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ophelia03

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  1. Selfpublishing: voi cosa ne pensate?

    D'accordo con questo intervento. E sempre di più bisognerà considerare l'indie publishing come una valida alternativa che consapevolmente si può scegliere, non come un ripiego. Poi ognuno, in base al testo che ha scritto e agli obiettivi che si prefissa, sceglierà come procedere di volta in volta. Ma i preconcetti, a oggi, li giudico davvero antistorici. Se si ha un po' di fiuto e di fortuna si possono trovare belle cose sia pubblicate tradizionalmente che autopubblicate.
  2. PubMe

    Sì, anche a me piace, come piattaforma. Se dovessi autopubblicare credo che la sceglierei. Mi sembra ben organizzata, il margine di guadagno forse non è altissimo, ma è chiaro e anche i pagamenti sono frequenti.
  3. PubMe

    Non so, non vorrei aver capito male la domanda. Credo che tutte le piattaforme di selfpublishing funzionino come print on demand, ovvero stampino solo a richiesta. La qualità dei testi cartacei (ho visto un video si un autore che faceva un confronto con un competitor) mi sembra buona.
  4. Booktrailer, una moda o marketing intelligente?

    Sono abbastanza d'accordo con @libero_s. Ho visto anche booktrailer fatti molto bene, ma in generale, potendo disporre di una cifra da investire in attività di marketing, non la investirei lì. Più precisamente credo di non aver mai acquistato qualcosa perché invogliata da farlo dal booktrailer, mentre una sinossi e una quarta di copertina fatte davvero bene possono fare la differenza, se c'è curiosità rispetto a un titolo.
  5. Quale scrittore avreste voluto conoscere?

    Shakespeare, il mio più grande amore.
  6. Parlando di e-book

    Certo, se è la casa editrice a scegliere, è giusto adeguarsi. Quando dicevo del prezzo non superiore ai 5 euro, parlavo in generale, di quello che faccio io come acquirente (mediamente, intendo, perché poi ci sono eccezioni). Probabilmente un ebook a circa 6 euro va comunque bene, se ben promosso, e il tuo riscontro positivo ne è in parte testimonianza.
  7. L'inarrestabile crescita del Self publishing

    Personalmente non vedo il selfpublishing come la nemesi dell'editoria tradizionale. Credo che coesisteranno, magari anche contaminandosi un po' in futuro con qualche esperimento ibrido, per così dire. Per me non è assolutamente il refugium peccatorum dei rifiutati (in quel caso meglio rilavorare al proprio libro, molto meglio), ma una scelta consapevole che un autore può legittimamente fare per una serie di ragioni che sono insite negli accordi di autopubblicazione stessi o relative all'idea di poter essere notati attraverso il self publishing. Non sapendo ancora cosa fare di un romanzo con il quale sono adesso in fase di editing, mi sono molto informata anche sull'autopubblicazione (il termine indie publishing, nel caso di scrittori che consapevolmente lo scelgono, mi sembra molto più pregnante) e ho trovato testi assai validi, autori capaci e consci che un libro non è tale solo perché si è messo il punto alla fine del nostro manoscritto. Nel mondo anglosassone mi pare che grossi pregiudizi non ci siano, qui forse ancora qualcosa resiste. Personalmente non concordo con chi ritiene un'autopubblicazione come una pubblicazione di serie B: la serie A o la serie B la fa il lavoro sul testo e la qualità di base del testo stesso, sia che si scelga di pubblicarlo in modo tradizionale, affindando all'editore il compito di editare, impaginare ecc., sia che si voglia investire in proprio (perché un investimento in questo caso è necessario per forza di cose, riguardo alle cose citate prima) e autopubblicarlo. My two cents, ovviamente.
  8. Parlando di e-book

    Io sono, al contrario tuo, favorevole all'autopubblicazione anche se non la metterei sul piano del favorevole/contrario. Semplicemente uno fa, del proprio libro, quel che vuole e che ritiene migliore. Non c'è bello e brutto, c'è giusto per sé o sbagliato per sé in un dato momento (nel senso che si può pubblicare un testo con una CE e scegliere di autopubblicare un altro: le due cose non sono mutuamente esclusive). Detto ciò, secondo me, data la quantità enorme di testi, non solo digitali, che vengono pubblicati, e dando per scontata la qualità del prodotto che si intende immettere nel mercato, ritengo che la promozione, non necessariamente svolta in presenza, sia assolutamente necessaria, sia che la si faccia di comunque accordo con una CE, sia che ci si muova in proprio come autore indie. Per quanto riguarda il prezzo, è una domanda che mi faccio anch'io e alla quale non so rispondere. Per quello che mi riguarda credo che un ebook non debba costare più di 5 euro. Tuttavia un prezzo troppo basso, anche se attira magari lettori curiosi, potrebbe dare l'idea di un'opera non così valida, almeno come suggestione. La maggior parte delle volte non esiste un rapporto causa-effetto, però penso alla percezione che si può avere. E dunque, non so...
  9. PubMe

    Ciao! Ritardi di che tipo? Sto valutando con particolare attenzione pubme per una probabile autopubblicazione futura (si va sicuramente a anno nuovo).
  10. La Signoria Editore

    Complimenti a questa casa editrice con la quale non ho mai avuto a che fare direttamente, ma che dimostra competenza e passione. E trasparenza estrema, aggiungo, pubblicando sul sito il contratto di edizione. Se proprio dovessi trovare un difetto, direi il diritto di prelazione sulle opere future. Lo so che per alcuni è invece un pregio, ma personalmente non sono molto propensa a questa prassi. Ovviamente è solo un "gusto" personale. Complimenti ancora e grazie per la risposta esaustiva che avete dato al forum.
  11. Editor: come sceglierlo?

    Grazie @Black! I tuoi consigli sono comunque utili. Spero di avere fatto la scelta giusta: mi sono basata su alcuni vostri suggerimenti e un po' sull'istinto. Infatti, anche se alla fine si tratta di un carteggio virtuale, ci sono persone con le quali si instaura da subito un rapporto cordiale e altre con le quali c'è più freddezza (fermo restando, in entrambi i casi, la professionalità). La prova di editing o comunque un confronto su un estratto di testo è senz'altro un passo importante.
  12. Editor: come sceglierlo?

    Grazie anche ai vostri suggerimenti, credo di aver trovato la persona che fa per me. Tra qualche settimana cominceremo il lavoro.
  13. Auto pubblicazione o pubblicazione con un un piccolo editore

    Infatti, ogni strada ha davvero i suoi pro e i suoi contro. Io per esempio mi sono sempre trovata molto bene con le case editrici con cui ho pubblicato e le consiglierei. Adesso quella per l'autopubblicazione è una curiosità anche se, a dire la verità, al momento ho un testo quasi pronto, ma non sento il bisogno né di pubblicarlo né di autopubblicarlo. Magari fra due o tre mesi cercherò un editore o opterò per l'autopubblicazione, oppure resterà una cosa che ho scritto per me e per i pochi amici a chi l'avrò fatto leggere. Ognuno deve valutare e scegliere sulla base di ciò che vuole in quel dato momento (è possibile che, a distanza di sei mesi o un anno, le cose cambino, e questo va messo in conto). Per la mia personale esperienza: case editrici assolutamente positive. Molte, anche piccole, lavorano benissimo, sia sul testo che sulla diffusione del titolo. E lo fanno in modo quasi eroico perché il mercato, per varie ragioni, alcune delle quali lapalissiane, avvantaggia i "grossi". Autopubblicazione: grande curiosità e altrettanti dubbi.
  14. Auto pubblicazione o pubblicazione con un un piccolo editore

    Sono entrambe strade valide con pro e contro. Personalmente, in questo momento, se mai volessi pubblicare ciò che scrivo, opterei per l'autopubblicazione che ritengo da sempre un ottimo strumento e non l'ultima spiaggia. Certo, in Italia trovo che ci sia ancora l'idea che ti autopubblichi se nessuno ti ha voluto pubblicare, ma le nostre scelte non possono essere condizionate dal provincialismo di taluni.
  15. Editor: come sceglierlo?

    Giustissimo @Marcello! Mi sto chiarendo un po' le idee (anche su cosa voglio fare del mio manoscritto, dato che non credo di doverlo pubblicare per forza. Mi ha fatto piacere averlo concepito, ma potrebbe anche restare un fatto privato!) e poi deciderò sulla base della mia possibilità di spesa e di come mi sono sembrate le varie prove e o i vari contatti con gli edito che ho interpellato e che mi hanno risposto.
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