le icone popolari sono usate con la massima serietà come parametri dell'attualità; così riconduciamo le tecniche preferite da molti giovani scrittori alle radici esperienziali di noi stessi spettatori consumati" . Ancora "Guardiamo gli attori interpretare i loro personaggi. Il valore umano contemporaneo non solo è isomorfo al fenomeno del guardare, ma è radicato in esso.. Le preziose distinzioni tra il vero essere ed il semplice apparire si confondono, nel senso dell'esse-est-percepi berkleyano". In Il plenum vuoto Wallace manifesta il suo apprezzamento per il romanzo di Markson, Wittgenstein's mistress . Wallace si dedica ad un autore relativamente sconosciuto e ne scava le pieghe rispetto al fenomeno post-moderno. Il personaggio femminile (Kate) quando batte a macchina esprime parole e voci, ma allo stesso tempo le reprime. Flaubert avrebbe parlato di affermazione necessaria del Fuori. Wallace continua a pag. 132: "Picasso, che si rifà a Velasquez come Markson si rifà a Kierkegaard e a Wittgenstein , impone l'idea di opera d'arte visiva, che non è solo una rappresentazione, ma anche cosa ed oggetto". In Borges sul lettino Wallace confronta Kafka e Borges, uno espressionista, proiettivo e personale, l'altro metafisico e chiuso in se stesso. E unibus pluram contiene affermazioni originali alla pag. 656 di una raccolta di brani pubblicata da Penguin: "Gli scrittori di fiction tendono ad essere terribilmente auto-coscienti. Dedicano il loro tempo produttivo a studiare come le persone si connettono, mentre essi spendono molto meno tempo libero a chiedersi come avvengano tali connessioni". In Some remarks on Kafka's funniness l'autore afferma a pag. 850: "Un altro handicap per studenti dotati si nota nelle associazioni kafkiane. A differenza che nei lavori di Joyce e Pound, Kafka le crea non in quanto inter-testuali o storiche. Tali evocazioni sono inconsce o addirittura archetipiche, nel senso in cui il mito deriva dal magma primordiale. Tutto ciò accade perché abbiamo a che fare con incubi e non con eventi surreali" Concludendo, credo di essere stato un interprete abbastanza fedele del genio post-moderno di Wallace. La sua analisi del testo e della parola regge i ritmi della matematica e dell'informatica, ma conserva le radici di un universo che è ancora mitico. La rete dei computer e dei cellulari così non distruggerebbe il linguaggio tradizionale, ma avrebbe un suo senso, nascosto quanto si vuole, che potrebbe essere analizzato in base a proprie leggi di composizione interne.
  9. Edoardo Angeloni

    Ecce Homo - (Sintesi)

    La politica è sangue e merda, mi pare lo abbia detto Formica. E allora accettiamo Ecce homo come una lezione forse migliore di Ecce Bombo. La nostra vera sofferenza è meglio di una mal celata ipocrisia. Scrive Mallarmé che "una qualunque solitudine rispecchia la sua desuetudine nel mio sguardo che qui abdicò alla gloria alta da non poterla toccare". O Rimbaud: "E' il chiaro riposo, né febbre né languore. E' l'amico né ardente, né debole. E' l'amante che non tormenti e non ti tormenta". Illuminante su questo quanto dice Nietzsche in "La nascita della tragedia, Adelphi, pag. 35: la veglia dal punto di vista etico va preferita al sogno. "illusione che noi siamo costretti a sentire ciò che veramente non è, ossia come un continuo divenire nel tempo, nello spazio e nella causalità, in altre parole come realtà empirica" Allora il sogno diventa illusione di un'illusione.
  10. Edoardo Angeloni

    I viaggi di Andrea.

    Andrea fa il rappresentante di carte di credito, quindi viaggia spesso in treno , in particolare tra Roma e Milano. Laureato in ingegneria informatica,esperto di codici, è soprattutto una persona aperta alle novità. Sale sull'Intercity o sul Frecciarossa con il tablet da sistemare nella presa della corrente e con le cuffiette. Ma la sua omologazione alla cultura di massa non è completamente passiva, grazie ai suoi gusti ed interessi personali. Ascolta una musica che non è quella delle discoteche più note, due minuti di brani melodici e 6 minuti di rielaborazione ed interpretazione sonora. Invece sceglie con cura i brani di complessi come i Muse o Bon Jovi. Legge sul tablet 20 pagine di un libro, poi guarda per un pò una commedia americana. Pensa che , se Tom Hanks, Hugh Grant, Johnny Deep sono stati attori di successo, ora il panorama offerto dalla produzione americano è scarso. Infatti le commedie brillanti sono state per lo più sostituite dal filone apocalittico, con o senza 3D. Scrive Tondelli a pag. 109 di Un week-end post-moderno : "In quel momento di pausa-fra ballerine stanche e cantanti dagli occhi gonfi, fra telefoni che continuavano a squillare e telex che arrivavano in continuazione in sala regia-sentii, nella mia stessa stanchezza, il doppio e il falso dello spettacolo, la seduzione di una maschera grondante fatica e sudore. La notte, accolto nel refrigerante lusso del Grand Hotel, pensai a Nathanael West, povero e sfortunato scrittore degli anni 30, affondato nella Hollywood maledetta del massimo splendore e del massimo cinismo" Con questi pensieri, Andrea notava le belle ragazze che tra Rimini e Cesena o tra Ancona e Pesaro affollavano il sabato sera le discoteche. Ma a 45 anni non le guardava più con ardore sessuale , ma con una consumata malinconia. In contro-luce osservava le loro reazioni, appunto nel doppio e nel falso dello spettacolo. Ma non si sentiva un Berlusconi, piuttosto uno scrittore americano di inizio 1900. Se Tondelli citava West, Andrea legge Saul Bellow, che a pag. 226 di Le avventure di Augie March racconta di uno che preferì per un certo periodo libri di matematica, poi si accostò a volumi di letteratura, storia, filosofia e teologia. Costui afferma che "in ogni caso ho trovato qualcosa di esterno ad una privazione sconosciuta, ed ho realizzato come un amore generico, prima di esplicitarsi o di vedere il suo oggetto, manifesti se stesso come noioso". Poi continua giustificando il fatto che la relazione tra l'erotismo dei romanzi e le attese in anticamera di una donna è simile. Andrea considera il viaggio tra Roma e Milano lungo e noioso, preferisce cambiare treno a Bologna o ad Ancona. Ma alle luci delle discoteche ormai preferisce qualche episodio sentimentale. Dopo 2-3 anni di lavoro come rappresentante, conosce a memoria il percorso e gradisce talvolta la conversazione brillante della vicina di treno. Ogni tanto deve fare anche l'amore, cosa possibile grazie a 4-5 amiche che abitano nelle città attraversate dalla linea ferroviaria. David Foster Wallace ha parlato come Tondelli di drammi giovanili, ed entrambi sono morti prematuramente. Wallace scrive in Infinite Jest che "un intossicato ragazzo di strada con un collo venulato e incisivi persi e con il filo dell'elettricità intrappolato nelle scarpe sta cercando di cantare Volare al microfono di un palco vuoto" La descrizione è molto dettagliata , poi continua con il fatto che "Ederly sta realmente ascoltando, sebbene c'è un'affascinante ragazza con una corta maglietta bianca seduta a gambe incrociate graziosamente-lo stile dell'abitino è di Ferragamo- a cui va la parte periferica dell'occhio, e la donna sta con un ragazzone ancora più figo, e i seni della donna sono affascinanti e distraenti, insomma il meccanismo vedo-non vedo caratterizza l'istinto selvaggio della ragazza". Wallace quindi è un divulgatore, come Tondelli, delle tendenze giovanili, ma si richiama all'erotismo nello stesso senso di Bellow. Se gli estremi del primo 1900 e dell'attuale 2000 si toccano, che dire di un Ken Follet percepito dagli stessi passeggeri del treno? Infatti Andrea sta leggendo sul tablet Una fortuna pericolosa proprio di Follet. La storia racconta di Hugh e Maisie che si sono incontrati 3-4 volte da quando lui è tornato da Londra, ma si conoscono da 6 anni con un certo affetto. Follet scrive: "L' occasione si presentò quando la maggior parte dei commensali prese a chiacchierare in modo animato. Maisie decise di lanciarsi. Si rivolse a Hugh e subito fu sopraffatta dall'emozione. Per 3-4 volte iniziò a parlare ma non riuscì a continuare. -Ti avrei rovinato la carriera -Chi ti ha detto che mi avresti rovinato la carriera? -Zia Augusta -Avresti potuto mandarmi una lettera - Mi dispiace di averti fatto soffrire. Volevo salvarti dall'infelicità. L'ho fatto per amore." Andrea ama il testo di Bellow, e Wallace con il suo stile è capace di creare atmosfere simili. Follet sembra meno banale se letto in una chiave diversa, non umoristica ma freudiana. La forma d'astrazione che usa per leggere Bellow e Wallace lo fa passare per ingenuo, mentre con Follet riesce a sublimare certe sensazioni precedenti. Considerato il dovuto "frame" di Freud alla filosofia greca, qui in particolare ad Aristofane, Andrea leggeva volentieri Follet secondo un piacevole modo di passare il tempo. Certo era una lettura meno impegnativa delle altre e consentiva qualche sguardo in più alla vicina di posto. Se dovesse fare a meno di Follet, gli sarebbero d'aiuto i seguenti versi di Mallarmé: "Purtroppo, scavando il verso così a fondo, ho incontrato due abissi: il Nulla e il Vuoto che abita il mio petto" ed ancora "essendo giunto all'orribile visione di un'opera pura, ho quasi smarrito il senso e la ragione delle parole più comuni". A questo proposito Heidegger nella sua opera fondamentale su Nietzsche scrive: "Se ci rammentiamo del fatto che Nietzsche , con la sua estetica filosofica, vuole fondare l'arte sulla vita del corpo in carne ed ossa, in questo è insita un'affermazione del mondo sensibile, e non la sua abolizione" (pag. 205). Tali visioni consentono ad Andrea di sopravvivere a molte difficoltà, anche se si muove da cyborg come Mark e Giovanni, di cui parlo nel mio racconto Mark e Giovanni dieci anni dopo. Scrive Kant a pag. 53 di Prolegomeni ad ogni futura metafisica : "La parola <natura> prende ancora un altro significato, determina cioè l'oggetto, mentre nel precedente significato, natura indicava soltanto conformarsi a leggi, nelle determinazione delle cose. Natura, quindi considerata <materialiter>, è l'insieme degli oggetti dell'esperienza". Se è vero che la cultura globalizzata artificialmente alla Mc Luhan pare richiedere anche la riproducibilità tecnica dell'opera d'arte (Benjamin), Andrea segue l'istinto che lo fa reagire e accetta più volentieri i temi di Nietzsche. Questo filosofo scrive a pag.84 di Nascita della tragedia : " Ciò che qui conta non è il contenuto degli avvenimenti rappresentati: vorrei affermare che a Goethe sarebbe stato impossibile rendere commovente in senso tragico il suicidio di Nausica. A tal punto è straordinario il potere dell'epico-apollineo, che esso riesce a trasformare per incanto sotto i nostri occhi le cose più orrende con il piacere per l'illusione. Il poeta dell'epos drammatico non può fondersi appieno con le sue immagini, nella misura in cui non lo può il rapsodo epico". La catarsi dell'episodio di Nausica non potrebbe accadere in un contesto alla Euripide, ma solo in un mondo in cui funziona il dualismo Apollo-Dioniso. Andrea per le caratteristiche e le motivazioni proprie del suo lavoro vede con disinteresse la soluzione Benjamin-Mc Luhan. La vera cultura è quella di Kant, Heidegger, Nietzsche. Trova il senso del suo viaggiare sentendosi come Ulisse che rifugge la sua Itaca. Ungaretti scrive di Didone: "Non sfocerebbero ombre da verdure/Come nel tempo,ch'eri agguato roseo/E continuava a distendersi la notte. /Con i sospiri di sfumare in prato/E a prime dorature ti sfrangiavi/Incerte , furtiva, in dormiveglia". In effetti, senza questo inquadramento mitico, la nostra descrizione di Andrea sarebbe rimasta oscura. Scrive Deleuze a pag. 164 di Differenza e ripetizione . "I sistemi differenziali dalle serie disparate e risonanti, dal precursore buio e dal movimento forzato, sono dette simulacri o fantasmi". Questo fatto spiega perché Andrea ha bisogno di quelle 4-5 ragazze lungo la ferrovia. Deleuze spiega tutto ciò con il ciclo dell'eterno ritorno e con Platone. In questo modo la psicanalisi comprende sia il suo stress che l'animo leopardiano.
  11. Edoardo Angeloni

    Cucina e letteratura.

    Vorrei parlare del rapporto tra letteratura, cucina e vini. Mc Inerney cominciò a notare una nuova generazione di vini Chardonnay in coincidenza con la riduzione del seno di Pamela Anderson. Questo vino va elogiato per finezza e sottigliezza. Termini come elegante e nervoso conferiscono subito un significato a ciò che intendiamo per valore di una bottiglia. Gli esperti definiscono retrò il gusto di un vino, se il metodo di lavorazione è tradizionale e minimalista. Afferma un produttore di Chardonnay che "in California la nostra sfida è mantenere l'acidità. Non ha senso alleggerire il sapore acido solo aggiungendovi artificialmente il retrogusto". Il Pinot grigio dell'Oregon si accosta bene al salmone grigliato ed alle ostriche del Nord-ovest del Pacifico, ma anche a piatti di carne, essendo generalmente molto meglio di un medio Chardonnay. Un distributore di vini di Seattle spiegò a Mc Inerney: "Dovresti andare in Alsazia per informarti sul Pinot grigio dell'Oregon. Infatti il grado di secchezza dello stile gran crue del Pinot grigio dipende dalle caratteristiche di questa regione della Francia." Tutti i sommelier concordano sul valore del Riesling austriaco, , anche secondo altri è meglio il vino tedesco. Quest'ultimo è simile ad un'opera d'arte per il senso di hic-et-nunc che comunica, in quanto non solo trasferisce il DNA della vigna, ma anche il ricordo del suolo. Mc Inerney seguì il percorso di John Locke in un pellegrinaggio a sud di Bordeaux. esaminando le caratteristiche del terreno , mantenute dal vino locale con sottile ed inimitabile maestria. Anche Montalban è uno scrittore che ama associare cucina e letteratura, come risulta in particolare dal suo libro Storie di padri e figli. Molto precisa è la descrizione della paella, fatta con pollo, coniglio, lumache, fagioli, oltre che un soffritto di pomodori e fagiolini. Essa va mangiata subito dopo certi antipasti di insalata e tonno; poi si porta a tavola il riso rimanente, che si è insaporito nella pentola. Un menu ancora più raffinato è costituito da melanzane con gamberi al gratin e da un'orata al sale. Montalban qui descrive l'Andalusia secondo i suoi ricordi: la semiotica dei negozi di Granada, il ricco commercio di Malaga, la galanteria di Siviglia. Caravalho dà interessanti descrizioni dei luoghi dove ha vissuto in passato; se una cosa è rimasta identica, egli la nota. A causa del salto generazionale, la gestione dei negozi invece aveva subito qualche cambiamento. Non c'erano più le botteghe del merluzzo salato e le olive del signor Juan. Era scomparso il negozio di legumi, l'insegna del bar Moderno era stata sostituita da un'insegna gallega. Stava diminuendo la presenza di gitani. Era stata chiusa la legatoria dove Caravalho portò i suoi primi libri, comprati al mercato dell'usato. Banana Yoshimoto è un'altra scrittrice che parla di cucina in Kitchen. Il tufu era un piatto tradizionale dei monaci; esso è servito in vari modi: umido, fritto, in agro, ma è sempre lo stesso. Esiste anche il brodo di tofu con l'uovo , che è un piatto abbastanza misero. L' autrice cita come migliore il katsudom , che è un capolavoro se preparato con maestria. Esso è composto da carne col sugo, servito con uova e pancetta, riso di qualità. Comunque anche il tofu non è più lo stesso di quello dei monaci: oggi è di moda negli alberghi per turisti. L' ambiente del libro è dato dalla luna che sparisce tra le nuvole, suggerendo l'effetto-collage del 3-D, che è dato da alberi, campi, montagne, immagini molto veloci se viste da un taxi. Quest'ultimo incontra al suo passaggio vecchi templi, poi c'è l'oceano avvolto nelle tenebre e le onde che si infrangono sulle rocce. Tutto ciò riusciva a coniugare dolcezza e tristezza.
  12. Edoardo Angeloni

    Thomas e le avventure femminili

    Thomas è tornato a fare il commercialista a New York, per cui ha mantenuto i giusti contatti con Roma, Parigi, Milano, Vienna, Madrid. Non sempre prende l'aereo per recarsi personalmente all'estero, infatti è certamente più comodo l'uso di internet per concludere determinati contratti. Ma qualche volta preferirebbe viaggiare e rivedere i luoghi che lo hanno appassionato da giovane. Però queste città gli sembrerebbero fredde e grige, se gli mancasse la delicatezza ed il piacere della relazione con una donna. Franzen ha scritto un bel libro su un filosofo austriaco vissuto tra le due guerre, Karl Kraus. Thomas pensa che con simili concetti gli Stati Uniti ritroverebbero ironia ed ottimismo per vincere di nuovo qualcosa. Ma sono illusioni da quattro soldi, egli non vuole l'imperialismo del passato, ma solo quel minimo di welfare. A pag.15 di The Kraus Project Franzen afferma che gli scritti di Heine "funzionano dal sentimento romantico per la vita alla concezione tedesca dell'arte. In questa configurazione si offre il dolce utile , che orna la funzionalità tedesca e lo spirito francese. E così in questo contrasto leggibile tra forma e contenuto" Kraus ritrova il suo rapporto con le pagine del quotidiano "pericoloso mediatore tra arte e vita, parassita di entrambe" Thomas a Roma aveva avuto un'avventura con una tedesca, di nome Karla, insolitamente bruna. Infatti le altre che incrociava erano quasi tutte bionde. Su cosa possono essere d'accordo un americano ed una tedesca? Forse sul'ambiente, ma solo se vogliono andare a letto. Se invece preferiscono limitarsi ad una birra al pub, il discorso può anche scivolare sul Muro di Berlino o sull'Oktoberfest.. Thomas e Karla avevano fatto sesso un paio di volte in una camera d'albergo , quella di lui, ma la loro attrazione dipende dall'intensità della vita culturale di Roma. Karla riscopre i miti del paganesimo, Apollo contro Dioniso. Scrive Nietzsche a pag. 35 di La nascita della tragedia : "Quando più scorgo nella natura quegli onnipotenti impulsi artistici e in essi un fervido anelito verso l'illusione, tanto più mi sento spinto alla supposizione metafisica di ciò che veramente è, l'uno originario". Ma se così Karla può trovare una sua identità originaria, Thomas rischia di tornare ad essere un disadattato. Ma è nel legame con la cultura ebraica che il back-ground new-yorkese di Thomas riprende slancio, riacquista un tono ed una dimensione, ricomincia a scorrere fluido. B-H Lévy scrive a pag. 52 del Testamento di Dio che "sia spesso un atteggiamento di ordine magico quello che preferire celebrare il mistero anziché delucidarlo. So che alla potente e sottile Ontopolitica è urgente contrapporre , molto più modestamente, una Real filosofia che si curi più del vero , del probabile " Ma a questo punto la storia tra Thomas e Karla ha un'impasse . Il pensiero greco è ciclico, quello ebraico uni-direzionale. Allora i due capiscono che , se la loro storia deve essere solo sesso, essa è già finita.Così Thomas va a Milano, doveva potrà incontrare alcuni ricchi clienti. Thomas ripensa alla sua storia con Karla e nota uno sfasamento prospettico di certe sue sensazioni. La citazione di Heine aveva creato uno iato tra l'elefantiaca burocrazia romana e l'innovazione tecnologica. Con questa metafora si notava la lentezza del romano medio, che gode di un'antica cultura, ma anche delle brezze primaverili. Ma a Milano la stessa citazione voleva dire entrare nel sotto-pancia del milanese tipico, nei suoi gusti in apparenza nascosti, ma sui quali non è disposto a cedere. Dice Franzen a pag. 117 dell'opera citata: "Così realmente Heine è l'avanguardia di un sistema nervoso moderno. Inoltre egli rivendica il conio della parola cosmopolita , nel senso che il cosmo si riconcilia con la politica." Ripensando a New York, Thomas si accorge di essere ancora attratto da Mary, con la quale si incontrava in un bar dei Queens. Essi di solito si davano piccoli calci fino alle ginocchia, cosa che, anche se era molto gradevole. faceva evitare ogni altra possibile conclusione erotica. Thomas dava al suo rapporto con Mary una valenza quasi mistica, cioé nel senso che dipendeva in gran parte dall'istinto. Invece con Karla la relazione stava diventando troppo intellettuale. La filosofia di Kant era in grado di giustificare tutto ciò, quando il punto di vista logico mostrava incoerenze serie. Infatti, rispettando il principio di non-contraddizione , possiamo parlare della forma logica dell'oggetto conosciuto., da cui deriva la possibile partecipazione alla totalità dei predicati. Quindi per Kant la possibilità di una cosa di esistere derivava da qualche forma di coerenza interna. Thomas dal punto di vista sentimentale si accontenta di questa spiegazione, nel senso che capisce perché è rimasto fedele a Mary. Invece vive da erudito il rapporto con Karla. Prevale la sua aderenza ala vita di New-York considerata prioritaria rispetto alla grande diffusione dei flussi globali. Se Thomas Friedman del New York Times parlava di mondo piatto (flat) , paragonando Google e Facebook alle polis greche, tutto ciò pare indirizzato solo parzialmente verso un miglioramento culturale, prevalendo tipi di comunicazione logorroiche, gergali, o a livello di slogan. E' quanto descrive Franzen a pag. 326 di Purity : "Abbiamo discusso per 5 ore su cosa fare adesso-Tu dici <discutere più tardi> ed ora è tardi- Non capisco di cosa si potrebbe discutere così- Lasciami prendere l'autobus- L'errore è stato fatto- Io tornerò indietro ed aspetterò- Abbiamo parlato per 9 ore, interrompendo solo per andare al bagno- Quello che lei faceva non solo non aveva senso, ma era impossibile riconoscerlo questo senso" Franzen descrive una relazione di coppia che in un mondo inter-connesso rischia di diventare afasica. Se torniamo al nostro Thomas, secondo Kant l'opposizione tra Mary e Karla pare, più che una libera scelta, una contraddizione non logica, ma fattuale: le categorie mentali che interpretano le due situazioni definiscono la stessa totalità dello spirito. Le due donne rappresentano le due facce di una stessa simbologia femminile. Se per Thomas ciò potrebbe essere un fatto di immaturità, il modello auto-critico di cui parla Franzen può funzionare con un'unica donna. Scrive Solles a pag. 335 di Femmes : "Giuda è la passione sessuale stessa pervenuta al più alto grado di eccitazione. Io amo Cristo, dunque sono lui, ma egli deve morire. Ognuno uccide chi ama. Dopo tutto egli non è che un uomo. Sia pur divino, ma è un uomo" Così Sollers fa un'auto-critica simile a quella di Franzen per esorcizzare il dualismo Apollo-Dioniso. Ancora Sollers a pag. 186: "Giocasta e Laio, quale orrore! Davanti alla Storia godere di una donna è la più grande delle mostruosità immaginabili? E' la fine del tempo, la rovina del romanzo! immaginiamo Charles Bovary seducente. Emma psicanalista gli si dona con fervore. Io sono questo rivoluzionario implacabile"
  13. Edoardo Angeloni

    [FdI 2019-2] La madre il diavolo e…

    Molto interessante il rapporto tra madre e figlia, tormentato certamente, ma non per questo meno intenso. I richiami alla metafisica dell'inferno non sono affatto ovvi, ma più che a possibili somatizzazioni da parte della figlia, fanno pensare ad un legame affettivo irrisolto. Ciò traspare in maniera significativa dal tipo di linguaggio usato: spezzettato, ossessivo, lacunoso. Tutto ciò, se voluto , è un'ottima chiave stilistica, molto migliore rispetto alla piattezza di un discorso pseudo-didascalico.
  14. Vorrei fare riferimento ad un mio racconto di qualche anno fa Le avventure di un disoccupato a New York, dove parlavo delle vicende di Thomas. Egli era stato licenziato da manager del settore immobiliare ed aveva cercato a fatica nei bassi fondi fondi di questa città di ritornare all'Università o ottenere qualche piccolo lavoro. Era l'America di Obama che voleva dare l'opportunità della ricerca della felicità, cose che per Reagan ed i Bush erano privilegio per pochi. Ma ormai erano anni che Trump aveva vinto le elezioni e Thomas stava cominciando a porsi domande sul senso della vita. New York era ancora il principale riferimento della cultura mondiale o no? Scrivevo nel 2008 in Trilogia lombarda che "nel mondo rinascimentale eravamo noi italiani ad imporre il gusto dominante. Ora è New York a dare i ritmi del progresso artistico. Scrive il catalogo di una mostra di Pop art di Roma che <l'immaginario in sostanza condivide sin dai suoi inizi lo stesso immaginario del suo potenziale pubblico, si situa nel medesimo spazio visuale ed esperienziale dei suoi fruitori>. Quindi tale discorso si impone a livello globale ed ha quel tasso di auto-referenzialità che consente di giustificare i suoi principi" Raccontavo di Thomas che "aveva perso quell'andamento sicuro che lo aveva reso un manager vincente: notava nelle persone che incrociava per le strade di New York un diffuso stato d'ansia , perché non riteneva la crisi una sua realtà personale. Uno stato d'animo non può essere altro che una sensazione individuale, ma può rappresentare una percezione diffusa se è una realtà condivisa da migliaia di persone" Molto diversa era la situazione di qualche anno prima, quando in Un matematico a Perugia narravo di un'America ancora soddisfatta e vincente. Il mio personaggio Mark rappresentava in modo ottimista i valori di un'economia non ancora in stato fallimentare. Scrivevo qui che Mark "dopo aver completato la lettura del New York Time pensò che la bevuta in un locale di Manhattan era quanto di meglio avesse sognato per una settimana. Le donne che affollavano la V Avenue avevano sorrisi e andamenti che in Europa non riusciva a trovare. Questa carica di entusiasmo era tale che all'estero ne sentiva la mancanza; egli leggeva in quegli intensi sorrisi la chiave del suo successo". Il passaggio da uno stato d'animo di benessere collettivo al fatto di sentirsi una colpa individuale non è una cosa banale, neanche dal punto di vista letterario. figuriamoci se ci riferiamo anche alla psicanalisi. Ne parlavo in un articolo sulla particolare circostanza che Gide ed Hesse hanno vissuto tremendi drammi collettivi come le due guerre mondiali, senza evitare il confronto con la loro individualità. Essi hanno accettato di prendere parte al dramma collettivo, senza che però il loro ego incontrasse troppi paradossi. Ma anche la psicanalisi di Deleuze non ha sottovalutato tale problema; egli ammette che filosofie senza dubbio organicistiche come quella platonica possano dare un senso alle decisioni individuali. Il mito della caverna da informazioni per il futuro, ma può essere anche un qualcosa disponibile hic-et-nunc. Egli scrive in Logica del senso che "vi è una ragione molto generale per cui la significazione fallisce e il fondamento fa cerchio con il fondato. Quando definiamo la significazione come contesto di verità, otteniamo un qualcosa che esso ha in comune col senso, che è già qualcosa del senso" Il discorso di Deleuze spiega in maniera abbastanza completa perché Mark è un vincente e Thomas un perdente, cioè sono due facce della stessa ipocrisia. Bisogna riconoscere che il mondo va avanti, pur ammettendo l'esistenza di un certo presente. Ruciman a pag. 142 di How democracy end afferma che "la democrazia pura è una cosa terribile. Nell'antica Atene grandi personalità persero il potere per l'ostracismo o vennero addirittura uccise. Tocqueville descrive le contraddizioni dell'America del 1835 collegandole alle tradizioni, cosa che chiama tirannia della maggioranza. " Nel 2011 scrivo un breve saggio Come il progresso economico globale supera il disagio dove spiego che "il formarsi di un linguaggio, sia quello artificiale dell'economia neo-classica che quello naturale del cinese, richiedono particolari shock durante le assimilazioni sociali di tipo genetico-culturale. Ciò traspare con chiarezza sia nel romanzo di Svevo che nel mio racconto ambientato a Perugia". Se Svevo parla di un'Italia che affronta le tappe verso il benessere sociale con un certo tormento, risolvendo però in modo positivo le questioni più spinose. Dostoevski e Gadda hanno uno stile più controverso. Ruciman sostiene a pag. 22 che "Trump assume un ruolo familiare volgare e minaccioso e rimane dentro e fuori i limiti di quello che una democrazia può tollerare. Egli, più di ogni altro politico democratico della storia recente, è capace di evocare emozioni contradditorie nello stesso tempo". L'opera di esorcismo di Trump la ritroviamo in icone come The circle di Eggers o The road di Cornac Mc Carthy. Ma torniamo a Thomas che soffre di una forma di dislocazione ottica, dovuta al fatto che la società post-moderna eleva a simbolo globale le merce più scadenti. E' molto delicato il fatto che "Thomas un anno fa avrebbe ritenuto tempo perso dedicarsi ad una ragazza di un bar di periferia, che invece ora gli stava dando dello stronzo. Ne avrebbe avuto decine pronte a gettarsi ai suoi piedi , promettendogli grandi storie d'amore in locali soffusi. Ma ora stava capendo il valore di avvicinarsi a lei col ginocchio" Scrive Baudillard in America a pag. 331:"Ciò che le persone contemplano nello schermo dei loro world-processor è l'operare del loro stesso cervello." In American vertigo B-H Lévy conversa con un conoscente e gli chiede a pag. 261 "di spiegargli la convivialità del profondo Sud. Ma il rimpianto della sua vita è stato di non aver conosciuto Lennon". Forse avrei voluto stringere di più il rapporto tra le vite di Mark e Thomas, ma anche se lo avessi fatto in modo ancora più ossessivo e traumatico, avrei finito per seguire gli stessi parametri di riferimento.Nuove icone globali e vecchie tradizioni prendono il posto delle guerre assurde e delle speculazioni finanziarie fallimentari. In un modo sicuramente più intimo e sensibile, potremmo rielaborare tutto ciò con calma ed affrontare il futuro con meno ansia.
  15. Edoardo Angeloni

    Aurora

    Il racconto è breve ed ordinato, scritto in maniera semplice e chiara. Ma non è affatto banale:si trovano in precise e puntuali pause del discorso quelle componenti del mito che la nostra società sembra aver rimosso, ma sono ben salde nella scrittura dell'autore. Penso che tutto ciò gli vada a titolo di merito. Non è nella banalità del quotidiano che possiamo trovare la nostra salvezza, ma mirando un pochettino più alto. Come diceva una bella canzone di San Remo degli anni 80 "si può dare di più senza essere eroi".
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