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RomBones

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    Romana Francesca Dimaggio
  • Compleanno 20/08/1981

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  • Genere
    Donna
  • Provenienza
    Roma
  • Interessi
    Mi piacciono il teatro, il cinema, gli anime e i manga.
    Amo leggere quasi tutto, anche se prediligo il genere rosa, i thriller e il fantasy.
    Conosco bene l’inglese, sia parlato che scritto, e studio il giapponese da autodidatta.

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  1. RomBones

    La foresta delle lucciole

    @Floriana ciao! eh, già... Lo ha afferrato per il bavero, sta per picchiarlo, ma da quella distanza così ravvicinata, riesce a guardarlo negli occhi e quindi a capire l'indole di quell'uomo. In realtà mi serve per dire che non lo picchia più, lo lascia andare proprio perché ha capito chi ha davanti. Perché Sole e Luna sono entità per loro, come se fossero divinità. Una spada giapponese. Mi fa piacere che ti sia piaciuta e che il messaggio sia arrivato. L'andare a capo a volte lo uso proprio per cadenzare un ritmo molto più ansiogeno (passami il termine), proprio per spezzare la lettura e costringere il lettore a prendere fiato ancora e ancora, in modo che l'ansia venga percepita anche in quel modo. Rifletterò sui tuoi consigli, grazie davvero.
  2. RomBones

    La foresta delle lucciole

    Ciao @JD WOLF , grazie per aver letto
  3. RomBones

    La foresta delle lucciole

    La leggenda narra che in un Paese lontano, nello spazio e nel tempo, in una terra baciata dal sorgere del Sole prima di tutte le altre, ci fosse un grande castello. Nel castello viveva il signore di quelle terre, Jou era il suo nome; con lui vivevano sua moglie Chika e sua figlia Fumiko. Poiché vicino alla vecchiaia, il ricco feudatario decise di pensare al futuro del suo regno, dando in sposa la sua unica figlia a un ricco mercante di sete, Fumio. Questi ne fu felice e orgoglioso: il suo signore aveva scelto lui fra i tanti pretendenti, forse poiché vedeva nella sua ricchezza una sicurezza e una stabilità, che sfociavano quindi nella fiducia. Fumiko invece rimase devastata dalla notizia, poiché in cuor suo sapeva già di amare un altro uomo: Takeshi, uno dei samurai al servizio di suo padre. Era coraggioso, onorevole e bello, ma, purtroppo, anche lontano: il suo signore infatti l’aveva mandato a combattere a ovest, al comando del suo esercito. Il matrimonio fu quindi deciso, senza che la fanciulla potesse opporsi al volere dei genitori. In lacrime si gettò sul grembo della madre, dichiarando di non volersi sposare, ma Chika, accarezzandole i capelli, provò a farla ragionare, a farle capire che quella era la scelta più saggia per tutti. La più saggia, forse, ma non la più giusta. Con quel pensiero in testa, Fumiko decise di scappare, di abbandonare il castello nel cuore della notte e rifugiarsi nella Foresta di Bambù, un posto così buio e fitto, che nessuno osava addentrarsi; se fosse entrata lì, non l’avrebbero più ritrovata e lei, un giorno, sarebbe stata libera di riunirsi al suo amato Takeshi. La foresta l’accolse nel suo abbraccio freddo e umido, ma così profondo, che la fanciulla non ne poté più uscire; passò i giorni a vagare sulla terra bagnata, affondandovi i piedi, accettando ogni graffio sulla pelle, prima come indice di speranza, poi come dannazione. Non riuscì a trovare cibo o acqua, perse la strada, rimanendo intrappolata tra le alte piante, e finì i suoi giorni maledicendo la Luna per non averle insegnato il cammino. Alla sua morte, la Luna sentì quelle aspre parole e decise di punirla, legando il suo spirito a quella foresta per l’eternità: da quel giorno, l’anima di Fumiko, permeata dei raggi della Luna, diventò l’unica fonte di luce presente nella Foresta di Bambù. Mesi dopo questi avvenimenti, quando la campagna ebbe termine, Takeshi tornò dal suo signore, vittorioso, come ci si aspettava dal grande guerriero che era. Scoprì però che la sua amata Fumiko era scomparsa, dilaniata dal tormento di dover sposare un altro uomo. Pazzo d’amore, andò subito in cerca di Fumio: voleva eliminare il suo rivale, incolpandolo della sparizione della ragazza. Ma, quando se lo ritrovò davanti, con il bavero della sua giubba tra le mani strette dalla rabbia, quando lo guardò negli occhi, riconobbe l’innocenza di quell’uomo, la cui colpa era stata, forse, solo quella di voler compiacere il suo signore. Lo lasciò andare, quindi, senza infliggere alcun colpo. Venne allora a sapere che Fumiko era scappata nella foresta, così pensò che forse non tutto era perduto, che forse avrebbe potuto ritrovarla, perché solo lui avrebbe potuto avere il coraggio di addentrarsi in quel posto maledetto e riportarla a casa. Jou, ascoltate le sue intenzioni e sconfitto dall’afflizione che aveva provocato alla sua unica figlia, gli concesse di andare e gli promise che, se l’avesse tratta in salvo, avrebbe permesso loro di sposarsi. Takeshi partì quindi alla volta della foresta, senza nemmeno aspettare il sorgere del Sole, tanto era la brama di ritrovare la sua amata; ma dopo qualche ora tra gli alti bambù, capì di essere in trappola. Ebbe l’impressione che quelle piante si muovessero, per confondere i suoi passi e fargli perdere la strada. Le tenebre erano tutte intorno, ovunque volgesse lo sguardo non distingueva un animale, non distingueva altro suono, se non quello del vento tra le canne rigide. Finché un bagliore catturò la sua attenzione, qualcosa di etereo ed evanescente, a qualche metro di distanza, alla sua destra. Mosse qualche passo, cercando di raggiungere l’unica fonte di luce in quella desolazione. E poi lo vide: uno spettro maledetto. Le vesti stracciate, le carni lacerate; brillava, eppure era lordo della terra che sfiorava. Takeshi estrasse la lunga katana e si mise in posizione di difesa, puntandola contro lo spettro; gli intimò di fermarsi, di arretrare, di non fare un altro passo nella sua direzione, ma quello sembrava non ascoltare i suoi avvertimenti. Così, quando fu ormai a pochi passi da lui, Takeshi sollevò la spada e, con un gesto rapido e preciso, la calò sull’avversario, squartandolo in due parti, di traverso, lungo il busto e fino al bacino. Lo spettro urlò, come se potesse realmente provare dolore, rivelando per la prima volta il suo vero volto all’uomo che aveva sempre amato. L’anima di Fumiko pianse lacrime di luce, mentre quelle che una volta erano state le sue labbra pronunciarono un voto d’amore eterno nei confronti del samurai. Solo in quel momento Takeshi la riconobbe, quasi udendo quelle parole senza voce e che mai l’avrebbero avuta. Vide l’essenza della sua donna dissolversi nell’aria, trasformandosi in migliaia di piccole luci, che presero a volteggiargli attorno, quasi a volerlo proteggere, o salutare, per dirgli addio per sempre. Da quel giorno si dice che chiunque entri in quella foresta non abbia mai più smarrito la strada, perché guidato da milioni di lucciole a indicargli il cammino. Fu così, quindi, che prese il nome di Foresta delle Lucciole.
  4. RomBones

    La foresta delle lucciole

    *immagine rimossa dallo staff* La leggenda narra che in un Paese lontano, nello spazio e nel tempo, in una terra baciata dal sorgere del Sole prima di tutte le altre, ci fosse un grande castello. Nel castello viveva il signore di quelle terre, Jou era il suo nome; con lui vivevano sua moglie Chika e sua figlia Fumiko. Poiché vicino alla vecchiaia, il ricco feudatario decise di pensare al futuro del suo regno, dando in sposa la sua unica figlia a un ricco mercante di sete, Fumio. Questi ne fu felice e orgoglioso: il suo signore aveva scelto lui fra i tanti pretendenti, forse poiché vedeva nella sua ricchezza una sicurezza e una stabilità, che sfociavano quindi nella fiducia. Fumiko invece rimase devastata dalla notizia, poiché in cuor suo sapeva già di amare un altro uomo: Takeshi, uno dei samurai al servizio di suo padre. Era coraggioso, onorevole e bello, ma, purtroppo, anche lontano: il suo signore infatti l’aveva mandato a combattere a ovest, al comando del suo esercito. Il matrimonio fu quindi deciso, senza che la fanciulla potesse opporsi al volere dei genitori. In lacrime si gettò sul grembo della madre, dichiarando di non volersi sposare, ma Chika, accarezzandole i capelli, provò a farla ragionare, a farle capire che quella era la scelta più saggia per tutti. La più saggia, forse, ma non la più giusta. Con quel pensiero in testa, Fumiko decise di scappare, di abbandonare il castello nel cuore della notte e rifugiarsi nella Foresta di Bambù, un posto così buio e fitto, che nessuno osava addentrarsi; se fosse entrata lì, non l’avrebbero più ritrovata e lei, un giorno, sarebbe stata libera di riunirsi al suo amato Takeshi. La foresta l’accolse nel suo abbraccio freddo e umido, ma così profondo, che la fanciulla non ne poté più uscire; passò i giorni a vagare sulla terra bagnata, affondandovi i piedi, accettando ogni graffio sulla pelle, prima come indice di speranza, poi come dannazione. Non riuscì a trovare cibo o acqua, perse la strada, rimanendo intrappolata tra le alte piante, e finì i suoi giorni maledicendo la Luna per non averle insegnato il cammino. Alla sua morte, la Luna sentì quelle aspre parole e decise di punirla, legando il suo spirito a quella foresta per l’eternità: da quel giorno, l’anima di Fumiko, permeata dei raggi della Luna, diventò l’unica fonte di luce presente nella Foresta di Bambù. Mesi dopo questi avvenimenti, quando la campagna ebbe termine, Takeshi tornò dal suo signore, vittorioso, come ci si aspettava dal grande guerriero che era. Scoprì però che la sua amata Fumiko era scomparsa, dilaniata dal tormento di dover sposare un altro uomo. Pazzo d’amore, andò subito in cerca di Fumio: voleva eliminare il suo rivale, incolpandolo della sparizione della ragazza. Ma, quando se lo ritrovò davanti, con il bavero della sua giubba tra le mani strette dalla rabbia, quando lo guardò negli occhi, riconobbe l’innocenza di quell’uomo, la cui colpa era stata, forse, solo quella di voler compiacere il suo signore. Lo lasciò andare, quindi, senza infliggere alcun colpo. Venne allora a sapere che Fumiko era scappata nella foresta, così pensò che forse non tutto era perduto, che forse avrebbe potuto ritrovarla, perché solo lui avrebbe potuto avere il coraggio di addentrarsi in quel posto maledetto e riportarla a casa. Jou, ascoltate le sue intenzioni e sconfitto dall’afflizione che aveva provocato alla sua unica figlia, gli concesse di andare e gli promise che, se l’avesse tratta in salvo, avrebbe permesso loro di sposarsi. Takeshi partì quindi alla volta della foresta, senza nemmeno aspettare il sorgere del Sole, tanto era la brama di ritrovare la sua amata; ma dopo qualche ora tra gli alti bambù, capì di essere in trappola. Ebbe l’impressione che quelle piante si muovessero, per confondere i suoi passi e fargli perdere la strada. Le tenebre erano tutte intorno, ovunque volgesse lo sguardo non distingueva un animale, non distingueva altro suono, se non quello del vento tra le canne rigide. Finché un bagliore catturò la sua attenzione, qualcosa di etereo ed evanescente, a qualche metro di distanza, alla sua destra. Mosse qualche passo, cercando di raggiungere l’unica fonte di luce in quella desolazione. E poi lo vide: uno spettro maledetto. Le vesti stracciate, le carni lacerate; brillava, eppure era lordo della terra che sfiorava. Takeshi estrasse la lunga katana e si mise in posizione di difesa, puntandola contro lo spettro; gli intimò di fermarsi, di arretrare, di non fare un altro passo nella sua direzione, ma quello sembrava non ascoltare i suoi avvertimenti. Così, quando fu ormai a pochi passi da lui, Takeshi sollevò la spada e, con un gesto rapido e preciso, la calò sull’avversario, squartandolo in due parti, di traverso, lungo il busto e fino al bacino. Lo spettro urlò, come se potesse realmente provare dolore, rivelando per la prima volta il suo vero volto all’uomo che aveva sempre amato. L’anima di Fumiko pianse lacrime di luce, mentre quelle che una volta erano state le sue labbra pronunciarono un voto d’amore eterno nei confronti del samurai. Solo in quel momento Takeshi la riconobbe, quasi udendo quelle parole senza voce e che mai l’avrebbero avuta. Vide l’essenza della sua donna dissolversi nell’aria, trasformandosi in migliaia di piccole luci, che presero a volteggiargli attorno, quasi a volerlo proteggere, o salutare, per dirgli addio per sempre. Da quel giorno si dice che chiunque entri in quella foresta non abbia mai più smarrito la strada, perché guidato da milioni di lucciole a indicargli il cammino. Fu così, quindi, che prese il nome di Foresta delle Lucciole.
  5. RomBones

    Il fiato del drago

    Ciao @Marissa1204 , comincio col dirti che sono qui perché il titolo mi ha catturato all'istante e, incuriosita, mi sono messa a leggere. Immaginavo un fantasy, un grande drago che incutesse paura, non credevo che la paura potesse essere reale. Prova a non ripetere "luce". bagnarsi delle Qui tornano ridondanti le parole peluche e lacrime; prova a evitarlo. Questa frase mi inciampa il concetto: le fronde sono la parte alta degli alberi, quindi non sono queste a poter essere strappate dalla terra. L'idea credo di averla capita, ma va descritta meglio, secondo me. attraverso (?) i piedi nudi... che dici? Detta così sembra che la donna non sia la madre; se vuoi usare moglie forse puoi dire "il marito". Che ne pensi? e, mattone dopo mattone, sgretolò La storia comincia piano, lenta, descrivendo la quiete della bambina nel suo letto che a poco a poco viene destabilizzata, aumentando di intensità; questo è evidenziato dai rumori, che sono sempre più forti. Temiamo per lei e tiriamo un sospiro di sollievo quando i suoi genitori irrompono nella stanza. Purtroppo il drago è troppo potente e la mattina dopo l'unico superstite è il caro Fred. Non si tratta di una favola, non c'è il lieto fine, e per chi ha sentito il respiro del drago (come me) la paura si sente tutta. A parte quelle piccole accortezze che ti ho indicato, non ho trovato errori o incongruenze: la grammatica è ottima, la punteggiatura anche. Nel complesso è una racconto che mi ha spiazzato, ma che comunque riesce a rimanere impresso, sicuramente per le sensazioni che suscita; e quelle, si sa, non sono facili da trasmettere. Brava!
  6. RomBones

    Un duplex per tre - Romana Francesca Dimaggio

    Grazie grazie grazie!!! Vi voglio un mondo di bene! 😚 #unduplexpertre #duplex #libro #libri #romanzo #romanzorosa #romanzi #scrivere #recensioni #autori #leggere #lettura #relax #book #books #romance #writing #writer #writers #read #reading #amici #vivogliobene #vivogliobene❤ #grazie #friends #iloveyou #thanks #thankyou
  7. RomBones

    Un duplex per tre

    Grazie grazie grazie!!! Vi voglio un mondo di bene! 😚 #unduplexpertre #duplex #libro #libri #romanzo #romanzorosa #romanzi #scrivere #recensioni #autori #leggere #lettura #relax #book #books #romance #writing #writer #writers #read #reading #amici #vivogliobene #vivogliobene❤ #grazie #friends #iloveyou #thanks #thankyou
  8. RomBones

    La storia che ancora non conosci

    Ciao @Poeta Zaza , grazie! Hai ragione sul fatto che, anche se non sappiamo chi saremo, dovremmo ricordarci sempre chi siamo e siamo stati. Grazie per essere passata.
  9. RomBones

    Un duplex per tre - Romana Francesca Dimaggio

    Emily è una ragazza esplosiva, sia nella sensualità che nella dolcezza. Rossa come il Golden Gate Bridge e bella come una pin-up. Se la immagino con "addosso" la faccia di qualcuno realmente esistente, penso a lei, Rachelle Lefèvre. E voi che ne dite? È abbastanza matta per la nostra beniamina? #unduplexpertre #duplex #libro #libri #romanzo #romanzorosa #romanzi #scrivere #recensioni #autori #leggere #lettura #relax #book #books #romance #writing #writer #writers #read #reading #emily #rachellelefèvre #personaggi #personaggio #protagonista
  10. RomBones

    Un duplex per tre

    Emily è una ragazza esplosiva, sia nella sensualità che nella dolcezza. Rossa come il Golden Gate Bridge e bella come una pin-up. Se la immagino con "addosso" la faccia di qualcuno realmente esistente, penso a lei, Rachelle Lefèvre. E voi che ne dite? È abbastanza matta per la nostra beniamina? #unduplexpertre #duplex #libro #libri #romanzo #romanzorosa #romanzi #scrivere #recensioni #autori #leggere #lettura #relax #book #books #romance #writing #writer #writers #read #reading #emily #rachellelefèvre #personaggi #personaggio #protagonista
  11. RomBones

    La storia che ancora non conosci

    @Elisabeth hai ragione: i libro rappresenta proprio la vita, piena di imprevisti e che non conosceremo mai finché non la vivremo. Grazie per il suggerimento e per aver letto.
  12. RomBones

    Un duplex per tre - Romana Francesca Dimaggio

    Keja Galli ★𝐿𝒶 𝒮𝒸𝓇𝒾𝒷𝒶𝒸𝒸𝒽𝒾𝓃𝒶 ★ La Scribacchina della rete ha creato il servizio #pubblicizzaunlibro sia su Facebook che Instagram. Guardate che bella presentazione elegante e delicata ha preparato per "Un duplex per tre"? Grazie! 🤩 #unduplexpertre #duplex #libro #libri #romanzo #romanzorosa #romanzi #scrivere #recensioni #autori #leggere #lettura #relax #book #books #romance #writing #writer #writers #read #reading
  13. RomBones

    Un duplex per tre

    Keja Galli ★𝐿𝒶 𝒮𝒸𝓇𝒾𝒷𝒶𝒸𝒸𝒽𝒾𝓃𝒶 ★ La Scribacchina della rete ha creato il servizio #pubblicizzaunlibro sia su Facebook che Instagram. Guardate che bella presentazione elegante e delicata ha preparato per "Un duplex per tre"? Grazie! 🤩 #unduplexpertre #duplex #libro #libri #romanzo #romanzorosa #romanzi #scrivere #recensioni #autori #leggere #lettura #relax #book #books #romance #writing #writer #writers #read #reading
  14. RomBones

    Un duplex per tre

    Mi fa sempre abbastanza strano pensare di affibbiare la faccia di una persona esistente a un mio personaggio, ma ho voluto provare. Eccovi quindi il mio Ryan di "Un duplex per tre" con la faccia di David Giuntoli! Che ne pensate? Potrebbe essere lui? #unduplexpertre #duplex #libro #libri #romanzo #romanzorosa #romanzi #scrivere #recensioni #autori #leggere #lettura #relax #book #books #romance #writing #writer #writers #read #reading #ryan #davidgiuntoli #personaggi #personaggio #protagonista
  15. RomBones

    Un duplex per tre - Romana Francesca Dimaggio

    Mi fa sempre abbastanza strano pensare di affibbiare la faccia di una persona esistente a un mio personaggio, ma ho voluto provare. Eccovi quindi il mio Ryan di "Un duplex per tre" con la faccia di David Giuntoli! Che ne pensate? Potrebbe essere lui? #unduplexpertre #duplex #libro #libri #romanzo #romanzorosa #romanzi #scrivere #recensioni #autori #leggere #lettura #relax #book #books #romance #writing #writer #writers #read #reading #ryan #davidgiuntoli #personaggi #personaggio #protagonista
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