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greenintro

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  1. greenintro

    Chiusura del Forum

    La chiusura di un forum dedicato all'editoria, alla scrittura, alla lettura, è sempre una perdita (per quanto un pò attenuata, in base a come sto leggendo, dalla possibilità di mantenere consultabile una parte o l'interezza delle discussioni, eliminando solo la parte attiva) culturale e anche umana. Non sono un veterano del forum, sono iscritto da circa un anno e mezzo, e solo negli ultimi tempi ho intensificato la partecipazione attiva ad alcune discussioni, ma non è necessario essere un veterano per respirare il clima di cordialità, di gentilezza che caratterizza questo ambiente, accanto, ovviamente, alla competenza degli utenti nel discutere le varie tematiche. La speranza è che tutto ciò possa continuare a esistere e svilupparsi in una nuova piattaforma, con la stessa ricchezza tematica e la qualità della partecipazione che ha caratterizzato questa.
  2. greenintro

    Alla stazione

    Ciao @Marcocr Ho apprezzato del tuo componimento, in particolare l'idea di trattare la disposizione psicologica delle persone nei cosiddetti "non luoghi", come possono essere le stazioni, luoghi non progettati per uno stabile pernottamento, luoghi di passaggio, di attesa, in relazione a cui molto opportunamente hai colto l'aspetto di sospensione della realtà che libera le potenzialità di creatività e immaginazione delle persone alimentate dall'immersione nella propria interiorità. In questi luoghi di attesa, di sospensione del vincolo di adempimento degli obblighi sociali, le persone sembrano riscoprire la loro umanità soggettiva, nella possibilità di dedicare tempo in piena libertà al proprio mondo personale di passioni: In questo contesto di attesa, di momentanea sospensione delle ordinarie assunzioni di ruoli sociali, personalmente avrei compreso anche il viaggio in treno, anch'esso tempo di libertà, di libero sfogo all'immaginazione, alla riflessione (lo dico da habitué dei viaggi in treno, e con un pò di nostalgia stante il lunghissimo periodo di frequentazione causa emergenza covid, altro merito della tua poesia che ha saputo innescare questo vissuto...), ma penso di capire, e anche di apprezzare, il tuo considerare la salita sul treno come il momento del ritorno alla realtà e ai suoi vincoli, hai opportunamente visto come significativo rappresentare l'aspetto di violenza, di istantaneità con cui questa realtà sorprende i frequentatori della stazione, metafora di una vita che nei suoi aspetti di imprevedibilità ci costringe a svegliarsi bruscamente dalle proprie aspettative, fantasie soggettive, impedendo di portare a compimento quei progetti che avvertiamo come più espressivi della nostra personalità libera, come appunto l'avventore che, costretto a salire sul treno, non ha il tempo di terminare di leggere il suo racconto, come scrivi: Eppure, come concludi, proprio questo sorprenderci della realtà, pur brusco, può condurre a degli esiti inattesi, ma persino più belli di quelli formulati sulla base della nostra immaginazione ancora non "corrotta" dall'urto con la vita, con il suo fastidioso stridere dell'attrito del treno sulle rotaie. Almeno, questa è la speranza che esprimi: Spesso lo stile formale si avvicina alla prosa più che alla poesia, ma non è affatto un limite, è il tuo, convincente, approccio alla comunicazione di contenuti intelligenti e profondi.
  3. greenintro

    Cosa state leggendo?

    Si può non condividere le premesse filosofiche, ma resta un'opera di grande ricchezza di spunti tematici. Mi colpì in particolare l'ultima parte, un'affascinante "fenomenologia" del viscido, un'analisi del disgusto che la coscienza umana prova nei confronti di esso portata alla massima profondità.
  4. greenintro

    Cosa state leggendo?

    Ho iniziato la lettura di " Antonino Pio e Marco Aurelio. Maestro e allievo all'apice dell'impero" di Andrea Carandini, saggio storico dedicato a due figure storiche (soprattutto Marco Aurelio per il suo spirito, anche filosofico) che mi interessano molto.
  5. greenintro

    Verde

    Grazie dell'accurata attenzione @Gianfranco P ! Sì, in effetti esiste sempre una corrispondenza non arbitraria tra un certo colore e un certo vissuto emotivo espresso simbolicamente, anche se poi, entro certi limiti, resta, credo, un margine di attribuzione libera di significato da parte dei singoli che si può collegare a una sfumatura cromatica, anche in base alle esperienze di ciascuno. E grazie anche di aver citato il tuo componimento, andrò a cercarlo e leggerlo con interesse.
  6. greenintro

    Parliamo del Natale.

    Tanti auguri di buon Natale e buone feste!
  7. greenintro

    Verde

    Ciao, grazie davvero per la tua analisi e le interessanti annotazioni @julia1983 !
  8. greenintro

    Cosa state leggendo?

    Sto rileggendo "L'isola di Arturo" di Elsa Morante e sto leggendo un libro-intervista al teologo Raimon Pannikar "Tra Dio e il cosmo"
  9. greenintro

    Verde

    Non come il rosso, che minaccioso avanza, irato, senza chiedersi ragione, perché troppa è la passione, mi avvolge tra le fiamme, un abbraccio non voluto Non come il blu, che sdegnoso s'allontana Troppo nobile il suo spirito per accostarsi alla mia miseria Non come il giallo, di una sprovveduta allegria rivestito, l'ingenuità del Sole che non s'avvede dell'eccesso dei raggi quando feriscono una terra invocante respiro Non come il viola che si bea del suo mistero, è un segreto che conosco, malignamente svelato da Rosso e Blu: è frutto del loro amore Davvero il verde rasserena Blu gli insegnò il distacco, il fuggir dal frenetico, Giallo quel tanto di Sole, che riscalda senza bruciare, fuoco bastante a custodir questa pace Al Verde starò accanto, offre ciò di cui ho bisogno, una pace che non sia indifferenza, tranquillità che lasci scorrer vita, che la copra di un manto di lucida logica, una guardinga quiete
  10. greenintro

    Lo scafo triste

    Componimento davvero molto bello, che riesce a essere intelligentemente espressivo di quel sentimento di quieto abbandono di chi lascia morire sballottato tra le onde del mare. Versi come trasmettono molto bene il senso del ritmo delle onde che lentamente sballottano il corpo di chi si lascia morire, come una madre che rassicura il bambino cullandolo, in particolare in quel "andavo e andavo" E difatti Questa idea di serenità viene ribadita nel verso che ricapitola tutto il tema della prima parte e si ripete come ultimo verso, in un'intelligente intuizione in cui si riprende una frase della prima parte che però, alla luce del proseguio, assume un significato più chiaro, rendendo l'idea di un componimento che procede come un cerchio che torna su se stesso, ma per approfondirsi e meglio illuminarsi, senza ripetersi inutilmente. Anche un verso come assume a posteriori una chiarezza che inizialmente non avevo colto, mentre poi si manifesta come bella e interessante metafora del viaggio verso l'Ultraterreno, contrassegnato dall'aspetto di eternità e spiritualità "non si vede". La seconda parte è più drammatica, anche se senza eccessivi strappi e rottura del preesistente clima emotivo, l'idea del morire si fa più esplicita e colgo anche un cambiamento tematico riguardo la condizione di serenità, che se nella prima parte appariva più centrale nel cullare delle onde, appare ora in parte turbata dall'inquietudine circa una generica negatività, l'idea dell'abisso come possibile condizione in cui cadere dopo la morte, sempre che abbia inteso bene: Tuttavia non considero questa cosa come un'incoerenza fastidiosa, ma come una deviazione funzionale nel rendere più realistica e profonda la descrizione dello stato psicologico di un morente, che forse, in una totale quiete e assenza di turbamenti, avrebbe rischiato di essere rappresentati in termini troppo idillici e innaturali, la quiete resta il tratto dominante ma si lascia affiancare da una più ricca e complessa vita interiore. Ci sono alcuni passaggi che mi convincono un pò meno, come che trovo una chiarificazione un pò inutile e ridondante di un concetto che era già stato perfettamente espresso in chiave più metaforica e musicale precedentemente, e che ora, reso così esplicito, rischia quasi di perdere parte della sua espressività poetica, meglio comunicato con quel ritmo e quell'allusività di cui scrivevo prima. Poi ci sarebbe che trovo versi troppo "tecnici", legati a un gergo marinaresco che non è detto arrivi in modo adeguatamente evocativo a chi, come me, non è particolarmente "addentro" a quel linguaggio e a quel contesto. Si rischia di interrompere la comunicazione emotiva e la visualizzazione immaginifica. Ma queste son comunque piccolezze, che nulla tolgono alla bellezza e alla qualità del componimento, che, dal mio punto di vista, emergono davvero molto bene.
  11. greenintro

    Battute squallide

    Andiamo a prendere un gelato in giro, sperando che il gelato non si offenda
  12. greenintro

    [Gioco] Catena musicale

    Love story- Indila
  13. greenintro

    Riferimenti a fatti/cose/persone reali

    Riporterei brevemente e per sommi capo l'esperienza di un mio amico impegnato per la pubblicazione di una raccolta di racconti, tra cui uno in cui ci sono dei riferimenti, particolarmente polemici, a un noto imprenditore (mai nominato, ma se lo si conosce un pò, si capisce chiaramente di chi si parla, leggendolo). Si è posto il problema di evitare grane legali, consultandosi con avvocati e agenti letterari di sua conoscenza oltre che con la stessa casa editrice. La casa editrice ha detto che non si prende alcuna responsabilità in caso di danni morali a terzi, e che effettivamente c'è stato un precedente simile in cui un 'autore, della stessa regione del mio amico, ha avuto problemi legali, pur riuscendo poi a vincere la causa, dovendosi però scomodare andando a processo nella zona geografica di competenza della casa. Cosa però molto importante, nel caso del racconto del mio amico, i tratti con cui l'imprenditore viene descritto, pur decisamente in senso spregiativo, riguardano l'immagine pubblica con cui si presenta, nessun pettegolezzo, retroscena o insinuazione inerente fatti sconosciuti è fatto cenno, e ciò dovrebbe essere sufficiente a evitare accuse di diffamazione. Non ci sono nemmeno offese inerenti l'aspetto fisico. Questo mio amico si sta orientando a lasciare nella bozza definitiva gli stessi riferimenti, ma a cambiare l'ambientazione, trasferendola in un paese straniero. In generale, immagino che gli elementi da considerare siano gli stessi che il mio amico, da come mi ha riportato la cosa ha considerato: valutare se il genere di riferimenti attiene all'immagine con cui una certa persona decide scientemente di presentarsi al pubblico, oppure se si fa cenno a fatti che la riguardano attualmente nascosti, e considerare quanto i riferimenti vengano colti da figure del ramo come agenti letterari, avvocati, editori. Soprattutto prendere in considerazione quanto eventuali ritocchi tesi a rendere meno espliciti i riferimenti finiscano o meno con l'alterare il senso, il messaggio di fondo che motiva la scrittura (nel caso del mio amico, l'ambientazione, italiana o straniera era del tutto irrilevante).
  14. greenintro

    Battute squallide

    Mi immagino, nel corso di uno dei suoi litigi col papa, Michelangelo Buonarroti esclamare: "Ora basta, questa volta è finita!!"
  15. greenintro

    Il gioco del "se fosse"

    Gotico Se fossi uno dei quattro punti cardinali?
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