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Superfrancy

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  • Compleanno 22 agosto

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  1. Superfrancy

    Addio, pagliaccio.

    Troppo gentile! Grazie delle belle parole. Rifletterò sull'eliminazione di quella breve frase.
  2. Superfrancy

    Addio, pagliaccio.

    «E levati di mezzo, pagliaccio! Ché dobbiamo spostare il furgone». disse Joe. Il pagliaccio non mosse un muscolo. «O è sordo o è un povero citrullo». disse Mark. Olly aveva ancora addosso il trucco da clown. Stava immobile, quasi una statua, accanto al pick-up. Con la sua faccia di gesso rattrappita in una smorfia. Lo spettacolo era finito. La giacca, trafitta dai fischi, era piena di buchi. Il cuore, vuoto. «L'ultima sconfitta la dedico a te». pensò guardando la linea dell'orizzonte seminascosta da nuvole scure. Le prime gocce di pioggia, grosse e pesanti, lasciavano delle orme rotonde sulla terra battuta e sulle scarpe impolverate di Olly. Quelle scarpe che lo avevano accompagnato per tanti anni lungo le strade del Midwest erano sul punto di dare forfait. Scarpe di pelle nera. Grosse e pesanti. Con i lacci. Le suole: di gomma, per non far rumore. «Dai, facciamoci un goccetto. Il furgone lo spostiamo dopo». disse Joe. «Chissà che nel frattempo il pagliaccio sparisca...» disse Mark. Il cappello volò via dal capo di Olly. Pioveva controvento. Il pesante trucco di scena si scioglieva. Scie bianche, rosse e nere scendevano sul suo viso scavato. La dissoluzione del pagliaccio. Quando la pioggia ebbe finito di lavargli il viso, Olly si mosse. Alzò il piede sinistro, ma la scarpa si aprì come una scatola di sardine mostrando dei geloni rossastri aggrappati alle dita del piede. Abbassò lo sguardo, il naso da clown rotolò per terra. Mentre si chinava a raccoglierlo una foto scappò fuori dalla tasca interna della giacca e si mischiò al fango. Era la sua Jenny, che lo aveva lasciato senza un perché. Solo due parole scritte con la matita rossa sul retro: «Addio, pagliaccio». La virgola l'aveva aggiunta lui. Con la matita nera. «Addio, Jenny». disse piano Olly. Si girò e percorse i pochi passi che lo separavano dal furgone. Gli abiti zuppi erano diventati pesanti. I piedi gli dolevano. Le ginocchia cominciavano a cedere. Con fatica riuscì a distendersi sotto il pick-up, all'asciutto. Si addormentò. «Forza, Mark. Fai manovra e mettiti dietro al palco ché siamo più comodi a caricare». disse Joe. Il pagliaccio non si accorse di nulla. Piovve per ore. Una pozzanghera del colore del vino annacquato si formò intorno alla sagoma di Olly. Nessuno si accorse di nulla.
  3. Superfrancy

    L'incidente

    Interessante. Fa venir voglia di leggere il romanzo. A voler essere pignoli, ci sarebbe qualcosa da ridire sulla punteggiatura: manca qualche virgola e alcuni punti e virgola potrebbero essere sostituiti da un punto. Ma questo è già stato detto. Una giacca non vibra. Avrei scritto "L'avrebbe sentito vibrare" oppure "avrebbe avvertito la vibrazione". Non serve specificare che la giacca a vento è sua. Lo abbiamo capito. Io metterei "marmo" al posto di "ghiaccio": suggerisce l'idea di pietra tombale e, quindi, della morte imminente. Dopo "quartiere" metterei un punto per dare risalto al fatto che non c'è più tempo. Immagino che in seguito venga anche spiegato il perché di questa fretta... Avrei scritto semplicemente "odore di gomma bruciata". Mi sembra più immediato. Qui userei un altro verbo perché un millimetro non è sufficiente per far roteare qualcosa. Non mi è chiaro se non sente più il suo corpo perché è paralizzato o perché sta per morire. Anche qui non capisco se "si sente" perché è passato in un'altra dimensione e vede le cose da una diversa prospettiva. Comunque, il testo suscita degli interrogativi e questo, secondo me, è un bene. In bocca al lupo per il romanzo.
  4. Superfrancy

    Il barbone con gli occhi da buono

    https://www.writersdream.org/forum/forums/topic/47272-fuochi-nella-notte/?do=findComment&comment=838472 Questo è un esercizio di riscrittura in forma narrativa di una canzone che amo: El purtava i scarp del tennis di Enzo Jannacci. Questa è la storia di un mio amico. Una storia vera: un po' triste e un po' allegra. Più triste, però. Un giorno, il mio amico decise di andare all'idroscalo. Era estate e aveva una gran voglia di fare il bagno, e il mare era lontano. E... Niente. Si mise le scarpe da tennis, allacciò in qualche modo le stringhe mezze rotte e si avviò parlando da solo, come faceva sempre quando correva dietro ai sogni, con i suoi occhi da buono accesi. Per vederli meglio. I sogni. Quel giorno era un sogno d'amore. L'aveva vista passare. Bianca e rossa, veloce come il vento, lustra che ti ci potevi specchiare. Un colpo al cuore! Ma lui era solo un barbone. E poi... Niente. Quella maledetta macchina si fermò. Scese un sciur che non sapeva la strada per l'aeroporto Forlanini. Un tipo spocchioso; assomigliava a Gianni Agnelli da giovane. Lui, il mio amico, voleva aiutarlo ad arrivare almeno fino all'idroscalo. Fino all'aeroporto no perché non c'era mai stato. Non era mai salito sull'aereo, lui. Lui che voleva solo un passaggio. Lui che la macchina non l'aveva mai avuta. Lui che voleva solo accarezzare i sedili di pelle bianca, sedercisi sopra, accendere l'autoradio e ascoltare Jannacci che cantava Vengo anch'io. No, tu no. Cosa c'era di sbagliato? Lui. Lui e le sue scarpe da tennis scucite. I jeans che non erano più blu consumati sulle ginocchia, tanto che si erano bucate anche le toppe. Di quelle adesive. (Gliele avevo attaccate io, in qualche modo. Lo dico così, per la cronaca.) Li hanno trovati sotto un mucchio di cartoni. Tantissimi cartoni. Lo ha trovato Crazy (il cane di uno che lavora all'idroscalo) che ogni volta che lo incontrava gli annusava i sogni e scodinzolava come un matto. Poi girava su se stesso e cercava di mordersi la coda. Come un matto. Un matto innamorato di un barbone. A un certo punto si è sentito un gran colpo. Il mio amico è volato oltre la strada, sui cartoni. Le scarpe gli si sono staccate dai piedi e sono cadute un po' più in là. Il Gianni è scattato fuori dalla macchina (non passava nessuno) e gli ha buttato addosso tutti i cartoni. Tanto, di un barbone non importa mica a nessuno... Lui, il mio amico, e i suoi occhi da buono. Se n'è andato così, per primo, come un barbone. Senza necrologio sul Corriere, come Agnelli.
  5. Superfrancy

    Fuochi nella notte

    Nell'insieme trovo l'incipit interessante. Mi ha fatto subito venire voglia di cercare Baumurtas su Google per vedere qualche foto del paese. Peccato che non esista... Anch'io trovo la seconda frase un po' troppo lunga, ma si può rimediare facilmente spezzandola o riscrivendola. Mi incuriosisce il fatto che gli abitanti del paese rifuggano il contatto con l'acqua. E' questo che rende il paese "diverso"? Il fatto che gli abitanti siano poeti e non amino l'acqua? Oppure il suo odore caratteristico che, però, non si riesce a immaginare, come se non assomigliasse a nulla di terrestre. Anche il loro essere tutti poeti grazie alla "vita arcaica di una volta" non mi sembra così scontato: la vita primitiva è una lotta per la sopravvivenza e spesso abbruttisce le persone. La frase che descrive lo sguardo degli abitanti del paese potrebbe, secondo me, essere resa più efficace sintetizzando il concetto e andando subito al punto. Qualcosa come "i loro occhi neri ti leggevano dentro, in silenzio", ad esempio. Le "voci delle pietre immobili" mi lasciano perplessa. Non capisco se si tratta del vento che soffia tra i massi e produce dei suoni, visto che le pietre sono, per loro stessa natura, ferme. Anche la descrizione degli abitanti che raccontano storie o fatti accaduti contiene qualche ripetizione ("impersonando", "diventando la persona") che rende un tantino difficoltosa la lettura. "Perché non mentivano e se pure poteva accadere se ne pentivano per tutta la vita, avendolo fatto con quelle capacità non comuni che la natura aveva loro concesso." Qui non mi è chiaro il motivo di un pentimento così duraturo. Se mentivano perché, presi dalla foga del racconto, colorivano un po' le vicende, non mi sembra poi tanto grave... La natura così mite e pacifica di queste persone mi sembra poco realistica, ma forse nello sviluppo della trama ne sapremo di più. Magari è proprio questa la "diversità" che, per qualche misteriosa ragione, rende il paese unico. Per concludere: mi sembra una storia da sviluppare, tutta in salita, in un'ambiente arido e polveroso in cui si inserisce una voce narrante che vorrei sentire più decisa e impostata.
  6. Superfrancy

    Oltre il padre

    Nel pieno della realizzazione professionale ed economica un padre scopre di essere malato. Di una malattia dal movimento lento ma inesorabile, che solo la morte fermerà. Deve trovare una soluzione per il futuro del suo unico figlio, disabile fisico. Chi si occuperà di lui DOPO? Non certo la madre. La madre che non lo ha mai accettato. La madre che nasconde segreti inimmaginabili. Ignaro del tormento paterno, il giovane si compiace delle attenzioni di un altro uomo: il cuoco del ristorante sotto casa sua, a Milano. Tra un piatto di bucatini e un risotto allo zafferano tra i due nasce una storia di cui nessuno sembra accorgersi. Il cibo si fa messaggero di un amore insolito e inaspettato. La metafora culinaria sostiene l'intero romanzo, l'intreccio delle vite dei personaggi principali e di quelli secondari, ridicole macchiette di se stessi, posseduti da passioni e ossessioni. Come anime in transito dentro i propri inferni, raccontati dalla voce di un vecchio barbone di nome Jésus.
  7. Superfrancy

    Concorso Una Storia per il Cinema [30/09/2020]

    Grazie. Non avevo visto la pagina FB.
  8. Superfrancy

    Concorso Una Storia per il Cinema [30/09/2020]

    Concorso a pagamento Ciao a tutti. Ho appena scoperto questo concorso: https://www.unastoriaperilcinema.it/il-concorso/ indetto da VenerArt Associzione Culturale. Copio e incollo la descrizione del concorso presa dal sito. IL TUO LIBRO PUÒ DIVENTARE UN FILM Quante volte scrivendo il tuo libro hai pensato, sognando ad occhi aperti, che potesse trasformarsi in un film? Ebbene, oggi può diventare realtà! Il concorso "Una storia per il cinema" da quest'anno in avanti diventerà l'unione tra due meravigliosi mondi, quello editoriale e quello dell'audiovisivo. Che tu abbia già pubblicato il libro o no, non importa, l'importante è che la storia sia adatta ad una trasposizione cinematografica o seriale per il web. Saranno dei professionisti dei due mondi a decretare il manoscritto vincente che da quel momento in poi verrà trasformato in sceneggiatura a seguito della quale si produrrà il film o la web serie. Sembra interessante, ma sul sito non appare un termine ultimo per la consegna delle opere. Inoltre, la tassa d'iscrizione è di ben 70 euro. Qualcuno ne sa di più?
  9. Superfrancy

    Algra Editore

    No, non li ho contattati prima della scadenza del contratto. Avevo il presentimento che non volessero più pubblicarmi. E' difficile da spiegare razionalmente, ma più il tempo passava e meno ci credevo.
  10. Superfrancy

    Algra Editore

    Ciao a tutti. Vi racconto la mia esperienza con questo editore. Ho firmato un contratto di edizione a settembre dell'anno scorso. Il mio romanzo sarebbe dovuto uscire entro 12 mesi dalla firma. Alla scadenza del contratto, non essendo mai stata in alcun modo contattata dall'editore, ho inviato un'email chiedendo spiegazioni. Mi è stato risposto che avevano intenzione di pubblicare il mio libro nel 2020 all'interno di una collana che prevede la pubblicazione di un solo titolo all'anno (allora perché non farmi subito un contratto con scadenza nel 2020?). Dietro mia richiesta mi hanno inviato un nuovo contratto con scadenza aprile 2020. Ci ho riflettuto per qualche settimana e alla fine ho rifiutato. Questo è quanto.
  11. Superfrancy

    La Scuola Holden di Baricco

    Per caso qualcuno si è iscritto ai corsi online della Holden? Per intenderci: quelli che sul sito si chiamano classi-fy.
  12. Superfrancy

    Algra Editore

    Qualcuno ha poi pubblicato con questa CE?
  13. Superfrancy

    Elpìs Editrice

    Ho ricevuto un rifiuto da questa CE e, contestualmente, una proposta di editing e altri servizi a pagamento per un'eventuale autopubblicazione.
  14. Superfrancy

    Caosfera

    Ho appena contattato Caosfera tramite la loro pagina Facebook per sapere se sono EAP. Mi hanno risposto che chiedono solo un contributo di 150 euro "a sostegno degli autori emergenti". Mah...
  15. Superfrancy

    96 rue de La Fontaine Edizioni

    Cari tutti, come ci ha fatto giustamente notare ElleryQ, siamo andati off topic. Pertanto, ho deciso di abbandonare questa discussione. Ho portato la mia esperienza e ho espresso le mie perplessità. Ribadisco: ognuno è artefice e responsabile delle proprie scelte. Ai posteri l'ardua sentenza.
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