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fatacarabina

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  1. fatacarabina

    Onorato (parte V)

    Ti ringrazio per queste tue osservazioni. Questo lavoro sta assorbendo molte mie energie e come ho già detto io non sono una scrittrice , per me questa è davvero la primissima esperienza e penso ultima, perchè il mio lavor è un altro. Non nascondo che negli ultimi tempi mi sto demotivando e scoraggiando. Il mio obiettivo è quello di scrivere un racconto ispirato alla vita di mio nonno. Cio' che ho scritto fino ad ora è basato sui ricordi e le cose che mi raccontava, su documenti che mi sono stati spediti dal paese di Forni di Sopra, e da documenti dello storico e studioso Matteo Ermacora. Dai documenti che mi sono stati inviati da Forni di Sopra (paese d'origine della famiglia di mio nonno) sono riuscita a capire che Angelo (padre di mio nonno ) e il figlio più grande erano dei minatori e che morirono in Germania di malattia in giovane età. A tal proposito nonno mi parlava che Federico questo suo fratello sfortunato morì a ventuno anni per febbre spagnola il 11 novembre 1918 , giorno della fine della prima guerra mondiale. Ovviamente da parte mia c'è lavoro di fantasia quando parlo della fabbrica di mattoni, anche se sui documenti di Ermacora riguardanti proprio l'emigrazione friulana in Germania, viene descritto questo tipo di lavoro che veniva svolto soprattutto da donne e bambini. http://www.ammer-fvg.org/_Data/Contenuti/Allegati/ita/storia_Germania_Ermacora.pdf Alla fine il mio obiettivo è quello di regalare questo racconto ( e mi dispiace sentir dire che appare più come una raccolta di appunti che un racconto) a mia madre e ai figli e nipoti che l'hanno conosciuto e amato. Tornando a Angelo e Federico, loro sono morti in Germania e sono stati sepolti lì (questo me lo ricordo che me lo diceva mio nonno). Per le altre osservazioni che fai, ne terro' conto perchè sono per me davvero davvero preziose.
  2. fatacarabina

    Onorato (parte V)

    Le tue osservazioni mi danno sempre modo di riflettere e ragionare. Il capotreno l'ho immaginavo comunque in divisa e solo ora mi accorgo di non averlo scritto! cioè ho scritto solamente che è vestito di tutto punto! La stessa cosa posso dire del convoglio cioè che l'ho immaginata esattamente come quella della foto , con le panche in legno alimentata a carbone e .....non ho descritto un bel niente! per quanto riguarda l'ultima citazione, penso che sia un errore nel riportare la citazione, non so cosa sia successo perchè ho controllato su nel testo ed è scritto bene! Di nuovo ti ringrazio, Paola.
  3. fatacarabina

    Onorato (parte V)

    http://www.writersdream.org/forum/topic/11214-la-storia-vera-di-vera-storia-14/ “Du la vastu! Sta a chi ca tu ti piars in chista confusion!” urla Anna. Arduino a sentire quelle parole s’è appiccicato ancora di più alle gonne della madre. Onorato invece, avrebbe voluto solo avvicinarsi di qualche passo a quel treno che sta fermo sul binario, che ogni tanto sbuffa un po’ di fumo ed è come se respirasse. Lui i treni li ha sempre visti da lontano mentre corrono veloci in mezzo ai campi per poi sparire in lontananza. Poco distante il padre sta parlando con il capotreno. Proprio così gli ha detto la mamma, quell’uomo vestito di tutto punto è il capotreno e Onorato decide in quel momento che sì, da grande farà anche lui il capotreno! Finalmente il padre è tornato indietro a dire di seguirlo e così a piccoli passi e con l’aiuto di qualche sgomitata “Ecco” annuncia Angelo “chistu ai al treno al la chi veis da montaa.” Onorato realizza solo ora che il padre non andrà con loro e timidamente gli fa “Pari, tu non vieni con noi, vero?” Angelo allora si china verso di lui e gli risponde sorridendo “Per ora, solo per ora…Io e tuo fratello Federico rimaniamo qua a lavorare ancora par un tin di tiemp” Angelo allora gli da una carezza e baciandolo quasi gli infila il naso in un occhio. A Onorato gli piacciono quei modi un po’ rozzi del padre, il suo fiato sa di birra e sigarette. E’ arrivato il momento di salutarsi, lo fanno con la promessa di rivedersi presto e con una valigia piena di soldi. Insieme a loro salgono molte altre persone sul treno cariche di bagagli e lentamente il convoglio si riempie a tal punto che anche il più piccolo spazio finisce per essere occupato da qualcosa. Pentole, coperte, un piccolo sgabello, valigie di cartone troppo piene tenute assieme con lo spago e in un angolo in fondo si scorge la sagoma di quello che deve essere un materasso, arrotolato su sé stesso e legato con una corda per farlo stare in piedi.C'iene e per essere potreno!l capotreno e Onorato decide in quel momento che sì! Onorato è riuscito a sedersi vicino a un finestrino e davanti a lui c’è una signora anziana che ogni tanto si gira e si china sorridente verso una bambina che avrà forse cinque o sei anni che le siede accanto. Sarà forse la nipote, o forse no. La bambina con i capelli legati in due trecce castane, tiene sulle ginocchia una piccola gabbia con un uccellino che svolazza da una parte all’altra un po’ spaventato, ogni tanto cinguetta e perde una piuma per la gioia della sua padroncina. Alzandosi in piedi riesce a malapena a scorgere la madre con i fratelli che hanno trovato posto poco più in là. Arduino è seduto in braccio alla madre, mentre Costante si è sistemato direttamente sui bagagli. Guarda fuori dal finestrino in cerca del padre e del fratello ma non li trova, non riesce a vederli perché sulla banchina c’è un mucchio di gente che saluta chi con la mano, chi sventolando un fazzoletto, tutti in direzione del treno che ora sta lentamente muovendosi. Il treno ormai ha peso velocità e Onorato fissa con lo sguardo un punto fuori dal finestrino. Sotto gli occhi gli passa di tutto, una miriade di cose, colori e forme indistinte. Vede passare veloci tetti, case, muri e muretti, cancelli e inferriate, vede sfrecciare strade, chiese, vialetti, uomini in bicicletta, carretti e cavalli, alberi e prati e ci rimane un bel pezzo così, con il naso appiccicato al finestrino. Ora gli è venuta una certa fame, si gira per cercare la mamma, si alza, ma gli occhi gli cadono su un omone con una pancia enorme che si è addormentato con tutto il cappello in testa, cullato dal treno e dall’aria ormai satura che è diventata irrespirabile. L’uomo ha due baffi cespugliosi, tiene le braccia incrociate sul petto e manca poco che si metta a russare. Anna si è finalmente accorta di Onorato e senza aver bisogno di parole piglia da terra la borsa per i manici, la apre e tira fuori dei biscotti che profumano di miele e cannella.
  4. fatacarabina

    Onorato (parte IV)

    Vedi BradipO, io non sono friulana, mio nonno lo era. Sono nata e sempre vissuta in provincia di Latina e poche volte ho visitato il paese di mio nonno, quando ero bambina. Anche per me Il Friuli, la sua storia e i suoi abitanti, mi sono poco noti e guardo le storie che mi raccontavano i nonni con occhi diversi. Voglio dire che le cose che mi raccontavano io credevo fossero favole e non ci ho mai dato peso, ma ora che sono cresciuta, facendo ricerche anche tramite socialnetwork come facebook, ho avuto conferma di queste "favole" che mi raccontavano: storie incredibili al limite della realtà. Tutto cio' ha ispirato questo mio racconto, ma non è facile, perchè per me è la primissima esperienza in assoluto e non so se mai riusciro' a portare a termine questo progetto. Facendo ricerche mi sono appassionata al periodo storico che poi dal Friuli alla Sicilia è stata una storia di sofferenze, fame, povertà ed emigrazione. Vi ringrazio per i commenti e i suggerimenti che mi postate che mi danno modo di riflettere su cio' che ho scritto.
  5. fatacarabina

    Sono uscito di notte

    Anche a me è piaciuta davvero molto questa poesia, l'ho letta e letta di nuovo e ora per commentare la rileggo di nuovo. Mi piace molto la struttura della poesia che come hai già detto ricorda le canzoni con il ripetersi di alcune frasi e strofe. mi piace l'immagine dell'uomo che nel cuore della notte esce di casa a cercare patate, che possono essere interpretate come la ricerca di risposte alle domande che l'uomo si fa da sempre oppure risposte ai problemi di tutti i giorni. Le va a cercare le patate (le risposte) perchè le aveva finite e le trova, piccine piccine, perchè sono così spesso le risposte che riesce a darsi davanti all'universo, al misterso della morte e al destino di ognuno. A me le patate mi viene di interpretarle così e non so se è una lettura giusta. Infine ti dico che ad una prima lettura, anche se l'uomo che va a cercare patate ha una torcia in mano, ho subito associato questa poesia al famoso quadro di Van Gogh i cercatori di patate, appunto. Bella poesia, per le immagini e le sensazioni che riesce a trasmettermi.
  6. fatacarabina

    ...molto Onorato (I parte)

    In un pezzo "rustico", lascerei un linguaggio colloquiale. Interessante!
  7. fatacarabina

    Onorato (parte IV)

    http://www.ammer-fvg.org/_Data/Contenuti/Allegati/ita/storia_Germania_Ermacora.pdf Se ti puo' interessare ti segnalo questo documento di matteo ermacora sull'emigrazione friulana in europa, in cui c'è descritto anche il procedimento della fabbricazione del mattoni che veniva fatta dalla manodopera meno specializzata e quindi venivano utilizzati fanciulli e donne. Viene riportato che i mattoni prima di essere cotti alla formnace venivano messi ad asciugare al sole.
  8. fatacarabina

    ...molto Onorato (I parte)

    Ti ringrazio Anja Allora mi chiedo e ti chiedo: hai pensato che potresti immedesimarti nel tuo personaggio? Questa cosa cerco di farla continuamente, durante il giorno, quando vado a lavorare penso alla storia, penso a Onorato e cerco di pensare come lui, che è vissuto in un mondo molto diverso da quello di oggi, dove i tempi erano più rallentati e ci si doveva arrangiare per ogni cosa. Questo è un lavoro che mi sta costando molto impegno e fatica perchè prevede anche una pare di ricerca e studio, ma mi ci sono imbarcata e vorrei proseguire spedita, ma è impossibile, perchè ho dubbi e insicurezze a non finire. L'aiuto che mi state dando è concreto e ogni vostro commento è davvero prezioso per me.
  9. fatacarabina

    ...molto Onorato (I parte)

    grazie ai commenti postati da Bradipo, ho apportati delle modifiche a questo racconto e alle altre parti per cui quello che leggi è una versione vecchia ormai.
  10. fatacarabina

    Onorato (parte IV)

    Grazie per le segnalazioni, Bradipi. Mi dai l'opportunità concreta di riflettere su delle incongruenze che io altrimenti non riuscirei a notare. Questa per me è davvero un'occasione preziosa!
  11. fatacarabina

    Onorato (parte IV)

    IV Sono giorni che Tahir non viene a scuola, ma Onorato lo aspetta ogni giorno con le tasche piene di biglie, sperando di vederlo spuntare prima o poi sulla viuzza che porta a scuola. Ha sentito dire dalle maestre che la scuola non fa per i ragazzi come Tahir ed è molto meglio che vada a fabbricare mattoni pure lui, che almeno un tozzo di pane a casa lo porta. In fondo stampare i mattoni con l’argilla e la sabbia e poi rigirarli al sole per farli seccare è quasi un gioco se non fosse che, come dice la mamma, un gioco è bello quando dura poco. Però chissà quante biglie potrà fabbricarsi ora. Non avrà mica bisogno delle sue e non dovrà neanche chiederle alla mamma come fa lui. Potrà impastarne quante ne vuole e colorarle di giallo e di blu, potrà farne di rosse,di verdi e potrà mischiare le tinte tra loro farne di mille colori, una diversa dall’altra. A questo pensa Onorato mentre siede in cucina davanti alla stufa che ogni tanto apre per gettarci dentro un legnetto da bruciare. Gli piace guardare la fiamma che avvampa all’improvviso ed è come se danzasse un ritmo indiavolato che può solo immaginare nella sua testa. Sono già un paio di volte che la madre sale su per la scala che reca alla loro camera e ne è scesa prima con alcune federe e lenzuola, poi portando delle coperte. Ora le impila sul tavolo e le impacchetta per bene con una tovaglia, legando tutto con dello spago, poi fa lo stesso con maglie, maglioni, gonne e grembiuli. Costante è stranamente silenzioso, si avvicina al tavolo della cucina e dal piccolo cassetto tira fuori un piccolo coltellino a punta con cui inizia a scorticare la crosta di formaggio che ha trovato in dispensa e ne da un pezzo a Arduino. Mentre i fratelli si spartiscono quella prelibatezza, Onorato chiede rivolto alla madre: “Mamma ma che stai facendo? Cosa sono tutti questi pacchi?” La mamma è talmente presa dai suoi pensieri che non l’ha nemmeno sentito. “Mamma, mi ascolti?” insiste Onorato. Onorato e i fratelli si guardano in faccia perplessi. Costante si alza e va verso la madre che è china a riunire fagotti e bagagli davanti la porta di casa, con una mano le tocca una spalla nel tentativo di attirare la sua attenzione. “Mamma” Anna finalmente si gira, incrocia gli occhi di Costante e in un attimo anche quelli degli altri due figli. “Che c’è? Cosa succede?” fa allora Anna. “Mamma, devi dirci tu cosa succede!” la esorta Costante. “Succede…succede che sto facendo i bagagli…ecco, vostro padre ha deciso che noi quattro rientreremo presto in Italia, mentre lui e Federico rimarranno qua a lavorare” spiega finalmente Anna. “Ma, mamma, e la scuola? Io voglio andare a scuola, voglio stare con i miei amici” dice Onorato. “Ci andrai in Italia a scuola!” riprende Anna “ Ce ne dobbiamo andare e alla svelta pure! L’altro giorno dove lavora tuo padre hanno pestato a sangue due italiani, dicono che sono stati gli operai tedeschi a farlo. A momenti ci rimettono le penne quei poveracci. E non è la prima volta che succede una cosa del genere! Ormai stà gente ci odia a morte, non ci vuole più, dicono che siamo dei traditori ed è per questo che torniamo a casa!” A casa? E questa che cos’è? Si chiede Onorato fra sé e sé. Per lui che è nato qua, nella Vesfalia del Nord, questa è la sua casa. Lui in Italia non c’è mai stato e non sa neanche dove si trovi. La madre ora ha preso a sfogarsi e lo fa come se pregasse, la sente dire che ormai le loro braccia, che sono state buone per cavare carbone e ferro dalle miniere, non servono più. Che la presenza dei lavoratori italiani non è più gradita perché rubano i posti di lavoro agli operai tedeschi. Ma che vuole sta gente! Che se ne tornassero al loro paese! Tornassero pure da dove sono venuti stì italiani crumiri e traditori! Onorato intanto osserva quelle quattro mura che sono la sua casa e improvvisamente il suo sguardo è attratto da un qualcosa di azzurro che stà proprio sotto il lavello. Si china per guardare meglio e si accorge che si tratta di una biglia. Deve allungarsi ancora un altro po’ se vuole raggiungerla. Finalmente riesce a prenderla, è sua! Esce di casa, il sole è tiepido e si siede sui gradini. Apre la mano e guarda la biglia che ha raccolto sotto il lavello. Osservandola meglio si accorge che la tinta azzurra non è uniforme. Nota dei puntini di pigmento blu scuro su un fondo azzurro più chiaro e che in alcune parti la tinta sembra essere trasportata via dal vento, come quello che ora gli sta soffiando leggero sul viso.
  12. fatacarabina

    Non salvatemi (versione rivista)

    Concordo con chi ha apprezzato la struttura del racconto distinto in tre quadri. In questa maniera questo breve racconto mostra velocemente tre flash e l'ultimo che conclude è raggelante, sconvolgente. La descrizione dell'agonia, della sensazione della vita che scivola via è davvero ben fatta Mentre ti dissangui nel silenzio, il dolore fisico si attenua, diviene una sorda eco lontana questa frase mi ha colpita davvero molto. e anche il cuore salta i battiti, decelera e io galleggio perchè secondo me ci sta proprio con il dissanguamento e con lo stato confusionale che subentra a causa della diminuzione del sangue circolante (emorragia/anemia acuta) e quindi dell'ossigeno nel sangue. Da il senso del disorientamento e dell'obnubilamento del sensorio. Non ho capito l'ultima frase Perché adesso lui è mio, per sempre. Scusami ma non l'ho proprio capita e mi piacerebbe un chiarimento al riguardo. Bel racconto, in poche righe sei riuscito a descrivere una trama, un fatto, una sequela di accadimenti, scene e sensazioni, pensieri ed emozioni.
  13. fatacarabina

    ...molto Onorato (I parte)

    Voglio ringraziarvi ancora una volta per i suggerimenti che mi avete dato, perchè mi avete aiutato concretamente a riflettere su alcune cose molto importanti. Ho modificato alcuni punti di questo racconto basato sulla vita di Onorato. Non è un lavoro facile per me che mi cimento per la prima volta nella scrittura creativa, ma è una cosa che mi sta prendendo molto sia a livello fisico che emozionale. Grazie di cuore.
  14. fatacarabina

    ...molto Onorato (III parte)

    messaggio ricevuto! mi metto al lavro!
  15. fatacarabina

    ...molto Onorato (II parte)

    Non so proprio come ringraziarti: anche qua per fortuna ho mia sorella che studia e conosce il tedesco, mi faro' aiutare da lei.
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