Vai al contenuto

ophelia03

Lettore
  • Numero contenuti

    450
  • Iscritto

  • Ultima visita

  • Giorni vinti

    1

ophelia03 ha vinto il 30 marzo 2012

ophelia03 ha inserito il contenuto più apprezzato di quel giorno!

Reputazione Forum

164 Strepitoso

1 Seguace

Su ophelia03

  • Rank
    Sognatore

Informazioni Profilo

  • Genere
    Donna

Visite recenti

3.602 visite nel profilo
  1. ophelia03

    WriteUp Site

    Significa che valutano testi già autopubblicati o ho capito male (cosa frequenterrima)?
  2. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Senz'altro sarà così e ti ringrazio per il buon auspicio. Io preferisco pensare di essere una persona umile che riconosce il valore della professionalità altrui. E, lo ribadisco, un autore, bravo o pessimo, non importa, non è un editor, non può autoeditarsi e non può autovalutare il proprio lavoro come fa un professionista.
  3. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Mi sembra un approccio corretto: un conto è illudere, un altro è essere sgarbati con chi, bene o male, ha avuto l'umilità di chiedere un aiuto per migliorare un proprio prodotto.
  4. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Sento il bisogno di avere un parere esterno, non mi fido di me! Ci sono formule meno gravose dell'editing, come le schede di valutazione. Per me sono una formula intermedia che serve a poco (a quel punto, sempre PER ME, meglio nulla), ma per altri sono state utilissime. E il costo è assai inferiore.
  5. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Ringrazio @Renato Bruno per il suo ricco e prezioso intervento. Sto capendo molte più cose, soprattutto sull'approccio che ognuno ha alla propria scrittura (e a quello che vorrebbe che diventasse), leggendo i vari interventi.
  6. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Van Basten. Non voglio dire che dovete farvi editare per forza, ma credo che un testo non sia pronto senza un lavoro adeguato che l'autore, da solo, non può fare.
  7. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Sui casi particolari non posso esprimermi, però non demordere e continua a inviare. Oggi esistono molti modi, anche "sedentari", per promuoversi. Per quanto riguarda la bio, che non tutti chiedono, si tratta di bio "letteraria", in caso uno abbia già pubblicato. E serve a uso interno. La bio sul sito in genere, se c'è, sono poche righe in cui l'autore si descrive, ma non c'è obbligo di esplicitare cose che non si vogliono dire.
  8. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Scusate per il doppio messaggio: il self ha royalties più alte. Questo è un "onore" per esempio.
  9. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Certo che alle CE interessa promuovere il libro, ma non mi chiede soldi per farlo! È a carico loro. L'autore ha tutto l'interesse a muoversi per supportare la CE, lo fanno anche i grandi autori.
  10. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Nessun pregiudizio! Leggo anche self! Però, come dicevo prima, ci sono onori, ma anche oneri che credo che un autoeditore debba rispettare, prima fra tutti quello di presentare un testo sufficientemente curato.
  11. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Non mi hanno chiesto nulla più che il testo (e soldi mai, a nessun titolo)! Ovviamente a quello spesso si allega una sinossi e una breve bio, ma la mia bio non è quella delle Ferragni, quindi non credo abbia un gran peso nella valutazione! Se consulti le liste, qui su WD, ci sono esperienze di moltissime CE che non chiedono nulla.
  12. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    No, certo! In questo caso non sarebbe aborrita nemmeno da Gordon Lish (forse, se parlasse italiano, se facesse anche correzione di bozze!). Non so se il paragone regga, in ogni caso anche Maradona, con quel piede e quell'estro lì, lavorava con dei preparatori atletici. Il piede era il suo, ma anche il talento più assoluto ha bisogno di binari. Lo stato d'animo forse no, ma è vero che gli editing, come gli esami, sembrano non finire mai. Tuttavia non so questo cosa implichi davvero...
  13. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Però non capisco di che requisiti si parli! Io ho pubblicato con editori piccoli e l'unico requisito che hanno considerato era il fatto che il testo li avesse convinti! Lo ha fatto! Il testo, già pubblicato in self e poi ripubblicato, era stato editato da una editor freelance! Newton Compton poi avrà fatto il lavoro editoriale che c'era da fare, ma lavorava su un testo già abbastanza pulito. La mia esperienza è questa e, per quanto soggettiva sia, la riporto per quella che è. Noto di contro che molti autori si credono più bravi di quanto non siano e questo pregiudizio positivo su loro stessi li porta a trascurare alcune fasi di lavoro sul testo. Ci sarà, esenz'altro c'è, chi ha un talento e una tecnica così smisurati da non necessitare alcun intervento sul testo, ma se gente del calibro di King o di Eco hanno team di editor, forse bisognerebbe ragionare sul fatto che è una fase non eliminabile (o molto difficilmente eliminabile). Però, ripeto, un testo non editato, ma abbastanza buono può essere inviato in valutazione a una CE. Se è sufficientemente buono, ci penseranno loro a editarlo, in caso di contratto. Però, per me, per la mia esperienza di lettrice, è bene non autopubblicare testi che non siano stati ripuliti e rilavorati da chi lo fa per professione.
  14. ophelia03

    Quixote Edizioni

    Non ho esperienze dirette, ma ho incontrato le propietarie a una fiera del libro e sono iscritta a un loro gruppo facebook. Credo, in realtà mi spingerei a dire che sono sicura, ma, non avendo pubblicato con loro, non voglio spingermi così in là, che siano del tutto free e, fra l'altro, pur non essendo pratica di romance, le trovo persone competent, molto simpatiche e appassionate. Purtroppo non amo granché il genere romance e non lo so scrivere , altrimenti sarebbero, con Triskell, la prima casa editrice a cui mi rivolgerei!
  15. ophelia03

    Editing o editing(s)?

    Sulla grafica e l'impaginazione, se uno ha i requisiti, può fare da sé. Ma, e su questo mi sa che non concordiamo, non credo che un testo non editato (e non ci si può autoeditare) possa essere considerato un libro. "In passato gli autori non avevano gli editor!", risponde qualcuno. Ma, intanto parlaimo di eccellenze assolute, poi i tempi di stesura dei romanzi (o quel che erano) erano spesso diversissimi dai nostri, anni e anni. Infine i testi venivano letti, riletti, fatti leggere da autori della stessa levatura ecc. ecc. Insomma, il lavoro era comunque certosino. Poi, appunto, se è vero che Michelangelo poteva dipingere anche col pennello rotto, lo stesso non vale per la stragrande maggioranza degli altri. Non ci si può paragonare alla prassi dei tempi di Dante né a Dante! Oggi mi sembra che - lascio da parte il discorso economico perché lo abbiamo già affrontato - ci si comporti da dilettanti, ma si voglia essere presi da professionisti. Non voglio santificare l'editor o l'editing, come prassi, però i testi editati sono testi migliori, spesso accettabili solo in virtù di quel lavoro. Pubblicare con una CE medio-piccola è possibile, non facile, per nulla, ma possibile. Arrivare alle grandi CE per me è impossibile, ma non ne faccio una questione di numi sfavorevoli: è vero, non conosco nessuno e non vivo in una grande città, però non sono nemmeno una penna straordinaria e non scrivo storie che "vanno di moda" (locuzione neutra, senza alcun giudizio) in questo momento. Però non è impossibile in assoluto: una conoscente ha scritto un paio di romance che sono andati forti su amazon e adesso pubblica con Newton Compton. Sarà un caso, ma quello che ha venduto meglio e che poi è stato ripubblicato con Newton era proprio quello che era stato editato!
×