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Intes MK-69

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  1. Intes MK-69

    La Bomba

    Ciao @Mafra, hai ragione, non puoi capire. In effetti è stato un errore postare questo racconto perché è troppo contestualizzato nel libro di cui fa parte. Brevemente è una lotta interiore fra il narratore e l'autore che fanno capo ovviamente alla stessa persona. L'autore è un poeta mentre il narratore è uno scrittore. Si odiano e si contendono il corpo che li ospita che poi è il mio. Saluti e grazie, Mirko
  2. Intes MK-69

    Settanta volte sette

    Ciao @Solitèr, questa tua poesia è diretta e lineare ma solo fino ad un certo punto. Ad esempio non si comprende bene chi sia il soggetto che deve subire il continuo sopruso. Però forse è un bene poichè ognuno può vederci la figura che vuole, un padre, un marito, un aguzzino etc. Bello il riferimento numerologico. Ammetto la mia colpa, non me lo ricordavo,. In effetti quando lo hai spiegato mi è tornato in mente sotto forma di reminiscenza di quando andavo a catechismo. Si per certe persone l'unico perdono possibile è l'oblio ed è veramente la cosa più triste che un essere umano possa volere dalla propria morte. Grazie per aver condiviso questa tua poesia che mi ha arricchito come quasi ogni cosa che leggo in questo spazio. Saluti, Mirko
  3. Intes MK-69

    Quando scendo

    Ciao @Solitèr, grazie x la tua bella analisi che è sostanzialmente corretta. La giostra l'avevo intesa come l'inutile vorticoso trascorrere dei giorni che con le sue faccende ci allontana dai nostri ricordi, dalla nostra vera natura. Piccola opera d'arte mi pare eccessivo, ma grazie di cuore . Saluti, Mirko
  4. Intes MK-69

    La Bomba

    ...<< Ah, perché non figliai tutto un groviglio Di vipere, piuttosto che nutrire Simile derisione! Maledetta La notte degli effimeri piaceri In cui questo mio ventre ha concepito La mia espiazione! Dal momento Che tu m’hai scelta fra tutte le donne Per essere il disgusto del mio triste Marito, e ormai non posso rigettare Nel fuoco, come un biglietto d’amore, Lo stento mostro, io sul maledetto Strumento delle tue malvagità Rimbalzerò il tuo odio che m’opprime, e tanto bene torcerò quest’albero Miserando, che non potrà spuntare Le sue gemme appestate>>... Baudelaire, I fiori del male Ecco, l'ora è giunta: stanno venendo per togliermi la vita. Quella vita che ho amato dal primo istante. Certo, sono una bomba ma ho un cuore, ed è per questo che non sono esplosa. Ricordo ancora quel lontano giorno del 12 agosto del 1944. Il giorno del mio lancio, il giorno in cui avrei dovuto compiere l'odioso lavoro per il quale sono stata concepita. Distruggere e uccidere, senza pietà. Mi hanno riempita con 180 kg di odio e rancore. Ingredienti raccattati dagli angoli più bui della storia dell'uomo. Ed io, ve lo assicuro, che mentre ero alloggiata nella pancia del bombardiere pronta al lancio, ero smaniosa di fare male. Avevo gli occhi iniettati di sangue (occhi disegnati s'intende, ma l'autore di quell'orrendo disegno aveva ben compreso i miei umori) ma appena si sono aperti i portelloni di sgancio e mi sono librata nell'aria, sotto di me ho potuto ammirare uno spettacolo di una bellezza straordinaria che mai avrei potuto immaginare. Mai avrei potuto pensare che cielo, terra e mare potessero mischiare la loro epidermide diventando un tutt'uno. Un crogiolo di colori e di sfumature indistinguibili. E ho sentito il vento che mi accarezzava come se fossi stata una creatura dell'aria mite e gentile simile a un volatile. Come potevo io distruggere, rompere, uccidere, circondata da quello splendore? Più mi avvicinavo al suolo e più percepivo il dolore, la morte, la distruzione dalle rovine disseminate lungo la costa. Gli edifici avevano finestre sfondate che mi ricordavano le orbite vuote dei teschi. Gli ingressi devastati erano simili a bocche spalancate senza labbra. Filari di case silenziose gridavano al cielo tutta la loro angoscia. All'improvviso, quando ero ormai giunta a poche decine di metri dal suolo, ho sentito dei cuori pulsare all'unisono dall'interno di una galleria ferroviaria che stavo per annientare. Erano giovani soldati tedeschi terrorizzati. La paura di quei ragazzi, che si erano rifugiati nel ventre della terra per sfuggirmi, era palpabile. Piangevano, pregavano, baciavano le foto di madri, fratelli, fidanzate, aggrappati a quella loro vita passata per non perdere la speranza. Ed io piangevo con loro. Quante vite avrei dovuto spezzare, quanto dolore avrei dovuto elargire. Volevo gridare loro: “Non sono stata io a volere questa follia, perdonatemi se potete.” In quel momento ho odiato la mia natura e per la prima volta mi sono vista come un abominio. Ho smesso di sibilare e mi sono zittita. Avvolta in un silenzio irreale, ho chiesto grazia per loro al Signore pregandolo: “Prendi me e non loro” con le lacrime agli occhi (vernice sciolta scivolava simile a mascara sul mio viso). E più mi avvicinavo al mio obiettivo e più mi sentivo infelice. Ho maledetto il mio destino, la mia natura. Proprio pochi istanti prima di impattare al suolo ho avuto un'idea. Forse potevo risparmiare quelle vite. Pensai che se avessi trattenuto il fiato cercando di mettermi orizzontale sfruttando la forza del vento avrei potuto rallentare la caduta. E così riuscii, per miracolo, a non azionare la spoletta. Non è facile per nessuno andare contro natura e vi lascio quindi immaginare quanta fatica ho fatto per riuscire a non esplodere. Così penetrai nella terra, miracolosamente inesplosa. E lì ho vissuto restando immobile per più di settant'anni. Di certo penserete che non me la sia passata bene vivendo come un'inferma per tutto quel tempo. E devo ammettere che spesso avrei avuto voglia di muovermi per vedere il cielo, il sole o guardare giocare i bambini in riva al mare (come invidiavo le madri sedute a controllare i loro cuccioli, loro avevano avuto la grazia di dispensare la vita, io ero nata per elargire la morte). Ma avevo paura di urtare qualche pietra troppo violentemente così da non riuscire più a controllare tutta quella maledetta energia mortale di cui ero empia. Decisi di rimanermene al buio e in silenzio per il resto dei miei giorni, ma non mi lamento. Sopra di me ho sentito scorrere la vita. Ho visto i grilli saltare, sentito le cicale frinire, sbirciato lo scoiattolo correre in cerca di bacche. A volte alcuni bambini ignari hanno giocato a pallone proprio sopra di me. I loro piedini erano a pochi centimetri dal mio rivestimento metallico. Se avessero saputo chi c'era sotto di loro! Chissà come avrebbero reagito. Comunque, anche se mi avessero scoperta, non sarei mai esplosa. Piuttosto mi sarei soffocata con la terra. Non si possono uccidere quei fagottini innocenti pieni di vita. È inconcepibile persino per me, che sono una bomba progettata come ambasciatrice della morte. Credetemi, sono sincera quando affermo che sono stata una bomba fortunata. Ho avuto il privilegio di poter spiare la vita dalla finestra di un terrapieno. Non tutte le mie consimili hanno avuto questa opportunità. Certo, a essere sincera avrei preferito essere un altro genere di bomba. Tipo quelle che ho visto fotografate nei giornaletti che qualche anno fa i ragazzini curiosi leggevano di nascosto rifugiandosi da sguardi indiscreti dietro gli alberi che mi circondano. In quel caso non avrei avuto nessuna remora e sarei certamente esplosa senza nessuna vergogna. Ma ecco che stanno arrivando gli artificieri con il loro veicolo per il trasporto straordinario. Quale onore! Un onore che non avrei mai voluto mi fosse concesso. Invece mi avrebbe fatto piacere che ai lati delle strade ci fossero state le persone della città in cui ho vissuto in silenzio per tutti questi anni a salutarmi ma so già da me che non ci sarà nessuno. L'intera zona è stata evacuata e per me è un po' come tornare ai tempi della guerra quando percepivo palpabile la paura della gente come se fosse una cosa viva. Devo ammetterlo, mi fa male tutta questa diffidenza, ma non biasimo nessuno. Loro sanno che cosa ho dentro, forse più di me, e mi temono. Devo riconoscerlo, gli artificieri mi hanno trattata con i guanti è proprio il caso di dirlo. Il viaggio è stato breve, silenzioso e senza scossoni. Chi ha guidato il mezzo sapeva il fatto suo. Che differenza rispetto a quando mi hanno trasportata nell'hangar dove era pronto ad attendermi il cacciabombardiere sul quale dovevo essere alloggiata! Il breve viaggio allora era stato terribile e ci era veramente mancato poco che dalla rabbia non fossi esplosa su quel traballante camioncino. A quei tempi la gente doveva essere matta e non aveva paura della morte. Oppure ci conviveva da così tanto tempo che ormai non le dava più il giusto peso. Ecco, la morte. Io sono una sua creatura e adesso, che sono stata alloggiata con cura dentro questa cava, la vado finalmente a conoscere. Lei è mia madre mentre mio padre è l'uomo. Quell'uomo che finge di odiarmi ma sotto, sotto mi ama. Purtroppo come se fossi una sua amante e non sua figlia. Via su, uccidetemi, che aspettate! Non ho più voglia di pensare... Deflagra bomba, deflagra. Distruggi le interiora del poeta, riducile a frattaglia, a cibo per gatti. Pensa bomba, prima di esplodere pensa al poeta e gioisci. Il tuo destino per quanto amaro non è mai stato così patetico. Anche se in parte puoi ben capirlo. Come lui hai conosciuto l’esilio, la solitudine che l’accompagna. Ma tu a differenza di lui, sei sempre stata rispettata. Perché le persone ti hanno sempre temuta. Ricordati del tuo ultimo viaggio, al religioso silenzio che ti ha accompagnato durante il breve tragitto, il tuo funerale. Era un mutismo carico di terrore. Nessuno osava fiatare per chilometri e chilometri. Ben oltre la zona di sicurezza. Quella era una quiete, che in qualche modo, ti ha reso onore. Rifletti invece sull’oblio che riservano al poeta. Non è rispetto, nemmeno disprezzo, magari lo fosse! È indifferenza. Un animo gentile e ribelle come quello poetico è destinato al fallimento. Nessuno, dico nessuno, può provare empatia per un essere così miserando. La ribellione che tu hai avuto nei confronti del tuo destino invece, ha destato ammirazione. Perché sei pericolosa, sei letale, custodisci nell’animo il germe della distruzione. Il poeta invece scrive insulsi versi spesso incomprensibili che non riescono ad incantare nessuno. Sono ghirigori pretestuosi privi di qualsiasi pragmatismo. Dovrebbe imparare da te o almeno da me. Essere simile a una mano che non si fa problemi a schiaffeggiare o meglio ancora a chiudersi a pugno per colpire più forte e ferire. Allora sì che le persone potrebbero averne un’alta considerazione meditando seriamente sulla possibilità di seguirlo. Ma lui non si abbasserà mai a prendere lezioni da chiunque. Orgoglioso e presuntuoso com’è, andrà sempre dritto per la sua strada, la vista afflitta da questi suoi assurdi paraocchi. In questa maniera, tutto il male che lo circonda, finisce per essere come una supposta che lo penetra dall'orifizio anale. E da qui sale, sale, fino a giungere in quella caverna blasfema che è il suo intestino. E lì, al buio, dove i miasmi del poeta sono come (anzi forse persino peggiori) quelli di un uomo qualunque, dopo aver assorbito particelle velenose sempre più grandi, alla supposta ormai satura non gli resta che una unica cosa da fare: deflagrare. BOOOOOOOOMMMMMM!
  5. Intes MK-69

    Nel nome dei padri

    Ciao @Mafra, incuriosito dal tuo intervento nella sezione riguardante il Calvino ti sono venuto a leggere e devo dire che ho fatto bene, perchè il tuo racconto valeva la pena di essere letto. L'ho trovato in tema con l'argomento (a dire il vero abbastanza vago) del concorso, ben scritto (ho notato solo qualche virgola mancante, ma scappano anche a me e me lo devono dire gli altri che mi sono sfuggite) e anche la storia, sebbene non originalissima, mi risulta gradevole. Meritava di passare? Questo non lo so perchè, lo ammetto, non ho letto le opere finaliste quindi non sono la persona più indicata per dirtelo, però sicuramente poteva, è un buon racconto, quindi capisco la tua delusione per non essere passato. Molto bello l'incipit così ricco di sapori e profumi pieni e intensi. Mi è piaciuto molto come lo hai finito questo tuo racconto, un bel messaggio che sprona il lettore a non avere paura per qualcosa che deve comunque accadere. Meglio non preoccuparsi di morire, molto meglio adoperarsi per vivere una vita che non permetta ai prepotenti di averla vinta. Io per quello che hai detto e per come lo hai detto ti avrei tenuto in considerazione, molto meglio, per me , di tante "menate" che poi difficilmente hanno un messaggio così chiaro e ben definito. Però, non credo sia il modo d ragionare del premio in questione. La tua scrittura, così come la mia, è molto piana che non è un difetto, ma non credo piaccia molto ai "Calvinisti". Non so, ma a me pare, da come ti esprimi (è solo una sensazione) che tu il dialetto della tua regione lo conosca bene. Ecco, fossi in te imbastardirei il tuo italiano con delle espressioni dialettali, che paiono andare molto in voga, è sicuramente il modo più facile per smarcarsi dall' accusa(?????) di possedere una scrittura piana. Proverò a postare anch'io qualcosa nella sezione racconti in modo da scoprire un poco anch'io le carte. Saluti e in bocca al lupo, Mirko
  6. Intes MK-69

    Quando scendo

    Quando scendo Parlare con te come se tu fossi ancora viva mi fa stare bene. Parlo solo con la bocca a ruota libera come un cr[ic]etino. Dove sei? Che domanda stupida! È che quando scendo dalla giostra ho un capogiro Questo brutto vizio di pensarti.
  7. Intes MK-69

    A gambe incrociate - Spiegare il pensiero

    Ciao @Talia, ti trovo diversa in questa poesia rispetto ad altre tue che ho letto. Trovo sia giusto provare a trovare dentro di noi altre strade, anche se quella che ho imparato ad apprezzare in altre tue poesie precedenti (che erano più narrate, in un crescendo lento e costante di intensità), mi piaceva veramente molto e sebbene trovo questa tua poesia riuscita, un po' di nostalgia per la vecchia via, magari per te un poco polverosa, non nego di provarla. Comunque gli echi mi hanno ricordato un mio vecchio testo anche se lì parlavo di amicizie ormai perse, mi ha fatto piacere ritrovarli nella tua poesia sebbene abbiano un'accezione differente. Bellissimo il seguente passaggio: Mi è piaciuto l'accostamento dell'arancia alla paura, che fa venire in mente la pelle quando per lo spavento può diventare simile alla buccia dell'arancia. Viviamo purtroppo in un'epoca così, piena di paure, dove la ragione non riuscendo a dare risposte genera timori incontrollati. Più che vuota di uomini quest'epoca la trovo vuota di valori, che da soli non possono dare risposte, ma ci danno certezze. Forse è per questo motivo che affermi che non ci sono veri uomini? Beh, in effetti ragionandoci sopra le due cose possono coincidere o meglio essere consequenziali. Però questa parte la trovo troppo spiegata, io l'eliminerei o la scriverei in modo diverso. Visto che hai deciso di abbandonare la narrazione poetica io lo farei del tutto. La chiusa è molto buona ma @Poeta Zaza ha trovato il modo di migliorarla e io, se fossi in te, le darei retta Saluti, Mirko
  8. Intes MK-69

    Premio Italo Calvino XXXIII edizione [scad. 28/10/19]

    Ciao a tutti ragazzi, come @ivalibri anche io non credo ai complotti. Certo, il Calvino è un'agenzia letteraria e come tale nel loro giudizio non tengono conto soltanto della validità dell'opera, ma anche della sua vendibilità e ciò non lo nascondono nemmeno nei loro giudizi. Giusto, sbagliato? Io su questo non mi esprimo, però è così, ed è abbastanza chiaro, così come è chiaro che prediligano storie poco lineari popolate da personaggi dal pensiero "obliquo". Purtroppo un libro è più facilmente vendibile se la persona che lo ha scritto, sebbene sia un esordiente, si sia fatto in qualche modo conoscere in ragione di una qualche attività. Temo quindi che a parità di giudizio, il nome di chi ha scritto "l'opera" a torto o a ragione conti nel processo di selezione della rosa dei finalisti (e forse anche in quella dei segnalati). Quindi chi come me non lo conosce nessuno e trova difficoltà persino a farsi leggere da sua moglie, temo che vi siano poche speranze, a meno che uno di voi non abbia scritto qualcosa di veramente notevole, quasi rivoluzionario. Poi, per quello che riguarda l'editoria invece avete pienamente ragione, leggo cose scritte da autori noti che non valgono quello che ho letto da perfetti sconosciuti. Saluti e in bocca al lupo, Mirko ps: @pas, l''invidia non è un sentimento sempre malato. Lo è se ti porta a distruggere il lavoro altrui denigrandolo, se invece ti spinge a migliorarti è un sentimento sano, dipende da come lo indirizzi.
  9. Intes MK-69

    Fai viaggiare la tua storia [22/03/2020]

    Complimenti @follettina747, mi spiace (più per me a dire il vero) ma non posso aiutarti. In bocca al lupo e facci sapere come viaggerà la tua storia, Saluti, Mirko
  10. Intes MK-69

    Lampi di Poesia 10 - Off topic

    A proposito @Ippolita2018, e gli endecasillabi che fine han fatto? Sono passati a miglior vita? Li abbiamo assassinati? Beh, con uno come me in squadra, ci sarebbe stato da scommetterci.🤣
  11. Intes MK-69

    Lampi di Poesia 10 - Off topic

    Grazie @Ippolita2018, per i tuo gentile invito. Spero di riuscire a partecipare, guarderò le tracce e il tempo che avrò a disposizione per dedicarmici (maledetto tempo è sempre così poco...) Saluti, Mirko
  12. Intes MK-69

    IoScrittore

    Concordo con ciò che dici @Banana In Pigiama, purtroppo quest'anno ci sono cascato, ma in effetti sono sempre stato titubante nel partecipare o meno proprio per il motivo che hai esposto tu. A ben pensarci fanno svolgere gratuitamente un lavoro che avrebbe impiegato un bel po' di persone. Un bel risparmio per le case editrici che in questo modo non fanno altro che avvalorare la tesi che ormai chi pubblica è solo un'impresa esattamente come chi fabbrica mobili, o vestiti, o armi. Il bello di questo torneo è effettivamente il poter leggere le opinioni di chi non è professionista del settore (ed è questo poi il motivo che mi ha spinto ad iscrivermi), però a questo punto si potevano scegliere formule miste dove una quota parte dei finalisti veniva scelta dai partecipanti mentre l'altra era selezionata da dei professionisti. Organizzato in questa maniera il torneo in effetti da l'idea di essere stato concepito solo per risparmiare. Saluti, Mirko
  13. Intes MK-69

    Fai viaggiare la tua storia [22/03/2020]

    Perfetto, grazie @Irene51, non sapevo nemmeno della possibilità di accedere dall'altro sito. Sapevo che mi era sfuggito qualcosa, grazie
  14. Intes MK-69

    Fai viaggiare la tua storia [22/03/2020]

    Ciao @Irene51, grazie x la risposta, ma io non ho nemmeno trovato il generico "la redazione ". Dove hai attinto tale informazione?
  15. Intes MK-69

    Premio Italo Calvino XXXIII edizione [scad. 28/10/19]

    Penso che tutti i libri finalisti siano dei buoni libri e vincere o meno dipenda non tanto dal meccanismo scelto dalla giuria quanto dal fattore C. Ma onestamente questo non credo che sia un mio problema e quindi, da questo punto di vista, dormo sonni tranquilli...
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