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ophelia03

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  1. ophelia03

    WriteUp Site

    Significa che valutano testi già autopubblicati o ho capito male (cosa frequenterrima)?
  2. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Ciao a tutti e buon anno (ci siamo quasi, abbonatemelo)! Vorrei che qualcuno, magari proprio fra gli addetti ai lavori, mi chiarisse un dubbio. In passato mi è capitato di richiedere alcune prove di editing: in genere i risultati erano diversi, per entità degli interventi e loro tipologia. Mi è anche capitato (adesso sono al verde e quindi nessuna agenzia scarterà più il mio lavoro dopo la valutazione! ) di inviare testi già editati ad agenzie editoriali e avere, come risposta, qualcosa che suonava tipo "ci sono delle potenzialità, ma servirebbe un editing". Ecco, posto che non stiamo nell'area delle scienze esatte e dunque non si possono pretendere, se non per gli errori grammaticali o i refusi, interventi identici, cosa si dovrebbe fare in questi casi? Assumere che non esiste l'editing, ma gli editing(s), potenzialmente infiniti, e quindi prepararsi a spendere - parlo per assurdo, nessuno lo farebbe ed vorrei vedere - centinaia di euro ogni volta che qualcuno valuta il nostro testo e vorrà ri-editarlo? Uno mi potrebbe dire: invia un testo perfetto. Io però sono umana e parlo della maggioranza dei romanzi e della maggioranza delle persone. La perfezione non è di questo mondo.
  3. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Senz'altro sarà così e ti ringrazio per il buon auspicio. Io preferisco pensare di essere una persona umile che riconosce il valore della professionalità altrui. E, lo ribadisco, un autore, bravo o pessimo, non importa, non è un editor, non può autoeditarsi e non può autovalutare il proprio lavoro come fa un professionista.
  4. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Mi sembra un approccio corretto: un conto è illudere, un altro è essere sgarbati con chi, bene o male, ha avuto l'umilità di chiedere un aiuto per migliorare un proprio prodotto.
  5. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Sento il bisogno di avere un parere esterno, non mi fido di me! Ci sono formule meno gravose dell'editing, come le schede di valutazione. Per me sono una formula intermedia che serve a poco (a quel punto, sempre PER ME, meglio nulla), ma per altri sono state utilissime. E il costo è assai inferiore.
  6. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Ringrazio @Renato Bruno per il suo ricco e prezioso intervento. Sto capendo molte più cose, soprattutto sull'approccio che ognuno ha alla propria scrittura (e a quello che vorrebbe che diventasse), leggendo i vari interventi.
  7. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Van Basten. Non voglio dire che dovete farvi editare per forza, ma credo che un testo non sia pronto senza un lavoro adeguato che l'autore, da solo, non può fare.
  8. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Sui casi particolari non posso esprimermi, però non demordere e continua a inviare. Oggi esistono molti modi, anche "sedentari", per promuoversi. Per quanto riguarda la bio, che non tutti chiedono, si tratta di bio "letteraria", in caso uno abbia già pubblicato. E serve a uso interno. La bio sul sito in genere, se c'è, sono poche righe in cui l'autore si descrive, ma non c'è obbligo di esplicitare cose che non si vogliono dire.
  9. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Scusate per il doppio messaggio: il self ha royalties più alte. Questo è un "onore" per esempio.
  10. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Certo che alle CE interessa promuovere il libro, ma non mi chiede soldi per farlo! È a carico loro. L'autore ha tutto l'interesse a muoversi per supportare la CE, lo fanno anche i grandi autori.
  11. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Nessun pregiudizio! Leggo anche self! Però, come dicevo prima, ci sono onori, ma anche oneri che credo che un autoeditore debba rispettare, prima fra tutti quello di presentare un testo sufficientemente curato.
  12. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Non mi hanno chiesto nulla più che il testo (e soldi mai, a nessun titolo)! Ovviamente a quello spesso si allega una sinossi e una breve bio, ma la mia bio non è quella delle Ferragni, quindi non credo abbia un gran peso nella valutazione! Se consulti le liste, qui su WD, ci sono esperienze di moltissime CE che non chiedono nulla.
  13. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    No, certo! In questo caso non sarebbe aborrita nemmeno da Gordon Lish (forse, se parlasse italiano, se facesse anche correzione di bozze!). Non so se il paragone regga, in ogni caso anche Maradona, con quel piede e quell'estro lì, lavorava con dei preparatori atletici. Il piede era il suo, ma anche il talento più assoluto ha bisogno di binari. Lo stato d'animo forse no, ma è vero che gli editing, come gli esami, sembrano non finire mai. Tuttavia non so questo cosa implichi davvero...
  14. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Però non capisco di che requisiti si parli! Io ho pubblicato con editori piccoli e l'unico requisito che hanno considerato era il fatto che il testo li avesse convinti! Lo ha fatto! Il testo, già pubblicato in self e poi ripubblicato, era stato editato da una editor freelance! Newton Compton poi avrà fatto il lavoro editoriale che c'era da fare, ma lavorava su un testo già abbastanza pulito. La mia esperienza è questa e, per quanto soggettiva sia, la riporto per quella che è. Noto di contro che molti autori si credono più bravi di quanto non siano e questo pregiudizio positivo su loro stessi li porta a trascurare alcune fasi di lavoro sul testo. Ci sarà, esenz'altro c'è, chi ha un talento e una tecnica così smisurati da non necessitare alcun intervento sul testo, ma se gente del calibro di King o di Eco hanno team di editor, forse bisognerebbe ragionare sul fatto che è una fase non eliminabile (o molto difficilmente eliminabile). Però, ripeto, un testo non editato, ma abbastanza buono può essere inviato in valutazione a una CE. Se è sufficientemente buono, ci penseranno loro a editarlo, in caso di contratto. Però, per me, per la mia esperienza di lettrice, è bene non autopubblicare testi che non siano stati ripuliti e rilavorati da chi lo fa per professione.
  15. ophelia03

    Quixote Edizioni

    Non ho esperienze dirette, ma ho incontrato le propietarie a una fiera del libro e sono iscritta a un loro gruppo facebook. Credo, in realtà mi spingerei a dire che sono sicura, ma, non avendo pubblicato con loro, non voglio spingermi così in là, che siano del tutto free e, fra l'altro, pur non essendo pratica di romance, le trovo persone competent, molto simpatiche e appassionate. Purtroppo non amo granché il genere romance e non lo so scrivere , altrimenti sarebbero, con Triskell, la prima casa editrice a cui mi rivolgerei!
  16. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Sulla grafica e l'impaginazione, se uno ha i requisiti, può fare da sé. Ma, e su questo mi sa che non concordiamo, non credo che un testo non editato (e non ci si può autoeditare) possa essere considerato un libro. "In passato gli autori non avevano gli editor!", risponde qualcuno. Ma, intanto parlaimo di eccellenze assolute, poi i tempi di stesura dei romanzi (o quel che erano) erano spesso diversissimi dai nostri, anni e anni. Infine i testi venivano letti, riletti, fatti leggere da autori della stessa levatura ecc. ecc. Insomma, il lavoro era comunque certosino. Poi, appunto, se è vero che Michelangelo poteva dipingere anche col pennello rotto, lo stesso non vale per la stragrande maggioranza degli altri. Non ci si può paragonare alla prassi dei tempi di Dante né a Dante! Oggi mi sembra che - lascio da parte il discorso economico perché lo abbiamo già affrontato - ci si comporti da dilettanti, ma si voglia essere presi da professionisti. Non voglio santificare l'editor o l'editing, come prassi, però i testi editati sono testi migliori, spesso accettabili solo in virtù di quel lavoro. Pubblicare con una CE medio-piccola è possibile, non facile, per nulla, ma possibile. Arrivare alle grandi CE per me è impossibile, ma non ne faccio una questione di numi sfavorevoli: è vero, non conosco nessuno e non vivo in una grande città, però non sono nemmeno una penna straordinaria e non scrivo storie che "vanno di moda" (locuzione neutra, senza alcun giudizio) in questo momento. Però non è impossibile in assoluto: una conoscente ha scritto un paio di romance che sono andati forti su amazon e adesso pubblica con Newton Compton. Sarà un caso, ma quello che ha venduto meglio e che poi è stato ripubblicato con Newton era proprio quello che era stato editato!
  17. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Non lo sopporto neppure io perché i motivi possono essere tanti e perché, in generale, detesto chi fa i conti in tasca alle persone. Questo vale in un senso e nell'altro: so solo io i sacrifici che faccio per mettermi da parte qualcosa e certo non sono benestante. Ma neppure alla lontana, proprio. Però, leggendo varie discussioni, sembra che ci sia chi non si fa editare i testi perché non crede di averne bisogno. Questo è diversissimo dal non poterselo permettere. Del resto, al di là delle scelte, delle priorità e delle possibilità personali (magari per un editing, io devo mettere a parte soldi per un anno o più e ho rinunciato a un viaggio, un altro invece se lo può permettere sull'unghia, un altro ancora non può, pur facendo rinunce), si può inviare a una casa editrice anche un testo non editato, magari dopo averlo letto varie volte e averlo fatto leggere a persone fidate. Non si può, a mio avviso, autopubblicare un libro non editato perché, se si intende l'autopubblicazione come autoeditoria, ci sono onori, ma anche oneri. Per questo credo che il self non sia per tutti e non abbia reso più "democratico" l'accesso alla pubblicazione: per fare un self di qualità servono soldi, almeno quelli che un editore dovrebbe investire sul medesimo libro. Quello che posso dire è che, in un libero mercato, le tariffe sono altrettanto variabili e libere. Per quanto mi riguarda, confronto molti tariffari e poi scelgo il professionista (professionista, non amatore) che mi offre un buon servizio al prezzo che posso permettermi di pagare. Se poi le tariffe si adegueranno a un costo che non posso permettermi in nessun caso e con nessun sacrificio, cercherò di lavorare in modo da avere un testo decente da presentare agli editori, anche senza editing, oppure smetterò di rincorrere il mio sogno. Bisogna anche vedere quanto uno scrive: io molto poco, mentre c'è chi produce due libri l'anno. Lì diventa un problema grosso, a meno di non disporre di grosse cifre. Insomma, tutto va valutato caso per caso.
  18. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Questo ci sta, ci sta benissimo, anzi, forse è inevitabile! Per me l'editing è sempre (vabbè, le due volte che l'ho fatto, per fortuna sono poco prolifica!) stato un investimento sul testo e una dimostrazione di non pressappochismo. Perché credo che chi vuole spacciarsi per autore (e che pubblica, bene o male, in quel momento si presenta in quella veste) debba avere le carte in regola per esserlo. Questo significa avere un testo al meglio delle sue possibilità, anche vendesse le fatidiche 10 copie. Poi è chiaro che non potrà durare, almeno per me, e quello che sto scrivendo in questo momento potrebbe essere l'ultima mia "fatica" letteraria: se non si hanno né soldi né talento si ha un po' troppo poco per sfondare a questo mondo. Allora uno può scrivere, come alcuni amano dire, per sé, per gli amici, per la mamma o la cugina. Lo fa gratis, regala il suo romanzo e magari verrà scoperto, postumo, in qualche cantina, nel 2251, quando le cantine non esisteranno più per come le pensiamo noi e i libri si comporranno con uno scanner oculare.
  19. ophelia03

    Quale agenzia scegliere?

    Non per esperienza diretta, ma perché mi sembra abbia buona fama e il titolare mi ispira fiducia: Agenzia Saper Scrivere. I loro autori hanno pubblicato con CE medio-piccole, serie, e svolgono anche servizi editoriali quali editing, correzione di bozze ecc. Magari puoi provare a chiedere, comunque sul sito ci sono tutte le informazioni.
  20. ophelia03

    Beta e truffe

    *Avvocato (odio quando scrivo male!)
  21. ophelia03

    Beta e truffe

    Per un caso come questo, penso che possa esserti utile l'Avocato Lenti che taggo @Avv.Lenti. Così siamo più sicuri che possa leggerti!
  22. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Aggiungo - scusate il doppio post - che ho anche sperimentato, anzi, sto sperimentando, un servizio di tutoring, secondo me, per il mio carattere insicurissimo, anche migliore dell'editing a posteriori. Anche in questo caso si lavora direttamente su un testo, dalla progettazione alla stesura e via via verso l'editing vero e proprio, quindi lo si migliora, ma si cerca allo stesso tempo di migliorare anche le capacità generali di chi sta scrivendo. È un approccio che mi sento di consigliare.
  23. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    In realtà, credo che l'editing, per come l'ho fatto io - con professionisti validissimi e con grandi acapacità anche pedagogiche - sia anche una ottima palestra di scrittura, forse la migliore, perché fatta sul campo. La mia considerazione, che ho agganciato a me, ma avrei dovuto rendere più generale, è che, forse, un sistema dove un editing non basta, e nemmeno due e nemmeno tre, dovrebbe fare una riflessione profonda su se stesso. Una riflessione che però io ancora sto cercando di impostare!
  24. ophelia03

    Lorem Ipsum

    Qualcuno ha mai usufruito del loro light editing? In caso affermativo, come vi siete trovati?
  25. ophelia03

    Beta e truffe

    In generale mi sembra un'ipotesi molto improbabile. Chi fa qualcosa, magari gratis, all'inizio, per farsi conoscere, o per piacere, come è il caso di molti beta reader, non ha quasi mai secondi fini (sarebbero anche sgamabilissimi, mi sembra poco furbo!). In ogni caso, per tutela estrema, puoi aprire una e-mail pec e autoinviarti il tuo testo. Farà fede, avendo il valore di una posta raccomandata, in caso qualcuno se ne appropri indebitamente.
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