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Valiant

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  1. Valiant

    Goccia

    @Floriana Veramente le caldaie hanno il nome Vailant e non Valiant (un altro errore?)
  2. Valiant

    La ghigliottina dà frutti acerbi

    @m.q.s. ciao, grazie per i consigli e contento che ti sia piaciuto alla prossima
  3. Valiant

    Verde, ti voglio, verde

    Una bella trasposizione, la poesia è bellissima e il tuo racconto mi è piaciuto, anche io come l'altro lettore ti segnalo questa frase che non mi convince: "ha una camicia lisa aperta sul petto, da cui spunta una catena d'oro, e i baffi"
  4. Valiant

    Goccia

    C'è molto di "non detto", nel tuo racconto e questo mi piace molto, è un modo per far immaginare chi legge, c'è naturalezza nelle tue parole e questo rende la storia "fresca" pur avendo scelto un argomento difficile. La metafora della goccia che bagna è purificazione, è lo scorrere della vita con tutte le sue sorprese, gioie, dolori. Se dovessi abbinare il tuo racconto a della musica sceglierei Satie che era un pazzo eccentrico ma geniale, lui usciva sempre con l'ombrello quando non pioveva e lo lasciava a casa quando la pioggia fitta bagnava ogni cosa. Una sola cosa non ho capito, nella frase "Le loro, sono le uniche che profumo" forse intendevi Le loro sono le uniche che profumano? grazie
  5. Valiant

    La ghigliottina dà frutti acerbi

    Buongiorno @sarano, grazie per il tuo contributo. Capisco la tua perplessità quando scrivi: "più che un racconto lo definirei un abbozzo", in realtà è un testo che non ha nessuna pretesa e forse il senso di queste parole sta nell'essermi divertito creando una metafora/fiaba di un fatto realmente accaduto. Devo dirti inoltre che questo "frammento" così lo chiamerei, fa parte di una raccolta di altri piccoli racconti ambientati a Parigi, col tempo pubblicherò anche gli altri. Grazie ancora e a presto
  6. Valiant

    La ghigliottina dà frutti acerbi

    Buongiorno @Lauram grazie per il commento, contento che ti sia piaciuto il mio racconto, a presto
  7. Valiant

    [FDI 2019-1] Luna bianca

    Mi ha sempre affascinato parlare con persone con problemi psichici, e come il dottore ho cercato sempre di entrare nelle loro teste nel loro modo di ragionare, nel loro mondo, ma l'ho sempre fatto mostrandomi come sono, questo per dirti che se fossi stato io il dottore non avrei risposto nello stesso linguaggio "inventato" di Agamennone, quello è il suo linguaggio avvolto nel mistero e deve rimanere tale senza far finta di intendere rispondendo nello stesso modo, forse per questo a un certo punto si alzava e se ne andava. Per questo faccio fatica a trovare il motivo di questa apertura di Agamennone verso il dottore. Come qualcuno che ti ha già scritto credo che descrivi troppo e lasci poco al lettore di immaginare specialmente nel finale. La storia rimane interessante e varrebbe la pena rivederla togliendo dettagli che non sono importanti e forse provare a ribaltarla facendo diventare Agamennone vero protagonista che parla in prima persona, ma questo diventerebbe un altro racconto
  8. Valiant

    [FdI 2019-1] Un giorno tutto per sé

    È un racconto scritto con molta cura e sensibilità, mi hanno colpito in particolare i "riti", il fatto di portare dei fiori a una sconosciuta, un modo come per dire che lui è dappertutto, i risparmi per una buona causa, le lettere appassionate e poetiche, un giorno dove veramente tutto si ferma, quasi come un sabato per un ebreo. Chissà come sono stati quei giorni negli anni, se il dolore si è pian piano diluito fino a diventare un ricordo, allora quei "riti" diventano così necessari, così naturali da diventare una fiamma che non si spegne mai, un dialogo vivo tra se e chi non c'è più. Bella la scelta di non scrivere sugli orrori della guerra, senza saper quale guerra come se una equivalesse a tutte, questo mette iil lettore in uno stato di pace simile a quello che prova la protagonista. I miei più sentiti complimenti
  9. Valiant

    [FdI 2019-1] Cede la rosa, petalo dopo petalo: la vita i giorni

    Un bel racconto, suddiviso nell'arco di chi sfoglia un fiore, questo fiore che racconta la vita, di gioie e di dolori e quel che resta del fiore, ricordi di una vita lontana e spensierata. Siamo tutti fiori che lasciano i propri petali, brava!
  10. Valiant

    La ghigliottina dà frutti acerbi

    grazie per questo tuo prezioso messaggio @AndC , apprezzo molto e sono contento che ti è piaciuto. Come forse hai intuito questo è uno dei racconti brevi che fanno parte di un viaggio che feci a Parigi anni fa. Il racconto io l'ho pensato come un flusso continuo, compatto e fluido allo stesso tempo. Forse non mi sono reso conto delle esigenze di chi legge, di creare respiro e su questo hai ragione tu, le virgole aiutano a leggere. Ho visitato il tuo sito e ho letto quello che fai, molto interessante il tuo percorso, pieno di passione (si percepisce), in bocca al lupo per le tue attività a presto
  11. Valiant

    L'uomo del casello

    trama: come scritto nel mio precedente commento mi sarebbe piaciuta una maggior contrapposizione tra il lavoro alienante/disumano e l'incontro sintonia/sentimento, ma questo cambierebbe il racconto che è già bello così personaggi: la caratterizzazione del protagonista è a mio giudizio un po' carente ma sicuramente è una tua scelta stilistica che non discuto contenuti: la storia verte su un incontro praticamente impossibile nella realtà, i caselli sono codificati da automazione e velocità, ma proprio questo fa del racconto qualcosa di speciale stile: il testo è fluido e scorrevole e di facile lettura grammatica e sintassi: non ho notato nessuna inesattezza giudizio finale: un bel racconto che fa venir voglia di rileggere per trovarci cose nuove
  12. Valiant

    La ghigliottina dà frutti acerbi

    Il gatto non parla inglese, o forse lo sa così male che si vergogna a parlare. Sta li nell’angolo a sistemare i suoi legnetti, ha gli occhi grandi e la pelle brunita, porta vestiti bianchi ricamati perché è l’unico modo per ricordarsi del suo paese lontano, Siri Lanka, Pakistan, India, non l’ha mai detto da dove viene del resto. La volpe perde pelo ma non se ne cura affatto, gira spavalda tra le collezioni di vecchi fumetti e ritratti a carboncino. Non è di Parigi, vive dove la Senna arriva al mare in una di quelle piccole case di marzapane che è difficile distinguere una dall’altra. Cialtrona e perennemente impataccata, la volpe vive di poco nei periodi di magra e quando riesce a sgraffignare qualche banconota profumata fa la signora lasciando mance sproporzionate. Quando gli ho detto che gli avrei mandato la mia biografia, si è messa a ridere e con quel modo un po’ viscido di chi fa finta di essere amico mi dice che non sarebbe stato certo un problema e che forse l’avrebbe scritta lei al momento inventando qualche baggianata. Entrambi sanno che vengo dall’Italia, ma per qualche ragione sconosciuta mi considerano russo a tutti gli effetti. Il signor Burghignon sembra essere molto amico della volpe, ridono e scherzano e quando si incontrano sovente capita che iniziano a fare uno strano balletto entrando e uscendo dal cesso dove sono esposte targhe e riconoscimenti falsi. Burghignon ama scommettere alle gare di salto col sacco, si considera un grande esperto quando si deve indovinare il peso esatto di un tacchino e non è mai stato con una donna. È pallido e unto e porta un paio di occhiali dalla montatura ovale un po’ storti forse per vezzo o sbadataggine. Tra gli assidui frequentatori dell’atelier dell’incoerenza c’è un anziana signora, lei non si interessa di arte viene solo per scroccare un bicchiere di vino che beve come se avesse appena finito di attraversare il deserto. Attacca discorso con tutti e la sua sete atavica è direttamente proporzionale alla sua solitudine. La volpe è a conoscenza delle puntuali visite della anziana signora e quando gli passa nei pressi la scaccia come si fa coi piccioni. Ci sono due scale a chiocciola nell’atelier quella che scende porta al magazzino di vecchi libri usati, quella che sale porta a una stanza misteriosa che quando chiedo cosa c’è la volpe risponde in maniera evasiva con risposte sempre diverse. Ogni volta che torno a Parigi inevitabilmente passo davanti all’atelier e mi meraviglio sempre che siano ancora lì come se il tempo non li avesse minimamente scalfiti.
  13. Valiant

    L'uomo del casello

    È bello che un lavoro così disumano come il casellante si trasformi in un incontro pieno di dettagli quotidiani, sentimenti, stati d'animo, voglia di conoscere, bella scelta del soggetto
  14. Valiant

    presentazione

    Un caro amico, un vecchio compagno di liceo, mi ha consigliato di iscrivermi su questo sito. Non scrivevo più da anni pensavo di aver perso il dono della scrittura e come d'incanto senza particolari problemi ho ripreso. Ho scritto sempre per me stesso, senza pensare di pubblicare o divulgare i miei testi, la scrittura la vedo come uno strumento per cercare qualcosa dentro di me. Questo esperimento di condividere la scrittura è una cosa nuova per me e spero che porti momenti di riflessione per me e per chi ha l'occasione di leggere. Della mia vita non voglio parlare, la mia è come quella di tanti altri anche se unica nel suo genere, non sono più giovanissimo e da qualche anno ho cambiato città, non conosco molta gente e forse per questo ho deciso di aderire a questo forum. È sempre un bene condividere idee, emozioni anche se in quest'epoca lo si fa troppo nel modo sbagliato a mio parere.
  15. Valiant

    Il soffio

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